Il Paese non può attendere oltre. Falso in Bilancio e Prescrizione.

Nella categoria Azione di governo da su 9 marzo 2015 0 Commenti

Corruzione, voto di scambio, falso in bilancio ed autoreciclaggio. Questi i temi del disegno di legge contro la corruzione, presentato nel marzo 2013 da Pietro Grasso, al tempo neo senatore e neo presidente del Senato, nel suo primo giorno di mandato a palazzo Madama. Primo giorno con un primo, ottimo proposito. Queste le sue parole:

 Il Paese non può attendere oltre.  La corruzione ha un costo economico e sociale altissimo, altera il mercato, deprime gli investimenti e lascia ampi spazi di manovra alla  criminalità”.

A quanto pare, eccome se l’Italia può aspettare: è da due anni che il disegno di legge sulla corruzione di Pietro Grasso è al vaglio della Commissione di giustizia.

Come si poteva immaginare, gli scandali di Mose e Mafia Capitale ( e il conseguente discorso del neo presidente della Repubblica Mattarella nel giorno del suo insediamento) hanno riportato urgentemente l’attenzione sull’approvazione di una legge anticorruzione. Tra i temi caldi, uno dei più discussi è sicuramente quello sul Falso in bilancio.

Sull’importanza dello stesso, rimando al dettagliato, nonché molto interessante articolo del Professor Luciano Hinna http://anticorruzione.eu/2015/02/perche-e-importante-il-falso-in-bilancio-di-luciano-hinna/ di cui invito la lettura.

Porrei invece l’attenzione sui fatti d’attualità.

Il 17 febbraio 2015 è stato chiuso l’accordo sul falso in bilancio, reato perseguibile d’ufficio, e sulla prescrizione prevedendo particolari novità per il primo. Vediamo brevemente le norme.

Per quanto riguarda il falso in bilancio sono state introdotte delle differenze di pena tra società quotate in borsa (3-8 anni), non quotate (1-5 anni) e piccole imprese ( 6 mesi-3 anni), con eliminazione della soglia di “non punibilità” del 5 % del risultato economico ( o 600 000 del volume di affari) ed esclusione di intercettazioni per le società non quotate. Proprio rispetto a quest’ultimo punto, in questi giorni,  la maggioranza sembra prendere una posizione decisiva, ispirata alla proposta di legge delineata da Pietro Grasso due anni fa. Questa permetterebbe infatti di applicare il “regime delle intercettazioni” anche alle società non quotate. Per essere chiari, il Ddl prevedeva una circostanza aggravante per cui in caso di “grave danno ai soci, ai creditori, ai risparmiatori o alla società”, la pena sarebbe aumentata “fino alla metà” sia per società quotate che non quotate. I 5 anni di pena delle società non quotate salirebbe cosi a 7, rendendo possibili le intercettazioni.

Se per il falso in bilancio esiste una maggioranza, cosi non si può dire per la prescrizione che sembra infatti disperdere i consensi. Si sta giusto lavorando per un compromesso tra Ncd e Pd, il primo a favore di un aumento assoluto della prescrizione (fino a triplicarla); il secondo, a favore di un aumento della stessa, con riferimento alla “specificità” dei reati di corruzione.  Qualora vincesse Ncd, il reato di corruzione diventerebbe un “reato imprescrittibile” a detta di Costa. Vediamo il perché. Se fosse approvato il testo votato giovedi in commissione, la prescrizione sarebbe di 10 anni (massimo della pena), più 5 anni ( la metà), più 3 anni (il tempo per le interruzioni) e altri 3 anni ( di cui 2 per fare l’appello e 1 per la Cassazione), per un totale di 21 anni. Attualmente il testo prevede invece una prescrizione totale di 12 anni e mezzo ( 10 corrispondenti al massimo della pena e 2 e mezzo corrispondenti ad un quarto della stessa). Il compromesso cui mi riferivo sembra prevedere un aumento della prescrizione ( 10 più 5) solo in presenza di interruzioni processuali (in caso contrario la prescrizione durerebbe 10 anni).

Si va molto a rilento. Per farsi un’idea, in questi giorni, alla Camera sono stati votati ben 12 emendamenti (250). La conferenza dei capigruppo ha deciso di rinviare il tutto alla settimana dal 17 al 19 marzo, più di una settimana dopo rispetto a quanto stabilito.

L’Italia non potrebbe aspettare.

Mentre in Senato si discute sul Ddl, gli scorsi giorni hanno visto l’inchiesta di Mafia Capitale arricchirsi di indagini. Sembra infatti che la ormai nota organizzazione criminale abbia tentato di estendere i propri tentacoli sulla vendita del patrimonio del Campidoglio, con l’obiettivo di acquisire la proprietà di immobili con l’80% di sconto.

No, l’Italia non può aspettare.

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Studentessa di Business Administration all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, 23 anni. Ancora non so chi sarò da grande. Per ora mi appassiono a tutto ciò che riguarda eticità, trasparenza ed integrità; sperando di poterne fare, un giorno e in qualche modo, il mio lavoro.

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