L’importanza della prevenzione per evitare fenomeni di corruzione e di riciclaggio. Articolo a cura della Dr.ssa Emanuela Sessa, discente del Master Anticorruzione, IV Edizione, Università degli Studi di Roma Tor Vergata

Nella categoria Analisi e Ricerche, Articoli Master Anticorruzione da su 7 febbraio 2020 0 Commenti

Il reato di corruzione è considerato uno delle minacce maggiori volto a produrre proventi da riciclare e dar vita al reato di riciclaggio. Difatti, è necessario porre in essere azioni di prevenzione che mirano a contrastare e ridurre il rischio di riciclaggio. Ecco che si parla di antiriciclaggio, un’attività che combatte la corruzione perché blocca il reimpiego delle utilità dei reati ostacolando il realizzarsi della corruzione. Invero, le attività di antiriciclaggio e anticorruzione sono volti al mantenimento di condizioni di integrità nell’economia e nei mercati. Entrambe vogliono porre in essere  un’attività di prevenzione per reprimere i reati. Le disposizioni che regolano i sistemi di prevenzione anticorruzione e antiriciclaggio appaiono preordinate alla realizzazione di un contesto organizzativo e di trasparenza che cerca di impedire e ostacolare la commissione di reati. Le misure di prevenzione sono volte ad accrescere la trasparenza complessiva del sistema e a stimolare la sua capacità di reazione rispetto a tentativi di infiltrazione. La normativa secondaria emanata dalla Banca d’Italia impone gli intermediari finanziari di adottare la verifica rafforzata nei confronti di soggetti che occupano o hanno occupato importanti cariche pubbliche e che vanno considerati a più alto rischio di riciclaggio. Ciò è stato realizzato affinchèl’Italia sia in linea con gli standard internazionali. I principi internazionali hanno richiesto l’istituzione di una Unità di Intelligence Finanziaria (FIU) con una funzione di collegamento tra operatori economici qualificati, obbligati alla segnalazione delle operazioni ritenute sospette. Infatti, nel 2007 tale compito viene affidato all’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia costituita presso la Banca d’Italia che analizza le operazioni segnalate, con l’obiettivo di valutare il contesto finanziario nel quale opera il segnalato, accertare l’origine e la destinazione dei fondi e individuare le possibili finalità illecite. Tale Unità elabora modelli e schemi, in base alle informazioni ricevute, che rappresentano comportamenti anomali sul piano finanziario. Di contro, l’eccessiva percezione di elevati livelli di corruzione e di riciclaggio tende a condizionare i giudizi di affidabilità complessiva del sistema del nostro paese, influenzando le scelte economiche e di investimento. È necessario, pertanto, che nasca un contesto organizzativo in cui sviluppare funzioni di consapevole valutazione dei rischi e di efficace pianificazione degli interventi, nonché è possibile far nascere una cultura del controllo basata sulla formazione, sulla conoscenza delle norme e sull’assistenza al loro rispetto.

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