BUROFISCO. IL CAOS DI LEGGI E DECRETI.

 

procedimento amministrativo

Nel 2016 sono state prodotte duemila pagine di nuove misure fiscali: un caos tributario che frena l’economia.

Sempre nello stesso anno, secondo i dati raccolti dalla Cgia di Mestre, 21 milioni di contribuenti (!) avevano una pendenza economica con la vecchia Equitalia inferiore ai mille euro. A far numero concorreranno di sicuro gli evasori del bollo auto o del canone Rai ma il resto è rappresentato da normalissimi cittadini che messi di fronte a un fisco sia ipertrofico sia arcaico avranno comprensibilmente commesso qualche piccolo errore. L’aneddotica in materia è ricca e va sicuramente ben oltre l’argomento fiscale (stiamo ancora aspettando il bando per i competence center previsti da Industria 4.0 e attesi nel febbraio scorso) ma è chiaro che la materia tributaria è politicamente incandescente. Gli artigiani devono dedicare una buona parte del tempo dei propri lunedì lavorativi proprio a cercare di dipanare la matassa degli adempimenti prima di andare dal commercialista e procedere. La complessità del sistema però non sta travolgendo solo i semplici contribuenti ma anche quelli che dovrebbero essere gli esperti della situazione come gli addetti ai Caf e gli stessi fiscalisti sono, secondo la Cgia, «disorientati». E si tratta sicuramente di un eufemismo.

Ieri, ultima in ordine di tempo, è stata varata una nuova versione della web tax, che cambia ancora, slitta di un anno, e scatterà dal primo gennaio del 2019. Ieri la Commissione Bilancio del Senato – racconta Darlo Di Vico, su Il Corriere della Sera del 26 novembre 2017, alle pagine 1 e 6 – ha approvato un nuova formulazione della tassa sulle transazioni digitali, ne ha esteso la portata anche a quelle con i clienti e non solo più tra imprese, ma entrerà in vigore solo tra dodici mesi. E alla manovra viene meno un pezzettino della «copertura» garantita dall’imposta, tra i cento e i duecento milioni che si prevedevano di incassare già l’anno prossimo e che erano stati già «ipotecati» per finanziare altre misure. Entro il 30 aprile del 2018, prevede la proposta presentata da Massimo Mucchetti, Pd, un decreto del ministro dell’Economia definirà gli aspetti tecnici.

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