BUROCRAZIA: LA REGIONE TOSCANA INVITA A NON APPLICARE UNA SUA LEGGE.

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Il Consiglio regionale della Toscana ha approvato una legge talmente complicata da invitare i destinatari a non rispettarla. Un paradosso – racconta Gaetano COSTA, su ItaliaOggi, del 22 settembre, alle pagine 1 e 4 – che ha colpito i proprietari di strutture ricettive e balneari che, già alle prese con carte e documenti, hanno protestato contro l’entrata in vigore della norma.

Gli stessi legislatori si sono resi conto delle difficoltà introdotte dal provvedimento. E hanno spinto i comuni e gli albergatori a non tenerne conto.

Il 20 dicembre del 2016, la Regione Toscana ha varato la legge numero 86 recante il «Testo unico del sistema turistico regionale», ovvero un sistema di norme che hanno disciplinato, tra le altre cose, il settore delle locazioni turistiche su piattaforme online come Airbnb.

All’articolo 83, la legge obbliga i titolari e i gestori di attività ricettive e strutture balneari a «presentare allo sportello unico competente per territorio un’apposita comunicazione avente per oggetto le caratteristiche e l’elencazione delle attrezzature e dei servizi entro il 30 settembre di ogni anno, anche qualora non ci siano state variazioni rispetto alla precedente comunicazione». Pena: sanzioni che vanno dai 250 ai 1.500 euro.

In questo modo, la Regione ha imposto ai proprietari delle strutture di comunicare le proprie caratteristiche al Comune di competenza, anche se i dati, rispetto al passato, non hanno subito variazioni.

I Comuni coinvolti, in tutto 286, hanno fatto notare che il provvedimento avrebbe introdotto un ulteriore e inutile carico di lavoro. E hanno chiesto una modifica dell’articolo in questione.

Nel frattempo, lo scorso febbraio il governo ha impugnato la legge sul turismo: la norma sulle locazioni turistiche, secondo il consiglio dei ministri, invaderebbe la competenza esclusiva dello Stato in materia di ordinamento civile.

Come ha riportato Repubblica Firenze, in attesa dei cambiamenti della norma la Regione ha inviato una circolare in cui s’invitano «gli enti competenti a valutare l’opportunità sia di non tener conto di tale scadenza, sia di non procedere all’applicazione delle sanzioni». La Regione ha dato quindi il permesso ai Comuni e ai titolari delle strutture ricettive di ignorare una legge introdotta dallo stesso ente.

Negli uffici comunali della Toscana, però, non sanno che cosa fare. Fingere che la norma non esista? Non dare multe? Chiedere chiarimenti alla Regione? Nonostante sia lo stesso legislatore ad aver dato il via libera a non rispettare la legge, albergatori e Comuni non hanno intenzione di infrangerla per evitare possibili conseguenze. E la fase d’impasse, in Toscana, prosegue.

 

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