Il Familismo Amorale

Nella categoria Analisi e Ricerche da su 31 luglio 2017 0 Commenti

 

 

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Uno degli aspetti spesso sottovalutati quando si parla di corruzione, intesa nel suo senso più ampio, cioè come degenerazione del sistema sociale in forme di clientelismo e malaffare è quello che il politologo americano Edward C. Banfield chiama Amoral Familsm nella sua celebre opera The Moral Basis of a Backward Society del 1958, tradotta in Italia nel 1976 col titolo Le basi morali di una società arretrata dove analizza le relazioni sociali e l’etica che guidano i cittadini di Chiaromonte, un paesino della Basilicata, durante i primi anni 50’, con lo scopo di capire quali siano le basi morali che portano al sottosviluppo.

 

Col termine familismo amorale si intende una morale e un insieme di comportamenti e modi di relazionarsi che distinguono e separano il proprio nucleo familiare dal resto della società.

Si tratta di una morale che contrappone un “noi” dove vigono legami di sangue strettissimi e forti, guidati da un sistema di diritti e doveri davvero vincolanti e visceralmente sentiti che portano ad agire col massimo impegno affinché i membri della famiglia possano ottenere prosperità, potere, posizioni, influenza e benefici, spesso a scapito di un “resto del mondo” contrapposto al “noi”, verso cui non di prova nessun senso del dovere, ma anche nessun senso del diritto.

Pertanto nei confronti dello Stato e della comunità manca ogni senso di vera appartenenza, manca una morale guida, un’etica dell’impegno e della legalità realmente interiorizzata, di conseguenza diventa lecita ogni infrazione, piccola o grande che sia, se giustificata da un interesse familiare che è sempre sentito come più importante.

 

La morale esiste ma è relegata al proprio nucleo di appartenenza, tutto ciò che è fuori da questo nucleo è fuori dalle categorie del bene e del male, è qualcosa di alieno, spesso avvertito come ostile.

Il familismo amorale è una forma patologica di interesse verso i propri familiari, una degenerazione dell’affetto che porta all’immoralità e all’amoralità.

Il “familista amorale” se può infrangere una regola morale, una legge dello Stato per ottenere un vantaggio per i propri cari, senza subire un danno, o avendo un rischio bassissimo di incorrere in una punizione, la infrange senza pensarci due volte, non sentendosi mai “cattivo”.

Questo accade non perché sia senza morale, ma perché per lui la collettività, lo Stato con le sue istituzioni sono fuori dalla morale, da quell’insieme di diritti e doveri emotivamente sentiti, avvertiti come prescrittivi solo verso i propri affetti, e pertanto fuori da quest’ambito di riferimento agisce in maniera immorale e spesso illegale poiché le leggi e le regole, sono per lui forme astratte, si trovano in uno spazio nebuloso e vago, una zona a-morale.

 

Il disinteresse verso ciò che va oltre il proprio orizzonte affettivo diventa un ostacolo enorme allo sviluppo economico e sociale, all’associazionismo, alla condivisione di pratiche che diano un vero beneficio a tutti i cittadini.

Se ci riflettiamo questo modo di agire è alla base di distorsioni del vivere civile che vanno dalle piccole cose come aiutare un parente ad aggirare una lista d’attesa, alle più grandi, come l’associazione a delinquere di stampo mafioso.

 

Banfield descriveva la Basilicata degli anni 50’, ma pensandoci bene anche oggi, e non solo nelle zone più arretrate del Meridione il familismo amorale è diffusissimo, questa moralità a corto raggio è il terreno fertile per ogni corruzione e degenerazione, per ogni forma di clientelismo e malaffare.

È ciò che sta distruggendo l’Italia, è l’abbassarsi dello sguardo che tiene conto solo dell’interesse vicino nel tempo e nello spazio, è il restringimento della morale all’ambito dei miei vicini, dei mie cari.

È il soffocamento di un respiro più ampio che sa vedere nelle regole e nelle leggi che democraticamente decidiamo di darci uno spazio positivo per il bene comune, per la valorizzazione del merito e della competenza, capace di agevolare lo sviluppo di tutti.

È il ritrarsi egoistico che dovremmo cercare di evitare, sviluppando un intelligenza sistemica capace davvero di ridare spazio a un senso di appartenenza a una collettività davvero grande e inclusivo.

 

Nel mio prossimo articolo vedremo meglio come il familismo amorale si intreccia con fenomeni di corruzione reticolare.

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sull'autore ()

Ho 29 anni e sono laureato in Scienze dell’Informazione, della Comunicazione e dell’Editoria, attualmente studio Filologia Moderna per poter realizzare il mio sogno di diventare un insegnante. Mi piace scrivere e approfondire gli argomenti che mi interessano e credo che il tema della legalità, dell’educazione a una cittadinanza attiva e consapevole sia la base del vivere civile, l’unico modo per costruire un futuro migliore, e penso che questo progetto sia un ottimo modo per promuovere tutto ciò, un modo per avvicinare le nuove generazioni al tema della corruzione per imparare a riconoscerla e combatterla.

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