Scandalo Volkswagen. Confronto tra America ed Europa

Nella categoria Whistleblowing da su 19 ottobre 2015 0 Commenti

Il tema del imageswhistleblowing riguarda anche, e forse soprattutto, lo scandalo Volkswagen. Non perché qualcuno ha denunciato l’illegalità che si stava compiendo da molto tempo, ma perché nessuno ha detto niente. Come è possibile che nessuno sapeva niente? La mancanza di un whistleblower all’interno di questo grande gruppo lascia, diciamo, sbalorditi.

Ma perché il tutto è scoppiato in America e non in Europa? Perché i controlli su consumi dichiarati ed emissioni sono più serrati. Uno dei problemi riguarda la diversità che c’è tra il consumo dichiarato e quello reale, tra le emissioni dichiarate e quelle reali.

Purtroppo ciò accade grazie al ciclo di omologazione NEDC (New European Driving Cycle) che risale agli anni 70 e l’ultimo aggiornamento al 1997. Come funziona? Vengono ripetuti 4 cicli “urbani” (ECE-15 Driving cycle) ad una velocità massima di 50Km/h; ed uno extraurbano (Extra-Urban Driving cycle) alla velocità massima di 120Km/h. A cosa servono questi test? Per valutare i consumi, ma anche le emissioni inquinanti di un autoveicolo. Il ciclo dura 1181 secondi. Prima del test il veicolo viene bagnato per almeno 6 ore ad una temperatura di 20-30°C. Fino al 2000 si permetteva al motore di girare al minimo per almeno 40 secondi e dopo questo lasso di tempo si iniziava il test; ora quando il motore si accende vengono subito effettuati i test e preso il campionamento per le emissioni inquinanti. Il test si esegue su banco a rulli dove la macchina sta ferma e si muove il tapis roulant. Le critiche al sistema riguardano il fatto che sia un modello poco realistico a causa di accelerazioni deboli che cercano di simulare il ciclo urbano ed extraurbano. Dura poco, circa 11Km ed ha una normativa troppo permissiva. Viene visto piuttosto utile per confrontare consumi ed emissioni di diverse vetture (http://www.unep.org/transport/gfei/autotool/approaches/information/test_cycles.asp).

In America vige l’FTP-75 (Federal Test Procedure) che è un sistema più complesso, ferreo, vicino alla realtà, dura di più, vengono percorsi più chilometri ed è più particolareggiato. Vengono fatti 5 test differenti: guida urbana (FTP-75 proper), autostrada (HWFET), alta velocità (SFTP US06), con aria condizionata accesa (SFTP SC03), a basse temperature. Chi certifica i risultati all’Epa (Environmental Protection Agency) sono gli stessi produttori. Può sembrare strano, ma in realtà a sua volta l’Epa analizza nei suoi laboratori alcuni campioni per capire se qualcuno ha dichiarato il falso.

Infatti è stata proprio l’Epa a scoprire il software che permetteva di allineare i parametri richiesti per i veicoli a gasolio solo nel corso dei test, mentre nella realtà le emissioni potevano superare fino a 40 volte quelli dichiarati. (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/21/volkswagen-maxifrode-sulle-emissioni-ambientali-rischia-multa-da-18-miliardi-di-dollari/2053328/) In America ci sono molte restrizioni sulle emissioni inquinanti e soprattutto su quelle di ossidi d’azoto (NOx). Fregare il sistema non è semplice, ma quello che il software faceva era proprio riconoscere quando venivano effettuati i controlli, dalle accelerate e dai rilasci, abbattendo proprio le emissioni di ossidi d’azoto. Quello che c’è da dire è che mentre la Volkswagen ha truffato il mercato americano illegalmente; in Europa vengono usate le scorciatoie, o meglio, i buchi derivanti da una normativa non pienamente efficace a favore delle case automobilistiche, ma non proprio dell’ambiente.

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Ho 23 anni e sono uno studente al secondo anno di "Master of science in Business Administration" all'Università di Roma "Tor Vergata". Laureato nel 2014 in "Economia e Management" sempre a Tor Vergata. Diplomato al Liceo Scientifico Statale "Vito Volterra" di Ciampino nel 2011. La mia mail è: daniele.favero2@virgilio.it

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