L’Avvogator

Nella categoria Italia da su 30 maggio 2015 0 Commenti

Una ripresa economica effettiva e duratura è ancora lontana, e certamente non aiutano le notizie diffuse dalla Corte dei Conti di Roma. In Italia, si stima che i costi diretti della corruzione solo nel sistema privato ammontano ogni anno a 60 miliardi di euro (il Sole 24 0re del 26/05/2015). Pur sempre una stima, più o meno attendibile, che comunque ha il pregio di mettere in evidenza l’incredibile ammontare di denaro disperso negli ingranaggi della corruzione. Sessanta miliardi di euro che mancano alle casse dello stato. Soldi che potremmo usare per dimezzare l’iva, con l’effetto di ridurre il costo dei beni e di far ripartire i consumi. Si potrebbero abbassare le tasse, incentivare l’occupazione, potremmo aumentare i servizi pubblici, migliorare la sanità e la sicurezza, insomma se non ci fosse questo buco nero l’Italia potrebbe essere un paese migliore in cui vivere. Per rispondere alle critiche dell’Unione Europea sull’insufficienza di azioni effettive contro la corruzione, il Governo sta tentando di dare attuazione alla legge 190 individuando, in ogni amministrazione, un responsabile dell’anticorruzione. Corsi e ricorsi storici ci vengono in aiuto.

A Venezia già nel XIV secolo esisteva la figura dell’Avogator, il quale aveva una funzione precisa: controllare che non venissero effettuate ruberie ai danni del bene pubblico. Poteva svolgere questo ruolo solamente chi non aveva nessun conflitto d’interesse con ciò che doveva controllare (“Corruzione a norma di legge: la lobby delle grandi opere che affonda l’Italia” Giorgio Barbieri e Francesco Giavazzi). Potrebbe essere questa la chiave per individuare meglio, e prima, i problemi di corruzione del nostro paese. Come dice Cantone: “Bisogna cogliere ogni occasione per dare un segnale forte: cambiare gli uomini e innovare le strutture, per dimostrare che siamo capaci di intervenire e sanare le ferite.” (intervista rilasciata a Gianluca Di Feo nel libro “Male italiano”). La corruzione è un cancro che ha colpito il nostro Paese ad ogni livello, e che durante la prima e la seconda repubblica ha messo in evidenza la responsabilità dei vari governi. E nonostante sembri che ci rivolgiamo al contagio per risolvere la malattia del contagiato, spetta proprio alla politica cercare un antidoto affinché queste cose non si ripetano più.

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Ho 23 anni e sono uno studente al secondo anno di "Master of science in Business Administration" all'Università di Roma "Tor Vergata". Laureato nel 2014 in "Economia e Management" sempre a Tor Vergata. Diplomato al Liceo Scientifico Statale "Vito Volterra" di Ciampino nel 2011. La mia mail è: daniele.favero2@virgilio.it

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