In India vince il Partito Anticorruzione

Nella categoria Estero da su 27 febbraio 2015 0 Commenti

Il 10 Febbraio scorso, il “Partito dell’Uomo Comune” (Aam Aadmin Party Aap), altrimenti noto come il partito anticorruzione, ha vinto – in maniera schiacciante nonché sorprendente – le elezioni amministrative di New Delhi, in India.

I dati – L’Aap ha ottenuto il 54% dei voti, contro il 32% del Bharatiya Janata Party (Bjp) e il 9% del Congresso Nazionale Indiano, che aveva guidato la città per 15 anni. A sostenere Aap ed il suo leader Arvind Kejriwal sono stati soprattutto i voti dei giovani e della classe media, che rappresenta il 60% dei 13,3 milioni di elettori chiamati alle urne.

La sensazione che si riceve, guardando ai risultati di queste elezioni, è quella di un sentimento di frustrazione e di insoddisfazione delle persone che si riversa, in campo politico, nell’elezione di personalità forti e di rottura, simbolo di una sorta di “rivoluzione” rispetto al passato. Questo è ciò che è successo per esempio in Grecia con la vittoria di Syriza e del suo leader Alexis Tsipras e che sembra possa ripetersi ora in India con Arvind Kejriwal, fondatore e leader del movimento politico che, alle votazioni di Delhi, ha conquistato 67 seggi su 70.

Quest’uomo, Arvind Kejriwal, è un ex funzionario del fisco che nel tempo si è avvicinato al movimento anticorruzione di Anna Hazare, attivista e sociologo fondatore del Movimento anticorruzione indiano nel 2011, diventandone un impegnato attivista e fondando, infine, nel 2012 il proprio partito.

New Dehli vota Aap per la seconda volta: già nel 2013 infatti Kejriwal si insediò come Chief Minister (governatore), ma si dimise solo 49 giorni dopo, affermando che i grandi partiti avevano bloccato la sua legge anticorruzione impedendogli di vararla. Il fallimento è forse stato dovuto all’eccessiva onestà intellettuale di Kejrival che non gli ha permesso di trattare con i politici.

La speranza è che, questa volta, il neo governatore riesca a portare avanti la sua lotta, realizzando gli obiettivi annunciati in campagna elettorale e riassunti in 70 punti. I principali sono, oltre alla riduzione della corruzione, acqua pulita e per tutti, bollette abbordabili, sanità più diffusa, istruzione migliore, riduzione delle violenze sulle donne, riduzione dell’inquinamento e wi-fi gratis nelle zone pubbliche.

Sarà questa una bella sfida per il partito, nato nel 2011 con il principale scopo di contrastare il fenomeno dilagante e opprimente della corruzione. Notiamo infatti che nel 2014 l’India si è collocata all’85° posto nella classifica di Trasparency International relativa al Corruption Perception Index, indice che specifica il livello secondo il quale l’esistenza della corruzione è percepita tra pubblici uffici e politici, e il punteggio ammontava a 38. Ciò vuol dire che in questo paese la corruzione rappresenta un problema enorme e fa sì che la classe dirigente si allontani sempre di più dai bisogni, appunto, dell’uomo comune. È proprio questa la tesi dell’Aap il quale intento è abolire la “Vip Culture” ormai radicata e riportare il potere politico in mano alle persone.

Carlotta Moiso

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Ho 22 anni e sono una studentessa di Scienze Economiche con il sogno e l’obiettivo di realizzare qualcosa di socialmente utile nella mia vita. Ho scelto questo ambito di studi perché sono certa che sia un campo molto importante, che influenza la vita delle persone in modi più profondi di quanto possa apparire, e che questo settore mi potrà dare la possibilità di aiutare gli altri.

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