L’Eurobarometro della corruzione

Nella categoria Analisi e Ricerche da su 7 maggio 2015 0 Commenti

La corruzione, sotto la forma di corruzione politica, attività corruttive commesse da e con gruppi criminali, corruzione tra privati o la cosiddetta corruzione minore, continua ad essere una delle più gradi sfide che l’Europa si trova ad affrontare oggigiorno ogni giorno. Mentre la natura e l’obiettivo della corruzione cambia da uno Stato membro ad un altro, essa danneggia l’Europa intera riducendo i livelli d’investimento, ostacolando il corretto funzionamento del mercato ed avendo un impatto negativo sulle finanze pubbliche. I costi economici provocati dalla corruzione in Europa ammontano infatti a 120 miliardi di euro annui.

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La corruzione va anche a minare la fiducia nelle istituzioni e ad indebolire le politiche contabili della leadership politica alla guida di ogni paese. Inoltre, essa alimenta altri crimini. I gruppi criminali difatti usano la corruzione per commettere altri reati, quali il traffico di droga e in esseri umani. Nei Paesi dell’Europa dell’Est la corruzione è una preoccupazione reale, che si insinua quotidianamente nella vita delle persone comuni. Una piovra nera che getta il suo inchiostro sulla politica sì, ma anche sul settore della sanità. Un sistema che si regge soprattutto sulle mazzette e i pagamenti in nero, ma non si ferma qui.

Quando i servizi sanitari sono di primaria importanza o quando i tempi per prenotare una visita sono troppo lunghi, si verificano spesso casi in cui il cliente ritiene conveniente pagare operatori della sanità tramite additional payment, pagamenti extra – in forma di denaro e non – offerti per ottenere un favore o un trattamento privilegiato. E in una situazione in cui il mercato e l’economia oscillano tra alti e bassi, quando i salari non sempre rispettano le aspettative di chi li guadagna, molti medici decidono di prendere parte al gioco accettando questi “regali” di cui sopra. Circa un europeo su quattro (26%) pensa che sia accettabile lo scambio di favori tra privati e pubblica amministrazione o un servizio pubblico particolare. Una proporzione leggermente inferiore (23%) pensa sia accettabile lo scambio di regali, e circa un europeo su sei (16%) è favorevole ad un pagamento sottobanco di natura monetaria1.

Ogni giorno, in tutto il mondo, persone comuni affrontano i costi della corruzione. In molti paesi, la corruzione affligge i cittadini dalla nascita alla morte. In Bangladesh, il recente crollo di un’industria storica, che ha ucciso più di 1100 persone a causa del mancato rispetto degli standard di base di sicurezza, è stato collegato ad un caso di corruzione2.

Sin dal suo debutto nel 2003, Il Global Corruption Barometer ha effettuato sondaggi sulla vita di persone comuni per confrontare la corruzione in tutto il mondo. E’ rilevante riportare che le persone sottoposte al sondaggio non si vedono come vittime impotenti della corruzione, ma credano di essere parte della soluzione. In India, nel 2011, milioni di persone hanno manifestato per richiedere la creazione di una commissione indipendente contro la corruzione; in Brasile, una petizione cittadina ha portato alla promulgazione di una legge che bandisce i politici corrotti dall’esercizio delle loro funzioni. Tale barometro sottolinea il forte desiderio dei cittadini di prendere parte  alla lotta contro la corruzione.

Gli sforzi per fermare la corruzione sono iniziati negli anni Novanta quando era un argomento di cui non si sentiva spesso parlare. Vent’anni dopo, il Global Corruption Barometer dimostra che le persone riconoscono molto bene l’estensione del problema e che sono pronte a prendersi le proprie responsabilità nel fronteggiarlo.

In media tre intervistati su quattro (76%) ritengono che la corruzione sia diffusa nel proprio paese. Superano il valore medio alcuni paesi tra cui: Grecia (99%), Italia (97%), Lituania, Spagna e Repubblica Ceca (tutte e tre 95%), Croazia (94%), Romania (93%), Slovenia (91%), Portogallo e Slovacchia (entrambi 90%). I paesi scandinavi sono gli unici Stati membri in cui la maggioranza degli intervistati pensa che la corruzione sia poco diffusa – Danimarca (75%), Finlandia (64%) e Svezia (54%)3.

I numeri parlano da soli. Vorremmo tutti leggere cifre che dimostrino un sempre maggiore impegno nella lotta alla corruzione. E c’è solo un modo per riuscirci.

Never stop fighting corruption.

 

1, 3  http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_397_en.pdf

2 “The Most Hated Bangladeshi, Toppled from a Shady Empire”, New York Times, 2013

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Studio Economia dei mercati e degli intermediari finanziari all’Università di Tor Vergata. Mi piace leggere e viaggiare, ma la mia vera passione è la scoperta del “diverso”. Nonostante 2 lavori part-time e un’avviata carriera agonistica nelle danze latino-americane riempiano le mie giornate, sono sempre alla ricerca di nuove avventure. E chi cerca, trova.

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