Approvato nuovo piano Anticorruzione. Marino: “Roma è pronta a cambiare”

Nella categoria Azione Amministrativa e Prevenzione da su 3 febbraio 2015 0 Commenti

 Roma, 30 gennaio. Varato il piano Anticorruzione  presentato il 21 gennaio scorso dal sindaco di Roma Ignazio Marino e dall’assessore alla Legalità e alla Trasparenza Alfonso Sabella.

In risposta allo scandalo di Mafia Capitale, ecco un piano destinato a ripulire la città e la sua gestione da quel “Mondo di mezzo”, portato recentemente alla luce dalla Procura di Roma.

Marino sottolinea l’importanza di quest’atto e non nasconde la sua soddisfazione: “Mai più Mondo di mezzo, mai più Mafia Capitale. Roma prova a cambiare”.

Un piano anticorruzione che si integra di una nuova regolamentazione delle gare sugli appalti pubblici, il cui obiettivo primario è la massima trasparenza possibile. A tal fine, ogni gara sarà sottoposta ad una procedura di evidenza pubblica e tutti potranno sapere come viene speso e gestito il denaro.

Più in generale, gli obiettivi preposti da Sabella sono dunque: la riduzione delle opportunità che favoriscono i casi di corruzione; qualora si verificassero, un potenziamento delle capacità nel renderli manifesti; la definizione di interventi organizzativi anticorruzione; la creazione di un collegamento tra corruzione, trasparenza e performance nell’ottica di una più ampia gestione del rischio istituzionale.

Il piano, entrato immediatamente in vigore, si sviluppa lungo tre direttrici.

In primis,  esso prevede l’assoluta necessità di una programmazione delle gare, per cui si richiede ad ogni impresa appaltante, o centro di spesa, di comunicare, entro 120 giorni dall’approvazione del bilancio,  i bandi relativi ad appalti per lavori, servizi e forniture.  A questo si accompagna la decisione di ricorrere, di norma, a gare aperte. Per tutte le procedure diverse da queste è previsto il rafforzamento dei principi di trasparenza, concorrenza e rotazione, oltre i limiti previsti da legge.
Sono previsti inoltre un maggior coinvolgimento della politica nella fase di programmazione e monitoraggio degli interventi e l’estensione delle garanzie per le gare pubbliche a tutte le procedure che sfuggono all’evidenza pubblica (vedi affidamenti diretti, perizie di somma urgenza come le convenzioni con le cooperative).

 

Cosa prevede dunque il piano:

  • Rotazione più rapida ed efficace di dirigenti, funzionari e dipendenti. In particolare,
  • rotazione dei componenti delle commissioni giudicatrici, con estrazione a sorteggio casuale da un apposito elenco di operatori accreditati, formato dal segretario generale di Roma capitale.
  • Potenziamento dell’ufficio anti-corruzione che fino ad ora aveva solo quattro dipendenti.
  • Controlli sull’amministrazione.
  • Pubblicazione sul sito dell’amministrazione di tutti gli atti delle gare, comprese quelle informali.
  • Applicazione delle regole previste per le gare aperte o ristrette anche a quelle informali. Relativamente a queste, si richiede agli operatori economici una
  • dichiarazione sui finanziamenti effettuati a partiti, esponenti politici, fondazioni, associazioni o consorzi, nonché
  • l’impegno al rispetto degli obblighi derivanti dalle normative antimafia.
  • Freno all’eccessiva frammentazione delle gare in lotti, al fine di evitare l’abbassamento delle soglie economiche che permettono di eludere la normativa in tema di trasparenza.
  • Predilezione dell’offerta economicamente più vantaggiosa solo nei casi in cui sia effettivamente necessario al miglioramento del servizio.
  • Intensificazione del sistema di “whistleblowing ovvero il sistema di denuncia per i dipendenti capitolini di eventuali irregolarità da parte dei colleghi. Tale denuncia può essere fatta alla magistratura, al proprio superiore, al responsabile comunale anti-corruzione come direttamente all’autorità dell’Anac Raffaele Cantone.

Più trasparenza, meno corruzione. “Ridurre i costi della corruzione implica maggior economicità nella gestione delle risorse dei cittadini” afferma Sabella, affermando inoltre che tali regole verranno applicate anche alle società municipalizzate e partecipate del Comune di Roma.

In tre mesi Sabella ha il compito di rimodulare il piano, dando ascolto a sindacati e associazioni. Riuscirà nel suo intento di rendere l’amministrazione “a prova di tangenti”? Il tempo lo verificherà. Ma sicuramente questo è un inizio. Un punto di partenza per una Capitale che vuole cambiare connotati.

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Studentessa di Business Administration all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata, 23 anni. Ancora non so chi sarò da grande. Per ora mi appassiono a tutto ciò che riguarda eticità, trasparenza ed integrità; sperando di poterne fare, un giorno e in qualche modo, il mio lavoro.

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