30 anni dopo il disastro dello Space Shuttle Challenger

Nella categoria Whistleblowing da su 9 marzo 2016 1 Commento

Era il 28 Gennaiindexo 1986 in Florida, quando ci fu l’esplosione dello Space Shuttle Challenger, precisamente alle 11e39 ore americane, oltretutto in diretta televisiva. Le sette persone dell’equipaggio morirono nell’incidente.
Cosa causò il disastro e perché ne parliamo? L’incidente fu provocato dal guasto di una guarnizione, l’O-ring, che si trovava nella parte inferiore destra del razzo a propellente solido. La funzione della guarnizione era quella di permettere la separazione delle sezioni del razzo impulsore, ma a causa delle basse temperature della mattina del 28 Gennaio, qualcosa non funzionò. (Per maggiori informazioni e video sull’accaduto consultate questo link: http://www.history.com/topics/challenger-disaster)

Il Presidente Ronald Reagan creò una speciale commissione che avrebbe dovuto indagare sulle cause del problema e sullo sviluppo di future misure correttive. La commissione accertò che il vero problema fu causato dalla rottura dell’O-ring, il quale a sua volta provocò una fuoriuscita di fiamme dal booster causando un cedimento strutturale del serbatoio esterno contenente idrogeno ed ossigeno liquidi.

Qualche mese dopo, 2 ingegneri parlarono del disastro alla National Public Radio, ma sotto la condizione di anonimità. Essi rivelarono che loro ed altri 3 ingegneri avevano avvisato la NASA della possibilità di rottura della guarnizione a basse temperature. I manager della NASA non presero sul serio la loro dichiarazione per non ritardare il lancio e sappiamo tutti come andò a finire.

L’identità dei 2 ingegneri rimase coperta per moltissimo tempo. Quella di Roger Boisjoly venne rivelata solo dopo la sua morte nel 2012, mentre quella di Bob Ebeling venne rivelata con il suo permesso circa un mese fa, il 29 Gennaio 2016, dopo ben 30 anni dall’accaduto.

Dopo che Boisjoly fornì dei documenti critici agli investigatori, la sua situazione divenne complessa. Colleghi ed amici lo evitarono. La NASA e la Thiokol (la compagnia produttrice dell’O-ring per la NASA) lo tagliarono fuori dal lavoro. I managers lo isolarono e cercarono di rendergli la vita un inferno. In un’intervista telefonica del 1988 raccontò che la sua vita, la sua carriera e tutto ciò che aveva era andato distrutto. Si ritirò dal lavoro per 6 mesi e non ritornò più a lavorare per la Thiokol.

Tutto ciò dimostra come le rappresaglie contro i whistleblowers possono essere molto pericolose per gli individui, tanto da creare loro seri problemi psicologici. Non bisogna lasciare sole queste persone e si devono creare strutture adatte al loro supporto. Un esempio è la Whistleblower Support Fund, una organizzazione non profit creata dallo psicologo Donald Soaken specializzata proprio nell’aiuto dei whistleblowers colpiti da abusi psicologici.

Questo è il sito dell’organizzazione non profit: http://whistleblowing.us/

Questo è il sito dell’articolo sullo Space Shuttle: http://whistleblowingtoday.org/2016/01/thirty-years-after-nasa-disaster-whistleblowers-identity-revealed/

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sull'autore ()

Ho 23 anni e sono uno studente al secondo anno di "Master of science in Business Administration" all'Università di Roma "Tor Vergata". Laureato nel 2014 in "Economia e Management" sempre a Tor Vergata. Diplomato al Liceo Scientifico Statale "Vito Volterra" di Ciampino nel 2011. La mia mail è: daniele.favero2@virgilio.it

Commenti (1)

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  1. avatar Giovanni scrive:

    chi segnala condotte illecite, non deve essere perseguitato o emarginato ma tutelato dalle Autorita’ della Repubblica essendo la sua azione di segnalazione, volta ALLA TUTELA DELL’INTERESSE PUBBLICO E DELLA COLLETTIVITA’.

    infatti in Senato e’ in discussione l’introduzione nel C.P. del reato di atti vessatori nei luoghi di lavoro, volto ad impedire nel luogo di lavoro condotte vessatorie.

    Devono essere impedite con misure efficaci, condotte vessatorie nel luogo di lavoro, perche’ l’ente specialmente se pubblico e’ della Nazione e non di chi temporaneamente lo gestisce!

    Pertanto, chi produce danni psico-fisici nel luogo di lavoro, deve essere arrestato, perche ‘ le conseguenze delle condotte vessatorie ( terapie mediche, assistenza psicologica ecc.) ricade sulle spalle della collettivita’ in termini di costi economici e umani!

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