




<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; politica</title>
	<atom:link href="http://anticorruzione.eu/tag/politica-2/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://anticorruzione.eu</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 25 Mar 2025 11:58:25 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>La corruzione e la politica</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2017/12/la-corruzione-e-la-politica/</link>
		<comments>http://anticorruzione.eu/2017/12/la-corruzione-e-la-politica/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2017 09:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Clemente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[classe dirigente]]></category>
		<category><![CDATA[controlli]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Master Anticorruzione Tor Vergata]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Tor Vergata]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://anticorruzione.eu/?p=6439</guid>
		<description><![CDATA[&#160; L’altro ieri all’Università di Roma Tor Vergata nell’ambito del decimo modulo del Master Anticorruzione intitolato Economia della devianza si è tenuto un interessante dibattito sul vasto tema della corruzione nel mondo della politica. Il dibattito ha visto la partecipazione di due illustri ospiti, il Professore Emerito di Scienza Politica presso l’Alma Mater Studiorum di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/12/IMG_1146.jpg"><img class="  wp-image-6440 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/12/IMG_1146-300x225.jpg" alt="IMG_1146" width="353" height="265" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’altro ieri all’Università di Roma Tor Vergata nell’ambito del decimo modulo del Master Anticorruzione intitolato <em>Economia della devianza</em> si è tenuto un interessante dibattito sul vasto tema della corruzione nel mondo della politica.</p>
<p>Il dibattito ha visto la partecipazione di due illustri ospiti, il Professore Emerito di Scienza Politica presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna Gianfranco Pasquino e l’Avvocato Generale presso la Corte di Cassazione Nello Rossi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I due ospiti con sapienza e un pizzico di ironia hanno illustrato quanto nella storia d’Italia la corruzione sia sempre esistita e abbia intessuto col mondo della politica reti e proficui scambi, pur assumendo nel tempo forme e strutture diverse, mutando il proprio DNA di riflesso con gli enormi cambiamenti sociali e politici che il nostro Paese ha attraversato negli ultimi decenni.</p>
<p>In particolare si è passati da una corruzione centralizzata, cioè strutturata e gestita direttamente dai vertici dei Partiti storici, spazzati via dagli scandali emersi negli anni di “Tangentopoli”, a una corruzione sparsa, insidiosa che coinvolge singole personalità all’interno di Partiti poco strutturati e pertanto “scalabili”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La corruzione nel mondo della politica apre dibattiti mai sopiti sul finanziamento pubblico dei partiti, sulle forme di immunità parlamentare e di come queste siano mutate nel tempo, ma soprattutto apre discussioni attualissime sui rapporti tra la politica e la Magistratura, sul confine tra ingerenza e intervento opportuno, sulla difficoltà di trovare un delicato equilibrio volto a rispettare il potere e le competenze di tutte le Istituzioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il dibattito al quale hanno contribuito tutti i presenti ha fatto emergere l’enorme complessità del problema, ma tutti gli interventi convergono su un punto: la necessità di selezionare una classe dirigente adeguata.</p>
<p>La classe dirigente è lo specchio di un Paese, e l’unica cura possibile è quella di migliorare i criteri con cui questa viene selezionata, bisogna usare strumenti legislativi in grado di responsabilizzare i nostri rappresentanti verso l’elettorato, per aumentare il livello culturale, civile e morale di una classe politica, che purtroppo anche da un punto di vista meramente tecnico negli ultimi decenni sembra essere verticalmente e trasversalmente peggiorata.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://anticorruzione.eu/2017/12/la-corruzione-e-la-politica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Educazione Anticorruzione in Italia</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2017/06/leducazione-anticorruzione-in-italia/</link>
		<comments>http://anticorruzione.eu/2017/06/leducazione-anticorruzione-in-italia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2017 18:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Clemente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[controlli]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Integrità]]></category>
		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Transparency International]]></category>
		<category><![CDATA[whistleblowers]]></category>
		<category><![CDATA[whistleblowing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://anticorruzione.eu/?p=5862</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Oggi in una caldissima giornata di inizio estate tra il traffico dei turisti della Capitale si è tenuta a Montecitorio una bellissima conferenza sull’educazione all’anticorruzione, strumento di prevenzione e promozione della cittadinanza attiva. La conferenza è iniziata con le parole dei Deputati Eleonora Cimbro e Michele Nicoletti che hanno presentato il rapporto Youth Against [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/06/18768458_10209145757784261_5665826352364408116_o.jpg"><img class="  wp-image-5864 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/06/18768458_10209145757784261_5665826352364408116_o-300x168.jpg" alt="18768458_10209145757784261_5665826352364408116_o" width="375" height="210" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi in una caldissima giornata di inizio estate tra il traffico dei turisti della Capitale si è tenuta a Montecitorio una bellissima conferenza sull’educazione all’anticorruzione, strumento di prevenzione e promozione della cittadinanza attiva.</p>
<p>La conferenza è iniziata con le parole dei Deputati Eleonora Cimbro e Michele Nicoletti che hanno presentato il rapporto <em>Youth Against Corruption</em> dell’assemblea del <em>Consiglio d’Europa</em> in cui emerge la necessità di una strategia a lungo termine che intervenga sull’educazione dei giovani per penetrare nella cultura di una società, facendo sviluppare quegli anticorpi fatti di etica ed educazione che possono prevenire la corruzione, e a tal fine l’istruzione riveste un ruolo fondamentale.</p>
<p>Alla conferenza ha preso parte anche Virginio Carnevali Presidente di <em>Transparency International Italia</em> che ha fatto notare quanto la corruzione sia la nuova arma delle Mafie, capace più della violenza esplicita di far ottenere risultati e alleanze, e di come purtroppo il danno pubblico prodotto dalla corruzione non venga avvertito come grave e tangibile nonostante sia qualcosa che si ripercuote negativamente su di tutti, specialmente sugli strati più deboli della popolazione, creando un danno incalcolabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In seguito Paolo Sciascia Dirigente MIUR e Nicoletta Parisi Consigliere ANAC hanno presentato la <em>Carta d’Intenti</em> che vede la partecipazione del MIUR, dell’ANAC, del DNA e dell’ANM.</p>
<p>La Carta della durata di tre anni, partita nel 2015, intende proporsi l’obiettivo di sviluppare una sinergia tra le istituzioni per diffondere l’arma della prevenzione, sempre più consapevoli di quanto questa sia più efficace della semplice repressione e dell’azione di una Magistratura satura oltre ogni limite di lavoro.</p>
<p>La prevenzione parte soprattutto dall’istruzione e proprio per questo alla conferenza hanno preso parte i dirigenti e gli insegnanti di istituti scolastici che da Nord a Sud si sono contraddistinti per pratiche di educazione all’anticorruzione innovative e lungimiranti come il <em>Progetto Erasmus+</em>, pratiche che mostrano quanto davvero la scuola possa e debba essere la forgiatrice di buone coscienze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La conferenza si è conclusa con una tavola rotonda tenuta da Edoardo Clienti Segretario Generale <em>Associazione Nazionale Magistrati</em>, Gherardo Colombo ex Magistrato ed esperto di educazione alle regole per bambini e ragazzi e la Giornalista di <em>Repubblica</em> Federica Angeli.</p>
<p>Ancora una volta è emersa l’esigenza di un sistema che non si affidi alla sola difesa prodotta dalla repressione ma che sappia intaccare alla radice il problema, diffondendo modelli culturali virtuosi che partano dalla scuola fino all’educazione dei futuri politici, consapevoli che la corruzione toglie cittadinanza a tutti, ci rende sudditi creando una società verticale dove i diritti e soprattutto i doveri costituzionali che garantiscono la nostra uguaglianza vengono costantemente calpestati.</p>
<p>In conclusione è la cultura, lo sviluppo di un’etica della legalità che parta dal basso, dai cittadini comuni, dalle piccole cose, l’unica arma che col tempo può dare risultati. Certo tutto questo è molto lento ma è l’unico modo a lungo termine per vincere questa logorante battaglia legale e soprattutto culturale in cui è in gioco il nostro vivere civile.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://anticorruzione.eu/2017/06/leducazione-anticorruzione-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Intercettazioni e inchieste giudiziarie” – intervista pubblica ad Armando Spataro, Procuratore di Torino</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/10/intercettazioni-e-inchieste-giudiziarie-intervista-pubblica-ad-armando-spataro-procuratore-di-torino/</link>
		<comments>http://anticorruzione.eu/2015/10/intercettazioni-e-inchieste-giudiziarie-intervista-pubblica-ad-armando-spataro-procuratore-di-torino/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2015 07:24:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Mendola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Armando Spataro]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[La Repubblica]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[privacy]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://anticorruzione.eu/?p=4232</guid>
		<description><![CDATA[  Il resoconto di interventi che si sono seguite Pescara durante il festival &#8220;La repubblica delle idee&#8221; organizzato dal gruppo editoriale l&#8217;espresso nel weekend 17-18 continua con l&#8217;intervista fatta ad Armando Spataro, procuratore di Torino, da Liana Milella e Piero Colaprico. Nel suo interessante intervento ha provato a rispondere ad una semplice domanda: &#8220;perché la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il resoconto di interventi che si sono seguite Pescara durante il festival &#8220;<em>La repubblica delle idee</em>&#8221; organizzato dal gruppo editoriale l&#8217;espresso nel weekend 17-18 continua con l&#8217;intervista fatta ad Armando Spataro, procuratore di Torino, da Liana Milella e Piero Colaprico.<span id="more-4232"></span></p>
<div id="attachment_4227" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/10/armando-spataro.jpg"><img class="size-medium wp-image-4227" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/10/armando-spataro-300x170.jpg" alt="Armando Spataro,  Procuratore della Repubblica - Torino" width="300" height="170" /></a><p class="wp-caption-text">Armando Spataro, Procuratore della Repubblica &#8211; Torino</p></div>
<p style="text-align: justify;">Nel suo interessante intervento ha provato a rispondere ad una semplice domanda: &#8220;perché la politica ce l&#8217;ha con le intercettazioni?&#8221; Il procuratore ha infatti osservato che l&#8217;opinione pubblica sia sensibilizzato su questo tema così delicato -e talvolta essenziale per le indagini- solamente nell&#8217;imminenza di vertenze giudiziarie che vedono coinvolti politici oggetto di intercettazioni telefoniche e ambientali. Spataro ha infatti osservato quanto sia singolare il fatto che i cittadini vengano sommersi di notizie e dettagli relativi alla privacy di alcune persone, e non vengano invece informati di decisioni prese a danno dell&#8217;intera collettività, potenzialmente lesivi del loro diritto di privacy (come ad esempio il controllo a distanza di lavoratori o la raccolta dati sul Web).</p>
<p style="text-align: justify;">Interrogato sull&#8217;opportunità di rendere pubblico il contenuto di alcune intercettazioni (ad esempio condividendolo con i giornalisti), il procuratore ha dapprima osservato che bisognerebbe fare appello alla deontologia dei giornalisti e al loro buon senso, e ha quindi suggerito l&#8217;opportunità di segretario tutte le informazioni ricevute, sia quelle &#8220;rilevanti” che quelle “irrilevanti&#8221; ai fini delle indagini.</p>
<p style="text-align: justify;">Incalzato sulla necessità dei giornalisti di divulgare le intercettazioni di interesse pubblico, Spataro ha risposto che «talvolta si è assistito a fenomeni di voyeurismo giudiziario, e che non tutto sia pubblicabile», riconoscendo tuttavia il diritto dell&#8217;opinione pubblica a conoscere il comportamento dei propri politici, precisando che si debbano trovare delle efficaci misure sanzionatorie per prevenire pubblicazioni sconsiderate di documenti rilevanti ai fini giudiziari, ovvero di documenti irrilevanti ai fini giudiziari, ma che potrebbero ledere la privacy dei soggetti coinvolti. Evitando tuttavia la possibilità di incarcerazione dei giornalisti.</p>
<p style="text-align: justify;">
<h2 style="text-align: center;">ARTICOLO COLLEGATO</h2>
<p class="post-title single"><a title="Link Permanente a L’economia e la corruzione – intervista pubblica a Giovanni Legnini, vice presidente del CSM" href="http://anticorruzione.eu/2015/10/leconomia-e-la-corruzione-intervista-pubblica-a-giovanni-legnini-vice-presidente-del-csm/" rel="segnalibro">L’economia e la corruzione – intervista pubblica a Giovanni Legnini, vice presidente del CSM</a>, scritto da Emanuele Mendola</p>
<p class="post-title single">
<p class="post-title single">
<p class="post-title single">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://anticorruzione.eu/2015/10/intercettazioni-e-inchieste-giudiziarie-intervista-pubblica-ad-armando-spataro-procuratore-di-torino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Think tank politici italiani: trasparenza, questa sconosciuta</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/09/think-tank-politici-italiani-trasparenza-questa-sconosciuta/</link>
		<comments>http://anticorruzione.eu/2015/09/think-tank-politici-italiani-trasparenza-questa-sconosciuta/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2015 07:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Mendola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[openpolis]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[think tanks]]></category>
		<category><![CDATA[Transparify]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://anticorruzione.eu/?p=3665</guid>
		<description><![CDATA[Dopo aver trattato dell’iniziativa del gruppo di ricerca Transparify (vd. articolo “La trasparenza dei think tank misurata con le stelle di Transparify”), che ha analizzato le informazioni pubblicate da un campione statistico di169 tink tank in tutto il mondo, oggi ci occupiamo di quelli italiani. Il lettore più attento si sarà infatti accorto che Transparify [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo aver trattato dell’iniziativa del gruppo di ricerca Transparify (vd. <a href="http://anticorruzione.eu/2015/09/la-trasparenza-dei-think-tank-misurata-con-le-stelle-di-transparify/" target="_blank">articolo</a> “<em>La trasparenza dei think tank misurata con le stelle di Transparify</em>”), che ha analizzato le informazioni pubblicate da un campione statistico di169 tink tank in tutto il mondo, oggi ci occupiamo di quelli italiani.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3665"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il lettore più attento si sarà infatti accorto che Transparify non ha censito nessun <em>serbatoio di pensiero</em> italiano. Il motivo ci viene indirettamente fornito dal report “<strong>Cogito ergo sum – i think tank italiani</strong>” pubblicato da <strong>Openpolis</strong>. Su 65 think tank italiani, infatti, solo 5 hanno pubblicato online il proprio bilancio, 4 l’elenco dei soci sostenitori, ed uno soltanto l’elenco dei finanziamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma quanti e quali persone si celano dietro questi gruppi così rilevanti? La risposta ci viene fornita anche questa volta dallo studio di Openpolis, in cui scopriamo che nei 65 think tank italiani sono presenti oltre 1.800 membri. Per 1.541 è stata addirittura ricostruita la professione esercitata: per la maggior parte si tratta di esponenti del mondo accademico (35,95%) e politici (36,15%).</p>
<div id="attachment_3653" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/09/Cogito-ergo-sum-2.png" target="_blank"><img class="wp-image-3653 size-medium" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/09/Cogito-ergo-sum-2-300x254.png" alt="Cogito ergo sum (2)" width="300" height="254" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: www.openpolis.it</p></div>
<p style="text-align: justify;">Visto il ruolo sociale di queste organizzazioni, sarebbe opportuno cercare di capire quale sia il loro peso economico, tenendo tuttavia in debita considerazione che i think tank sono soggetti di diritto privato che non hanno alcun obbligo di trasparenza. Nello specifico, sono due le forme giuridiche principalmente in uso: il 73,85% ha adottato quella della <strong>fondazione</strong>, e tutti gli altri quella dell’<strong>associazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le attività che svolgono sono per lo più di stampo culturale. Più precisamente si occupano dell’organizzazione di <strong>convegni e seminari</strong> (89% delle strutture) e promozione di <strong>attività editoriale</strong> (60% delle strutture). Degno di nota il fatto che il 12,3% dei think tank non specifica sul proprio sito internet alcuna attività svolta.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>geografia</strong> di queste organizzazioni è eloquente: il 60% hanno sede legale a Roma, la capitale del paese e sede del Parlamento italiano. In tutto sono 9 le regioni coinvolte: al Lazio segue la Lombardia (con 12 think tank su 65), la Campania e il Piemonte (con 4 ognuno), a cui si aggiungono Abruzzo, Emilia-Romagna, Puglia, Toscana e Veneto.</p>
<div id="attachment_3652" style="width: 291px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/09/Cogito-ergo-sum-1.png" target="_blank"><img class="wp-image-3652 size-medium" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/09/Cogito-ergo-sum-1-281x300.png" alt="Fonte: www.openpolis.it" width="281" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: www.openpolis.it</p></div>
<p style="text-align: justify;">I lettori interessati ad approfondire le tematiche trattate in questo articolo, a consultare i dati delle persone riconducibili a più di un think tank, la riconducibilità a determinate correnti politiche dei “pensatoi”, e i legami tra i vari think tank, sono invitati a consultare il report da cui sono stati attinti i dati e i grafici riportati in questo articolo.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PER APPROFONDIRE</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><u>Report</u> “<a href="https://drive.google.com/file/d/0ByZ65N5BuOCtTGhnWllyR0JuRTg/view" target="_blank">COGITO ERGO SUM – i think tank italiani</a>”, redatto dall’associazione Openpolis</p>
<p style="text-align: justify;"><u>Post</u> “<a href="http://anticorruzione.eu/2015/07/think-tanks-trasparenza-e-credibilita-ecco-il-report-di-transparify/" target="_blank"><strong>Think tanks: trasparenza e credibilità. Ecco il report di Transparify</strong></a>” di Michela Cignarella</p>
<p style="text-align: justify;"><u>Post</u> “<a href="http://anticorruzione.eu/2015/09/la-trasparenza-dei-think-tank-misurata-con-le-stelle-di-transparify/" target="_blank">La trasparenza dei think tank misurata con le stelle di Transparify</a>” di Emanuele Mendola</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://anticorruzione.eu/2015/09/think-tank-politici-italiani-trasparenza-questa-sconosciuta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tra definizione e applicazione</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/06/tra-definizione-e-applicazione/</link>
		<comments>http://anticorruzione.eu/2015/06/tra-definizione-e-applicazione/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 06:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Adriano Aquilini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia Capitale]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://anticorruzione.eu/?p=2731</guid>
		<description><![CDATA[Di fronte agli incessanti sviluppi giudiziari dell’inchiesta «Mafia Capitale», molti cittadini si sono fatti sempre meno fiduciosi circa la possibilità che si possa estirpare l’intreccio tra politica e malaffare. È uno stato d’animo condiviso e forse comprensibile ma assolutamente da superare: occorre chiedersi se non c’era qualcosa che si potesse fare prima, e se c&#8217;è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Di fronte agli incessanti sviluppi giudiziari dell’inchiesta «Mafia Capitale», molti cittadini si sono fatti sempre meno fiduciosi circa la possibilità che si possa estirpare l’intreccio tra politica e malaffare.</p>
<p style="text-align: justify;">È uno stato d’animo condiviso e forse comprensibile ma assolutamente da superare: occorre chiedersi se non c’era qualcosa che si potesse fare prima, e se c&#8217;è ancora qualcosa che si possa fare oggi, invece di evocare solamente, quando la situazione appare ormai compromessa, la tanto sospirata questione morale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’appello all’onestà, ripetuto fi<img class="alignleft  wp-image-2732" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/Unknown.jpeg" alt="Unknown" width="353" height="223" />no allo sfinimento da magistrati e cittadini non basta infatti di per sé a risolvere i mali della politica: e il sentimento «anti casta», rea di curare gli interessi privati a discapito di quelli pubblici, pur animato da giustificato sdegno, ha diffuso nel Paese l’idea che la politica e i partiti siano ingranaggi di una grande macchina per fare soldi. Una delle soluzioni più auspicate è allora quella di affidarsi alle inchieste della magistratura, che però nei fatti rimane un tampone momentaneo incapace di interrompere il flusso d&#8217;illegalità dilagante.</p>
<p style="text-align: justify;">La questione malaffare-politica in Italia si abbattè come un ciclone più di vent&#8217;anni fa con lo scandalo di “tangentopoli” e, da quel lontano 1994 la qualità del ceto dirigente, locale e nazionale, si sta dimostrando evidentemente ogni giorno più scadente, tanto da destabilizzare l&#8217;opinione pubblica, sempre più sfiduciata nei confronti di un&#8217;istituzione che non sente più vicina ai bisogni delle persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che possiamo affermare con tranquillità è che il tema dell’onestà personale non è, né sarà sufficiente a risolvere un problema come questo di grave inadeguatezza politica. “L&#8217;occasione fa l&#8217;uomo ladro” afferma un detto popolare che può indurci a pensare come l&#8217;appello all&#8217;onestà sia insufficiente a risolvere i mali della politica, che ha per prima cosa bisogno di rimedi soprattutto politici. Affidarsi alle inchieste e ai controlli della sola magistratura per estirpare la corruzione, le malefatte e i privilegi della casta può rischiare di rivelarsi un&#8217;operazione inadeguata. L&#8217;inasprimento delle pene inoltre, ha incontrato pochi favori in quanti non ne riconoscono un&#8217;effettiva capacità dissuasiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo più di vent&#8217;anni di indagini e condanne la situazione non sembra dunque migliorata: ogni giorno leggiamo di fatti di corruzione, poltrone che vanno e che vengono, appalti in cambio di favori, clientelismi, soldi dei cittadini inghiottiti da cooperative private, tutto in nome del «dio denaro».</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso specifico di Buzzi e Carminati, in un sistema come quello del comune di Roma in cui la politica ha il predominio sull’economia, esistono meno anticorpi per evitare gli sprechi e per razionalizzare le risorse pubbliche, ed è qui che dovrebbe entrare in gioco la Politica, ponendo dei limiti e dei controlli che siano in grado di dare un taglio netto ai comportamenti illeciti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dissipare il denaro pubblico oltre ad essere un&#8217;offesa a chi quel denaro l&#8217;ha investito per il bene comune, è soprattutto un chiaro sintomo di fragilità strutturale delle istituzioni politiche locali, come ci rivela uno studio della Banca d’Italia firmato nel 2014 da De Angelis, De Blasio e Rizzica, “The effects of EU funding on corruption”: “la corruzione, associata allo stanziamento di fondi strutturali europei, è stata minore nei comuni con amministrazioni particolarmente efficienti nella produzione di beni e servizi e in quelli in cui è più alta la partecipazione dei cittadini alla vita politica e più intenso il controllo sugli amministratori locali”.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo punto di vista, volendo fare un discorso più generale, in Italia l’intreccio tra comuni e municipalizzate è spesso uno specchio fedele di un sistema dove la corruzione può aumentare: il 97% degli 8.058 comuni italiani detiene quote del capitale sociale di una o più imprese e come ricordato lo scorso anno dall’ex commissario alla spesa pubblica Carlo Cottarelli: “la banca dati del dipartimento del Tesoro del ministero dell’Economia ha censito 7.726 partecipate locali al 31 dicembre 2012, anche se non si conosce il numero esatto delle partecipate perché non tutte le amministrazioni locali forniscono le informazioni richieste e perché le banche dati esistenti si fermano a un certo livello di partecipazione…”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un elemento utile a completare la nostra riflessione è offerto da un intervento interessante fatto alla fine del 2014 dal presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Giovanni Pitruzzella sui recenti sviluppi dell&#8217;inchiesta che riguarda i fatti di Roma, fa risalire all&#8217;ipertrofia della burocrazia le cause della corruzione si è espresso nel seguente modo: ”in ordinamenti in cui le regole sono poche, chiare e piuttosto stabili nel tempo sono tendenzialmente minori gli spazi per comportamenti illeciti, e contemporaneamente maggiore è lo sviluppo economico. Regole poco chiare e stratificazioni normative che rendono difficile l’individuazione della norma concretamente applicabile aumentano, di contro, la discrezionalità creando un terreno fertile per il proliferare di comportamenti elusivi della legge e per l’aumento delle occasioni di corruzione”.</p>
<p style="text-align: justify;">Se in Italia la corruzione è un fenomeno che non si riesce a sradicare, e se la via giudiziaria alla legalità non è riuscita a restituirci un Paese che funziona, è anche perché è innegabile che esista una parte del paese che qualche volta vede nella corruzione una via alternativa al malfunzionamento dello Stato. Di fondamentale importanza sarà allora sostenere la magistratura nelle sue inchieste, sensibilizzare i cittadini ma soprattutto far muovere la politica nella direzione desiderata.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://anticorruzione.eu/2015/06/tra-definizione-e-applicazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Reintrodotto il falso in bilancio, cos&#8217;è cambiato?</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/06/reintrodotto-il-falso-in-bilancio-cose-cambiato/</link>
		<comments>http://anticorruzione.eu/2015/06/reintrodotto-il-falso-in-bilancio-cose-cambiato/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2015 06:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Turi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
		<category><![CDATA[falso in bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://anticorruzione.eu/?p=2514</guid>
		<description><![CDATA[Dopo che nei primi anni 2000 il reato di falso in bilancio era stato depotenziato, con la legge n°69 del 27 maggio 2015 sono state introdotte varie disposizioni sul tema. Sull&#8217;importanza della reintroduzione di questo reato si è già espresso esaurientemente il Professor Luciano Hinna qui. La legge approvata lo scorso 27 maggio è stata [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo che nei primi anni 2000 il reato di falso in bilancio era stato depotenziato, con la legge n°69 del 27 maggio 2015 sono state introdotte varie disposizioni sul tema. Sull&#8217;importanza della reintroduzione di questo reato si è già espresso esaurientemente il Professor Luciano Hinna <a href="http://anticorruzione.eu/2015/02/perche-e-importante-il-falso-in-bilancio-di-luciano-hinna/">qui</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La legge approvata lo scorso 27 maggio è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n°124 del 30 maggio 2015 recante “<strong><em>Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio</em></strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il reato di falso in bilancio torna ad essere un reato che può essere contestato a tutte le società e non solo a quelle quotate in borsa. Vengono sostituiti gli articoli 2621 e 2622 del Codice Civile e al contempo vengono introdotti due nuovi articoli: l&#8217;articolo 2621-bis (<em>Fatti di lieve entità</em>) e il 2621-ter (<em>Non punibilità per particolare tenuità</em>).&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Composto di 12 articoli, il provvedimento si suddivide in 2 parti: la prima riguarda, in particolare, i reati contro la Pubblica Amministrazione (Capo I, artt. da 1 a 8); la seconda riguarda i delitti di false comunicazioni sociali (Capo II, artt. da 9 a 12).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Vengono inasprite le pene per i reati contro la P.A.: in particolare per il peculato (da 4 a 10 anni e 6 mesi), la corruzione propria (da 6 a 10 anni), la corruzione impropria (da 1 a 6 ani), l&#8217;induzione indebita (da 6 a 10 e 6 mesi) e la corruzione in atti giudiziari (da 6 a 12 anni, elevabili fino a 20 nei casi più gravi).&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nella la seconda parte del provvedimento vengono inasprite le sanzioni amministrative a carico delle società:<br />
a) per il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall&#8217;articolo 2621 del Codice Civile, la sanzione pecuniaria è da 200 a 400 quote, mentre in precedenza era da 100 a 150 quote;<br />
b) per il delitto di false comunicazioni sociali dall&#8217;articolo 2621-bis del Codice Civile la sanzione pecuniaria è da 100 a 200 quote, mentre in precedenza non era previsto;<br />
c) per il delitto di false comunicazioni sociali dall&#8217;articolo 2622 del Codice Civile la sanzione pecuniaria è da 400 a 600 quote, mentre in precedenza era previsto da 150 a 330 quote.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Nella legge 69/2015 non manca una parte relativa allo sconto di pena. Va da un terzo a due terzi della pena da scontare e tale misura è  prevista per il ravvedimento operoso ovvero per coloro che si adoperino efficacemente per evitare ulteriori conseguenze del delitto, assicurino le prove, individuino i colpevoli oppure, ancora, per coloro che collaborino per il sequestro delle somme trasferite illecitamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono previste, invece, pene più gravi anche per i reati di mafia, con la reclusione da 10 a 15 anni per chi partecipa ad un’associazione mafiosa e da 12 a 18 anni per chi si occupa dell’organizzazione o della direzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il falso in bilancio, assieme ad altri provvedimenti, sono a nostro avviso misure forse imperfette, ma importanti, all&#8217;interno di una strategia articolata che piano piano si va formando per aggredire il problema della corruzione in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">fonte: http://www.tuttocamere.it/files/Archivio1/2015_69.pdf</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://anticorruzione.eu/2015/06/reintrodotto-il-falso-in-bilancio-cose-cambiato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mafia e affari: un patto scellerato</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/05/mafia-e-affari-un-patto-scellerato/</link>
		<comments>http://anticorruzione.eu/2015/05/mafia-e-affari-un-patto-scellerato/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 May 2015 07:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Marilisa Castellano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Infiltrazioni mafiose]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://anticorruzione.eu/?p=2237</guid>
		<description><![CDATA[Recentemente, ho avuto l&#8217;occasione di prendere parte alla presentazione di un corso di perfezionamento. In cui uno degli interventi, il magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia Giovanni Conzo,  in poche battute ma dense di efficacia, ha definito &#8220;la mafia, la politica e l&#8217;economia come gli elementi di un patto scellerato&#8221;. Cerchiamo di analizzare nel dettaglio le [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/05/mafia.jpg"><img class="alignright wp-image-2238" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/05/mafia.jpg" alt="mafia" width="240" height="206" /></a>Recentemente, ho avuto l&#8217;occasione di prendere parte alla presentazione di un corso di perfezionamento. In cui uno degli interventi, il magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia Giovanni Conzo,  in poche battute ma dense di efficacia, ha definito &#8220;la mafia, la politica e l&#8217;economia come gli elementi di un patto scellerato&#8221;. Cerchiamo di analizzare nel dettaglio le componenti di tale patto e in quale misura collaborano tra loro.</p>
<p style="text-align: justify;">In via preliminare, occorre notare che mafia-politica-economia spesso si insinuano nei momenti di debolezza delle persone. Si presentano allora  come la &#8220;soluzione migliore&#8221; in quelle occasioni in in cui il conto è in rosso, o non si riesce a mandare avanti l&#8217;attività di famiglia. In modo quasi paradossale, la mafia finisce per apparire il &#8220;garante&#8221; della sicurezza, offre protezione e infonde una fiducia illusoria. In un certo senso, si forma uno stato parallelo a quello ufficiale, con proprie regole e con una sua amministrazione. Due Stati in un solo territorio. Per contrastare lo stato ufficiale e rendersi più potente, la mafia ha bisogno di sostegno: lo cerca proprio nel terreno nemico, attirando dalla sua parte politici corrotti. Si controllano elezioni locali e regionali, il più delle volte in cambio di un posto di lavoro o di altri favori economici.  Come afferma Gian Carlo Caselli:</p>
<p style="text-align: justify;"> <em>“La mafia è sì un&#8217;associazione criminale, è sì un problema di polizia e di ordine pubblico; ma non è soltanto questo. È un fenomeno assai più complesso, caratterizzato da una fittissima trama di relazioni con la società civile e con svariati segmenti delle istituzioni. Di qui un intreccio di interessi e un reticolo di alleanze, connivenze e collusioni che sempre hanno fatto della mafia un pericoloso fattore di possibile inquinamento della politica, dell&#8217;economia e della finanza (con tutti i rischi che ciò comporta per l&#8217;ordinato sviluppo di un sistema democratico). Considerare la mafia come un insieme di qualche centinaio di sbandati, pur violenti e feroci, è dunque riduttivo.”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><strong>[1]</strong></a></em></p>
<p style="text-align: justify;">Il meccanismo del sistema-mafia è quindi complesso, e ogni tassello &#8211; politica e economia &#8211; deve essere al suo posto affinché gli affari funzionino.</p>
<p style="text-align: justify;">Continuando il suo intervento, il Magistrato Conzo ha affermato che, accanto a quella che possiamo definire mafia tradizionale, sta  emergendo una &#8220;nuova mafia&#8221;. E&#8217; la mafia del fenomeno dei barconi: profughi che comprano la speranza di una vita, e dagli scafisti, “eroi del nostro tempo”<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>  che promettono un futuro, sicurezza e lavoro. La realtà, assai più tragicamente, è una di  sfruttamento, traffico umano e morte.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratti di mafie tradizionali o nuove, sono fenomeni da contrastare con decisione A questo proposito, Giovanni Conzo ha riferito  di quanto le indagini e le collaborazioni con i pentiti siano decisive nel sovvertire il piano criminale. Non basta prendere coscienza che in generale il fenomeno mafia esiste: occorre passare dalla conoscenza alla lotta.</p>
<p style="text-align: justify;">E il passo successivo consiste nel combattere gli investimenti della mafia: se politica ed economia &#8211; quelle sane e giuste &#8211; si alleano, sconfiggere il terzo componente del patto scellerato sarà, non oso dire semplice, ma almeno possibile.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a>Da <em>Cavaliere le spiego la mafia</em>, <em>Corriere della sera</em>, 18 ottobre 1994.</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Come recita il titolo di un noto romanzo di Lermontov</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://anticorruzione.eu/2015/05/mafia-e-affari-un-patto-scellerato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Corruzione e sistemi elettorali: sistema proporzionale e maggioritario a confronto</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/04/corruzione-e-sistemi-elettorali-sistema-proporzionale-e-maggioritario-a-confronto/</link>
		<comments>http://anticorruzione.eu/2015/04/corruzione-e-sistemi-elettorali-sistema-proporzionale-e-maggioritario-a-confronto/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 04 Apr 2015 10:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Turi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://anticorruzione.eu/?p=2041</guid>
		<description><![CDATA[Approvata in seconda lettura la riforma costituzionale, contenente principalmente la riforma del Senato e del titolo V della Costituzione, la Camera dei Deputati si appresta a votare la nuova legge elettorale, il cosiddetto Italicum che, salvo modifiche, sarà approvata definitivamente. Sinteticamente l&#8217;Italicum possiamo definirlo un sistema elettorale misto proporzionale e maggioritario.  Proporzionale perché il numero [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/urna-elettorale.preview.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2043" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/urna-elettorale.preview-283x300.jpg" alt="urna-elettorale.preview" width="283" height="300" /></a>Approvata in seconda lettura la riforma costituzionale, contenente principalmente la riforma del Senato e del titolo V della Costituzione, la Camera dei Deputati si appresta a votare la nuova legge elettorale, il cosiddetto Italicum che, salvo modifiche, sarà approvata definitivamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Sinteticamente l&#8217;Italicum possiamo definirlo un sistema elettorale misto proporzionale e maggioritario.  Proporzionale perché il numero dei seggi verrà assegnato proporzionalmente al numero dei voti ricevuti, calcolo che avverrà su base nazionale e perché tornano le preferenze che potranno essere espresse dal secondo in lista in poi, considerato che i capilista rimangono bloccati, ovvero scelti dalle segreterie di partito.</p>
<p style="text-align: justify;">Maggioritario per la presenza di un premio di maggioranza dato alla lista che raggiunge il 40% dei voti al primo turno o, se tale soglia non si raggiungesse, sarà assegnato alla lista che vince il ballottaggio fra le due più votate alla prima tornata elettorale. Un altro elemento tipico dei sistemi maggioritari è la presenza di collegi di dimensioni ridotte rispetto ai sistemi proporzionali e, infatti, vediamo che nella legge elettorale in approvazione vi saranno 100 collegi rispetto ai 27 della legge precedente.</p>
<p style="text-align: justify;">Mostreremo ora quale sia il rapporto che intercorre fra corruzione e sistemi elettorali, confrontando il sistema proporzionale con quello maggioritario, evidenziando i pro e i contro di questi due sistemi elettorali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nesso tra corruzione e sistemi elettorali c’è e non può essere eluso, perché avere una classe dirigente di qualità è un fattore che facilita la lotta alla corruzione. Inoltre la selezione stessa della classe politica dirigente di un paese può avvenire in modo sano o può essere viziata da fenomeni quali il voto di scambio che in Italia, segnaliamo, sconta il fatto di non essere di per sé una fattispecie di reato autonoma.</p>
<p style="text-align: justify;">In letteratura il rapporto fra corruzione e sistemi elettorali è stato studiato, principalmente, attraverso due fattori: l&#8217;ampiezza del distretto elettorale e la formula elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">Relativamente al distretto elettorale, i sistemi maggioritari tendono ad avere collegi di dimensioni ristrette e con l&#8217;aumento del numero dei collegi vi è un aumento delle barriere all&#8217;entrata per i candidati che concorrono al seggio e poca o scarsa rappresentanza delle minoranze. E&#8217; evidente nel caso dei collegi uninominali, in cui viene assegnato un seggio per collegio e, in questo contesto, ciò potrebbe favorire la corruzione perché un politico già noto all&#8217;elettorato e che abbia la maggioranza dei voti potrà difficilmente essere rimosso, favorendo dunque il formarsi di posizioni di rendita.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei sistemi proporzionali con grandi distretti e pluralità di seggi, al contrario del maggioritario, è possibile che vengano eletti anche candidati che ottengono una minoranza di voti. Ciò comporta una competizione più accesa e minori rendite per i candidati in virtù dell&#8217;abbassarsi delle barriere all&#8217;entrata (Myerson, 1993;  Ferejohn, 1986).</p>
<p style="text-align: justify;">Relativamente alla formula elettorale nei sistemi maggioritari gli elettorali votano per un candidato espressione del territorio con cui si crea un legame diretto eletto-elettore. Data questa vicinanza il politico dovrà adottare la massima trasparenza nel suo operato per il rischio di non essere rieletto, quindi per un problema di <em>accountability, </em>ovvero <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accountability_%28governance%29">&#8220;la valutazione da parte dell&#8217;elettorato, ed eventualmente una sanzione, in merito all&#8217;operato dei politici&#8221;</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Differentemente a quanto accade con i sistemi maggioritari, nei sistemi proporzionali nei quali si vota per una lista di candidati e nei quali c&#8217;è un legame eletto-elettore meno vincolante, l&#8217;incentivo a comportamenti corruttivi è maggiore che nei sistemi maggioritari (Persson e Tabellini, 1999; 2000; 2002).</p>
<p style="text-align: justify;">Sia il sistema elettorale proporzionale che quello maggioritario, quindi, presentano argomenti a favore e a sfavore rispetto al rischio di propiziare fenomeni di corruzione. Al contempo una seria discussione sul tema della legge elettorale, per essere tale, non può prescindere da considerazioni quali la lotta alla corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Riferimenti bibliografici:</p>
<p style="text-align: justify;">Alfano MR, Baraldi AL, Cantabene C. Sistemi elettorali e corruzione: il ruolo della concorrenza politica. Politica Economica, 1: 119-40; 2013</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://anticorruzione.eu/2015/04/corruzione-e-sistemi-elettorali-sistema-proporzionale-e-maggioritario-a-confronto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Intervista esclusiva a Sedef Kabaş, la giornalista turca accusata di aver minacciato con un Tweet il procuratore capo di İstanbul</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/01/intervista-esclusiva-a-sedef-kabas-la-giornalista-turca-accusata-di-aver-minacciato-con-un-tweet-il-procuratore-capo-di-istanbul/</link>
		<comments>http://anticorruzione.eu/2015/01/intervista-esclusiva-a-sedef-kabas-la-giornalista-turca-accusata-di-aver-minacciato-con-un-tweet-il-procuratore-capo-di-istanbul/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2015 07:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Mendola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Cantone]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Sedef Kabas]]></category>
		<category><![CDATA[turchia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://anticorruzione.eu/?p=1335</guid>
		<description><![CDATA[(click HERE for english version) Ha fatto molto scalpore nel mondo quello che è successo alla celebre giornalista turca Sedef Kabaş in seguito alla pubblicazione di queste poche parole sul suo profilo Twitter @SedefKabas: &#8220;Non dimenticate mai il nome del giudice, Hadi Salihoğlu, che ha lasciato cadere l&#8217;inchiesta sulla corruzione&#8220;. Dimostrando ancora una volta il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">(click <a href="http://anticorruzione.eu/2015/01/exclusive-interview-to-sedef-kabas-the-turkish-journalist-blamed-for-threatened-with-a-tweet-the-chief-prosecutor-of-istanbul/" target="_blank">HERE</a> for english version)</p>
<p style="text-align: justify;">Ha fatto molto scalpore nel mondo quello che è successo alla celebre giornalista turca Sedef Kabaş in seguito alla pubblicazione di queste poche parole sul suo profilo Twitter @SedefKabas: &#8220;<strong>Non dimenticate mai il nome del giudice, Hadi Salihoğlu, che ha lasciato cadere l&#8217;inchiesta sulla corruzione</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dimostrando ancora una volta il suo impegno come «<strong>convinta sostenitrice di iniziative globali anticorruzione</strong>», Sedef ha inconsapevolmente messo in gioco i propri inalienabili diritti alla libertà di espressione e di stampa.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft  wp-image-1336" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/01/Kabas-3-300x233.jpg" alt="Kabas-3" width="238" height="185" />Era difficile capire cosa fosse realmente accaduto alla giornalista, che secondo alcune fonti sarebbe addirittura stata arresta. Non esistevano conferme dettagliate neppure sulle agenzie o sulle testate che si occupano di politica estera. Rimaneva una sola cosa da fare: risalire &#8220;alla fonte&#8221; e farsi raccontare dalla diretta interessata cosa le fosse realmente accaduto.</p>
<p style="text-align: justify;">Segue l’intervista gentilmente concessa dalla giornalista in esclusiva a <strong>NO</strong>i contro la <strong>CORRUZIONE</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Può spiegare ai lettori italiani quanto sia diffusa la corruzione in Turchia, ripercorrendo le tappe della vicenda a cui fa riferimento nel suo tweet?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Lo scandalo di corruzione più grande nella storia della Repubblica Turca è scoppiato nel mese di dicembre 2013 (noi turchi lo chiamiamo “il 17 dicembre”), quando la polizia ha pubblicizzato tutti i video e i nastri che rivelano le operazioni di corruzione, pagamento di tangenti e riciclaggio di denaro, tra alcuni ministri del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (AKP) e alcuni uomini d&#8217;affari. In totale 91 persone sono state arrestate nel corso dell&#8217;inchiesta; e 26 sono stati arrestati da parte del giudice.</p>
<p style="text-align: justify;">La seconda ondata di indagini prevedeva la possibilità di coinvolgere il figlio del Primo Ministro Bilal Erdogan.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Qual è stata la reazione del governo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Hanno decretato la rimozione di centinaia di agenti di polizia e di alcuni procuratori coinvolti nell&#8217;inchiesta. E hanno persino chiuso Twitter per un po’ di tempo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E l’opposizione, invece, che reazione ha avuto?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Hanno descritto questo comportamento come un &#8220;colpo di stato giudiziario&#8221;, accusando il governo di cercare di influenzare il sistema giudiziario e coprire la corruzione. Quattro ministri si sono dimessi. Il Parlamento a breve voterà se rinviarli o meno a giudizio presso la Corte Suprema.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pensa che sia ancora garantita la libertà di espressione per i cittadini turchi?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le azioni del governo turco per sopprimere la libertà di parola sono state intensificate da quando è emerso questo grande scandalo di corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">La percezione della corruzione da parte dei cittadini turchi è enormemente aumentata. Secondo l&#8217;Indice di percezione della corruzione (<strong>CPI</strong>) calcolato da Transparency International, la Turchia è scesa alla 64 ° posizione (l&#8217;anno precedente si trovava alla 53°). Il ministro delle Finanze Mehmet Şimşek ha dichiarato che &#8220;La Turchia è uno dei paesi con la peggiore reputazione per quanto riguarda la corruzione&#8221;. Nel 2014 il Procuratore Capo di İstanbul Hadi Salihoğlu, ha deciso di archiviare le indagini sul “17 dicembre”. All&#8217;inizio il governo aveva richiesto un “montaggio” di tutti i filmati raccolti, ma ora li vogliono distruggere tutti!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ha mai incontrato il Procuratore Capo di İstanbul?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">No, non conosco Hadi Salihoğlu di persona, ma nel diritto non sono importanti le persone, quanto piuttosto, le decisioni. Sono ancora critica circa la sua decisione (di archiviare l’indagine del “17 dicembre”, ndr) e continuerò ad esserlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Può raccontarci cosa le sia realmente accaduto dopo la pubblicazione del tweet? È stata coinvolta anche la sua famiglia?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Era la mattina del 30 dicembre, quando alcuni uomini apparvero alla mia porta dicendo di essere degli agenti di polizia in possesso di un mandato di perquisizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Avevo appena mandato mio figlio a scuola, avevo ancora il pigiama addosso. Mi creda, non sai chi chiamare se non ti sei mai trovato in situazioni simili prima. Ho chiamato il mio avvocato che si occupa della mia attività. È rimasto scioccato nel sentire che c’erano tre uomini davanti alla mia porta, che chiedevano di perquisire la mia casa a causa di un tweet che avevo postato. Non essendo un avvocato penalista, mi ha consigliato di chiamare l’associazione degli avvocati di İstanbul. Questi mi hanno detto al telefono che, anche se i tre avevano un ordine di perquisizione, quel documento era illegale in quanto non era specificato cosa stessero effettivamente cercando.</p>
<p style="text-align: justify;">Non avendo alcuna possibilità di mettere in discussione l&#8217;ordine del pubblico ministero, li ho lasciati entrare dentro casa mia, autorizzandoli a fare tutte le ricerche che volevano, dato che non ho nulla da nascondere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le hanno sequestrato qualcosa?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Hanno confiscato il mio cellulare, il computer che contiene tutti i miei contatti e informazioni, in altre parole, il mio ufficio; e anche il tablet che utilizza mio figlio di 5 anni per guardare i cartoni animati!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E poi cosa è successo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono stata prima portata nell’Ufficio Gayrettepe della Pubblica Sicurezza Informatica, dove ho testimoniato. Ma nonostante io avessi già testimoniato davanti alla polizia, il pubblico ministero ha insistito affinché io rilasciassi una seconda testimonianza, questa volta per lui. Mi ha accusato di aver preso di mira il pubblico ministero che ha combattuto contro il terrorismo! Ha deciso di mandarmi in tribunale lo stesso giorno, con l&#8217;accusa che con questo tweet avevo avuto l&#8217;intenzione di minacciare il procuratore capo di İstanbul, Hadi Salihoğlu. La parola &#8220;minaccia&#8221; non è stata nemmeno menzionata nella mia testimonianza, ma questa è stata l&#8217;interpretazione del pubblico ministero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Come pensa che andrà a finire?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Al momento sto ancora aspettando di sapere se troveranno un modo di intentare una causa nei miei confronti. Non mi hanno ancora ridato il mio cellulare (sono passati quasi 20 giorni). E credo che stiano scrutando e copiando tutti i files in esso contenuti: materiali didattici, video, fotografie, contatti telefonici, contatti e-mail, ecc, tra cui tutte le mie informazioni professionali e quelle strettamente personali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché ha usato Twitter invece di altri canali di comunicazione? </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho smesso di lavorare come giornalista attiva e moderatrice TV dal 2010. Nel 2007 ho fondato la mia società: Sedef Kabaş Formazione, Coaching e Consulenza. Ma nonostante questa sia la mia nuova attività professionale, non significa che abbia perso il mio punto di vista giornalistico. Twitter è il luogo in cui seguo le notizie e scrivo i miei commenti sull’attualità.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Vuoi dire qualcosa ai lettori italiani?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Libertà, libertà, libertà &#8230;</p>
<p> <img class="size-medium wp-image-1339 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/01/bandiere-300x169.jpg" alt="Bandiere: Italia e Turchia" width="300" height="169" /></p>
<p style="text-align: justify;">È stato un privilegio per un giovane studente come me avere la possibilità di &#8220;incontrare&#8221; (anche se virtualmente), una testimone diretta delle ingiustizie legate a fatti di corruzione. Ricambio l&#8217;augurio di «libertà, libertà, libertà» rivolto da Sedef Kabaş ai lettori italiani di <a href="http://www.anticorruzione.eu">www.anticorruzione.eu</a>, e colgo l&#8217;occasione per salutare affettuosamente gli amici turchi, augurando loro che il 2015 possa essere l&#8217;anno della svolta in cui sancire il ripudio della corruzione e il trionfo dell&#8217;etica e dell&#8217;integrità ad ogni livello della società.</p>
<p style="text-align: justify;">In Turchia, inizia a vedersi una luce, un barlume di speranza riposta nella volontà comune dei cittadini e delle cittadine che ogni giorno chiedono giustizia e trasparenza sulle ignobili vicende che, per tutelare gli interessi di pochi individui, finiscono per danneggiare un intero paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Vale la pena motivare i nostri amici turchi con le parole del Presidente Cantone: «un paese percepito come corrotto non attrae investimenti dall&#8217;estero».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>P.S.</strong> Sedef Kabaş Ph.D., è una famosa giornalista turca, laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Ha seguito il suo corso di studi negli Stati Uniti come Fulbright Scholar, conseguendo un master in Giornalismo televisivo presso la Boston University. Nel 2007 ha conseguito un dottorato di ricerca discutendo una tesi su “News Interviews: The Art of Asking Questions”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ha dedicato la sua intera vita al giornalismo: prima insegnando per decine di anni nelle università, poi passando alla conduzione di celebri trasmissioni televisive (dalla CNN International fino a emittenti turche).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://anticorruzione.eu/2015/01/intervista-esclusiva-a-sedef-kabas-la-giornalista-turca-accusata-di-aver-minacciato-con-un-tweet-il-procuratore-capo-di-istanbul/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In aula la legge sul conflitto d&#8217;interessi</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2014/10/in-aula-la-legge-sul-conflitto-dinteressi/</link>
		<comments>http://anticorruzione.eu/2014/10/in-aula-la-legge-sul-conflitto-dinteressi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2014 18:04:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
		<category><![CDATA[controlli]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://anticorruzione.eu/?p=608</guid>
		<description><![CDATA[Tornando a parlare, a 10 anni dalla 215/2004, del conflitto d&#8217;interessi ponendo come tema principale il fatto che i titolari di cariche pubbliche devono operare nell&#8217;esercizio delle loro funzioni, esclusivamente per la cura degli interessi pubblici a loro affidati. Il percorso è stato travagliato e lo sarà fino alla sua conclusione. Infatti dopo anni di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tornando a parlare, a 10 anni dalla 215/2004, del conflitto d&#8217;interessi ponendo come tema principale il fatto che i titolari di cariche pubbliche devono operare nell&#8217;esercizio delle loro funzioni, esclusivamente per la cura degli interessi pubblici a loro affidati. Il percorso è stato travagliato e lo sarà fino alla sua conclusione. Infatti dopo anni di dibattito, cinque mesi in commissione Affari Costituzionali della camera, il provvedimento è arrivato nell&#8217;aula di Montecitorio il 9 Ottobre, subendo subito un&#8217;<em>impasse</em>. La motivazione è stata che è troppo complesso e merita attenzione. A questo punto si dovrà aspettare che l&#8217;Assemblea della camera avii l&#8217;esame, che rischierà lo slittamento per via delle altre numerose sedute in comune del Parlamento, tra cui l&#8217;elezione dei giudice della Corte Costituzionale e di un componente della del Consiglio superiore della magistratura.<br />
Il provvedimento è diretto a titolari di cariche del governo, ai commissari e ai componenti delle autorità amministrative indipendenti. Il regime di incompatibilità dei Presidenti delle Regioni e dei componenti delle Giunte regionali è rimessa alle Regioni stesse, mentre, per quanto riguarda gli Enti Locali, il testo conferisce una delega al Governo per adeguare le norme alla nuova disciplina in materia di conflitti di interessi. Il sistema individuato nel testo mira a risolvere prima della assunzione della carica pubblica eventuali situazioni di conflitto di interessi, in modo da impedire a monte l’adozione o l’omissione di atti dovuti da cui è possibile trarre benefici personali. La proposta di legge prevede due forme di conflitto di interessi: la prima, che dovrà essere valutata di volta in volta da una Commissione nazionale istituita ad hoc, riguarda chi ha un patrimonio superiore a 15 milioni di euro; la seconda invece, individuata direttamente dalla legge, si verifica in caso di partecipazioni rilevanti in settori &#8216;sensibili&#8217;, quali difesa, energia, credito, opere pubbliche di preminente interesse nazionale, comunicazioni di rilevanza nazionale, servizi pubblici erogati in concessione o di autorizzazione e imprese operanti nel settore pubblicitario<br />
E’ confermato l&#8217;obbligo di fornire la propria dichiarazione patrimoniale per far emergere eventuali casi di conflitti di interesse, prevedendo un elenco tassativo di situazioni e di dati patrimoniali da dichiarare, nel rispetto di un <em>timing</em> più serrato rispetto a quello attuale. Rispetto alla normativa vigente, rimane inoltre l&#8217;obbligo di astensione per i titolari delle cariche di Governo dalla partecipazione a decisioni che possano incidere specificamente sulla propria situazione patrimoniale o su quella della famiglia<br />
Per risolvere una situazione di conflitto di interessi, tra i mezzi a disposizione vi sono: l&#8217;affidamento del patrimonio ad una gestione fiduciaria con il benestare della Commissione e, in alcuni casi, la vendita delle attività patrimoniali e il successivo affidamento del ricavato alla gestione fiduciaria. In pratica, con la riforma del conflitto di interessi, si intende introdurre l’istituto tipicamente anglosassone del cosiddetto fondo cieco (<strong>Blind trust</strong>).</p>
<p style="text-align: justify;">Piero Massotti                          <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/10/22ottobreleggeconflittointeressi.pdf" target="_blank">Scarica il contenuto qui</a></span></span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://anticorruzione.eu/2014/10/in-aula-la-legge-sul-conflitto-dinteressi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
