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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Mafia Capitale</title>
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		<title>“IL MONDO DI MEZZO ESISTE, MAFIA CAPITALE NO”.  ORGANIZZAZIONE DIVERSA DALLE ASSOCIAZIONI MAFIOSE TRADIZIONALI. NO ALLA GERARCHIA E ALLA SUBORDINAZIONE.</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2017/08/il-mondo-di-mezzo-esiste-mafia-capitale-no-organizzazione-diversa-dalle-associazioni-mafiose-tradizionali-no-alla-gerarchia-e-alla-subordinazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Aug 2017 09:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Che si dice in giro]]></category>
		<category><![CDATA[attività criminali]]></category>
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		<category><![CDATA[criminalità organizzata]]></category>
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		<description><![CDATA[Il modello organizzativo delle mafie tradizionali è incompatibile con quello della criminalità organizzata romana. Roberto Galullo su Il Sole 24 Ore commenta la vicenda, spiegando come sia ormai chiaro che “mafia capitale” fosse un’organizzazione criminale con logiche organizzative completamente diverse da quelle tradizionali. A tal proposito, la realtà romana è sempre stata caratterizzata dall’assenza di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_5336.jpg"><img class=" size-full wp-image-5999 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_5336.jpg" alt="IMG_5336" width="640" height="360" /></a></p>
<p>Il modello organizzativo delle mafie tradizionali è incompatibile con quello della criminalità organizzata romana. <strong>Roberto Galullo</strong> su Il Sole 24 Ore commenta la vicenda, spiegando come sia ormai chiaro che “mafia capitale” fosse un’organizzazione criminale con logiche organizzative completamente diverse da quelle tradizionali. A tal proposito, la realtà romana è sempre stata caratterizzata dall’<strong>assenza di gerarchia </strong>ma contraddistinta da figure di spicco come Ernesto Diotallevi, Michele Senese e Massimo Carminati. Lo scopo finale di “mafia capitale” erano quelli descritti dall’articolo 416 bis ma anche l’infiltrazione nel tessuto sociale e istituzionale capitolino. “Mafia capitale” si contraddistingueva per la <strong>struttura reticolare </strong>e<strong> capillare</strong> che la faceva percepire nelle aree soggiogate alla sua azione, preservando il potere intimidatorio delle tradizionali organizzazioni criminali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Roberto Galullo, <em>LA «CIFRA ROMANA» DELLA CRIMINALITÀ. RAPPORTI FLUIDI E STRUTTURA RETICOLARE</em>, su “Il Sole 24Ore”, 21 luglio 2017, pagine 1 e 8.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il prezzo della corruzione a Pescara – Intervista a Gabrielli e Cantone</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2015 08:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[Corte dei Conti]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Mauro]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
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		<category><![CDATA[Mafia Capitale]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Cantone]]></category>

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		<description><![CDATA[La corruzione come stile di governo è stato il tema caldo dell’evento a Pescara di Repubblica dove gli invitati Giancarlo De Cataldo e Franco Gabrielli, messi a fattor comune per il fatto di aver svolto diversi incarichi e per avere diverse visioni, hanno commentato anche l’indagine di Roma Capitale, amministrazione pubblica e la gestione del giubileo. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La corruzione come stile di governo è stato il tema caldo dell’evento a Pescara di Repubblica dove gli invitati Giancarlo De Cataldo e Franco Gabrielli, messi a fattor comune per il fatto di aver svolto diversi incarichi e per avere diverse visioni, hanno commentato anche l’indagine di Roma Capitale, amministrazione pubblica e la gestione del giubileo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4548"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Si inizia dal prefetto Gabrielli il quale spiega che nonostante partecipi a numerose riunioni e municipi non sente mai parlare dell’indagine Mafia Capitale. Afferma che “Sono problemi che mordono le persone e sono antichi. L’ultimo problema risale a 40 anni fa. La situazione è grave anche perché ci si vende per poco”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’onestà della classe politica è centrale per governare perché condizione necessaria; coadiuvata da una conoscenza della città e delle persone che gestiscono i gangli della macchina amministrativa. Questa sarebbe composta da un architrave di 15 dipartimenti, 15 municipi, tutti gli uffici di staff per un totale di 50 mila dipendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto è esacerbato da un consociativismo perverso tra tutti i soggetti &#8211; parte politica, sindacale, amministrativa  &#8211; che porta a vivere e a svolgere il proprio lavoro non per l’interesse generale, bensì per spartire e accaparrare potere che ha ben poco a che fare con l’obiettivo primario. Ed il giudice De Cataldo poeticamente sintetizza “che schifo &#8211; disse l’indignato &#8211; sputando nella sputiera”.</p>
<p style="text-align: justify;">A tarda mattinata si arriva all’evento <em>clou </em>con l’intervista al Presidente A.N.AC.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intervista a Raffaele Cantone inizia con una domanda del direttore Ezio Mauro sulla stima della corruzione, citata da su quanto aveva affermato la Corte dei Conti. La stima ammonterebbe a 67 miliardi, ovvero la metà di quella europea. Questo fantasma che aleggia in Italia gira da un po’ di anni ma non c’è verso di fermarlo (<span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=2&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0CCgQFjABahUKEwj8-9_V9pfJAhXMCBoKHe3KA5E&amp;url=http%3A%2F%2Fanticorruzione.eu%2F2015%2F02%2F60-miliardi-una-stima-grossolana%2F&amp;usg=AFQjCNE8KppHJXUK8vKaj8t6fvIkmujSUg&amp;sig2=YhUxYDkxNJ6QxDrbWxpKPw&amp;bvm=bv.107467506,d.bGg">qui si spiega il dettaglio</a></span>). Questa stima viene immediatamente smentita dal presidente A.N.AC. perché sbagliata, in quanto troppo semplicistica e non applicabile al caso italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Cantone afferma di credere in un cambio di trend nella situazione italiana per via di alcune situazioni che si stanno muovendo. L’A.N.AC. avendo un’obbligazione di mezzi (ovvero che non risponde di risultati) ha istituito una sezione apposita di collaborazione con la Guardia di finanza ed una vigilanza collaborativa, un Istituto nuovo destinato alle stazioni appaltanti, dove è la stessa A.N.AC. a controllare se una impresa è adatta a partecipare alle gare. Questo lavoro è stato molto apprezzato da tutti: “Abbiamo la fila per farsi controllare. Ci sono molti strafalcioni ma denota la voglia di cambiare” afferma il Presidente dell’Autorità a conferma del fatto che c’è una parte del paese che funziona bene e che non guarda in faccia a nessuno. Sono le Iistituzioni a tenere dritta la schiena del paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Cantone abbiamo iniziato effettivamente la battaglia contro la mafia quando siamo riusciti a far cambiare la <em>visione</em> delle persone su di essa, ovvero quando questi l’hanno associata ad un male comune. È il <em>cambiamento culturale</em> che fa la differenza. Si deve fare la prevenzione perché altrimenti non si cambia e si permette la c.d. teoria Darwiniana che ha permesso, dopo il 1992, di far sopravvivere i corruttori più flessibili e bravi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intervista si conclude con l’opinione di Cantone sull’innalzamento del tetto del contante. “Sbagliato innalzare il tetto del contante” afferma. Sarebbe sbagliato non perché vi sia un effetto causale diretto che consente più spazio al pagamento in nero bensì perché interrompe la “stabilità normativa”. Bisogna essere chiari e continui nel trattare il tetto come un simbolo. Facendo come si è fatto, si fa passare l’idea che purché si spenda tutto va bene. Ciò implica che per ragioni di bilancio non si possono cambiare le regole. La politica, in questo senso, dovrebbero essere indirizzata, secondo Cantone “<strong>non alla bassa cucina </strong> <strong>ma a grandi scelte”.</strong></p>
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		<title>Giornata della trasparenza, Roma 21 settembre 2015</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/09/giornata-della-trasparenza-roma-21-settembre-2015/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2015 07:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Mendola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione Amministrativa e Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Comune di Roma]]></category>
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		<description><![CDATA[Presso la sala Giulio Cesare del Campidoglio, si è svolta la Giornata della Trasparenza, a cui hanno partecipato rappresentati istituzionali e di organizzazioni impegnate quotidianamente nel rispetto della legalità, nella promozione della trasparenza e di una cultura dell’anticorruzione. Sono intervenuti, tra gli altri, l’Assessore alla legalità dott. Alfonso Sabella, il Sindaco dott. Ignazio Marino, la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Presso la sala Giulio Cesare del Campidoglio, si è svolta la <strong>Giornata della Trasparenza</strong>, a cui hanno partecipato rappresentati istituzionali e di organizzazioni impegnate quotidianamente nel rispetto della <strong>legalità</strong>, nella promozione della trasparenza e di una cultura dell’<strong>anticorruzione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-3864"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sono intervenuti, tra gli altri, l’Assessore alla legalità dott. Alfonso <a href="https://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?contentId=NEW783663&amp;jp_pagecode=newsview.wp&amp;ahew=contentId:jp_pagecode" target="_blank">Sabella</a>, il Sindaco dott. Ignazio Marino, la dott.ssa Serafina Buarnè, Segretario Generale e Direttore Generale Responsabile della Prevenzione della Corruzione e per la Trasparenza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/09/Aula.jpg"><img class="alignleft  wp-image-3865" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/09/Aula-300x200.jpg" alt="Aula" width="220" height="146" /></a>I numerosi relatori intervenuti (<a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/09/trasparenza-brochure.pdf" target="_blank">QUI</a> la brochure) hanno regalato all’assemblea utili spunti di riflessione, e in particolare sono stati delineati i binari su cui far muovere – da subito &#8211; la più importante stazione pubblica appaltante d’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">La giornata della trasparenza, nonostante sia un obbligo di legge per le PA, assume un significato fortemente simbolico, in linea con la partecipazione, lo scorso 16 settembre, di un campione di 500 studenti delle scuole elementari capitoline ad una lezione di legalità durante il primo giorno del nuovo anno scolastico. In tale prospettiva, quale simbolo di un Paese onesto, è stata ricordata la figura del Presidente Pertini, che nel proprio <a href="http://www.fondazionepertini.it/asp/leggi.asp?IdSez=3&amp;idcontenuto=191&amp;IdSottoSez=41" target="_blank">messaggio</a> di fine anno 1979 aveva ricordato come  «<em>la corruzione è una nemica della Repubblica. E i corrotti devono essere colpiti senza nessuna attenuante, senza nessuna pietà. E dare la solidarietà, per ragioni di amicizia o di partito, significa diventare complici di questi corrotti. E l&#8217;esempio, soprattutto, in questo deve darlo la classe dirigente, ed in primo luogo, naturalmente, chi vi parla in questo momento. Ecco perchè noi dobbiamo e vogliamo difendere la Repubblica</em>».</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Durante l’ultimo giorno d’estate è stato dato l’avvio ad una nuova stagione per Roma Capitale: la stagione della legalità, della trasparenza e della lotta alla corruzione con la partecipazione attiva di tutti i cittadini e le cittadine che quotidianamente si impegnano per promuovere una cultura dell’integrità</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Per <strong>approfondire</strong> gli strumenti di lotta alla corruzione disponibili sul portale internet di Roma Capitale, si segnalano i seguenti link:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li><a href="https://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jp_pagecode=seg_gen_abstract.wp&amp;ahew=jp_pagecode" target="_blank">Abstract</a> del <strong>PTPC </strong>e del<strong> PTTI</strong>;</li>
<li><a href="https://www.comune.roma.it/wps/myportal/!ut/p/c5/04_SB8K8xLLM9MSSzPy8xBz9CP0os3h3S0cLUzdTEwN_Hx9jA08zLzcvExd_IwMDI_1wkA6zeAMcwNFA388jPzdVvyA7rxwAlu4icQ!!/dl3/d3/L2dJQSEvUUt3QS9ZQnZ3LzZfRzlBODVGNTQwMEJOMzBJUVJHM0cyMzEwRTY!/" target="_blank">Segnalazione</a> illeciti: whistleblowing (accesso riservato);</li>
<li><a href="https://www.comune.roma.it/PCR/resources/cms/documents/P.T.P.C._P.T.T.I._del_25.maggio.2015.pdf" target="_blank">File</a> di 288 pagine della prima rimodulazione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (2015-2016-2017), approvato con Deliberazione di Giunta Capitolina n. 171 del 25 maggio 2015 la prima rimodulazione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (2015-2016-2017).</li>
<li><a href="http://www.ignaziomarino.it/wp-content/uploads/Giornata-della-trasparenza.pdf" target="_blank">Discorso</a> del Sindaco Ignazio Marino.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Potrebbero essere utili, i seguenti articoli già pubblicati sul nostro sito:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/2015/06/whisteblowing-roma-capitale-il-fischietto-arriva-in-campidoglio/"><strong>Whisteblowing Roma Capitale: il fischietto arriva in Campidoglio</strong></a> di Andrea Turi</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/2015/06/roma-capitale-mafia-succursale/"><strong>Roma Capitale, Mafia Succursale</strong></a> di Maurizio Costa</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/2015/02/roma-e-di-nuovo-scandalo/"><strong>Roma: è di nuovo scandalo</strong></a> di Sara Landi</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/2015/02/approvato-nuovo-piano-anticorruzione-marino-roma-e-pronta-a-cambiare/"><strong>Approvato nuovo piano Anticorruzione. Marino: “Roma è pronta a cambiare”</strong></a> di Giorgia Filippucci</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/2014/12/la-corruzione-ai-tempi-dei-romani-vizi-e-degenerazione-dello-stato/"><strong>La corruzione ai tempi dei Romani… vizi e degenerazione dello stato.</strong></a> Di Michela Cignarella</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Whisteblowing Roma Capitale: il fischietto arriva in Campidoglio</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2015 09:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Turi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Whistleblowing]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia Capitale]]></category>
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		<description><![CDATA[Sbarca in Campidoglio il fischietto anticorruzione. Dal 17 giugno è attivo sulla home page del sito di Roma Capitale un servizio di whistleblowing riservato ai dipendenti capitolini che va sotto il nome “segnalazione illeciti”. L’iniziativa è dell’assessore alla legalità Alfonso Sabella e permette di denunciare illeciti nel totale anonimato. Per lasciare la propria segnalazione i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/whistle.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2813" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/whistle.jpeg" alt="whistle" width="240" height="180" /></a>Sbarca in Campidoglio il fischietto anticorruzione. Dal 17 giugno è attivo sulla home page del sito di Roma Capitale un servizio di whistleblowing riservato ai dipendenti capitolini che va sotto il nome “segnalazione illeciti”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa è dell’assessore alla legalità Alfonso Sabella e permette di denunciare illeciti nel totale anonimato. Per lasciare la propria segnalazione i dipendenti di Roma Capitale non dovranno far altro che accedere al servizio tramite identificativo e password personali, che non dovrebbero essere tracciabili, e le segnalazioni anonime verranno poi valutate dai vertici dell&#8217;assessorato.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli USA il whistleblowing è ormai una realtà consolidata: dai dati diffusi dall&#8217;ambasciatore statuntense in Italia John R. Philips nel corso di un convegno svolto alla LUISS, da quando è entrato in vigore il False Claime Act nel 1989, il governo americano è riuscito a recuperare circa 55 miliardi, l&#8217;85% delle somme frodate, fino a 6 miliardi di euro l&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, per coloro che si interessano delle questioni dell’anticorruzione non è una novità sentir parlare di whistleblowing, e recentemente ne avevamo parlato anche noi <a href="http://anticorruzione.eu/2015/06/whistleblowing-senzabarcode-denunciare-la-corruzione-nella-pa/">quì</a> a proposito di una iniziativa sul tema fatta da privati. Il fatto che suscita scalpore e che fa ben sperare è che l’iniziativa venga dal Campidoglio che mai come ora soffre di una crisi di credibilità a causa della ormai ben nota inchiesta Mafia Capitale.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Tra definizione e applicazione</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/06/tra-definizione-e-applicazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 06:27:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Adriano Aquilini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia Capitale]]></category>
		<category><![CDATA[Magistratura]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Di fronte agli incessanti sviluppi giudiziari dell’inchiesta «Mafia Capitale», molti cittadini si sono fatti sempre meno fiduciosi circa la possibilità che si possa estirpare l’intreccio tra politica e malaffare. È uno stato d’animo condiviso e forse comprensibile ma assolutamente da superare: occorre chiedersi se non c’era qualcosa che si potesse fare prima, e se c&#8217;è [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Di fronte agli incessanti sviluppi giudiziari dell’inchiesta «Mafia Capitale», molti cittadini si sono fatti sempre meno fiduciosi circa la possibilità che si possa estirpare l’intreccio tra politica e malaffare.</p>
<p style="text-align: justify;">È uno stato d’animo condiviso e forse comprensibile ma assolutamente da superare: occorre chiedersi se non c’era qualcosa che si potesse fare prima, e se c&#8217;è ancora qualcosa che si possa fare oggi, invece di evocare solamente, quando la situazione appare ormai compromessa, la tanto sospirata questione morale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’appello all’onestà, ripetuto fi<img class="alignleft  wp-image-2732" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/Unknown.jpeg" alt="Unknown" width="353" height="223" />no allo sfinimento da magistrati e cittadini non basta infatti di per sé a risolvere i mali della politica: e il sentimento «anti casta», rea di curare gli interessi privati a discapito di quelli pubblici, pur animato da giustificato sdegno, ha diffuso nel Paese l’idea che la politica e i partiti siano ingranaggi di una grande macchina per fare soldi. Una delle soluzioni più auspicate è allora quella di affidarsi alle inchieste della magistratura, che però nei fatti rimane un tampone momentaneo incapace di interrompere il flusso d&#8217;illegalità dilagante.</p>
<p style="text-align: justify;">La questione malaffare-politica in Italia si abbattè come un ciclone più di vent&#8217;anni fa con lo scandalo di “tangentopoli” e, da quel lontano 1994 la qualità del ceto dirigente, locale e nazionale, si sta dimostrando evidentemente ogni giorno più scadente, tanto da destabilizzare l&#8217;opinione pubblica, sempre più sfiduciata nei confronti di un&#8217;istituzione che non sente più vicina ai bisogni delle persone.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che possiamo affermare con tranquillità è che il tema dell’onestà personale non è, né sarà sufficiente a risolvere un problema come questo di grave inadeguatezza politica. “L&#8217;occasione fa l&#8217;uomo ladro” afferma un detto popolare che può indurci a pensare come l&#8217;appello all&#8217;onestà sia insufficiente a risolvere i mali della politica, che ha per prima cosa bisogno di rimedi soprattutto politici. Affidarsi alle inchieste e ai controlli della sola magistratura per estirpare la corruzione, le malefatte e i privilegi della casta può rischiare di rivelarsi un&#8217;operazione inadeguata. L&#8217;inasprimento delle pene inoltre, ha incontrato pochi favori in quanti non ne riconoscono un&#8217;effettiva capacità dissuasiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo più di vent&#8217;anni di indagini e condanne la situazione non sembra dunque migliorata: ogni giorno leggiamo di fatti di corruzione, poltrone che vanno e che vengono, appalti in cambio di favori, clientelismi, soldi dei cittadini inghiottiti da cooperative private, tutto in nome del «dio denaro».</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso specifico di Buzzi e Carminati, in un sistema come quello del comune di Roma in cui la politica ha il predominio sull’economia, esistono meno anticorpi per evitare gli sprechi e per razionalizzare le risorse pubbliche, ed è qui che dovrebbe entrare in gioco la Politica, ponendo dei limiti e dei controlli che siano in grado di dare un taglio netto ai comportamenti illeciti.</p>
<p style="text-align: justify;">Dissipare il denaro pubblico oltre ad essere un&#8217;offesa a chi quel denaro l&#8217;ha investito per il bene comune, è soprattutto un chiaro sintomo di fragilità strutturale delle istituzioni politiche locali, come ci rivela uno studio della Banca d’Italia firmato nel 2014 da De Angelis, De Blasio e Rizzica, “The effects of EU funding on corruption”: “la corruzione, associata allo stanziamento di fondi strutturali europei, è stata minore nei comuni con amministrazioni particolarmente efficienti nella produzione di beni e servizi e in quelli in cui è più alta la partecipazione dei cittadini alla vita politica e più intenso il controllo sugli amministratori locali”.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questo punto di vista, volendo fare un discorso più generale, in Italia l’intreccio tra comuni e municipalizzate è spesso uno specchio fedele di un sistema dove la corruzione può aumentare: il 97% degli 8.058 comuni italiani detiene quote del capitale sociale di una o più imprese e come ricordato lo scorso anno dall’ex commissario alla spesa pubblica Carlo Cottarelli: “la banca dati del dipartimento del Tesoro del ministero dell’Economia ha censito 7.726 partecipate locali al 31 dicembre 2012, anche se non si conosce il numero esatto delle partecipate perché non tutte le amministrazioni locali forniscono le informazioni richieste e perché le banche dati esistenti si fermano a un certo livello di partecipazione…”.</p>
<p style="text-align: justify;">Un elemento utile a completare la nostra riflessione è offerto da un intervento interessante fatto alla fine del 2014 dal presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Giovanni Pitruzzella sui recenti sviluppi dell&#8217;inchiesta che riguarda i fatti di Roma, fa risalire all&#8217;ipertrofia della burocrazia le cause della corruzione si è espresso nel seguente modo: ”in ordinamenti in cui le regole sono poche, chiare e piuttosto stabili nel tempo sono tendenzialmente minori gli spazi per comportamenti illeciti, e contemporaneamente maggiore è lo sviluppo economico. Regole poco chiare e stratificazioni normative che rendono difficile l’individuazione della norma concretamente applicabile aumentano, di contro, la discrezionalità creando un terreno fertile per il proliferare di comportamenti elusivi della legge e per l’aumento delle occasioni di corruzione”.</p>
<p style="text-align: justify;">Se in Italia la corruzione è un fenomeno che non si riesce a sradicare, e se la via giudiziaria alla legalità non è riuscita a restituirci un Paese che funziona, è anche perché è innegabile che esista una parte del paese che qualche volta vede nella corruzione una via alternativa al malfunzionamento dello Stato. Di fondamentale importanza sarà allora sostenere la magistratura nelle sue inchieste, sensibilizzare i cittadini ma soprattutto far muovere la politica nella direzione desiderata.</p>
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		<title>Roma Capitale, Mafia Succursale</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 07:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Costa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Infiltrazioni mafiose]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo scandalo che ha investito il comune di Roma è arrivato al secondo filone d&#8217;inchiesta. Secondo gli inquirenti, Salvatore Buzzi e Massimo Carminati avrebbero detenuto poteri enormi grazie soprattutto alle connivenze e agli stipendi illeciti che percepivano i politici di turno, sia in Campidoglio sia in Regione Lazio. Ma com&#8217;è possibile che due singoli soggetti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/Salvatore_buzzi-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2697" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/Salvatore_buzzi-2-300x132.jpg" alt="Salvatore_buzzi-2" width="300" height="132" /></a>Lo scandalo che ha investito il comune di Roma è arrivato al secondo filone d&#8217;inchiesta. Secondo gli inquirenti, Salvatore Buzzi e Massimo Carminati avrebbero detenuto poteri enormi grazie soprattutto alle connivenze e agli stipendi illeciti che percepivano i politici di turno, sia in Campidoglio sia in Regione Lazio. Ma com&#8217;è possibile che due singoli soggetti abbiano potuto mettere le mani su tutta Roma senza che nessuno battesse ciglio?</p>
<p align="JUSTIFY">La Mafia di Roma, come è stata definita dai magistrati, sarebbe una vera e propria organizzazione criminale che prevedeva, come tutte le altre mafie, silenzio, omertà e a volte qualche vittima. Rispetto ad altre forme di mafie, si sarebbe però distinta sia per le modalità di esecuzione degli atti criminosi, sia nel modo in cui veniva percepita dai cittadini.</p>
<p align="JUSTIFY">La Mafia a Roma si troverebbe dentro i palazzi (Campidoglio o Regione), negli appartamenti privati o negli studi notarili. Niente uscite fuori posto, niente spari a vuoto, niente vittime non necessarie. Mentre la camorra entra nel tessuto sociale, insinuandosi nelle case e nelle vite di chi ha la sfortuna di trovarcisi vicino, Mafia Capitale era “alta”, come quel “mondo di sopra” che Massimo Carminati ha descritto con dovizia di particolari.</p>
<p align="JUSTIFY">Nessun intesseva contatti con chi vale zero, ma solamente con chi ha il potere di concedere bandi, affidamenti e altre risorse. La percezione che i cittadini avevano prima di dicembre del 2014 di questa “cooperativa a delinquere” era solo ideale, non pratica: la sua esistenza si poteva forse immaginare, ma non si conosceva con precisione. “Si stavano mangiando tutto alle nostre spalle” commentano i romani.</p>
<p align="JUSTIFY">Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha ereditato questa situazione e adesso dovrà sforzarsi di cancellare qualsiasi traccia di questa attività criminale insieme al Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, e alla Magistratura. Roma non è con i mafiosi: Roma è contro, protesta e si indegna davanti a questa inchiesta che ha scoperchiato un mondo invisibile ai più. La vera mafia, quella per così dire tradizionale, nella Capitale c&#8217;è, e si trova esattamente a Ostia, dove esistono veri e propri clan. Usano metodi tradizionali, atti intimidatori, come dare fuoco a un&#8217;edicola o a un chiosco (http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/06/14/news/ostia_nuovo_incendio_doloso_a_fuoco_edicola-116818724/).</p>
<p align="JUSTIFY">La Mafia a Roma si può eliminare perché non attecchisce sulla gente, non entra nel tessuto sociale della maggior parte dei romani, non riesce a corrompere grandi numeri. Basta un taglio netto, un&#8217;eliminazione dei vertici criminali, per far tornare Roma la Capitale d&#8217;Italia e Mafia la Succursale.</p>
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		<title>Quando un&#8217;intercettazione svela la corruzione</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 07:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Costa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[d'alema]]></category>
		<category><![CDATA[Intercettazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Mafia Capitale]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi ultimi giorni si parla dell&#8217;annoso problema delle intercettazioni telefoniche nei confronti di politici e imprenditori. Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, dopo essere uscito su tutti i giornali, ha dovuto lasciare la sua mansione al governo. La motivazione? L&#8217;orologio regalato al figlio e le pressioni da parte del ministro per far ricevere il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/lupi.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2133" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/lupi-300x199.jpg" alt="lupi" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">In questi ultimi giorni si parla dell&#8217;annoso problema delle intercettazioni telefoniche nei confronti di politici e imprenditori. Il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, dopo essere uscito su tutti i giornali, ha dovuto lasciare la sua mansione al governo. La motivazione? L&#8217;orologio regalato al figlio e le pressioni da parte del ministro per far ricevere il primogenito da Ercole Incalza. L&#8217;ex ministro e suo figlio non sono indagati, ma le intercettazioni telefoniche hanno fatto perdere il posto a Maurizio Lupi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong> </strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Un altro esempio riguarda l&#8217;ex premier Massimo D&#8217;Alema che avrebbe ricevuto finanziamenti da parte di Francesco Simone, responsabile delle relazioni esterne della Cpl Concordia, per l&#8217;acquisto di 2.000 bottiglie di vino che proprio l&#8217;ex primo ministro produce con la sua azienda. In un&#8217;intercettazione, Simone ha detto “Gli ho fatto &#8216;sta marchetta, gli ho detto (a D&#8217;Alema) posso parlare col mio amico sindaco d&#8217;Ischia, così fa venire gli albergatori più importanti, voi fate la presentazione del vino. Non glielo avessi mai detto, m&#8217;ha chiamato stamattina, poi l&#8217;ho fatto chiamare dal sindaco”. Parole pesanti, che hanno gettato forti dubbi sull&#8217;operato di D&#8217;Alema.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong> </strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Anche le intercettazioni che gravitano intorno allo scandalo di Mafia Capitale hanno colpito personalità importanti, che sarebbero colluse con il sistema ordito da Massimo Carminati, e che, però, non sono indagate ma compaiono solamente nei registri del nucleo dei carabinieri. Si passa dal calciatore della Roma Daniele De Rossi al conduttore Teo Mammucari. Le loro intercettazioni rivelerebbero incontri telefonici con i massimi vertici della cricca romana ma non giustificherebbero reati giudiziari. Proprio il calciatore della Roma ha chiamato Giovanni De Carlo, boss romano amico dell&#8217;ex Banda della Magliana Ernesto Diotallevi, per risolvere una lite in un locale. De Rossi al telefono con De Carlo ha detto: “No, avevo pensato che aveva chiamato qualche malandrino&#8230; qualche coattone&#8230; ho detto famme sentì Giovanni.”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong> </strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Adesso la domanda che si pongono tutti è: “È giusto far comparire su tutti i giornali queste intercettazioni oppure bisogna arginare il fenomeno?”. Maurizio Lupi, per esempio, ha perso la carica di ministro solamente per essere comparso nei registri telefonici. Il fatto di dire qualcosa di inappropriato, ma non necessariamente contro la legge, può portare a tutto questo turbinio di poltrone e discredito?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong> </strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gian Carlo Caselli, magistrato italiano in pensione, si è esposto sul tema e ha fatto delle dichiarazioni importanti sul problema delle intercettazioni. “La pubblicazione delle intercettazioni può svelare i cosiddetti &#8220;arcana imperii&#8221; ed è proprio questo che il potere, per legittima difesa, non gradisce” ha dichiarato Caselli. Secondo l&#8217;ex magistrato, questo strumento è utile per fare trapelare gli scandali giudiziari e politici. Caselli continua affermando che “l&#8217;esperienza ci dice che da alcuni anni l&#8217;informazione ha avuto un ruolo decisivo per far conoscere, e quindi contrastare meglio, alcuni gravi problemi che il nostro Paese ha avuto. L&#8217;elenco è lunghissimo. Per usare il linguaggio giornalistico, parliamo di Tangentopoli, Bancopoli, Furbettopoli, Calciopoli, Vallettopoli, Crac Cirio, Crac Parmalat, e via via i nuovi scandali, Expo, Mose, Mafia Capitale. Se non ci fosse stata un&#8217;informazione attenta, come per fortuna c&#8217;è stata, la qualità della nostra democrazia avrebbe potuto peggiorare. Se questo ruolo fosse cancellato o pesantemente limitato sarebbero guai.”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong> </strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ex magistrato si rivolge soprattutto alla libertà di informazione: “Comprimere più di tanto la libertà di informazione mi sembra molto pericoloso perché rischieremmo di non sapere più nulla degli scandali della cui gravità abbiamo detto. Tanto più se si tiene conto dei tempi del nostro processo che, se si aspettano le udienze pubbliche, campa cavallo.”</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong> </strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l&#8217;ex magistrato le intercettazioni sono fondamentali. Anche Lirio Abbate, giornalista de “L&#8217;Espresso”, durante un incontro al Festival del giornalismo di Perugia, ha dichiarato che “le intercettazioni sono fondamentali, non tanto per gli atti giudiziari, ma per far capire alle persone e alla popolazione italiana, come un politico o un imprenditore si comporta.” Non si tratta di far progredire le inchieste, ma di dare un quadro generale su tutti i comportamenti dei politici che ci governano.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong> </strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli atteggiamenti che riflettono le intercettazioni sono uno specchio senza veli dei comportamenti delle persone indagate nelle varie inchieste che caratterizzano le storia italiana dal dopoguerra ad oggi. Un cittadino medio, che ascolta telegiornali o legge i quotidiani, rimane più impressionato dalle parole private di un politico, che da un corollario di leggi che accusano lo stesso personaggio. Inoltre, le intercettazioni non hanno segreti, sono parole dette e che in pochi casi possono essere smentite. Un testamento futuro, che incide nero su bianco le intenzioni del politico di turno, che vuole comprare, vendere, acquisire appalti o manipolare gare pubbliche. Basti pensare alle ormai famose parole di Massimo Carminati, che ha spiegato in un&#8217;intercettazione ambientale come funzionava il “mondo di mezzo” e la cricca che lui e Buzzi avevano creato a Roma.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong> </strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La libertà di informazione si riflette anche nella libertà da parte del cittadino di venire a conoscenza dei vari retroscena invisibili che si trovano nei più profondi meandri della politica e dell&#8217;imprenditoria italiana. Pubblicare le intercettazioni è un modo per far capire alla cittadinanza il dovere della stampa di essere cane da guardia per il popolo, dei watch-dogs che si trovano dalla parte dei cittadini.</p>
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		<title>La mafia tradizionale e quella “mercatista”, il mondo di mezzo e la “mafiocorruzione”</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2015 07:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carlotta Moiso]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Nella puntata del 5.3.15 della trasmissione “Servizio Pubblico” c’è stato l’intervento del procuratore generale Roberto Scarpinato al quale è stato chiesto da Santoro come è cambiata la mafia e se il paese la stia combattendo nel modo giusto. La risposta chiara, precisa ed esplicativa, mi ha illuminato. La mafia tradizionale, quella del Sud &#8211; ci [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/RMxlluz3Qfk?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Nella puntata del 5.3.15 della trasmissione “Servizio Pubblico” c’è stato l’intervento del procuratore generale Roberto Scarpinato al quale è stato chiesto da Santoro come è cambiata la mafia e se il paese la stia combattendo nel modo giusto. La risposta chiara, precisa ed esplicativa, mi ha illuminato.</p>
<p>La mafia tradizionale, quella del Sud &#8211; ci spiega Scarpinato &#8211; si è sempre nutrita di spesa pubblica, la quale veniva depredata da colletti bianchi della politica e da falsi imprenditori. La riduzione odierna della spesa pubblica ha provocato un effetto a cascata sulla mafia popolare, generando problemi di finanziamento dell’organizzazione mafiosa stessa: molte piccole imprese hanno fallito e quelle che sopravvivono lo fanno con difficoltà, le stesse denunce di estorsione sono aumentate, non per coscienza morale, ma per disperazione.</p>
<p>Nasce dunque la distinzione fra una mafia tradizionale ed una mafia “nuova”, che vede la fine dell’economia assistita dalla spesa pubblica e la nascita della mafia “mercatista”, ovvero di una mafia che è diventata fornitrice di beni e servizi illegali a persone ed imprese come stupefacenti, gioco d’azzardo, prostituzione, smaltimento di rifiuti. Questa è la nuova mafia, quella del Nord, che non sfrutta più l’intimidazione dei commercianti, ma offre loro servizi illegali o più economici. “Al Nord non c’è reattività sociale perché la mafia si è trasformata in un’agenzia che offre beni e servizi”. La mafia evoluta appare come un’agenzia all’interno del mercato.</p>
<p>Scarpinato si sofferma poi sulle nuove direttive dell’Unione Europea che, dal 2011, prevedono che nel calcolo del PIL rientri il fatturato derivante dal mercato degli stupefacenti e da quello della prostituzione. Mentre con l’estorsione, strategia adottata dalla vecchia mafia, si sottraggono risorse al ciclo produttivo, con la vendita di stupefacenti e con la prostituzione si offrono servizi remunerati e il flusso monetario così generato si inserisce nel circuito economico e fa crescere il PIL. È una legittimazione scandalosa, agli occhi del procuratore, che sta cambiando drasticamente il modo di essere della mafia.</p>
<p>Santoro sottolinea poi come il dilatarsi del “mondo di mezzo”, quello tra Stato e mafia, porti in primo piano il mercato, perché il ridursi dello stato sociale sta alimentando la nascita di iniziative di mercato che sostituiscono quelle dello stato sociale stesso (vedi mafia capitale, l’assistenza agli immigrati e ai rifugiati politici). Il modo tradizionale di guardare alla mafia – sostiene il giornalista – deve essere messo in secondo piano, mentre in primo piano va messa la battaglia alla corruzione, che ci porterebbe di gran lunga più vicino al contrastare il fenomeno mafioso per quello che è oggi. Santoro si rivolge poi di nuovo a Scarpinato chiedendogli se abbiamo validi strumenti a nostra disposizione per combattere la corruzione. La risposta è lapidaria: “Se avessimo dovuto combattere la mafia con gli stessi strumenti giuridici che abbiamo per combattere la corruzione, la mafia avrebbe già vinto da tanto tempo, come sta facendo la corruzione”. A parere del procuratore, mentre nella Prima Repubblica ci si poteva permette la corruzione, in quanto veniva finanziata con aumenti della spesa pubblica, oggi questo risulta impossibile a causa dei vincoli sulla spesa pubblica imposta dagli accordi dell’Unione Europea. La corruzione viene ora finanziata con tagli dello stato sociale, che portano alla riduzione del reddito dei cittadini con conseguente riduzione della capacità di spesa per consumi. Il risultato è la contrazione del mercato. Ed è per questo che la corruzione non è un fatto morale o giuridico, ma macroeconomico. “L’emergenza nazionale oggi è la corruzione”, la quale sta aggravando la recessione economica.</p>
<p>“Fin quando non abbiamo strumenti seri per combattere la corruzione rischiamo di restare vittime di un abbaglio e cioè pensare che veramente la zavorra dell’economia del Meridione o del Paese sia la mafia mentre invece oggi la “mafiocorruzione” e cioè l’intreccio tra una mafia che ha capito che i soldi si fanno con la corruzione e con il mercato, è diventato il vero terreno di intervento”.</p>
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		<title>Disegno di legge anticorruzione</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2014/12/disegno-di-legge-anticorruzione/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2014 09:18:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Favero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
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		<category><![CDATA[Mafia Capitale]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il terremoto portato dagli eventi di “Mafia Capitale” forse qualcosa si è smosso in tema di anticorruzione. Martedì 9 Dicembre 2014 Matteo Renzi comunica in un video, che giovedì 11 Dicembre (data poi slittata al 12 Dicembre) sarà annunciato, intanto, un disegno di legge per combattere la corruzione. Un pacchetto di 4 interventi, ma [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo il terremoto p<a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/12/231191-thumb-full-renzi_corruzione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1140" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/12/231191-thumb-full-renzi_corruzione-300x168.jpg" alt="231191-thumb-full-renzi_corruzione" width="300" height="168" /></a>ortato dagli eventi di “Mafia Capitale” forse qualcosa si è smosso in tema di anticorruzione. Martedì 9 Dicembre 2014 Matteo Renzi comunica in un video, che giovedì 11 Dicembre (data poi slittata al 12 Dicembre) sarà annunciato, intanto, un disegno di legge per combattere la corruzione. Un pacchetto di 4 interventi, ma cosa riguardano? Vediamoli più da vicino. Alcuni temi furono già annunciati lo scorso 29 Agosto e certi addirittura già discussi in Parlamento.<br />
Il primo tema riguarda le SANZIONI. Il Premier afferma: “La pena minima per la corruzione propria passa da 4 a 6 anni, la massima da 8 a 10”. Questo aumento delle pene ha l’obiettivo di allungare i termini di prescrizione. Alzando la sanzione, sarà più difficile sottrarsi alla reclusione. Ancora Renzi afferma: “In Italia su una popolazione carceraria di circa 50mila persone, in carcere per corruzione con sentenza passata in giudicato sono in 257”. Come è possibile? Solo 257 persone in carcere per corruzione? Suona un pochino strano in un Paese come il nostro, in cui i numeri della corruzione sono elevatissimi. Si vede che c’è un modo per trovare la carta “uscire gratis di prigione, come al Monopoli” continua Renzi.<br />
Il termine della PRESCRIZIONE ai reati legati alla corruzione viene quindi allungato.<br />
Altro tema è la CONFISCA DEI BENI AI CORROTTI E LA LORO RESTITUZIONE. Ci sarà prima il sequestro e poi la confisca di tutti i beni di cui il condannato non potrà dimostrare la provenienza. Il Premier afferma: “Chi è condannato per corruzione con sentenza passata in giudicato potrà vedere la confisca dei propri beni esattamente come accade per reati più gravi. E il maltolto lo devi restituire: non è che ne dai una parte e chi s’è visto s’è visto. Se è provata la corruzione, tu restituisci fino all’ultimo centesimo”. Forse aggredire i patrimoni potrebbe far più paura della galera. La confisca dei beni riguarderà anche gli eredi del condannato che saranno corresponsabili nel senso patrimoniale. Inoltre il corrotto potrà patteggiare solo se ammetterà la sua colpa e se restituirà beni in misura uguale alla corruzione.<br />
Inasprire le pene è certamente un primo passo nella lotta alla corruzione, ma non bastano le sole leggi a combattere questo male. Si parla non a caso di questione culturale, educativa; altro elemento fondamentale da tenere in considerazione. Il nostro progetto può essere un esempio. Non solo informa, ma oltretutto cerca anche di istruire, con la speranza di poter creare una coscienza, una sensibilità al tema che ancora, forse, non è stata raggiunta del tutto.<br />
Matteo Renzi afferma che: “Il governo assume un impegno con i cittadini: fare di tutto perché finalmente in Italia chi ruba paghi fino all&#8217;ultimo centesimo. Non c&#8217;è solo un problema di norme: c&#8217;è bisogno di una scommessa culturale, educativa”.<br />
Tutto ciò sembra molto bello e valido, ma si dovranno aspettare i tempi di un disegno di legge in Parlamento. Staremo a vedere e sicuramente ne riparleremo.</p>
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		<title>Ghost Ship. Frode da 7 milioni di euro per una nave che non esiste.</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2014 12:35:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Filippucci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Maladministration e sprechi]]></category>
		<category><![CDATA[gasolio]]></category>
		<category><![CDATA[ghost ship]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia Capitale]]></category>
		<category><![CDATA[marina militare]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Vicende come quella di Roma sono la prova di un tumore per il quale i vaccini sono ben poca cosa, bisogna intervenire con meccanismi chemioterapici, c&#8217;è poco da vaccinare. Il dato certo è che il sistema della repressione non ha funzionato. Bisogna capire cosa non è stato fatto e cosa ancora si può provare a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Vicende come quella di Roma sono la prova di un tumore per il quale i vaccini sono ben poca cosa, bisogna intervenire con meccanismi chemioterapici, c&#8217;è poco da vaccinare. Il dato certo è che il sistema della repressione non ha funzionato. Bisogna capire cosa non è stato fatto e cosa ancora si può provare a fare per risalire la china. La repressione da sola non è assolutamente utile a intervenire&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Cosi interviene  il presidente dell&#8217;Anticorruzione Raffaele Cantone a Palermo.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensare che una nave possa ricevere rifornimenti di 11 milioni di litri di petrolio è cosa che stupisce ma può essere possibile. Più sconvolgente pensare che quella nave non esista. O meglio, sia esistita fin quando non è affondata nel settembre del 2013. Eppure i rifornimenti sono arrivati! E sono anche stati registrati e certificati da appartenenti alla Marina Militare.</p>
<p style="text-align: justify;">Giuseppe Pignatone, Procuratore di Roma, l&#8217;aveva annunciato: &#8221; A Roma non c&#8217;è solo la mafia e presto ci saranno nuove operazioni&#8221;. Ed ecco che tra gli arresti di questi giorni rientrano anche tre ufficiali della Marina Militare.</p>
<p style="text-align: justify;">11 milioni di litri di Gasolio. Frode da 7 milioni di euro. Una nave (la Vicotry I) fantasma.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;operazione &#8211;<em> Ghost Ship per l&#8217;appunto</em> &#8211; è stata effettuata dal Nucleo di polizia tributaria di Roma e coordinata dalla Procura della Repubblica della capitale e ruota attorno alla figura di Massimo Perazza, un altro Massimo della criminalità romana, chiamato &#8220;Massimo il romanista&#8221; forse per distinguerlo dall&#8217;ormai noto &#8220;Massimo er nero&#8221; o &#8220;er cecato&#8221;, capo indiscusso di Mafia Capitale.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie al movente dei rifornimenti alla nave cisterna Victory I della Marina Militare, la banda ha organizzato, solo formalmente, la consegna di questi 11 milioni di litri di gasolio al deposito di Siracusa. Il tutto è stato reso possibile dai due appartenenti alla Marina Militare, ora arrestati, Mario Leto, capitano di Corvetta della Marina Militare, e Sebastiano di Stefano, primo maresciallo della Marina Militare. I due, trait d&#8217;union tra la banda e la pubblica amministrazione militare, hanno falsificando i documenti attestando la ricevuta consegna del gasolio e certificandone la qualità grazie alla collaborazione di un tecnico chimico, Francesco Ippedico.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alle persone arrestate per delinquere finalizzata al falso, alla truffa e alla frode ai danni della Marina Militare, il gip ha disposto il sequestro di beni per 7.5 milioni di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">La base di tutta questa operazione truffaldina risulta, ancora una volta, a Roma dove le due società di fornitura del petrolio hanno sede.</p>
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