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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Nicotra</title>
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		<title>MERITOCRAZIA E UNIVERSITA’. OCSE, I LAUREATI ITALIANI: POCHI, IMPREPARATI E USATI MALE</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 12:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/09/pal-giustizia-36.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-6110" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/09/pal-giustizia-36-1024x674.jpg" alt="pal-giustizia-36" width="1024" height="674" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per l’OCSE siamo agli ultimi posti: tra chi ha finito l&#8217;università, 1&#8217;11,7% trova un impiego di livello modesto per titolo di studio e per competenze.</p>
<p>Sono pochi, non hanno un lavoro adeguato alle loro competenze e soprattutto non sono preparati come i loro colleghi stranieri. Brutta bocciatura – scrivono Lorenza Loiacono e Camilletti, su Il Messaggero del 6 ottobre 2017, alle pagine 1 e 9 &#8211; per i laureati italiani: in Italia, nella fascia d&#8217;età che va dai 24 ai 35 anni, solo il 20% ha una laurea, al di sotto della media OCSE del 30 %, con un evidente divario tra Nord e Sud (nel Meridione infatti per raggiungere la laurea occorre, in media, un anno di studio in più rispetto a quanto avviene nelle regioni settentrionali).</p>
<p>Il problema dei fuori corso va quindi ad aggravare una situazione in cui a mancare sono proprio gli studenti che arrivano a conseguire la laurea. Sono troppo pochi , quindi, ma sono anche impreparati. Dando un&#8217;occhiata alla classifica stilata per competenze (quelle in lettura e quelle in matematica) per trovare l&#8217;Italia occorre scendere fino al 26esimo posto su una classifica di 29 Paesi. Non fanno quindi una bella figura con i loro coetanei stranieri e, in ambito lavorativo, si ritrovano con mansioni inferiori a quelle che potrebbero invece assumere con il loro titolo di studio.</p>
<p>Difficile capire se sono due facce della stessa medaglia: gli studenti poco preparati vengono assunti con qualifiche inferiori perché non potrebbero fare di meglio o, invece, trovano solo lavoretti e quindi forse si impegnano meno a raggiungere la laurea visto che sanno fin troppo bene che il mercato del lavoro non offre prospettive particolari?</p>
<p>Sta di fatto che i laureati italiani, alle prese con la prima occupazione, spesso trovano un impiego che non ha nulla a che vedere con gli studi universitari. Il risultato è che 1&#8217;11,7% dei lavoratori hanno competenze superiori ma hanno mansioni che ne richiedono meno e il 18% sono sovra-qualificati. C&#8217;è addirittura un&#8217;altissima quota, pari al 35% quindi più di un lavoratore su 3, di laureati impiegati in un settore che non ha nulla a che vedere con i propri studi.</p>
<p>Il rapporto Ocse, quindi, boccia non solo le università completamente scollegate dal mondo del lavoro ma anche quella grande fetta di mercato del lavoro che non pensa a legarsi con gli atenei e le strutture formative. Probabilmente è proprio il sistema del lavoro in Italia ad abbassare la richiesta di figure qualificate, il rapporto lo spiega con le caratteristiche delle imprese italiane tra cui quelle a gestione familiare rappresentano più dell’85% del totale e il 70% dell&#8217;occupazione del Paese.</p>
<p>Che cosa comporta? «<em>I manager delle imprese a gestione familiare spesso non hanno le competenze necessarie per adottare e gestire tecnologie nuove e complesse. Inoltre, il livello dei salari in Italia è spesso correlato all&#8217;età e all&#8217;esperienza del lavoratore piuttosto che alla performance individuale, caratteristica che disincentiva nei dipendenti un uso intensivo delle competenze sul posto di lavoro</em>».</p>
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		<title>Antidoti alla corruzione: “la formazione è trasmissione di competenze e cultura, fondamentale per svolgere il nostro ruolo nella società”</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2015 08:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Mendola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Siamo stati invitati a partecipare alla conferenza “Antidoti alla corruzione: trasparenza, buone prassi e sanzioni efficaci”, organizzata dall’ UNAEP (Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici) e dalla FLEPAR INAIL (Associazione Avvocati e tecnici INAIL) sulle riforme da compiere e gli atti da adempiere per promuovere la correttezza nelle attività pubbliche. La conferenza si è svolta venerdì [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Siamo stati invitati a partecipare alla conferenza “<strong>Antidoti alla corruzione: trasparenza, buone prassi e sanzioni efficaci</strong>”, organizzata dall’ UNAEP (Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici) e dalla FLEPAR INAIL (Associazione Avvocati e tecnici INAIL) sulle riforme da compiere e gli atti da adempiere per promuovere la correttezza nelle attività pubbliche. La conferenza si è svolta venerdì 20 febbraio nella prestigiosa Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, dove fu firmata -ed è tutt’ora custodita- la copia originale della Costituzione italiana.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/SaladellaRegina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1679" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/SaladellaRegina-300x199.jpg" alt="SaladellaRegina" width="300" height="199" /></a>L’evento, rivolto principalmente ad avvocati esperti pubblicisti provenienti da tutta Italia, ha visto numerosi <a href="http://www.fleparinail.it/sites/default/files/20-febbraio-anticorruzione-montecitorio.pdf" target="_blank">relatori</a>, tra cui il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, rappresentanti di associazioni di Avvocati: UNAEP, FLEPAR INAIL, CNF, UNAA, la professoressa Ida Angela Nicotra, consigliere ANAC e membro del <a href="http://anticorruzione.eu/chi-siamo/comitato-scientifico/" target="_blank">comitato scientifico</a> di “NOi contro la CORRUZIONE”, ed il Prof. Luciano Hinna, Università di Roma Tor Vergata, anch’egli nel medesimo comitato.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Ministro <strong>Orlando</strong>, ha ricordato che «la corruzione rappresenta uno dei mali storici del nostro pese […] frutto dell’inefficienza della macchina burocratica, […] che ha portato –nel tempo- i cittadini a non vedere più lo Stato come “casa comune”»; sottolineando subito dopo che «uno Stato efficiente e una macchina organizzativa in grado di rispondere in tempo, sono i migliori antidoti contro la corruzione, […] che riusciremo a battere solo quando riusciremo finalmente a costruire la statualità piena nel nostro paese», ponendo quindi l’accento sull’approccio che viene usato nell’affrontare il fenomeno: «per anni la strategia di contrasto ha fatto leva solo su strumenti di repressione. Dal 2012 si promuovono anche aspetti di natura preventiva», ricordando che «l’ANAC ha il potere di vigilare sugli appalti pubblici, che attraggono “appetiti” economici».</p>
<p style="text-align: justify;">La professoressa <strong>Nicotra</strong>, ha esortato il Governo a fare «interventi decisi, per potenziare gli investimenti esteri, assicurando la concorrenza sui mercati […] perché l’alterazione del mercato spesso alimenta il pagamento di tangenti». Deciso il monito di Nicotra a «non combattere la corruzione solo con la repressione», esortando a «diffondere culture di integrità e anticorruzione nella PA, se si vuole “vincere la partita”» e descrivendo la corruzione come  «<em>fattore che mortifica le intelligenze</em>».</p>
<p>Nel suo intervento, l’economista <strong>Hinna</strong>, ha ricordato «quanto poco affidabili siano le cifre della corruzione in Italia, dato che abbiamo solo “indici di percezione”, ma nulla più». Ha menzionato la celebre formula di Klitgaard nella sua versione originaria (Corruzione = Monopolio + Discrezionalità + Accountability) ed in quella da lui ampliata, aggiungendo i fattori, positivi e engativi, rappresentati dalla Burocrazia, dalla Crisi Economica, dalla Cultura della Legalità e dal Sistema Giuridico.</p>
<p>Si è quindi soffermato sull’importanza di«mettere in piedi un sistema, […] perché in tempo di crisi economica ci sono delle persone che abusano di tale situazione per giustificare comportamenti illeciti», e dell’importanza di segnalare i fatti di cui si è venuti a conoscenza, per cacciare “i bari che si siedono al tavolo delle persone oneste”, citando “<em>L’etica del campetto</em>”: « se c’è un fallo, va chiamato. Se per due volte chiami un fallo che non c’è, sei fuori! Pure se porti il pallone.».</p>
<p>Ha concluso il suo intervento con l’efficace “metafora dello spartito”: «La norma è come lo spartito musicale. Se lo metti vicino all’orecchio non suona. Serve l’orchestra».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Per approfondire gli interventi degli altri relatori, si segnala il post di Daniele Favero: http://anticorruzione.eu/2015/02/antidoti-alla-corruzione-trasparenza-buone-prassi-e-sanzioni-efficaci/</p>
<p style="text-align: justify;">Sul sito <a href="http://webtv.camera.it/evento/7551">http://webtv.camera.it/evento/7551</a> è disponibile il video dell’intera conferenza (4h37’).</p>
<p style="text-align: justify;">
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