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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Legge Severino</title>
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		<title>Corruzione e denuncia</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2015 07:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Favero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Whistleblowing]]></category>
		<category><![CDATA[Alac]]></category>
		<category><![CDATA[Foreign Corrupt Practices Act]]></category>
		<category><![CDATA[Legge Severino]]></category>
		<category><![CDATA[Transparency International]]></category>
		<category><![CDATA[whistleblowing]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle principali leggi anticorruzione statunitensi il Foreign Corrupt Practices Act consente ai cittadini non statunitensi di ottenere ricompense monetarie per la segnalazione di irregolarità. Le violazioni possono aver luogo in qualsiasi parte del mondo, e le rivelazioni del whistleblower possono essere rilasciate in modo confidenziale per ridurre al minimo le eventuali ritorsioni. Il whistleblowing [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/07/whistleblower-1.jpg"><img class="  wp-image-3271 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/07/whistleblower-1-300x251.jpg" alt="whistleblower-1" width="246" height="206" /></a>Una delle principali leggi anticorruzione statunitensi il Foreign Corrupt Practices Act consente ai cittadini non statunitensi di ottenere ricompense monetarie per la segnalazione di irregolarità. Le violazioni possono aver luogo in qualsiasi parte del mondo, e le rivelazioni del <em>whistleblower </em>possono essere rilasciate in modo confidenziale per ridurre al minimo le eventuali ritorsioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>whistleblowing</em> in Italia è stato inserito con la legge Severino, e il governo Renzi ha attribuito all&#8217;Autorità guidata da Cantone il compito di raccogliere le segnalazioni. Mancano però le regole esatte per la standardizzazione della procedura e gli incentivi economici per chi denuncia, previsti invece negli altri paesi. Per sconfiggere la corruzione in Italia è importante il contributo di tutti i cittadini. La pensano così il 61% degli italiani intervistati da Transparency International per il Global corruption barometer 2013. Ma quanti sarebbero realmente disponibili a denunciare la corruzione di cui sono testimoni? Il 56% degli italiani, secondo lo stesso sondaggio, si rivolgerebbero soprattutto (il 35%) alle istituzioni. Allora perché nel nostro paese ci sono così poche denunce? Probabilmente perché, come ammette la restante parte degli italiani intervistati, molti (il 44%) temono le conseguenze del proprio gesto o lo ritengono inutile. E non hanno tutti i torti. ( <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/03/corruzione-strumento-per-denunciare-ce-in-italia-non-funziona/1246921/">http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/03/corruzione-strumento-per-denunciare-ce-in-italia-non-funziona/1246921/</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">I dati di Alac (Allerta Anticorruzione) indicano che le due regioni che stano tirando la volata alle segnalazioni sono il Lazio (21) e la Campania (19), seguiti da Lombardia con 12, Puglia con 8 e Sardegna con 5. Assordante il silenzio di Piemonte e Liguria, che nonostante le grandi opere e gli scandali (come quello legato all’alluvione del 2014) ancora non hanno nemmeno un <em>whistleblower.</em> (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/14/).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la soluzione esiste, ed è stata efficacemente sperimentata nei paesi anglosassoni. È quella del <em>whistleblowing</em>, ovvero l’istituto che tutela ed incentiva chi segnala episodi corruttivi contribuendo a smascherarli. Eppure, nonostante il <em>whistleblowing </em>sia previsto dalla Convenzione di Strasburgo del 1999, sia annoverato dalla Commissione Europea come uno dei 10 strumenti per sconfiggere la corruzione e sia diventato un motivo di richiamo per l’Italia da parte del Greco (Gruppo di stati contro la corruzione) nel 2012, il suo utilizzo in Italia è ancora ai primi vagiti. Nel nostro Paese lo strumento è stato genericamente introdotto dalla legge Severino (190/2012) e il governo Renzi ha attribuito all’Autorità Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone il compito di raccogliere le segnalazioni. Secondo la legge italiana il dipendente che denuncia gli illeciti deve essere tutelato dalle eventuali conseguenze della sua azione e la sua identità non può essere rivelata senza il suo consenso. Ma alla nostra normativa mancano ancora le regole esatte per la <strong>standardizzazione</strong> della procedura e sono del tutto assenti gli incentivi economici per chi denuncia, previsti invece negli altri paesi.</p>
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		<title>Relazione ANAC 2015: successi e criticità nella lotta alla corruzione in Italia</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 06:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michela Cignarella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione Amministrativa e Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[Appalti]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Legge Severino]]></category>
		<category><![CDATA[whistleblowing]]></category>

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		<description><![CDATA[Cantone: “La corruzione è cambiata nella sua struttura; essa è sempre più raramente caratterizzata dal rapporto bilaterale fra chi dà e chi riceve ma fa capo e promana da organizzazioni, in qualche caso di tipo mafioso, nel cui ambito si ritrovano, con interessi comuni, pubblici funzionari, imprenditori e faccendieri; un ‘sistema gelatinoso’ in cui si [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/02/cantone.jpg"><img class="  wp-image-2968 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/02/cantone-300x200.jpg" alt="cantone" width="269" height="179" /></a>Cantone</strong>: “La corruzione è cambiata nella sua struttura; essa è sempre più raramente caratterizzata dal rapporto bilaterale fra chi dà e chi riceve ma fa capo e promana da organizzazioni, in qualche caso di tipo mafioso, nel cui ambito si ritrovano, con interessi comuni, pubblici funzionari, imprenditori e faccendieri; <strong>un ‘sistema gelatinoso’ in cui si fa persino fatica a dire chi è il corrotto e chi il corruttore</strong>“. Una fotografia della corruzione in Italia non lontana dalle metafore analizzate anche da Davide Torsello, Professore associato, antropologia culturale, nel suo articolo <strong>“</strong><em><strong>Le nuove metafore della corruzione in Italia</strong></em><strong>”</strong><strong>:</strong> dalla simbolica “mazzetta” e “Tangentopoli” al  “liquido gelatinoso” e il “Mondo di mezzo”, queste evocano diverse realtà ed evidenziano il cambiamento di tale fenomeno sociale.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri dati emergono dalla prima <strong>Relazione annuale 2015 ANAC</strong> presentata al Parlamento lo scorso 2 luglio, che vede l’ex pm anticamorra Raffaele Cantone Presidente e ripercorre le sfide affrontate in questi ultimi 14 mesi dall’Authoriy.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/02/appalti1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3026" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/02/appalti1.jpg" alt="appalti" width="197" height="195" /></a>“Le indagini dell’ultimo periodo della magistratura, che va ringraziata per il grande impegno quotidianamente profuso, hanno evidenziato come la corruzione sia divenuto un fenomeno sistemico, che alberga soprattutto negli appalti pubblici ma di cui non sono scevri altri settori ed ambiti dell’amministrazione, non solo quelli per certi versi ‘scontati’ delle concessioni e autorizzazioni, ma anche altri ‘inattesi’, quali quelli delle attività cd sociali affidate al terzo settore”. Tra i successi vi sono i <strong>commissari </strong>per gli<strong> appalti dell’Expo, </strong>l’impulso alle<strong> attività ispettive </strong>con 51 procedure nei soli lavori pubblici, l’istituzionalizzazione della<strong> “vigilanza collaborativa” </strong>con gli enti vigilati. Da come si può leggere anche su Il Sole 24 Ore, nell’articolo “<strong>Un anno di Anac: varianti, vigilanza e regolazione tra i risultati di Cantone</strong>”, la sfida nel settore degli appalti non si ferma con questo primo nucleo di poteri straordinari affidati al supercommissario anticorruzione. “<strong><em>Ci aspettano nel prossimo periodo sfide da far tremare i polsi; la legge delega per riscrivere il codice degli appalti, approvata al Senato senza nessun voto contrario, recepisce le ultime direttive comunitarie foriere di una nuova politica degli appalti, e scommette moltissimo sull’Autorità a cui attribuisce poteri di regolazione e di controllo molto significativi, tanto da essere indicata come il futuro arbitro del sistema</em></strong>” afferma Cantone<strong>.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/02/parlamentoanac.jpg"><img class="  wp-image-3126 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/02/parlamentoanac-287x300.jpg" alt="parlamentoanac" width="141" height="147" /></a>Mentre tra le criticità appaiono i <strong>piani triennali</strong> anticorruzione delle amministrazioni pubbliche, <strong>interpretati troppo spesso in senso burocratico</strong>. <strong>Cantone</strong> <strong>li definisce </strong>“<strong>insuf­fi­cienti per metodo, sostenibilità ed efficacia</strong>”. Su un cam­pione di 1.300 enti il <strong>90% </strong>ha adottato il suddetto strumento per la prevenzione della corruzione e tra questi più del 50% ha aggiornato il documento nell’ultima annualità. In ogni caso “<strong><em>L’Autorità ritiene che lo strumento dei piani sia una scelta da perseguire, e sia necessaria, in questa prospettiva, un’adeguata sensibilizzazione delle amministrazioni, accompagnata anche da una semplificazione della struttura dei piani stessi</em></strong>” sottolinea Cantone.</p>
<p style="text-align: justify;">Rimangono altre battaglie da affrontare e nodi da sciogliere:<strong> migliorare l’accesso civico ai dati della Pa</strong> e <strong>poteri sanzionatori in attuazione della Legge Severino troppo sbiaditi. </strong>In riferimento alla Legge Severino, Cantone commenta come “<em><strong>A meno di 3 anni dall’entrata in vigore della legge 190 si riscontrano problematiche e dubbi applicativi. La  legge Severino e le norme attuative sono strumenti centrali di prevenzione, ma servono interventi legislativi per consentire una loro reale efficacia ed utilità</strong></em>”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/whistleblower_.jpg"><img class="alignright  wp-image-1642" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/whistleblower_-300x198.jpg" alt="whistleblower_" width="288" height="190" /></a>Un’altra sfida è <strong>diffondere il whisterblowing</strong>. La così detta “legge anticorruzione”, in tema di prevenzione della corruzione nella PA, prevede delle tutele per i whistleblowers, ovvero i dipendenti pubblici che denunciano casi di corruzione di cui vengono a conoscenza. Eppure il <strong>30%</strong> delle amministrazioni non prevede tale meccanismo e risultano solo 90 le segnalazioni arrivate in base a un campione di 155 report dei responsabili prevenzione corruzione degli enti. “<strong><em>Le segna­la­zioni riguar­dano in modo particolare i comuni e gli enti pub­blici locali cioè i sog­getti istituzionale più vicini ai biso­gni dei citta­dini. È un segnale che dimo­stra come i cit­ta­dini si stiano impa­dro­nendo dello stru­mento</em></strong>” commenta Cantone, sottolineando l’importanza di tale strumento, che spesso, come analizza nel suo articolo “<strong>Wisthlblowing: é un invito alla delazione?</strong>” Luciano Hinna, viene concepito con senso di delazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Relazione annuale ANAC del 2015 al <a href="http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/Pubblicazioni/RelazioneParlamento/_relazioni?id=4d16ebed0a778042351cd298fb7f0c15" target="_blank">link</a></strong><br />
<strong>L’articolo “<em>Le nuove metafore della corruzione in Italia</em>” su anticorruzione.eu al <a href="http://anticorruzione.eu/2015/06/le-nuove-metafore-della-corruzione-in-italia-parte-seconda/" target="_blank">link</a></strong><br />
<strong>Il disegno di legge delega di riforma degli appalti al <a href="http://www.senato.it/leg/17/BGT/Schede/Ddliter/44998.htm" target="_blank">link</a>.</strong><br />
<strong>L’articolo su Il Sole 24 Ore (Edilizia e Territorio) al <a href="http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/art/lavori-pubblici/2015-07-02/un-anno-anac-varianti-vigilanza-e-regolazione-i-risultati-cantone--175028.php?uuid=ACQPDoK" target="_blank">link</a>.</strong><br />
<strong>La Legge 190/2012 al <a href="http://www.camera.it/leg17/1050?appro=728&amp;Legge+190%2F2012+-+Misure+anticorruzione+nella+p.a." target="_blank">link</a>.</strong><br />
<strong>L’articolo “<em>Wisthlblowing: é un invito alla delazione?</em>”  su anticorruzione.eu al <a href="http://anticorruzione.eu/2015/02/wisthlblowing-e-un-invito-alla-delazione-di-luciano-hinna/" target="_blank">link</a>. </strong></p>
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		<title>Osservatorio 190: le strategie anticorruzione nelle Asl e AO</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2015 09:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michela Cignarella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[corruption]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[inefficienza]]></category>
		<category><![CDATA[Legge Severino]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/02/sani.jpg"><img class="  wp-image-2809 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/02/sani-300x239.jpg" alt="sani" width="241" height="192" /></a>Dai primi di Giugno 2015 è in corso il progetto <strong>Osservatorio 190</strong>, che esamina sotto la lente di ingrandimento 180 Aziende sanitarie locali e Aziende Ospedaliere lungo il territorio nazionale e il loro approccio con l’attuazione di strategie anticorruzione. L’iniziativa è stata promossa da <strong>Federsanità</strong> <strong>Anci</strong>,<strong> Ispe Sanità </strong>e<strong> Roche</strong> e prende il nome proprio dalla <strong>Legge Severino</strong> (190/2012). Infatti i suoi studi riguardano l’attuazione della norma stessa nella sanità pubblica nonché l’individuazione di best practices di contrasto al fenomeno corruttivo e l’identificazione della figura del Responsabili Anticorruzione all’interno delle aziende sanitarie. Alla fine dei 18 mesi di analisi è prevista la stesura di un Libro Rosso con riportate le esperienze e le modalità metodologie di trasparenza e integrità, nel quadro della lotta agli spreghi e per la qualità delle prestazione ai cittadini. “<strong><em>La lotta alla corruzione va combattuta mettendo a sistema le realtà e le organizzazioni che sono singolarmente impegnate nella moralizzazione del sistema Paese. Questo il motivo che è alla base dell’intesa tra ISPE Sanità, Federsanità ANCI e Roche Italia. Il lavoro di ISPE Sanità, condotto con metodologie innovative di ricerca e di applicazione di modelli evoluti di pianificazione e controllo strategico ha consentito finora di avviare significative esperienze sul territorio in diversi ambiti regionali. Il valore di Osservatorio 190 risiede nella spendibilità operativa al termine del percorso</em></strong>” dichiara Francesco Macchia, presidente di Ispe Sanità. Già dal report <strong>Libro Bianco 2014</strong> stilato da Ispe Sanità è emerso che, su 114 miliardi di spesa sanitaria per il 2013, la corruzione ha inciso per <strong>6,4 mld</strong>. Sommando 3,2 mld per inefficienza e 14 mld per sprechi si è ottenuta una stima totale di 23 mld di corruption nel Servizio sanitario nazionale.<br />
<strong>Il Report Libro Bianco 2014 al <a href="http://www.ispe-sanita.it/1/libro_bianco_3743257.html">link</a></strong></p>
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