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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Istruzione</title>
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		<title>Roma, Univ.Tor Vergata, Master Anticorruzione, IV ed., modulo &#8220;Lo standard ISO 37001. Organizzazione della prevenzione della corruzione e sistemi di controllo interno&#8221;.</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Nov 2019 20:54:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; Il Dipartimento di Economia e Finanza dell&#8217;Università di Roma Tor Vergata nell&#8217;ambito del Master Anticorruzione, IV Edizione, a.a. 2018-2019, prevede &#8211;  dal 9 al 13 dicembre 2019  &#8211; il modulo IX &#8220;Lo standard ISO 37001. Organizzazione della prevenzione della corruzione e sistemi di controllo interno” Obiettivo del Modulo è descrivere i contenuti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2019/04/tor-vergata-logo-new.png"><img class="alignleft size-full wp-image-6867" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2019/04/tor-vergata-logo-new.png" alt="Logo Tor Vergata" width="434" height="116" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Dipartimento di Economia e Finanza dell&#8217;Università di Roma Tor Vergata nell&#8217;ambito del Master Anticorruzione, IV Edizione, a.a. 2018-2019, prevede &#8211;  dal 9 al 13 dicembre 2019  &#8211; il modulo IX<strong> &#8220;</strong><em><strong>Lo standard ISO 37001. Organizzazione della prevenzione della corruzione e sistemi di controllo interno”</strong></em></p>
<p>Obiettivo del Modulo è descrivere i contenuti della norma ISO 37001 e fornire tutti gli strumenti pratico/metodologici per attuarla nelle organizzazioni pubbliche e private, privilegiando un focus particolare sull’integrazione degli strumenti previsti da tale norma con i Modelli di prevenzione già previsti per legge: per la prevenzione della corruzione “passiva” (i PTPC ai sensi della Legge 190/2012) e per la prevenzione della corruzione “attiva” (i Modelli 231 ai sensi del D.lgs. 231/2001). Ciò al fine di fornire uno standard condiviso a livello internazionale e trasversale a livello settoriale, in grado di definire i requisiti minimi che i sistemi di Gestione Anticorruzione (SGA) devono avere nelle organizzazioni pubbliche e private, già chiamate per legge a sviluppare i propri Modelli 231/PTPC sulla base delle Linee Guida delle Associazioni di categoria e/o dell’ANAC.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<ul>
<li>ISO 37001 nelle Imprese. Inquadramento normativo e approccio metodologico &#8211; Analisi del contesto e confronto tra modelli di prevenzione in Italia e all’estero &#8211; Descrizione metodologia con casi pratici nelle Imprese</li>
<li>ISO 37001 nella P.A. Descrizione metodologia con casi pratici nel settore pubblico</li>
<li>Dal dire al fare l’interesse aziendale. Come diffondere la cultura organizzativa del bene comune</li>
<li>Anticorruzione e controlli interni nella P.A. L’impatto sulle Imprese</li>
<li>Integrazione dei sistemi Anticorruzione e Controlli Interni. Strumenti operativi</li>
<li>L’utilizzo delle piattaforme informatiche per l’automazione dei processi di controllo e monitoraggio. Casi pratici.</li>
</ul>
<p><strong> </strong>Ogni informazione, all&#8217;indirizzo master.anticorruzione@uniroma2.it</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>MERITOCRAZIA E UNIVERSITA’.  L&#8217;ESITO È LA PRIVATIZZAZIONE DEI CANALI PER CONQUISTARSI LE POSIZIONI PROFESSIONALI PIÙ COMPETITIVE.</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2017/10/meritocrazia-e-universita-lesito-e-la-privatizzazione-dei-canali-per-conquistarsi-le-posizioni-professionali-piu-competitive/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 05:15:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/meritocrazia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6211" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/meritocrazia.jpg" alt="meritocrazia" width="290" height="174" /></a></p>
<p>L&#8217;abrogazione di fatto dei meccanismi selettivi non produce affatto una democratizzazione degli accessi. Scarica su di un sistema scolastico sempre più generalista una domanda sociale di istruzione mal riposta. Dequalifica i percorsi formativi &#8211; evidenzia Adolfo Scotto di Luzio, su Il Mattino del 24 settembre 2017, alle pagine 1 e 59 &#8211; costretti ad accogliere anche gli incapaci e gli immeritevoli sulla base di una interpretazione del dettato costituzionale del tutto arbitraria. Autorizza infine le élite ad uscire dal sistema pubblico. L&#8217;esito di tutto questo è la privatizzazione dei canali per conquistarsi le posizioni professionali più competitive, la cui selezione viene di fatto affidata al potere di acquisto delle famiglie. Le borghesie meridionali mandano i propri figli nelle università private del Nord, dalla Luiss in su, le borghesie settentrionali, più ricche notoriamente, mandano i figli direttamente all&#8217;estero, a cominciare dal quarto anno di liceo. È l&#8217;altra faccia della dequalificazione dei percorsi formativi. Se non è il sistema pubblico ad esercitare la selezione, siccome nessuna società può fare a meno di competenze accertate, questa viene di fatto delegata al mercato. Vale a dire al più potente meccanismo di demolizione dell&#8217;uguaglianza che la società conosca.</p>
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		<title>MERITOCRAZIA E UNIVERSITA’.  I CONCORSI VENGONO TRASFORMATI IN UNA LOTTERIA E ALLORA PERCHÉ NON TENTARLI?</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2017/10/meritocrazia-e-universita-i-concorsi-vengono-trasformati-in-una-lotteria-e-allora-perche-non-tentarli/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 05:11:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/meritocrazia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6211" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/meritocrazia.jpg" alt="meritocrazia" width="290" height="174" /></a></p>
<p>L&#8217;assenza di un complesso di valori socialmente condiviso da potersi mobilitare efficacemente a difesa del principio aureo del «vinca il migliore» spiega, poi, un fenomeno che a guardarlo con attenzione non può che apparire assurdo: l&#8217;uso ormai pervasivo nelle pratiche concorsuali, a qualsiasi livello e per qualsiasi posizione, di quiz generici che non misurano spesso nient&#8217;altro che la buona stella del candidato.</p>
<p>In questo modo &#8211; evidenzia Adolfo Scotto di Luzio, su Il Mattino del 24 settembre 2017, alle pagine 1 e 59 &#8211; i concorsi vengono trasformati in una lotteria e allora perché non tentarli?</p>
<p>Nessun esame, ovvio, è credibile se a superarlo è la totalità dei candidati, come ormai accade alla maturità nella scuola secondaria superiore.</p>
<p>Ma i grandi numeri che questi procedimenti meccanizzati sono chiamati a fronteggiare sono di fatto incentivati dalle procedure escogitate per gestirli. Provate ad immaginare un altro criterio di sbarramento. Perché, ad esempio, a Lettere si possono iscrivere, senza esame, gli studenti delle scuole tecniche e professionali? E perché gli studenti che provengono dai licei non hanno l&#8217;obbligo di conseguire un certo voto all&#8217;esame di maturità?</p>
<p>Nel primo caso, il tipo di preparazione scolastica autorizza, infatti, più di un dubbio sulla capacità di beneficiare degli studi universitari ai quali pure si pretende di candidarsi; nell&#8217;altro, la frequenza di un percorso a base umanistica non basta a dimostrare l&#8217; adeguatezza dello studente.</p>
<p>Ma, allora, perché il fatto di saper rispondere ad una domanda qualunque di un quiz quale che sia dovrebbe essere più legittimo dell&#8217;impegno nello studio mostrato in cinque anni di liceo?</p>
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		<item>
		<title>MERITOCRAZIA E UNIVERSITA’. OCSE, I LAUREATI ITALIANI: POCHI, IMPREPARATI E USATI MALE</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 12:20:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Per l’OCSE siamo agli ultimi posti: tra chi ha finito l&#8217;università, 1&#8217;11,7% trova un impiego di livello modesto per titolo di studio e per competenze. Sono pochi, non hanno un lavoro adeguato alle loro competenze e soprattutto non sono preparati come i loro colleghi stranieri. Brutta bocciatura – scrivono Lorenza Loiacono e Camilletti, su [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/09/pal-giustizia-36.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-6110" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/09/pal-giustizia-36-1024x674.jpg" alt="pal-giustizia-36" width="1024" height="674" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per l’OCSE siamo agli ultimi posti: tra chi ha finito l&#8217;università, 1&#8217;11,7% trova un impiego di livello modesto per titolo di studio e per competenze.</p>
<p>Sono pochi, non hanno un lavoro adeguato alle loro competenze e soprattutto non sono preparati come i loro colleghi stranieri. Brutta bocciatura – scrivono Lorenza Loiacono e Camilletti, su Il Messaggero del 6 ottobre 2017, alle pagine 1 e 9 &#8211; per i laureati italiani: in Italia, nella fascia d&#8217;età che va dai 24 ai 35 anni, solo il 20% ha una laurea, al di sotto della media OCSE del 30 %, con un evidente divario tra Nord e Sud (nel Meridione infatti per raggiungere la laurea occorre, in media, un anno di studio in più rispetto a quanto avviene nelle regioni settentrionali).</p>
<p>Il problema dei fuori corso va quindi ad aggravare una situazione in cui a mancare sono proprio gli studenti che arrivano a conseguire la laurea. Sono troppo pochi , quindi, ma sono anche impreparati. Dando un&#8217;occhiata alla classifica stilata per competenze (quelle in lettura e quelle in matematica) per trovare l&#8217;Italia occorre scendere fino al 26esimo posto su una classifica di 29 Paesi. Non fanno quindi una bella figura con i loro coetanei stranieri e, in ambito lavorativo, si ritrovano con mansioni inferiori a quelle che potrebbero invece assumere con il loro titolo di studio.</p>
<p>Difficile capire se sono due facce della stessa medaglia: gli studenti poco preparati vengono assunti con qualifiche inferiori perché non potrebbero fare di meglio o, invece, trovano solo lavoretti e quindi forse si impegnano meno a raggiungere la laurea visto che sanno fin troppo bene che il mercato del lavoro non offre prospettive particolari?</p>
<p>Sta di fatto che i laureati italiani, alle prese con la prima occupazione, spesso trovano un impiego che non ha nulla a che vedere con gli studi universitari. Il risultato è che 1&#8217;11,7% dei lavoratori hanno competenze superiori ma hanno mansioni che ne richiedono meno e il 18% sono sovra-qualificati. C&#8217;è addirittura un&#8217;altissima quota, pari al 35% quindi più di un lavoratore su 3, di laureati impiegati in un settore che non ha nulla a che vedere con i propri studi.</p>
<p>Il rapporto Ocse, quindi, boccia non solo le università completamente scollegate dal mondo del lavoro ma anche quella grande fetta di mercato del lavoro che non pensa a legarsi con gli atenei e le strutture formative. Probabilmente è proprio il sistema del lavoro in Italia ad abbassare la richiesta di figure qualificate, il rapporto lo spiega con le caratteristiche delle imprese italiane tra cui quelle a gestione familiare rappresentano più dell’85% del totale e il 70% dell&#8217;occupazione del Paese.</p>
<p>Che cosa comporta? «<em>I manager delle imprese a gestione familiare spesso non hanno le competenze necessarie per adottare e gestire tecnologie nuove e complesse. Inoltre, il livello dei salari in Italia è spesso correlato all&#8217;età e all&#8217;esperienza del lavoratore piuttosto che alla performance individuale, caratteristica che disincentiva nei dipendenti un uso intensivo delle competenze sul posto di lavoro</em>».</p>
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		<title>COMPETITIVITA&#8217; ED EFFICIENZA. WORLD ECONOMIC FORUM: L`ITALIA RISALE LIEVEMENTE.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Oct 2017 08:16:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia fa un piccolo passo in avanti sulla via della competitività, ma resta in coda tra le maggiori economie e ben distanziata dal gruppo dei 67, racconta Marzio Bartoloni, su IlSole24Ore del 27 settembre 2017, alla pagina 11: il rapporto 2017 del World Economie Forum assegna infatti al nostro Paese la43esima posizione su 137 Paesi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/07/1009999_651359274937918_601403397_n.png"><img class="alignleft size-full wp-image-5913" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/07/1009999_651359274937918_601403397_n.png" alt="1009999_651359274937918_601403397_n" width="960" height="401" /></a></p>
<p>L&#8217;Italia fa un piccolo passo in avanti sulla via della competitività, ma resta in coda tra le maggiori economie e ben distanziata dal gruppo dei 67, racconta Marzio Bartoloni, su IlSole24Ore del 27 settembre 2017, alla pagina 11: il rapporto 2017 del World Economie Forum assegna infatti al nostro Paese la43esima posizione su 137 Paesi nel «Global Competitiveness Index», in miglioramento di un posto rispetto al 2016.</p>
<p>Un rapporto, quello del Wef, che quest&#8217;anno sottolinea anche come a dieci anni dalla grande crisi l&#8217;economia mondiale fa ancora i conti con il rischio di nuovi shock finanziari e bancari, ed è impreparata di fronte alla prossima ondata di innovazione e robotica che potrebbe bruciare milioni di posti di lavoro senza che sia stata messa in piedi un&#8217;adeguata protezione sociale.</p>
<p>La classifica che si basa in buona parte sulle opinioni raccolte su un campione limitato di manager e imprenditori, incorona per il nono anno consecutivo la Svizzera, davanti agli Usa che superano Singapore, in discesa al terzo posto. Si confermano nelle posizioni successive Olanda e Germania. Hong Kong migliora al sesto posto dal nono del 2016, la Svezia sale dal decimo al settimo. Scendono in classifica, perdendo ciascuno due posizioni, il Regno Unito (ottavo), Giappone (nono) e Finlandia (decima). Il Canada è 14esimo, la Francia è 22esima (da 21esima) e la Spagna 34esima (da 32esima).</p>
<p>Il piccolo avanzamento segnato dall&#8217;Italia è frutto della migliore efficienza dei suoi mercati (60esimo posto dal 67esimo) e dei passi avanti nell&#8217;istruzione superiore e nella formazione, mentre pesano in negativo altri indicatori (efficienza della spesa pubblica, del sistema legale, del peso della burocrazia, la trasparenza).</p>
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		<title>L&#8217;APPARENZA E’ TUTTO</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 09:26:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ etico che un politico accetti doni o favori nel momento in cui si trova a portare avanti una proposta di legge o un emendamento che favorisca l’imprenditore da cui il dono o il favore proviene? Questo è l’interrogativo che dovrebbero porsi i nostri rappresentanti quando ricevono una qualsivoglia utilità prima, durante o dopo essere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ etico che un politico accetti doni o favori nel momento in cui si trova a portare avanti una proposta di legge o un emendamento che favorisca l’imprenditore da cui il dono o il favore proviene? Questo è l’interrogativo che dovrebbero porsi i nostri rappresentanti quando ricevono una qualsivoglia utilità prima, durante o dopo essere stati parte in causa nell’adozione di un qualsiasi provvedimento. E la risposta dovrebbe essere, sempre e comunque: no. Se è vero, infatti, che il politico si trova quotidianamente a fare una scelta tra più interessi in competizione che potrebbero essere tutti parimenti meritevoli di essere sostenuti (non è, in effetti, sindacabile la scelta di proporre un emendamento che tenda a rilanciare il settore del trasporto marittimo anziché proporne uno diametralmente opposto, semprechè entrambi siano utili alla comunità), la circostanza di ricevere quella che appare come una “ricompensa” per la decisione presa configura, quantomeno, un conflitto di interessi. La recente vicenda dell’inchiesta che la magistratura siciliana sta svolgendo sull’armatore Morace per fatti di corruzione, fatto che ha scatenato una bufera sul sottosegretario presso il Ministero delle Infrastrutture Vicari e portato alle sue dimissioni, ha riacceso l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica sulla questione etica sopra richiamata. L’ex sottosegretario ha ammesso di aver ricevuto in dono, lo scorso Natale, un Rolex dall’armatore, beneficiario, insieme ad altri imprenditori dello stesso settore, di un emendamento di legge da lei presentato e sostenuto, che ha portato ad un cospicuo abbattimento dell’IVA. La Vicari si è, tuttavia, difesa dal sospetto di corruzione sostenendo, in primo luogo, che si trattasse di un dono senza secondi fini e di valore contenuto, un puro e semplice regalo di Natale; in secondo luogo, che doni di valore ben maggiore erano stati ricevuti da altri esponenti del governo che si erano guardati bene dal dimettersi; in terzo luogo, che la sua buona fede sarebbe testimoniata dal fatto che si era affrettata a telefonare al donante per ringraziarlo del gentile pensiero, circostanza che non farebbe pensare a qualcosa di preordinato. Analogo atteggiamento ha avuto di fronte a chi le ha contestato il fatto che l&#8217;armatore abbia assunto suo fratello. Ha, infatti, ammesso che il familiare è stato assunto (con contratto a termine, ha precisato) presso l’azienda marittima dell’armatore, ma ha anche negato che dietro l’assunzione vi fosse l’intenzione di contraccambiare dei favori. Fermo restando che spetta alla Magistratura decidere se i fatti sopra descritti integrino l’ipotesi di corruzione, si può certamente affermare che la vicenda configura senza alcun dubbio una situazione di conflitto di interessi, quantomeno apparente, in quanto essa viene percepita dalla collettività come un “vulnus” all’imparzialità ed all’indipendenza di chi ha ricevuto il dono o il favore. Siamo in un Paese in cui si è sentita, giustamente, la necessità di varare un codice di comportamento per tutti i dipendenti pubblici, nell&#8217;ambito del quale viene stabilito, tra l&#8217;altro, un preciso divieto ad accettare, per sè o per altri, regali o altre utilità, salvo quelli d&#8217;uso di modico valore effettuati occasionalmente nell&#8217;ambito delle normali relazioni di cortesia, intendendosi per modico valore quello di 150 euro (vgs. art. 4 del D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62). Stupisce che analoga esigenza non sia stata sentita per i casi in cui destinatario del regalo o dell&#8217;utilità sia uno dei nostri rappresentanti politici. E ciò, nonostante il fatto che, nel loro caso, una situazione anche di solo conflitto di interessi apparente sia destinata ad arrecare un danno molto grave all&#8217;immagine delle Istituzioni. Poiché si tratta di dare un esempio positivo al cittadino, affinché si crei in ognuno di noi il rifiuto di qualsiasi forma di compromesso, è arrivato il momento che tutti coloro che rivestono una carica pubblica dimostrino anche nei fatti che il solo fine della loro azione sia il perseguimento del pubblico bene. E poiché per un politico proporre una buona legge o un giusto emendamento va visto come un dovere, l&#8217;assolvimento di tale dovere non deve avere alcuna ricompensa che non sia quella morale data dalla soddisfazione di aver ben agito. Si impone, quindi, in assenza di una normativa specifica, e volendo creare davvero una cultura dell&#8217;integrità a tutti i livelli, il massimo rigore nei comportamenti, anche a costo di rifiutare un semplice mazzo di rose. Insomma, quando si parla di integrità morale, forma e sostanza debbono coincidere, perché quando si è chiamati ad agire nel pubblico interesse, l&#8217;apparenza spesso è tutto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Articolo a cura di Daniela discente della II edizione del Master Anticorruzione (A.A. 2017/2018</em>)</p>
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<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/05/corruzione-privati-800x500-crop.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5850" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/05/corruzione-privati-800x500-crop.jpg" alt="corruzione-privati-800x500-crop" width="800" height="500" /></a></p>
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		<title>L&#8217;Educazione Anticorruzione in Italia</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jun 2017 18:26:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Clemente]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/06/18768458_10209145757784261_5665826352364408116_o.jpg"><img class="  wp-image-5864 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/06/18768458_10209145757784261_5665826352364408116_o-300x168.jpg" alt="18768458_10209145757784261_5665826352364408116_o" width="375" height="210" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Oggi in una caldissima giornata di inizio estate tra il traffico dei turisti della Capitale si è tenuta a Montecitorio una bellissima conferenza sull’educazione all’anticorruzione, strumento di prevenzione e promozione della cittadinanza attiva.</p>
<p>La conferenza è iniziata con le parole dei Deputati Eleonora Cimbro e Michele Nicoletti che hanno presentato il rapporto <em>Youth Against Corruption</em> dell’assemblea del <em>Consiglio d’Europa</em> in cui emerge la necessità di una strategia a lungo termine che intervenga sull’educazione dei giovani per penetrare nella cultura di una società, facendo sviluppare quegli anticorpi fatti di etica ed educazione che possono prevenire la corruzione, e a tal fine l’istruzione riveste un ruolo fondamentale.</p>
<p>Alla conferenza ha preso parte anche Virginio Carnevali Presidente di <em>Transparency International Italia</em> che ha fatto notare quanto la corruzione sia la nuova arma delle Mafie, capace più della violenza esplicita di far ottenere risultati e alleanze, e di come purtroppo il danno pubblico prodotto dalla corruzione non venga avvertito come grave e tangibile nonostante sia qualcosa che si ripercuote negativamente su di tutti, specialmente sugli strati più deboli della popolazione, creando un danno incalcolabile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In seguito Paolo Sciascia Dirigente MIUR e Nicoletta Parisi Consigliere ANAC hanno presentato la <em>Carta d’Intenti</em> che vede la partecipazione del MIUR, dell’ANAC, del DNA e dell’ANM.</p>
<p>La Carta della durata di tre anni, partita nel 2015, intende proporsi l’obiettivo di sviluppare una sinergia tra le istituzioni per diffondere l’arma della prevenzione, sempre più consapevoli di quanto questa sia più efficace della semplice repressione e dell’azione di una Magistratura satura oltre ogni limite di lavoro.</p>
<p>La prevenzione parte soprattutto dall’istruzione e proprio per questo alla conferenza hanno preso parte i dirigenti e gli insegnanti di istituti scolastici che da Nord a Sud si sono contraddistinti per pratiche di educazione all’anticorruzione innovative e lungimiranti come il <em>Progetto Erasmus+</em>, pratiche che mostrano quanto davvero la scuola possa e debba essere la forgiatrice di buone coscienze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La conferenza si è conclusa con una tavola rotonda tenuta da Edoardo Clienti Segretario Generale <em>Associazione Nazionale Magistrati</em>, Gherardo Colombo ex Magistrato ed esperto di educazione alle regole per bambini e ragazzi e la Giornalista di <em>Repubblica</em> Federica Angeli.</p>
<p>Ancora una volta è emersa l’esigenza di un sistema che non si affidi alla sola difesa prodotta dalla repressione ma che sappia intaccare alla radice il problema, diffondendo modelli culturali virtuosi che partano dalla scuola fino all’educazione dei futuri politici, consapevoli che la corruzione toglie cittadinanza a tutti, ci rende sudditi creando una società verticale dove i diritti e soprattutto i doveri costituzionali che garantiscono la nostra uguaglianza vengono costantemente calpestati.</p>
<p>In conclusione è la cultura, lo sviluppo di un’etica della legalità che parta dal basso, dai cittadini comuni, dalle piccole cose, l’unica arma che col tempo può dare risultati. Certo tutto questo è molto lento ma è l’unico modo a lungo termine per vincere questa logorante battaglia legale e soprattutto culturale in cui è in gioco il nostro vivere civile.</p>
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		<title>Terreni e contributi Ue, il grande affare dei clan: revocati migliaia di ettari</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Apr 2017 12:33:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Maladministration e sprechi]]></category>
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		<description><![CDATA[Estratto da un lavoro a cura di: Simona Malleni, Irma Todesca, Leandra Pepe, Marella Rinaldi.  &#160; Nel gennaio 2016 sono stati revocati 4.200 ettari nel Parco dei Nebrodi e nel Comune di Troina, perchè le mani della mafia sono arrivate sui contributi europei per l&#8217;agricoltura. Gli enti regionali per la prima volta hanno iniziato a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>Estratto da un lavoro a cura di:<br />
Simona Malleni, Irma Todesca, Leandra Pepe, Marella Rinaldi. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel gennaio 2016 sono stati revocati 4.200 ettari nel Parco dei Nebrodi e nel Comune di Troina, perchè le mani della mafia sono arrivate sui contributi europei per l&#8217;agricoltura. Gli enti regionali per la prima volta hanno iniziato a chiedere le certificazioni antimafia anche per appezzamenti di valore inferiore ai 150mila euro, scoprendo che i terreni sono in mano alla criminalità organizzata. Ma cosa sono le certificazioni antimafia? La certificazione antimafia è un certificato di registrazione d&#8217;impresa, che viene rilasciato dalla Camera di Commercio ed è accompagnato da un elenco completo di soggetti per cui si sta eseguendo il controllo, la prefettura rilascia la certificazione antimafia accertandosi della mancanza di cause di decadenza, sospensione o divieto e di tentativi di infiltrazione mafiosa, verso soggetti che vogliono instaurare rapporti con la Pubblica Amministrazione. Solo nel caso che questo controllo abbia esito positivo, si potrà ottenere la certificazione, altrimenti ci si dovrà rivolgere alla Prefettura. La certificazione ha una durata di sei mesi a partire dalla data in cui viene rilasciata, può richiederla qualsiasi impresa sul territorio nazionale, purché iscritta alla camera di commercio. A seguito della richiesta di queste certificazioni (gennaio 2016) sono state revocate le assegnazioni dei terreni per un totale di 4.200 ettari di terreni proprio perchè 23 certificazioni su 25 hanno avuto lo stop delle prefetture di Enna e Messina per reati come: associazione mafiosa e per legami con i più potenti clan mafiosi dell&#8217;isola. &#8220;Abbiamo rotto un sistema&#8221; dicono il prefetto di Messina, Stefano Trotta, e il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, il quale da Gennaio, a seguito della revoca di queste certificazioni, ha ricevuto lettere minatorie e nel maggio 2016 è stato vittima di un agguato nel quale fortunatamente non ha perso la vita grazie alla macchina blindata e alla polizia, ma il giorno dopo il presidente del Parco ha affermato:&#8221; so chi mi vuole morto ma io vado avanti&#8221;. Perché la mafia è cosi legata a questi terreni? Il motivo è che questi terreni usufruiscono di fondi messi a disposizione dalla comunità europea, in media ogni mille ettari di terreno si possono ottenere contributi per 550mila euro l&#8217;anno. In questa operazione sono stati revocati terreni che ricevevano 2,5 milioni di contributi all&#8217;anno. Come afferma Camilleri, che paragona questo sistema a una piramide di fango possiamo asserire che tutto questo è solo uno spiraglio all&#8217;intero di questa piramide, dove il fango rappresenta la corruzione, le mazzette, l&#8217;evasione delle tasse e i fondi neri.</p>
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		<title>Il buon esempio della Svizzera: il Basel Institute of Governance, eccellenza mondiale nella prevenzione e contrasto della corruzione</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Apr 2017 06:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Mendola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Basel Institute of Governance]]></category>
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		<description><![CDATA[Oggi parliamo di un “faro” della ricerca legata al mondo accademico, che si occupa da diversi anni prevenzione ed il contrasto della corruzione: il Basel Institute on Governance (BIG). Il BIG è un centro di ricerca indipendente, senza fini di lucro, fondato presso l&#8217;Università di Basilea, con lo scopo di contrastare la corruzione e altri [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi parliamo di un “faro” della ricerca legata al mondo accademico, che si occupa da diversi anni prevenzione ed il contrasto della corruzione: il <strong>Basel Institute on Governance </strong>(BIG)<strong>.</strong><br />
<span id="more-5785"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il BIG è un centro di ricerca indipendente, senza fini di lucro, fondato presso l&#8217;Università di Basilea, con lo scopo di contrastare la corruzione e altri reati finanziari, oltre che migliorare la qualità della governance internazionale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’istituto ha a disposizione un budget annuale di circa sei milioni di franchi svizzeri.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter wp-image-5786 " src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/04/basel-screen-1024x394.jpg" alt="basel screen" width="567" height="218" /></p>
<p style="text-align: center;">Le principali aree di ricerca e lavoro sono:</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;"><strong>Asset Recovery / ICAR</strong>: Asset Recovery è il processo di rintracciamento, congelamento, confisca e ritorno al paese d&#8217;origine dei fondi che sono stati ottenuti attraverso mezzi illegali. L&#8217;obiettivo generale è quello di rafforzare le capacità giuridiche e pratiche dei paesi per recuperare beni rubati e per migliorare la cooperazione internazionale in questo campo. (<a href="https://www.baselgovernance.org/sites/biog/files/documents/ICAR_Business-Plan2014-16.pdf" target="_blank">Business Plan</a>)</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Public Governance</strong>: riguardante l&#8217;esercizio di pubblici poteri da parte dei governi statali volti a generare norme e regolamenti volti alla fornitura di servizi di pubblica utilità, tra cui:<br />
impostare obiettivi sociali, attuare politiche per perseguire questi obiettivi, supervisionare l&#8217;utilizzo dei fondi pubblici e il comportamento dei funzionari pubblici, la creazione di un ambiente con uno scarso incentivo per pratiche di corruzione e fraudolente.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Corporate governance e compliance</strong>: comprende non solo la tutela degli interessi degli shareholders, ma anche più ampie categorie di stakeholder, (clienti, dipendenti e fornitori), oltre che tenere conto del ruolo che le aziende svolgono nell’economia di un paese e nelle comunità in cui operano.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Gestione delle finanze pubbliche</strong>: comporta lo sviluppo di leggi, organizzazioni e sistemi per consentire una gestione sostenibile, trasparente, efficiente ed efficace della finanza pubblica.</li>
<li style="text-align: justify;"><strong>Azione collettiva / ICCA</strong>: Un processo collaborativo e duraturo di cooperazione tra le parti interessate. Aumenta l&#8217;impatto e la credibilità dell&#8217;azione individuale, porta singoli soggetti vulnerabili in un&#8217;alleanza di organizzazioni affini e “livella” il campo di gioco tra i concorrenti.</li>
</ol>
<p style="padding-left: 60px; text-align: justify;">Tre tipi di azioni collettive:</p>
<p style="padding-left: 90px; text-align: justify;">○ una dichiarazione contro la corruzione,</p>
<p style="padding-left: 90px; text-align: justify;">○ un&#8217;impostazione di standard o principi base, che può includere anche un modello di certificazione per il monitoraggio e l&#8217;adesione di revisione ad un accordo di non corrompere,</p>
<p style="padding-left: 90px; text-align: justify;">○ un patto di integrità.</p>
<p style="text-align: justify;">Augurandomi che tutti i lettori di <strong>NO</strong>i contro la <strong>CORRUZIONE</strong> possano trovare interessanti spunti per ricerche accademiche, o per colmare interessi personali, colgo l’occasione per segnalare la <a href="https://www.baselgovernance.org/publications" target="_blank">biblioteca virtuale gratuita</a> dell’Istituto, e le attuali <a href="https://www.baselgovernance.org/about_us/vacancies" target="_blank">offerte di lavoro e tirocinio</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/04/basel-survey.jpg"><img class="  wp-image-5787 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/04/basel-survey-1024x334.jpg" alt="basel survey" width="650" height="212" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Chiunque fosse interessato a contribuire al lavoro dell’istituto, può dedicare 6 minuti del proprio tempo compilando <a href="https://survey.baselgovernance.org/index.php/survey/index/sid/191349/newtest/Y/lang/en" target="_blank">QUESTO</a> sondaggio (in inglese) <em>sull’efficacia delle tecnologie digitali e dell’e-Governement nella prevenzione della corruzione</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/04/survey.jpg"><img class="  wp-image-5789 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/04/survey.jpg" alt="survey" width="376" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1"></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>La legge italiana sul Whistleblowing</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/10/la-legge-italiana-whistleblowing/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2016 20:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Whistleblowing]]></category>
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		<category><![CDATA[Istruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Per anticipare l’evento del 21 ottobre all’Università Roma Tor Vergata:  “Whistleblowing: A Tool to fight fraud and corruption: The American perspective” (qui i dettagli) focalizziamoci un attimo sulla situazione italiana a riguardo e chiediamoci perché  avremmo bisogno di una prospettiva Americana da cui prendere esempio. Prima di questa estate la Camera dei Deputati Italiana ha [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per anticipare l’evento del 21 ottobre all’Università Roma Tor Vergata:  “Whistleblowing: A Tool to fight fraud and corruption: The American perspective” (<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff00ff;"><a style="color: #ff00ff; text-decoration: underline;" href="http://anticorruzione.eu/2016/10/21-ottobre-2016-incontro-whistleblowing-organizzato-con-ambasciata-usa-in-italia-e-master-anticorruzione-tor-vergata/">qui i dettagli</a></span></span>) focalizziamoci un attimo sulla situazione italiana a riguardo e chiediamoci perché  avremmo bisogno di una prospettiva Americana da cui prendere esempio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Prima di questa estate la Camera dei Deputati Italiana ha approvato un testo normativo, che implementa la legge Severino, per la tutela dei <em>whistleblowers</em> lasciando il dibattito al Senato della Repubblica come da prassi legislativa.  L’Italia è sguarnita di leggi a riguardo perché fondamentalmente non si parla mai di <em>whistleblowing</em>. Non molti sanno tradurre questa parola. Da quanto <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff00ff;"><a style="color: #ff00ff; text-decoration: underline;" href="http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/cosa-indica-come-si-traduce-parola-inglese-w" target="_blank">riporta</a></span></span> l’Accademia della Crusca, in Italia manca la semantica del termine giacché nel nostro Paese si impara sin da bambini che “Chi fa la spia non è figlio di Maria” per cui la figura stessa di un impiegato o un lavoratore qualsiasi che possa “spifferare” comportamenti illeciti all’interno dell’organizzazione per cui lavora non è mai stata pensata.<br />
Di fatti il processo legislativo ad oggi è stazionario in Senato e non si vede quando potrà sbloccarsi ed entrare in vigore.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli Stati Uniti la situazione è completamente differente perché è oramai prassi comune la figura del <em>whistleblower</em> dove ha fatto esempio il caso di risarcimento di quasi un milione di dollari (<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff00ff;"><a style="color: #ff00ff; text-decoration: underline;" href="http://anticorruzione.eu/2015/11/una-whistleblower-americana-ha-ricevuro-una-ricompensa-di-quasi-un-milione-di-dollari/">vedi qui</a></span></span>).</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema americano prevede incentivi monetari per far uscire allo scoperto le informazioni riguardanti pratiche illegali mantenendo però l’anonimato di coloro che “spifferano” garantendogli la sicurezza che serve per fargli compiere questo passo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le forme di <em>Leniency</em> sono forme implicite di incentivi monetari dove si riduce (alle volte si anche azzera) la pena per coloro i quali hanno partecipato a tali pratiche ma che le riportano agli organi di polizia consentendo di portare avanti le indagini del caso. Per maggiori approndimenti sul trattamento statunitense dall’intervista all’ambasciatore americano in Italia Phillips (<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff00ff;"><a style="color: #ff00ff; text-decoration: underline;" href="http://anticorruzione.eu/2016/09/whistleblowing-un-modello-vincente-negli-usa/">vedi qui</a>)</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Al contrario, in italia, sembra si vada nella direzione opposta di quella americana perché spesso si parla di alzare le pene per coloro i quali compiono atti di questo genere. Facendo ciò non si rompe il legame tra i corruttori (anzi si potrebbe rafforzare).</p>
<p style="text-align: justify;">E’ certamente un tema ostico per le varie sfumature che se ne possono vedere, tuttavia bisogna prenderne coscienza e discuterne per non lasciare che le cose vadano come sono sempre andate. Convegni di questo tipo sono ben apprezzati.</p>
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