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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; falso in bilancio</title>
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		<title>Reintrodotto il falso in bilancio, cos&#8217;è cambiato?</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/06/reintrodotto-il-falso-in-bilancio-cose-cambiato/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2015 06:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Turi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
		<category><![CDATA[falso in bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo che nei primi anni 2000 il reato di falso in bilancio era stato depotenziato, con la legge n°69 del 27 maggio 2015 sono state introdotte varie disposizioni sul tema. Sull&#8217;importanza della reintroduzione di questo reato si è già espresso esaurientemente il Professor Luciano Hinna qui. La legge approvata lo scorso 27 maggio è stata [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo che nei primi anni 2000 il reato di falso in bilancio era stato depotenziato, con la legge n°69 del 27 maggio 2015 sono state introdotte varie disposizioni sul tema. Sull&#8217;importanza della reintroduzione di questo reato si è già espresso esaurientemente il Professor Luciano Hinna <a href="http://anticorruzione.eu/2015/02/perche-e-importante-il-falso-in-bilancio-di-luciano-hinna/">qui</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La legge approvata lo scorso 27 maggio è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n°124 del 30 maggio 2015 recante “<strong><em>Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio</em></strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il reato di falso in bilancio torna ad essere un reato che può essere contestato a tutte le società e non solo a quelle quotate in borsa. Vengono sostituiti gli articoli 2621 e 2622 del Codice Civile e al contempo vengono introdotti due nuovi articoli: l&#8217;articolo 2621-bis (<em>Fatti di lieve entità</em>) e il 2621-ter (<em>Non punibilità per particolare tenuità</em>).&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Composto di 12 articoli, il provvedimento si suddivide in 2 parti: la prima riguarda, in particolare, i reati contro la Pubblica Amministrazione (Capo I, artt. da 1 a 8); la seconda riguarda i delitti di false comunicazioni sociali (Capo II, artt. da 9 a 12).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Vengono inasprite le pene per i reati contro la P.A.: in particolare per il peculato (da 4 a 10 anni e 6 mesi), la corruzione propria (da 6 a 10 anni), la corruzione impropria (da 1 a 6 ani), l&#8217;induzione indebita (da 6 a 10 e 6 mesi) e la corruzione in atti giudiziari (da 6 a 12 anni, elevabili fino a 20 nei casi più gravi).&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nella la seconda parte del provvedimento vengono inasprite le sanzioni amministrative a carico delle società:<br />
a) per il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall&#8217;articolo 2621 del Codice Civile, la sanzione pecuniaria è da 200 a 400 quote, mentre in precedenza era da 100 a 150 quote;<br />
b) per il delitto di false comunicazioni sociali dall&#8217;articolo 2621-bis del Codice Civile la sanzione pecuniaria è da 100 a 200 quote, mentre in precedenza non era previsto;<br />
c) per il delitto di false comunicazioni sociali dall&#8217;articolo 2622 del Codice Civile la sanzione pecuniaria è da 400 a 600 quote, mentre in precedenza era previsto da 150 a 330 quote.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Nella legge 69/2015 non manca una parte relativa allo sconto di pena. Va da un terzo a due terzi della pena da scontare e tale misura è  prevista per il ravvedimento operoso ovvero per coloro che si adoperino efficacemente per evitare ulteriori conseguenze del delitto, assicurino le prove, individuino i colpevoli oppure, ancora, per coloro che collaborino per il sequestro delle somme trasferite illecitamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono previste, invece, pene più gravi anche per i reati di mafia, con la reclusione da 10 a 15 anni per chi partecipa ad un’associazione mafiosa e da 12 a 18 anni per chi si occupa dell’organizzazione o della direzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il falso in bilancio, assieme ad altri provvedimenti, sono a nostro avviso misure forse imperfette, ma importanti, all&#8217;interno di una strategia articolata che piano piano si va formando per aggredire il problema della corruzione in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">fonte: http://www.tuttocamere.it/files/Archivio1/2015_69.pdf</p>
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		<title>Ddl anticorruzione: cos’è e cosa prevede il decreto approvato dal Senato</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2015 07:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Costa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[disegno di legge anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[falso in bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo due anni di attesa, il decreto anticorruzione presentato dal governo di Matteo Renzi è stato approvato dal Senato. Il ddl, che prevede pene più severe per i reati di corruzione, di peculato e di associazione mafiosa, dovrà passare anche per la Camera dei deputati, che, se voterà a favore del decreto, permetterà alla legge [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/il_senato_dice_s_al_ddl_anticorruzione_c_anche_il_reato_di_falso_in_bilancio-0-0-436708.jpg"><img class="alignleft wp-image-2055 size-medium" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/il_senato_dice_s_al_ddl_anticorruzione_c_anche_il_reato_di_falso_in_bilancio-0-0-436708-300x185.jpg" alt="il_senato_dice_s_al_ddl_anticorruzione_c_anche_il_reato_di_falso_in_bilancio-0-0-436708" width="300" height="185" /></a>Dopo due anni di attesa, il decreto anticorruzione presentato dal governo di Matteo Renzi è stato approvato dal Senato. Il ddl, che prevede pene più severe per i reati di corruzione, di peculato e di associazione mafiosa, dovrà passare anche per la Camera dei deputati, che, se voterà a favore del decreto, permetterà alla legge di entrare definitivamente in vigore. Una delle novità più importanti del ddl è quella della reintroduzione del reato di falso in bilancio, depenalizzato dal governo Berlusconi nel 2002. Il decreto è stato votato dal Senato con 165 voti favorevoli, 74 contrari e 13 astenuti. Il Movimento 5 stelle e Forza Italia hanno deciso di non appoggiare il ddl anticorruzione. Analizziamo punto per punto tutte le norme che prevede il decreto.</p>
<p><strong>Corruzione propria e impropria</strong> – Aumenta la pena per il reato di corruzione propria. Il funzionario che riceve denaro o altre utilità in cambio di un ritardo o di un’omissione negli atti del suo ufficio potrà rischiare una pena massima che va da 6 a 10 anni di reclusione e una minima da 4 a 6 anni. Precedentemente la pena prevista andava da 4 a 8 anni. Per quanto riguarda la corruzione impropria, cioè la corruzione per l’esercizio della funzione, la pena prevista dal ddl va da uno ad un massimo di 6 anni di carcere, aumentando la pena massima di un anno.</p>
<p><strong>Reato di induzione e di corruzione in atti giudiziari</strong> – Il pubblico ufficiale che compie un reato di induzione, “inducendo taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità”, rischierà una pena minima di 6 anni ed una massima di 10 anni e sei mesi di reclusione. Precedentemente, il codice penale prevedeva una pena che oscillava dai 3 agli 8 anni. Aumentata anche la pena per i reati di corruzione in atti giudiziari: si passa da un minimo di 4 fino ad un massimo di 10 anni (pena prevista prima del ddl anticorruzione) a un minimo di 6 fino a un massimo di 12 anni di carcere. Gli anni di carcere aumentano se questa corruzione porta ad un’ingiusta reclusione di terzi.</p>
<p><strong>Associazione mafiosa</strong> – Il decreto prevede anche un giro di vite per quel che riguarda i reati di associazione mafiosa. La pena massima aumenta fino ad un tetto di 26 anni. Chi fa parte di un’associazione mafiosa rischierà una pena che va da 10 a 15 anni di reclusione (precedentemente si andava da 7 a 12 anni). Coloro che, invece, promuovono e organizzano l’associazione rischieranno da 12 a 18 anni di carcere (invece che da 9 a 14 anni). Se l’organizzazione mafiosa è armata, la pena andrà da 12 a 20 anni di reclusione (precedentemente si rischiava dai 9 ai 15 anni). I boss, invece, rischieranno una pena che potrà arrivare fino a 26 anni di carcere, invece di 20.</p>
<p><strong>Falso in bilancio</strong> – Il decreto anticorruzione riscrive anche le normative che riguardano il reato di falso in bilancio per le società non quotate in borsa. In caso di false comunicazioni sociali è previsto una pena che va da uno a 5 anni di carcere. Se il falso in bilancio riguardasse un fatto tenue o di lieve entità, la pena si abbasserebbe da sei mesi a tre anni di reclusione. Per le società quotate in borsa, invece, gli amministratori rischieranno da 3 a 8 anni di carcere.</p>
<p><strong>Riparazioni pecuniarie</strong> – Con il decreto anticorruzione si introduce anche un emendamento che prevede la restituzione da parte di chi ha commesso i reati di peculato, appropriazione indebita e concussione, di tutta la somma che il pubblico ufficiale avrebbe percepito. Queste riparazioni pecuniarie dovranno essere corrisposte allo stesso ufficio amministrativo che ha subito il danno economico per corruzione.</p>
<p><strong>Autorità nazionale anticorruzione </strong>– L’Anac avrà molti più poteri per quel che riguarda il controllo di bandi e gare pubbliche. L’Autorità dovrà controllare e vigilare sui contratti degli appalti, per cercare di evitare fenomeni corruttivi. Ogni sei mesi, inoltre, gli agenti appaltanti dovranno trasmettere all’Anac le informazioni sull’appalto, comunicando i soldi spesi, i vincitori e i dettagli del contratto di appalto.</p>
<p>Infine, tutti coloro che collaboreranno con la giustizia avranno una diminuzione della pena per due terzi, invece che per un terzo. Il decreto proposto dal governo Renzi potrebbe dare una stretta al fenomeno della corruzione in Italia, che da sempre infesta la pubblica amministrazione e la politica parlamentare e locale: attendiamo con ansia di poterne misurare l’impatto quando sufficienti dati saranno a disposizione. Il problema principale, però, rimane quello di sradicare dalle fondamenta la corruzione, non solo aumentando le pene. Un funzionario pubblico, sapendo che andrà in carcere due anni in più di prima, potrebbe comunque essere allettato dalle promesse di denaro che la corruzione offre. Renzi e il suo governo dovrebbero intervenire mettendo le mani all’interno degli apparati che regolano gli uffici pubblici e la burocrazia italiana. Creare un contesto sfavorevole alla corruzione, cercando di eliminare le mele marce ma soprattutto depennando tutte quelle norme che consentono agli ufficiali di poter commettere i reati di concussione o di induzione; questi dovrebbero essere gli obiettivi che si dovrebbe prefissare il governo. Bisognerebbe cercare di aumentare i controlli sulle società che si aggiudicano i bandi di gara, eliminando tutti quei vizi di forma, come le gare con affidamento diretto, che da anni permettono a sindaci e amministratori di scegliere le aziende alle quali affidare le commissioni. Inoltre, Renzi dovrebbe varare delle norme che non consentano agli stessi individui di sedere in consigli di amministrazione diversi per potersi passare gli affidamenti e i subappalti da una sponda all’altra. Infine, come è emerso anche con lo scandalo della metanizzazione dell’isola di Ischia, bisognerebbe diminuire e rallentare i vari subappalti che le aziende aggiudicatrici effettuano per piazzare amici e corrotti all’interno della macchina dei lavori pubblici. La strada è ancora lunga: bisogna creare questi presupposti per estirpare il male della corruzione dall’Italia.</p>
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		<title>Il Paese non può attendere oltre. Falso in Bilancio e Prescrizione.</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/03/il-paese-non-puo-attendere-oltre-falso-in-bilancio-e-prescrizione/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2015 08:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Filippucci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[disegno di legge anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[falso in bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[prescrizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Corruzione, voto di scambio, falso in bilancio ed autoreciclaggio. Questi i temi del disegno di legge contro la corruzione, presentato nel marzo 2013 da Pietro Grasso, al tempo neo senatore e neo presidente del Senato, nel suo primo giorno di mandato a palazzo Madama. Primo giorno con un primo, ottimo proposito. Queste le sue parole: [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Corruzione, voto di scambio, falso in bilancio ed autoreciclaggio. Questi i temi del disegno di legge contro la corruzione, presentato nel marzo 2013 da Pietro Grasso, al tempo neo senatore e neo presidente del Senato, nel suo primo giorno di mandato a palazzo Madama. Primo giorno con un primo, ottimo proposito. Queste le sue parole:</p>
<p style="text-align: justify;">“<em> Il Paese non può attendere oltre.  </em><em>La corruzione ha un costo economico e sociale altissimo, altera il mercato, deprime gli investimenti e lascia ampi spazi di manovra alla  criminalità”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">A quanto pare, eccome se l’Italia può aspettare: è da due anni che il disegno di legge sulla corruzione di Pietro Grasso è al vaglio della Commissione di giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si poteva immaginare, gli scandali di Mose e Mafia Capitale ( e il conseguente discorso del neo presidente della Repubblica Mattarella nel giorno del suo insediamento) hanno riportato urgentemente l’attenzione sull’approvazione di una legge anticorruzione. Tra i temi caldi, uno dei più discussi è sicuramente quello sul Falso in bilancio.</p>
<p style="text-align: justify;">Sull’importanza dello stesso, rimando al dettagliato, nonché molto interessante articolo del Professor Luciano Hinna <a href="http://anticorruzione.eu/2015/02/perche-e-importante-il-falso-in-bilancio-di-luciano-hinna/" target="_blank">http://anticorruzione.eu/2015/02/perche-e-importante-il-falso-in-bilancio-di-luciano-hinna/</a> di cui invito la lettura.</p>
<p style="text-align: justify;">Porrei invece l&#8217;attenzione sui fatti d&#8217;attualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 17 febbraio 2015 è stato chiuso l’accordo sul falso in bilancio, reato perseguibile d’ufficio, e sulla prescrizione prevedendo particolari novità per il primo. Vediamo brevemente le norme.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il falso in bilancio sono state introdotte delle differenze di pena tra società quotate in borsa (3-8 anni), non quotate (1-5 anni) e piccole imprese ( 6 mesi-3 anni), con eliminazione della soglia di “non punibilità” del 5 % del risultato economico ( o 600 000 del volume di affari) ed esclusione di intercettazioni per le società non quotate. Proprio rispetto a quest&#8217;ultimo punto, in questi giorni,  la maggioranza sembra prendere una posizione decisiva, ispirata alla proposta di legge delineata da Pietro Grasso due anni fa. Questa permetterebbe infatti di applicare il &#8220;regime delle intercettazioni&#8221; anche alle società non quotate. Per essere chiari, il Ddl prevedeva una circostanza aggravante per cui in caso di “grave danno ai soci, ai creditori, ai risparmiatori o alla società”, la pena sarebbe aumentata “fino alla metà” sia per società quotate che non quotate. I 5 anni di pena delle società non quotate salirebbe cosi a 7, rendendo possibili le intercettazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Se per il falso in bilancio esiste una maggioranza, cosi non si può dire per la prescrizione che sembra infatti disperdere i consensi. Si sta giusto lavorando per un compromesso tra Ncd e Pd, il primo a favore di un aumento assoluto della prescrizione (fino a triplicarla); il secondo, a favore di un aumento della stessa, con riferimento alla &#8220;specificità&#8221; dei reati di corruzione.  Qualora vincesse Ncd, il reato di corruzione diventerebbe un “reato imprescrittibile” a detta di Costa. Vediamo il perché. Se fosse approvato il testo votato giovedi in commissione, la prescrizione sarebbe di 10 anni (massimo della pena), più 5 anni ( la metà), più 3 anni (il tempo per le interruzioni) e altri 3 anni ( di cui 2 per fare l’appello e 1 per la Cassazione), per un totale di 21 anni. Attualmente il testo prevede invece una prescrizione totale di 12 anni e mezzo ( 10 corrispondenti al massimo della pena e 2 e mezzo corrispondenti ad un quarto della stessa). Il compromesso cui mi riferivo sembra prevedere un aumento della prescrizione ( 10 più 5) solo in presenza di interruzioni processuali (in caso contrario la prescrizione durerebbe 10 anni).</p>
<p style="text-align: justify;">Si va molto a rilento. Per farsi un’idea, in questi giorni, alla Camera sono stati votati ben 12 emendamenti (250). La conferenza dei capigruppo ha deciso di rinviare il tutto alla settimana dal 17 al 19 marzo, più di una settimana dopo rispetto a quanto stabilito.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia non potrebbe aspettare.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre in Senato si discute sul Ddl, gli scorsi giorni hanno visto l&#8217;inchiesta di Mafia Capitale arricchirsi di indagini. Sembra infatti che la ormai nota organizzazione criminale abbia tentato di estendere i propri tentacoli sulla vendita del patrimonio del Campidoglio, con l&#8217;obiettivo di acquisire la proprietà di immobili con l&#8217;80% di sconto.</p>
<p style="text-align: justify;">No, l&#8217;Italia non può aspettare.</p>
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		<title>Perchè è importante il falso in bilancio di Luciano Hinna</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2015 08:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[falso in bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>

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		<description><![CDATA[A fine ottocento li chiamavano “zuccherini”, gli auditor americani li chiamano “confidential payments”, noi le chiamiamo bustarelle, mazzette, tangenti.  Dal punto di vista concettuale è necessario distinguere dove finisce un atto di gentilezza e di attenzione, come ad esempio un regalo o una mancia, senza che nessuno faccia qualche cosa di illecito, e dove inizia [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/falso-in-bilancio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1742" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/falso-in-bilancio.jpg" alt="falso in bilancio" width="258" height="258" /></a>A fine ottocento li chiamavano “zuccherini”, gli auditor americani li chiamano “confidential payments”, noi le chiamiamo bustarelle, mazzette, tangenti.  Dal punto di vista concettuale è necessario distinguere dove finisce un atto di gentilezza e di attenzione, come ad esempio un regalo o una mancia, senza che nessuno faccia qualche cosa di illecito, e dove inizia invece la mazzetta: il prezzo della corruzione. In questo secondo caso è importante anche identificare il soggetto attore dell‘atto: se la mazzetta è elargita da un privato con denaro che ha già scontato le imposte diventa “una liberalità” come una donazione ad una struttura non  profit, ma, se è fatto con l’intento di corrompere e di ottenere un vantaggio dal corrotto a scapito di altri soggetti, è reato.</p>
<p style="text-align: justify;">La cosa si complica quando invece di un privato qualsiasi a corrompere è un manager di una  impresa che normalmente si autoassolve nascondendosi dietro gli interessi dell’impresa stessa. Le cronache sono piene di questi fatti: manager che perseguono fini leciti lo svulupoo dell’impresa, con strumenti illeciti, appunto atti di corruzione. Sono i reati dei colletti bianchi che per corrompere falsificano i bilanci delle aziende che dirigono, mettono in piedi operazioni fittizie che nascondono tra le pieghe della contabilità attraverso fatture false per prestazioni inesistenti, pagano consulenze improbabili che nascondono tangenti, si avvalgono di intermediazioni che nascondono commissioni ingiustificate, si avvalgono si sovrafatturazioni per creare fondi neri, magari all’estero, per crearsi delle disponibilità per pagare o mascherare tangenti. Quando però si riesce a determinare che quelle operazioni contabilizzate in bilancio sono di fatto inesistenti, emerge oltre il reato di corruzione anche quello di falso in bilancio, sempre che tale reato non sia stato derubricato come è avvenuto in Italia ormai tanto tempo fa. Da noi, infatti, dai primi anni 2000 tale reato di fatto non esiste più: da noi si può falsificare un bilancio e rimanere impuniti senza essere perseguiti. Può sembrare assurdo, ma è così.</p>
<p style="text-align: justify;">Il falso in bilancio in realtà potrebbe essere –il condizionale è d’obbligo- un potente grimaldello per l’attività di intelligence della magistratura  per combattere la corruzione. Se è vero che in attesa della revisione della prescrizione l’arsenale penale italiano per la lotta alla corruzione spara a salve, quello del falso in bilancio non spara nemmeno, mentre l’effetto leva che si otterrebbe con la combinazione delle due mosse sarebbe potente se non altro per avere la possibilità  di cumulare le pene per reati diversi anche se di una stessa matrice.<br />
Nei paesi industrializzati, ai quali ci vantiamo di appartenere, il falso in bilancio è perseguito in maniera decisa; negli Stati Uniti, ad esempio, dopo i noti scandali dei primi anni 2000 –Enron, Worldcom etc – le pene sono state inasprite; da noi più o meno nello stesso periodo invece il reato veniva derubricato nel silenzio complice di buona parte del mondo  imprenditoriale senza distinzione di dimensione. L’amministratore della Worldcom fu allora condannato per sette falsi in bilancio a 86 anni di reclusione quando già ne aveva più di 60; da noi quello stesso signore godrebbe ancora della libertà.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché è importante reintrodurre il reato di falso in  bilancio? Una prima risposta è semplice: se l’impresa ha un ruolo sociale, ed ovviamente lo ha, è tutelata e normata da leggi, l’attendibilità dei suoi bilanci non può essere una opzione etica, deve essere un cardine preciso su cui si basa un sistema economico degno di tale nome e non è ammissibile che il reato di falso in bilancio in un paese evoluto con una  economia evoluta rimanga di fatto impunibile. La seconda risposta si basa sul fatto che corruzione e falso in bilancio sono due reati che marciano a braccetto e se si persegue l’uno, si può perseguire anche l’altro d’ufficio e viceversa: un’arma in più per l’arsenale repressivo per la lotta corruzione. Oggi il dibattito politico è sull’allungamento dei termini della prescrizione del reato di corruzione e la reintroduzione del reato di falso in bilancio, entrambi sono mark di legalità e, se vogliamo anche di democrazia, dei quali si è iniziato parlare il giorno dopo che era stata  approvata la legge 190 che, vale la pena ricordarlo, aveva avuto ben oltre due anni di gestazione. Per la prescrizione ed il falso il bilancio sono ormai passati più di due anni dalle tante dichiarazioni di intento di governi diversi  di migliorare la legge anticorruzione intanto altri scandali hanno monopolizzato l’attenzione della cronaca.</p>
<p>Tutti speriamo che questa sia la volta buona.</p>
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