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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; disegno di legge anticorruzione</title>
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		<title>Ddl anticorruzione: cos’è e cosa prevede il decreto approvato dal Senato</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2015 07:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Costa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[disegno di legge anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[falso in bilancio]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo due anni di attesa, il decreto anticorruzione presentato dal governo di Matteo Renzi è stato approvato dal Senato. Il ddl, che prevede pene più severe per i reati di corruzione, di peculato e di associazione mafiosa, dovrà passare anche per la Camera dei deputati, che, se voterà a favore del decreto, permetterà alla legge [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/il_senato_dice_s_al_ddl_anticorruzione_c_anche_il_reato_di_falso_in_bilancio-0-0-436708.jpg"><img class="alignleft wp-image-2055 size-medium" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/il_senato_dice_s_al_ddl_anticorruzione_c_anche_il_reato_di_falso_in_bilancio-0-0-436708-300x185.jpg" alt="il_senato_dice_s_al_ddl_anticorruzione_c_anche_il_reato_di_falso_in_bilancio-0-0-436708" width="300" height="185" /></a>Dopo due anni di attesa, il decreto anticorruzione presentato dal governo di Matteo Renzi è stato approvato dal Senato. Il ddl, che prevede pene più severe per i reati di corruzione, di peculato e di associazione mafiosa, dovrà passare anche per la Camera dei deputati, che, se voterà a favore del decreto, permetterà alla legge di entrare definitivamente in vigore. Una delle novità più importanti del ddl è quella della reintroduzione del reato di falso in bilancio, depenalizzato dal governo Berlusconi nel 2002. Il decreto è stato votato dal Senato con 165 voti favorevoli, 74 contrari e 13 astenuti. Il Movimento 5 stelle e Forza Italia hanno deciso di non appoggiare il ddl anticorruzione. Analizziamo punto per punto tutte le norme che prevede il decreto.</p>
<p><strong>Corruzione propria e impropria</strong> – Aumenta la pena per il reato di corruzione propria. Il funzionario che riceve denaro o altre utilità in cambio di un ritardo o di un’omissione negli atti del suo ufficio potrà rischiare una pena massima che va da 6 a 10 anni di reclusione e una minima da 4 a 6 anni. Precedentemente la pena prevista andava da 4 a 8 anni. Per quanto riguarda la corruzione impropria, cioè la corruzione per l’esercizio della funzione, la pena prevista dal ddl va da uno ad un massimo di 6 anni di carcere, aumentando la pena massima di un anno.</p>
<p><strong>Reato di induzione e di corruzione in atti giudiziari</strong> – Il pubblico ufficiale che compie un reato di induzione, “inducendo taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o a un terzo, denaro o altra utilità”, rischierà una pena minima di 6 anni ed una massima di 10 anni e sei mesi di reclusione. Precedentemente, il codice penale prevedeva una pena che oscillava dai 3 agli 8 anni. Aumentata anche la pena per i reati di corruzione in atti giudiziari: si passa da un minimo di 4 fino ad un massimo di 10 anni (pena prevista prima del ddl anticorruzione) a un minimo di 6 fino a un massimo di 12 anni di carcere. Gli anni di carcere aumentano se questa corruzione porta ad un’ingiusta reclusione di terzi.</p>
<p><strong>Associazione mafiosa</strong> – Il decreto prevede anche un giro di vite per quel che riguarda i reati di associazione mafiosa. La pena massima aumenta fino ad un tetto di 26 anni. Chi fa parte di un’associazione mafiosa rischierà una pena che va da 10 a 15 anni di reclusione (precedentemente si andava da 7 a 12 anni). Coloro che, invece, promuovono e organizzano l’associazione rischieranno da 12 a 18 anni di carcere (invece che da 9 a 14 anni). Se l’organizzazione mafiosa è armata, la pena andrà da 12 a 20 anni di reclusione (precedentemente si rischiava dai 9 ai 15 anni). I boss, invece, rischieranno una pena che potrà arrivare fino a 26 anni di carcere, invece di 20.</p>
<p><strong>Falso in bilancio</strong> – Il decreto anticorruzione riscrive anche le normative che riguardano il reato di falso in bilancio per le società non quotate in borsa. In caso di false comunicazioni sociali è previsto una pena che va da uno a 5 anni di carcere. Se il falso in bilancio riguardasse un fatto tenue o di lieve entità, la pena si abbasserebbe da sei mesi a tre anni di reclusione. Per le società quotate in borsa, invece, gli amministratori rischieranno da 3 a 8 anni di carcere.</p>
<p><strong>Riparazioni pecuniarie</strong> – Con il decreto anticorruzione si introduce anche un emendamento che prevede la restituzione da parte di chi ha commesso i reati di peculato, appropriazione indebita e concussione, di tutta la somma che il pubblico ufficiale avrebbe percepito. Queste riparazioni pecuniarie dovranno essere corrisposte allo stesso ufficio amministrativo che ha subito il danno economico per corruzione.</p>
<p><strong>Autorità nazionale anticorruzione </strong>– L’Anac avrà molti più poteri per quel che riguarda il controllo di bandi e gare pubbliche. L’Autorità dovrà controllare e vigilare sui contratti degli appalti, per cercare di evitare fenomeni corruttivi. Ogni sei mesi, inoltre, gli agenti appaltanti dovranno trasmettere all’Anac le informazioni sull’appalto, comunicando i soldi spesi, i vincitori e i dettagli del contratto di appalto.</p>
<p>Infine, tutti coloro che collaboreranno con la giustizia avranno una diminuzione della pena per due terzi, invece che per un terzo. Il decreto proposto dal governo Renzi potrebbe dare una stretta al fenomeno della corruzione in Italia, che da sempre infesta la pubblica amministrazione e la politica parlamentare e locale: attendiamo con ansia di poterne misurare l’impatto quando sufficienti dati saranno a disposizione. Il problema principale, però, rimane quello di sradicare dalle fondamenta la corruzione, non solo aumentando le pene. Un funzionario pubblico, sapendo che andrà in carcere due anni in più di prima, potrebbe comunque essere allettato dalle promesse di denaro che la corruzione offre. Renzi e il suo governo dovrebbero intervenire mettendo le mani all’interno degli apparati che regolano gli uffici pubblici e la burocrazia italiana. Creare un contesto sfavorevole alla corruzione, cercando di eliminare le mele marce ma soprattutto depennando tutte quelle norme che consentono agli ufficiali di poter commettere i reati di concussione o di induzione; questi dovrebbero essere gli obiettivi che si dovrebbe prefissare il governo. Bisognerebbe cercare di aumentare i controlli sulle società che si aggiudicano i bandi di gara, eliminando tutti quei vizi di forma, come le gare con affidamento diretto, che da anni permettono a sindaci e amministratori di scegliere le aziende alle quali affidare le commissioni. Inoltre, Renzi dovrebbe varare delle norme che non consentano agli stessi individui di sedere in consigli di amministrazione diversi per potersi passare gli affidamenti e i subappalti da una sponda all’altra. Infine, come è emerso anche con lo scandalo della metanizzazione dell’isola di Ischia, bisognerebbe diminuire e rallentare i vari subappalti che le aziende aggiudicatrici effettuano per piazzare amici e corrotti all’interno della macchina dei lavori pubblici. La strada è ancora lunga: bisogna creare questi presupposti per estirpare il male della corruzione dall’Italia.</p>
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		<title>Il Paese non può attendere oltre. Falso in Bilancio e Prescrizione.</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2015 08:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Filippucci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[disegno di legge anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[falso in bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[prescrizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Corruzione, voto di scambio, falso in bilancio ed autoreciclaggio. Questi i temi del disegno di legge contro la corruzione, presentato nel marzo 2013 da Pietro Grasso, al tempo neo senatore e neo presidente del Senato, nel suo primo giorno di mandato a palazzo Madama. Primo giorno con un primo, ottimo proposito. Queste le sue parole: [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Corruzione, voto di scambio, falso in bilancio ed autoreciclaggio. Questi i temi del disegno di legge contro la corruzione, presentato nel marzo 2013 da Pietro Grasso, al tempo neo senatore e neo presidente del Senato, nel suo primo giorno di mandato a palazzo Madama. Primo giorno con un primo, ottimo proposito. Queste le sue parole:</p>
<p style="text-align: justify;">“<em> Il Paese non può attendere oltre.  </em><em>La corruzione ha un costo economico e sociale altissimo, altera il mercato, deprime gli investimenti e lascia ampi spazi di manovra alla  criminalità”.</em></p>
<p style="text-align: justify;">A quanto pare, eccome se l’Italia può aspettare: è da due anni che il disegno di legge sulla corruzione di Pietro Grasso è al vaglio della Commissione di giustizia.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si poteva immaginare, gli scandali di Mose e Mafia Capitale ( e il conseguente discorso del neo presidente della Repubblica Mattarella nel giorno del suo insediamento) hanno riportato urgentemente l’attenzione sull’approvazione di una legge anticorruzione. Tra i temi caldi, uno dei più discussi è sicuramente quello sul Falso in bilancio.</p>
<p style="text-align: justify;">Sull’importanza dello stesso, rimando al dettagliato, nonché molto interessante articolo del Professor Luciano Hinna <a href="http://anticorruzione.eu/2015/02/perche-e-importante-il-falso-in-bilancio-di-luciano-hinna/" target="_blank">http://anticorruzione.eu/2015/02/perche-e-importante-il-falso-in-bilancio-di-luciano-hinna/</a> di cui invito la lettura.</p>
<p style="text-align: justify;">Porrei invece l&#8217;attenzione sui fatti d&#8217;attualità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 17 febbraio 2015 è stato chiuso l’accordo sul falso in bilancio, reato perseguibile d’ufficio, e sulla prescrizione prevedendo particolari novità per il primo. Vediamo brevemente le norme.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quanto riguarda il falso in bilancio sono state introdotte delle differenze di pena tra società quotate in borsa (3-8 anni), non quotate (1-5 anni) e piccole imprese ( 6 mesi-3 anni), con eliminazione della soglia di “non punibilità” del 5 % del risultato economico ( o 600 000 del volume di affari) ed esclusione di intercettazioni per le società non quotate. Proprio rispetto a quest&#8217;ultimo punto, in questi giorni,  la maggioranza sembra prendere una posizione decisiva, ispirata alla proposta di legge delineata da Pietro Grasso due anni fa. Questa permetterebbe infatti di applicare il &#8220;regime delle intercettazioni&#8221; anche alle società non quotate. Per essere chiari, il Ddl prevedeva una circostanza aggravante per cui in caso di “grave danno ai soci, ai creditori, ai risparmiatori o alla società”, la pena sarebbe aumentata “fino alla metà” sia per società quotate che non quotate. I 5 anni di pena delle società non quotate salirebbe cosi a 7, rendendo possibili le intercettazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Se per il falso in bilancio esiste una maggioranza, cosi non si può dire per la prescrizione che sembra infatti disperdere i consensi. Si sta giusto lavorando per un compromesso tra Ncd e Pd, il primo a favore di un aumento assoluto della prescrizione (fino a triplicarla); il secondo, a favore di un aumento della stessa, con riferimento alla &#8220;specificità&#8221; dei reati di corruzione.  Qualora vincesse Ncd, il reato di corruzione diventerebbe un “reato imprescrittibile” a detta di Costa. Vediamo il perché. Se fosse approvato il testo votato giovedi in commissione, la prescrizione sarebbe di 10 anni (massimo della pena), più 5 anni ( la metà), più 3 anni (il tempo per le interruzioni) e altri 3 anni ( di cui 2 per fare l’appello e 1 per la Cassazione), per un totale di 21 anni. Attualmente il testo prevede invece una prescrizione totale di 12 anni e mezzo ( 10 corrispondenti al massimo della pena e 2 e mezzo corrispondenti ad un quarto della stessa). Il compromesso cui mi riferivo sembra prevedere un aumento della prescrizione ( 10 più 5) solo in presenza di interruzioni processuali (in caso contrario la prescrizione durerebbe 10 anni).</p>
<p style="text-align: justify;">Si va molto a rilento. Per farsi un’idea, in questi giorni, alla Camera sono stati votati ben 12 emendamenti (250). La conferenza dei capigruppo ha deciso di rinviare il tutto alla settimana dal 17 al 19 marzo, più di una settimana dopo rispetto a quanto stabilito.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Italia non potrebbe aspettare.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre in Senato si discute sul Ddl, gli scorsi giorni hanno visto l&#8217;inchiesta di Mafia Capitale arricchirsi di indagini. Sembra infatti che la ormai nota organizzazione criminale abbia tentato di estendere i propri tentacoli sulla vendita del patrimonio del Campidoglio, con l&#8217;obiettivo di acquisire la proprietà di immobili con l&#8217;80% di sconto.</p>
<p style="text-align: justify;">No, l&#8217;Italia non può aspettare.</p>
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		<title>Disegno di legge anticorruzione</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Dec 2014 09:18:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Favero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[disegno di legge anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia Capitale]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Renzi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il terremoto portato dagli eventi di “Mafia Capitale” forse qualcosa si è smosso in tema di anticorruzione. Martedì 9 Dicembre 2014 Matteo Renzi comunica in un video, che giovedì 11 Dicembre (data poi slittata al 12 Dicembre) sarà annunciato, intanto, un disegno di legge per combattere la corruzione. Un pacchetto di 4 interventi, ma [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo il terremoto p<a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/12/231191-thumb-full-renzi_corruzione.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1140" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/12/231191-thumb-full-renzi_corruzione-300x168.jpg" alt="231191-thumb-full-renzi_corruzione" width="300" height="168" /></a>ortato dagli eventi di “Mafia Capitale” forse qualcosa si è smosso in tema di anticorruzione. Martedì 9 Dicembre 2014 Matteo Renzi comunica in un video, che giovedì 11 Dicembre (data poi slittata al 12 Dicembre) sarà annunciato, intanto, un disegno di legge per combattere la corruzione. Un pacchetto di 4 interventi, ma cosa riguardano? Vediamoli più da vicino. Alcuni temi furono già annunciati lo scorso 29 Agosto e certi addirittura già discussi in Parlamento.<br />
Il primo tema riguarda le SANZIONI. Il Premier afferma: “La pena minima per la corruzione propria passa da 4 a 6 anni, la massima da 8 a 10”. Questo aumento delle pene ha l’obiettivo di allungare i termini di prescrizione. Alzando la sanzione, sarà più difficile sottrarsi alla reclusione. Ancora Renzi afferma: “In Italia su una popolazione carceraria di circa 50mila persone, in carcere per corruzione con sentenza passata in giudicato sono in 257”. Come è possibile? Solo 257 persone in carcere per corruzione? Suona un pochino strano in un Paese come il nostro, in cui i numeri della corruzione sono elevatissimi. Si vede che c’è un modo per trovare la carta “uscire gratis di prigione, come al Monopoli” continua Renzi.<br />
Il termine della PRESCRIZIONE ai reati legati alla corruzione viene quindi allungato.<br />
Altro tema è la CONFISCA DEI BENI AI CORROTTI E LA LORO RESTITUZIONE. Ci sarà prima il sequestro e poi la confisca di tutti i beni di cui il condannato non potrà dimostrare la provenienza. Il Premier afferma: “Chi è condannato per corruzione con sentenza passata in giudicato potrà vedere la confisca dei propri beni esattamente come accade per reati più gravi. E il maltolto lo devi restituire: non è che ne dai una parte e chi s’è visto s’è visto. Se è provata la corruzione, tu restituisci fino all’ultimo centesimo”. Forse aggredire i patrimoni potrebbe far più paura della galera. La confisca dei beni riguarderà anche gli eredi del condannato che saranno corresponsabili nel senso patrimoniale. Inoltre il corrotto potrà patteggiare solo se ammetterà la sua colpa e se restituirà beni in misura uguale alla corruzione.<br />
Inasprire le pene è certamente un primo passo nella lotta alla corruzione, ma non bastano le sole leggi a combattere questo male. Si parla non a caso di questione culturale, educativa; altro elemento fondamentale da tenere in considerazione. Il nostro progetto può essere un esempio. Non solo informa, ma oltretutto cerca anche di istruire, con la speranza di poter creare una coscienza, una sensibilità al tema che ancora, forse, non è stata raggiunta del tutto.<br />
Matteo Renzi afferma che: “Il governo assume un impegno con i cittadini: fare di tutto perché finalmente in Italia chi ruba paghi fino all&#8217;ultimo centesimo. Non c&#8217;è solo un problema di norme: c&#8217;è bisogno di una scommessa culturale, educativa”.<br />
Tutto ciò sembra molto bello e valido, ma si dovranno aspettare i tempi di un disegno di legge in Parlamento. Staremo a vedere e sicuramente ne riparleremo.</p>
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