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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; denaro</title>
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		<title>Piovono premi per i Whistleblowers</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2016 07:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Favero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Whistleblowing]]></category>
		<category><![CDATA[America]]></category>
		<category><![CDATA[denaro]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[segnalatore]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Security Exchange Commission (SEC, Commissione per Titoli e Scambi), il corrispettivo della nostra Consob in America, ha affermato qualche settimana fa, di aver pagato circa 2 milioni di dollari a 3 whistleblowers. Ad uno dei tre sono andati ben 1.8 milioni di dollari. Gli altri 2 hanno ricevuto 65 mila dollari per uno. Le informazioni prontamente ricevute dai segnalatori sono state molto utili al SEC per aprire l’indagine e nel corso dell’esplorazione dei misfatti sono state fornite sempre più indicazioni ancora più precise.</p>
<p style="text-align: justify;">La SEC è obbligata assolutamente a non diffondere nessuna notizia sui whistleblowers che hanno permesso il tutto. Il rilascio d’informazioni avviene se i segnalatori restano anonimi. Il programma di ricompensa per i whistleblowers, da parte della SEC, ha avuto inizio nel 2011 e possiamo dire che sia stato un successo. L’organizzazione ha premiato 26 whistleblowers per un totale di 57 milioni di dollari.</p>
<p style="text-align: justify;">Di alcuni premi, della loro istituzione e del vantaggio che se ne può trarre dalla loro creazione ne ho già parlato in altri articoli, qui potete trovare i link:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/2015/10/lamerica-premia-i-whistleblowers/" target="_blank">http://anticorruzione.eu/2015/10/lamerica-premia-i-whistleblowers/</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/2015/09/diamo-un-premio-ai-whistleblowers/" target="_blank">http://anticorruzione.eu/2015/09/diamo-un-premio-ai-whistleblowers/</a><br />
La più grande ricompensa che sia stata mai assegnata risale al 2014 ed era di ben 30 milioni di dollari. Nel 2013 ha raggiunto il picco di 14 milioni. C’è una bella differenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il segnalatore può beneficiare del premio solo se volontariamente fornisce informazioni uniche ed utili alla SEC, che permettono di portare a termine con successo l’indagine (Qui trovate le parole esatte in lingua originale dell’organizzazione riguardo la questione del valutare l’idoneità al premio del segnalatore <a href="http://www.sec.gov/news/pressrelease/2016-41.html" target="_blank">http://www.sec.gov/news/pressrelease/2016-41.html</a>). Se l’operazione riesce a far recuperare più di 1 milione di dollari, allora il premio per il whistleblower varierà tra il 10% ed il 30%. Nel 2015 la SEC ha ricevuto il numero record di 4000 segnalazioni. Per il direttore della SEC, Sean McKessy è un dato significativo che permette di evidenziare il miglioramento continuo negli anni di questo programma vincente di gestione delle segnalazioni. I milioni di dollari che vengono pagati per ricevere le informazioni permettono il successo delle indagini.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia non tutti sono d’accordo riguardo questa pratica del premiare, perché in realtà segnalare deve essere un dovere. Cosi afferma Raffaele Cantone il 27 Gennaio 2016 quando gli viene fatta una domanda su come funzionerà il sistema del whistleblowing in Italia: &#8220;Dovrebbe aiutarci. Intanto non lascerà soli quelli che decideranno di segnalare illegalità. Garantirà loro protezione, perché&#8217; non diventino dei perseguitati. Ma non ci sarà un premio in denaro, come negli Stati Uniti. L&#8217;obiettivo è far cambiare mentalità, e chi ci aiuta deve farlo per una motivazione seria. Non per denaro e non per calunniare&#8221; (<a href="http://www.ilmessaggero.it/blog/tendenza_latella/con_cantone_transparency_perche_ci_fa_parlare_di_corruzione-1511213.html" target="_blank">http://www.ilmessaggero.it/blog/tendenza_latella/con_cantone_transparency_perche_ci_fa_parlare_di_corruzione-1511213.html</a>).<br />
Per il Dottor Guido Stazi, segretario generale Consob, l’Italia è indietro ancora su questo fronte. Lo afferma alla conferenza &lt;&lt; La cultura del whistleblowing – “Un impegno civile ed etico per un’efficace lotta alla corruzione”, che si è tenuto il 22 Ottobre 2015 a Roma, nella sede della Rai: “In Italia, come sappiamo, ancora non è prevista l’incentivazione economica per il whistleblowing rispetto invece all’America ed Inghilterra che già l’adottano. Ci dobbiamo adeguare.” (<a href="http://anticorruzione.eu/2015/11/la-cultura-del-whistleblowing-parte-2/" target="_blank">http://anticorruzione.eu/2015/11/la-cultura-del-whistleblowing-parte-2/</a>).<br />
(Qui trovate il link all’articolo originale: <a href="http://www.fcpablog.com/blog/2016/3/15/sec-awards-whistleblower-18-million.html" target="_blank">http://www.fcpablog.com/blog/2016/3/15/sec-awards-whistleblower-18-million.html</a>)</p>
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		<title>L’onda inarrestabile del riciclaggio</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2015 09:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Frontespezi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione Amministrativa e Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[concussione]]></category>
		<category><![CDATA[denaro]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[riciclaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[L’attività di riciclaggio consiste nel re-immettere nel sistema finanziario i proventi di un reato, quindi di “ripulire” il denaro “sporco” ottenuto in modo illecito e reinvestirlo per occultarne l’origine disonesta. Ovviamente una parte del fenomeno è quella che trae origine dai proventi della corruzione e della concussione: un funzionario pubblico in possesso di denaro indebito [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: justify;"></h1>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft  wp-image-3554" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/08/riciclaggio-di-denaro-corbis-258.jpg" alt="riciclaggio-di-denaro-corbis-258" width="229" height="229" />L’attività di riciclaggio consiste nel re-immettere nel sistema finanziario i proventi di un reato, quindi di “ripulire” il denaro “sporco” ottenuto in modo illecito e reinvestirlo per occultarne l’origine disonesta. Ovviamente una parte del fenomeno è quella che trae origine dai proventi della corruzione e della concussione: un funzionario pubblico in possesso di denaro indebito potrebbe decidere di rimetterlo in circolazione “ripulendolo”, anziché nasconderlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fenomeno è riconosciuto come reato e contrastato sia a livello nazionale che internazionale tramite accordi di cooperazione tra gli stati; ma è di pochi giorni fa un <a href="http://www.nytimes.com/2015/08/04/business/dealbook/the-challenges-of-fighting-money-laundering.html?_r=2">articolo</a> di Peter Henning pubblicato sul New York Times che denuncia come il riciclaggio sia più che mai presente nel sistema finanziario statunitense. Numerose leggi prescrivono per banche e cooperative di credito la necessità di tracciare in dettaglio la clientela e di tenere d’occhio eventuali operazioni sospette, secondo il cosiddetto principio “follow the money”; per tali istituti è inoltre prescritto il versamento annuale di una quota consistente a specifici programmi antiriciclaggio. Costante è l’impegno delle forze dell’ordine nel contrasto di questo fenomeno, reso sempre più complicato dalla continua ricerca da parte dei malfattori di metodi innovativi per re-immettere denaro sporco nel sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suddetto articolo evidenzia come il problema sia diffuso a più livelli, colpendo istituti bancari di grandi dimensioni e allo stesso tempo innestandosi in società minori. Il primo esempio riportato è quello della Banamex USA, controllata da Citigroup, che ha ricevuto notevoli sanzioni per non aver disposto personale sufficiente e preparato al controllo di operazioni sospette e per problemi di revisione dei conti, ed infine inserita in un’indagine per riciclaggio di denaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è da meno l’indagine che vede come protagonisti Anthony Murgio e Yuri Lebedev, coinvolti in uno scandalo di pirateria nella JP Morgan Chase, nell’ambito del quale sono state rubate informazioni su circa 80 milioni di clienti della banca. Le denunce a loro carico riguardano la creazione di un giro d’affari illegale di trasmissione di soldi per la re-immissione di denaro sporco, nascosto dietro una finta società di collezionismo; quindi i capitali irregolari venivano spostati su conti all’estero fingendo fossero i proventi di questa società, sorvolando così il problema di trasportare denaro fisico fuori dal paese riuscendo a farlo per via elettronica. Il passo successivo è stato quello di subentrare nel sistema bancario acquisendo il controllo di una società cooperativa di credito, la quale date le modeste dimensioni e il ridotto personale non era sottoposta a controlli antiriciclaggio; ma ben presto le ingenti somme in entrata della società destarono i sospetti delle autorità adibite ai controlli, che iniziarono le indagini.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle realtà più influenti a quelle più di nicchia, il fenomeno del riciclaggio di denaro si innesta in qualunque vicolo del sistema finanziario, dove i soldi circolano liberamente, ma dove forse sarebbero necessari controlli più severi e stringenti che puniscano i detentori di denaro sporco e che contrastino qualunque sua forma di ricircolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Riferimenti di interesse:</h4>
<p>Giuliani, C. (2015). <em>Soldi sporchi : Corruzione, riciclaggio e abuso di potere tra Europa e Delta del Niger.</em> Round Robin Editrice.</p>
<p>Henning, P. J. (2015, Agosto 3). The Challenges of Fighting Money Laundering. <em>The New York Times</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il senso del denaro à la Émile Zola</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2015 18:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[denaro]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[truffa]]></category>

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		<description><![CDATA[Come si legge nel romanzo, Il denaro di Émile Zola del 1904, uno dei personaggi, «Madame Caroline ebbe un’improvvisa illuminazione: capì che il denaro era il concime con cui cresceva l’umanità del futuro. (……) Se laggiù suo fratello era felice, se cantava vittoria in mezzo ai cantieri che si organizzavano, alle costruzioni che sorgevano dal [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/zola_chiffonnier2.jpg"><img class="alignleft  wp-image-2470" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/zola_chiffonnier2-247x300.jpg" alt="zola_chiffonnier2" width="171" height="208" /></a>Come si legge nel romanzo, Il denaro di Émile Zola del 1904, uno dei personaggi, «Madame Caroline ebbe un’improvvisa illuminazione: capì che il denaro era il concime con cui cresceva l’umanità del futuro. (……) Se laggiù suo fratello era felice, se cantava vittoria in mezzo ai cantieri che si organizzavano, alle costruzioni che sorgevano dal suolo, era perché a Parigi il denaro scorreva a fiumi e corrompeva tutto, nella febbre del gioco e della speculazione».  Il protagonista del romanzo di Zola, Aristide Saccard, è un truffatore di prima grandezza, che approda a Parigi deciso a rivalersi delle disavventure patite in passato architettando una grande speculazione finanziaria: conquista subito la Borsa, fondando niente meno che una Banca universale e seduce uomini e donne grazie alle promesse di espandere i propri affari in Occidente e in Oriente.  È una rincorsa alle altalenanti speculazioni di Borsa, agli aumenti e ribassi di capitale fasulli e di fondi neri.<br />
Sarà proprio Caroline a cedere al fascino del truffatore, fino all’inevitabile bancarotta che investirà Saccard, alla fine della vicenda. La vicenda sembrerebbe molto simile al recente film The Wolf of  wall street perché mette in evidenza il lato &#8220;stupefacente’’ del denaro. Tuttavia, a mio avviso, sarebbe sbagliato interpretare tale questione in questo modo. Il denaro è mezzo di scambio, e di per se non è detto che generi corruzione. Ciò che potrebbe farlo è il senso di ricchezza che ogni persona pensa che potrà avere in futuro, dopo aver pagato la &#8220;mazzetta’’. Il senso del denaro potrebbe essere ben diverso da quello della ricchezza e molto più etico di quanto si creda perché permette, banalmente, l’acquisto e la vendita di beni. Non è lo strumento in se il problema, ma come lo si usa.</p>
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