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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Canada</title>
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		<title>Il whistleblower nell’Intelligence Community</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2016 08:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Favero]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Intelligence Community è un’entità federativa che racchiude diverse agenzie, le quali si occupano di attività di intelligence (raccolta ed analisi di notizie e dati riguardanti decisioni militari e di sicurezza nazionale) necessarie per le relazioni internazionali e la protezione della sicurezza interna. Questa volta Frédéric St-Martin (esperto di whistleblowing e consulente presso l’Autorité des marchés [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L’Intelligence Community è un’entità federativa che racchiude diverse agenzie, le quali si occupano di attività di intelligence (raccolta ed analisi di notizie e dati riguardanti decisioni militari e di sicurezza nazionale) necessarie per le relazioni internazionali e la protezione della sicurezza interna.<br />
Questa volta Frédéric St-Martin (esperto di whistleblowing e consulente presso l’Autorité des marchés financiers) nel suo blog affronta proprio il tema del whistleblowing all’interno dell’Intelligence Community.<br />
Qui potete trovare il link dell’articolo originale: <a href="http://www.fcpablog.com/blog/2015/9/22/frederic-st-martin-whistleblowing-from-within-the-intelligen.html" target="_blank">http://www.fcpablog.com/blog/2015/9/22/frederic-st-martin-whistleblowing-from-within-the-intelligen.html</a><br />
Lo studioso afferma che molti Paesi come gli USA, il Canada ed il Regno Unito richiedono che la comunicazione d’irregolarità avvenute all’interno dell’Intelligence Community sia fatta internamente. In contrasto con la maggior parte degli altri funzionari pubblici, le norme nazionali proibiscono ai dipendenti dell’Intelligence Community e militari di divulgare l’illecito ad una terza parte indipendente rispetto all’organizzazione di pertinenza. C’è però un motivo, diciamo più un interesse pubblico, per il quale si cerca di limitare la diffusione di questioni di sicurezza nazionale sensibili. Ci potrebbero essere dei gruppi criminali che, se entrassero in possesso di alcuni dati, rischierebbero di compromettere la sicurezza pubblica e gli interessi strategici sensibili.<br />
Tuttavia, imporre il segreto sulla cattiva condotta nel servizio pubblico non è il modo appropriato per rispondere alle minacce alla sicurezza nazionale. Non permettere un’adeguata informazione a soggetti esterni degli illeciti che avvengono nell’Intelligence Community, mina l’efficacia della segnalazione. Si crea dunque una cattiva gestione della segnalazione dell’illecito e si riduce il potere dei funzionari pubblici, poiché si rimuove la protezione legale, che richiede la possibilità dii segnalare illeciti ad un destinatario indipendente.<br />
In Canada, il recente passaggio alla legge C-51 (Legge Anti Terrorismo del 2015) ha portato alla ribalta il problema che si sta verificando all’interno dell’Intelligence Community. La legge amplia di molto i poteri del Canadian Security Intelligence Services (CSIS). La mancanza di trasparenza nel processo di divulgazione illeciti nell’Intelligence Community influenza anche la fiducia dei funzionari pubblici nel loro datore di lavoro. In un sondaggio del 2012 effettuato sui dipendenti CSIS, solamente il 37% degli intervistati ha percepito che potevano segnalare irregolarità all’interno dell’organizzazione senza timore di rappresaglie. Nel 2010 era il 44%. Si è verificato un calo. Questo significa che se nell’ambito del servizio pubblico non ci sono garanzie sufficienti per il whistleblower, la segnalazione non avviene.</p>
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		<title>Incentivi legali per i whistleblowers nel settore privato</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/01/incentivi-legali-per-i-whistleblowers-nel-settore-privato/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2016 08:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Favero]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel mio precedente articolo “Proteggere i whistleblowers ex ante &#38; ex post” (qui trovate il link: http://anticorruzione.eu/2015/12/proteggere-i-whistleblowers-ex-ante-ex-post/#comments) ho analizzato, da un articolo di Frederic St-Martin (consigliere all’ Autorité des marchés financiers “AMF, Québec’s financial regulator”) come, per i whistleblowers, le misure di prevenzione ex ante siano importanti quanto quelle protettive ex post. Ora St- Martin [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nel mio precedente articolo “<strong>Proteggere i whistleblowers ex ante &amp; ex post</strong>” (qui trovate il link: <a href="http://anticorruzione.eu/2015/12/proteggere-i-whistleblowers-ex-ante-ex-post/#comments" target="_blank">http://anticorruzione.eu/2015/12/proteggere-i-whistleblowers-ex-ante-ex-post/#comments</a>) ho analizzato, da un articolo di Frederic St-Martin (consigliere all’ Autorité des marchés financiers “AMF, Québec’s financial regulator”) come, per i whistleblowers, le misure di prevenzione ex ante siano importanti quanto quelle protettive ex post.</p>
<p style="text-align: justify;">
Ora St- Martin si occupa degli incentivi legali per i whistleblowers nel settore privato (qui trovate l’articolo originale in inglese: <a href="http://www.fcpablog.com/blog/2015/10/15/frederic-st-martin-legal-incentives-for-whistleblowing-in-th.html" target="_blank">http://www.fcpablog.com/blog/2015/10/15/frederic-st-martin-legal-incentives-for-whistleblowing-in-th.html</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">
Da sole le misure protettive ex post sono insufficienti per i whistleblowers, dunque, c’è bisogno anche delle misure preventive. Considerando i benefici economici portati da un meccanismo efficace di reporting, le imprese private devono adottare delle misure protettive che permettono di evitare la vittimizzazione del whistleblower e portano ad un significativo cambiamento dell’organizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">
L’<strong>ACFE</strong> (Associazione Italiana Certified Fraud Examiners) è la più importante e diffusa associazione al mondo per la lotta alla frode, con più di 50.000 aderenti e centinaia di ramificazioni in oltre 52 Paesi. Quest&#8217;associazione ha stimato che, in media, un’organizzazione perde il 5% dei ricavi grazie a tutti i tipi di frodi. Qui potete trovare il report sui reati e gli abusi nell’occupazione: <a href="http://www.acfe.com/rttn/docs/2014-report-to-nations.pdf" target="_blank">http://www.acfe.com/rttn/docs/2014-report-to-nations.pdf</a></p>
<p style="text-align: justify;">
Negli Stati Uniti e nel Canada, lo sviluppo di meccanismi di reporting d’illeciti è qualcosa di espressamente richiesto dalla legge, che serve ad aumentare la protezione dell’investitore, la responsabilità sociale d’impresa e la trasparenza. In questi Stati viene richiesta pubblicamente alle società quotate in borsa un’implementazione dei meccanismi di reporting per i whistleblowers riguardo specialmente alla parte di ragioneria e revisione dei conti. Nel Regno Unito è passato recentemente l’obbligo di dotarsi di misure per i whistleblowers per le grandi banche e le compagnie d’assicurazione. Nel Regno unito esiste il <strong>PIDA</strong> (Public Interest Disclosure Act) che fornisce grande protezione ai segnalatori che scovano illeciti.</p>
<p style="text-align: justify;">
Un altro incentivo legale messo in atto dagli U.S. e U.K. riguarda il permesso di limitare la responsabilità delle aziende per quanto riguarda atti di corruzione commessi dai loro dipendenti o rappresentanti. In Inghilterra le aziende devono avere dei buoni meccanismi di segnalazione per i whistleblowers, se sono sprovviste rischiano la persecuzione penale proprio per non essere state in grado di prevenire l’illecito, visto che non avevano meccanismi per farlo. In America funziona in maniera molto simile. Se le aziende mettono in atto l’implementazione di norme efficienti, programmi etici che includono l’anonimato e sistemi confidenziali dove gli impiegati e gli agenti possono riportare e cercare assistenza riguardo attuali o potenziali condotte illecite, allora avranno una responsabilità minore nel caso in cui si verificasse un episodio di corruzione interna.</p>
<p style="text-align: justify;">
In America le aziende quotate in borsa dovrebbero essere ulteriormente incentivate ad adottare meccanismi credibili di reporting dal fatto che i whistleblowers non necessariamente devono riportare l’illecito alle autorità prima di tutto per essere idonei ad un premio sotto il Dodd-Frank Act (qui trovate la spiegazione del Dodd-Franck Act: <a href="http://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/dodd-frank-act-143.htm" target="_blank">http://www.borsaitaliana.it/notizie/sotto-la-lente/dodd-frank-act-143.htm</a><em></em>). Queste aziende possono sperare di avere un vantaggio dal fatto che, in accordo con il <strong>NBES</strong> (National Business Ethics Survey), il 92% dei lavoratori americani preferisce scoprire gli illeciti internamente, perchè cosi facendo essi possono anche aver diritto ad una ricompensa maggiore.</p>
<p style="text-align: justify;">
Dunque, in contrasto con il detto comune che i premi indeboliscono i meccanismi interni di reporting, la disponibilità di un premio finanziario per i whistleblowers può anche incentivare le aziende ad adottare meccanismi credibili di reporting in modo tale da assicurarsi che è l’azienda la prima ad aver trovato l’illecito ed aver preso le appropriate azioni correttive.</p>
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		<title>E&#8217; possibile misurare l&#8217;efficacia del whistleblowing?</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2015 08:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Frontespezi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Whistleblowing]]></category>
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		<description><![CDATA[Frederic St-Martin, attualmente consulente presso l’Autorité des marchés financiers, è attivamente impegnato nel campo del whistleblowing, tanto dall’aver realizzato un progetto a riguardo che vinse il premio come migliore tesi della sessione 2012-2014 del Master of Anti-Corruption Studies, un programma di studi offerto dall’International Anti-Corruption Academy. Il suo progetto di ricerca, &#8220;Measuring the Effectiveness of Canadian Whistleblowing [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/02/h.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4234" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/02/h-300x119.jpg" alt="h" width="300" height="119" /></a>Frederic St-Martin, attualmente consulente presso l’Autorité des marchés financiers, è attivamente impegnato nel campo del <em>whistleblowing</em>, tanto dall’aver realizzato un progetto a riguardo che vinse il premio come migliore tesi della sessione 2012-2014 del Master of Anti-Corruption Studies, un programma di studi offerto dall’International Anti-Corruption Academy. Il suo progetto di ricerca, &#8220;Measuring the Effectiveness of Canadian Whistleblowing Law&#8221;, si basa sulla consapevolezza del fatto che tra tutte le variabili associate al <em>whistleblowing</em>, l’efficacia risulta essere la più complessa da misurare poiché la sua natura soggettiva è difficilmente interpretabile attraverso parametri quantitativi. Come raccontato da Frederic St-Martin nel suo articolo “Frédéric St-Martin: A model to measure whistleblowing effectiveness” su The FCPA Blog, il metodo da lui proposto per misurare l’efficacia del meccanismo del <em>whistleblowing</em> considera se la scoperta di illeciti generi o meno tre tipi di conseguenze: l’avvio di indagini approfondite, la fine dell’atto illecito in tempi ragionevoli e/o l’impulso per un’azione correttiva all’interno dell’organizzazione (anche al suo esterno se necessario). E’ importante notare che in questo studio non è volontariamente inclusa una considerazione riguardante l’efficace protezione del <em>whistleblower</em>, poiché rimane una variabile separata dal meccanismo proprio di efficacia dell’atto di <em>whistleblowing</em>, e quindi non si analizza l’eventualità di minacce rivolte agli informatori dato che non riguarda l’impatto diretto del fenomeno sull’organizzazione. Dalla ricerca emerge che garantire una buona efficacia del meccanismo di <em>whistleblowing</em> è importante al pari di assicurarsi che un certo misfatto venga interrotto o che l’organizzazione abbia attuato misure affinchè lo stesso non si ripeta, poiché è un parametro fondamentale per permettere di rilevare correttamente eventuali irregolarità e di prendere effettivamente in considerazione solo le accuse realmente fondate.</p>
<p style="text-align: justify;">L’articolo “Frédéric St-Martin: A model to measure whistleblowing effectiveness” su The FCPA Blog (2.09.15) è disponibile <a href="http://www.fcpablog.com/blog/2015/9/2/frederic-st-martin-a-model-to-measure-whistleblowing-effecti.html" target="_blank">link</a>.<br />
Lo studio &#8220;Measuring the Effectiveness of Canadian Whistleblowing Law&#8221; (2014) è consultabile nella nostra biblioteca al <a href="http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2635641" target="_blank">link</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un maggiore approfondimento continua a leggere su anticorruzione.eu: &#8220;Misurare l’efficacia del whistleblowing (27.10.15) al <a href="http://anticorruzione.eu/2015/10/misurare-lefficacia-del-whistleblowing/" target="_blank">link</a> e  &#8220;“Protection the whistleblower&#8221; (23.11.15) al <a href="http://anticorruzione.eu/2015/11/protection-the-whistleblower/" target="_blank">link</a>.</p>
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		<title>Misurare l’efficacia del whistleblowing</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2015 08:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Frontespezi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; In un articolo del mese scorso pubblicato sul FCPA Blog (disponibile qui), Frederic St-Martin, esperto in materia di whistleblowing e attualmente consulente presso l’Autorité des marchés financiers, afferma che tra tutte le variabili associate al whistleblowing l’efficacia risulta essere la più complessa da misurare poiché la sua natura soggettiva è difficilmente interpretabile attraverso parametri [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/10/PhototasticCollage-2015-10-19-19-31kkk.jpg"><img class="  wp-image-4288 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/10/PhototasticCollage-2015-10-19-19-31kkk-300x119.jpg" alt="PhototasticCollage-2015-10-19-19-31kkk" width="378" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">In un articolo del mese scorso pubblicato sul FCPA Blog (disponibile <a href="http://www.fcpablog.com/blog/2015/9/2/frederic-st-martin-a-model-to-measure-whistleblowing-effecti.html">qui</a>), Frederic St-Martin, esperto in materia di whistleblowing e attualmente consulente presso l’Autorité des marchés financiers, afferma che tra tutte le variabili associate al whistleblowing l’efficacia risulta essere la più complessa da misurare poiché la sua natura soggettiva è difficilmente interpretabile attraverso parametri quantitativi. Partendo da questa consapevolezza, St-Martin ha realizzato un progetto di ricerca a riguardo (dal titolo Measuring the Effectiveness of Canadian Whistleblowing Law, disponibile online <a href="http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2635641">qui</a>), studiando le esperienze legislative di Stati Uniti e Gran Bretagna, per poi rivolgere la propria attenzione all’ordinamento canadese, rivolgendo a quest’ultimo paese consigli e raccomandazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro di St-Martin si propone di analizzare in che modo la legge possa contribuire a creare all’interno delle organizzazioni, sia pubbliche che private, il giusto contesto per denunciare comportamenti contrari al pubblico interesse, garantendo così l’efficacia della denuncia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il metodo da lui proposto per misurare l’efficacia del meccanismo del whistleblowing si basa sulla valutazione di tre (eventuali) conseguenze successive alla scoperta di un illecito: l’avvio di indagini approfondite, la fine dell’atto illecito in tempi ragionevoli e l’impulso per un’azione correttiva all’interno dell’organizzazione (anche al suo esterno se necessario); se tutto questo si verifica il meccanismo si considera efficace.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri studi propongono differenti metodi per valutare l’efficacia del whistleblowing, per esempio basandosi solo sulla conclusione del malfatto in tempi brevi (Miceli e Near), oppure ritendo il meccanismo efficace quando l’organizzazione attiva dei cambiamenti e delle indagini interni in base alle denunce ricevute (Dworkin e Baucus), o ancora considerare importante per la misura dell’efficacia verificare se eventuali minacce siano state mosse agli informatori (Apaza e Chang).</p>
<p style="text-align: justify;">Nello studio di St-Martin, invece, non è volontariamente inclusa una considerazione riguardante l’efficace protezione del whistleblower, poiché a suo parere rimane una variabile separata dal meccanismo proprio di efficacia dell’atto di whistleblowing, e quindi non viene analizzata dato che non riguarda l’impatto diretto del fenomeno sull’organizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questa ricerca emerge come l’efficacia sia un indicatore fondamentale per permettere di rilevare correttamente eventuali irregolarità e di prendere effettivamente in considerazione solo le accuse realmente fondate.  Per garantire una buona efficacia del meccanismo di whistleblowing è dunque importante, al pari di assicurarsi che un certo misfatto venga interrotto, che l’organizzazione abbia attuato le giuste misure affinché lo stesso non si ripeta.</p>
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