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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; brasile</title>
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		<title>LAVA JATO: la “mani pulite” brasiliana che potrebbe coinvolgere la famiglia Lula</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/03/lava-jato-la-mani-pulite-brasiliana-che-potrebbe-coinvolgere-la-famiglia-lula/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2016 07:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Mendola]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Lava Jato]]></category>
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		<category><![CDATA[Mensalao]]></category>
		<category><![CDATA[Petrobas]]></category>
		<category><![CDATA[Rousseff]]></category>

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		<description><![CDATA[Non c’è due senza tre, verrebbe da dire! Non finiscono i guai giudiziari dell’ex presidente Brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva. Inizialmente accusato di essere coinvolto nello scandalo “Mensalao” (in cui il Partito dei lavoratori (Pt) avrebbe pagato in nero, con fondi pubblici, alcuni esponenti di altri partiti brasiliani affinché votassero in Parlamento leggi che non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non c’è due senza tre, verrebbe da dire! Non finiscono i guai giudiziari dell’ex presidente Brasiliano <strong>Luiz Inacio Lula da Silva</strong>.<span id="more-5099"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Inizialmente accusato di essere coinvolto nello scandalo “<strong><em>Mensalao</em></strong>” (in cui il <strong>Partito dei lavoratori </strong>(<strong>Pt</strong>) avrebbe pagato in nero, con fondi pubblici, alcuni esponenti di altri partiti brasiliani affinché votassero in Parlamento leggi che non avrebbe potuto far approvare perché non aveva la necessaria maggioranza), e successivamente nel presunto “<em>traffico d’influenza all’interno del Brasile e traffico d’influenza nelle transazioni commerciali internazionali</em>”; questa volta la magistratura brasiliana ha accostato il nome di Lula all’inchiesta “<strong>Lava Jato</strong>” (letteralmente <em>autolavaggio</em>) guidata dal giudice federale<strong> Sergio Moro</strong>, che ha dichiarato di avere come modello <strong>Antonio Di Pietro</strong>, e che  a partire dal marzo 2014 ha portato  in carcere una cinquantina di <em>colletti bianchi</em> brasiliani.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class=" size-medium wp-image-5100 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/03/barile-300x157.jpg" alt="barile" width="300" height="157" />Lava Jato è stata ribattezzata “la madre di tutte le tangenti brasiliane” che dal colosso petrolifero <em>Petrolero Brasilero </em>(meglio conosciuto come <strong>Petrobras</strong>) sarebbero state veicolate dal Partito dei Lavoratori (<strong>Pt</strong>) per corrompere politici di spicco, e per l’ottenimento di ricchissimi appalti edilizi. Emblematico fu a tal proposito l’arresto di <strong>Otavio Marques</strong>, presidente di una società di costruzioni, reo confesso del pagamento di tangenti per ottenere l’assegnazione dei contratti per la costruzione di tre stadi di calcio (utilizzati nei recenti Mondiali di calcio), di ferrovie e raffinerie.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’inchiesta spicca anche il nome della <strong>ex first lady </strong>di origini italiane, <strong>Marisa</strong>, sospettata di aver ricevuto tangenti da Petrobras sotto forma di immobili e conferenze all’estero pagate profumatamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo indiscrezioni, l’inchiesta potrebbe coinvolgere l’attuale Presidentessa <strong>Dilma Rousseff</strong>, che è stata a capo dell’azienda proprio nel periodo cui fanno riferimento i fenomeni corruttivi descritti dall’ex manager di Petrobras, <strong>Pedro Barusco</strong>, le cui dichiarazioni fanno risalire al 2003 le prime mazzette.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla luce di quanto descritto, non stupisce la visita “precipitosa” della Presidentessa Rousseff a casa del suo predecessore, il giorno dell’interrogatorio di quasi quattro ore (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=f4YQ40QkIyU" target="_blank">VIDEO</a>) a cui è stato sottoposto dal Giudice Moro; né tantomeno sembra casuale la sostituzione del ministro della Giustizia, <strong>José Maria Cardozo</strong> (accusato da Lula e dal Pt di non aver fatto abbastanza per frenare l’impeto giustizialista di Moro) con il Procuratore <strong>Wellington Cesar</strong>, considerato molto vicino al ministro della Casa civile (all&#8217;incirca, quel che da noi sarebbe un sottosegregretario alla Presidenza del Consiglio), Jacques Wagner (e quindi, a Lula).</p>
<p style="text-align: justify;">Va tuttavia sottolineato che il governo Rousseff ha recentemente adottato <strong>misure molto drastiche</strong> per contrastare il fenomeno corruttivo e prevenire futuri scandali. Ricordiamo a titolo di esempio il pagamento di ammende fino al 20% dei profitti totali, e il sequestro di tutti i beni; oltre all’impossibilità di ricoprire posizioni governative se non si ha una fedina penale immacolata o se si hanno procedimenti penali in corso.</p>
<p style="text-align: center;"><u>Per approfondire l’argomento, si suggerisce la lettura degli articoli pubblicati da:</u></p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Adriano Aquilini <a href="http://anticorruzione.eu/2015/07/lula-indagato-per-traffico-dinfluenza/">http://anticorruzione.eu/2015/07/lula-indagato-per-traffico-dinfluenza/</a></li>
<li style="text-align: justify;">Giorgia Filippucci: <a href="http://anticorruzione.eu/2015/03/brasile-in-piazza-la-corruzione-si-veste-di-giallo-verde/">http://anticorruzione.eu/2015/03/brasile-in-piazza-la-corruzione-si-veste-di-giallo-verde/</a></li>
<li style="text-align: justify;">Francesco Fazzi: <a href="http://anticorruzione.eu/2015/05/nuove-misure-anticorruzione-ecco-come-in-brasile-si-reagisce-allo-scandalo-petrobas/">http://anticorruzione.eu/2015/05/nuove-misure-anticorruzione-ecco-come-in-brasile-si-reagisce-allo-scandalo-petrobas/</a></li>
</ul>
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		<title>Lula indagato per traffico d&#8217;influenza</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2015 04:10:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Adriano Aquilini]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[lula]]></category>

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		<description><![CDATA[La procura di Brasilia ha aperto un&#8217;inchiesta per un caso di presunto traffico di influenze illecite nei confronti dell&#8217;ex presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva, per violazione delle norme anticorruzione. Le indagini sono concentrate a verificare se Lula (Partito dei lavoratori brasiliano) abbia utilizzato le proprie influenze per agevolare la multinazionale delle costruzioni Odenbrecht [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La procura di Brasilia ha aperto un&#8217;inchiesta per un caso di presunto traffico di influenze illecite nei confronti dell&#8217;ex presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva, per violazione delle norme anticorruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Le indagini sono conce<img class="  wp-image-3259 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/07/Unknown.jpeg" alt="Unknown" width="329" height="219" />ntrate a verificare se Lula (Partito dei lavoratori brasiliano) abbia utilizzato le proprie influenze per agevolare la multinazionale delle costruzioni Odenbrecht nella realizzazione di opere per governi esteri, precisamente in America Latina e Africa.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inchiesta avviata dal pm brasiliano era stata anticipata da un articolo di Epoca, secondo il quale gli appalti illeciti erano stati finanziati dalla banca di sviluppo brasiliana a seguito dell&#8217;interferenza dello stesso Lula che avrebbe facilitato l&#8217;accesso al credito.</p>
<p style="text-align: justify;">José Crispiniano, portavoce di una fondazione creata dall&#8217;ex presidente Lula dopo aver lasciato l&#8217;ufficio, ha dichiarato di essere fiducioso sullo svolgimento delle indagini perché certo della trasparenza e legalità delle attività dell&#8217;ex presidente. Per il momento le accuse che il pm brasiliano sta muovendo nei suoi confronti sono decisamente pesanti: traffico d&#8217;influenza all&#8217;interno del Brasile e traffico d&#8217;influenza nelle transazioni commerciali internazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo sarebbe stato quello di sollecitare le concessioni di ingenti prestiti al gruppo Odebrecht e ad altre aziende del Paese vicine a Lula. Le beneficiarie sarebbero così riuscite a stipulare contratti vantaggiosi in America Latina, Cuba e Repubblica dominicana e in Africa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il secondo grande scandalo nel quale viene coinvolto Lula. Il primo, si chiamò &#8220;Mensalao&#8221;, erano gli stipendi in nero che, secondo l&#8217;accusa, il Partito dei lavoratori (PT) pagava con fondi pubblici a esponenti di altri partiti brasiliani affinché votassero in Parlamento leggi che il PT non poteva far approvare perché non aveva la necessaria maggioranza.</p>
<p style="text-align: justify;">In quella inchiesta, oltre all&#8217;allora tesoriere del Partito, vennero condannati il braccio destro di Lula, storico dirigente del partito, José Dirceu e un funzionario del Banco do Brasil, Henrique Pizzolato, che in seguito si è rifugiato in Italia dove è tuttora detenuto in attesa di estradizione.</p>
<p style="text-align: left;">Fonti:</p>
<p>“<i>El Universal” di Colombia<br />
</i></p>
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		<title>Nuove misure anticorruzione: ecco come in Brasile si reagisce allo scandalo Petrobas</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/05/nuove-misure-anticorruzione-ecco-come-in-brasile-si-reagisce-allo-scandalo-petrobas/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 May 2015 12:13:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Fazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[petrobras]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sono sicuramente tempi facili questi per il Brasile, dal momento che, nell’ultimo periodo, si è trovato in casa uno degli scandali più imponenti a livello globale. Da qualche tempo, infatti, per alcune personalità di rilievo della politica del paese, il procuratore generale Rodrigo Janot ha esplicitamente chiesto alla Corte Suprema di aprire un’inchiesta con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non sono sicuramente tempi facili questi per il Brasile, dal momento che, nell’ultimo periodo, si è trovato in casa uno degli scandali più imponenti a livello globale.</p>
<p style="text-align: justify;">Da qualche tempo, infatti, per alcune personalità di rilievo della politica del paese, il procuratore generale Rodrigo Janot ha esplicitamente chiesto alla Corte Suprema di aprire un’inchiesta con l’obiettivo di mandarle a processo, in quanto sospettate di aver accettato mazzette dalla Petrobras, l’ente petrolifero dello Stato, che sembra fosse in crisi da ormai qualche tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">La presidente Brasiliana, senza indugio, si è schierata immediatamente dalla parte della giustizia dichiarando che “il nostro governo è intransigente contro la corruzione, abbiamo il dovere di combattere l’impunità e la corruzione”.</p>
<p style="text-align: justify;">Con estrema prontezza, infatti, il governo Brasiliano guidato dalla presidente Dilma Rousseff, esponente del partito Laburista Cristiano,  ha voluto dare un segnale forte al paese e non solo, presentando, al Congresso che dovrà approvarle,  una serie di misure anti-corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra queste, le aziende responsabili di crimini contro la pubblica amministrazione pagheranno ammende fino al venti percento dei loro profitti totali. Inoltre, per coloro che si sono arricchiti con azioni illecite, d’ora in poi , sarà previsto il sequestro di tutti i beni. Altra novità, tutt’altro che trascurabile, è che per essere nominati in posizioni governative, con queste nuove leggi, i candidati dovranno vantare una fedina penale immacolata e non avere alcun procedimento in corso.</p>
<p style="text-align: justify;">Tali misure, come detto dalla stessa Rousseff, serviranno per ridare credibilità alle istituzioni e per riavvicinare i cittadini al mondo politico, dopo che sono rimasti comprensibilmente scossi dallo scandalo e da una serie di misure adottate negli ultimi anni, giudicate inefficaci oltre che dispendiose.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto, guardando per un attimo in casa nostra, possiamo notare che la situazione non è poi cosi diversa da quella del Brasile in quanto a scandali; e allora la domanda sorge spontanea, perché una reazione cosi dai governi nostrani non è ancora avvenuta. In fondo potremmo prendere qualche spunto dal governo Brasiliano non credete?</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>BRASILE IN PIAZZA. LA CORRUZIONE SI VESTE DI GIALLO-VERDE</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2015 07:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Filippucci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[brasile]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[tangenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Una trama di fili giallo-verdi si è tessuta il 15 marzo nella città di San Paolo, Brasile. Quella mattina, un milione di persone si è svegliato. Avrà stropicciato gli occhi, sarà sceso dal letto e dopo un attimo di stordimento avrà sostituito ai ricordi dei sogni della notte appena trascorsa, la chiarezza della giornata che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una trama di fili giallo-verdi si è tessuta il 15 marzo nella città di San Paolo, Brasile. Quella mattina, un milione di persone si è svegliato. Avrà stropicciato gli occhi, sarà sceso dal letto e dopo un attimo di stordimento avrà sostituito ai ricordi dei sogni della notte appena trascorsa, la chiarezza della giornata che lo aspettava. Probabilmente quel milione di persone avrà fatto colazione, nutrendosi di forza e determinazione. La cosa certa è che si è poi avvicinato all’armadio e ha indossato la maglia nazionale. Cosi, vestito di amore per il proprio Paese, è uscito di casa e si è riversato in piazza e, come neanche un tappeto potrebbe fare, ha coperto le piazze e le vie di San Paolo, esattamente come in una finale dei mondiali di calcio. Peccato che domenica non  sia stata giocata alcuna partita (calcistica) dal Brasile. Piuttosto, domenica è stata giocata una partita ben più importante, dove il premio conteso era l’onore del proprio Paese contro l’avversario numero 1 delle economie globali, la corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è sicuramente un momento facile per il Brasile: l’economia ha rallentato e l’inflazione mette a dura prova i cittadini. Se pensiamo che a questo si aggiunge un aumento dei fenomeni corruttivi all’interno di aziende controllate dallo Stato, allora possiamo capire il fervore del popolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Al centro delle loro richieste c’è l’impeachement dell’attuale capo del Governo Dilma Rousseff per lo scandalo dell’azienda petrolifera brasiliana Petrobras. Rousseff non è indagata in alcuna fase del processo ma essendo stata a capo dell’azienda nel periodo a cui fanno riferimento i fenomeni corruttivi, la popolazione non riesce più a riporre fiducia nella sua autorità.</p>
<p>È passato un anno ormai dall’esplosione del caso della Petroleo Brasileiro, meglio conosciuta come Petrobras.</p>
<p style="text-align: justify;">Giorni fa, leggendo i giornali, mi è caduto l’occhio su quello che era lo slogan della Petroleo Brasileiro al tempo:        “O petroleo è nosso”. Non nascondo che l’assonanza e il tema hanno destato in me dei collegamenti particolari, una sorta di stream of consciousness joyceiana che mi ha portato in Sicilia.</p>
<p style="text-align: justify;">La traduzione di questo Slogan è “il Petrolio è nostro”. Mi ha colpito il commento del giornalista, di cui purtroppo ora non ricordo il nome. Egli si è meravigliato del coinvolgimento dei managers all’interno dell’azienda. Mi spiego. Ognuno, anche chi non ha particolari conoscenze manageriali, può immaginare e/o facilmente comprendere come uno dei compiti fondamentali del management, almeno una volta raggiunta la stabilità nel settore di riferimento, sia quella di integrare le differenti parti di cui si compone e che sono state precedentemente differenziate al fine di agevolare lo svolgimento del business. Integrare vuol dire dunque dare coesione e creare unità, tramite il coordinamento di una forte leadership. Ma cosa ben più importante è la condivisione da parte di ciascuno dell’obiettivo dell’azienda. Perseguire l’obiettivo primo (e ultimo) dell’azienda implica un agire di tutti nella stessa direzione, nonostante spesso gli interessi personali divergano. Ed è ovvio che tale comportamento debba essere trasmesso dai top managers.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, sembra quasi che i managers della Petrobras si siano confusi e abbiano assimilato tale slogan tanto da distorcerne il senso.  “il Petrolio è nostro”. Talmente “loro” da destinare miliardi di euro in Svizzera, sotto forma di tangenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei giorni scorsi c’è stato qualche passo avanti, frutto del patteggiamento tra l’ex manager di Petrobras, Pedro Barusco e il pm: è stato, infatti, fatto rientrare l’equivalente di 45 milioni di dollari dalle banche svizzere, quanto era stato pagato in tangenti allo stesso Pedro Barusco. Quest’ultimo avrebbe confessato che il passaggio di mazzette sarebbe iniziato nel 2003.</p>
<p style="text-align: justify;">Poco dopo è seguito l’annuncio della presentazione di un pacchetto di misure anti-corruzione che dovrebbero far fronte agli scandali passati e prevenire comportamenti illeciti in futuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Non basta al popolo brasiliano. È arrabbiato. Ma in modo maturo, pacifico, perché sa che la corruzione e lo sporco della società può essere combattuto solo con la trasparenza, la cultura e l’integrità. Uomini e donne sono scesi in piazza, a San Paolo e in altre 83 città. E lo continueranno a fare, nonostante l’inflazione, nonostante un’economia in crisi, nonostante la povertà della maggior parte di loro, fino a quando quella maglia non riacquisterà il valore e l’onore che si merita.</p>
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