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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Sara Saquella</title>
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		<title>Sotto la superficie: la corruzione dipende dalla cultura?</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 08:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Saquella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[CPI]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[ricerche]]></category>
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		<category><![CDATA[Transparency International]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando si studia un fenomeno non ci si può non imbattere nella ricerca delle sue cause. Come oramai si sa, la corruzione ha una natura multiforme che permette di concentrarsi su aspetti diversi tra loro. Le analisi tradizionali si sono occupate di trovare spiegazioni politiche ed economiche del fenomeno. Chi studia la corruzione lo sa: [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><img class=" size-medium wp-image-5655 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/01/CPI_2016_map-300x177.jpg" alt="CPI_2016_map" width="300" height="177" />Quando si studia un fenomeno non ci si può non imbattere nella ricerca delle sue cause.</p>
<p style="text-align: justify">Come oramai si sa, la corruzione ha una natura multiforme che permette di concentrarsi su aspetti diversi tra loro.</p>
<p style="text-align: justify">Le analisi tradizionali si sono occupate di trovare spiegazioni politiche ed economiche del fenomeno. Chi studia la corruzione lo sa: questa è più contenuta quando il paese considerato è più ricco, vi è democrazia, libertà di stampa ed è garantita l’uguaglianza dei sessi<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.</p>
<p style="text-align: justify">(Per approfondimenti sulle cause tradizionali della corruzione visitate la nostra sezione “Cause ed effetti”, <a href="http://anticorruzione.eu/abc-della-corruzione/cause-ed-effetti-3/" target="_blank">qui</a>).</p>
<p style="text-align: justify">Guardando le mappe di <em>Transparency International </em>relativamente agli studi del <em>Corruption Perception Index</em><a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>, la distinzione tra paesi più e meno ricchi sembra essere confermata.</p>
<p style="text-align: justify">Tuttavia, esistono alcuni paesi che presentano le citate caratteristiche, fanno parte dei più sviluppati al mondo, eppure allo stesso tempo registrano elevati livelli di corruzione. L’Italia è certamente uno di questi.</p>
<p style="text-align: justify">Per questo motivo, il Prof. Borra e la Prof.ssa Castelli hanno creato un nuovo indice che misura l’eccesso di corruzione “registrata” rispetto ai livelli che sarebbero considerati “normali” date le caratteristiche del Paese oggetto di analisi (EPCI).</p>
<p style="text-align: justify">L’Italia si guadagna uno dei colori più scuri, che sta a evidenziare la netta differenza tra i due valori: risultati che portano a chiedersi se le cause tradizionali collegate alla corruzione siano sufficienti per spiegare il fenomeno.</p>
<p style="text-align: justify">Molti studiosi hanno dimostrato l’esistenza di una relazione positiva tra corruzione e cultura. Per farlo, hanno utilizzato diverse caratteristiche ad essa collegabili, come ad esempio il livello di fiducia e cooperazione esistente tra gli abitanti di una determinata popolazione; il loro grado di onestà; la storia del Paese in cui vivono.</p>
<p style="text-align: justify">Io stessa ho condotto una ricerca su questo tema, che è stata il cuore della mia tesi di laurea. In particolare, mi sono concentrata sui comportamenti <em>di gruppo</em> in quanto potrebbero, nel lungo periodo, contribuire a creare proprio una sorta di <em>cultura</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Dal questionario online preparato assieme ad una collega, a cui hanno risposto volontariamente 1658 studenti da tutta l’Italia, è venuto fuori che questi sarebbero più propensi a comportarsi in maniera scorretta quando credono che anche gli altri lo farebbero (o che addirittura lo facciano già) ed hanno una percezione peggiore della loro regione/contesto di riferimento.</p>
<p style="text-align: justify">Un risultato interessante per quanto riguarda le percezioni, che ha confermato precedenti studi (si rimanda al link all’inizio dell’articolo e se ne consigliano di nuovi a piè di pagina<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>), emerge quando ai rispondenti è stato chiesto <em>cosa</em>, secondo loro, contribuisce maggiormente nel creare una “cultura della corruzione”: al primo posto, con il punteggio più alto, c’è il<em> contesto socio-istituzionale</em>, seguito dall’<em>educazione ricevuta</em> sia dalla famiglia che dal sistema scolastico, la <em>qualità della regolamentazione anticorruzione</em> e l’<em>efficienza del sistema burocratico</em>.</p>
<p style="text-align: justify">Collegando i risultati si intuisce che le istituzioni potrebbero giocare, lavorando anche “semplicemente” sulle percezioni, un ruolo fondamentale ed efficace nel contrasto alla corruzione.</p>
<p style="text-align: justify">Meritano di essere approfonditi, quando si parla di cultura e Italia, gli studi di Banfield e Putnam, dei quali allego i riferimenti<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> P. Mauro, <em>Corruption and growth, </em>Quarterly Journal of Economics, 110, 1995.</p>
<ol style="text-align: justify" start="2000">
<li>Treisman, <em>The causes of corruption: a cross-national </em>study, Journal of Public Economics, 76, 2000.</li>
</ol>
<ol style="text-align: justify" start="2003">
<li>Brunetti; B. Weder, <em>A free press is bad news for corruption</em>, Journal of Public Economics, 87, 2003.</li>
</ol>
<ol style="text-align: justify" start="2005">
<li>Svensson, Eight Questions About Corruption, Journal of Economic Perspectives, 2005.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> L’ultima edizione del CPI è stata pubblicata il 25 gennaio 2017 ed è consultabile sul sito di <em>Transparency International, </em>al <em>link </em><a href="http://www.transparency.org/news/feature/corruption_perceptions_index_2016">http://www.transparency.org/news/feature/corruption_perceptions_index_2016</a> e https://www.transparency.it/cpi-2016-l-italia-guadagna-una-posizione-ma-non-basta/. L’Italia si colloca al 60° posto con un punteggio di 47/100: 3 punti in più rispetto al 2015.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> <em>Special Eurobarometer 397</em>, Corruption, Report, February 2014                                   (<a href="http://ec.europa.eu/public_opinion/index_en.htm">http://ec.europa.eu/public_opinion/index_en.htm</a>).</p>
<p style="text-align: justify"><em>Global Corruption Barometer </em>(GCB) <em>Report</em> – Transparency International website.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> E. Banfield, <em>Le basi morali di una società arretrata,</em> Il Mulino, 1976.</p>
<ol style="text-align: justify" start="1993">
<li>Putnam,<em> Making Democracy Work: Civic Tradition in Modern Italy</em>, Princeton University Press. Princeton, 1993.</li>
</ol>
<ol style="text-align: justify" start="2004">
<li>Putnam<em>, Capitale sociale e individualismo</em>, il Mulino, Bologna, 2004.</li>
</ol>
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		<title>&#8220;Ultime&#8221; dal Regno Unito: trasparenza e Bribery Act</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jun 2016 06:59:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Saquella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Financial Secrecy Index]]></category>
		<category><![CDATA[paradiso fiscale]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>
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		<description><![CDATA[La corruzione è nemica del progresso e la radice di tanti problemi mondiali. Distrugge il lavoro, trattiene la crescita economica, intrappola I poveri nella povertà; mina la sicurezza. La battaglia contro a corruzione non sarà vinta in una notte. Ci vorranno tempo, coraggio e determinazione per implementare le riforme necessarie. Ma non si può sperare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/Sacco_di_denaro_su_sdraio_al_mare.jpg"><img class=" size-medium wp-image-5431 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/Sacco_di_denaro_su_sdraio_al_mare-300x166.jpg" alt="Sacco_di_denaro_su_sdraio_al_mare" width="300" height="166" /></a><em>La corruzione è nemica del progresso e la radice di tanti problemi mondiali. Distrugge il lavoro, trattiene la crescita economica, intrappola I poveri nella povertà; mina la sicurezza.<br />
La battaglia contro a corruzione non sarà vinta in una notte. Ci vorranno tempo, coraggio e determinazione per implementare le riforme necessarie. Ma non si può sperare di risolvere i maggiori problemi mondiali senza affrontare la frode e la disonestà.<br />
Per troppo tempo parlare di queste materie è stato un tabù.<br />
Il Summit cambierà questo andamento.<br />
Insieme faremo della lotta alla corruzione una delle priorità internazionali, attribuendole l’importanza che merita. </em></p>
<p style="text-align: justify">Così parlava David Cameron durante il <em>Summit</em> tenutosi a Londra lo scorso 12 Maggio (lo avevamo annunciato nella nostra rubrica “<em>che si dice in giro</em>”, consultabile al<a href="http://anticorruzione.eu/che-si-dice-in-giro" target="_blank"> link</a>) dove ha ospitato alcuni dei maggiori <em>leader</em> e rappresentanti di organizzazioni mondiali al fine di fare della corruzione una vera e propria priorità globale.</p>
<p style="text-align: justify">Nel Summit si è parlato anche dei risultati e dell’impegno del Regno Unito dal 2010 ad oggi.</p>
<p style="text-align: justify">E’ stato puntualizzato, infatti, che dal 2010 il governo UK ha (<a href="https://www.gov.uk/government/topical-events/anti-corruption-summit-london-2016/about" target="_blank">link al sito</a>):</p>
<ul style="text-align: justify">
<li>Affrontato il tema dell’evasione fiscale recuperando più di 2 miliardi di sterline;</li>
<li>Stabilito (per primo tra i membri del G20) un <em>public central registry for company beneficial ownership information</em> che sarà realtà a partire dal prossimo Giugno e invitato i propri <em>partners</em> nel G7 e G20 a fare lo stesso;</li>
<li>Co-presieduto un comitato delle Nazioni Unite animato a porre il problema della corruzione nel cuore del nuovo <em>UN Development Goals</em> e trasformato il modo in cui la comunità internazionale combatte la povertà;</li>
<li>Introdotto una delle più stringenti legislazioni in materia di corruzione attraverso la pubblicazione del <em>Bribery Act 2010</em>, facendo diventare il fallimento, da parte di un’impresa, nel prevenire il pagamento di tangenti un vero e proprio reato.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify">Interessante, perché il Regno Unito è da parecchio tempo sotto i riflettori per <em>mancanza di opacità</em>. Non è passato poi molto tempo da quando il <em>Tax Justice Network</em> lo ha incoronato <em>paradiso fiscale</em> nel suo <em><a href="http://www.financialsecrecyindex.com/" target="_blank">Financial Secrecy Index</a> </em>e ne è passato ancor meno dal recente scandalo dei <em><a href="http://anticorruzione.eu/2016/04/panama-papers/" target="_blank">Panama Papers</a></em>.<br />
Già nel 2013 la Regina era stata invitata dal direttore del <em>Tax Justice Network</em> ad esercitare potere ed influenza contro le “pericolose faglie nell’economia mondiale” create da paradisi fiscali collegati al Regno Unito e giurisdizioni finanziarie segrete (approfondimento sul <em><a href="https://www.theguardian.com/business/2013/nov/07/britain-tax-havens-queen-secrecy-justice-network" target="_blank">The Guardian</a></em>).</p>
<p style="text-align: justify">Menzionato come ultimo risultato, anche l’introduzione del Bribery Act ha però fatto parlare di sé. Pubblicato nel 2010 per favorire la ricezione degli standard previsti dalla OECD anti-bribery Convention del 1997, questo si compone di 4 principali violazioni: 2 generali riguardano l’offerta o la richiesta/accettazione di un vantaggio; 1 separata per la corruzione di un funzionario pubblico; 1 nuova per il fallimento dei requisiti di legalità di un’organizzazione commerciale nell’impedire che venisse pagata una tangente o ottenuti vantaggi.</p>
<p style="text-align: justify">La normativa prevede forti penalità sia verso gli individui che le imprese, che devono attenersi al regolamento previsto in materia in modo da prevenire atti di corruzione, ed ha un’efficacia extra-territoriale: riguarda infatti sia le imprese operanti nel Regno Unito che quelle al di fuori ma presenti in UK.</p>
<p style="text-align: justify">Questo rappresenta una peculiarità: un’impresa straniera che ha parte delle sue risorse nel Regno Unito potrebbe essere perseguita per aver compiuto un atto corruttivo anche se questo si è verificato totalmente al di fuori del suo territorio, e dunque il vantaggio dell’atto illecito è maturato altrove.</p>
<p style="text-align: justify">Per approfondimenti, il contenuto <a href="http://www.legislation.gov.uk/ukpga/2010/23/contents" target="_blank">qui</a>.</p>
<p style="text-align: justify">A supporto delle imprese che devono adeguarsi al <em>Bribery Act</em>, Transparency International UK ha pubblicato una serie di pratiche <em>guidance </em>al fine di rendere il contenuto della normativa più chiaro ed applicabile. Si trova al <a href="http://www.transparency.org.uk/our-work/business-integrity/bribery-act/adequate-procedures-guidance/" target="_blank">link</a>.</p>
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		<title>Nuovo Codice Appalti: di cosa si tratta</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/05/nuovo-codice-appalti-di-cosa-si-tratta/</link>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2016 06:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Saquella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[appalti pubblici]]></category>
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		<description><![CDATA[Il 18 Aprile 2016 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n. 50, Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/05/gazzetta.jpg"><img class=" size-medium wp-image-5364 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/05/gazzetta-300x138.jpg" alt="gazzetta" width="300" height="138" /></a>Il 18 Aprile 2016 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legislativo n. 50, <em>Attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture</em> (successivamente <em><a href="http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=3e66faf90a7780425e682ef8b5def1fe" target="_blank">Codice Appalti</a></em>).<br />
Vediamo quali saranno le principali ripercussioni per quanto riguarda procedure, trasparenza e qualità dei servizi.<br />
L’aspetto forse più rilevante è rappresentato dalla semplificazione del quadro normativo: il Codice Appalti ha subito una drastica riduzione degli articoli al suo interno, e se ne contano ora “solo” 220. Un tale snellimento è anche da intendersi parallelamente al rafforzamento dell’ANAC, che è ora chiamata all’adozione di linee-guida e bandi-tipo al fine di esercitare una funzione di regolazione, oltre che di vigilanza e sostegno.</p>
<p style="text-align: justify">Le finalità del nuovo testo sono familiari: tra tutte, quella di promuovere la trasparenza e la velocità delle procedure.<br />
Il nuovo Codice Appalti dedica attenzione alla <em>qualità</em>: al fine di evitare lo scandaloso aumento dei costi delle opere pubbliche già dalla fase preliminare della progettazione, ora la procedura prevede prima un <em>progetto di fattibilità economica, </em>uno <em>definitivo</em> ed un ultimo <em>esecutivo</em>. I criteri di selezione si concentrano sulla salvaguardia dell’ambiente e degli interessi della collettività.</p>
<p style="text-align: justify">Il nuovo sistema degli appalti include poi numerose disposizioni volte ad implementare una forte strategia anticorruzione a favore della legalità (tra cui il cosiddetto <em>rating</em>). Alle Stazioni Uniche Appaltanti e tutti gli operatori economici è richiesto un più alto grado di qualificazione, che verrà assegnato dall’ANAC tenendo conto del curriculum conquistato dalle imprese nella gestione di precedenti appalti.</p>
<p style="text-align: justify">Per quanto riguarda la regolazione della concorrenza è stato introdotto il <em>Documento di gara unico europeo </em>(<a href="http://www.codiceappalti.it/DLGS_50_2016/Art__85__Documento_di_gara_unico_europeo/8464" target="_blank">art.85</a>): tutti gli operatori economici utilizzeranno una sola “autodichiarazione aggiornata come prova documentale preliminare in sostituzione dei certificati rilasciati da autorità pubbliche o terzi”. In questo modo, si auspica l’apertura alla concorrenza europea e la semplificazione delle procedure per operatori economici e stazioni appaltanti.</p>
<p style="text-align: justify">Il nuovo Codice Appalti cerca inoltre di favorire la digitalizzazione totale delle procedure al fine di ridurre oneri amministrativi e altre spese evitabili.<br />
Inoltre, il Partenariato Pubblico-Privato (PPP) è ora una disciplina generale autonoma, per la prima volta regolamentata in modo organico, novità che permetterà alle amministrazioni di disporre di maggiori risorse in materia.</p>
<p style="text-align: justify">Già a pochi giorni di distanza dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non poteva mancare l’emergere di alcune incongruenze e le prime critiche. Le principali preoccupazioni si rivolgono alla totale trasparenza dei lavori e all’effettiva applicabilità dei criteri di assegnazione, tra i quali quello dell’<em>offerta economicamente più vantaggiosa</em> per alcuni particolari settori, e alle numerose difficoltà legate alla fase transitoria.</p>
<p style="text-align: justify">Il nuovo Codice sarà un successo? Si dovrà attendere per saperlo.</p>
<p style="text-align: justify"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify">Il testo originale è consultabile dal sito dell’Autorità Nazionale Anticorruzione al link:<br />
<a href="http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=3e66faf90a7780425e682ef8b5def1fe">http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=3e66faf90a7780425e682ef8b5def1fe</a></p>
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		<title>Corruzione e appalti pubblici: la Guida di Transparency International</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2016 07:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Saquella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Procurement]]></category>
		<category><![CDATA[corruption]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
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		<category><![CDATA[procurement]]></category>
		<category><![CDATA[public procurement]]></category>
		<category><![CDATA[Transparency International]]></category>

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		<description><![CDATA[La Commissione Europea ha calcolato che tra gli Stati Membri, 120 miliardi di euro sono persi ogni anno a causa della corruzione, non molto meno del budget annuale dell’Unione Europea. Di questi, si sa, grandissima parte riguarda il settore degli appalti pubblici. Ma il costo della corruzione non si misura soltanto dalla perdita di fondi: [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/Corruzione-e-appalti-pubblici-guida-Transparency.jpg"><img class=" size-medium wp-image-5231 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/Corruzione-e-appalti-pubblici-guida-Transparency-213x300.jpg" alt="Corruzione e appalti pubblici guida Transparency" width="213" height="300" /></a>La Commissione Europea ha calcolato che tra gli Stati Membri, 120 miliardi di euro sono persi ogni anno a causa della corruzione, non molto meno del budget annuale dell’Unione Europea. Di questi, si sa, grandissima parte riguarda il settore degli appalti pubblici. Ma il costo della corruzione non si misura soltanto dalla perdita di fondi: la corruzione distorce la competizione; riduce la qualità, sostenibilità e sicurezza dei progetti pubblici e degli acquisti; riduce la probabilità che beni e servizi acquisiti incontrino realmente i bisogni pubblici e di conseguenza erode la fiducia nei governi.</p>
<p style="text-align: justify">A tal proposito, Transparency International ha pubblicato una guida che identifica delle tematiche <em>critiche</em> nelle procedure d’appalto e suggerisce i rimedi che i pubblici ufficiali, il settore privato e la società civile possono adottare per tenere a freno la corruzione. Un buon appalto dovrebbe infatti incontrare i bisogni pubblici, assicurare valore alle persone ed essere equo tra gli offerenti. Purtroppo, le parti coinvolte negli appalti non sono sempre benevolenti e questo può avere impatti di vario genere: finanziari, ambientali, sociali, non ultime la salute e la sicurezza umana.</p>
<p style="text-align: justify">Un primo passo, secondo la coalizione globale contro la corruzione, è quello di rispettare i principi di <em>integrità</em>, <em>trasparenza</em>, <em>responsabilità</em>, <em>correttezza</em>, <em>efficienza</em> e <em>professionalità </em>al fine di minimizzare il rischio di corruzione e massimizzare le possibilità che i benefici economici, sociali, ambientali e politici del <em>public procurement</em> si realizzino. Tali principi sono descritti accuratamente nella Guida, pagina 12 e ss (link in fondo alla pagina).</p>
<p style="text-align: justify">Transparency International divide poi il processo del <em>procurement</em> in 4 fasi fondamentali: <em>Pianificazione, Offerta, Valutazione dell’offerta, Implementazione e Monitoraggio</em>. Per ogni fase solo elencati i campanelli d’allarme per il “rischio corruzione” e le corrispettive azioni da intraprendere nel caso questi suonino (pag 22 e ss della Guida).</p>
<p style="text-align: justify">Nell’ultima sezione, l’organizzazione si sofferma sul proporre nuovi strumenti per migliorare la procedura di acquisto degli appalti pubblici. Tra questi, sono elencati e analizzati nel dettaglio i <em>Patti d’Integrità,</em> il <em>Monitoraggio esterno (e-procurement, Social Witness programme, monitoraggio da parte della società civile), Azione specifica di settore (Extractive Industries Transparency Initiative, Construction Sector Transparency Initiative, Medicines Transparency Alliance). </em></p>
<p style="text-align: justify">Per consultare la Guida, il link:<br />
<a href="https://issuu.com/transparencyinternational/docs/2014_anticorruption_publicprocureme?e=2496456/8718192">https://issuu.com/transparencyinternational/docs/2014_anticorruption_publicprocureme?e=2496456/8718192</a></p>
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		<title>Whistleblowing in Europa: c’è ancora molta strada da fare?</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/03/whistleblowing-in-europa-ce-ancora-molta-strada-da-fare/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Mar 2016 08:06:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Saquella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Europa]]></category>
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		<description><![CDATA[Sì, secondo Transparency International EU. In un post dell’8 Gennaio, la coalizione globale contro la corruzione ha reso noto il proprio pensiero circa l’inadeguatezza delle nuove regole[1] sul whistleblowing nel proteggere opportunamente il personale all’interno del Parlamento Europeo. L’enfasi è sul ruolo cruciale che i cosiddetti “soffiatori di fischietto” giocano nell’identificare la corruzione, aiutando a [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/03/Whistleblowing-in-Europa-Sara-Saquella-19-Marzo-jpeg.jpg"><img class=" size-medium wp-image-5115 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/03/Whistleblowing-in-Europa-Sara-Saquella-19-Marzo-jpeg-300x225.jpg" alt="Whistleblowing in Europa - Sara Saquella 19 Marzo jpeg" width="300" height="225" /></a>Sì, secondo Transparency International EU.</p>
<p style="text-align: justify">In un post dell’8 Gennaio, la coalizione globale contro la corruzione ha reso noto il proprio pensiero circa l’inadeguatezza delle nuove regole<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> sul <em>whistleblowing</em> nel proteggere opportunamente il personale all’interno del Parlamento Europeo.</p>
<p style="text-align: justify">L’enfasi è sul ruolo cruciale che i cosiddetti “soffiatori di fischietto” giocano nell’identificare la corruzione, aiutando a far crescere la responsabilità delle Istituzioni e a proteggere l’interesse pubblico.</p>
<p style="text-align: justify">Nonostante ciò, il direttore di <em>Transparency International EU</em>, Carl Dolan, ha affermato che i dipendenti possono ancora andare incontro a ripercussioni quando riportano azioni sbagliate da parte dei loro superiori, trovandosi così in una posizione vulnerabile che non crea adeguati incentivi a richiamare l’attenzione su potenziali irregolarità o attività illecite.</p>
<p style="text-align: justify">Importanza, quella dei <em>whistleblowers </em>all’interno delle Istituzioni europee, che era già stata evidenziata dal mediatore europeo Emily O’Reilly proprio un anno fa, quando con grande rammarico affermava che lo sviluppo dei regolamenti interni alle istituzioni non era ancora stato raggiunto, nonostante fossero state obbligate a farlo a partire dal 1 Gennaio 2014. Nel Marzo 2015 infatti, su 9 istituzioni<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>, soltanto 2 avevano adottato le disposizioni di sicurezza previste. Risultati, quelli rilevati dall’indagine dell’<em>Ombudsman</em>, che restituiscono l’immagine di una protezione per i whistleblowers ancora molto debole all’interno delle Istituzioni europee, soprattutto poi se collegati a quelli dell’Eurobarometro n.397<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> del Febbraio 2014 in cui il 70% dei cittadini europei si diceva convinto dell’esistenza della corruzione all’interno delle Istituzioni stesse.</p>
<p style="text-align: justify">L’arretratezza europea in materia di <em>whistleblowing</em> si manifesta anche tra gli Stati Membri, che non sembrano avere forti incentivi nel proteggere i soffiatori di fischietto, eccezion fatta per il Regno Unito che già dal 1998 con un <em>Public Interest Disclosure Act</em> protegge quasi tutti gli impiegati del settore pubblico e privato dalle eventuali ritorsioni dell’attività. Un report pubblicato dalla stessa Transparency International nel 2013 evidenziava che soltanto 4 Stati Membri dell’Unione europea possedevano adeguate leggi al riguardo.</p>
<p style="text-align: justify">Nel caso del Parlamento Europeo, l’invito di Transparency International EU è quello di rivedere le regole ed assicurare una protezione consona per tutto il personale, in linea con le <em>best practices</em> europee, come ad esempio quelle sviluppate dal Consiglio d’Europa<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>.</p>
<p style="text-align: justify">Tutti i collegamenti nelle note a piè di pagina.</p>
<p style="text-align: left"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a><a href="http://www.transparencyinternational.eu/wp-content/uploads/2016/01/ri_artil22quater_whistleblowing_en.pdf">http://www.transparencyinternational.eu/wp-content/uploads/2016/01/ri_artil22quater_whistleblowing_en.pdf</a></p>
<p style="text-align: justify"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Parlamento Europeo, Commissione Europea, Consiglio dell’Unione Europea, Corte di Giustizia dell’Unione Europea, Corte dei Conti Europea, Servizio Europeo per l’azione esterna, Comitato Economico e Sociale Europeo, Comitato delle Regioni e Garante Europeo della protezione dei dati.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> <a href="http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_397_en.pdf">http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_397_en.pdf</a></p>
<p style="text-align: justify"><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> <a href="http://www.coe.int/t/dghl/standardsetting/cdcj/CDCJ%20Recommendations/CMRec%282014%297E.pdf">http://www.coe.int/t/dghl/standardsetting/cdcj/CDCJ%20Recommendations/CMRec%282014%297E.pdf</a></p>
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		<title>La Stazione Unica Appaltante di Crotone Parte III: i risultati</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/02/la-stazione-unica-appaltante-di-crotone-parte-iii-i-risultati/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2016 08:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Saquella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver introdotto nelle scorse settimane cos’è la Stazione Unica Appaltante di Crotone, la sua organizzazione ed il ruolo all’interno del settore degli appalti pubblici è interessante guardare a ciò che più importa: i risultati. La Stazione Unica Appaltante, a seguire S.U.A., che negli anni è stata sempre più irrobustita tramite l’ampliamento delle attività, ha [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/SUA-CROTONE.png"><img class=" size-medium wp-image-4784 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/SUA-CROTONE-224x300.png" alt="SUA CROTONE" width="224" height="300" /></a>Dopo aver introdotto nelle scorse settimane cos’è la Stazione Unica Appaltante di Crotone, la sua organizzazione ed il ruolo all’interno del settore degli appalti pubblici è interessante guardare a ciò che più importa: i risultati.</p>
<p style="text-align: justify">La Stazione Unica Appaltante, <em>a seguire S.U.A.</em>, che negli anni è stata sempre più irrobustita tramite l’ampliamento delle attività, ha raggiunto importanti risultati già dai primi mesi di vita, stando alle rassegne degli ex <em>prefetto</em> e <em>viceprefetto</em> della provincia di Crotone, rispettivamente Vincenzo Cardellicchio e Fabrizio Gallo, prima nel 2007 e poi nel 2014.  Risultato di questa espansione è un operato <em>a tutto tondo</em> nel settore degli appalti pubblici: la centralizzazione delle attività riguarda non più soltanto la fase di assegnazione degli appalti pubblici ma anche quella di <em>progettazione</em>, unitamente alla stipula di un <em>protocollo di intesa </em>tra la Provincia di Crotone e gli ordini professionali di architetti, geometri ed ingegneri, volto a promuovere la semplificazione e la trasparenza del sistema.</p>
<p style="text-align: justify">Con lo stesso scopo, sin dal secondo semestre del 2007, sono state inserite in tutti i bandi di gara gestiti dalla S.U.A. una serie di clausole contenenti le linee guida diramate dall’allora Ministro dell’Interno, opportunamente adeguate alla realtà territoriale e una serie di nuovi indicatori di anomalie nelle procedure di gara sono state individuate dal Gruppo di monitoraggio sulle Grandi Opere<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.</p>
<p style="text-align: justify">Si è pervenuti inoltre alla realizzazione di un solo “schema tipo” di bando di gara, in relazione al tipo di procedura prescelto, al posto dei più di 30 preesistenti.</p>
<p style="text-align: justify">Questo nuovo quadro organizzativo permette agli analisti del settore di avere una visuale più chiara e completa, ma soprattutto semplice, dei procedimenti di gara per lavori pubblici in provincia. In più, i piccoli comuni scaricano la pressione del doversi occupare degli aspetti tecnico-giuridici ed organizzativi delle gare, che sono affidati a gruppi di persone che si concentrano solo su tale attività e quindi in grado di mantenersi in costante aggiornamento con le ultime direttive in materia. Con una tale divisione del lavoro, i tempi dei procedimenti si sono notevolmente abbreviati, apportando riflessi positivi sulla gestione.</p>
<p style="text-align: justify">L’esperimento crotonese ha stimolato l’attivazione di esperienze similari nelle altre province calabresi e la stessa Regione Calabria ha previsto la realizzazione di una Stazione Unica Appaltante per i contratti pubblici con la Legge Regionale n. 9/2007 (art. 2).<br />
I risultati positivi raggiunti dalla S.U.A. di Crotone in tempi brevi hanno indotto alla gemmazione di esperienze simili anche sul territorio nazionale<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>, tanto che la struttura è stata prevista dalla Legge n. 136 del 13 agosto 2010<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> (art. 13).</p>
<p style="text-align: justify">Piccoli passi verso un’amministrazione nazionale più trasparente in materia di appalti pubblici?</p>
<p style="text-align: justify">Il link della Presentazione della Stazione Unica Appaltante di Crotone disponibile <a href="http://archivio.sua.provincia.crotone.it/presentazione.php" target="_blank">qui</a></p>
<p style="text-align: justify"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a>   Ribassi eccessivi; ribassi con minima dispersione rispetto alla media dei ribassi; provenienza delle imprese partecipanti agli esperimenti di gara; ricorrenza ipotesi di anomalia ex art. 38, D. L.vo n. 163/2006; numero partecipanti; richieste di avvalimento.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a>  V. Cardellicchio, F. Gallo, <em>Stazione unica appaltante e centrale di committenza: lo sviluppo degli istituti nella prospettiva di riorganizzazione dei livelli di Governo,</em> Rassegna Avvocatura dello Stato, n.2/2014.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a>  <em>Piano straordinario contro la mafia</em>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Stazione Unica Appaltante di Crotone Parte II: il funzionamento</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/01/la-stazione-unica-appaltante-di-crotone-parte-ii-il-funzionamento/</link>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2016 08:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Saquella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è visto nell’articolo precedente che la Stazione Unica Appaltante di Crotone nasce nell’ambito del Programma Calabria. Per capire meglio gli obiettivi che queste si prefiggono, è utile analizzarne piani e composizione. Il Piano Attuativo è formato da 3 linee direttrici: la prima si articola in una serie di misure urgenti volte a rafforzare il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/01/SUA-CROTONE.png"><img class=" size-medium wp-image-4862 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/01/SUA-CROTONE-224x300.png" alt="SUA CROTONE" width="224" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Si è visto nell’articolo precedente che la Stazione Unica Appaltante di Crotone nasce nell’ambito del Programma Calabria. Per capire meglio gli obiettivi che queste si prefiggono, è utile analizzarne piani e composizione.</p>
<p style="text-align: justify">Il <em>Piano Attuativo</em> è formato da 3 linee direttrici: la prima si articola in una serie di misure urgenti volte a rafforzare il controllo del territorio mediante l’impiego della Polizia di Stato e dell’Arma ei carabinieri, con un particolare focus sul monitoraggio ed il controllo delle grandi opere pubbliche e sul contrasto delle estorsioni e delle intimidazioni, specialmente nei confronti di pubblici amministratori e imprenditori; la seconda è incentrata su attività <em>info-investigative</em>, affidate in parte a strutture interforze, e già dal primo periodo di attività ha ottenuto risultati degni di nota, anche grazie all’alto grado di collaborazione con forze dell’ordine e servizi di sicurezza; la terza si espleta nell’ambito di interventi più a lungo termine, basati sul coinvolgimento delle istituzioni locali nei Progetti Integrati Territoriali, ai quali sono destinate risorse finanziarie aggiuntive.</p>
<p style="text-align: justify">Ovviamente, le tre linee d’azione del piano sono volte al raggiungimento degli obiettivi comuni di Provincia e Regione, primo fra tutti l’affrancamento delle comunità locali e dei singoli cittadini dalla pressione criminale, attraverso procedure ed azioni tese a rendere efficiente e trasparente il sistema pubblico. Per questo sono stati progettati 3 nuclei operativi in settori ritenuti cruciali: contratti pubblici; ambiente; fruizione di finanziamenti europei, nazionali e regionali.</p>
<p style="text-align: justify">La Stazione Unica Appaltante rappresenta uno degli obiettivi di maggiore importanza del nucleo operativo per i contratti pubblici, il quale effettua un monitoraggio sistematico di tutti i procedimenti in atto ed è istituito presso la Prefettura<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.<br />
La Stazione Unica Appaltante Provinciale è collocata nell’Ambito della Direzione Generale della Provincia ed è diretta dal Capo Dipartimento dei Lavori Pubblici. Il suo organigramma è composto da personale con competenze specialistiche, soprattutto di carattere giuridico-amministrativo.</p>
<p style="text-align: justify">Per maggiori informazioni:</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.comune.crotone.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1298">http://www.comune.crotone.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1298</a></p>
<p style="text-align: justify">e <a href="https://sua.provincia.crotone.it/">https://sua.provincia.crotone.it/</a></p>
<p style="text-align: justify"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Formato dal Capo Dipartimento Lavori Pubblici della Provincia di Crotone, dal dirigente del Settore Lavori Pubblici del Comune di Crotone e da un funzionario del Provveditorato alle OO.PP.</p>
<p style="text-align: justify">Allo scopo di ottenere un confronto tra Amministrazioni aggiudicatrici e settore delle imprese interessate, alle riunioni partecipa l’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La Stazione Unica Appaltante di Crotone Parte I: la storia</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/12/la-stazione-unica-appaltante-di-crotone-parte-i-la-storia/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2015 08:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Saquella]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’ottobre 2005 veniva assassinato il vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, Francesco Fortugno. Appena 3 anni fa, il procuratore aggiunto antimafia a Reggio Calabria, Salvatore Boemi[1], dichiarava al Corriere della Calabria: «A Locri, nell’allora Azienda sanitaria, le gare non si facevano o erano prorogate dal 2004 e il vicepresidente del consiglio regionale della Calabria, Franco [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/SUA-CROTONE.png"><img class="alignleft wp-image-4784 size-medium" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/SUA-CROTONE-224x300.png" alt="SUA CROTONE" width="224" height="300" /></a>Nell’ottobre 2005 veniva assassinato il vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, Francesco Fortugno.</p>
<p style="text-align: justify">Appena 3 anni fa, il procuratore aggiunto antimafia a Reggio Calabria, Salvatore Boemi<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, dichiarava al <em><a href="http://www.corrieredellacalabria.it/index.php/catanzaro/itemlist/user/572-super-user?limit=10&amp;start=8800" target="_blank">Corriere della Calabria</a></em>: «A Locri, nell’allora Azienda sanitaria, le gare non si facevano o erano prorogate dal 2004 e il vicepresidente del consiglio regionale della Calabria, Franco Fortugno, ucciso nell&#8217;ottobre del 2005, che queste cose aveva denunciato, è morto anche per questo».</p>
<p style="text-align: justify">Subito, il ministro dell’Interno promosse un’<em>ampia ricognizione della situazione della sicurezza pubblica nella regione </em>affidando l’attuazione del Programma (denominato “Programma Calabria”) al recentemente scomparso Prefetto De Sena, allora Vice Capo della Polizia e Direttore Centrale della Polizia criminale.</p>
<p style="text-align: justify">In seguito ai fatti venne avvertita inoltre la necessità di spersonalizzare l’attività amministrativa nel settore degli appalti pubblici, fornendo allo stesso tempo uno strumento di tutela agli Enti locali contro pressioni criminali e prevenire il contrasto di infiltrazioni delle stesse, e favorendo così un  processo di “aggregazione” di un mercato al tempo molto frammentato, quello, appunto, dei lavori pubblici. Per questo, poco più di un anno dopo, il 20 Dicembre 2006, nasceva La Stazione Unica Appaltante (S.U.A.), proprio nell’ambito del cosiddetto “Programma Calabria”, il piano di interventi finalizzato a potenziare il sistema di sicurezza della regione.</p>
<p style="text-align: justify">Fortemente voluta dal Prefetto Francesco Musolino e portata avanti dal suo successore Vincenzo Cardellicchio, la S.U.A. è stata costituita tramite la stipula di una convenzione tra l’Amministrazione provinciale e i 27 Comuni della Provincia, le comunità montane “Alto Marchesato” e “Alto Marchesato Crotonese”, i consorzi Crotone Sviluppo e Sviluppo Industriale, e l’ATERP.</p>
<p style="text-align: justify">La S.U.A. svolge dunque attività di controllo <em>sull&#8217;esecuzione delle procedure e di preparazione, indizione e aggiudicazione delle gare concernenti lavori e opere pubbliche, acquisizione di beni e forniture di servizi; predisposizione di una banca dati relativa alle opere pubbliche e alle infrastrutture sociali, civili e reti di servizi esistenti progettati nel territorio regionale; realizzazione e aggiornamento di un&#8217;apposita banca dati sui prezzi e relativo monitoraggio; monitoraggio degli stati di avanzamento e della corretta esecuzione dei contratti.</em></p>
<p style="text-align: justify">Per maggiori dettagli e per conoscere le basi normative: <a href="http://www.comune.crotone.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1298">http://www.comune.crotone.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1298</a></p>
<p style="text-align: justify">[1] Direttore Generale della Stazione Unica Appaltante dal marzo 2009 al gennaio 2013</p>
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		<title>Cosa pensa Transparency International del Registro per la Trasparenza europeo</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Dec 2015 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Saquella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lobbying]]></category>
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		<category><![CDATA[lobbying]]></category>
		<category><![CDATA[Transparency International]]></category>
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		<description><![CDATA[Cos’è che muove il mondo? Se lo chiedeste a Transparency International, la ONG con base a Berlino che si occupa della lotta alla corruzione, probabilmente vi risponderebbe “le banche e le imprese del settore ICT ed energia”. Infatti, secondo quanto riportato in Lobby meetings of the European Commission, il 75% delle riunioni della Commissione Europea nell’ultimo anno è stato con lobbisti di grandi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/Argomenti-lobby.jpg"><img class="  wp-image-4689 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/Argomenti-lobby-300x192.jpg" alt="Argomenti lobby" width="319" height="204" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Cos’è che muove il mondo?<br />
Se lo chiedeste a <em>Transparency International,</em><em> </em>la ONG con base a Berlino che si occupa della lotta alla corruzione, probabilmente vi risponderebbe “le <strong>banche</strong> e le <strong>imprese del settore ICT ed energia</strong>”. Infatti, secondo quanto riportato in <em><a href="http://www.transparencyinternational.eu/2015/12/press-release-banks-tech-and-energy-companies-dominate-eu-lobbying/" target="_blank">Lobby meetings of the European Commission</a></em>, il 75% delle <em>riunioni</em> della Commissione Europea nell’ultimo anno è stato con lobbisti di grandi aziende e industrie nei settori <em>Energy, Digital Economy </em>e <em>Financial Markets</em>, per un totale di più di 7000 incontri.</p>
<p style="text-align: justify">Daniel Freund, l’autore del documento, precisa che  nonostante il passo in avanti che è stato fatto con la <em>riforma europea del lobbying</em> ed il lancio della nuova versione del <strong><a href="http://ec.europa.eu/transparencyregister/public/homePage.do?redir=false&amp;locale=it" target="_blank">Registro per la Trasparenza</a></strong><strong> </strong>nel 2015, in Europa le lacune in materia di <strong>trasparenza</strong>, appunto, sono ancora enormi.</p>
<p style="text-align: justify">In base a quanto riportato nel documento di Transparency International, infatti, le nuove misure adottate dalle istituzioni europee, si applicano solo all’1% degli ufficiali della Commissione ed al 25% dei lobbisti, così che la maggior parte delle attività rimane ancora del tutto oscura. Molte delle informazioni volontariamente fornite dai lobbisti nel registro risultano inaccurate, incomplete o addirittura senza senso. A parte il piccolo progresso, il registro europeo delle lobby resta dunque inaffidabile.</p>
<p style="text-align: justify">Al riguardo, il principale consiglio di Transparency International EU è di rendere la registrazione obbligatoria per <em>tutti</em> i i lobbisti, in modo da avere piena trasparenza nelle istituzioni UE e garantire così l’equa applicazione delle regole vincolanti. Sempre secondo Freund, tutte le istituzioni dovrebbero inoltre pubblicare un <em>legislative footprint </em>in cui vengano registrati gli incontri con le lobby ed i fattori che hanno influenzato politiche e leggi.</p>
<p style="text-align: justify"><em>Transparency International, </em>in collaborazione con<em> <em>Access Info Europe, Sunlight Foundation</em></em> e<em> <em>Open Knowledge</em> </em>ha poi condotto un’iniziativa unica nel suo genere, dal nome<em> <em>International Standards for Lobbying Regulation</em>, </em>volta a guidare governi, organizzazioni internazionali e<em> <em>policymakers</em> </em>verso processi più trasparenti, caratterizzati da integrità e partecipazione. Per leggere gli standards e saperne di più:<em> <a href="http://lobbyingtransparency.net/">http://lobbyingtransparency.net/</a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Da grande voglio fare il whistleblower: la farmacista del Wisconsin ottiene 4.3 milioni di dollari come ricompensa</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/12/da-grande-voglio-fare-il-whistleblower-la-farmacista-del-wisconsin-ottiene-4-3-milioni-di-dollari-come-ricompensa/</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Dec 2015 08:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Saquella]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[False Claim Act]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/Articolo-PharMerica.jpg"><img class="size-medium wp-image-4604 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/Articolo-PharMerica-300x200.jpg" alt="Articolo PharMerica" width="300" height="200" /></a>Si è conclusa a Maggio di quest’anno la causa che vedeva coinvolta <em>PharMerica</em>, noto fornitore nazionale di servizi farmaceutici a lungo termine negli Stati Uniti.<br />
Come accusa, quella di distribuire senza alcuna prescrizione farmaci elencati nell’Allegato II del <em>Controlled Substances Act</em>, lo Statuto che regola le politiche di produzione, importazione, uso e distribuzione di determinate sostanze sul territorio statunitense.<br />
Questo tipo di farmaci, in particolare <em>narcotici</em>, sono considerati altamente pericolosi in quanto aventi un alto potenziale di dipendenza. Un utilizzo improprio può dunque provocare danni significativi per la salute degli utilizzatori.</p>
<p style="text-align: justify;">Jennifer Denk denunciò il fatto ai suoi superiori nel 2009 ma senza ricevere attenzione. Contattò così le Autorità Federali, azione che le costò il licenziamento.<br />
La <em>Denk</em> ha così deciso di appellarsi alla <em>disposizione sui whistleblowers</em> prevista dal <em>False Claims Act<a href="#_ftn1" name="_ftnref1"><strong>[1]</strong></a></em>, che permette alle parti private di denunciare illeciti per conto degli Stati Uniti e di ottenere parte del recupero monetario, la quale si è rivelata uno strumento ad alta efficacia.</p>
<p style="text-align: justify;">PharMerica, infatti, ha accettato di pagare al governo 31.5 milioni di dollari, di cui 23.5 per aver violato il <em>False Claims Act</em> ed 8 per l’erogazione impropria di farmaci “controllati”.<br />
Jennifer Denk ha invece ottenuto 4.3 milioni di dollari per la sua “soffiata”<em>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Grazie al <em>False Claims Act</em>, il Dipartimento di Giustizia statunitense ha recuperato, dal 2009, 24 miliardi di dollari e 15.3 di questi riguardavano frodi contro i programmi federali di sanità.</p>
<p style="text-align: justify;">Come parte dell’accordo, PharMerica ha inoltre accettato di applicare sostanziali <em>compliance reforms</em> e di richiedere programmi federali di assistenza sanitaria per una revisione indipendente durante i prossimi 5 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">L’avvocato statunitense James L. Santelle (<em>Eastern District of Wisconsin</em>) ha definito questo risultato “un grande passo in avanti nella promozione dell’integrità all’interno dell’amministrazione della sanità pubblica”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Per saperne di più: <a href="http://www.justice.gov/sites/default/files/civil/legacy/2011/04/22/C-FRAUDS_FCA_Primer.pdf">http://www.justice.gov/sites/default/files/civil/legacy/2011/04/22/C-FRAUDS_FCA_Primer.pdf</a></p>
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