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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Piero Massotti</title>
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	<item>
		<title>Leggere per capire</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2016 08:50:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli economisti di Banca d’Italia Rizzica e Tonello, potendo usufruire dei dati del questionario intermedio del 2014 dal progetto di studio delle famiglie della stessa istituzione (SHIW), hanno pubblicato una interessante analisi sul come le percezioni riguardo la corruzione vengano alterate dai media. L’indagine intermedia include domande rivolte ad ogni capo-famiglia sui fenomeni di corruzione, in [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Gli economisti di Banca d’Italia Rizzica e Tonello, potendo usufruire dei dati del questionario intermedio del 2014 dal progetto di studio delle famiglie della stessa istituzione (<span style="text-decoration: underline; color: #ff00ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a style="color: #ff00ff; text-decoration: underline;" href="http://www.bancaditalia.it/statistiche/tematiche/indagini-famiglie-imprese/bilanci-famiglie/distribuzione-microdati/index.html" target="_blank">SHIW</a></span></span>), hanno pubblicato una interessante <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff00ff; text-decoration: underline;"><a style="color: #ff00ff; text-decoration: underline;" href="https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/temi-discussione/2015/2015-1043/index.html?com.dotmarketing.htmlpage.language=1" target="_blank">analisi sul come le percezioni riguardo la corruzione vengano alterate dai media</a></span></span>. L’indagine intermedia include domande rivolte ad ogni capo-famiglia sui fenomeni di corruzione, in particolare sulla percezione della corruzione e delle norme in vigore. Ad esempio:</p>
<p style="text-align: justify;">“Immagini di essere un cittadino in contatto con il Governo. Senza riportare la vostra esperienza personale, indicare la probabilità (in scala tra 0 e 100) che ogni evento potrà verificarsi. Più bassa la probabilità e più alto il valore:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>Il pubblico ufficiale afferma che accetterebbe una somma di denaro in favore o un regalo in cambio della fornitura di un servizio (Corruzione)</li>
<li>Il cittadino crede che dovrà chiedere ad un suo amico o cercare un favore da chi lavora nel Governo per ottenere un servizio”</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Era anche richiesta la probabilità (tra 0 e 100) che il pubblico ufficiale venisse scoperto e quindi sanzionato (misurando quindi la sua percezione di efficacia della legge e delle misure sanzionatorie).</p>
<p style="text-align: justify;">Gli autori riescono anche ad avere informazioni su quale giornale legge il capofamiglia più frequentemente.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli autori traggono la conclusione che l’interesse dei giornali e dei media sul tema della corruzione influenza le percezioni di corruzione dei cittadini, incrementandole, mentre  hanno un impatto negativo sulla fiducia nel sistema giudiziario. Viene calcolato che mediamente per ogni 8 nuove notizie riguardanti casi di corruzione sia associato un incremento di 1.5 punti sulle percezioni di corruzione nelle risposte al questionario  e di 0.82 punti in quelle relative all’efficacia della legge.</p>
<p>Il punto che credo sia rilevante nell’analisi è che si cerca di capire quale canale spinga l’andamento delle percezioni dei cittadini: quando leggiamo queste notizie “impariamo” davvero qualcosa di nuovo o veniamo “influenzati” senza darci altri pezzi di verità sulle vicende?</p>
<p style="text-align: justify;">Per rispondere gli autori dividono le possibili notizie sui giornali in due categorie: fatti e affermazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Esempio di fatto</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/fact.jpg"><img class=" size-full wp-image-5588 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/fact.jpg" alt="fact" width="441" height="587" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La notizia riguardava l’inizio dell’indagine del Primo Ministro per aver pagato testimonianze. Era una notizia sconosciuta fin quando i giornali non la resero nota.</p>
<p style="text-align: justify;">Esempio di affermazione</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/60miliardi.jpg"><img class=" size-full wp-image-5589 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/60miliardi.jpg" alt="60miliardi" width="447" height="579" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La notizia riguardava il report della Commissione europea sulla dimensione della corruzione, basato su fatti passati. Abbiamo già trattato il tema dei <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff00ff; text-decoration: underline;"><a style="color: #ff00ff; text-decoration: underline;" href="http://anticorruzione.eu/2015/02/60-miliardi-una-stima-grossolana/" target="_blank">60 miliardi</a></span></span> ricostruendo l’origine di tale pessima informazione. Una informazione del genere non apporta nulla di nuovo e non ci permette di fare passi avanti nella comprensione del fenomeno.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/Immagine.jpg"><img class=" size-large wp-image-5590 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/Immagine-1024x661.jpg" alt="immagine" width="1024" height="661" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La figura mostra come le percezioni e l’esposizione alle notizie di corruzione siano collegate nel tempo. Le due cose stanno assieme in maniera stabile. Gli autori provano a vedere se questa relazione rimane tale escludendo prima l’esposizione alle notizie “fatto” e poi alle “affermazioni”. Nel primo caso la relazione decade mentre nel secondo caso la stessa rimane molto forte. Questo porta gli autori ad affermare che il processo di informazione è prevalentemente “distorsivo” sulle percezioni perché non è un processo di apprendimento del fenomeno bensì di influenzamento.</p>
<p style="text-align: justify;">La tendenza sembra piuttosto chiara e su questo blog cerchiamo di parlare di più di “buone pratiche” (ad esempio Whistleblowing e Leniency)  per invertire la tendenza verso una informazione di fatti.</p>
<p style="text-align: justify;">Riferimenti:</p>
<p style="text-align: justify;">Rizzica, Lucia, and Marco Tonello. &#8220;Exposure to media and corruption perceptions.&#8221; Bank of Italy Temi di Discussione (Working Paper) No 1043 (2015).</p>
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		<title>Gruppi di interesse e processi legislativi</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/10/gruppi-di-interesse-e-processi-legislativi/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2016 16:41:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Lobbying]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[lobbying]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[whistleblowers]]></category>

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		<description><![CDATA[Come riportato nel precedente articolo, la legge sul Whistleblowing è ferma al Senato. (qui cos’è il whistleblowing) Riguardo l’approvazione di leggi ed il rapporto tra cittadini e processi legislativi un lavoro interessante è quello di Gilens e Page(2014) https://scholar.princeton.edu/sites/default/files/mgilens/files/gilens_and_page_2014_-esting_theories_of_american_politics.doc.pdf dove si cerca di rispondere ad una semplice domanda: Il Governo rappresenta il popolo in sede [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come riportato nel <span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://anticorruzione.eu/2016/10/la-legge-italiana-whistleblowing/" target="_blank">precedente articolo</a></span>, la legge sul Whistleblowing è ferma al Senato. (<span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><span style="text-decoration: underline;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://anticorruzione.eu/?s=whistleblowing" target="_blank">qui cos’è il whistleblowing</a></span></span>)</p>
<p style="text-align: justify;">Riguardo l’approvazione di leggi ed il rapporto tra cittadini e processi legislativi un lavoro interessante è quello di Gilens e Page(2014)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://scholar.princeton.edu/sites/default/files/mgilens/files/gilens_and_page_2014_-testing_theories_of_american_politics.doc.pdf"> https://scholar.princeton.edu/sites/default/files/mgilens/files/gilens_and_page_2014_-esting_theories_of_american_politics.doc.pdf</a></p>
<p style="text-align: justify;">dove si cerca di rispondere ad una semplice domanda: Il Governo rappresenta il popolo in sede legislativa?<br />
I due professori di Princeton hanno ideato una strategia per creare un dataset particolare ed unico nel suo genere. Esso deriva da 1800 risposte ad un questionario nazionale su domande di interesse pubblico dove semplicemente si chiedeva all’intervistato se fosse favorevole o contrario riguardo a possibili modificazioni di legge. I dati sono forniti per il software STATA qui:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.cambridge.org/core/journals/perspectives-on-politics/article/testing-theories-of-american-politics-elites-interest-groups-and-average-citizens/62327F513959D0A304D4893B382B992B#fndtn-supplementary-materials"> https://www.cambridge.org/core/journals/perspectives-on-politics/article/testing-theories-of-american-politics-elites-interest-groups-and-average-citizens/62327F513959D0A304D4893B382B992B#fndtn-supplementary-materials</a></p>
<p style="text-align: justify;">I risultati dell’analisi sono sintetizzabili tramite i seguenti grafici.<br />
Il primo grafico prodotto riporta sull’asse delle ordinate una misura del supporto di voti per ogni possibile mozione che varia tra 0 e 1 e sull’asse delle ordinate una misura di verosimiglianza dell’approvazione in parlamento della mozione in discussione che varia anch’essa tra 0 e 1. Chiunque sarebbe d’accordo nel dire che un processo democratico dovrebbe essere rappresentato tramite queste variabili con una semplice bisettrice in cui ad un incremento del supporto, per una data mozione, dovrebbe essere seguito da una maggiore possibilità di approvazione in parlamento. Tuttavia gli autori ci mostrano com’è la realtà: la linea nera rappresenta la verosimiglianza o probabilità di approvazione della mozione stimata con dati americani e si legge sulle ordinate di sinistra e come si può ben vedere rimane costante al 30% independentemente da come si distribuiscono i voti a supporto della mozione (le barre grigie) che si leggono sull’asse di destra.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/10/a.jpg"><img class=" size-full wp-image-5529 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/10/a.jpg" alt="a" width="468" height="323" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il grafico mostra che anche la mozione più popolare e condivisa dai cittadini ha una probabilità del 30% di essere approvata in parlamento. Il numero di voti americani a favore o contro una mozione non ha l’impatto che ci aspetteremmo.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è qualcosa che non va. Ebbene ecco scoperto il perché: la stima vale solo per il 90% dei redditi più bassi. Se invece si guarda al 10% più ricco le cose cambiano. Le variabili non cambiano ma cambia la stima della verosimiglianza che mostra una forma crescente. Le “èlites” hanno la forza per far approvare o non una mozione variando il proprio consenso su di essa.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/10/b.jpg"><img class=" size-full wp-image-5530 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/10/b.jpg" alt="b" width="639" height="428" /></a></p>
<p>Da quanto emerge sembrerebbe che in America il processo legislativo non tenga conto dell’elettore mediano bensì di coloro che possono permettersi enormi agi. Sembra esserci un problema di distribuzione dei redditi. Questi risultati hanno enormi implicazioni giacché in America è legale la figura del Lobbista nel Congresso che altera in misura considerevole il processo democratico a sfavore dell’elettorato in una maniera tale per cui la mozione può essere approvata solo se i più ricchi ne favoriscono l’approvazione.</p>
<p>Chiaramente gli autori concludono che il Governo non rappresenta il popolo in sede legislativa.<br />
Sarebbe molto interessante riportare l’analisi con dati italiani anche per capire perché non abbiamo ancora una legge sul Whistleblowing.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Refereces: Gilens, Martin, and Benjamin I. Page. &#8220;Testing theories of American politics: Elites, interest groups, and average citizens.&#8221; <i>Perspectives on politics</i> 12.03 (2014): 564-581.</p>
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		<title>La legge italiana sul Whistleblowing</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/10/la-legge-italiana-whistleblowing/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2016 20:43:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Whistleblowing]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[Per anticipare l’evento del 21 ottobre all’Università Roma Tor Vergata:  “Whistleblowing: A Tool to fight fraud and corruption: The American perspective” (qui i dettagli) focalizziamoci un attimo sulla situazione italiana a riguardo e chiediamoci perché  avremmo bisogno di una prospettiva Americana da cui prendere esempio. Prima di questa estate la Camera dei Deputati Italiana ha [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Per anticipare l’evento del 21 ottobre all’Università Roma Tor Vergata:  “Whistleblowing: A Tool to fight fraud and corruption: The American perspective” (<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff00ff;"><a style="color: #ff00ff; text-decoration: underline;" href="http://anticorruzione.eu/2016/10/21-ottobre-2016-incontro-whistleblowing-organizzato-con-ambasciata-usa-in-italia-e-master-anticorruzione-tor-vergata/">qui i dettagli</a></span></span>) focalizziamoci un attimo sulla situazione italiana a riguardo e chiediamoci perché  avremmo bisogno di una prospettiva Americana da cui prendere esempio.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Prima di questa estate la Camera dei Deputati Italiana ha approvato un testo normativo, che implementa la legge Severino, per la tutela dei <em>whistleblowers</em> lasciando il dibattito al Senato della Repubblica come da prassi legislativa.  L’Italia è sguarnita di leggi a riguardo perché fondamentalmente non si parla mai di <em>whistleblowing</em>. Non molti sanno tradurre questa parola. Da quanto <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff00ff;"><a style="color: #ff00ff; text-decoration: underline;" href="http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/cosa-indica-come-si-traduce-parola-inglese-w" target="_blank">riporta</a></span></span> l’Accademia della Crusca, in Italia manca la semantica del termine giacché nel nostro Paese si impara sin da bambini che “Chi fa la spia non è figlio di Maria” per cui la figura stessa di un impiegato o un lavoratore qualsiasi che possa “spifferare” comportamenti illeciti all’interno dell’organizzazione per cui lavora non è mai stata pensata.<br />
Di fatti il processo legislativo ad oggi è stazionario in Senato e non si vede quando potrà sbloccarsi ed entrare in vigore.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli Stati Uniti la situazione è completamente differente perché è oramai prassi comune la figura del <em>whistleblower</em> dove ha fatto esempio il caso di risarcimento di quasi un milione di dollari (<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff00ff;"><a style="color: #ff00ff; text-decoration: underline;" href="http://anticorruzione.eu/2015/11/una-whistleblower-americana-ha-ricevuro-una-ricompensa-di-quasi-un-milione-di-dollari/">vedi qui</a></span></span>).</p>
<p style="text-align: justify;">Il sistema americano prevede incentivi monetari per far uscire allo scoperto le informazioni riguardanti pratiche illegali mantenendo però l’anonimato di coloro che “spifferano” garantendogli la sicurezza che serve per fargli compiere questo passo.</p>
<p style="text-align: justify;">Le forme di <em>Leniency</em> sono forme implicite di incentivi monetari dove si riduce (alle volte si anche azzera) la pena per coloro i quali hanno partecipato a tali pratiche ma che le riportano agli organi di polizia consentendo di portare avanti le indagini del caso. Per maggiori approndimenti sul trattamento statunitense dall’intervista all’ambasciatore americano in Italia Phillips (<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff00ff;"><a style="color: #ff00ff; text-decoration: underline;" href="http://anticorruzione.eu/2016/09/whistleblowing-un-modello-vincente-negli-usa/">vedi qui</a>)</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Al contrario, in italia, sembra si vada nella direzione opposta di quella americana perché spesso si parla di alzare le pene per coloro i quali compiono atti di questo genere. Facendo ciò non si rompe il legame tra i corruttori (anzi si potrebbe rafforzare).</p>
<p style="text-align: justify;">E’ certamente un tema ostico per le varie sfumature che se ne possono vedere, tuttavia bisogna prenderne coscienza e discuterne per non lasciare che le cose vadano come sono sempre andate. Convegni di questo tipo sono ben apprezzati.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Aggiornamento Piano Nazionale Anticorruzione: Focus sanità.</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/12/aggiornamento-piano-nazionale-anticorruzione-focus-sanita/</link>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2015 13:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
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		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[L’aggiornamento Anac-Agenas  del Piano Nazionale Anticorruzione 2013-16 (in GU Serie Generale n.267 del 16-11-2015) dedica un ampio allegato al settore della sanità, considerato particolarmente a rischio corruzione. (La discussione dell’intero aggiornamento Il Piano triennale della prevenzione della corruzione (P.T.P.C.) rappresenta lo strumento attraverso il quale l’amministrazione sistematizza e descrive un “processo” &#8211; articolato in fasi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’aggiornamento Anac-Agenas  del Piano Nazionale Anticorruzione 2013-16 (in <a href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/11/16/15A08458/sg">GU Serie Generale n.267 del 16-11-2015</a>) dedica un ampio allegato al settore della sanità, considerato particolarmente a rischio corruzione. (La discussione dell’intero aggiornamento</p>
<p style="text-align: justify;">Il Piano triennale della prevenzione della corruzione (P.T.P.C.) rappresenta lo strumento attraverso il quale l’amministrazione sistematizza e descrive un “processo” &#8211; articolato in fasi tra loro collegate concettualmente e temporalmente &#8211; che è finalizzato a formulare una <u>strategia di prevenzione</u> del fenomeno corruttivo.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo si delinea un programma di attività derivante da una fase preliminare di analisi che consiste nell’esaminare una certa amministrazione, le sue regole e le sue prassi di funzionamento in termini di “possibile esposizione” al fenomeno corruttivo.</p>
<p style="text-align: justify;">“[…]Attraverso la predisposizione del P.T.P.C., in sostanza, l&#8217;amministrazione è tenuta ad attivare azioni ponderate e coerenti tra loro capaci di ridurre significativamente il rischio di comportamenti corrotti.” (Piano Nazionale Anticorruzione, Allegato 1, pag. 10). “Le pubbliche amministrazioni centrali definiscono e trasmettono al Dipartimento della funzione pubblica: un piano di prevenzione della corruzione che fornisce una valutazione del diverso livello di esposizione degli uffici al rischio di corruzione e indica gli interventi organizzativi volti a prevenire il medesimo rischio.” (art. 1, c. 5, L. 190/12).</p>
<p style="text-align: justify;">Con l’entrata in vigore della legge n. 190 del 2012 tutte le pubbliche amministrazioni sono state chiamate a formulare ed adottare, entro il 31 gennaio di ogni anno, un documento con il quale si struttura internamente un lavoro di analisi finalizzato a definire una strategia di prevenzione del fenomeno corruttivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso delle amministrazioni sanitarie, in particolare, l’adozione dei Piani Anticorruzione, di concerto con gli adempimenti introdotti in tema di trasparenza dal D.lgs. 33/13, rappresenta un’occasione importante per un ragionamento complessivo circa gli assetti organizzativi interni, e per individuare elementi di criticità.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;occasione, in particolare, per migliorare la macchina amministrativa, e per coinvolgere in prima persona i dipendenti per prevenire il fenomeno corruttivo, e per rendere sia loro, sia I cittadini, le prime “sentinelle di legalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Contestualmente, la prevista adozione dei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione, PTPC, trovano un significato maggiore e più forte nel settore sanitario, nel quale ogni euro bruciato dalla corruzione è sottratto alle cure dei pazienti, con conseguenti effetti negativi anche sulla salute della popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il monitoraggio da parte di A.N.A.C. si è concentrato sulla pubblicazione dei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione con riferimento ai trienni 2014-2016 e 2015-2017. Il monitoraggio ha avuto  ad oggetto le Relazioni annuali relative al 2013 e 2014. Da quanto pubblicato da A.N.A.C. dai siti istituzionali delle 240 aziende monitorate emerge che l’82% delle stesse ha adottato e pubblicato il PTPC 2015- 2017, una percentuale in crescita rispetto a quella relativa al precedente Piano 2014-2016, ma ancora insoddisfacente (alcune inadempienza possono essere attribuite al fisiologico processo di aggiornamento dei Piani).</p>
<p style="text-align: justify;">Elevata è la percentuale di aziende che nel 2014 hanno pubblicato la Relazione annuale (decisamente superiore a quella del 2013, primo anno di adozione dei provvedimenti).  Marche, Molise, Campania, Puglia e Calabria non mostrano miglioramenti per quanto riguardo la la pubblicazione dei Piani  dalla prima esperienza (PTPC 2014-16) alla seconda (PTPC 2015-17). Per tutte le altre regioni è vero il contrario.</p>
<p style="text-align: justify;">Va  tuttavia precisato che, in linea con quanto riportato nella Relazione Annuale 2014 dell’ANAC, non è possibile escludere che “a fronte di un livello pressoché generalizzato di adozione e pubblicazione dei PTPC […],le amministrazioni [pubbliche, in genere] hanno adempiuto in maniera <em><u>meramente formale</u></em> alle disposizioni di legge: se da un lato i PTPC sono stati generalmente adottati da quasi tutte le amministrazioni, dall’altro la qualità di tali documenti in termini di metodo, sostenibilità ed efficacia appare sostanzialmente insufficiente.” In sede di aggiornamento del Piano Nazionale Anticorruzione (di cui alla determinazione n. 12 del 28 ottobre 2015) l’ANAC ha rilevato con riguardo alle pubbliche amministrazioni in generale (cfr. paragrafo 2, pag.6 e segg. della Parte generale) “un diffuso atteggiamento di mero adempimento nella predisposizione dei PTPC limitato ad evitare le responsabilità che la legge fa ricadere sul Responsabili dei Piani in caso di mancata adozione del PTPC”.</p>
<p style="text-align: justify;">Più specificamente, nella Parte speciale “Approfondimenti II-Sanità” al paragrafo 1.3. “Risultati della valutazione dei PTPC delle Aziende Sanitarie”, l’ANAC ha rilevato che su un campione di 247 PTPC di ASL, Aziende Ospedaliere, Aziende Ospedaliere Universitarie e IRCCS si è riscontrata una generale carenza nell’analisi del <em>contesto esterno</em> che spesso è risultata del tutto assente. La mappatura dei processi e delle attività non sempre è stata completata.</p>
<p style="text-align: justify;">Non tutte le aziende hanno indicato ulteriori aree di rischio, “cd. aree di rischio specifiche”, omettendo quindi un approfondimento che è di particolare rilievo  considerando la peculiarità del settore in cui le stesse operano. Con riguardo alla Relazione sulle attività svolte nel 2014, 209 aziende hanno adottato e pubblicato la Relazione; la maggior parte di queste ha utilizzato il modello in formato Excel predisposto dall’A.N.A.C, mentre altre hanno scelto autonomamente formato e struttura. Da rilevare che più del 60% di coloro che <em>non</em> hanno utilizzato il formato predisposto dall’ A.N.A.C ha pubblicato una relazione in formato immagine (derivante da una scansione), i cui dati sono difficilmente  rielaborabili. Dalle statistiche descrittive  la pubblicazione della Relazione annuale è decisamente migliorata passando dalla prima alla seconda annualità. La percentuale è aumentata in tutte le regioni (salvo il Molise, inadempiente in entrambi gli anni).</p>
<p style="text-align: justify;">L’analisi e la valutazione è stata effettuata tramite il metodo Delphi(*) su un campione di 25 PTPC predisposti da aziende ed enti del SSN selezionati in base al criteri di rappresentatività delle amministrazioni monitorate (16 Aziende Sanitarie Locali, 7 Aziende Ospedaliere e 2 IRCCS distribuite su tutto il territorio nazionale). La ricognizione effettuata da A.N.A.C. nel 2014 indica che il 90% delle ASL analizzate ha erogato la formazione dedicata alla prevenzione della corruzione, il 6% l’ha prevista nel PTPC, mentre il 4% ha dichiarato di non aver programmato alcuna iniziativa formativa a priori. La situazione appare fra le più solide di tutte le amministrazioni pubbliche analizzate (Anac, Relazione Annuale 2014, 2015, pagg. 244 e segg.).</p>
<p style="text-align: justify;">In generale, i PTPC si attengono alle indicazioni fornite dal Piano Nazionale Anticorruzione (PNA), riprendendone la struttura e i dettagli in esso riportati. Il supporto fornito dal PNA e la novità della prescrizione normativa hanno infatti indotto le aziende a procedere seguendo l’impostazione e i contenuti proposti dalla amministrazione centrale, rinunciando spesso ad ogni intervento di ulteriore specificazione e approfondimento (anche quando segnalati dallo stesso PNA).</p>
<p style="text-align: justify;">L’analisi svolta permette di concludere che l’attenzione dedicata al PTPC dalle diverse amministrazioni sanitarie è piuttosto differenziata; valga per tutti il dato sulla dimensione degli elaborati: a fronte di una lunghezza media di 54 pagine, alcuni enti hanno elaborato  5 pagine, altre ben 207 pagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Si rileva che i documenti più corposi contengono spesso al proprio interno anche il Programma per la Trasparenza e l’Integrità.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludendo, a fronte di una riconosciuta tempestività di tutte le amministrazioni sanitarie nella predisposizione e nella pubblicizzazione dei PTPC, i risultati del monitoraggio sulle modalità di presentazione di tali Piani, così come delle Relazioni annuali, indicano che gli elementi più frequentemente presenti nei PTPC sono quelli obbligatoriamente previsti dalla normativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Le dimensioni più trascurate sono al contrario quelle relative ad alcune specifiche aree di rischio del settore sanitario (ad esempio, i rapporti con gli informatori dell’industria, i compensi per consulenze effettuate dai professionisti per conto dell’industria, la regolamentazione delle sponsorizzazioni e delle donazioni).</p>
<p style="text-align: justify;">L’auspicio che emerge dalla Sezione Sanità è che l’aggiornamento e l’implementazione dei Piani da parte delle aziende sanitarie possa – sul piano qualitativo e dei contenuti ed anche dell’effettiva realizzazione delle misure in essi previste – colmare almeno alcune delle debolezze riscontrate da ANAC in questo primo ciclo di valutazione dei PTPC.</p>
<p style="text-align: justify;"> (*)  Metodo Delphi è un metodo d&#8217;indagine iterativo che si svolge attraverso più fasi di espressione e valutazione delle opinioni di un gruppo di esperti o attori sociali ed ha l&#8217;obiettivo di far convergere l&#8217;opinione più completa e condivisa in un&#8217;unica &#8220;espressione&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Le fasi del metodo:</p>
<p style="text-align: justify;">Fase 1: I partecipanti esprimono in modo anonimo su un questionario o altro documento la loro opinione in materia;</p>
<p style="text-align: justify;">Fase 2: Si raccolgono i pareri raccolti e sono sintetizzati in forma aggregata in un unico documento;</p>
<p style="text-align: justify;">Fase 3: I partecipanti rianalizzano i pareri emersi confrontandola con la loro iniziale opinione;</p>
<p style="text-align: justify;">Fase 4: -&gt; Tornare alla Fase 1.</p>
<p style="text-align: justify;">Riferimenti:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/11/16/15A08458/sg">GU Serie Generale n.267 del 16-11-2015</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/2015/12/aggiornamento-piano-nazionale-anticorruzione/" target="_blank">Aggiornamento Piano Nazionale Anticorruzione, 3/12/2015</a></p>
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		<title>Aggiornamento Piano Nazionale Anticorruzione</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2015 08:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione Amministrativa e Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
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		<category><![CDATA[PNA]]></category>
		<category><![CDATA[PTPC]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 28 ottobre è stato pubblicato l’aggiornamento 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione che è stato presentato, per la parte speciale sulla sanità, dal Presidente A.N.AC.,  Cantone ed il Ministro della Salute, Lorenzin il 6 Novembre (Leggi la breve descrizione).  Il primo Piano Nazionale Anticorruzione (Pna) è stato approvato da CiVIT/A.N.AC. nel settembre del 2013, su [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 28 ottobre è stato pubblicato l’aggiornamento 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione che è stato presentato, per la parte speciale sulla sanità, dal Presidente A.N.AC.,  Cantone ed il Ministro della Salute, Lorenzin il 6 Novembre (<a href="http://anticorruzione.eu/2015/11/laggiornamento-del-pna-rischio-corruzione-in-sanita/">Leggi la breve descrizione</a>).  Il primo Piano Nazionale Anticorruzione (Pna) è stato approvato da CiVIT/A.N.AC. nel settembre del 2013, su iniziativa del Dipartimento della funzione pubblica. La scelta dell&#8217; A.N.AC. è stata quella di non procedere all&#8217;aggiornamento 2014 (che avrebbe influito sugli eventuali aggiornamenti dei Piani triennali per la prevenzione della corruzione (Ptpc) da approvare entro il 31 gennaio 2015), per intervenire, invece, entro ottobre 2015, con indicazioni più puntuali alle amministrazioni per l&#8217;implementazione dei piani triennali per la prevenzione della corruzione entro gennaio 2016.</p>
<p style="text-align: justify;">Sì è preferito utilizzare parte del 2015 per una lettura delle pianificazioni adottate dalle diverse amministrazioni, in modo da comprendere l&#8217;effettivo stato di applicazione delle norme e le criticità e, su questa base, fornire direttive più efficaci. Le prime analisi dei piani triennali, condotte su 1911 amministrazioni (pag. 3) e concluse a Luglio, mostrano prevalentemente che le amministrazioni e gli enti locali hanno applicato il PNA, trattandolo meramente come un adempimento burocratico e finendo peraltro a copiarsi a vicenda. Facendo ciò, quasi nessuno ha impostato il proprio PNA in basi ai propri rischi specifici.</p>
<p style="text-align: justify;"> L’intento, invece, era la piena condivisione del piano di prevenzione e l’attivazione di un processo diffuso e partecipato. Ciò che per l’Autorità equivale ad omessa adozione, secondo l’aggiornamento, è:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>l’approvazione di un provvedimento puramente ricognitivo di misure, in materia di anticorruzione, in materia di adempimento degli obblighi di pubblicità ovvero in materia di Codice di comportamento di amministrazione;</li>
<li>l’approvazione di un provvedimento, il cui contenuto riproduca in modo integrale analoghi provvedimenti adottati da altre amministrazioni (copia incolla), senza adottare misure specifiche;</li>
<li>l’approvazione di un provvedimento privo di misure per la prevenzione del rischio nei settori più esposti (pag. 3).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L’Autorità arriva ad affermare che “gran parte delle amministrazioni ha applicato in modo troppo meccanico la metodologia presentata nell’allegato 5 del PNA” (pag. 20). Da tutto ciò ne emerge un principio nuovo, la c.d. autonomia di ogni amministrazione, tanto è che  “il PTPC non è il complesso di misure che il PNA impone, ma il complesso delle misure che autonomamente ogni amministrazione o ente adotta, in rapporto non solo alle condizioni oggettive della propria organizzazione, ma anche dei progetti o programmi elaborati per il raggiungimento di altre finalità (maggiore efficienza complessiva, risparmio di risorse pubbliche, riqualificazione del personale, incremento delle capacità tecniche e conoscitive)” (pag. 8).</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi il PNA non andrebbe visto come un adempimento meramente burocratico ed il tema della prevenzione della corruzione, incidendo sui “comportamenti”, piuttosto che sugli adempimenti, deve essere affrontato proprio attraverso la “condivisione culturale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le aree di rischio elencate vengono incrementate con l’aggiunta degli ambiti della gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio; controlli, verifiche, ispezioni e sanzioni;  incarichi e nomine;  affari legali e contenzioso.</p>
<p style="text-align: justify;"> Le statistiche descrittive riportate dall’A.N.AC. mostrano che nella maggior parte dei casi analizzati (più dell&#8217;80%) i Ptpc mancano generalmente di un&#8217;analisi dei fattori che possono incidere in misura rilevante sul fenomeno corruttivo (come, ad esempio, variabili culturali, criminologiche, sociali e economiche del territorio). In circa il 30% dei casi analizzati, è stata riscontrata un&#8217;insufficiente qualità nella mappatura dei processi organizzativi, in circa il 50% dei casi analizzati, la mappatura dei processi è stata sufficiente e solo nel 10% dei casi analizzati, la mappatura dei processi è stata dettagliata e puntuale, sia in relazione all&#8217;individuazione di ulteriori aree di rischio (in circa l&#8217;80% dei casi analizzati, le amministrazioni non hanno specificato aree ulteriori o hanno semplicemente integrato marginalmente le aree obbligatorie previste per legge, nel restante 20% dei casi analizzati, sono state specificate aree ulteriori, ma solo raramente l&#8217;integrazione è stata condotta in maniera puntuale e dettagliata) (pag. 5).</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati emersi fanno emergere l&#8217;esigenza di incrementare gli sforzi a tutti i livelli affinché i Ptpc siano utilizzati in maniera corretta, responsabilizzando i diversi attori in termini di definizione e, soprattutto, di attuazione delle misure di prevenzione. In particolare il nuovo documento dell&#8217;Autorità dovrà, da un lato, semplificare gli indirizzi, differenziandoli per comparti di amministrazioni, tenendo in debito conto la dimensione organizzativa, e, dall&#8217;altro, dare indicazioni non solo relativamente alla fase di programmazione, ma anche a quella di rendicontazione ed attuazione delle misure. Ciò al fine di agevolare un salto di qualità nella costruzione da parte di ciascuna amministrazione dei presidi di difesa contro gli episodi di corruttela.</p>
<p style="text-align: justify;">L’aggiornamento specifica esattamente la nozione di corruzione (in senso giuridico ampio) a quella estesa anche alla c.d. “<em>maladministration</em>”, cioè alla “<em>assunzione di decisioni</em> (di assetto di interessi a conclusione di procedimenti, di determinazioni di fasi interne a singoli procedimenti, di gestione di risorse pubbliche) <em>devianti dalla cura dell’interesse generale a causa del condizionamento improprio da parte di interessi particolari. Occorre, cioè, avere riguardo ad atti e comportamenti che, anche se non consistenti in specifici reati, contrastano con la necessaria cura dell’interesse pubblico e pregiudicano l’affidamento dei cittadini nell’imparzialità delle amministrazioni e dei soggetti che svolgono attività di pubblico interesse</em>” (pag. 7). Non solo in occasione della formalizzazione di “atti” espliciti ( che si trovava nella versione precedente), ma attraverso il presidio sulle modalità di “esercizio della funzione”.</p>
<p style="text-align: justify;">Riferimenti:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/Anticorruzione">http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/Anticorruzione</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=c91fd5f20a778042717573074e7bb011">http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=c91fd5f20a778042717573074e7bb011</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/comunicazione/notizie/2013/settembre/11092013---approvato-dalla-civit-il-pna.aspx">http://www.funzionepubblica.gov.it/comunicazione/notizie/2013/settembre/11092013&#8212;approvato-dalla-civit-il-pna.aspx</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/2015/11/laggiornamento-del-pna-rischio-corruzione-in-sanita/">http://anticorruzione.eu/2015/11/laggiornamento-del-pna-rischio-corruzione-in-sanita/</a></p>
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		<title>Il prezzo della corruzione a Pescara – Intervista a Gabrielli e Cantone</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2015 08:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[Corte dei Conti]]></category>
		<category><![CDATA[Ezio Mauro]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Gabrielli]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia Capitale]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Cantone]]></category>

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		<description><![CDATA[La corruzione come stile di governo è stato il tema caldo dell’evento a Pescara di Repubblica dove gli invitati Giancarlo De Cataldo e Franco Gabrielli, messi a fattor comune per il fatto di aver svolto diversi incarichi e per avere diverse visioni, hanno commentato anche l’indagine di Roma Capitale, amministrazione pubblica e la gestione del giubileo. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La corruzione come stile di governo è stato il tema caldo dell’evento a Pescara di Repubblica dove gli invitati Giancarlo De Cataldo e Franco Gabrielli, messi a fattor comune per il fatto di aver svolto diversi incarichi e per avere diverse visioni, hanno commentato anche l’indagine di Roma Capitale, amministrazione pubblica e la gestione del giubileo.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-4548"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Si inizia dal prefetto Gabrielli il quale spiega che nonostante partecipi a numerose riunioni e municipi non sente mai parlare dell’indagine Mafia Capitale. Afferma che “Sono problemi che mordono le persone e sono antichi. L’ultimo problema risale a 40 anni fa. La situazione è grave anche perché ci si vende per poco”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’onestà della classe politica è centrale per governare perché condizione necessaria; coadiuvata da una conoscenza della città e delle persone che gestiscono i gangli della macchina amministrativa. Questa sarebbe composta da un architrave di 15 dipartimenti, 15 municipi, tutti gli uffici di staff per un totale di 50 mila dipendenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto è esacerbato da un consociativismo perverso tra tutti i soggetti &#8211; parte politica, sindacale, amministrativa  &#8211; che porta a vivere e a svolgere il proprio lavoro non per l’interesse generale, bensì per spartire e accaparrare potere che ha ben poco a che fare con l’obiettivo primario. Ed il giudice De Cataldo poeticamente sintetizza “che schifo &#8211; disse l’indignato &#8211; sputando nella sputiera”.</p>
<p style="text-align: justify;">A tarda mattinata si arriva all’evento <em>clou </em>con l’intervista al Presidente A.N.AC.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intervista a Raffaele Cantone inizia con una domanda del direttore Ezio Mauro sulla stima della corruzione, citata da su quanto aveva affermato la Corte dei Conti. La stima ammonterebbe a 67 miliardi, ovvero la metà di quella europea. Questo fantasma che aleggia in Italia gira da un po’ di anni ma non c’è verso di fermarlo (<span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=2&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0CCgQFjABahUKEwj8-9_V9pfJAhXMCBoKHe3KA5E&amp;url=http%3A%2F%2Fanticorruzione.eu%2F2015%2F02%2F60-miliardi-una-stima-grossolana%2F&amp;usg=AFQjCNE8KppHJXUK8vKaj8t6fvIkmujSUg&amp;sig2=YhUxYDkxNJ6QxDrbWxpKPw&amp;bvm=bv.107467506,d.bGg">qui si spiega il dettaglio</a></span>). Questa stima viene immediatamente smentita dal presidente A.N.AC. perché sbagliata, in quanto troppo semplicistica e non applicabile al caso italiano.</p>
<p style="text-align: justify;">Cantone afferma di credere in un cambio di trend nella situazione italiana per via di alcune situazioni che si stanno muovendo. L’A.N.AC. avendo un’obbligazione di mezzi (ovvero che non risponde di risultati) ha istituito una sezione apposita di collaborazione con la Guardia di finanza ed una vigilanza collaborativa, un Istituto nuovo destinato alle stazioni appaltanti, dove è la stessa A.N.AC. a controllare se una impresa è adatta a partecipare alle gare. Questo lavoro è stato molto apprezzato da tutti: “Abbiamo la fila per farsi controllare. Ci sono molti strafalcioni ma denota la voglia di cambiare” afferma il Presidente dell’Autorità a conferma del fatto che c’è una parte del paese che funziona bene e che non guarda in faccia a nessuno. Sono le Iistituzioni a tenere dritta la schiena del paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo Cantone abbiamo iniziato effettivamente la battaglia contro la mafia quando siamo riusciti a far cambiare la <em>visione</em> delle persone su di essa, ovvero quando questi l’hanno associata ad un male comune. È il <em>cambiamento culturale</em> che fa la differenza. Si deve fare la prevenzione perché altrimenti non si cambia e si permette la c.d. teoria Darwiniana che ha permesso, dopo il 1992, di far sopravvivere i corruttori più flessibili e bravi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’intervista si conclude con l’opinione di Cantone sull’innalzamento del tetto del contante. “Sbagliato innalzare il tetto del contante” afferma. Sarebbe sbagliato non perché vi sia un effetto causale diretto che consente più spazio al pagamento in nero bensì perché interrompe la “stabilità normativa”. Bisogna essere chiari e continui nel trattare il tetto come un simbolo. Facendo come si è fatto, si fa passare l’idea che purché si spenda tutto va bene. Ciò implica che per ragioni di bilancio non si possono cambiare le regole. La politica, in questo senso, dovrebbero essere indirizzata, secondo Cantone “<strong>non alla bassa cucina </strong> <strong>ma a grandi scelte”.</strong></p>
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		<title>GaxoSmithKline</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2015 08:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[GaxoSmithKline]]></category>
		<category><![CDATA[GSK]]></category>
		<category><![CDATA[Vivian Shi]]></category>
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		<description><![CDATA[ GaxoSmithKline (GSK) ha riassunto Vivian Shi, un ex esecutore degli affari governativi cinesi nell’azienda britannica, al centro di una indagine interna come informatore delle accuse del pagamento di mazzette da parte del GSK alle compagnie cinesi. Come raccontato nell&#8217;articolo &#8220;GSK re-hires China government relations executive linked to whistleblower probe&#8221; su Reuters, GSK è stato punito per 489 milioni di dollari [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/02/gsk.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4125" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/02/gsk.jpg" alt="gsk" width="290" height="174" /></a> GaxoSmithKline (GSK) ha riassunto Vivian Shi, un ex esecutore degli affari governativi cinesi nell’azienda britannica, al centro di una indagine interna come informatore delle accuse del pagamento di mazzette da parte del GSK alle compagnie cinesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Come raccontato nell&#8217;articolo &#8220;GSK re-hires China government relations executive linked to whistleblower probe&#8221; su Reuters, GSK è stato punito per 489 milioni di dollari l’anno scorso dopo l’indagine della polizia cinese, riportando che l’azienda abbia pagato dei medici per la prescrizione dei suoi farmaci. L’indagine condotta sottolinea inoltre come in Cina vi sia l’abitudine a velocizzare la conformità nelle aziende. A seguito del  coinvolgimento nell’indagine interna, Shi è stata licenziata dal GSK per avere inviato delle <em>email,</em> che indicavano esplicitamente l’uso di tangenti da parte dell’azienda britannica, all’agenzia del governo cinese ed allo <em>staff senior</em> del GSK. L’investigazione del giugno 2013, richiesta da GSK, non ha provato il coinvolgimento di Shi, che intanto aveva lasciato il suo lavoro nel 2012, quando invece l’indagine è venuta a galla solo nel 2013. Il report sulla fuga delle informazioni è stato effettuato da ChinaWhys, una società si consulenza di <em>risk managment</em> guidata dall’investigatore inglese Peter Humphrey e sua moglie americana Yu Yingzeng, arrestati entrambi in Cina per la raccolta di informazioni private sui cittadini cinesi vendute poi a clienti privati, tra i quali anche GSK.  Dopo che GSK è stato affermato colpevole, la società si è scusata dichirando di aver imparato dai propri errori e che dovrà lavorare duro per riguadagnare la fiducia dei cittadini cinesi. La Cina è il secondo mercato più grande del farmaco e si prevede una spesa di circa 185 miliardi di dollari entro il 2018 secondo le proiezioni di IMS Health.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo &#8220;GSK re-hires China government relations executive linked to whistleblower probe&#8221; su Reuters (3.08.15) al <a href="http://uk.reuters.com/article/2015/08/03/uk-gsk-china-idUKKCN0Q80U720150803" target="_blank">link</a>.</p>
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		<title>LA CINA LANCIA UNA APP ANTICORRUZIONE</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/10/la-cina-lancia-una-app-anticorruzione/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2015 15:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’anticorruzione cinese ha lanciato una nuova app che consentirà ai cittadini di caricare foto o altri elementi che diano evidenza di mala amministrazione o di un uso non corretto di fondi o veicoli societari alla commissione centrale per l’ispezione disciplinare (CCDI) conosciuta meglio come  il “partito anticorruzione”. Questa ha annunciato sul suo sito web (Google chrome [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’anticorruzione cinese ha lanciato una nuova app che consentirà ai cittadini di caricare foto o altri elementi che diano evidenza di mala amministrazione o di un uso non corretto di fondi o veicoli societari alla commissione centrale per l’ispezione disciplinare (CCDI) conosciuta meglio come  il “partito anticorruzione”. Questa ha annunciato sul suo <span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ccdi.gov.cn/xwtt/201506/t20150618_58047.html">sito web</a></span> (Google chrome traduce la pagina) che gli utilizzatori possono denunciare casi di funzionari che ricevono fondi pubblici illegalmente o  che utilizzino in maniera non consona mezzi di trasporto ufficiali, così come il pagamento illegale di indennità e contributi oppure regali illegali ricevuti o inviati.</p>
<p style="text-align: justify;">L’app, che si presenta come una piattaforma semplice, consentirà al pubblico di scrivere messaggi di 432 parole e di aggiungere due allegati (foto o video) per un massimo di 5 MB per ogni messaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il discorso sulle app e sulla denucia anonima su piattaforme web non è così semplice da trattare in materia informatica. Gli esiti dei casi di WikiLeaks e di Snowden sono differenti dal punto di vista delle tecnologie utilizzate. Nel caso di wikileaks si usava una tecnologia web comune e tracciabile mentre nel caso si Snowden è stato fondamentale l’utilizzo di Tor. Quest’ultima è una tecnologia, oramai testata, che consente di non tracciare l’utente che si connette al pc.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza approfondire le singole vicende, la semplice citazione dei casi di Snowden, che può pubblicare foto di se sul divano di casa propria e che riesce a continuare nel suo lavoro, per esempio con il caso dei droni (<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.repubblica.it/esteri/2015/10/15/news/usa_intercept_pubblica_i_drone_papers_anche_civili_tra_le_vittime_degli_attacchi_-125168471/">Repubblica del 15/10/2015</a></span></span>) o di Assange che è  protetto come un rifugiato politico, evidenzia quanto questi siano diversi da quello per esempio di Bradley Manning, il militare che ha passato le informazioni segrete ad Assange, che dovrà scontare 30 anni di prigione per aver “spifferato” informazioni. Tutto ciò a conferma di come i <em>whistleblower </em>siano tutelati in maniera non uniforme.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema delle diverse  tecnologie a disposizione è molto importante quando si ragiona su come proteggere la fonte delle informazioni e l’eventuale diverso portatore delle stesse. Per capire, proviamo a ragionare su due esempi.</p>
<p style="text-align: justify;">In Kenya per incentivare il whistleblowing si è provato ad utilizzare delle cassette come quella nella foto:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/10/kenyesuggbox.jpg"><img class=" size-medium wp-image-4218 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/10/kenyesuggbox-225x300.jpg" alt="kenyesuggbox" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: An Anti-Corruption Suggestion Box’’ in the center of a square in Kenya</p>
<p style="text-align: justify;">È una semplice cassetta, blindata ed adeguatamente opaca per proteggere i documenti che dovessero venirvi inseriti (la c.d. fonte) che però non può tutelare l’identità della persona che dovesse utilizzarla (portatore della fonte). La persona infatti deve recarsi a piedi davanti alla cassetta stessa ed inserire i documenti a mano, esponendosi agli sguardi di chiunque si trovi nelle vicinanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Un secondo esempio è quello del Wall Street Journal, che ha aperto nel 2011 un portale web per le segnalazioni di <em>whistleblowing.</em> Il sito non era stato dotato di adeguata protezione ed era quindi facilmente tracciabile senza SSL ed HTTP sicuro (come evidente dalla foto).  In questo caso non solo non si è protetta la fonte dell’informazione ma neanche l’informazione stessa. Paradossalmente, sotto questo punto di vista, la cassetta Kenyana era molto più sicura.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/10/Wall-Street-Journal-Launches-WikiLeaks-Style-Site.png"><img class=" size-medium wp-image-4220 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/10/Wall-Street-Journal-Launches-WikiLeaks-Style-Site-300x222.png" alt="Wall-Street-Journal-Launches-WikiLeaks-Style-Site" width="300" height="222" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: WSJ’s Safe House, runned on public internet and even without SSL. “Wall Street Journal faces backslash over WikiLeaks rival’’, The Guardian, Friday 6 May 2011</p>
<p style="text-align: justify;">Il sito è stato chiuso nel giro di 24 ore. Questi due sono esempi palesi di ciò che non ci serve per il whistleblowing.</p>
<p style="text-align: justify;">La democrazia può davvero fare affidamento sulla tecnologia? Dipende se si ha quella giusta.</p>
<p style="text-align: justify;">Le tecnologie di Deep Web o Tor hanno permesso di riportare casi di whistleblowing addirittura di Mafia, come riportato da globaleaks.com, un interessante portale per le denunce di whistleblowing. L’utilizzo della app potrebbe essere virale ed avere un significativo impatto. Considerando che il numero di cittadini cinesi ad avere uno smartphone è circa il 34 % della popolazione totale (450 milioni di persone) di cui il 94% lo usa giornalmente per accedere ad internet ed il 35% degli utilizzatori degli smartphones lo usa molte volte per brevi sessioni, il format della app che comprende foto, brevi video e messaggi è azzeccato perché non richiede molto tempo allineandosi alle fasce descritte sopra.</p>
<p style="text-align: justify;">Riferimenti</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ibtimes.com/china-unveils-anti-corruption-app-asks-public-upload-pictures-corrupt-officials-1972563">http://www.ibtimes.com/china-unveils-anti-corruption-app-asks-public-upload-pictures-corrupt-officials-1972563</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2015/10/15/news/usa_intercept_pubblica_i_drone_papers_anche_civili_tra_le_vittime_degli_attacchi_-125168471/">Repubblica del 15/10/2015</a> Usa, un nuovo Snowden svela i segreti dei droni: &#8220;Anche civili tra obiettivi da eliminare&#8221;</p>
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		<title>Anagrafe delle opere pubbliche incomplete</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 05:34:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[appalti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Cartografare il presente]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle maggiori argomentazioni riguardo ai danni che la corruzione apporta al paese è che fa lievitare i costi di ciò che si vuole costruire. Alle volte non permette neanche il completamento dell’opera. In Italia questi casi sono molto frequenti così il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha voluto stilare un &#8220;Anagrafe’’ delle opere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Una delle maggiori argomentazioni riguardo ai danni che la corruzione apporta al paese è che fa lievitare i costi di ciò che si vuole costruire. Alle volte non permette neanche il completamento dell’opera.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia questi casi sono molto frequenti così il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha voluto stilare un &#8220;Anagrafe’’ delle opere pubbliche incomplete. L’idea era quella di coinvolgere le Regioni nell’aiutare il Ministero e le Amministrazioni centrali a capire dove erano i problemi e poi insieme pianificare il da fare. Tutto è partito ufficialmente dal 2011 ma entrato a regime dal 2013. Il 18 Settembre il Ministero ha ricevuto gli ultimi dati  per il 2015 dalla Sicilia, l’ultima Regione mancante all’appello.</p>
<p style="text-align: justify;">Le argomentazioni accennate prima portano a dire che Regioni più corrotte dovrebbero  tendere a non completare le opere che si erano impegnate a costruire, nonostante ricevano dalle Amministrazioni centrali i relativi finanziamenti. Quindi potremmo aspettarci che lì dove il numero di opere incomplete è più alto c’è più corruzione? Il fenomeno corruttivo è multidimensionale e difficile da cogliere quindi forse c’è altro da guardare. Qui si vuole solo descrivere geograficamente la situazione delle opere incomplete alla stregua di un &#8220;cruscotto’’ automobilistico che ci dà l’indicazione della velocità senza aggiungere un vero motivo di spiegazione o di analisi, perché troppo azzardato. In Figura 1 si mostra com’è la situazione italiana dell’anno passato</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/09/jpg1bibliocorruzionecosta.jpg"><img class="aligncenter wp-image-3795 size-full" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/09/jpg1bibliocorruzionecosta.jpg" alt="jpg1bibliocorruzionecosta" width="1245" height="1762" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"> Il Lazio è distinguibile immediatamente per l’intensità del rosso che le viene assegnato. In queste carte più le Regioni sono rosse scuro più è alto il numero di opere incomplete. In più si fornisce il dato di quante queste esse siano. Per il Lazio ne sono 82 nel 2014.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora che i dati del 2015 sono completi, com’è cambiata la situazione italiana?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/09/png2bibliocorruzionecosta.png"><img class="aligncenter wp-image-3797 size-full" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/09/png2bibliocorruzionecosta.png" alt="png2bibliocorruzionecosta" width="1220" height="1790" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">La Sicilia sembra esplodere. Passando da un valore di 67 opere incomplete a 215 il balzo è enorme. Puglia e Calabria salgono ma non allo stesso modo della suddetta Sicilia. Sembra che si guardi sempre lo stesso copione della &#8220;Questione meridionale’’ gramsciana. Il Sud è sempre quello del malaffare e dei lavori mal fatti perché non c’è efficienza. Il Nord è sempre il più virtuoso per motivi di efficienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia l’analisi relativa nel tempo, ovvero se si guarda agli scostamenti tra il 2014 ed il 2015 non si può certamente affermare che ci sia solo un problema meridionale. Nella Figura 3 sono riportati ancora geograficamente gli scostamenti che se assumono valore positivo vuol dire semplicemente che il numero delle opere incompiute è aumentato e se negativo che le opere incomplete sono diminuite. Ancora una volta si colora in rosso scuro l’aumento delle opere pubbliche incomplete (variazione positiva) e di un rosso più chiaro la riduzione delle opere pubbliche incomplete (variazione negativa).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/09/png3bibliocorruzionecosta.png"><img class="aligncenter wp-image-3799 size-full" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/09/png3bibliocorruzionecosta.png" alt="png3bibliocorruzionecosta" width="1253" height="1766" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La Sicilia ancora una volta domina la carta e mostra che in un anno le opere pubbliche incomplete sono salite di 148 unità. È un dato allarmante perché questo vuol dire che sono stati messi in cantiere almeno altrettanti lavori (con i relativi finanziamenti).</p>
<p style="text-align: justify;">Come detto però la questione non è solo meridionale e coinvolge la Lombardia. Ancora non si può dire nulla né sulle 148 unità siciliane né sulle 16 unità lombarde. I dati del ministero non ci dicono nulla sulla dimensione di queste unità né in termini economici né in termini di grandezza della costruzione. Sappiamo solo che data una certa misura di unità di opere pubbliche che il Ministero ha definito tra il 2014 ed il 2015 l’Italia si è spaccata in due tra gli estremi Nord e Sud. Nel mezzo la situazione migliora o rimane sostanzialmente stabile. Sarebbe utile identificare meglio queste opere ma questo è già un bel passo in avanti.</p>
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		<title>Lunedì, Martedì, Mercoledì&#8230;.nero: La corruzione che disturba i mercati finanziari</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2015 12:41:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[controlli]]></category>
		<category><![CDATA[Distorsione dei mercati]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Le Borse cinesi in questi giorni hanno portato a Pechino la repressione contro chi minaccia la «crescita nazionale». Dalle prime svalutazioni competittive per facilitare l&#8217;export la situazione si è compromessa per il fatto che l&#8217;utilizzo della leva del cambio genera negli operatori ed investitori aspettativa futura che il cambio verrà utilizzato ancora (Questo dà la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le Borse cinesi in questi giorni hanno portato a Pechino la repressione contro chi minaccia la «crescita nazionale». Dalle prime svalutazioni competittive per facilitare l&#8217;export la situazione si è compromessa per il fatto che l&#8217;utilizzo della leva del cambio genera negli operatori ed investitori aspettativa futura che il cambio verrà utilizzato ancora (Questo dà la possibilità ad azioni speculative). Così è successo per altre due volte nel giro di pochi giorni, da qui un tracollo a non finire. A una settimana dal Lunedì nero (24/8/2015) &#8211; dove io aggiungerei anche Martedì, Mercoledì e Giovedì (vedi grafico) &#8211; la riapertura dei mercati ha confermato i timori degli investitori riguardo ai c.d. <em>fondamentali </em>dell&#8217;economia cinese che sono oramai stazionari se non anche in calo: calo dell&#8217;export, della produzione industriale, dei consumi interni e prezzo degli immobili e debito pubblico che da due giorni è stato limitato tramite una legge a 2,5 mila miliardi di dollari del 2015.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma questo non è tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad alimentare l&#8217;incertezza globale però ora è l&#8217;inedita risposta delle forze dell&#8217;ordine alla crisi. Le autorità hanno fatto seguire decine di arresti e di confessioni pubbliche nelle ultime settimane. I manager delle più importanti società di brokeraggio sono finiti in carcere ed alti funzionari del governo confidano che l&#8217;imputazione finale potrebbe essere quella di «alto tradimento degli interessi dello Stato» che in Cina vale l&#8217;ergastolo.</p>
<p style="text-align: justify;">I casi ufficiali di «sospetta manipolazione del mercato» sono 22 tra cui Liu Shufan, capo della commissione nazionale di vigilanza sulle contrattazioni (omologo della C.O.N.S.O.B.) accusato di corruzione (www.repubblica.it del 1/9/2015 &#8211; «Pechino arresta trader e blogger &#8220;È tutta colpa vostra&#8221;»). Lo stesso Shufan  ha confessato in diretta tv, raccontando di aver sfruttato notizie riservate per arricchirsi con la compravendita di azioni (<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff00ff;"><a style="color: #ff00ff; text-decoration: underline;" href="http://www.bloomberg.com/news/articles/2015-08-31/confessions-made-by-four-executives-at-citic-xinhua-says">www.bloomberg.com</a></span></span>)</p>
<p style="text-align: justify;">Liu ha anche presumibilmente utilizzato 10 milioni di yuan (circa 1 milione e mezzo di euro) di fondi presi in prestito da un amico per comprare azioni delle società attraverso conti altrui. L&#8217;operazione ha generato un ritorno di 3 milioni di yuan (500 mila euro) in quattro giorni, di cui Liu ha intascato 1 milione di yuan (circa 140 mila euro). Ha utilizzato informazioni privilegiate circa le aziende giuste per fare diversi milioni di yuan di profitti illeciti. (<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #ff00ff;"><a style="color: #ff00ff; text-decoration: underline;" href="http://www.scmp.com/news/china/policies-politics/article/1853996/china-detains-top-citic-securities-officials-inside">ww.scmp.com</a></span></span>).</p>
<h6 style="text-align: center;">Figura:1 variazione percentuale cumulata del valore azionario &#8211; da Lunedì 24 Agosto 2015<span style="line-height: 1.5;">(cliccare per ingrandire)</span></h6>
<p style="text-align: center;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/09/cina1.jpg"><img class=" size-medium wp-image-3585 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/09/cina1-300x172.jpg" alt="cina1" width="300" height="172" /></a>Fonte: Economist</p>
<p style="text-align: justify;">A vedere da come si siano messe le cose è si vero  che l&#8217;economia cinese non stia registrando le sfavillanti performance degli anni precedenti ma tutto ciò che sta accadendo non accade principalmente per questo. Mentre le Borse europee  e Statunitensi hanno avuto un crollo tra Lunedì e Giovedì e poi riassorbito il Venerdì e di ammontare molto più lieve rispetto alla Cina, quest&#8217;ultima ha sempre peggiorato senza prove di rimbalzo. <span style="line-height: 1.5;">Altri fattori e presumibilmente l&#8217;alto numero di arrestati, tra cui corrotti, hanno influenzato molto di più le aspettative degli operatori in negativo. Le istituzioni cinesi con un po&#8217; di prevenzione anticorruzione e con una migliore legislazione sui rapporti tra istituzioni e mercati forse avrebbe mitigato tutto ciò. La situazione fa pensare su cosa può generare una sequenza di eventi del genere, dall&#8217;utilizzo del cambio all&#8217;arresto di corrotti.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Di sicuro a milioni di cinesi basta infilare una mano in tasca per accertare che la frenata del loro reddito non è un&#8217;invenzione.</p>
]]></content:encoded>
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