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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Andrea Turi</title>
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		<title>La Metro C sotto i riflettori dell’Anac, esposto alla Corte dei Conti</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 09:33:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Turi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Appena pochi giorni fa, il 29 giugno 2015 sono state aperte, a Roma, sei nuove stazioni della Metro C, altri 5 chilometri di tunnel per un totale di 18, con un nuovo capolinea: Piazza Lodi. Il 2 luglio 2015 arriva però la denuncia dell’Autorità Nazionale Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, che in documento di [&#8230;]]]></description>
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<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/07/metro-croma.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3315" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/07/metro-croma.jpg" alt="metro-croma" width="300" height="300" /></a>Appena pochi giorni fa, il 29 giugno 2015 sono state aperte, a Roma, sei nuove stazioni della Metro C, altri 5 chilometri di tunnel per un totale di 18, con un nuovo capolinea: Piazza Lodi.<br />
Il 2 luglio 2015 arriva però la denuncia dell’Autorità Nazionale Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, che in documento di 44 pagine inviato alla Corte dei Conti, accende i riflettori sugli sprechi, le anomalie e i ritardi della terza metropolitana di Roma.</p>
<p style="text-align: justify;">Di criticità ne vengono evidenziate diverse. Partendo dal progetto originario che ha subito 45 variazioni “per un incremento di 315,911 milioni euro”, che non esauriscono gli incrementi di costo di un’opera che è passata da 3 miliardi e 47 milioni di euro ai 3 miliardi 739 milioni e 839 mila euro spesi ad oggi e, ad ora, incompiuta.<br />
Viene messo in mora l’operato della stessa stazione appaltante, Roma Metropolitane, giudicato &#8220;non coerente coi principi di trasparenza e di efficienza per aver messo a gara un progetto di tale rilevanza, in carenza di adeguate indagini preventive, per una parte molto estesa del tracciato, senza tener in debito conto i pareri espressi dalla Sovrintendenza archeologica&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Già nove mesi fa Riccardo Magi, consigliere di maggioranza e Presidente di Radicali Italiani, in concerto con l’ingegnere Antonio Tamburrino inviarono un esposto indirizzato proprio a Raffaele Cantone per evidenziare dubbi sui tempi, i costi esorbitanti dell’opera e su “un progetto snaturato sin dall’inizio – afferma Magi commentando l’esposto dell’ANAC &#8211; dalle varianti, dagli abusi, dalle omissioni di vari soggetti, al punto che oggi è un progetto pressoché irrecuperabile.”</p>
<p style="text-align: justify;">Altro punto critico della relazione è la parte riguardante i ritrovamenti archeologici che, a detta dell’Authority Anticorruzione, non possono qualificarsi come cause di forza maggiore, come dichiarato dai contraenti, ma come “circostanze insite nelle attività rimesse al Contraente generale&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Non abbiamo elementi per dire che c&#8217;è corruzione&#8221; conclude Cantone che invita i soggetti coinvolti ad assumere ponderate decisioni riguardo il prosieguo dell’opera, la tratta T2 (Piazza Venezia-Piazzale Clodio) atteso che “allo stato attuale sono ancora concretamente da valutare tempi e costi di esecuzione nonché la stessa possibilità di realizzazione&#8221;.</p>
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		<title>Whisteblowing Roma Capitale: il fischietto arriva in Campidoglio</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/06/whisteblowing-roma-capitale-il-fischietto-arriva-in-campidoglio/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2015 09:05:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Turi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Whistleblowing]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Mafia Capitale]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Sbarca in Campidoglio il fischietto anticorruzione. Dal 17 giugno è attivo sulla home page del sito di Roma Capitale un servizio di whistleblowing riservato ai dipendenti capitolini che va sotto il nome “segnalazione illeciti”. L’iniziativa è dell’assessore alla legalità Alfonso Sabella e permette di denunciare illeciti nel totale anonimato. Per lasciare la propria segnalazione i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/whistle.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2813" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/whistle.jpeg" alt="whistle" width="240" height="180" /></a>Sbarca in Campidoglio il fischietto anticorruzione. Dal 17 giugno è attivo sulla home page del sito di Roma Capitale un servizio di whistleblowing riservato ai dipendenti capitolini che va sotto il nome “segnalazione illeciti”.</p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa è dell’assessore alla legalità Alfonso Sabella e permette di denunciare illeciti nel totale anonimato. Per lasciare la propria segnalazione i dipendenti di Roma Capitale non dovranno far altro che accedere al servizio tramite identificativo e password personali, che non dovrebbero essere tracciabili, e le segnalazioni anonime verranno poi valutate dai vertici dell&#8217;assessorato.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli USA il whistleblowing è ormai una realtà consolidata: dai dati diffusi dall&#8217;ambasciatore statuntense in Italia John R. Philips nel corso di un convegno svolto alla LUISS, da quando è entrato in vigore il False Claime Act nel 1989, il governo americano è riuscito a recuperare circa 55 miliardi, l&#8217;85% delle somme frodate, fino a 6 miliardi di euro l&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia, per coloro che si interessano delle questioni dell’anticorruzione non è una novità sentir parlare di whistleblowing, e recentemente ne avevamo parlato anche noi <a href="http://anticorruzione.eu/2015/06/whistleblowing-senzabarcode-denunciare-la-corruzione-nella-pa/">quì</a> a proposito di una iniziativa sul tema fatta da privati. Il fatto che suscita scalpore e che fa ben sperare è che l’iniziativa venga dal Campidoglio che mai come ora soffre di una crisi di credibilità a causa della ormai ben nota inchiesta Mafia Capitale.</p>
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		<title>La responsabilità dell&#8217;agire pratico come rimedio alla corruzione</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 23:40:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Turi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>

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		<description><![CDATA[Oltre alle leggi che regolano le azioni e disciplinano, qualora siano efficaci, le condotte delle persone, c&#8217;è spazio per l&#8217;agire pratico come argine al dilagare della corruzione? Per rispondere a questa domanda ci può aiutare un filosofo come Roberta De Monticelli, autrice del libro &#8220;La questione morale&#8221;, Milano, 2010, questione oggi più che mai attuale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/questione_morale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2710" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/questione_morale-300x205.jpg" alt="questione_morale" width="300" height="205" /></a>Oltre alle leggi che regolano le azioni e disciplinano, qualora siano efficaci, le condotte delle persone, c&#8217;è spazio per l&#8217;agire pratico come argine al dilagare della corruzione?</p>
<p style="text-align: justify;">Per rispondere a questa domanda ci può aiutare un filosofo come Roberta De Monticelli, autrice del libro &#8220;La questione morale&#8221;, Milano, 2010, questione oggi più che mai attuale proprio per le vicende politico-giudiziarie che stiamo vivendo in questo periodo. La filosofa, riferendosi all&#8217;Italia, fotografa la situazione di una &#8220;corruzione a tutti i livelli della vita economica, civile e politica, la pratica endemica degli scambi di favori, lo sfruttamento di risorse pubbliche a vantaggio di interessi privati, la diffusa mafiosità dei comportamenti. E una sorprendente maggioranza di italiani che approva e nutre questa impresa. &#8211; E quindi la domanda  &#8211; come siamo giunti alla misera situazione nella quale ci troviamo?&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è in Italia una &#8220;questione morale&#8221; perché si è ormai persa la&#8221; bussola morale&#8221; che guida i comportamenti, non ci sono più riferimenti a cui aggrapparsi, e la conseguenza di ciò è nel sempre più diffuso individualismo, soggettivismo, particolarismo degli interessi. Questo è il male antico, secondo l&#8217;autrice che affligge il nostro paese.</p>
<p style="text-align: justify;">La De Monticelli propone però anche una soluzione a questo stato di cose e lo rintraccia, filosoficamente, nella &#8220;fondazione razionale del pensiero pratico&#8221;. La ricerca di un siffatto fondamento esige che ci si interroghi sull&#8217;attuale concezione morale, la stessa che è alla base dell&#8217;agire morale e che prescrive di ri-prendere in mano considerazioni morali attuali, &#8220;disvalori e valori&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è il nocciolo della questione, l&#8217;essenza: se c&#8217;è una &#8220;questione morale&#8221; è perché non ci si fida più del giudizio di valore nei confronti dell&#8217;agire morale, e quindi &#8220;chiedersi se sia possibile una rifondazione razionale del pensiero pratico equivale a chiedersi, infine, se c&#8217;è verità e falsità nel giudizio di valore. Se la conoscenza nelle questioni di valore è possibile»</p>
<p style="text-align: justify;">Al diffuso, pernicioso ed antico scetticismo morale, che è causa di comportamenti corruttivi, più o meno gravi, bisogna «difendere la serietà della nostra esperienza morale», difendere il fatto reale che la nostra esperienza è aperta ai giudizi di verità e falsità, perché questo è l&#8217;unico modo per diventare responsabili del nostro agire morale.</p>
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		<title>Reintrodotto il falso in bilancio, cos&#8217;è cambiato?</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/06/reintrodotto-il-falso-in-bilancio-cose-cambiato/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Jun 2015 06:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Turi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
		<category><![CDATA[falso in bilancio]]></category>
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		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo che nei primi anni 2000 il reato di falso in bilancio era stato depotenziato, con la legge n°69 del 27 maggio 2015 sono state introdotte varie disposizioni sul tema. Sull&#8217;importanza della reintroduzione di questo reato si è già espresso esaurientemente il Professor Luciano Hinna qui. La legge approvata lo scorso 27 maggio è stata [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo che nei primi anni 2000 il reato di falso in bilancio era stato depotenziato, con la legge n°69 del 27 maggio 2015 sono state introdotte varie disposizioni sul tema. Sull&#8217;importanza della reintroduzione di questo reato si è già espresso esaurientemente il Professor Luciano Hinna <a href="http://anticorruzione.eu/2015/02/perche-e-importante-il-falso-in-bilancio-di-luciano-hinna/">qui</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La legge approvata lo scorso 27 maggio è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n°124 del 30 maggio 2015 recante “<strong><em>Disposizioni in materia di delitti contro la pubblica amministrazione, di associazioni di tipo mafioso e di falso in bilancio</em></strong>”.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Il reato di falso in bilancio torna ad essere un reato che può essere contestato a tutte le società e non solo a quelle quotate in borsa. Vengono sostituiti gli articoli 2621 e 2622 del Codice Civile e al contempo vengono introdotti due nuovi articoli: l&#8217;articolo 2621-bis (<em>Fatti di lieve entità</em>) e il 2621-ter (<em>Non punibilità per particolare tenuità</em>).&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Composto di 12 articoli, il provvedimento si suddivide in 2 parti: la prima riguarda, in particolare, i reati contro la Pubblica Amministrazione (Capo I, artt. da 1 a 8); la seconda riguarda i delitti di false comunicazioni sociali (Capo II, artt. da 9 a 12).</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Vengono inasprite le pene per i reati contro la P.A.: in particolare per il peculato (da 4 a 10 anni e 6 mesi), la corruzione propria (da 6 a 10 anni), la corruzione impropria (da 1 a 6 ani), l&#8217;induzione indebita (da 6 a 10 e 6 mesi) e la corruzione in atti giudiziari (da 6 a 12 anni, elevabili fino a 20 nei casi più gravi).&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Nella la seconda parte del provvedimento vengono inasprite le sanzioni amministrative a carico delle società:<br />
a) per il delitto di false comunicazioni sociali previsto dall&#8217;articolo 2621 del Codice Civile, la sanzione pecuniaria è da 200 a 400 quote, mentre in precedenza era da 100 a 150 quote;<br />
b) per il delitto di false comunicazioni sociali dall&#8217;articolo 2621-bis del Codice Civile la sanzione pecuniaria è da 100 a 200 quote, mentre in precedenza non era previsto;<br />
c) per il delitto di false comunicazioni sociali dall&#8217;articolo 2622 del Codice Civile la sanzione pecuniaria è da 400 a 600 quote, mentre in precedenza era previsto da 150 a 330 quote.&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Nella legge 69/2015 non manca una parte relativa allo sconto di pena. Va da un terzo a due terzi della pena da scontare e tale misura è  prevista per il ravvedimento operoso ovvero per coloro che si adoperino efficacemente per evitare ulteriori conseguenze del delitto, assicurino le prove, individuino i colpevoli oppure, ancora, per coloro che collaborino per il sequestro delle somme trasferite illecitamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono previste, invece, pene più gravi anche per i reati di mafia, con la reclusione da 10 a 15 anni per chi partecipa ad un’associazione mafiosa e da 12 a 18 anni per chi si occupa dell’organizzazione o della direzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il falso in bilancio, assieme ad altri provvedimenti, sono a nostro avviso misure forse imperfette, ma importanti, all&#8217;interno di una strategia articolata che piano piano si va formando per aggredire il problema della corruzione in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">fonte: http://www.tuttocamere.it/files/Archivio1/2015_69.pdf</p>
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		<title>Whistleblowing SenzaBarcode, denunciare la corruzione nella PA</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2015 07:29:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Turi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Whistleblowing]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; Che ne sarebbe ora di Mafia Capitale se i dipendenti avessero potuto segnalare le anomalie senza rischiare ritorsioni? Con questa domanda di sottofondo si è svolta a Roma, venerdì 29 maggio, la presentazione dell&#8217;iniziativa &#8220;Whistleblowing SenzaBarcode, denuncia la corruzione&#8221;, un sistema che permette ad ogni cittadino di inviare segnalazioni alla redazione di SenzaBarcode corredate [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/atlanta-whistleblower-lawyers-lg.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-2457" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/atlanta-whistleblower-lawyers-lg-300x200.png" alt="atlanta-whistleblower-lawyers-lg" width="300" height="200" /></a>Che ne sarebbe ora di Mafia Capitale se i dipendenti avessero potuto segnalare le anomalie senza rischiare ritorsioni?</p>
<p style="text-align: justify;">Con questa domanda di sottofondo si è svolta a Roma, venerdì 29 maggio, la presentazione dell&#8217;iniziativa &#8220;Whistleblowing SenzaBarcode, denuncia la corruzione&#8221;, un sistema che permette ad ogni cittadino di inviare segnalazioni alla redazione di <a href="http://www.senzabarcode.it">SenzaBarcode</a> corredate con foto, video e documenti utili alla causa.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla presentazione hanno partecipato Sheyla Bobba, direttore editoriale del blog senzabarcode.it; Emanuele Somma, Centro Studi Hermes per la Trasparenza e i diritti civili digitali; Marco Irace ed Enrico Gallina per Trasparency International; Stefano Giannini, segretario romano SULPL; Serenetta Monti, RSU-USI; Marcello De Vito, capogruppo M5S assemblea capitolina; gli avvocati Emanuele Besi e  Alessandro Gerardi; Diego Sabatinelli coordinatore di Radical Digital Frontiers.</p>
<p style="text-align: justify;">Cosa è il whisteblowing? Nel lessico italiano, ci informa <a href="http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/cosa-indica-come-si-traduce-parola-inglese-w">l&#8217;Accademia della Crusca</a>, non esiste una parola semanticamente equivalente al termine angloamericano. L&#8217;istituto nazionale per la salvaguardia e lo studio della lingua italiana non si limita a dire questo e più  precisamente ci informa che sì &#8220;manca la parola (whistleblowing), ma è innanzitutto il concetto designato a essere poco familiare presso l’opinione pubblica italiana. L’assenza di un traducente adeguato è, in effetti, il riflesso linguistico della mancanza, all’interno del contesto socio-culturale italiano, di un riconoscimento stabile della “cosa” a cui la parola fa riferimento&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Da qui allora bisogna partire. Il whistleblower è quella persona che lavorando all&#8217;interno di una azienda pubblica o privata, si trova ad essere testimone di comportamenti irregolari, illegali o al limite della legalità, e decide di denunciarli per porre fine a quei comportamenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Come è evidente non si tratta <em>solo </em>di comportamenti illegali ma anche, più in generale, di &#8220;mal practice&#8221;, di pratiche e comportamenti che non costituiscono necessariamente reati ma che non corrispondono a ciò che la popolazione si aspetterebbe da una data azienda, che sia essa pubblica o privata.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli USA, afferma Diego Sabatinelli, coordinatore di Radical Digital Frontiers e editore di SenzaBarcode, il sistema di whistleblowing è attivo dal 1986 ed ha permesso di recuperare in 30 anni oltre 55 miliardi di dollari, l&#8217;85% delle somme frodate, e fino a 6 miliardi di euro all&#8217;anno. Nella legislazione italiana, in particolare nella legge 190/2012, esiste un debole e inadeguato riconoscimento della funzione del whistleblower e questo fatto  è da ritenersi  ancora più una mancanza se si pensa che da poche settimane è stato approvato il ddl sull&#8217;anticorruzione a prima firma Pietro Grasso.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli USA, inoltre, chi denuncia casi di mal practice &#8220;rischia&#8221; di guadagnare oltre il 30% delle somme frodate, a patto, ovviamente, che si recuperino tali somme. Questo fattore costituisce un incentivo per il denunciante e un&#8217;arma in più alla lotta contro la corruzione. Segnaliamo che, in Italia, al momento della prima stesura della legge 190/2012 si era pensato ad una premialità in denaro al denunciante di casi di corruzione, addirittura dal 15 al 20% delle somme frodate ma questa parte è scomparsa nel testo approvato dal Parlamento.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; da questa situazione ambigua che si inserisce a gamba tesa l&#8217;iniziativa del sito <a href="http://www.senzabarcode.it">Senzabarcode</a> che utilizzando la piattaforma Globaleaks, software libero a supporto del whistleblowing anonimo, in sinergia col browser TOR, che garantisce all&#8217;utente una navigazione anonima, mette a disposizione una piattaforma chiara ed intuitiva, a disposizione di coloro che intendono segnalare episodi di corruzione nella gestione della cosa pubblica, avendo la possibilità di inviare materiale testuale e multimediale (mp3, .pdf, .jpg), verificare lo stato di avanzamento della segnalazione e anche, eventualmente, di cancellarla.</p>
<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/globaleaks.png"><img class="alignleft wp-image-2458 size-medium" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/globaleaks-300x126.png" alt="globaleaks" width="300" height="126" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La lotta alla corruzione passa anche da qui, non solo dal lato repressivo imposto dalla legge, ma anche e soprattutto dal basso, dalla cultura della legalità, dalla tutela di chi denuncia atti di corruzione e dovrebbe essere premiato perché la corruzione altro non è che un contratto che si instaura tra due parti e si sfalda anche nel momento in cui l&#8217;emergere nella legalità sia più vantaggioso che restare nel &#8220;mondo di mezzo&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonti:<br />
www.SenzaBarcode.it<br />
http://www.radioradicale.it/scheda/443705/radical-digital-frontiers-partecipa-alla-conferenza-di-lancio-su-senzabarcode-del</p>
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		<title>Gli Open data come strumento di lotta alla corruzione: il rapporto Tacod</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/05/gli-open-data-come-strumento-di-lotta-alla-corruzione-il-rapporto-tacod/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2015 08:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Turi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[open data]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Tacod]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 17 aprile ad Oxford sono stati presentati i risultati del rapporto Tacod, una ricerca condotta dall&#8217;Istituto di Ricerca Riscc e da Trasparency International Italia sul ruolo degli open data nella lotta alla corruzione. Finanziato dall&#8217;Unione Europea all&#8217;interno del Prevention and Fight Against Crime Programme 2013, il rapporto Tacod non analizza semplicemente lo stato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo s<img class="alignleft size-medium wp-image-2333" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/05/open-data-key-300x300.jpg" alt="open-data-key" width="300" height="300" />corso 17 aprile ad Oxford sono stati presentati i risultati del rapporto Tacod, una ricerca condotta dall&#8217;Istituto di Ricerca <em>Riscc</em> e da <em>Trasparency International Italia </em> sul ruolo degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dati_aperti">open data</a> nella lotta alla corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Finanziato dall&#8217;Unione Europea all&#8217;interno del <em>Prevention and Fight Against Crime Programme 2013</em>, il rapporto Tacod non analizza semplicemente lo stato dell&#8217;arte degli open data ma il loro potenziale alla lotta alla corruzione in quattro paesi: Italia, Regno Unito, Austria e Spagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Supportato dai dati de <em>Open data Barometer Global Report 2014, </em>viene evidenziato come l&#8217;Italia si posizioni come fanalino di coda rispetto a Regno Unito, Spagna e Austria, non tanto dal punto di vista di una legislazione relativa all&#8217;anticorruzione, dove peggio dell&#8217;Italia si collocano Spagna e Austria, ma soprattutto dal punto di vista dell&#8217;accesso alle informazioni della Pubblica Amministrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo del progetto Tacod, nelle sue varie articolazioni, è quello &#8220;di incrementare le condizioni necessarie per la trasparenza per ridurre la corruzione aumentando la capacità dei destinatari (cittadini, giornalisti, ONG) di usare gli open data a scopo di prevenzione&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Punto di partenza di tale ricerca è il riconoscimento di &#8220;come il processo di digitalizzazione dell&#8217;informazione all&#8217;interno della Pubblica Amministrazione abbia permesso di migliorare l&#8217;efficienza della PA e di facilitare l&#8217;accesso dei cittadini ai servizi pubblici&#8221;. In tale processo il tema della trasparenza si è andato configurando non solo come obiettivo della PA, ma anche e soprattutto come un servizio essenziale per la cittadinanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei modi nei quali si declina il tema della trasparenza è l&#8217;implementazione degli open data da parte della Pubblica Amministrazione e il loro successivo utilizzo da parte del cittadino, considerato che tali dati giocano un ruolo da protagonista nella lotta alla corruzione, dal punto di vista tanto della prevenzione che del contrasto di fenomeni di corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;aspettativa riguardo al ruolo degli open data in chiave anticorruzione è molto alta e bisogna fare i conti con i limiti di questi stessi dati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo limite consiste, secondo il rapporto, nella scarsa volontà politica all&#8217;utilizzo degli open data, responsabilità ascrivibili al mondo della politica poiché il lavoro della Pubblica Amministrazione è deciso da essa. Più che da ragioni tecniche ci troviamo di fronte alla resistenza della classe politica a favorire l&#8217;utilizzo degli open data, probabilmente per paura di un eventuale eccessivo controllo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo limite è dato dal quadro normativo, che risulta in questa materia non armonizzato nei paesi UE, riducendo di fatto la possibilità di eseguire analisi comparate.</p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo e il quarto limite riguarda rispettivamente la qualità degli open data, che è ancora scarsa, e il loro utilizzo, che è di fatto appannaggio di esperti del settore, lasciando fuori il resto della cittadinanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei punti su cui si concentra il rapporto Tacod è relativo all&#8217;azione della <em>Commissione Europea</em>.<br />
Essa nel 2013 ha redatto il suo primo rapporto anticorruzione evidenziando alcuni rischi relativi alla rilevazione dei fenomeni di corruzione, come la petty corruption, cioè la corruzione con piccole tangenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro dato rilevato è la diffusione della corruzione più a livello locale che centrale, con settori a rischio quali quello delle costruzioni, del fisco, della sanità e della finanza. Un altro fenomeno che sfugge ad una sicura rilevazione è la corruzione internazionale e il suo collegamento con la criminalità organizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto della Commissione Europea rileva, inoltre, delle questioni irrisolte che attengono alla sfera anticorruzione: politiche incentrate sulla trasparenza, tutela dei whistleblowers, mappatura delle varie lobbying e controlli sull&#8217;esecuzione degli appalti. Il tema degli open data, rileva il rapporto Tacod, è totalmente assente nel rapporto 2013 della <em>Commissione Europea</em>, denotando in questo modo una miopia che gli autori del Tacod sperano possa essere colmata nel prossimo rapporto della <em>Commissione Europea.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine di questo rapporto si sonda la percezione di quanto il fenomeno della corruzione sia diffuso tra i cittadini. Mentre negli altri paesi europei il 76% degli intervistati dichiara di percepire la corruzione molto o abbastanza diffusamente, l&#8217;Italia si aggiudica il primato arrivando a toccare la soglia del 97% nel percepire endemicamente il fenomeno della corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli open data, allora, rappresentano non sono un&#8217;opportunità, purtroppo finora mancata, per un progresso civile in tema di diritto alla conoscenza, ma anche una importante sfida per accorciare lo spread di sfiducia verso la cosa pubblica, poiché all&#8217;apertura dei dati, di qualità e di facile accessibilità, consegue un aumento della fiducia dei cittadini verso le istituzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">fonte: http://eventipa.formez.it/node/42038</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le cifre della corruzione nel rapporto annuale 2014 della Guardia di Finanza</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Apr 2015 06:43:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Turi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Controlli, audit e compliance]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[appalti pubblici]]></category>
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		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[report anti-corruzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Una fotografia dell&#8217;esistente che non fa ben sperare. Una brutta immagine per l&#8217;Italia. E&#8217; ciò che emerge dal rapporto annuale relativo al 2014 redatto e messo online dalla Guardia di Finanza. I dati parlano chiaro e ci danno un quadro drammatico della realtà: quasi 18.000 persone, di cui 3.700 per reati contro la Pubblica Amministrazione. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/download.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2115" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/download.jpg" alt="download" width="259" height="194" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Una fotografia dell&#8217;esistente che non fa ben sperare. Una brutta immagine per l&#8217;Italia. E&#8217; ciò che emerge dal rapporto annuale relativo al 2014 redatto e messo online dalla Guardia di Finanza.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati parlano chiaro e ci danno un quadro drammatico della realtà: quasi 18.000 persone, di cui 3.700 per reati contro la Pubblica Amministrazione. Danni allo Stato Italiano per 4,1 miliardi di euro nel 2014 tra frodi ai finanziamenti provenienti dal bilancio dell&#8217;Unione Europea e dalle casse nazionali, circa 8.000 evasori totali, 13.000 responsabili di reati fiscali e persino 389 trafficanti di esseri umani.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei capitoli del rapporto è dedicato alla spesa pubblica, la cui azione di monitoraggio da parte degli agenti della Guardia di Finanza è portata avanti in concerto con l&#8217;Autorità Nazionale Anticorruzione e rappresenta &#8220;un importante presidio in chiave anticorruzione&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Varie sono le voci relativi al controllo della spesa pubblica, si va dalle frodi nella richiesta di finanziamenti nazionali ed europei, alle frodi negli appalti pubblici, nella spesa previdenziale, in quella sanitaria, ai reati contro la PA, ai danni erariali allo Stato, e alle prestazioni sociali agevolate e ai ticket sanitari.</p>
<p style="text-align: justify;">Relativamente agli appalti pubblici emerge che un terzo degli appalti controllati e monitorati è stato assegnato illecitamente. Su un valore complessivo di 4,6 miliardi di euro, le somme oggetto di assegnazione irregolare, per l&#8217;appunto, sono state di quasi 1,8 miliardi di euro. Più di duecento gli interventi eseguiti che hanno portato 933 persone ad essere denunciate, di cui 44 arrestate.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altra grande voce di frode riguarda le responsabilità amministrative per danni erariali che vedono, per 2.275 interventi eseguiti, 11.626 persone segnalate e danni erariali per 2,6 miliardi di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli interventi utilizzati dalla fiamme gialle per monitorare la spesa pubblica seguono tre principali direttrici:<br />
&#8211; la prima riguarda l&#8217;esecuzione di indagini di polizia giudiziaria &#8220;con l&#8217;obiettivo non solo di accertare il quadro delle responsabilità, ma anche di limitare e risarcire i danni subiti dalla collettività”;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; la seconda riguarda l&#8217;azione della Corte dei Conti, per &#8220;chiarire eventuali ipotesi di danno erariale in capo a funzionari e dirigenti che hanno gestito denaro pubblico&#8221;;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8211; la terza direttiva è il controllo ai percettori di agevolazioni socio-assistenziali della validità della loro stessa agevolazione, anche nella &#8220;prospettiva di favorire l&#8217;incremento del livello di <em>compliance </em>tra i potenziali destinatari delle misure&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono numeri enormi quelli che emergono dal rapporto 2014 della Guardia di Finanza, fiumi di denaro sottratto al circuito della legalità e che ci da la cifra di quanto ancora bisogna fare per la lotta alla corruzione. Un lavoro prezioso però, ancor di più in tempi in cui la ripresa stenta ad arrivare e dove tutti ci aspettiamo che il peggio passi insieme alla crisi.</p>
<p style="text-align: justify;">fonte: (http://www.gdf.gov.it/repository/ContentManagement/information/P1866931681/Il_Rapporto_Annuale_2014.pdf?download=1)</p>
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		<title>Corruzione e sistemi elettorali: sistema proporzionale e maggioritario a confronto</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Apr 2015 10:17:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Turi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Approvata in seconda lettura la riforma costituzionale, contenente principalmente la riforma del Senato e del titolo V della Costituzione, la Camera dei Deputati si appresta a votare la nuova legge elettorale, il cosiddetto Italicum che, salvo modifiche, sarà approvata definitivamente. Sinteticamente l&#8217;Italicum possiamo definirlo un sistema elettorale misto proporzionale e maggioritario.  Proporzionale perché il numero [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/urna-elettorale.preview.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2043" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/urna-elettorale.preview-283x300.jpg" alt="urna-elettorale.preview" width="283" height="300" /></a>Approvata in seconda lettura la riforma costituzionale, contenente principalmente la riforma del Senato e del titolo V della Costituzione, la Camera dei Deputati si appresta a votare la nuova legge elettorale, il cosiddetto Italicum che, salvo modifiche, sarà approvata definitivamente.</p>
<p style="text-align: justify;">Sinteticamente l&#8217;Italicum possiamo definirlo un sistema elettorale misto proporzionale e maggioritario.  Proporzionale perché il numero dei seggi verrà assegnato proporzionalmente al numero dei voti ricevuti, calcolo che avverrà su base nazionale e perché tornano le preferenze che potranno essere espresse dal secondo in lista in poi, considerato che i capilista rimangono bloccati, ovvero scelti dalle segreterie di partito.</p>
<p style="text-align: justify;">Maggioritario per la presenza di un premio di maggioranza dato alla lista che raggiunge il 40% dei voti al primo turno o, se tale soglia non si raggiungesse, sarà assegnato alla lista che vince il ballottaggio fra le due più votate alla prima tornata elettorale. Un altro elemento tipico dei sistemi maggioritari è la presenza di collegi di dimensioni ridotte rispetto ai sistemi proporzionali e, infatti, vediamo che nella legge elettorale in approvazione vi saranno 100 collegi rispetto ai 27 della legge precedente.</p>
<p style="text-align: justify;">Mostreremo ora quale sia il rapporto che intercorre fra corruzione e sistemi elettorali, confrontando il sistema proporzionale con quello maggioritario, evidenziando i pro e i contro di questi due sistemi elettorali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nesso tra corruzione e sistemi elettorali c’è e non può essere eluso, perché avere una classe dirigente di qualità è un fattore che facilita la lotta alla corruzione. Inoltre la selezione stessa della classe politica dirigente di un paese può avvenire in modo sano o può essere viziata da fenomeni quali il voto di scambio che in Italia, segnaliamo, sconta il fatto di non essere di per sé una fattispecie di reato autonoma.</p>
<p style="text-align: justify;">In letteratura il rapporto fra corruzione e sistemi elettorali è stato studiato, principalmente, attraverso due fattori: l&#8217;ampiezza del distretto elettorale e la formula elettorale.</p>
<p style="text-align: justify;">Relativamente al distretto elettorale, i sistemi maggioritari tendono ad avere collegi di dimensioni ristrette e con l&#8217;aumento del numero dei collegi vi è un aumento delle barriere all&#8217;entrata per i candidati che concorrono al seggio e poca o scarsa rappresentanza delle minoranze. E&#8217; evidente nel caso dei collegi uninominali, in cui viene assegnato un seggio per collegio e, in questo contesto, ciò potrebbe favorire la corruzione perché un politico già noto all&#8217;elettorato e che abbia la maggioranza dei voti potrà difficilmente essere rimosso, favorendo dunque il formarsi di posizioni di rendita.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei sistemi proporzionali con grandi distretti e pluralità di seggi, al contrario del maggioritario, è possibile che vengano eletti anche candidati che ottengono una minoranza di voti. Ciò comporta una competizione più accesa e minori rendite per i candidati in virtù dell&#8217;abbassarsi delle barriere all&#8217;entrata (Myerson, 1993;  Ferejohn, 1986).</p>
<p style="text-align: justify;">Relativamente alla formula elettorale nei sistemi maggioritari gli elettorali votano per un candidato espressione del territorio con cui si crea un legame diretto eletto-elettore. Data questa vicinanza il politico dovrà adottare la massima trasparenza nel suo operato per il rischio di non essere rieletto, quindi per un problema di <em>accountability, </em>ovvero <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Accountability_%28governance%29">&#8220;la valutazione da parte dell&#8217;elettorato, ed eventualmente una sanzione, in merito all&#8217;operato dei politici&#8221;</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Differentemente a quanto accade con i sistemi maggioritari, nei sistemi proporzionali nei quali si vota per una lista di candidati e nei quali c&#8217;è un legame eletto-elettore meno vincolante, l&#8217;incentivo a comportamenti corruttivi è maggiore che nei sistemi maggioritari (Persson e Tabellini, 1999; 2000; 2002).</p>
<p style="text-align: justify;">Sia il sistema elettorale proporzionale che quello maggioritario, quindi, presentano argomenti a favore e a sfavore rispetto al rischio di propiziare fenomeni di corruzione. Al contempo una seria discussione sul tema della legge elettorale, per essere tale, non può prescindere da considerazioni quali la lotta alla corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Riferimenti bibliografici:</p>
<p style="text-align: justify;">Alfano MR, Baraldi AL, Cantabene C. Sistemi elettorali e corruzione: il ruolo della concorrenza politica. Politica Economica, 1: 119-40; 2013</p>
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