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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; vizi</title>
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	<item>
		<title>La figura del fraudster tra mito e realtà</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 15:36:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Clemente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[corruption]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; In Italia un’organizzazione su cinque ha dichiarato di essere stata vittima di frodi economico-finanziarie e ben il 23% di queste frodi ha a che fare con la corruzione o con i suoi derivati. Questo è quanto emerge dall’Edizione 2016 della PwC Economic Crime Survey. Il dato è preoccupante e conferma quanto la corruzione nel [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/04/LupinIIIserieTV116.jpg"><img class="  wp-image-5749 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/04/LupinIIIserieTV116-300x225.jpg" alt="LupinIIIserieTV116" width="303" height="227" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Italia un’organizzazione su cinque ha dichiarato di essere stata vittima di frodi economico-finanziarie e ben il 23% di queste frodi ha a che fare con la corruzione o con i suoi derivati. Questo è quanto emerge dall’Edizione 2016 della <em>PwC Economic Crime Survey</em>.</p>
<p>Il dato è preoccupante e conferma quanto la corruzione nel nostro paese sia dilagante e pervasiva, specialmente se la mettiamo a confronto con gli altri paesi dell’Europa Occidentale che registrano un tasso di frodi dovute alla corruzione del 12%.</p>
<p>Ma chi sono questi <em>fraudster</em>?</p>
<p>Nell’immaginario comune il truffatore è una figura che ha da sempre sollecitato la fantasia collettiva, da Boccaccio fino ai moderni film come <em>Ocean’s Eleven</em>. Saremmo portati a immaginarli come dei moderni Lupin, o dei Diabolik in giacca e cravatta capaci dei piani più astuti e brillanti, figure quasi mitiche, lontane dalla quotidianità dell’azienda, dagli orari e dalle regole.</p>
<p>La realtà è ben diversa e dai dati emerge che nel 43% dei casi il <em>fraudster</em> è un individuo interno all’azienda, apparentemente irreprensibile, un uomo laureato di età compresa tra i 31 e i 40 anni con un’esperienza lavorativa che va dai 3 ai 5 anni; si tratta di un soggetto molto difficile da individuare, un manager di medio livello dalla carriera in ascesa.</p>
<p>Pertanto è molto difficile contrastare questi truffatori, ma fortunatamente sta aumentando la sensibilità delle organizzazioni per questi temi, basti pensare che la partecipazione alla <em>Survey</em> è passata dal 13% del 2014 al 23% del 2016. Numeri a parte si fa sempre più viva l’esigenza di un’etica del lavoro e del rispetto delle leggi capace davvero di isolare i <em>fraudster</em>, quindi traducendo quanto detto nella pratica aziendale significa che c’è ancora molto da fare, per esempio bisogna diffondere sempre di più azioni come il <em>Whistleblowing</em>, la “soffiata” interna, capace di rompere sistemi collaudati che prosperano sul non detto e su un’omertà diffusa.</p>
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		<title>Età Vittoriana e immaginario di corruzione.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2015 18:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[vizi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel mondo britannico alla fine dell’Ottocento, nel declino della c.d. Età Vittoriana, molti autori mostrano una fervida vocazione per la denuncia sociale, in un periodo di difficile trasformazione e caratterizzato dalla grande povertà che l’industrializzazione aveva portato nei ceti più deboli. Tra questi vi è Anthony Trollope, figlio di un avvocato, che scrive, con successo, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Nel mondo britannico alla fine dell’Ottocento, nel declino della c.d. Età Vittoriana, molti autori mostrano una fervida vocazione per la denuncia sociale, in un periodo di difficile trasformazione e caratterizzato dalla grande povertà che l’industrializzazione aveva portato nei ceti più deboli.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra questi vi è Anthony Trollope, figlio di un avvocato, che scrive, con successo, sulla società vittoriana e sui suoi vizi nel libro <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000080;"><a style="color: #000080;" href="http://www.anthonytrollope.com/books/palliser_series/phineas_finn/"><em>Phineas Finn</em></a></span></span>, nome del protagonista del libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo mette in scena un giovane ambizioso che diventa parlamentare conquistando facilmente i favori del proprio collegio in cui: «i residenti erano così lontani dal modo reale e così disinformati del ben di Dio che il mondo li offre, da non saper nulla della corruzione».</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che ha scritto Trollope nel suo libro è puramente immaginato e riporta una storia attinente atti di corruzione del 1860. Il caso vuole che quando egli stesso si candidò al Parlamento fu superato dall’avversario conservatore, capace di soddisfare un collegio dove le classi lavoratrici giudicavano la prerogativa del voto solo come un mezzo per ottenere denaro, vivendo in un certo senso ciò che aveva pensato nel suo libro.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa esperienza è raccontata nei libri <span style="text-decoration: underline; color: #000080;"><a style="color: #000080;" href="http://www.anthonytrollope.com/books/palliser_series/prime_minister_the_/"><em>The Prime Minister</em></a></span> ed in <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #000080;"><a style="color: #000080;" href="http://www.anthonytrollope.com/books/palliser_series/duke_s_children_the_/"><em>The Duke’s Children</em></a></span></span>. In questi viene descritto l’immaginario collettivo di una cittadina, Silverbridge, dove i candidati sono obbligati a pagare 500 sterline (£) ai procuratori locali ed i voti dei cittadini sono comprabili dal miglior offerente.</p>
<p style="text-align: justify;">Penso sia importante riportare questo semplice esercizio mentale di immaginazione, dove si dà per giusta consuetudine pagare ai procuratori o alle istituzioni somme di denaro solamente per partecipare alle elezioni, perché – ahimé &#8211; alle volte ciò non è molto diverso dalla realtà che si scopre dai fatti riportati dai giornali.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Le leggi anticorruzione più severe serviranno?</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/06/le-leggi-anticorruzione-piu-severe-serviranno-2/</link>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2015 12:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[leggi anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Stato]]></category>
		<category><![CDATA[vizi]]></category>

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		<description><![CDATA[Per combattere la corruzione, le leggi e la minaccia delle sanzioni rappresentano l’unica alternativa? L’etica e il cosiddetto capitale sociale forniscono una risposta. A tal proposito mi ha colpito una frase del libro del 1993 di Robert Putman, La tradizione civica nelle regioni italiane: «Più un comune, una regione o un’area sono civili o legati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/map.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2527" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/map-300x212.jpg" alt="map" width="300" height="212" /></a>Per combattere la corruzione, le leggi e la minaccia delle sanzioni rappresentano l’unica alternativa? L’etica e il cosiddetto capitale sociale forniscono una risposta. A tal proposito mi ha colpito una frase del libro del 1993 di Robert Putman, <em>La tradizione civica nelle regioni italiane</em>: «Più un comune, una regione o un’area sono civili o legati a tradizioni democratiche più si produce ricchezza». E dovremmo interpretare il ruolo dello Stato sotto questa luce: una comunità di cittadini, una cosa pubblica, e non un soggetto terzo estraneo e ostile. Le leggi, le buone leggi, sicuramente giocano un ruolo importante, ma non certo esclusivo.</p>
<p style="text-align: justify;"> Esse, del resto, dipendono da un’abitudine affermata nel tempo e consolidata nei costumi.  Per questo motivo con le leggi si può far poco, perché derivano dal modo di comportarsi di una comunità. <a href="http://it.wikiquote.org/wiki/Publio_Cornelio_Tacito">Publio Cornelio Tacito</a> scrisse che «In uno stato totalmente corrotto si fanno leggi a non finire». Tutte queste leggi alla fine imbrigliano chi vuole fare le cose a modo e creano spazi per chi sa – e può- infrangerle. E del resto la maggior parte delle relazioni sociali <em>non</em> sono regolate da leggi, contratti o altra fonte legale. Ecco allora che per combattere la corruzione è necessario il coinvolgimento di tutti, e ritenere, da parte della società civile, che il problema stia soltanto nella qualità delle leggi, equivale a lavarsi le mani di una propria responsabilità.</p>
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		<title>La giovane America a braccetto con il crimine e la corruzione.</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jun 2015 09:28:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[vizi]]></category>

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		<description><![CDATA[A partire dalla metà dell’Ottocento, l’ascesa del continente americano e della sua impresa del crimine vanno a braccetto: l’America doveva ancora conoscere sia gli enormi problemi legati al tentativo d’integrazione di una smisurata e continua ondata migratoria, sia gli anni successivi del gangsterismo e della mafia italoamericana. William Riley Burnett, autore del Piccolo Cesare descrisse [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/usa.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2441" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/usa.jpg" alt="usa" width="300" height="168" /></a>A partire dalla metà dell’Ottocento, l’ascesa del continente americano e della sua impresa del crimine vanno a braccetto: l’America doveva ancora conoscere sia gli enormi problemi legati al tentativo d’integrazione di una smisurata e continua ondata migratoria, sia gli anni successivi del gangsterismo e della mafia italoamericana. William Riley Burnett, autore del <em>Piccolo Cesare</em> descrisse la Chicago degli anni Trenta: «La corruzione regnava dappertutto! I gangster si sparavano a vicenda per tutta la città». Corruzione che si ritrova sullo sfondo e che dà sostanza a infiniti copioni hollywoodiani e di una altrettanta sconfinata letteratura che dagli inizi del Novecento ha raccontato il Paese da una costa all’altra. Dalla corrotta polizia di <em>Serpico</em> alle trame mafiose del <em>Padrino</em> di Mario Puzo. Dalle parole dello scrittore Hans Magnus Enzensberger, in <em>Politica e Crimine</em> del 1998, si ha una descrizione dei luoghi e delle persone immischiate in questi affari che passano sulle strade di Chicago su Cadillac nere e blindate, con criminali che offrono  banchetti in onore dell’amministrazione comunale.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il grande Gatsby</em>, nato dalla mano di Francis Scott Fitzgerald, riassume nella propria figura un’intera generazione di americani restia a riconoscere l’origine della propria ricchezza. A trentadue anni Jay Gatsby è un misterioso ed elegante milionario con una casa favolosa, animata da feste goliardiche. Ma a diciassette anni era James Gatsby, figlio di un povero contadino senza risorse nella provincia americana. Sotto la corrotta partita che deve giocare, vive ancora in lui l’innocenza del sogno. Tale sogno però fù raccolto dall’America intera, in cui il crimine e la corruzione non hanno frenato il sogno di crescita del paese.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>La corruzione dei costumi</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/04/la-corruzione-dei-costumi/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2015 06:09:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carlotta Moiso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
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		<category><![CDATA[storia]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando si parla di corruzione si possono intendere tante cose diverse. Corruzione è sicuramente pagare mazzette per ricevere qualcosa, fare favori per ricevere favori, eccetera. Ma la corruzione è anche quella dei costumi, della morale. Quando si perde la via della saggezza, dell’etica e della moralità, si smarrisce la bussola della correttezza e dell’integrità necessaria [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/Sallustio_De_Catilinae_coniuratione_miniatura.gif"><img class="size-medium wp-image-2149 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/Sallustio_De_Catilinae_coniuratione_miniatura-219x300.gif" alt="Sallustio_De_Catilinae_coniuratione_miniatura" width="219" height="300" /></a>Quando si parla di corruzione si possono intendere tante cose diverse. Corruzione è sicuramente pagare mazzette per ricevere qualcosa, fare favori per ricevere favori, eccetera. Ma la corruzione è anche quella dei costumi, della morale. Quando si perde la via della saggezza, dell’etica e della moralità, si smarrisce la bussola della correttezza e dell’integrità necessaria per condurre una vita sociale onesta.</p>
<p style="text-align: justify;">La letteratura è ricca di esempi di smarrimento della bussola, uno fra tutti il ritratto a tinte fosche fatto da Caio Sallustio Crispo nel “<em>Bellum Catilinae</em>” della Roma del primo secolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sallustio, nella sua prima monografia (ma anche nella seconda, il <em>Bellum Iugurthinum</em>) esprime un’aspra critica alla classe dirigente dell’epoca, responsabile in prima linea della degenerazione morale. Troviamo quindi un’esplicita condanna dei <em>corrupti mores</em> della classe nobiliare, di quei <em>pauci potentes</em> abbagliati da strapotere e ricchezze che opprimono la misera ed indebitata plebe.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo lo storico, la crisi dell’ultimo secolo della repubblica è conseguenza della crisi dei valori morali come la degenerazione dei costumi, la corruzione, l’avidità e la ricchezza sfrenata.</p>
<p style="text-align: justify;">Sallustio stesso all’attività storiografica affiancò il diretto impegno politico, intraprendendo il <em>cursus honorum</em>, ed egli, nell’opera che stiamo trattando, ci confida le tentazioni (di grande attualità) a cui è sottoposto un politico:</p>
<p style="text-align: right;"><em>“Quando ero giovane, come molti, la passione politica mi spinse alla vita pubblica ma molte cose mi andarono di traverso. Tra i politici, infatti, non trovai senso d’onore ma impudenza, non probità ma corruzione, non rettitudine ma avidità; e sebbene l’animo mio, inesperto del male, rifuggisse da quelle pratiche riprovevoli, pure l’età acerba fu travolta dall’ambizione e rimasi invischiato in quell’ambiente corrotto. Mi tenevo lontano dal malcostume imperante, ma la smania di salire mi esponeva come gli altri alla maldicenza e al malanimo.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">In questo contesto di immoralità e decadenza spicca la figura di Catilina, che emerge, dal ritratto che l’autore ne fa, come un terrorista <em>ante litteram</em> che cerca con ogni mezzo di raggiungere il potere.</p>
<p style="text-align: right;"><em>“Lo spingeva inoltre su questa china la corruzione della città, nella quale imperavano due vizi diversi ma parimenti funesti, lusso e cupidigia.”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sallustio prosegue poi con un excursus, di cui nuovamente ci colpisce l’attualità, in cui ci narra la progressiva decadenza della <em>civitas</em>¸ mettendoci in guardia dalle insidie morali che il potere comporta:</p>
<p style="text-align: right;"><em>“Ma quando la città aumentò di uomini e di territori e si affinò nei costumi, sì che parve aver raggiunto un certo livello di prosperità e di potenza, come avviene a questo mondo, l’opulenza fu foriera d’invidia… […] La sete di denaro e di potere aumentò e con essa, si può dire, divamparono tutti i mali. Fu la cupidigia a spazzar via la buona fede, la rettitudine e tutte le norme del vivere onesto, indusse gli uomini all’arroganza, alla crudeltà, alla negligenza degli dèi, alla convinzione che non c’è cosa che non sia in vendita.”</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>“La prosperità corrompe persino l’animo del saggio”</em></p>
<p style="text-align: justify;">Concludendo, come dice il Prof. Avv. Vincenzo Musacchio: “Oggi per noi Sallustio rappresenta una fonte di enorme valore su un periodo della storia romana particolarmente fosco e confuso, e la forza della sua verve polemica, la potenza delle sue convinzioni morali, riescono ad affascinarci e, soprattutto, a farci riflettere ancora oggi”.</p>
<p>Fonti:</p>
<ul>
<li>Alosi, E. Malaspina, <em>Sallustio Cicerone, gli anni di piombo a Roma</em>, Petrini, 2008</li>
<li>Sallustio, <em>Congiura Di Catilina</em>, Bur – Rizzoli, Classici Del Pensiero Libero, 2012</li>
<li>Vincenzo Musacchio, <em>PREVENZIONE E REPRESSIONE NELLA LOTTA ALLA CORRUZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE</em>, Gazzetta Amministrativa, 2012</li>
</ul>
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		<title>Quando il gioco diventa pulito.</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/01/quando-il-gioco-diventa-pulito/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2015 07:42:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
		<category><![CDATA[esperimenti]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[vizi]]></category>

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		<description><![CDATA[il singolare binomio compro oro/gioco alle slot machine, sembra abbia avuto un peso significativo nell’incremento dell&#8217;export di oro. L’idillio sembra essere durato poco, oggi assistiamo ad un fenomeno in controtendenza, un pò perché sta passando la moda, ed un pò perché oramai di oro alle famiglie in difficoltà ne è rimasto ben poco (vedi). Eppure, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/01/16g.pdf" target="_blank"><img class="wp-image-1180" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/12/pdf-300x200.png" alt="pdf" width="56" height="37" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">il singolare binomio compro oro/gioco alle slot machine, sembra abbia avuto un peso significativo nell’incremento dell&#8217;export di oro. L’idillio sembra essere durato poco, oggi assistiamo ad un fenomeno in controtendenza, un pò perché sta passando la moda, ed un pò perché oramai di oro alle famiglie in difficoltà ne è rimasto ben poco (<a href="http://amato.blogautore.repubblica.it/2014/12/10/5671/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff; text-decoration: underline;">vedi</span></span></a>).</p>
<p>Eppure, a differenza dell’oro, c’è da scommettere che il business del gioco d’azzardo non tramonterà facilmente. A conferma di ciò sono le varie iniziative <em>slotmob</em> indirizzate a far capire che il gioco d’azzardo può far male. Tuttavia, non tutti i giochi sono dannosi. Alcuni, come le lotterie sulle vendite abbinate allo scontrino fiscale, possono giocare a favore di tutti, come dimostrato in Taiwan dove hanno introdotto la lotteria sulle vendite fin dal 1951 senza alcun ripensamento.</p>
<p>In Taiwan gli importi erogati per le vincite vanno da 7 dollari a 333 mila dollari. La Cina, imitando Taiwan, ha introdotto questo tipo di lotteria dal 1998. Puerto Rico e il comune di San Paolo in Brasile, sono altri esempi di governi che utilizzano questo tipo azione per aumentare le entrate fiscali.</p>
<p>La logica del gioco abbinato allo scontrino non è quello di obbligare  bensì di incentivare il cliente a pretendere lo scontrino, che lo vorrà per provare la fortuna.Con la finalità di garantire che vi sia sempre una vincita in Taiwan, per disposizione di legge, il 3% di tutte le imposte riscosse verranno restituite ai contribuenti attraverso le lotterie.</p>
<p>Anche i venditori saranno portati ad adeguarsi non per obbligo ma per incentivo per il semplice fatto che il cliente ha sempre ragione e andrà accontentato per non perderlo.</p>
<p>Secondo Wan (2009) in uno esperimento sulle lotterie in «A solution to tax evasion » se il governo dà un premio al consumatore (come, ad esempio, rilasciare un biglietto della lotteria), questo in maniera completamente volontaria sarà portato a dichiarare l&#8217;imposta, cosicché il venditore sarà costretto a non evadere.</p>
<p>Nell’esperimento in questione, <em>Lottery Receipt Experiment</em><em>,</em> in Cina non solo incrementa l’entrata delle tasse ma mitiga l’asimmetria informativa tra governo e contribuenti. Le tasse sulle attività guadagnate sono significative (più del 17%, e dunque se il prodotto Cinese è di 7 trilioni di dollari l&#8217;aumento sarà di 1,2 trilioni di dollari ogni anno) e i tassi di crescita reali delle tasse sulle attività sono significative (più del 21%) nelle aree sperimentate.</p>
<p style="text-align: justify;">Sistemi di lotteria collegati alle vendite, come visto, sembrano essere strumenti efficaci alla lotta contro l’evasione, ma in Italia ancora oggi se ne parla troppo poco.</p>
<h2 style="text-align: justify;"><strong>Riferimenti bibliografici</strong></h2>
<ol>
<li style="text-align: justify;">Junmin Wan. A solution to tax evasion. Center for Advanced Economic Study Fukuoka University,Working Paper WP-2009-09, 2009.</li>
<li style="text-align: justify;"> Junmin Wan. The incentive to declare taxes and tax revenue: the lottery receipt experiment in china. Review of Development Economics, 14(3):611-624, 2010.
<p class="hide-if-no-js">
</li>
</ol>
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		<title>Costumi e corruzione dell&#8217;anima</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2014 15:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michela Cignarella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[costituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[costumi]]></category>
		<category><![CDATA[degenerazione]]></category>
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		<description><![CDATA[La corruzione è la patologia più antica che conosca la società. Nel IV secolo a. C. Platone, in una delle sue maggiori opere La Repubblica, effettua una distinzione tra un oro incorruttibile, quello della conoscenza e del valore morale, e un oro che contamina,  quello della proprietà e dei beni materiali.   Dopo aver delineato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/12/1024px-Akropolis_by_Leo_von_Klenze.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-879" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/12/1024px-Akropolis_by_Leo_von_Klenze-300x205.jpg" alt="1024px-Akropolis_by_Leo_von_Klenze" width="300" height="205" /></a><strong>La corruzione è la patologia più antica che conosca la società. Nel IV secolo a. C. Platone, in una delle sue maggiori opere <em>La Repubblica</em>, effettua una distinzione tra un oro incorruttibile, quello della conoscenza e del valore morale, e un oro che contamina,  quello della proprietà e dei beni materiali.  </strong></p>
<p style="text-align: justify">Dopo aver delineato le caratteristiche della Polis giusta, il filosofo greco affronta le sue degradazioni. In particolare, analizza quattro forme di governo (Timocrazia, Oligarchia, Democrazia, e Tirannia), ognuno la degenerazione dell&#8217;altra come conseguenza della corruzione dei desideri degli esseri umani influenzati da voglie e vizi vari. Ogni costituzione viene così esaminata in parallelo alla mutazione individuale.<br />
Partendo dalla prima (gr. <em>Timé</em> (Τιμή) ‘onore’; “governo dell’onore”), il tipo di uomo che corrisponde alla timocrazia è ambizioso e superbo.  Infatti tale costituzione, a sua volta, rappresenta la degenerazione della forma ideale di governo che è secondo Platone l’aristocrazia (“governo dei migliori”) – qualcosa di totalmente diverso rispetto a ciò che il termine oggi significa- .</p>
<p><em>“- Se dunque in uno stato si onorano la ricchezza e i ricchi, più si spregiano la virtù e gli onesti.</em><br />
<em>– E’ chiaro.</em><br />
<em>– Ebbene, ciò che sempre si onora viene coltivato, ciò che si sprezza, trascurato.</em><br />
<em>– E’ così.</em><br />
<em>– Quindi, anziché uomini ambiziosi di affermarsi e di ricevere onori, finiscono col diventare affaristi e avari; e colmano di lodi, ammirano e portano alle cariche pubbliche il ricco, mentre sprezzano il povero.”</em><br />
(Libro VIII, 551a)</p>
<p style="text-align: justify">La transazione dalla timocrazia alla oligarchia (gr. <em>oligoi </em>‘pochi’ e <em>archè</em> ‘potere’, ‘comando’ ; “governo di pochi”) è caratterizzato dal dilagare dei vizi e della corruzione dei costumi: alla base vi è il deterioramento dell&#8217;istruzione, la cattiva amministrazione e la non buona cura dei genitori.<br />
Per Platone la <em>padeia</em> (educazione) e <em>politeia</em> (“governare” ed “essere governati”) non possono essere separati, la prima è la base per la politica e l’armonia individuale, è la virtù della saggezza e della giustizia.</p>
<p style="text-align: justify"><em>“- Quanto più sono tesi ad accumulare denaro o quanto più lo onorano, di tanto viene meno il rispetto per la virtù. O non è forse vero che fra tutte le virtù e la ricchezza corre questa differenza che, poste ciascuna su due piatti della bilancia, l’una tira sempre in senso opposto all’altra?”</em> (Libro VII, 550e)</p>
<p style="text-align: justify">Accumulando beni personali e ricchezze, l’uomo oligarchico viene dipinto con passioni come il clientelismo e la tendenza ad abusare degli altri, soprattutto dei più deboli. Non vi sono ostacoli all&#8217;indebitamento e all&#8217;impoverimento dei cittadini e ciò conduce ad ad un rovesciamento del governo di pochi con una rivoluzione da parte del popolo e la nascia della democrazia (gr. <em>dēmokratía,</em> comp. di <em>dêmos</em> ‘popolo’ e del tema di <em>kratéō</em> ‘potere’; “governo del popolo).<br />
In oltre, per il filosofo la giustizia è anche attendere al proprio compito, un atteggiamento contrario apre le porte all’ultima, nonché peggiore, forma di governo. Il passaggio dalla democrazia alla tirannide, sfocia a causa della libertà senza autocontrollo e senza educazione. Il demos è esposto a manipolazioni demagogiche e volendo proteggere le proprie sostanze si appella ad un capo che riesce a chiamare l’attenzione collettiva; quest’ultimo, assetato di potere, affermerà il suo ruolo sopprimendo la sua concorrenza nemica, eliminerà i cittadini migliori e manipolerà l’opinione pubblica.</p>
<p style="text-align: justify">Dal punto di vista psicologico e sociologico, si può rilevare che vi è uno stretto legame tra Uomo e Città: la qualità politica di uno Sato è determinato dalla maturità dei suoi cittadini, e una certa forma di governo dà origine, con la sua educazione, la sua ideologia, la sua propaganda a un tipo corrispondente di carattere umano. Forse questa relazione oggi giorno non ci è così chiara e diretta dato l’abisso che separa l’individuo dalla comunità civile e pubblica di cui fa parte?</p>
<p style="text-align: justify"><em>“- Non sai, feci io, che anche di temperamenti umani ci sono per forza tante specie quante ce ne sono di costituzioni? Credi forse che le costituzioni nascano da una quercia o da una roccia, anziché dai caratteri dei cittadini, caratteri che, come pesi, trascinano dalla loro parte il resto?</em><br />
<em>&#8211; Anch&#8217;io, rispose, credo che non possano nascere se non di qui.</em><em>”</em><br />
(Libro VIII, 544e)</p>
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