




<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; traffici illegali</title>
	<atom:link href="http://anticorruzione.eu/tag/traffici-illegali/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://anticorruzione.eu</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 25 Mar 2025 11:58:25 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Marijuana legale in Italia: il dibattito è aperto</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/05/marijuana-legale-in-italia-il-dibattito-e-aperto/</link>
		<comments>http://anticorruzione.eu/2015/05/marijuana-legale-in-italia-il-dibattito-e-aperto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 May 2015 08:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[cannabis]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[traffici illegali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://anticorruzione.eu/?p=2418</guid>
		<description><![CDATA[Torino ha fatto da apripista, Genova ha chiuso la fila delle città che hanno aderito al movimento antiproibizionista: molti comuni stanno dicendo sì alla liberalizzazione della marijuana. All&#8217;inizio del 2014 il Comune guidato da Piero Fassino ha approvato un ordine del giorno in cui s&#8217;invitava il Parlamento a legalizzare l&#8217;erba. Appena due mesi dopo, anche [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Torino ha fatto da apripista, Genova ha chiuso la fila delle città che hanno aderito al movimento antiproibizionista: molti comuni stanno dicendo sì alla liberalizzazione della marijuana.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;inizio del 2014 il Comune guidato da Piero Fassino ha approvato un ordine del giorno in cui s&#8217;invitava il Parlamento a legalizzare l&#8217;erba. Appena due mesi dopo, anche Roma si è mossa nella stessa direzione, mentre a Milano, in alcuni dei nove consigli di zona è stata avallata un&#8217;altra mozione per la depenalizzazione della cannabis. Dopo questi esempi anche l&#8217;assessora alla sicurezza di Bologna, Nadia Monti, si è dichiarata favorevole alla legalizzazione.<br />
A Marzo, in concomitanza con la nascita del gruppo parlamentare bipartisan di sessanta deputati, il sottosegretario agli esteri Benedetto Della Vedova, ha raccolto l&#8217;adesione di un cospicuo numero tra senatori e deputati per la costituzione di un Gruppo interparlamentare con il fine di portare avanti una proposta di legge per la legalizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attività del gruppo è caratterizzata da un approccio pragmatico, ispirato a una rigorosa analisi costi/benefici, chiarendo che una proposta come questa non sia di carattere ideologico, e che non c&#8217;è un giudizio di valore positivo su questo consumo, ma è necessaria per portare nell&#8217;ambito della legalità e del controllo il consumo di marijuana. Anche Genova sta prendendo provvedimenti: il consiglio comunale ha promosso in maggioranza una delibera che impegnerà il sindaco, Marco Doria (Sel), ad attivarsi affinché il Parlamento ne legalizzi la produzione e la distribuzione.</p>
<p style="text-align: justify;">In questi giorni si parla di legalizzare l&#8217;erba anche a Rho, uno dei principali scenari dell&#8217;Expo, mentre il candidato a sindaco di Marsala, Pietro Milone ne ha fatto uno dei punti del suo programma, nonostante non rientri nei suoi poteri di primo cittadino.<br />
L&#8217;Italia era uno dei pochi paesi occidentali dove una legge del 2006, voluta da Fini e Giovanardi, equiparava l&#8217;hashish e la marijuana a cocaina ed eroina, e la detenzione allo spaccio. La Corte Costituzionale ha bocciato questa Legge nel 2014, facendo rivivere la Iervolino-Vassalli come modificata nel referendum del 1993, che prevede pene più basse per la detenzione di droghe leggere. Il criterio che ha fatto proporre la depenalizzazione non corrisponde a una legalizzazione tout-court, ma a un tentativo concreto di eliminare il carcere per fatti di lieve entità. La decisione della consulta ha avuto già effetto su migliaia di detenuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito è ripartito dopo che, nel 2014, in molti paesi si è deciso di depenalizzare totalmente la cannabis. In Uruguay, ad esempio, l&#8217;uso legalizzato di canne è realtà dallo scorso Novembre. Due mesi fa, il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge che permetterà al Governo guidato da Josè Mujica di coltivare e vendere direttamente la marijuana a circa un dollaro al grammo. Obiettivo primario: creare un mercato legale e controllato per sconfiggere i cartelli narcotrafficanti del Paraguay, massimi esportatori di marijuana del Sud America.<br />
Molti considerano la decisione di Montevideo una vera e propria rivoluzione: altre nazioni stanno guardando con interesse l&#8217;esperimento voluto dal presidente ex guerrigliero. L&#8217;ideologia proibizionista è in crisi da tempo, e in occidente si è aperto un dibattito per proporre delle politiche che sconfiggano i traffici. Con i recenti numeri dei sequestri di droga è divenuto fondamentale sperimentare modelli alternativi di legalizzazione, per sconfiggere i traffici illegali, senza tralasciare la salute dei consumatori.</p>
<p style="text-align: justify;">In Italia secondo il “Rapporto Nazionale sulla Condizione dell&#8217;Infanzia e dell&#8217;Adolescenza”, presentato da Eurispes e Telefono Azzurro, il 20,8% dei ragazzi ammette di fumare marijuana, contro un&#8217;ampia fascia di ragazzi che non ha mai avuto esperienze di questo tipo (79,2%). I fumatori sono soprattutto di sesso maschile, e tra questi il 46,2% si potrebbe definire “fumatore occasionale”, dal momento che ammette di consumare erba circa una o due volte l&#8217;anno. Il 21,7% afferma di fumare una volta al mese, mentre il 12,2% degli intervistati consuma marijuana almeno una volta a settimana. Il 10,8% ha ammesso di essere un consumatore abituale, facendone uso più volte al giorno. L&#8217;abitudine all&#8217;uso di queste sostanze appare maggiormente evidente tra i ragazzi che hanno un&#8217;età compresa fra i 12 e i 15 anni.<br />
Per approfondire, è stato chiesto di esprimere un&#8217;opinione personale sull&#8217;argomento: il 36% dice di non essere attratto da questa esperienza che, nel 27,3% dei casi, viene considerata un comportamento sbagliato e pericoloso.<br />
I ragazzi intervistati ad ogni modo, sembrano avere una buona conoscenza riguardo le conseguenze che l&#8217;uso di droghe leggere può comportare: danni neurologici, compromissione della capacità d&#8217;attenzione mentre si guida, effetti dannosi sulla capacità di memoria e concentrazione. Buona parte ritiene che le canne possano essere considerate, a tutti gli effetti, delle sostanze psicotrope che producono dipendenza e siano capaci di rendere il carattere più irritabile. Su valori percentuali più contenuti si trova chi ritiene che fumare erba aiuti a rilassarsi e alleggerisca lo stress.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultima relazione della Direzione centrale servizi antidroga afferma che in Italia il numero di piante sequestrate sta aumentando di anno in anno: un dato allarmante, che ci mette ai primi posti tra i produttori mondiali. Mafia, camorra, sacra corona unita e &#8216;ndragheta gestiscono da sempre una parte importante dei traffici internazionali, dello stoccaggio e della vendita, così insieme alle estorsioni e agli appalti pilotati possono garantirsi con la marijuana un business capace di generare grandi profitti.<br />
Secondo uno studio condotto dalla Sapienza il commercio della marijuana legale porterebbe nelle casse dello Stato circa 6 miliardi di euro l&#8217;anno (uno dei quali per il risparmio dal contrasto alla droga). Un mese fa persino la direzione nazionale antimafia si è schierata a favore della depenalizzazione, dichiarando inefficaci gli sforzi repressivi fino a ora compiuti. Nel frattempo in nove regioni (dal Veneto alla Puglia, dalla Liguria alla Sicilia, dall&#8217;Umbria alle Marche) sono stati introdotti provvedimenti per l&#8217;erogazione di medicinali a base di marijuana, che in alcuni casi (Toscana) comportano l&#8217;avvio di progetti per la coltivazione a scopi terapeutici.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli Stati Uniti l&#8217;uso di marijuana è tollerata per uso medico in 23 paesi. Un retaggio culturale lasciato dagli anni delle contestazioni e una chiara volontà di ostacolare i piani dei cartelli della droga. Non avrebbero mai immaginato quegli studenti, che cinquant&#8217;anni dopo le manifestazioni e le campagne antiproibizionismo, il business della marijuana legale negli Stati Uniti avrebbe raggiunto questi livelli esorbitanti (circa 5 miliardi di dollari). Il mercato, per ora, è in mano alle industrie farmaceutiche, che la utilizzano per la produzione di medicinali che curano l&#8217;ansia e il trattamento terapeutico del dolore. A distanza di due anni dalla legalizzazione sono decine le aziende che scommettono sulla produzione a livello industriale dell&#8217;erba, e tutte stanno registrando un trend positivo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://anticorruzione.eu/2015/05/marijuana-legale-in-italia-il-dibattito-e-aperto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
