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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; tangenti</title>
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		<title>PREMIO AMBROSOLI, ELOGIO DEL CORAGGIO CIVILE.  PRESIDENTE MATTARELLA: &#8220;FINGERE DI NON VEDERE AIUTA L`ILLEGALITÀ&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jun 2019 20:42:36 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2019/06/7.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-7104" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2019/06/7-1024x683.jpg" alt="7" width="1024" height="683" /></a><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2019/06/7.jpg"><img class="alignright wp-image-7104 size-large" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2019/06/7-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" /></a></p>
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<p>«<em>Ritrarsi dalle proprie responsabilità e fìngere di non vedere non è un comportamento neutrale: al contrario costituisce un obiettivo e un concreto aiuto all&#8217;illegalità e a chi la coltiva</em>». Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, onora così la figura di Giorgio Ambrosoli, l&#8217;avvocato che non finse di non vedere e che da commissario liquidatore della Banca privata italiana si oppose in totale solitudine al faccendiere siciliano Michele Sindona, pagando con la vita il suo coraggio.</p>
<p>Era il luglio di 40 anni fa, l&#8217;Italia infestata dal terrorismo e dalle trame. E l’avvocato Ambrosoli – come evidenzia Antonio Castaldo, su Il Corriere della Sera del 10 luglio 2016, “Ambrosoli, l’eroe borghese che l’Italia non ha dimenticato” – famolto più di quanto in realtà gli era umanamente chiesto: se si fosse limitato all’ordinario, se avesse portato a termine la liquidazione senza infastidire i potenti, nessuno lo avrebbe biasimato, anzi, per lui si sarebbero spalancate le porte di una luminosa carriera.</p>
<p>Non solo: come scrisse l’avvocato Ambrosoli <em>“… la sanzione penale quindi colpirà i responsabili di alcuni fatti, ma rimarrà di tutti l’amarezza che dissesti come quello della Banca Privata, che determineranno per la collettività nazionale gravi squilibri e comunque costi, possano verificarsi malgrado il sistema dei controlli in essere …</em>”.</p>
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		<title>DECRETO SBLOCCACANTIERI: MA CHI LI HA BLOCCATI, DOV’E’ ORA?</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jun 2019 07:36:01 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/burocrazia.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6146" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/burocrazia.jpg" alt="burocrazia" width="640" height="380" /></a></p>
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<p>Dopo il taglialeggi e il salvaleggi, vediamo come andrà per lo sbloccacantieri, mentre resta sullo sfondo la responsabilità – ovviamente, di tutti, quindi di nessuno – che ne ha determinato il blocco.</p>
<p>Perché, se li si deve sbloccare, iniziativa più che meritevole, qualcuno e/o qualcosa li avrà pur bloccati.</p>
<p>Nessuno pare, invero, preoccuparsene, nessuno si chiede: se qualche norma è stata scritta male; se qualche misura draconiana di contrasto alla corruzione fosse inutile e sia stata utile solo nell’abituale dibattito mediatico-convegnistico dei professionisti dell’anticorruzione che guadagnano spazio – tanto più la dicono grossa o propongono misure risolutive &#8211; sul modello di quanto accaduto per la bufala dei 60 miliardi di euro del costo della corruzione; se chi doveva vigilare sulle stazioni appaltanti guardava altrove; … e si potrebbe continuare.</p>
<p>Nessuno, questo è ancora più interessante, si chiede dove sono ora le persone che sono state le protagoniste, gli attori, gli spettatori, …, degli aspetti disfunzionali prima indicati.</p>
<p>Sembrerebbe normale. Eppure non lo è. Sembrerebbe normale per una semplice constatazione: l’imprenditore, l’artigiano, … che sbaglia viene “licenziato” dal mercato; il dipendente che sbaglia viene sanzionato.</p>
<p>Se dobbiamo sbloccare i cantieri, al di là del nome evocativo ed eclatante, è possibile che chi ha prodotto – o ha concorso a produrre – il problema sia ancora lì e non venga chiamato a rispondere dei danni prodotti (alla stessa PA, al sistema economico, alle aziende, ai dipendenti queste aziende, alle famiglie di questi dipendenti, al tessuto socioeconomico delle aree dove queste aziende operavano, … e si potrebbe continuare)?</p>
<p>In 15 anni, se continua così, gli industriali stimano che perderemo investimenti per 530 miliardi. E per attuare le norme del decreto che approda in questi giorni al Senato bisognerà decidere quale «elenco» di lavori scegliere.</p>
<p>Ammonta a tanti miliardi, secondo l&#8217;osservatorio dell&#8217;Ance (associazione dei costruttori) il costo dell&#8217;inerzia dello Stato se da qui al 2035 non si faranno le opere pubbliche che sono state già programmate &#8211; come racconta Antonella Baccaro su L’Economia del Corriere della Sera, del 13 maggio 2019, a pagina 5l – mentre l&#8217;elenco dei cantieri fermi per l&#8217;immobilismo della pubblica amministrazione è stato aggiornato a 53 miliardi per un totale di 555 opere, un elenco <em>“… purtroppo, lungo e drammatico…”.</em></p>
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		<title>ROMA, UNIVERSITÀ TOR VERGATA, 8 e 9 luglio 2019, 4th Global Procurement Conference</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Jun 2019 07:14:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; 4th Global Procurement Conference which will take place on next July 8 and 9, 2019 in the wonderful Villa Mondragone &#60;http://www.villamondragone.it/&#62; , Frascati, Rome. A two-day Conference, gathering academics, procurement experts and senior professionals to discover and discuss the processes, tools and behaviors needed for procurement to deliver value that contributes to shape the long-term [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2019/04/tor-vergata-logo-new.png"><img class="alignleft size-full wp-image-6867" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2019/04/tor-vergata-logo-new.png" alt="Logo Tor Vergata" width="434" height="116" /></a></p>
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<p>4th Global Procurement Conference which will take place on next July 8 and 9, 2019 in the wonderful Villa Mondragone &lt;<a href="http://www.villamondragone.it/">http://www.villamondragone.it/</a>&gt; , Frascati, Rome.</p>
<p>A two-day Conference, gathering academics, procurement experts and senior professionals to discover and discuss the processes, tools and behaviors needed for procurement to deliver value that contributes to shape the long-term success and impact of the procurement function.<br />
The event will provide the participants the best opportunity to learn about the latest trends on public procurement in different regions and will, at the same time, hands-down the most effective and efficient opportunity for networking.</p>
<p>As always the European Bank for Reconstruction and Development (EBRD) will be main partner in this project.</p>
<p>Detailed information on the next edition program, speakers, rates and registration process will be soon published on <a href="http://www.globalprocurement.org/">www.globalprocurement.org</a></p>
<p>In the meanwhile click the link and enjoy the best moments &lt;<a href="http://globalprocurement.org/category/gpc2018/">http://globalprocurement.org/category/gpc2018/</a>&gt;  of the past edition.</p>
<p>We take this opportunity to inform you that the presentations of the 4th Interdisciplinary Symposium on Public Procurement held in Paris last October are on-line. Click here<br />
&lt;<a href="http://www.publicprocurementsymposium.eu/past-editions/4th-ispp/presentatio">http://www.publicprocurementsymposium.eu/past-editions/4th-ispp/presentatio</a>ns-isppm-2018/&gt;  for consultation</p>
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		<title>PROF. FLICK: UNO SFORZO PER LA CULTURA DELLA REPUTAZIONE, DELLA VERGOGNA E DELLA LEGALITÀ.</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jun 2019 03:34:58 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2019/05/6349fd90-7276-4110-aefa-95e448819552.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-7000" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2019/05/6349fd90-7276-4110-aefa-95e448819552-819x1024.jpg" alt="6349fd90-7276-4110-aefa-95e448819552" width="819" height="1024" /></a></p>
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<p>A poche ore dalla Lectio magistralis in occasione della chiusura della Terza edizione del Master Anticorruzione dell’Università di Tor Vergata (<a href="http://anticorruzione.eu/2019/05/save-the-date-06062019-cerimonia-conclusiva-del-master-anticorruzione-iii-edizione-a-a-2017-2018-universita-degli-studi-di-roma-tor-vergata/">http://anticorruzione.eu/2019/05/save-the-date-06062019-cerimonia-conclusiva-del-master-anticorruzione-iii-edizione-a-a-2017-2018-universita-degli-studi-di-roma-tor-vergata/</a>), appare utile rileggere alcuni passaggi dell’intervento del Presidente Emerito della Corte Costituzionale nel corso dell’incontro “Italia interrotta: il peso della corruzione sulla crescita economica”, Camera dei Deputati, Roma, 12 settembre 2018.</p>
<p>Esaminando la produzione normativa in tema di contrasto alla corruzione adottata soprattutto nell’ultimo periodo, il prof. Flick pose in luce un primo <i>“… profilo problematico nella tendenza a ricomprendere in essa la c.d.<span class="apple-converted-space"> </span>maladministration: una sorta di corruzione colposa che affiancherebbe quella tradizionale, dolosa. È una tendenza in qualche modo favorita dalla imprecisione nella definizione legislativa della condotta corruttiva, dovuta anche alla<span class="apple-converted-space"> </span>molteplicità delle fonti normative<span class="apple-converted-space"> </span>(quella nazionale e quelle convenzionali e sovranazionali)…”</i>, con una conseguenza, quella del rischio di <i>“… dilatare eccessivamente la portata dell’incriminazione e di<span class="apple-converted-space"> </span>complicarne l’interpretazione….”.</i></p>
<p>Dall’altra parte, il Presidente Emerito evidenziava la necessità di presidiare con attenzione un altro profilo problematico, quello della <i>“… riduzione sostanziale di essa ad un<span class="apple-converted-space"> </span>delitto contro la concorrenza, nel contesto della sua internazionalizzazione in un mercato globale …”.</i>  Se si tratta di un aspetto ineludibile – <i>“… la concorrenza è certamente danneggiata dalla corruzione …”</i>– il prof. Flick evidenziava come <i>“… esasperando questa prospettiva si rischia, nel rapporto fra stati, di utilizzare la sua repressione come strumento per liberarsi di concorrenti stranieri scomodi, a favore dei propri imprenditori….”.</i></p>
<p>Sembrano fotogrammi della recente assoluzione del presidente di Finmeccanica, dott. Orsi, e di alcuni manager dell’azienda, che , va ricordato, perse all’epoca, così, una importante e strategica commessa in India.</p>
<p>Appare necessario provare a seguire un metodo in parte diverso: <i>“… dal “modo” di esercitare giustizia al “contenuto” di essa, attraverso l’equilibrio fra efficienza, rapidità e garanzie…<span class="apple-converted-space">.”.</span></i></p>
<p>In assenza di interventi adeguati, osservava ancora il prof. Flick, <i>“….<span class="apple-converted-space"> </span>si rischiano disfunzioni; sovrapposizioni; complicazioni<span class="apple-converted-space"> </span>capaci di rendere ulteriormente difficile una gestione che già di per sé non è facile. Si rischia di utilizzare degli interventi formali, quando non inutili e più onerosi dei risultati che si ottengono con il ricorso agli interventi spot, come venne osservato dai vertici della Corte dei Conti nel 2017.<span class="apple-converted-space"> </span>È un metodo meno appariscente<span class="apple-converted-space"> </span>di quello seguito sino ad ora; ma potrebbe rivelarsi più utile e produttivo di risultati….”.</i></p>
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		<title>PROF. FLICK: ITALIA INTERROTTA, IL PESO DELLA CORRUZIONE SULLA CRESCITA ECONOMICA.</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Jun 2019 04:33:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si tratta di una delle molteplici osservazioni svolte dal Presidente Emerito della Corte Costituzionale nel corso dell’incontro “Italia interrotta: il peso della corruzione sulla crescita economica”, Camera dei Deputati, Roma, 12 settembre 2018, che terrà la Lectio magistralis in occasione della prossima chiusura della Terza edizione del Master Anticorruzione dell’Università di Tor Vergata (http://anticorruzione.eu/2019/05/save-the-date-06062019-cerimonia-conclusiva-del-master-anticorruzione-iii-edizione-a-a-2017-2018-universita-degli-studi-di-roma-tor-vergata/). Perché [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2019/05/6349fd90-7276-4110-aefa-95e448819552.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-7000" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2019/05/6349fd90-7276-4110-aefa-95e448819552-819x1024.jpg" alt="6349fd90-7276-4110-aefa-95e448819552" width="819" height="1024" /></a></p>
<p>Si tratta di una delle molteplici osservazioni svolte dal Presidente Emerito della Corte Costituzionale nel corso dell’incontro “Italia interrotta: il peso della corruzione sulla crescita economica”, Camera dei Deputati, Roma, 12 settembre 2018, che terrà la Lectio magistralis in occasione della prossima chiusura della Terza edizione del Master Anticorruzione dell’Università di Tor Vergata (<a href="http://anticorruzione.eu/2019/05/save-the-date-06062019-cerimonia-conclusiva-del-master-anticorruzione-iii-edizione-a-a-2017-2018-universita-degli-studi-di-roma-tor-vergata/">http://anticorruzione.eu/2019/05/save-the-date-06062019-cerimonia-conclusiva-del-master-anticorruzione-iii-edizione-a-a-2017-2018-universita-degli-studi-di-roma-tor-vergata/</a>).</p>
<p>Perché la corruzione, con la criminalità organizzata, sono<i>“… </i><i>due mali endemici (ben prima delle stragi di Capaci e di via D’Amelio e di Mani Pulite) per la vita del nostro paese, per la crisi nel suo sviluppo, per il rapporto fra diritto, economia e politica. Entrambi quei mali<span class="apple-converted-space"> </span>incidono pesantemente sulla capacità di attrarre investimenti esteri<span class="apple-converted-space"> </span>e sulla competitività; provocano ingenti aumenti dei costi e sprechi di risorse; inquinano con il denaro sporco l’economia e l’impresa legale;<span class="apple-converted-space"> </span>corrodono alla base la fiducia e il senso della legalità….”.</i></p>
<p>Si tratta, osservava il Prof. Flick, di due tipi di criminalità – organizzata e corruttiva – che si saldano strettamente: <i>“… dove non basta il ricorso alla violenza e all’intimidazione della prima, soccorre quello alla forza di persuasione della seconda e viceversa;<span class="apple-converted-space"> </span>presentano aspetti (l’omertà) e obiettivi (il profitto illecito) comuni.Si giustifica così l’utilizzo entro certi limiti degli stessi strumenti di contrasto nei loro confronti; non si giustifica invece la loro asserita identità e sovrapposizione, perché la criminalità organizzata si fonda sulla violenza e la corruzione sullo scambio illecito….”.</i></p>
<p>Questa differenza ha inciso sulla percezione della pericolosità delle due minacce e sulla risposta che le Istituzioni hanno dato: <i>“… solo ora – in tempi di crisi e di globalizzazione dei mercati – si guarda con preoccupazione alla corruzione,  più a quella percepita che a quella reale di cui è difficile conoscere gli effettivi costi e dimensioni. Ne è conferma lo sviluppo ben più marcato e incisivo della azione di contrasto alla criminalità organizzata nei venticinque anni trascorsi a partire dal 1992…”.</i></p>
<p>Con una constatazione del prof. Flick in relazione alle misure adottate negli ultimi anni: <i>“… ì<span class="apple-converted-space"> </span>risultati non sono stati particolarmente brillanti,a giudicare dalla reiterazione dei fatti di corruzione; i<span class="apple-converted-space"> </span>controlli burocratici<span class="apple-converted-space"> </span>rischiano di intralciare inutilmente l’attività imprenditoriale….”.</i></p>
<p>Per questo, appare utile evitare di <i>“… attendersi soluzioni miracolistiche dalle grida manzoniane o addirittura dalla scomunica di mafiosi e di corrotti …”</i></p>
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		<title>12 ANNI DI SPENDING REVIEW: ALTRE CROCI LUNGO LA STRADA DI CHI CI HA PROVATO?</title>
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		<pubDate>Tue, 28 May 2019 09:53:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[  &#160; &#160; &#160; &#160; Da decenni il nostro paese si misura con il tentativo di avviare una vera, incisiva e strutturale spending review, con risultati non certo all&#8217;altezza delle aspettative. Se si esamina il periodo 2007-2019 il bilancio dei risparmi attribuibili in varia misura alla spending review – come si può leggere nell’articolo di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> <a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/09/sofferenze-bancarie.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6073" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/09/sofferenze-bancarie.jpg" alt="sofferenze bancarie" width="752" height="450" /></a></strong></p>
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<p>Da decenni il nostro paese si misura con il tentativo di avviare una vera, incisiva e strutturale spending review, con risultati non certo all&#8217;altezza delle aspettative.</p>
<p>Se si esamina il periodo 2007-2019 il bilancio dei risparmi attribuibili in varia misura alla spending review – come si può leggere nell’articolo di Dino Pesole, su Il Sole 24 Ore del 25 aprile 2019, alle pagine 1 e 3 &#8211; non supera il 30 per cento. Per il resto ci si è affidati a tagli lineari o semi-lineari, che intervenendo sui &#8220;tendenziali&#8221; non sono altro che riduzioni degli incrementi già previsti, assai distanti dal principio del &#8220;bilancio a base zero&#8221; proposto negli anni Ottanta da Beniamino Andreatta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Che la strada sia lastricata delle croci di chi ci ha provato, lo attesta la Corte dei conti, nel giudizio di parificazione sul Rendiconto generale dello Stato del 27 giugno 2017, dove traccia questo bilancio della spending review: «<em>A consuntivo, le misure di riduzione non hanno prodotto risultati di contenimento del livello complessivo della spesa</em>».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ora il Governo rilancia con la nomina di due commissari, i Vice Ministro all’Economia Laura Castelli e Massimo Garavaglia, in vista di una manovra di bilancio che si annuncia a dir poco impegnativa, con l&#8217;ingombrante fardello di ben 23,1 miliardi di clausole Iva da disinnescare e 2 miliardi di tagli della &#8220;clausola sulla spesa&#8221; che diverranno permanenti per tutto il 2019.</p>
<p>In disparte la questione della procedura di nomina (come evidenzia G. Trovati, su Il Sole 24 Ore del 27 aprile 2019, alle pagine 1 e 3), se quella fin qui seguita – quella recata dalla legge nr. 69 del 2013, che prevede un decreto di Palazzo Chigi – o quella indicata nel Comunicato del CdM nr. 55, dove si legge che <em>“… i</em><em>l Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha deliberato il … Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle attività di razionalizzazione, riqualificazione e revisione della spesa pubblica, a norma dell’articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400…”,</em>che prevede la nomina con Decreto del Presidente della Repubblica, i margini per risparmiare, spendendo meglio, negli oltre 850 miliardi che compongono la nostra spesa pubblica non mancano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Finora è venuta meno la fondamentale volontà politica, perché tagliare la spesa costa in termini di consenso, e dunque si è preferito affidarsi ai &#8220;commissari&#8221; chiamati a far fronte alla &#8220;veduta corta&#8221; della politica di cui parlava Tommaso Padoa-Schioppa.</p>
<p>Nel cassetto, ad esempio, è rimasto finora anche il capitolo delle agevolazioni fiscali: 444 voci, stando al censimento condotto nel 2017 dalla Commissione presieduta da Mauro Mare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tagliare la spesa – come ricordano A. Alesina, F. Gavazzi, su il Corriere della Sera del 25 aprile 2019 alle pagine 1 e 24 &#8211;  è una questione politica, non tecnica, perché i mille interessi che difendono ciascuna voce di spesa non si vincono con i Commissari, ma, come ricordano i due Professori, ponendo concorrenza e riduzione della spesa in cima all’Agenda del Governo.</p>
<p>Invero, come sottolineano C. Goretti, L. Rizzuto, in “Spending review in Italia. Uso e abuso di un termine”, in A. Di Virgilio, C.M. Radaelli (a cura di), Politica in Italia. I fatti dell’anno e le interpretazioni, Il Mulino, Bologna, 2013 &#8211; l’ambiguità, anche semantica del termine non è stata sciolta, emergendo, invece, un potere evocativo del significante che sembra trascurare alcuni elementi di base su cui si dovrebbero fondare interventi di questo tipo.</p>
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		<title>MALADMINISTRATION E BUROCRAZIA  PROF. CASSESE: DAI TAGLI LINEARI ALLE ASSUNZIONI LINEARI.</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2019 19:16:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Si continua a parlare di decine di migliaia di assunzioni necessarie nel pubblico impiego per evitare la paralisi di molti settori, alcuni dei quali strategici. Nessuno si pone &#8211; nulla di nuovo, ma la singolarità resta &#8211; delle semplici domande, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
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<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/09/burocrazia-744x445.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6063" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/09/burocrazia-744x445.jpg" alt="burocrazia-744x445" width="744" height="445" /></a></p>
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<p>Si continua a parlare di decine di migliaia di assunzioni necessarie nel pubblico impiego per evitare la paralisi di molti settori, alcuni dei quali strategici.</p>
<p>Nessuno si pone &#8211; nulla di nuovo, ma la singolarità resta &#8211; delle semplici domande, come farebbe ognuno di Noi, in modo naturale, prima di un investimento o un acquisito per casa propria: è utile? A che cosa mi serve?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Domande che pone il prof. Sabino Cassese, sul Corriere della Sera del 13 maggio 2019, alle pagine 1 e 24, concludendo come emerga molta imperizia nonostante non ce ne fosse bisogno, mentre nell&#8217;ultimo decennio si è registrata una diminuzione, in termini di dipendenti pubblici e di spesa, di circa 1&#8217;8 per cento, con il  blocco delle assunzioni che ha prodotto l&#8217;invecchiamento del personale, portando l&#8217;età media del personale sopra i 50 anni.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>Per migliorare la situazione dei 2 milioni e 200 mila dipendenti rimasti, le promesse e i programmi, però, sono tanto mirabolanti quanto imprecisi, come osserva il prof. Cassese: le norme che li contengono, infatti, si accavallano (legge di Bilancio 2019, legge di Semplificazione, legge denominata “concretezza”, legge sul reddito di cittadinanza e su quota 100, singoli provvedimenti, …) regolando gli argomenti più disparati (autorizzazione assunzioni straordinarie e aggiuntive; stabilizzazione precari, che sono andati aumentando negli anni del digiuno nei quali si è così sopperito alle carenze di organico; sistemazione in ruolo di 11 mila addetti ai servizi di pulizia e ausiliari; proroga dei dipendenti a tempo determinato; proroga delle graduatorie tenute aperte per assumere gli idonei; assunzione a tempo determinato dei «navigator», cioè degli orientatori dei disoccupati che fruiranno del reddito di cittadinanza), non senza rilevare che, il più delle volte, sono formulate in modo da rendere impossibile una quantificazione.</p>
<p>Un esempio: il rimpiazzo di tutti i dipendenti che cessano dal servizio, non è fatto per «teste», bensì con riferimento alla spesa, e consente quindi l&#8217;entrata di un numero di impiegati più alto di coloro che escono (perché i primi hanno livelli retributivi maggiori di quelli che entreranno), con il consequenziale ed inevitabile aumento futuro di spesa, quando i nuovi entranti avranno anche essi maggiore anzianità di carriera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono molti – secondo il Presidente emerito della Corte Costituzionale &#8211; gli interrogativi che questa prospettiva solleva.</p>
<p>In primo luogo, essa fa bene ed è utile, dopo il digiuno, o si  rischia solo di far lievitare nuovamente la spesa?</p>
<p>Poi, il problema delle carenze organiche c&#8217;è, ma ha intensità e gravita diverse a seconda degli uffici, e non può essere affrontato sostituendo ai tagli lineari le assunzioni lineari.</p>
<p>Ancora, alle assunzioni si procederà in via prioritaria con il cosiddetto scorrimento delle graduatorie, che vuol dire sistemare in ruolo chi non aveva vinto i concorsi precedenti ed era stato dichiarato solo idoneo (sono noti casi di concorsi banditi per un posto, con un vincitore e 39 idonei, tutti assunti).</p>
<p>Infine, nei casi residuali dove si faranno i concorsi (l&#8217;unico modo legittimo di scelta del personale pubblico), si continuerà a svolgerli nel modo consueto (sia pure con «modalità semplificate»), come prova di capacità mnemoniche, e non come prova di qualità, di equilibrio, di esperienza, di capacità di discernimento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Critica la valutazione sulla “regolazione” del reddito di cittadinanza dove dei dipendenti precari (quelli attuali dell&#8217;Agenzia nazionale politiche attive lavoro &#8211; Anpal) dovranno assumere altri precari (i «navigator»), a loro volta chiamati ad aiutare i beneficiari del reddito a trovare un lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sul futuro non lontano rimane irrisolto il problema della meridionalizzazione del pubblico impiego: come ha dimostrato la vicenda della scuola, l&#8217;offerta di posti è prevalentemente al Nord, la domanda prevalentemente al Sud, ma nessuno sembra preoccuparsene per tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;amministrazione pubblica italiana, conclude il prof. Cassese, è già sufficientemente indebolita, impaurita, poco efficiente, per una molteplicità di cause, tante delle quali non dipendenti da essa: un simile modo di “gestire” il problema finirà per aumentarne l&#8217;inefficienza.</p>
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		<title>MALADMINISTRATION E BUROCRAZIA.  TRA RITARDI, LITI E BUROCRAZIA, L`ITALIA PERDE I FONDI EUROPEI</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2019 08:56:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; La letteratura dei larghi fondi comunitari sfruttati al minimo dalle nostre regioni, le cinque &#8220;regioni obiettivo&#8221; del Sud specialmente, si è rinnovata con una variante tutta italiana. Per gli ultimi due blocchi considerati &#8211; fino ad ottobre 2018, come racconta Corrado Zunino, su La Repubblica del 6 maggio 2019, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2019/05/maladministration.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6978" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2019/05/maladministration.jpg" alt="maladministration" width="275" height="183" /></a></p>
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<p>La letteratura dei larghi fondi comunitari sfruttati al minimo dalle nostre regioni, le cinque &#8220;regioni obiettivo&#8221; del Sud specialmente, si è rinnovata con una variante tutta italiana. Per gli ultimi due blocchi considerati &#8211; fino ad ottobre 2018, come racconta Corrado Zunino, su La Repubblica del 6 maggio 2019, alla pagina 14 &#8211; si evince questo:</p>
<ol>
<li>per i Fondi 2007-2013:
<ol>
<li>l&#8217;Italia è riuscita a non spendere soltanto 193 milioni di euro su 27,9 miliardi assegnati, il 6 per mille di spreco, un risultato inedito nella storia ventennale dei fondi strutturali;</li>
<li>questi «soli 193 milioni sprecati» sono, in realtà, fìgli di “… trucchi contabili …”, come racconta la Corte dei conti nella sua relazione annuale, perché lo Stato ha attribuito alle Regioni “in zona Cesarini” nuove risorse su progetti nazionali già chiusi, in diversi casi persino già finanziati (i cd. &#8220;progetti sponda&#8221; o &#8220;retrospettivi&#8221;, utilizzati per “gestire” la continua &#8220;riprogrammazione della spesa&#8221;);</li>
<li>a fine periodo, “…. le minori risorse nazionali effettivamente immesse a sistema possono stimarsi in quasi 15 miliardi …”, molto di più dei 193 milioni dichiarati, spiega la Corte;</li>
</ol>
</li>
<li>sulla spesa in corso, periodo di programmazione 2014-2020:
<ol>
<li>al 31 ottobre 2018, con la rendicontazione che si deve chiudere tra 18 mesi, la situazione è la solita, 32% per gli impegni di spesa e 12,62 per i pagamenti veri e propri, considerando i Fondi di sviluppo regionale (FESR) e Fondi sociali (FSE), un dato che peggiora in modo sensibile nelle Regioni del Sud  (7,69%, in Sicilia al 2%);</li>
<li>restiamo, a seconda dei fondi presi in esame, penultimi o terzultimi in Europa per utilizzo tempestivo dei denari;</li>
<li>molto è stato fatto, nonostante la mancata concessione della proroga da parte della Commissione per i 3 miliardi di euro a rischio per il 2018, vedremo come andranno i rimborsi sui 48 progetti per i quali è stata certificata la conclusione sui 51 previsti (i tre, al momento, fuori programma, e senza restituzione di denaro, sono: PON Ricerca e Innovazione, per 45 milioni non spesi per liti giudiziarie; PON Inclusione per 24,6 milioni, di &#8220;cause di forza maggiore&#8221;; POR Valle d&#8217;Aosta per spese regionali non certificate all&#8217;Unione europea per 1,4 milioni;</li>
<li>restano, entrando nel dettaglio, dei percorsi amministrativi antichi, emblematici, tutti italiani, come quello della metropolitana di Napoli, Linea 6: il tentativo di completare entro il 31 marzo la tratta San Pasquale-Municipio, un chilometro e 800 metri, con le ultime 4 fermate di 9, è fallito e non si sono riusciti a spendere i 98 milioni europei assegnati con la programmazione chiusa nel 2013. Ora, dopo il diniego a proroghe, siamo al “Vedere cammello, poi pagare moneta”: scavate, procedete, poi si vede e vi paghiamo.</li>
</ol>
</li>
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		<title>BUROCRAZIA E MALADMINISTRATION.  CASETTE POST TERREMOTO INABITABILI, MA COSTATE 6.200 EURO AL METRO.  IL PREZZO DI UN ATTICO NEL CENTRO DI VENEZIA.</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2018 06:29:02 +0000</pubDate>
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<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/12/1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6455" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/12/1.jpg" alt="1" width="193" height="118" /></a></p>
<p>Come raccontato da la Repubblica, su 3.666 casette richieste nelle quattro regioni colpite dal terremoto (Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo), ai sindaci del cratere ne sono state consegnate appena 2.149, mentre 1.513 (richieste da 48 comuni) non sono state ancora costruite, e nessuno è in grado di dire – come evidenzia Tino Oldani, su ItaliaOggi dell’11 gennaio 2018, alla pagina 7 &#8211; quando lo saranno.</p>
<p>Ma c&#8217;è di peggio.</p>
<p>La maggior parte delle casette consegnate, soprattutto nei paesi a mille metri, si sono già rivelate inabitabili, poiché progettate male e costruite peggio. Hanno i boiler dell&#8217;acqua calda sul tetto (mentre in montagna sono da sempre rigorosamente all&#8217;interno della casa), con il risultato che il gelo li fa esplodere. Quindi, niente acqua calda. In moltissimi casi anche l&#8217;impianto elettrico e il riscaldamento non funzionano, mentre i tubi degli scarichi dell&#8217;acqua e dei servizi perdono. Il tutto a costi proibitivi: a Villa di Mezzo di Bolognola, per costruire 6 casette, sono state spesi 250 mila euro a casetta per le opere di fondazione e urbanizzazione, più altri 1.100 euro al metro per i prefabbricati, per un costo totale di 6.200 euro al metro quadro. Vale a dire, ironizza il sito scenarieconomici.it, il prezzo di un attico in piazza San Marco a Venezia.</p>
<p>Le responsabilità sono numerose, e, sia pure con grave ritardo, stanno emergendo: come indica la Repubblica, «<em>si è scoperto che gli operai impiegati a Visso e Ussita sono in gran parte romeni, reclutati attraverso il caporalato direttamente in Romania: senza tutele, sottopagati (alcuni anche meno di 500 euro al mese), sottoposti a turni di 12 ore al giorno sette giorni su sette».</em> Tutto ciò in quanto «<em>la pletora di subappalti e contratti di rete stipulati dopo l&#8217;appalto dimostra che chi ha vinto il bando non poteva realizzarlo senza affidarsi a soggetti esterni».</em></p>
<p>Già, ma chi ha vinto l&#8217;appalto? E questa la domanda chiave, che mette a nudo le responsabilità.</p>
<p>L&#8217;appalto unico per le casette dell&#8217;intero cratere (un miliardo 188 milioni), bandito dalla Consip, la centrale unica per gli acquisti controllata dal Tesoro, è stato vinto dal Consorzio nazionale servizi (Cns), un mega cartello di 200 cooperative costituito da Legacoop, al prezzo di 1.075 euro al metro quadro. Un prezzo che «<em>supera il valore di tutti i tipi di edifici nuovi e in muratura nella zona</em>», secondo Fabrizio Gatti su L&#8217;Espresso.</p>
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		<title>BUROCRAZIA E MALADMINISTRATION.  UFFICIO COMPLICAZIONI AFFARI SEMPLICI.</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2018 06:26:08 +0000</pubDate>
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<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/burocrazia-2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6152" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/burocrazia-2.jpg" alt="burocrazia 2" width="990" height="659" /></a></p>
<p>Nel sesto canto del Paradiso, l&#8217;imperatore Giustiniano si presenta a Dante come colui che dalle leggi tolse «<em>il troppo e il vano</em>». Non è certo per questo che il sommo poeta lo colloca nel cielo di Mercurio, tuttavia il fatto che l&#8217;imperatore si annunci prima di tutto come il padre della razionalizzazione del diritto romano è indice dell&#8217;importanza che già Dante percepiva dello sforzo compiuto in tal senso dall&#8217;imperatore. L&#8217;essenzialità e la chiarezza delle regole costituiscono – come evidenzia Serena Sileoni, su Panorama del 10 gennaio 2018, alle pagine 48 e 49 &#8211; il primo passo per assicurare i cittadini dall&#8217;iniquità, dall&#8217;incertezza, dall&#8217;arbitrio e quindi dall&#8217;ingiustizia. Da ormai trenta anni la Corte costituzionale ha riconosciuto in diritto penale &#8211; il diritto che più limita la libertà individuale &#8211; l&#8217;esistenza dell&#8217;ignoranza inevitabile come scusante di una condotta penalmente rilevante (sent. 364/1988). L&#8217;eccesso caotico di regolazione, insomma, è una sindrome ben nota, fin dai tempi remoti.</p>
<p>«Ammassi di leggi» e «labirinti di giurisprudenza» erano gli epiteti delle regole di diritto già dal XVIII secolo (Muratori). Eppure, non è stata ancora trovata una cura risolutiva, forse perché non se ne vuole riconoscere l&#8217;eziologia.</p>
<p>Ci hanno provato, con sempre maggior insistenza, accademici &#8211; giuristi ma anche linguisti &#8211; istituzioni nazionali, europee e internazionali, come l&#8217;Ocse.</p>
<p>Paradossalmente, sembra che più gente si occupi di come ridurre e migliorare la legislazione, più questa aumenti come pasta lievita nelle mani di chi la manipola.</p>
<p>Un ultimo esempio viene dal nuovo decreto sull&#8217;Analisi e la Valutazione di impatto della regolazione (Air e Vir), entrato in vigore alla fine del 2017. L&#8217;analisi di impatto della regolazione è stata introdotta in Italia nel 1999 in via sperimentale, e poi nel 2005 in via definitiva, quando sotto il governo Berlusconi la cosiddetta taglia-leggi stabilì l&#8217;obbligo per il governo di accompagnare i suoi atti con l&#8217;analisi dei loro effetti presunti, come strumento di contenimento della legislazione. Una norma inutile può infatti essere ben più dannosa di una mancante, ma provare a capire, prima di agire, se un intervento implichi più costi che benefici è una prudenza comune alle nostre azioni. Quando, però, diventa un iter procedurale stabilito dalla burocrazia, assume effetti paradossali. Un paradosso peraltro evidenziato (verrebbe da dire, confessato) nella stessa prima relazione sullo stato di attuazione dell&#8217;Air del 2006 laddove si riconobbe la difficoltà di natura metodologica nello svolgimento dell&#8217;analisi, dovuta al fatto che l&#8217;Air «<em>richiede tempi e competenze professionali non sempre disponibili all&#8217;interno delle amministrazioni e comporta, inevitabilmente, anche un aumento delle complessità, dei tempi d&#8217;attuazione (e dei costi) dell&#8217;intera procedura, con inevitabili ripercussioni anche sulla tempistica del processo decisionale</em>».</p>
<p>Può apparire bizzarro che questa complessa gincana sia stata costruita per mettere a regime una tecnica pensata per semplificare e ridurre la regolazione. In realtà, c&#8217;è molta razionalità anche in questo paradosso, solo che è una razionalità diversa da quella con cui ragionano le persone, e tipica invece delle istituzioni.</p>
<p>Poche ed essenziali leggi sono quelle che vorremmo ciascuno di noi, per la nostra vita. Ma le istituzioni politiche, per legittimarsi, devono accontentare un po&#8217; tutti, fino a (dover) perdersi nelle inezie. Le tecniche di semplificazione senza una volontà politica di semplificazione sono formalismi. O peggio ancora sono una foglia di fico con cui, adempiuto l&#8217;onere burocratico di redigerle, si trova il modo di giustificare, per un verso o per un altro, ogni iniziativa di regolazione.</p>
<p>La confusione delle regole può convenire, e l&#8217;eccesso ne è un valido alleato: alcuni ci creano sopra delle professioni, altri si garantiscono il consenso politico, tutti proviamo a sopravviverci dentro barcamenandoci tra la loro applicazione e la loro interpretazione, secondo l&#8217;insegnamento giolittiano.</p>
<p>È per questo che la semplificazione, intesa come tecnica e non come scelta politica, rischia di diventare, per un paradosso solo apparente, la madre della complicazione.</p>
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