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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; sanità italiana</title>
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		<title>Curiamo la Corruzione</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Apr 2017 15:06:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Clemente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione Amministrativa e Prevenzione]]></category>
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<p>Andare in ospedale non è di per sé un’esperienza positiva, si tratta spesso di un momento delicato in cui la nostra fragilità o quella di un nostro caro è esposta ai massimi livelli, pertanto aspettarsi un servizio dignitoso e adeguato è il minimo in cui si possa sperare ma in molti casi non è così: disservizi, tempi di attesa biblici per<em> tac</em> o altri esami possono rendere questa esperienza un vero inferno. I malfunzionamenti di molte strutture ospedaliere sia nei casi più gravi che in quelli più lievi non sono frutto del caso ma di una mala gestione generalizzata e in alcuni casi sono il risultato di attività illecite e di corruzione.</p>
<p>La caratteristica più subdola della corruzione che rende la vita difficile a chi vuole individuarne i colpevoli è quella di essere sotto il profilo giuridico un reato senza una vittima specifica, tuttavia non significa che non ci siano danneggiati, anzi, sotto il profilo sociologico le vittime possono essere molte, perché il danno che la corruzione genera inquina l’intera società colpendo un pochino tutti, rallentando il sistema, intasandolo, riverberandosi anche nelle parti più lontane dall’epicentro del singolo reato. Il malfunzionamento della sanità pubblica è appunto il frutto dell’accumularsi di sprechi e inefficienze e di tanti piccoli e grandi reati.</p>
<p>Da un’indagine condotta dal <em>Censis</em> su 136 strutture sanitarie nell’ambito del più ampio progetto <em>Curiamo la Corruzione</em> coordinato da <em>Transparency International Italia, Ispe Sanità</em> e <em>Rissc</em> emergono dati preoccupanti.</p>
<p>Nell’ultimo anno il fenomeno corruttivo ha colpito il 25,7% delle aziende sanitarie, con un incidenza maggiore al Sud rispetto al Nord. In particolare è emerso che gli ambiti maggiormente a rischio corruzione sono quello degli acquisti e delle forniture, le liste d’attesa e le assunzioni del personale, in sostanza tutti gli ambiti dove è più grande il giro di affari.</p>
<p>I piani anticorruzione ci sono, ma purtroppo l’analisi di questi ha rilevato che in poco più della metà dei casi non sono adeguati ad arginare il fenomeno. Tuttavia qualcosa si muove, soprattutto sta aumentando la consapevolezza verso questi problemi, la partecipazione degli attori sociali e dell’opinione pubblica; basti pensare che il 6 Aprile si è tenuta la <em>Seconda Giornata Nazionale contro la Corruzione in Sanità</em>, che ha visto una grande partecipazione sia da parte degli addetti ai lavori sia di gente comune interessata a questi argomenti.</p>
<p>Il convengo ha evidenziato quanto la coordinazione delle organizzazioni, la formazione e la sensibilizzazione del personale sanitario siano il metodo più efficace per contrastare la corruzione, rendendo visibile il sommerso, attivando un fecondo scambio di idee e buone pratiche utili a contrastare questo male.</p>
<p>In conclusione la consapevolezza e la formazione di chi lavora nella sanità è essenziale, ma anche la consapevolezza di chi usufruisce di questi servizi è importante. Il sistema sanitario è come un organismo vivente, piccoli malfunzionamenti diffusi affaticano l’intero corpo, e sia i più grandi casi di malasanità sia gli inconvenienti più minuti sono i sintomi di un male diffuso e pervicace chiamato corruzione. Malattia da curare ed estirpare, saperla diagnosticare è già un primo passo per guarire.</p>
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		<title>MAFIA, CORRUZIONE E SANITA’: IL RAPPORTO “ILLUMINIAMO LA SALUTE”</title>
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		<pubDate>Thu, 26 May 2016 08:37:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Feliciani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[asl]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[“Gli italiani da un lato godono di buoni livelli di salute, con un sistema dei servizi sanitari che é in grado di intercettare i bisogni della popolazione e rispondere in maniera adeguata; dall&#8217;altro la corruzione e l&#8217;infiltrazione mafiosa rappresentano uno dei principali pericoli per il settore sanitario, producendo effetti non solo economici, ma anche sulla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/05/Unknown3.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5394" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/05/Unknown3-300x144.jpeg" alt="Unknown" width="300" height="144" /></a>“Gli italiani da un lato godono di buoni livelli di salute, con un sistema dei servizi sanitari che é in grado di intercettare i bisogni della popolazione e rispondere in maniera adeguata; dall&#8217;altro la corruzione e l&#8217;infiltrazione mafiosa rappresentano uno dei principali pericoli per il settore sanitario, producendo effetti non solo economici, ma anche sulla salute delle popolazioni&#8221;. E&#8217; quanto emerge dal rapporto <em>Illuminiamo la salute</em>. <em>Per non cadere nella ragnatela dell&#8217;illegalita</em>, presentato a Roma nel giugno 2013 da Libera, Avviso Pubblico, Coripe e Gruppo Abele, quattro associazioni da anni impegnate nella formazione civile contro le mafie.</p>
<p style="text-align: justify;">I numeri diffusi dal dossier dimostrano i buoni risultati raggiunti dalla sanitá italiana: la stima sui morti potenzialmente evitabili attraverso gli interventi sanitari tempestivi e appropriati posiziona l&#8217;Italia al terzo posto, dopo Francia e Islanda, e ciò nonostante il basso tasso di ospedalizzazione (il 24% in meno della media europea) e la bassa spesa sanitaria. Il sistema sanitario oggi é anche un importante fonte di lavoro e reddito: oggi in Italia ci sono circa 4 medici ogni mille abitanti, in media con i paesi Ocse, mentre abbiamo solo 6 infermieri ogni mille abitanti, risptto alla media Ocse di 8.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma il rapporto affronta il mondo della sanità anche da un altro punto di vista: quello dei conflitti di interesse, dell&#8217;illegalità, della corruzione, fino ai (pochi) casi di infiltrazione mafiosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è facile stimare l’impatto dell’illegalità sulla spesa per il sistema di tutela della salute: per la natura stessa del fenomeno, in gran parte sommerso, e per la diffusa presenza di fenomeni indiretti difficili da cogliere. Per esempio, la Rete Europea contro le Frodi e la Corruzione nel Settore sanitario (European Healthcare Fraud and Corruption Network, www.ehfcn.org/) nel 2012 ha stimato che in Europa il 5,6% del spesa per la sanità è dovuto alla corruzione. Una montagna di soldi che ogni anno sono sottratti al contribuente, ma soprattutto alla cura e all’assistenza di chi ne ha bisogno. Per restare in Italia, le stime effettuate dalla sola Guardia di Finanza per il triennio 2010/2012 indicano un ammontare di 1,6 miliardi di euro di perdita erariale, e si tratta solo dei reati effettivamente accertati dalle forze dell’ordine.</p>
<p style="text-align: justify;">La criminalità organizzata ha mostrato costantemente il suo interesse per il settore sanitario. Ad oggi in Italia, sette aziende sanitarie sono state commissariate per infiltrazioni della criminalità organizzata: l’Asl di Locri, l’Asp di Vibo Valentia, l’Asl di Pomigliano d’Arco, l’Asl di Reggio Calabria, l’Asl di Pavia, l’Asl di Cosenza,l’Asl Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. L’aspetto singolare che accomuna le quattro aziende sanitarie commissariate è il ripetersi di alcune modalità comuni: gestione clientelare del personale, abusi nelle attività di appalto e di fornitura, abusi nella gestione delle strutture private accreditate e il supporto da parte della politica locale.</p>
<p style="text-align: justify;">Davanti a questi numeri, trasparenza, integrità e legalità sono elementi essenziali nella costruzione di un sistema di tutela della salute e, di conseguenza, nella promozione del benessere.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alcuni degli strumenti recentemente introdotti o potenziati dalla normativa italiana potrebbero produrre buoni risultati nel contrasto delle criticità.</strong> Nello specifico, la legge del 6 novembre 2012, n. 190 recante &#8220;Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell&#8217;illegalità nella pubblica amministrazione&#8221;, prevede la predisposizione del Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) oltre che l&#8217;introduzione della figura del responsabile per la prevenzione della corruzione. <strong>In particolare, la trasparenza nelle procedure e nei risultati potrebbe avere un impatto positivo nel settore degli appalti e delle forniture</strong>, mentre è probabile che controlli interni efficaci possano limitare il diffondersi degli abusi nel rimborso delle prestazioni ai provider e nell&#8217;attività intramoenia. La creazione di un sistema di tutele e incentivi per chi denuncia eventuali abusi può essere d&#8217;aiuto nella repressione di alcune fattispecie.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>“Per questo” &#8211; si legge a conclusione del rapporto &#8211; “ è necessario illuminare la salute, per valorizzare un bene prezioso e per fare luce sulle zone d&#8217;ombra che insidiano la salute della popolazione”.</strong></p>
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