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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; roma</title>
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		<title>“IL MONDO DI MEZZO ESISTE, MAFIA CAPITALE NO”.  ORGANIZZAZIONE DIVERSA DALLE ASSOCIAZIONI MAFIOSE TRADIZIONALI. NO ALLA GERARCHIA E ALLA SUBORDINAZIONE.</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2017/08/il-mondo-di-mezzo-esiste-mafia-capitale-no-organizzazione-diversa-dalle-associazioni-mafiose-tradizionali-no-alla-gerarchia-e-alla-subordinazione/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Aug 2017 09:57:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Che si dice in giro]]></category>
		<category><![CDATA[attività criminali]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità organizzata]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia Capitale]]></category>
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		<description><![CDATA[Il modello organizzativo delle mafie tradizionali è incompatibile con quello della criminalità organizzata romana. Roberto Galullo su Il Sole 24 Ore commenta la vicenda, spiegando come sia ormai chiaro che “mafia capitale” fosse un’organizzazione criminale con logiche organizzative completamente diverse da quelle tradizionali. A tal proposito, la realtà romana è sempre stata caratterizzata dall’assenza di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_5336.jpg"><img class=" size-full wp-image-5999 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/11/IMG_5336.jpg" alt="IMG_5336" width="640" height="360" /></a></p>
<p>Il modello organizzativo delle mafie tradizionali è incompatibile con quello della criminalità organizzata romana. <strong>Roberto Galullo</strong> su Il Sole 24 Ore commenta la vicenda, spiegando come sia ormai chiaro che “mafia capitale” fosse un’organizzazione criminale con logiche organizzative completamente diverse da quelle tradizionali. A tal proposito, la realtà romana è sempre stata caratterizzata dall’<strong>assenza di gerarchia </strong>ma contraddistinta da figure di spicco come Ernesto Diotallevi, Michele Senese e Massimo Carminati. Lo scopo finale di “mafia capitale” erano quelli descritti dall’articolo 416 bis ma anche l’infiltrazione nel tessuto sociale e istituzionale capitolino. “Mafia capitale” si contraddistingueva per la <strong>struttura reticolare </strong>e<strong> capillare</strong> che la faceva percepire nelle aree soggiogate alla sua azione, preservando il potere intimidatorio delle tradizionali organizzazioni criminali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: Roberto Galullo, <em>LA «CIFRA ROMANA» DELLA CRIMINALITÀ. RAPPORTI FLUIDI E STRUTTURA RETICOLARE</em>, su “Il Sole 24Ore”, 21 luglio 2017, pagine 1 e 8.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Roma Capitale, Mafia Succursale</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/06/roma-capitale-mafia-succursale/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2015 07:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Maurizio Costa]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Infiltrazioni mafiose]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo scandalo che ha investito il comune di Roma è arrivato al secondo filone d&#8217;inchiesta. Secondo gli inquirenti, Salvatore Buzzi e Massimo Carminati avrebbero detenuto poteri enormi grazie soprattutto alle connivenze e agli stipendi illeciti che percepivano i politici di turno, sia in Campidoglio sia in Regione Lazio. Ma com&#8217;è possibile che due singoli soggetti [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/Salvatore_buzzi-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2697" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/Salvatore_buzzi-2-300x132.jpg" alt="Salvatore_buzzi-2" width="300" height="132" /></a>Lo scandalo che ha investito il comune di Roma è arrivato al secondo filone d&#8217;inchiesta. Secondo gli inquirenti, Salvatore Buzzi e Massimo Carminati avrebbero detenuto poteri enormi grazie soprattutto alle connivenze e agli stipendi illeciti che percepivano i politici di turno, sia in Campidoglio sia in Regione Lazio. Ma com&#8217;è possibile che due singoli soggetti abbiano potuto mettere le mani su tutta Roma senza che nessuno battesse ciglio?</p>
<p align="JUSTIFY">La Mafia di Roma, come è stata definita dai magistrati, sarebbe una vera e propria organizzazione criminale che prevedeva, come tutte le altre mafie, silenzio, omertà e a volte qualche vittima. Rispetto ad altre forme di mafie, si sarebbe però distinta sia per le modalità di esecuzione degli atti criminosi, sia nel modo in cui veniva percepita dai cittadini.</p>
<p align="JUSTIFY">La Mafia a Roma si troverebbe dentro i palazzi (Campidoglio o Regione), negli appartamenti privati o negli studi notarili. Niente uscite fuori posto, niente spari a vuoto, niente vittime non necessarie. Mentre la camorra entra nel tessuto sociale, insinuandosi nelle case e nelle vite di chi ha la sfortuna di trovarcisi vicino, Mafia Capitale era “alta”, come quel “mondo di sopra” che Massimo Carminati ha descritto con dovizia di particolari.</p>
<p align="JUSTIFY">Nessun intesseva contatti con chi vale zero, ma solamente con chi ha il potere di concedere bandi, affidamenti e altre risorse. La percezione che i cittadini avevano prima di dicembre del 2014 di questa “cooperativa a delinquere” era solo ideale, non pratica: la sua esistenza si poteva forse immaginare, ma non si conosceva con precisione. “Si stavano mangiando tutto alle nostre spalle” commentano i romani.</p>
<p align="JUSTIFY">Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha ereditato questa situazione e adesso dovrà sforzarsi di cancellare qualsiasi traccia di questa attività criminale insieme al Prefetto di Roma, Franco Gabrielli, e alla Magistratura. Roma non è con i mafiosi: Roma è contro, protesta e si indegna davanti a questa inchiesta che ha scoperchiato un mondo invisibile ai più. La vera mafia, quella per così dire tradizionale, nella Capitale c&#8217;è, e si trova esattamente a Ostia, dove esistono veri e propri clan. Usano metodi tradizionali, atti intimidatori, come dare fuoco a un&#8217;edicola o a un chiosco (http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/06/14/news/ostia_nuovo_incendio_doloso_a_fuoco_edicola-116818724/).</p>
<p align="JUSTIFY">La Mafia a Roma si può eliminare perché non attecchisce sulla gente, non entra nel tessuto sociale della maggior parte dei romani, non riesce a corrompere grandi numeri. Basta un taglio netto, un&#8217;eliminazione dei vertici criminali, per far tornare Roma la Capitale d&#8217;Italia e Mafia la Succursale.</p>
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		<title>Roma: è di nuovo scandalo</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/02/roma-e-di-nuovo-scandalo/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Feb 2015 13:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sara Landi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Maladministration e sprechi]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Proprio nel giorno in cui in Senato viene bocciata la proposta del Movimento 5 Stelle il M5S di riesamine del Pacchetto Anticorruzione, fermo al Senato da 9 mesi, arriva la notizia di nuovi arresti nella capitale. La Guardia di finanza ha, infatti, eseguito le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Roma, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/comune_roma1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1526" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/comune_roma1-300x225.jpg" alt="comune_roma1" width="300" height="225" /></a>Proprio nel giorno in cui in Senato viene bocciata la proposta del Movimento 5 Stelle il M5S di riesamine del Pacchetto Anticorruzione, fermo al Senato da 9 mesi, arriva la notizia di nuovi arresti nella capitale. La Guardia di finanza ha, infatti, eseguito le ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale di Roma, Anna Maria Gavoni, che hanno riguardato questa volta tecnici in servizio al IX dipartimento di Roma Capitale (programmazione e attuazione urbanistica), preposti a rilascio delle concessioni edilizie.<br />
L’accusa riguarda la richiesta di tangenti per l’autorizzazione di lavori edilizi e per evitare la denuncia degli illeciti commessi nei cantieri.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare si tratta di cinque funzionari pubblici, tre tecnici del Comune (un tecnico del XIV municipio e due funzionari del IX dipartimento) che, insieme a due ispettori della Spresal (servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro), sono finiti in carcere, mentre a sei imprenditori è stato imposto l&#8217;obbligo di presentazione davanti all&#8217;autorità giudiziaria.<br />
L&#8217;operazione di oggi si ricollega a quella dello scorso 8 Gennaio, soprannominata &#8216;Vitruvio&#8217;, quando furono compiute 28 misure cautelari (di cui 22 arresti) per funzionari pubblici, imprenditori e professionisti che chiedevano tangenti da 1.000-1.500 euro per non rilevare abusi edilizi.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inchiesta è nata dalla denuncia di due costruttori romani, impegnati nelle realizzazioni di unità abitative nella zona Casalotti-Boccea, &#8220;esasperati dalle continue richieste di denaro&#8221;.<br />
Dalle indagini è risultato che alcuni costruttori, per velocizzare l&#8217;approvazione dei progetti edilizi, si vedevano obbligati a soddisfare le richieste illecite dei responsabili dell’iter burocratico.<br />
È venuta a galla, inoltre, l’esistenza un vero e proprio tariffario per le tangenti: 6mila euro per la dichiarazione di inizio dei lavori, 3mila per le pratiche di sanatoria, 8mila per le varianti e 10 mila per la dichiarazione di fine lavori, 100 euro per evadere i controlli sulle misure di sicurezza. Tramite le intercettazioni è emersa la pratica dell&#8217;utilizzo di una valuta fittizia, la &#8216;latta&#8217;, corrispondente a 100 euro. &#8220;In alcuni casi &#8211; ha affermato il generale Gennaro Vecchione, comandante delle Unità speciali della Finanza &#8211; abbiamo scoperto una sorta di corruzione preventiva con tangenti pagate addirittura prima che partissero i controlli&#8221;. La cosiddetta corruzione “preventiva”, ossia pagamento di tangenti per aggirare i controlli ancora prima che venissero pianificati, aveva assunto forme notevoli anche tra gli ispettori della Spresal, portando all&#8217;arresto di altri funzionari.</p>
<p style="text-align: justify;">Si apre così uno squarcio preoccupante sul sistema di malaffare e corruzione adottato dai pubblici ufficiali indagati. Gli episodi di corruzione, infatti, interessano sia la fase preliminare, il momento in cui venivano presentati i progetti a chi era incaricato del rilascio del titolo autorizzativo, sia la fase operativa, quando venivano effettuati i controlli nei cantieri dai tecnici dell’ispettorato edilizio che non denunciavano gli abusi.</p>
<p style="text-align: justify;">A pochi giorni dal discorso del neo-eletto Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, le sue parole di insediamento risuonano ancora più forte come monito per le istituzioni: “la corruzione ha raggiunto un livello inaccettabile […] divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini, impedisce la corretta esplicazione delle regole del mercato, favorisce le consorterie e penalizza gli onesti e i capaci». Occorre, ora più che mai, “una dirigenza politica e amministrativa capace di compiere il proprio dovere”.</p>
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