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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; riciclaggio</title>
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		<title>Lotta alla corruzione e riciclaggio &#8211; Franco Roberti e Claudio Clemente a Tor Vergata</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2017 09:24:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Clemente]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[franco roberti]]></category>
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		<description><![CDATA[Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo, e Claudio Clemente, Direttore dell’UIF, hanno tenuto una lectio magistralis al Master in Anticorruzione dell&#8217;Università di Roma Tor Vergata. Lotta ai reati finanziari, sfide e punti di forza del sistema italiano. Video della Lectio su &#8220;La finanza sul web&#8221;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Franco Roberti,</strong> Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo, e <strong>Claudio Clemente, </strong>Direttore dell’UIF, hanno tenuto una lectio magistralis al Master in Anticorruzione dell&#8217;Università di Roma Tor Vergata.</p>
<p style="text-align: center;">Lotta ai reati finanziari, sfide e punti di forza del sistema italiano.</p>
<p><a href="http://www.lafinanzasulweb.it/2017/lotta-a-corruzione-e-riciclaggio-il-punto-di-clemente-e-roberti/">Video</a> della Lectio su &#8220;La finanza sul web&#8221;</p>
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		<title>La cultura del whistleblowing &#8211; Parte 1</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/10/la-cultura-del-whistleblowing-parte-1/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 09:08:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Favero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Whistleblowing]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Aristide Police]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Clemente]]></category>
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		<category><![CDATA[Cucuccio Filippo]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Palisi]]></category>
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		<category><![CDATA[Monica Maggioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Cantone]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>
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		<category><![CDATA[s.o.s.]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Lo Giudice]]></category>
		<category><![CDATA[Sergio Sottani]]></category>
		<category><![CDATA[whistleblowers]]></category>
		<category><![CDATA[whistleblowing]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 22 Ottobre 2015, a Roma, più precisamente nella sede della Rai in Viale Mazzini, si è svolto l’evento: La cultura del whistleblowing – “Un impegno civile ed etico per un&#8217;efficace lotta alla corruzione” (http://anticorruzione.eu/2015/10/4094/) al quale abbiamo partecipato. L’incontro si è svolto in questo modo: i saluti iniziali di Monica Maggioni (Presidente Rai) e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/10/IMG_2863.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4275" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/10/IMG_2863-300x224.jpg" alt="IMG_2863" width="300" height="224" /></a>Il 22 Ottobre 2015, a Roma, più precisamente nella sede della Rai in Viale Mazzini, si è svolto l’evento: <em>La cultura del whistleblowing – “Un impegno civile ed etico per un&#8217;efficace lotta alla corruzione”</em> (<a href="http://anticorruzione.eu/2015/10/4094/" target="_blank">http://anticorruzione.eu/2015/10/4094/</a>) al quale abbiamo partecipato. L’incontro si è svolto in questo modo: i saluti iniziali di <strong>Monica Maggioni</strong> (Presidente Rai) e del Rettore dell’Università Tor Vergata <strong>Giuseppe Novelli</strong>. Successivamente <strong>Raffaele Cantone</strong> (Presidente ANAC) ha fatto una breve relazione. Dopodiché è iniziato il dibattito alla tavola rotonda con una moltitudine di ospiti: <strong>Giuseppe Bottillo</strong> (Comandante Nucleo Speciale Polizia Valutaria Guardia di Finanza); <strong>Gianfranco Cariola</strong> (Direttore internal auditing e Responsabile Anticorruzione e Trasparenza Rai); <strong>Claudio Clemente</strong> (Direttore Unità di Informazione Finanziaria Banca d’Italia<strong>); Salvatore Lo Giudice</strong> (Direttore Affari Legali e Societari Rai); <strong>Francesca Palisi</strong> (Responsabile Ufficio Ordinamento Finanziario ABI); <strong>Aristide Police</strong> (Professore Ordinario di Diritto Amministrativo e Direttore Master in Anticorruzione Università degli studi di Roma Tor Vergata); <strong>Nello Rossi</strong> (Avvocato Generale presso la Corte di Cassazione); <strong>Sergio Sottani</strong> (Procuratore Capo Procura della Repubblica di Forlì) ed infine <strong>Guido Stazi</strong> (Segretario Generale Consob). Le considerazioni conclusive di tutto l’evento sono state affidate al Professore Ordinario di Economia Politica e Direttore del Master in Procurement Management all’Università di Roma Tor Vergata <strong>Gustavo Piga</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie al grande numero di onorevoli ospiti possiamo dire che sono usciti fuori concetti in tema whistleblowing molto interessanti ed alcune domande in merito che cercano ancora risposta, come ad esempio: è giusto ricompensare i whistleblowers o essendo un dovere quello della segnalazione non ha bisogno di nessun premio? Si devono prendere in considerazione i segnalatori anonimi oppure si scartano già in partenza?</p>
<p style="text-align: justify;">Del discorso di Monica Maggioni e Raffaele Cantone potete leggere su questo link (<a href="http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=227970" target="_blank">http://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=227970</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">Mi vorrei soffermare di più su tutti gli altri ospiti. Il moderatore della tavola rotonda, <strong>Cucuccio Filippo</strong> (Direttore Generale ANSPC – Associazione Nazionale per lo studio dei Problemi di Credito) prima di iniziare il dibattito ha tirato fuori alcuni dati sconfortanti che ci servono a capire in che contesto viviamo. L’Italia si classifica, secondo il Word Economic Forum, al 106esimo posto su 144 Nazioni considerate per quanto riguarda l’indice di competitività globale e gli aspetti della legalità. Transparency International ci ricorda che siamo quasi in cima classifica della corruzione in Europa, veniamo dopo Grecia e Bulgaria. Siamo al terzo posto. Per quanto riguarda la percezione della criminalità organizzata, secondo studi condotti dalla Banca d’Italia, risulta che la percezione del rischio di criminalità economica per le imprese è pari al 30%. Cioè il 30% delle imprese sente come motivo inibitorio della propria attività, sviluppo, la presenza di una criminalità organizzata sul proprio territorio. Al sud la percentuale sale al 40%.</p>
<p style="text-align: justify;">Intervento interessante è stato quello del Generale <strong>Giuseppe Bottillo</strong>, il quale ci ha ricordato che il tema della corruzione è una questione culturale. Ha completamente ragione. Il Rettore dell’Università Tor Vergata <strong>Giuseppe Novelli</strong> raccontava che Hong Kong era, fino a poco tempo fa, un luogo con altissimo tasso di corruzione. Il problema si è completamente, o quasi, risolto grazie ad un intervento proprio sulla cultura, partendo dalle scuole. Il primo fenomeno di whistleblowing, afferma poi il Generale, è avvenuto in America durante la guerra d’indipendenza a proposito della corruzione che avveniva nella fornitura delle armi. Le forniture militari sono un classico caso in cui c’è un livello di segretezza altissimo, quindi diventa difficile poter verificare se c’è qualcuno che gestisce delle rendite illecite. La corruzione aumenta all’aumentare del grado di monopolio, di segretezza, discrezionalità e diminuisce in relazione al grado di accountability, la capacità di rendere conto.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel suo intervento di <strong>Gianfranco Cariola</strong> ci ha spiegato che il whistleblowing viene usato come strumento fondamentale di gestione e controllo interno in Rai. Il management deve usarlo per poter gestire in maniera corretta le attività. La segnalazione deve essere vista non come uno strumento repressivo, ma di gestione interna. Il whistleblowing diventa, quindi, un’informazione utile ai managers. Ci ha raccontato che mentre camminava per Milano, guardando la facciata di un palazzo in ristrutturazione, c’era un grande cartello con un numero telefonico impresso. S’invitavano i passanti a contattare quel numero nell’ipotesi in cui un operaio lavorasse in assenza di dispositivi di sicurezza. Ecco un esempio pratico che permette a chiunque di trasformarsi in controllori interni all’azienda. Ma qui però nasce un problema. Questo sistema di chiamata telefonica, probabilmente, permette al segnalatore di rimanere anonimo. Lo possiamo accettare? Credo che facilmente la segnalazione può essere strumentalizzata e per questo non può essere presa in considerazione se fatta da anonimi, ma probabilmente si dovrebbe analizzare caso per caso. Cioè se abbiamo di fronte una segnalazione anonima ma che dà informazioni precise, verificabili e concordanti, come dice Gianfranco Cariola, allora ha senso che su questa segnalazione si faccia un’istruttoria. Inoltre Cariola ci dice che la segnalazione, in alcuni casi, fa scattare anche degli obblighi verso l’autorità giudiziaria se a riceverla è un soggetto che riveste la qualifica di incaricato di pubblico servizio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’intervento di <strong>Claudio Clemente</strong> si è analizzato come lo strumento del whistleblowing si inserisce nel sistema delle s.o.s. (segnalazioni ed operazioni sospette) e nel sistema del riciclaggio economico. Uno degli strumenti dell’anticorruzione è la segnalazione all’interno della Pubblica Amministrazione ed uno dei reati più comuni è legato proprio alla corruzione. Contrastando il riciclaggio, cioè il flusso di denaro che serve a corrompere i soggetti pubblici, si aiuta a contrastare la corruzione. La quarta direttiva antiriciclaggio aggiunge alle s.o.s. anche segnalazioni da parte di operatori interni, pubblici o privati, di comportamenti che violano le norme di antiriciclaggio (<a href="http://www.compliancenet.it/iv-direttiva-europea-antiriciclaggio-e-contro-il-finanziamento-del-terrorismo-testo-definitivo-in-italiano-e-inglese-6-giugno-2015" target="_blank">http://www.compliancenet.it/iv-direttiva-europea-antiriciclaggio-e-contro-il-finanziamento-del-terrorismo-testo-definitivo-in-italiano-e-inglese-6-giugno-2015</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">L’Avvocato <strong>Salvatore Lo Giudice</strong> ha trattato il momento in cui un’azienda viene colpita da indagini giudiziarie. L’azienda deve certamente collaborare con le autorità giudiziarie, le quali hanno comunque i mezzi per fare tutto quanto in loro potere, ma deve inoltre prevenire, rilevare e porre rimedio. Il legislatore deve disciplinare la fase più complessa, il rapporto tra impresa ed autorità giudiziaria nel momento in cui l’indagine giudiziaria ha inizio. La segnalazione dove incide? Proprio nel momento del rilevare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel prossimo articolo tratteremo i temi sviluppati dagli altri ospiti.</p>
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		<title>L’onda inarrestabile del riciclaggio</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Aug 2015 09:22:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Frontespezi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione Amministrativa e Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[concussione]]></category>
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		<description><![CDATA[L’attività di riciclaggio consiste nel re-immettere nel sistema finanziario i proventi di un reato, quindi di “ripulire” il denaro “sporco” ottenuto in modo illecito e reinvestirlo per occultarne l’origine disonesta. Ovviamente una parte del fenomeno è quella che trae origine dai proventi della corruzione e della concussione: un funzionario pubblico in possesso di denaro indebito [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: justify;"></h1>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft  wp-image-3554" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/08/riciclaggio-di-denaro-corbis-258.jpg" alt="riciclaggio-di-denaro-corbis-258" width="229" height="229" />L’attività di riciclaggio consiste nel re-immettere nel sistema finanziario i proventi di un reato, quindi di “ripulire” il denaro “sporco” ottenuto in modo illecito e reinvestirlo per occultarne l’origine disonesta. Ovviamente una parte del fenomeno è quella che trae origine dai proventi della corruzione e della concussione: un funzionario pubblico in possesso di denaro indebito potrebbe decidere di rimetterlo in circolazione “ripulendolo”, anziché nasconderlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fenomeno è riconosciuto come reato e contrastato sia a livello nazionale che internazionale tramite accordi di cooperazione tra gli stati; ma è di pochi giorni fa un <a href="http://www.nytimes.com/2015/08/04/business/dealbook/the-challenges-of-fighting-money-laundering.html?_r=2">articolo</a> di Peter Henning pubblicato sul New York Times che denuncia come il riciclaggio sia più che mai presente nel sistema finanziario statunitense. Numerose leggi prescrivono per banche e cooperative di credito la necessità di tracciare in dettaglio la clientela e di tenere d’occhio eventuali operazioni sospette, secondo il cosiddetto principio “follow the money”; per tali istituti è inoltre prescritto il versamento annuale di una quota consistente a specifici programmi antiriciclaggio. Costante è l’impegno delle forze dell’ordine nel contrasto di questo fenomeno, reso sempre più complicato dalla continua ricerca da parte dei malfattori di metodi innovativi per re-immettere denaro sporco nel sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">Il suddetto articolo evidenzia come il problema sia diffuso a più livelli, colpendo istituti bancari di grandi dimensioni e allo stesso tempo innestandosi in società minori. Il primo esempio riportato è quello della Banamex USA, controllata da Citigroup, che ha ricevuto notevoli sanzioni per non aver disposto personale sufficiente e preparato al controllo di operazioni sospette e per problemi di revisione dei conti, ed infine inserita in un’indagine per riciclaggio di denaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è da meno l’indagine che vede come protagonisti Anthony Murgio e Yuri Lebedev, coinvolti in uno scandalo di pirateria nella JP Morgan Chase, nell’ambito del quale sono state rubate informazioni su circa 80 milioni di clienti della banca. Le denunce a loro carico riguardano la creazione di un giro d’affari illegale di trasmissione di soldi per la re-immissione di denaro sporco, nascosto dietro una finta società di collezionismo; quindi i capitali irregolari venivano spostati su conti all’estero fingendo fossero i proventi di questa società, sorvolando così il problema di trasportare denaro fisico fuori dal paese riuscendo a farlo per via elettronica. Il passo successivo è stato quello di subentrare nel sistema bancario acquisendo il controllo di una società cooperativa di credito, la quale date le modeste dimensioni e il ridotto personale non era sottoposta a controlli antiriciclaggio; ma ben presto le ingenti somme in entrata della società destarono i sospetti delle autorità adibite ai controlli, che iniziarono le indagini.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalle realtà più influenti a quelle più di nicchia, il fenomeno del riciclaggio di denaro si innesta in qualunque vicolo del sistema finanziario, dove i soldi circolano liberamente, ma dove forse sarebbero necessari controlli più severi e stringenti che puniscano i detentori di denaro sporco e che contrastino qualunque sua forma di ricircolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h4>Riferimenti di interesse:</h4>
<p>Giuliani, C. (2015). <em>Soldi sporchi : Corruzione, riciclaggio e abuso di potere tra Europa e Delta del Niger.</em> Round Robin Editrice.</p>
<p>Henning, P. J. (2015, Agosto 3). The Challenges of Fighting Money Laundering. <em>The New York Times</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il premier romeno, indagato per corruzione, rifiuta di dimettersi</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2015 09:37:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carlotta Moiso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[abuso d'ufficio]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il premier romeno Victor Ponta è indagato dalla procura anti-corruzione del paese sia per attività svolte in qualità di premier, sia per reati relativi alla sua attività di avvocato tra il 2007 e il 2008. Le accuse a suo carico sono quelle di complicità in evasione fiscale, conflitto di interesse, riciclaggio di denaro e abuso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/Victor-Ponta.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2474" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/06/Victor-Ponta-300x200.jpg" alt="Victor-Ponta" width="300" height="200" /></a>Il premier romeno Victor Ponta è indagato dalla procura anti-corruzione del paese sia per attività svolte in qualità di premier, sia per reati relativi alla sua attività di avvocato tra il 2007 e il 2008. Le accuse a suo carico sono quelle di complicità in evasione fiscale, conflitto di interesse, riciclaggio di denaro e abuso d’ufficio.<br />
Il presidente della Romania Klaus Iohannis, il 5 giugno, ha richiesto al premier indagato di dimettersi, affermando che “Non è sostenibile nel Paese una situazione che veda il capo del governo accusato di corruzione” e che le dimissioni sono necessarie per evitare una crisi politica.<br />
Il premier Ponta, dal canto suo, sostiene che l’unico organo in grado di decidere circa le sue dimissioni è lo stesso che lo ha eletto, ovvero il parlamento.<br />
Il parere dell’esperta anti corruzione Laura Stefan è che, in ogni caso, né l’indagine, né tantomeno una condanna equivarrebbero alla morte politica di Ponta. In Romania, infatti, la condanna per corruzione non ha impedito in passato ad altri politici di proseguire la loro carriera.<br />
Questi avvenimenti si verificano proprio in un momento in cui l’impegno della Romania nella lotta alla corruzione si sta intensificando: nel 2014 ci sono state ben 1138 condanne per corruzione che hanno investito, tra gli altri, politici, giudici e pubblici ministeri.<br />
Fonti e per approfondire:<br />
• <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2015/06/05/news/romania_il_premier_ponta_indagato_dall_anti-corruzione_il_presidente_chiede_le_dimissioni-116118634/?refresh_ce" target="_blank">http://www.repubblica.it/esteri/2015/06/05/news/romania_il_premier_ponta_indagato_dall_anti-corruzione_il_presidente_chiede_le_dimissioni-116118634/?refresh_ce</a><br />
• <a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2015/06/05/romania-il-presidente-chiede-le-dimissioni-del-premier-accusato-di-corruzione_ffcf4c0d-b3e6-4bc4-930f-2cabb2e98ae5.html" target="_blank">http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2015/06/05/romania-il-presidente-chiede-le-dimissioni-del-premier-accusato-di-corruzione_ffcf4c0d-b3e6-4bc4-930f-2cabb2e98ae5.html</a><br />
• <a href="http://www.nytimes.com/2015/06/06/world/europe/romanian-president-calls-for-premier-to-resign-amid-graft-inquiry.html?_r=0" target="_blank">http://www.nytimes.com/2015/06/06/world/europe/romanian-president-calls-for-premier-to-resign-amid-graft-inquiry.html?_r=0</a></p>
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