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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; PTPC</title>
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		<title>Piani triennali di prevenzione della corruzione: le Asl sono sulla buona strada</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2016 07:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[PTPC]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 16 dicembre scorso è stato pubblicato il “Rapporto sullo stato di attuazione e la qualità dei piani triennali di prevenzione della corruzione nelle amministrazioni pubbliche 2015-2017”. Redatto dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, l’analisi è stata condotta su 1911 enti presi a campione. Riguardo le Aziende sanitarie locali (Asl) il rapporto dice che tutte quelle analizzate hanno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/corruzione-sanità.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4735" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/corruzione-sanità.jpg" alt="corruzione-sanità" width="299" height="168" /></a>Il 16 dicembre scorso è stato pubblicato il “Rapporto sullo stato di attuazione e la qualità dei piani triennali di prevenzione della corruzione nelle amministrazioni pubbliche 2015-2017”. Redatto dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, l’analisi è stata condotta su 1911 enti presi a campione.<br />
Riguardo le Aziende sanitarie locali (Asl) il rapporto dice che tutte quelle analizzate hanno adottato almeno un’edizione del Piano triennale di prevenzione della corruzione (<a href="http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Pubblicazioni/RapportiStudi/Anac.RappAttuazionePianiPrevenzioneCorruzionePA.dic2015.pdf" target="_blank">PTPC</a>) , un segnale importante che evidenzia un passo in avanti rispetto agli anni precedenti. Nonostante il 58,04% dei Piani delle Aziende sanitarie abbia mostrato una sufficiente o buona analisi del contesto interno, si registra ancora “l’assenza o l’inadeguatezza” delle analisi riguardanti il contesto esterno all’azienda: mancanze queste che provocano ricadute in tutte le aree di rischio più sensibili relativamente alle Asl, come la gestione delle risorse umane, la gestione contabile-patrimoniale, la gestione di farmaci e altri beni sanitari, ecc. Nonostante il rapporto dica che l’analisi del rischio è stata svolta “in maniera sufficiente o buona” dal 61,54% delle Asl prese in considerazione , le aree in questione restano quelle a cui bisogna prestare più attenzione, perché più soggette al pericolo corruzione.<br />
Il presidente dell’Anac Cantone qualche mese fa, in occasione del “Quinto convegno nazionale sull’appropriatezza nel Servizio sanitario nazionale”, ha chiosato dicendo: “La nostra missione è inserire negli organismi pubblici gli anticorpi che impediscano la corruzione” . In quest’ottica preventiva di lotta alla corruzione rientra un’analisi specifica dei PTPC in questione, che ha chiarito quali sono le misure obbligatorie meglio sviluppate dalle Asl: il codice di comportamento (la cui programmazione è risultata complessivamente sufficiente o buona nel 60,14% dei casi); il Whistleblowing (adeguata nel 56,63% dei casi); la formazione (adeguata nel 52,45% dei casi); l’astensione in caso di conflitti di interessi (adeguata nel 52,45% dei casi) . Nel 60,03% dei casi le Asl campionate hanno anche adottato altre misure oltre a quelle obbligatorie (sempre legate all’intensificazione dei controlli, all’adozione di regolamenti o di direttive interne) . Ma queste disposizioni spesso non bastano.<br />
Lo dimostra ad esempio l’Asl Napoli 3 Sud, recentemente finita sui <a href="http://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/01/15/news/appalti_irregolari_sprechi_e_clan_l_asl_3_ai_raggi_x_del_commissario-131285658/" target="_blank">giornali</a> in seguito a una relazione del commissario straordinario Antonietta Costantini inviata in Regione lo scorso 22 dicembre 2015. Dal report emergerebbero appalti gonfiati, infiltrazioni mafiose nella ditta incaricata del trasporto infermi, doppi pagamenti ai fornitori, e altre irregolarità tutte da verificare. L’Asl in questione aveva già adottato il PTPC relativo al triennio 2015-2017 – a firma dell’ex commissario straordinario Dott. Salvatore Panaro –, con l’obiettivo di sviluppare misure di prevenzione “in riferimento al proprio particolare contesto di riferimento che, si ricorda, è particolarmente complesso, non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche dal punto di vista socio-culturale” .<br />
In concomitanza con la consultazione pubblica indetta dai vari enti per il varo del PTPC relativo al triennio 2016-2018, anche l’Asl Napoli 3 Sud ha promosso un procedimento partecipativo per aggiornare il piano, con il termine ultimo che sarà quello del 31 gennaio prossimo, data in cui il dovrà essere adottato. Misura questa che testimonia la volontà di voler continuare sulla strada della prevenzione, l’unica da seguire per sconfiggere la corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Aggiornamento Piano Nazionale Anticorruzione</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/12/aggiornamento-piano-nazionale-anticorruzione/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2015 08:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione Amministrativa e Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[PNA]]></category>
		<category><![CDATA[PTPC]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 28 ottobre è stato pubblicato l’aggiornamento 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione che è stato presentato, per la parte speciale sulla sanità, dal Presidente A.N.AC.,  Cantone ed il Ministro della Salute, Lorenzin il 6 Novembre (Leggi la breve descrizione).  Il primo Piano Nazionale Anticorruzione (Pna) è stato approvato da CiVIT/A.N.AC. nel settembre del 2013, su [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 28 ottobre è stato pubblicato l’aggiornamento 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione che è stato presentato, per la parte speciale sulla sanità, dal Presidente A.N.AC.,  Cantone ed il Ministro della Salute, Lorenzin il 6 Novembre (<a href="http://anticorruzione.eu/2015/11/laggiornamento-del-pna-rischio-corruzione-in-sanita/">Leggi la breve descrizione</a>).  Il primo Piano Nazionale Anticorruzione (Pna) è stato approvato da CiVIT/A.N.AC. nel settembre del 2013, su iniziativa del Dipartimento della funzione pubblica. La scelta dell&#8217; A.N.AC. è stata quella di non procedere all&#8217;aggiornamento 2014 (che avrebbe influito sugli eventuali aggiornamenti dei Piani triennali per la prevenzione della corruzione (Ptpc) da approvare entro il 31 gennaio 2015), per intervenire, invece, entro ottobre 2015, con indicazioni più puntuali alle amministrazioni per l&#8217;implementazione dei piani triennali per la prevenzione della corruzione entro gennaio 2016.</p>
<p style="text-align: justify;">Sì è preferito utilizzare parte del 2015 per una lettura delle pianificazioni adottate dalle diverse amministrazioni, in modo da comprendere l&#8217;effettivo stato di applicazione delle norme e le criticità e, su questa base, fornire direttive più efficaci. Le prime analisi dei piani triennali, condotte su 1911 amministrazioni (pag. 3) e concluse a Luglio, mostrano prevalentemente che le amministrazioni e gli enti locali hanno applicato il PNA, trattandolo meramente come un adempimento burocratico e finendo peraltro a copiarsi a vicenda. Facendo ciò, quasi nessuno ha impostato il proprio PNA in basi ai propri rischi specifici.</p>
<p style="text-align: justify;"> L’intento, invece, era la piena condivisione del piano di prevenzione e l’attivazione di un processo diffuso e partecipato. Ciò che per l’Autorità equivale ad omessa adozione, secondo l’aggiornamento, è:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>l’approvazione di un provvedimento puramente ricognitivo di misure, in materia di anticorruzione, in materia di adempimento degli obblighi di pubblicità ovvero in materia di Codice di comportamento di amministrazione;</li>
<li>l’approvazione di un provvedimento, il cui contenuto riproduca in modo integrale analoghi provvedimenti adottati da altre amministrazioni (copia incolla), senza adottare misure specifiche;</li>
<li>l’approvazione di un provvedimento privo di misure per la prevenzione del rischio nei settori più esposti (pag. 3).</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L’Autorità arriva ad affermare che “gran parte delle amministrazioni ha applicato in modo troppo meccanico la metodologia presentata nell’allegato 5 del PNA” (pag. 20). Da tutto ciò ne emerge un principio nuovo, la c.d. autonomia di ogni amministrazione, tanto è che  “il PTPC non è il complesso di misure che il PNA impone, ma il complesso delle misure che autonomamente ogni amministrazione o ente adotta, in rapporto non solo alle condizioni oggettive della propria organizzazione, ma anche dei progetti o programmi elaborati per il raggiungimento di altre finalità (maggiore efficienza complessiva, risparmio di risorse pubbliche, riqualificazione del personale, incremento delle capacità tecniche e conoscitive)” (pag. 8).</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi il PNA non andrebbe visto come un adempimento meramente burocratico ed il tema della prevenzione della corruzione, incidendo sui “comportamenti”, piuttosto che sugli adempimenti, deve essere affrontato proprio attraverso la “condivisione culturale”.</p>
<p style="text-align: justify;">Le aree di rischio elencate vengono incrementate con l’aggiunta degli ambiti della gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio; controlli, verifiche, ispezioni e sanzioni;  incarichi e nomine;  affari legali e contenzioso.</p>
<p style="text-align: justify;"> Le statistiche descrittive riportate dall’A.N.AC. mostrano che nella maggior parte dei casi analizzati (più dell&#8217;80%) i Ptpc mancano generalmente di un&#8217;analisi dei fattori che possono incidere in misura rilevante sul fenomeno corruttivo (come, ad esempio, variabili culturali, criminologiche, sociali e economiche del territorio). In circa il 30% dei casi analizzati, è stata riscontrata un&#8217;insufficiente qualità nella mappatura dei processi organizzativi, in circa il 50% dei casi analizzati, la mappatura dei processi è stata sufficiente e solo nel 10% dei casi analizzati, la mappatura dei processi è stata dettagliata e puntuale, sia in relazione all&#8217;individuazione di ulteriori aree di rischio (in circa l&#8217;80% dei casi analizzati, le amministrazioni non hanno specificato aree ulteriori o hanno semplicemente integrato marginalmente le aree obbligatorie previste per legge, nel restante 20% dei casi analizzati, sono state specificate aree ulteriori, ma solo raramente l&#8217;integrazione è stata condotta in maniera puntuale e dettagliata) (pag. 5).</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati emersi fanno emergere l&#8217;esigenza di incrementare gli sforzi a tutti i livelli affinché i Ptpc siano utilizzati in maniera corretta, responsabilizzando i diversi attori in termini di definizione e, soprattutto, di attuazione delle misure di prevenzione. In particolare il nuovo documento dell&#8217;Autorità dovrà, da un lato, semplificare gli indirizzi, differenziandoli per comparti di amministrazioni, tenendo in debito conto la dimensione organizzativa, e, dall&#8217;altro, dare indicazioni non solo relativamente alla fase di programmazione, ma anche a quella di rendicontazione ed attuazione delle misure. Ciò al fine di agevolare un salto di qualità nella costruzione da parte di ciascuna amministrazione dei presidi di difesa contro gli episodi di corruttela.</p>
<p style="text-align: justify;">L’aggiornamento specifica esattamente la nozione di corruzione (in senso giuridico ampio) a quella estesa anche alla c.d. “<em>maladministration</em>”, cioè alla “<em>assunzione di decisioni</em> (di assetto di interessi a conclusione di procedimenti, di determinazioni di fasi interne a singoli procedimenti, di gestione di risorse pubbliche) <em>devianti dalla cura dell’interesse generale a causa del condizionamento improprio da parte di interessi particolari. Occorre, cioè, avere riguardo ad atti e comportamenti che, anche se non consistenti in specifici reati, contrastano con la necessaria cura dell’interesse pubblico e pregiudicano l’affidamento dei cittadini nell’imparzialità delle amministrazioni e dei soggetti che svolgono attività di pubblico interesse</em>” (pag. 7). Non solo in occasione della formalizzazione di “atti” espliciti ( che si trovava nella versione precedente), ma attraverso il presidio sulle modalità di “esercizio della funzione”.</p>
<p style="text-align: justify;">Riferimenti:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/Anticorruzione">http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/Anticorruzione</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=c91fd5f20a778042717573074e7bb011">http://www.anticorruzione.it/portal/public/classic/Comunicazione/News/_news?id=c91fd5f20a778042717573074e7bb011</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/comunicazione/notizie/2013/settembre/11092013---approvato-dalla-civit-il-pna.aspx">http://www.funzionepubblica.gov.it/comunicazione/notizie/2013/settembre/11092013&#8212;approvato-dalla-civit-il-pna.aspx</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/2015/11/laggiornamento-del-pna-rischio-corruzione-in-sanita/">http://anticorruzione.eu/2015/11/laggiornamento-del-pna-rischio-corruzione-in-sanita/</a></p>
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