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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Papa</title>
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		<title>Forte la voce del Papa nel quartiere di Scampia: &#8220;La corruzione spuzza!&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2015 08:31:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Filippucci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Papa]]></category>
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		<description><![CDATA[“Gli ospedali senza medicine. Gli ammalati senza cure. I bambini senza educazione. La corruzione la pagano i poveri”. Una frase sicuramente molto forte, pronunciata da Jorge Mario Bergoglio durante una conferenza episcopale tenutasi in Argentina nel 2005, a dimostrazione del fatto che quest’impeto contro la corruzione sia sempre stato insito in lui, ancor prima di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">“Gli ospedali senza medicine. Gli ammalati senza cure. I bambini senza educazione. La corruzione la pagano i poveri”.</p>
<p style="text-align: justify;">Una frase sicuramente molto forte, pronunciata da Jorge Mario Bergoglio durante una conferenza episcopale tenutasi in Argentina nel 2005, a dimostrazione del fatto che quest’impeto contro la corruzione sia sempre stato insito in lui, ancor prima di diventare Papa.</p>
<p style="text-align: justify;">“Peccatori si, corruzione no”. È questo il “fil rouge” dei discorsi di Papa Francesco che, dall’inizio del suo pontificato, non ha fatto altro che predicare la semplicità di cuore, l’umiltà e la povertà. Condotte ben lontane dal comportamento di un corrotto che, non solo pecca, ma lo fa anche con consapevolezza ed intenzione. Chi è corrotto finisce per vivere una vita di opportunismi dove, dopo la dignità, non si ha più niente da perdere. Perché i corrotti mentono. Mentono agli altri, mentono a sé stessi. E ci credono. Sbagliano ma si comportano come se non ci fosse nulla di illecito nel loro comportamento.</p>
<p style="text-align: justify;">E richiamando alla memoria il contrappasso dantesco, così come hanno sempre agito nell’ombra immischiando gli altri, così vivranno all’inferno: nel buio nero della pece.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel libro appena uscito “Guarire dalla corruzione” (2015) Bergoglio da una definizione di corrotto: colui che ruba, colui che uccide. Ben inteso, “colui che uccide” va al di là del significato della lettera. Colui che uccide è colui che mente; colui che non ama; colui che con le sue parole e le sue azioni interferisce ( e ferisce) nella vita di qualcuno. E sta lontano, osserva il male che viene fatto da altri per suo conto senza che si sporchi le mani.</p>
<p style="text-align: justify;">Un processo di morte, una malattia dell’anima, un male che minaccia e seduce. C’è una via di uscita? Secondo Bergoglio, sì: “Quando sentì tali parole, Acab si stracciò le vesti, indossò un sacco sul suo corpo e digiunò. Si coricava con il sacco e camminava a testa bassa. Cominciò a fare penitenza.”</p>
<p style="text-align: justify;">E il riferimento ad Acab ( sovrano del regno d&#8217;Israele responsabile della lapidazione di Nabot, propietario terriero, per non avergli venduto una vigna) non è solo per i magistrati o per i privati corrotti. Il messaggio più duro è alla curia, affinchè “riparta dall’origine”.</p>
<p style="text-align: justify;">Interessante l’accostamento al Papa di Pietro Grasso che si è occupato della postfazione del libro. Chiesa e Stato uniti nel combattere la corruzione su diversi fronti.</p>
<p style="text-align: justify;">Recentemente Bergoglio è tornato a condannare i corrotti, nella città che spesso viene presa a simbolo di questo peccato. Nel giorno del 21 marzo, Napoli si è fermata per l’arrivo del Papa che ha salutato la città con la solita, grande naturalezza: “E ca ‘a Maronna v’accumpagne”.</p>
<p style="text-align: justify;">Esortando i napoletani a non lasciarsi rubare la speranza, li incita a non cedere alle lusinghe di facili guadagni o di redditi disonesti. Parla di immigrazione, di speranza e di spirito di povertà. Continuando ad arricchire di colore il suo linguaggio, il Papa urla nel quartiere di Scampia: “La corruzione spuzza” e “Andiamo avanti nella pulizia perché non ci sia la spuzza della corruzione nella vostra città”.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>A riguardo, vorrei ringraziare Adriano Aquilini per aver prestato collaborazione con la sua vignetta in evidenza. Ne approfitto per invitare chiunque abbia talento e voglia a presentare alla redazione vignette di attualità da inserire sul sito. Un modo sicuramente carino per far arrivare il nostro messaggio e le nostre intenzioni ai nostri lettori e coinvolgere chiunque voglia accostarsi a noi, senza dover usare le parole.</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/papa-francesco_NEW-min-copia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2049" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/papa-francesco_NEW-min-copia-300x191.jpg" alt="papa francesco_NEW-min copia" width="300" height="191" /></a></p>
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		<title>La Dea Tangente che toglie dignità</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Nov 2014 11:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Filippucci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>

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		<description><![CDATA[Dea Tangente che toglie dignità.  Cosi papa Francesco, durante la Santa Messa celebratasi a novembre nella cappella della Casa Santa Marta, inizia la sua campagna moralizzatrice nei confronti della corruzione, nei confronti di tutti coloro che danno da mangiare &#8220;pane sporco&#8221; ai propri figli, cadendo in un peccato talmente grave da perdere la dignità. Partendo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Dea Tangente che toglie dignità</em>.  Cosi papa Francesco, durante la Santa Messa celebratasi a novembre nella cappella della Casa Santa Marta, inizia la sua campagna moralizzatrice nei confronti della corruzione, nei confronti di tutti coloro che danno da mangiare &#8220;pane sporco&#8221; ai propri figli, cadendo in un peccato talmente grave da perdere la dignità.</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo dalla parabola dell&#8217;amministratore disonesto, il Pontefice condanna la mondanità, il vivere secondo i &#8220;valori del mondo&#8221;, veri nemici dell&#8217;uomo che lo portano inevitabilmente ad adottare atteggiamenti e stili di vita che non possono essere ravvisati in altro se non nella scelta della strada più breve, più comoda per guadagnarsi la vita. Una vita &#8220;giusta&#8221;? Forse, ma sempre rispetto a quei &#8220;valori del mondo&#8221; che ci deviano da ciò che dovrebbe essere insito in noi e ciò che dovrebbe andare sotto il nome di <em>morale.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nella parabola, il padrone dell&#8217;amministratore disonesto lo loda nelle sue azioni ed è proprio questa la<em> lode alla tangente</em>, attitudine che si sta sostituendo sempre di più all&#8217;onestà di un pane portato a casa e dato ai propri figli grazie ad un sano e genuino lavoro. Lavoro che dà dignità. Dignità che unisce gli uomini.<br />
E l&#8217;esempio di mondanità dell&#8217;amministratore della parabola si riflette in quello di &#8220;alcuni amministratori, amministratori di aziende, amministratori pubblici, alcuni amministratori del governo&#8221; propri della realtà in cui viviamo. Amministratori che fanno della corruzione un&#8217;abitudine, un modus operandi se non addirittura un modus vivendi, tanto che si presta molto facilmente ad essere oggetto delle maggiori testate giornalistiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa &#8220;abitudine alla tangente&#8221; conduce naturalmente ad un&#8217;assimilazione, come ha specificato il Papa:</p>
<blockquote><p><em>S’incomincia forse con una piccola bustarella, ma è come la droga. Anche se la prima bustarella è piccola, poi viene quell’altra e quell’altra: e tu finisci con la malattia dell’addizione alle tangenti.</em></p></blockquote>
<p style="text-align: justify;">Successivamente Papa Francesco torna a parlare dei corrotti &#8220;la cui doppia vita&#8221; tra condotta reale ed ingannevole altro non è che &#8220;putredine verniciata&#8221;, affermando in conclusione:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em>&#8220;Peccatori si, corrotti no!&#8221;</em></p>
</blockquote>
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