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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; open data</title>
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		<title>LA CINA LANCIA UNA APP ANTICORRUZIONE</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2015 15:49:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Whistleblowing]]></category>
		<category><![CDATA[cina]]></category>
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		<category><![CDATA[open data]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>
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		<category><![CDATA[whistleblowing]]></category>

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		<description><![CDATA[L’anticorruzione cinese ha lanciato una nuova app che consentirà ai cittadini di caricare foto o altri elementi che diano evidenza di mala amministrazione o di un uso non corretto di fondi o veicoli societari alla commissione centrale per l’ispezione disciplinare (CCDI) conosciuta meglio come  il “partito anticorruzione”. Questa ha annunciato sul suo sito web (Google chrome [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’anticorruzione cinese ha lanciato una nuova app che consentirà ai cittadini di caricare foto o altri elementi che diano evidenza di mala amministrazione o di un uso non corretto di fondi o veicoli societari alla commissione centrale per l’ispezione disciplinare (CCDI) conosciuta meglio come  il “partito anticorruzione”. Questa ha annunciato sul suo <span style="text-decoration: underline; color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.ccdi.gov.cn/xwtt/201506/t20150618_58047.html">sito web</a></span> (Google chrome traduce la pagina) che gli utilizzatori possono denunciare casi di funzionari che ricevono fondi pubblici illegalmente o  che utilizzino in maniera non consona mezzi di trasporto ufficiali, così come il pagamento illegale di indennità e contributi oppure regali illegali ricevuti o inviati.</p>
<p style="text-align: justify;">L’app, che si presenta come una piattaforma semplice, consentirà al pubblico di scrivere messaggi di 432 parole e di aggiungere due allegati (foto o video) per un massimo di 5 MB per ogni messaggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il discorso sulle app e sulla denucia anonima su piattaforme web non è così semplice da trattare in materia informatica. Gli esiti dei casi di WikiLeaks e di Snowden sono differenti dal punto di vista delle tecnologie utilizzate. Nel caso di wikileaks si usava una tecnologia web comune e tracciabile mentre nel caso si Snowden è stato fondamentale l’utilizzo di Tor. Quest’ultima è una tecnologia, oramai testata, che consente di non tracciare l’utente che si connette al pc.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza approfondire le singole vicende, la semplice citazione dei casi di Snowden, che può pubblicare foto di se sul divano di casa propria e che riesce a continuare nel suo lavoro, per esempio con il caso dei droni (<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.repubblica.it/esteri/2015/10/15/news/usa_intercept_pubblica_i_drone_papers_anche_civili_tra_le_vittime_degli_attacchi_-125168471/">Repubblica del 15/10/2015</a></span></span>) o di Assange che è  protetto come un rifugiato politico, evidenzia quanto questi siano diversi da quello per esempio di Bradley Manning, il militare che ha passato le informazioni segrete ad Assange, che dovrà scontare 30 anni di prigione per aver “spifferato” informazioni. Tutto ciò a conferma di come i <em>whistleblower </em>siano tutelati in maniera non uniforme.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema delle diverse  tecnologie a disposizione è molto importante quando si ragiona su come proteggere la fonte delle informazioni e l’eventuale diverso portatore delle stesse. Per capire, proviamo a ragionare su due esempi.</p>
<p style="text-align: justify;">In Kenya per incentivare il whistleblowing si è provato ad utilizzare delle cassette come quella nella foto:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/10/kenyesuggbox.jpg"><img class=" size-medium wp-image-4218 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/10/kenyesuggbox-225x300.jpg" alt="kenyesuggbox" width="225" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: An Anti-Corruption Suggestion Box’’ in the center of a square in Kenya</p>
<p style="text-align: justify;">È una semplice cassetta, blindata ed adeguatamente opaca per proteggere i documenti che dovessero venirvi inseriti (la c.d. fonte) che però non può tutelare l’identità della persona che dovesse utilizzarla (portatore della fonte). La persona infatti deve recarsi a piedi davanti alla cassetta stessa ed inserire i documenti a mano, esponendosi agli sguardi di chiunque si trovi nelle vicinanze.</p>
<p style="text-align: justify;">Un secondo esempio è quello del Wall Street Journal, che ha aperto nel 2011 un portale web per le segnalazioni di <em>whistleblowing.</em> Il sito non era stato dotato di adeguata protezione ed era quindi facilmente tracciabile senza SSL ed HTTP sicuro (come evidente dalla foto).  In questo caso non solo non si è protetta la fonte dell’informazione ma neanche l’informazione stessa. Paradossalmente, sotto questo punto di vista, la cassetta Kenyana era molto più sicura.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/10/Wall-Street-Journal-Launches-WikiLeaks-Style-Site.png"><img class=" size-medium wp-image-4220 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/10/Wall-Street-Journal-Launches-WikiLeaks-Style-Site-300x222.png" alt="Wall-Street-Journal-Launches-WikiLeaks-Style-Site" width="300" height="222" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: WSJ’s Safe House, runned on public internet and even without SSL. “Wall Street Journal faces backslash over WikiLeaks rival’’, The Guardian, Friday 6 May 2011</p>
<p style="text-align: justify;">Il sito è stato chiuso nel giro di 24 ore. Questi due sono esempi palesi di ciò che non ci serve per il whistleblowing.</p>
<p style="text-align: justify;">La democrazia può davvero fare affidamento sulla tecnologia? Dipende se si ha quella giusta.</p>
<p style="text-align: justify;">Le tecnologie di Deep Web o Tor hanno permesso di riportare casi di whistleblowing addirittura di Mafia, come riportato da globaleaks.com, un interessante portale per le denunce di whistleblowing. L’utilizzo della app potrebbe essere virale ed avere un significativo impatto. Considerando che il numero di cittadini cinesi ad avere uno smartphone è circa il 34 % della popolazione totale (450 milioni di persone) di cui il 94% lo usa giornalmente per accedere ad internet ed il 35% degli utilizzatori degli smartphones lo usa molte volte per brevi sessioni, il format della app che comprende foto, brevi video e messaggi è azzeccato perché non richiede molto tempo allineandosi alle fasce descritte sopra.</p>
<p style="text-align: justify;">Riferimenti</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ibtimes.com/china-unveils-anti-corruption-app-asks-public-upload-pictures-corrupt-officials-1972563">http://www.ibtimes.com/china-unveils-anti-corruption-app-asks-public-upload-pictures-corrupt-officials-1972563</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2015/10/15/news/usa_intercept_pubblica_i_drone_papers_anche_civili_tra_le_vittime_degli_attacchi_-125168471/">Repubblica del 15/10/2015</a> Usa, un nuovo Snowden svela i segreti dei droni: &#8220;Anche civili tra obiettivi da eliminare&#8221;</p>
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		<title>Gli Open data come strumento di lotta alla corruzione: il rapporto Tacod</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/05/gli-open-data-come-strumento-di-lotta-alla-corruzione-il-rapporto-tacod/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2015 08:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Turi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[open data]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Tacod]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scorso 17 aprile ad Oxford sono stati presentati i risultati del rapporto Tacod, una ricerca condotta dall&#8217;Istituto di Ricerca Riscc e da Trasparency International Italia sul ruolo degli open data nella lotta alla corruzione. Finanziato dall&#8217;Unione Europea all&#8217;interno del Prevention and Fight Against Crime Programme 2013, il rapporto Tacod non analizza semplicemente lo stato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo s<img class="alignleft size-medium wp-image-2333" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/05/open-data-key-300x300.jpg" alt="open-data-key" width="300" height="300" />corso 17 aprile ad Oxford sono stati presentati i risultati del rapporto Tacod, una ricerca condotta dall&#8217;Istituto di Ricerca <em>Riscc</em> e da <em>Trasparency International Italia </em> sul ruolo degli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dati_aperti">open data</a> nella lotta alla corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Finanziato dall&#8217;Unione Europea all&#8217;interno del <em>Prevention and Fight Against Crime Programme 2013</em>, il rapporto Tacod non analizza semplicemente lo stato dell&#8217;arte degli open data ma il loro potenziale alla lotta alla corruzione in quattro paesi: Italia, Regno Unito, Austria e Spagna.</p>
<p style="text-align: justify;">Supportato dai dati de <em>Open data Barometer Global Report 2014, </em>viene evidenziato come l&#8217;Italia si posizioni come fanalino di coda rispetto a Regno Unito, Spagna e Austria, non tanto dal punto di vista di una legislazione relativa all&#8217;anticorruzione, dove peggio dell&#8217;Italia si collocano Spagna e Austria, ma soprattutto dal punto di vista dell&#8217;accesso alle informazioni della Pubblica Amministrazione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;obiettivo del progetto Tacod, nelle sue varie articolazioni, è quello &#8220;di incrementare le condizioni necessarie per la trasparenza per ridurre la corruzione aumentando la capacità dei destinatari (cittadini, giornalisti, ONG) di usare gli open data a scopo di prevenzione&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Punto di partenza di tale ricerca è il riconoscimento di &#8220;come il processo di digitalizzazione dell&#8217;informazione all&#8217;interno della Pubblica Amministrazione abbia permesso di migliorare l&#8217;efficienza della PA e di facilitare l&#8217;accesso dei cittadini ai servizi pubblici&#8221;. In tale processo il tema della trasparenza si è andato configurando non solo come obiettivo della PA, ma anche e soprattutto come un servizio essenziale per la cittadinanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei modi nei quali si declina il tema della trasparenza è l&#8217;implementazione degli open data da parte della Pubblica Amministrazione e il loro successivo utilizzo da parte del cittadino, considerato che tali dati giocano un ruolo da protagonista nella lotta alla corruzione, dal punto di vista tanto della prevenzione che del contrasto di fenomeni di corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;aspettativa riguardo al ruolo degli open data in chiave anticorruzione è molto alta e bisogna fare i conti con i limiti di questi stessi dati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo limite consiste, secondo il rapporto, nella scarsa volontà politica all&#8217;utilizzo degli open data, responsabilità ascrivibili al mondo della politica poiché il lavoro della Pubblica Amministrazione è deciso da essa. Più che da ragioni tecniche ci troviamo di fronte alla resistenza della classe politica a favorire l&#8217;utilizzo degli open data, probabilmente per paura di un eventuale eccessivo controllo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo limite è dato dal quadro normativo, che risulta in questa materia non armonizzato nei paesi UE, riducendo di fatto la possibilità di eseguire analisi comparate.</p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo e il quarto limite riguarda rispettivamente la qualità degli open data, che è ancora scarsa, e il loro utilizzo, che è di fatto appannaggio di esperti del settore, lasciando fuori il resto della cittadinanza.</p>
<p style="text-align: justify;">Uno dei punti su cui si concentra il rapporto Tacod è relativo all&#8217;azione della <em>Commissione Europea</em>.<br />
Essa nel 2013 ha redatto il suo primo rapporto anticorruzione evidenziando alcuni rischi relativi alla rilevazione dei fenomeni di corruzione, come la petty corruption, cioè la corruzione con piccole tangenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Altro dato rilevato è la diffusione della corruzione più a livello locale che centrale, con settori a rischio quali quello delle costruzioni, del fisco, della sanità e della finanza. Un altro fenomeno che sfugge ad una sicura rilevazione è la corruzione internazionale e il suo collegamento con la criminalità organizzata.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto della Commissione Europea rileva, inoltre, delle questioni irrisolte che attengono alla sfera anticorruzione: politiche incentrate sulla trasparenza, tutela dei whistleblowers, mappatura delle varie lobbying e controlli sull&#8217;esecuzione degli appalti. Il tema degli open data, rileva il rapporto Tacod, è totalmente assente nel rapporto 2013 della <em>Commissione Europea</em>, denotando in questo modo una miopia che gli autori del Tacod sperano possa essere colmata nel prossimo rapporto della <em>Commissione Europea.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Alla fine di questo rapporto si sonda la percezione di quanto il fenomeno della corruzione sia diffuso tra i cittadini. Mentre negli altri paesi europei il 76% degli intervistati dichiara di percepire la corruzione molto o abbastanza diffusamente, l&#8217;Italia si aggiudica il primato arrivando a toccare la soglia del 97% nel percepire endemicamente il fenomeno della corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli open data, allora, rappresentano non sono un&#8217;opportunità, purtroppo finora mancata, per un progresso civile in tema di diritto alla conoscenza, ma anche una importante sfida per accorciare lo spread di sfiducia verso la cosa pubblica, poiché all&#8217;apertura dei dati, di qualità e di facile accessibilità, consegue un aumento della fiducia dei cittadini verso le istituzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">fonte: http://eventipa.formez.it/node/42038</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Open data e Internet</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/03/open-data-e-internet/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2015 07:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michela Cignarella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[open data]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Open Data Barometer 2015 classifica 86 paesi nel mondo prendendo in esame il loro orientamento verso l’open government e la disponibilità di dataset aperti ai propri cittadini. Questo indice varia da 0 a 100: più il punteggio si avvicina a 100, più il paese si trova in una situazione di avviamento per quel che riguarda [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’<a href="http://opendatabarometer.org/assets/downloads/Open%20Data%20Barometer%20-%20Global%20Report%20-%202nd%20Edition%20-%20PRINT.pdf#page=26&amp;zoom=auto,-82,328" target="_blank"><strong>Open Data Barometer 2015</strong></a> classifica 86 paesi nel mondo prendendo in esame il loro orientamento verso l’open government e la disponibilità di dataset aperti ai propri cittadini.<br />
Questo indice varia da 0 a 100: più il punteggio si avvicina a 100, più il paese si trova in una situazione di avviamento per quel che riguarda le politiche open data. Cosa succede se mettiamo in relazione a tale misurazione quella della penetrazione di internet?</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso l’indicatore di <strong>World Bank <a href="http://data.worldbank.org/indicator/IT.NET.USER.P2/countries?display=map" target="_blank">“Internet users”</a></strong> abbiamo una fotografia della diffusione di Internet nel mondo, dove gli “utilizzatori di Internet” sono proprio le persone con accesso al network globale. Anche questo indice varia da 0 a 100, dove quest’ultimo indica una elevata penetrazione Internet.</p>
<div style="width:300px; font-family:'Helvetica Neue', Helvetica, Arial, sans-serif; line-height:20px">
<div style="background-color:#333; padding:0px 5px; font-weight:bold">
<div style="color:#fff; font-size:12px; line-height:20px;"><a href="http://data.worldbank.org/indicator/IT.NET.USER.P2/countries?display=map" style="color:#fff;text-decoration:none;" class="active">Internet users (per 100 people)</a></div>
</div>
<p><script type="text/javascript">widgetContext = { "url": "http://data.worldbank.org/widgets/indicator/0/web_widgets_1/IT.NET.USER.P2/countries", "width": 300, "height": 225, "widgetid": "web_widget_iframe_38baa838ebe16c80d1c40a6866373f38" };</script>
<div id="web_widget_iframe_38baa838ebe16c80d1c40a6866373f38"></div>
<p><script src="http://data.worldbank.org/profiles/datafinder/modules/contrib/web_widgets/iframe/web_widgets_iframe.js"></script>
<div style="font-size: 10px; color:#000">Data from <a href="http://data.worldbank.org/indicator/IT.NET.USER.P2/countries?display=map" style="color:#CCC;">World Bank</a></div>
</div>
<p style="text-align: justify;">Seguendo la suddivisione dei paesi studiati dal World Wide Web Foundation, possiamo notare l’esistenza di una correlazione tra diffusione di internet e open data.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/index1.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1739" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/index1-1024x613.jpg" alt="index" width="1024" height="613" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il primo raggruppamento dei paesi viene definito <span style="color: #000080;"><strong>high capacity</strong></span>, ossia questi paesi hanno tutti stabilito politiche open data ed esteso una cultura dei dati aperti oltre il singolo dipartimento con pratiche open data adottate a diversi livelli, dalle amministrazioni locali a quelle centrali. Questi paesi sono caratterizzati da una forte innovazione ed elevata penetrazione di internet.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo gruppo, <span style="color: #008080;"><strong>emerging &amp; advancing</strong></span>, comprende paesi che hanno sviluppato o istituito programmi open data, spesso come iniziative dedicate, e a volte agganciate a programmi politici esistenti. Molti di questi paesi stanno innovando e contestualizzando i dati aperti per le proprie popolazioni. Comunque, molti ancora affrontano la sfida per integrare l’open data lungo le amministrazioni ed istituzionalizzarlo come una pratica sostenibile. Questi paesi hanno un gran potenziale di innovazione nello sviluppo di miglior approcci idonei all’open data, in accordo alla loro medio-alta diffusione di internet.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/Impact.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1837" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/03/Impact-1024x547.jpg" alt="Impact" width="1024" height="547" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il terzo gruppo si classifica come <span style="color: #339966;"><strong>capacity constrained</strong></span>, dove i paesi affrontano la sfida nell’istituire iniziative open data sostenibili, dati i limiti di capacità del governo, della società civile e del settore privato, di debolezza nella raccolta e gestione dei dati digitali. Anche l’accesso Internet si presenta come una barriera per lo sviluppo degli open data, come ci mostra l’indicatore “Intenet users” i livello di diffusione di internet è basso. Questi paesi hanno bisogno di una completa rivoluzione dei dati, includendo l’attenzione ai principi basilari della connettività Internet ed alfabetizzazione dei dati.</p>
<p style="text-align: justify;">L’ultimo ma non ultimo è il gruppo <span style="color: #99cc00;"><strong>one-side initiatives</strong></span>, un piccolo numero di paesi che hanno tutti un alto livello di penetrazione Internet, un alto e medio-alto stutus di reddito e forte capacità di governo,  ma mancano di leggi riguardanti il Diritto di Informazione. Questi paesi hanno alcune forme di iniziative open data, tuttavia la libertà della società civile e le capacità sono molto limitate, come la portata dei dati pubblicati dal governo. Il potenziale degli open data per apportare un cambiamento politico e sociale in questi contesti sarà limitato.</p>
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		<title>Verso una &#8220;Rivoluzione dei Dati&#8221;?</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/02/verso-una-rivoluzione-dei-dati/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2015 10:57:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michela Cignarella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[open data]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi 21 Febbraio 2015 è la quinta edizione dell’Open Data Day! Ma di cosa si stratta? In molte città del mondo i cittadini si attivano con iniziative ed incontri incentrati sul tema dei dati aperti e liberi, per sostenere ed incoraggiare l’adozione di politiche open data nelle amministrazioni e nei governi a livello locale, regionale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">Oggi 21 Febbraio 2015 è la quinta edizione dell’<a href="http://opendataday.org/" target="_blank"><strong>Open Data Day</strong></a>! Ma di cosa si stratta? In molte città del mondo i cittadini si attivano con iniziative ed incontri incentrati sul tema dei dati aperti e liberi, per sostenere ed incoraggiare l’adozione di politiche open data nelle amministrazioni e nei governi a livello locale, regionale e nazionale. Infatti, lo slogan della giornata esclama: <strong>Open Data + You + Your Comunity + Your Timezone = Open Data Around the World.</strong> Per l’Italia questa è la <a href="http://opendataday.it/" target="_blank">terza edizione</a>, che fino ad ora ha visto il coinvolgimento di amministrazioni, imprese, università e centri di ricerca.</p>
<p style="text-align: justify">Le Nazioni Unite confermano l&#8217;mportanza di investire nella <strong>“Rivoluzione dei Dati”</strong>: l’accesso e la condivisione delle informazioni sono necessari per raggiungere gli obiettivi di sviluppo globale. Ci stiamo veramente muovendo verso questa direzione? Secondo la seconda edizione dell’ <a href="http://opendatabarometer.org/" target="_blank"><strong>Open Data Barometer 2015</strong></a> stilato dalla <strong>World Wide Web Foundation</strong>, il 90% dei paesi presi in esame non hanno ancora reso pubblici i dati in formato aperto, disponibili a tutti. Questo Ranking offre uno spaccato della situazione per ciò che concerne la pubblicazione di dati aperti riguardanti il settore pubblico, fruibili e accessibili per tutti, da parte di 86 paesi nel mondo.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/rankings.png"><img class="aligncenter wp-image-1661 " src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/rankings-1024x755.png" alt="rankings" width="612" height="451" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Il fondatore della World Wide Web Foundation, Tim Berners-Lee, ha osservato che “i governi continuano a rifuggire la pubblicazione di dati stessi, che possono essere utilizzati per rafforzare la responsabilità e la fiducia”, sottolineando il potenziale che ne scaturirebbe “nel mettere il potere nelle mani dei cittadini”.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/Schermata-02-2457074-alle-16.33.04.png"><img class="alignleft wp-image-1652 " src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/Schermata-02-2457074-alle-16.33.04-300x277.png" alt="Schermata 02-2457074 alle 16.33.04" width="268" height="247" /></a></p>
<p style="text-align: justify">In particolare, l’<strong>Italia</strong> si presenta al 22esimo posto perdendo 2 posizioni dal 2013: possiamo anche posizionarla attualmente come 13esima in Europa e ultima rispetto a Paesi del G7.</p>
<p style="text-align: justify">Il report classifica il paese come <strong>emerging &amp; advancing</strong> insieme ad altri come ad esempio Spagna, Cina, Marocco, Brasile. Questi sono definiti come paesi che realizzano iniziative rivolte all’open data, con a volte il coinvolgimento di programmi politici esistenti. Molti di questi paesi stanno innovando e contestualizzando i dati aperti sulle esigenze delle proprie popolazioni.</p>
<p style="text-align: justify">Da altra parte risale al 2013 l’impegno preso dal <strong>G8</strong> nell’<a href="http://www.dati.gov.it/content/l%E2%80%99open-data-charter-tradotta-italiano" target="_blank"><strong>Open Data Charter</strong></a>. Tale “Carta dei Dati Aperti” definisce alcuni principi che i paesi membri hanno deciso di perseguire per rendere il proprio patrimonio informatico pubblico, aperto “by default”: ossia fornire dati del settore pubblico, a titolo gratuito, in formati aperti e riutilizzabili. Fine ultimo è incitare l’innovazione e la trasparenza dei governi. Tuttavia, da quanto risulta nel report però meno dell’8% di questi paesi pubblica dataset sui bilanci pubblici e la spesa; il 6% pubblica i dati aperti sui contratti pubblici; solo il 3% pubblica i dati aperti sulla proprietà delle imprese.</p>
<p style="text-align: justify">Rendere i dati del settore pubblico più accessibili ai cittadini e i governi più aperti si traduce nella possibilità di godere di benefici in termini non solo di migliori servizi per i cittadini e di un migliore rapporto tra cittadino stesso e governo, ma anche di maggior trasparenza e di equa concorrenza. Il <strong>G20</strong> ha infatti enfatizzato l’importanza dei dati aperti come strumento nell’ambito della lotta alla corruzione attraverso il suo <a href="http://www.oecd.org/g20/topics/anti-corruption/G20_Anti-Corruption_Action_Plan_%282013-2014%29.pdf" target="_blank"><strong>Anti-Corruption Action Plan</strong></a>, impegnandosi a individuare nuovi principi da perseguire in tema di open data. Nel proprio <a href="https://g20.org/wp-content/uploads/2014/12/2015-16%20_g20_anti-corruption_action_plan_0.pdf" target="_blank"><strong>Anti-Corruption Action Plan 2015-2016</strong></a> l’Anti-Corruption Working Group (<strong>ACWG</strong>) riconosce che promuovere la trasparenza e l’integrità nel settore pubblico è essenziale per prevenire abusi o deviazioni dei fondi pubblici, e conseguenti impatti negativi sulla crescita economica e sullo sviluppo. Le iniziative open data giocano un ruolo importante nella promozione della trasparenza e della responsabilità del settore pubblico, ed inoltre apportano significativi benefici per il settore privato. In particolare, i dati aperti aiutano le imprese a stimare rischi ed opportunità nei diversi mercati così da permettere di poter prendere migliori decisioni di investimento. Non solo, donano ai cittadini una visione migliore del flusso dei soldi pubblici, aumentando i dibattiti pubblici sull’uso di questo denaro.</p>
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