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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; ministero della salute</title>
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		<title>Aggiornamento del PNA: il rischio corruzione in Sanità</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2015 18:05:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michela Cignarella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[Agenas]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
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		<description><![CDATA[Nell’aggiornamento del Piano Nazionale Anticorruzione 2013-16 da parte della Autorità Nazionale Anticorruzione è stato dedicato un capitolo alla corruzione in sanità, redatto in collaborazione con il Ministero della Salute e l’Agenas, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, ente pubblico non economico che svolge la funzione di supporto tecnico e operativo alle politiche di governo dei [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/02/cantone-lorenzin-620x330.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4474" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/02/cantone-lorenzin-620x330-300x135.jpg" alt="cantone-lorenzin-620x330" width="300" height="135" /></a>Nell’aggiornamento del Piano Nazionale Anticorruzione 2013-16 da parte della Autorità Nazionale Anticorruzione è stato dedicato un capitolo alla corruzione in sanità, redatto in collaborazione con il Ministero della Salute e l’Agenas, Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, ente pubblico non economico che svolge la funzione di supporto tecnico e operativo alle politiche di governo dei servizi sanitari di Stato e Regioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Come raccontato nell’articolo “Corruzione in sanità. Governo e Anac al contrattacco. Ecco rischi e contromisure. Lorenzin e Cantone presentano il Piano nazionale” su Quotidiano Sanità, l’approfondimento del settore sanitario prevede analisi dei rischi e contromisure che Asl e ospedali devono adottare per prevenire i fenomeni corruttivi. Si tratta di “un piccolo metodo rivoluzionario” secondo il Presidente ANAC Raffaele Cantone, che permetterà attraverso singoli addenda ai piani di far sì che i singoli enti tengano conto delle specifiche aree di rischio a cui conseguiranno una serie di loro valutazioni.  &#8220;Fino ad oggi i piani di prevenzione della corruzione sono stati intesi dagli organismi, e soprattutto dai singoli enti, come meri adempimenti burocratici: in poche parole, ognuno copiava il piano di prevenzione fatto da un altro. E nella sanità, purtroppo, abbiamo trovato un sacco di vicende di questo tipo, di ospedali che si copiavano, e ce ne sono di casi eclatanti, i piani di prevenzione senza aver fatto nessuna analisi di rischio. Nell&#8217;aggiornamento del piano, allora, noi abbiamo provato a mettere in campo qualcosa di diverso e nuovo, cioè provando noi a fare l&#8217;analisi di rischio e a indicare con precisione che cosa doveva essere fatto, ma non nell&#8217;ambito del piano generale&#8221; ha affermato Cantone durante la presentazione del Piano a Roma lo scorso 6 Novembre. Il documento si presenta come una sorta di vademecum a disposizione delle singole realtà sanitarie per combattere e prevenire il fenomeno di corruzione. “È chiara l&#8217;importanza che ogni euro venga utilizzato a beneficio dei cittadini: no a sprechi o a malagestione che può dare origine a illeciti di varia natura, inclusa la corruzione” sottolinea il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;articolo “Corruzione in sanità. Governo e Anac al contrattacco. Ecco rischi e contromisure. Lorenzin e Cantone presentano il Piano nazionale” su Quotidiano Sanità al <a href="http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=33116" target="_blank">link</a>.<br />
La Determinazione n. 12 del 28 ottobre 2015: Aggiornamento 2015 al Piano Nazionale Anticorruzione della Autorità Nazionale Anticorruzione è consultabile nella nostra biblioteca al <a href="http://anticorruzione.eu/biblioteca/analisi-ricerche-e-studi/" target="_blank">link</a>.</p>
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		<title>Piano triennale di Prevenzione della Corruzione 2015 – 2017 (PTPC) nel Ministero della Salute</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2015 08:55:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Favero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[ministero della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Piano Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[piano triennale]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Seguendo le disposizioni della legge 6 Novembre 2012 n.190 (la cosiddetta legge Anticorruzione), il Ministero della Salute ha pubblicato sul suo sito il Piano triennale di Prevenzione della corruzione 2015 – 2017 (PTPC) con l’obiettivo di prevedere, prevenire, analizzare il rischio di corruzione individuando gli interventi organizzativi specifici. (Questo è l’allegato del documento completo: http://www.quotidianosanita.it/allegati/create_pdf.php?all=1823972.pdf) [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Seguendo le dis<a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/imgsOpener.php_.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1513" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/02/imgsOpener.php_.jpg" alt="imgsOpener.php" width="200" height="200" /></a>posizioni della legge 6 Novembre 2012 n.190 (la cosiddetta legge Anticorruzione), il Ministero della Salute ha pubblicato sul suo sito il Piano triennale di Prevenzione della corruzione 2015 – 2017 (PTPC) con l’obiettivo di prevedere, prevenire, analizzare il rischio di corruzione individuando gli interventi organizzativi specifici.<br />
(Questo è l’allegato del documento completo:<a href="http://www.quotidianosanita.it/allegati/create_pdf.php?all=1823972.pdf" target="_blank"> http://www.quotidianosanita.it/allegati/create_pdf.php?all=1823972.pdf</a>)<br />
Quello che il Piano Nazionale Anticorruzione si propone di individuare non sono solo elementi che hanno rilevanza penale, ma anche malfunzionamenti dell’amministrazione a causa dell’uso a fini privati delle funzioni attribuite, ovvero l’inquinamento dell’azione amministrativa, sia che tale azione abbia successo sia nel caso in cui essa rimanga a livello di tentativo. Ecco, dunque, che nasce il PTPC, come strumento di lotta per individuare gli attori, i canali, le modalità di partecipazione alle truffe; indicare le attività in cui è alto il rischio di corruzione ed i metodi con i quali viene valutato; individuare soggetti cui viene erogata una formazione in tema di anticorruzione e molte altre attività.<br />
Il Responsabile della prevenzione della Corruzione, con il compito di elaborare il PTPC, è il Dott. Giuseppe Viggiano ed i referenti per la prevenzione sono i dirigenti degli uffici.<br />
Ma quali sono le aree a più elevato rischio di corruzione? Autorizzazioni e concessioni; scelta del contraente per l&#8217;affidamento di lavori, forniture e servizi; concessione ed erogazione di sovvenzioni, contributi, sussidi, ausili finanziari, nonché attribuzione di vantaggi economici di qualunque genere a persone ed enti pubblici; concorsi e prove selettive per l&#8217;assunzione del personale e progressioni di carriera.<br />
Cosa si intende per “rischio”? Il Piano Nazionale Anticorruzione afferma che per “rischio” deve intendersi l’effetto dell’incertezza sul corretto perseguimento dell’interesse pubblico e, quindi, sull’obiettivo istituzionale dell’ente, dovuto alla possibilità che si verifichi un dato evento, definendo quest’ultimo come “il verificarsi o il modificarsi di un insieme di circostanze che si frappongono o si oppongono al perseguimento dell’obiettivo istituzionale dell’ente”. (Fonte: <a href="http://www.funzionepubblica.gov.it/media/1092881/p_n_a.pdf" target="_blank">http://www.funzionepubblica.gov.it/media/1092881/p_n_a.pdf</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">E come possiamo neutralizzare questo “rischio”? Il PTPC ci riporta alcuni esempi:<br />
1)    CODICE DI COMPORTAMENTO: è stata prevista, l’emanazione di un codice di comportamento dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni per assicurare la qualità dei servizi, prevenzione di fenomeni corruttivi, il rispetto dei doveri costituzionali di diligenza, lealtà ed imparzialità.<br />
2)    ROTAZIONE DEL PERSONALE: alternare il personale addetto alle attività a più elevato rischio di corruzione, nell’assumere decisioni, permette di ridurre il rischio che si creino relazioni particolari tra amministratori ed utenti evitando trattamenti particolari privilegiati.<br />
3)    ROTAZIONE DEI DIRIGENTI: le pubbliche amministrazioni centrali prevedono la rotazione di dirigenti e funzionari nei settori particolarmente esposti a corruzione.<br />
4)    ROTAZIONE DEL PERSONALE NON DIRIGENZIALE<br />
5)    ASTENSIONE IN CASO DI CONFLITTI DI INTERESSE: il dipendente si deve astenere nel prendere decisioni o in attività che coinvolgono interessi propri.<br />
6)    INCONFERIBILITA’ E INCOMPATIBILITA’ DI INCARICHI DIRIGENZIALI: per incompatibilità si intende la possibilità di scegliere, entro 15 giorni, la permanenza nell’incarico o lo svolgimento di attività con questo incompatibili. Per inconferibilità si intende la preclusione, permanente o temporanea, all’attribuzione dell’incarico a un determinato soggetto.<br />
7)    SVOLGIMENTO DI ATTIVITA’ SUCCESSIVE ALLA CESSAZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO CON L’AMMINISTRAZIONE: i dipendenti che, negli ultimi tre anni di servizio, hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni, non possono svolgere, nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri.<br />
8)    FORMAZIONE DI COMMISSIONI, ASSEGNAZIONE AGLI UFFICI, CONFERIMENTO DI INCARICHI DIRIGENZIALI IN CASO DI CONDANNA PENALE PER DELITTI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE<br />
9)    TUTELA DEL DIPENDENTE CHE EFFETTUA SEGNALAZIONI DI ILLECITO: il cosiddetto whistleblowing è forse uno dei più importanti strumenti di lotta alla corruzione. Il whistleblower è una persona, in questo caso un dipendente, che denuncia situazioni di illecito. Viene creato un sistema informatico, che evita al denunciante di doversi recare fisicamente in un ufficio, gestendo tutto con la massima riservatezza. Tramite crittografazione dei dati anagrafici è garantito l’anonimato del segnalante e la copertura del presunto autore dell’illecito.<br />
10)    FORMAZIONE: vengono istituiti dei corsi di selezione e formazione per dipendenti chiamati ad operare in settori particolarmente esposti alla Corruzione.<br />
11)    PATTI DI INTEGRITA’ NEGLI AFFIDAMENTI: i patti di integrità e i protocolli di legalità sono delle condizioni configurate dalla stazione appaltante come presupposto necessario e condizionante la partecipazione dei concorrenti ad una gara di appalto.<br />
12)    AZIONI DI SENSIBILIZZAZIONE E RAPPORTO CON LA SOCIETA’ CIVILE: come strategia di prevenzione vengono realizzate misure di sensibilizzazione della cittadinanza per promuovere una cultura della legalità.<br />
13)    TRASPARENZA: elemento fondamentale per prevenire la Corruzione è rendere tutto il più chiaro possibile, infatti viene realizzato il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità (PTTI).</p>
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