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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Istituzioni</title>
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		<title>Il sistema di integrità nazionale danese: qualche punto di debolezza esiste</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Aug 2017 13:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[anticorruption]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[A cura di Letizia Pittiglio L’ultimo “National Integrity System Assessment” redatto da Transparency International nel 2012 (https://www.transparency.org/whatwedo/nisarticle/denmark_2012) valuta le basi legali e i comportamenti delle istituzioni danesi dal punto di vista della loro capacità di prevenire la corruzione nonché di mantenere la sua integrità. Il report analizza in che modo le istituzioni funzionano e se [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h6>A cura di Letizia Pittiglio</h6>
<p>L’ultimo “National Integrity System Assessment” redatto da <em>Transparency International</em> nel 2012 (https://www.transparency.org/whatwedo/nisarticle/denmark_2012) valuta le basi legali e i comportamenti delle istituzioni danesi dal punto di vista della loro capacità di prevenire la corruzione nonché di mantenere la sua integrità. Il report analizza in che modo le istituzioni funzionano e se la Danimarca abbia un’effettiva strategia di prevenzione della corruzione. Uno di suoi obiettivi è anche quello di stabilire il grado di forza delle istituzioni danesi ed è per tale<a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/08/honestycorruption_medium.jpg"><img class=" size-full wp-image-6020 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/08/honestycorruption_medium.jpg" alt="honestycorruption_medium" width="330" height="286" /></a> motivo che è stato esaminato anche il contesto politico, economico e socioculturale in cui queste istituzioni lavorano.</p>
<p>Il sistema di integrità danese è un sistema solido e sano. La Danimarca è un paese prospero ed ha una cultura politica molto inclusiva. Ha una tradizione di tolleranza ed apertura. Ad oggi c’è un ampio livello di coesione sociale minata – però – dall’aumento delle disuguaglianze e dell’esclusione sociale. Ed è in tempi recenti che è nato un acceso dibattito sul rapporto tra danesi e immigrati e/o discendenti di immigrati di origine musulmana con conseguente marginalizzazione di una fetta della popolazione.</p>
<p>La principale conclusione dello studio dimostra che il sistema di integrità nazionale danese è <strong>sano</strong>. Ciò è dovuto – soprattutto – ad una ben radicata cultura della pubblica amministrazione. Le istituzioni danesi hanno <strong>poche regole formali</strong> contro la corruzione. Nonostante il basso grado di formalizzazione – però – c’è una forte pratica dell’integrità. Allo stesso tempo – tuttavia – la mancanza di formalizzazione costituisce un punto di <strong>vulnerabilità</strong>: il sistema non è pienamente in grado di rispondere alle pressioni esterne data la presenza di poche regole.  D’altra parte il sistema di integrità danese presenta molti punti di debolezza per quanto riguarda:</p>
<ul>
<li>l’accesso ai documenti;</li>
<li>i pubblici ufficiali timorosi nell’usare il loro diritto di informare;</li>
<li>la mancanza di chiarezza riguardo omaggi aziendali;</li>
<li>la mancanza di trasparenza nel finanziamento dei partiti pubblici.</li>
</ul>
<p>Tuttavia la corruzione non è percepita dalla maggior parte della popolazione come un problema di grande importanza ed è per questo motivo che non viene – spesso – inclusa nell’agenda politica. La Danimarca è percepita sia dai danesi che dagli stranieri come uno dei paesi meno corrotti al mondo. In base all’Eurobarometro sulla corruzione del 2013, solo il 20 percento dei danesi crede che la corruzione sia diffusa nel proprio paese (la media europea è al 76%) e solo il 3 percento dei danesi intervistati si sentono personalmente influenzati dalla corruzione nella loro vita quotidiana (la media europea è al 26%). A meno dell’1 percento è stato chiesto di pagare una tangente negli ultimi 12 mesi (la media europea è al 4%), e il 12 percento dice che conosce personalmente qualcuno che ha ricevuto una tangente (la media europea è al 12 %). Per quanto riguarda il settore degli affari, il 19 percento dei manager danesi crede che i favoritismi e la corruzione ostacolino la concorrenza (la media europea è al 73%). Solo il 4 percento delle attività danesi crede che la corruzione sia un problema per le loro società quando fanno affari (la media europea è al 43%). Nell’aerea degli appalti pubblici secondo l’Eurobarometro del 2013, il 14 percento degli intervistati considera che la corruzione sia diffusa nel public procurement gestito dalle autorità nazionali e il 20 percento in quello gestito dalle autorità locali (le medie europee sono al 56 e al 60 percento). Per tutti questi fattori la Danimarca è tra le posizioni più alte nella classifica europea.</p>
<p>Nonostante ciò vi sono stati diversi casi di corruzione in cui molti pubblici ufficiali hanno ricevuto viaggi, concerti e cene da parte di soggetti privati. D’altronde il confine tra legalità e illegalità nel ricevere regali ed altri benefici, prevalentemente nella forma di omaggi, è difficile da definire. Non ci sono, però, molti casi pubblicati riguardanti pratiche amministrative e la giustizia criminale pubblicata è molto scarsa. Vi è, dunque, una necessità di chiarificazione ed informazione – al livello istituzionale – nei confronti dei pubblici ufficiali in particolare per quanto riguarda la ricezione di omaggi aziendali da parte di privati.</p>
<p>Nonostante il sistema risulti generalmente solido, alcuni punti richiedono maggiore attenzione e miglioramento:</p>
<ul>
<li>Finanziamento ai partiti pubblici, lobbying e whistleblowing;</li>
<li>Lotta alla corruzione straniera ed implementazione dall’Anti-bribery Act.</li>
</ul>
<p>Per saperne di più: <a href="http://anticorruzione.eu/biblioteca/citati-in-nostri-articoli/" target="_blank">http://anticorruzione.eu/biblioteca/citati-in-nostri-articoli/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’influenza delle istituzioni politiche sulla corruzione</title>
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		<pubDate>Thu, 14 May 2015 07:39:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Frontespezi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Azione di governo]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Le istituzioni politiche in un paese democratico dovrebbero occupare le prime file nella lotta alla corruzione, mentre troppo spesso assistiamo a scandali corruttivi che coinvolgono proprio i rappresentanti delle istituzioni stesse, coloro che noi tutti cittadini eleggiamo scegliendo di riporvi la nostra fiducia. La tendenza che però purtroppo emerge ultimamente è quella di un generale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le istituzioni politic<a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/05/nlgò..jpg"><img class="alignleft  wp-image-2300" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/05/nlgò..jpg" alt="governo" width="304" height="228" /></a>he in un paese democratico dovrebbero occupare le prime file nella lotta alla corruzione, mentre troppo spesso assistiamo a scandali corruttivi che coinvolgono proprio i rappresentanti delle istituzioni stesse, coloro che noi tutti cittadini eleggiamo scegliendo di riporvi la nostra fiducia.</p>
<p style="text-align: justify;">La tendenza che però purtroppo emerge ultimamente è quella di un generale scetticismo nei confronti dell’operato dei funzionari e rappresentanti politici, testimoniato da un evidente calo della fiducia riversata nei confronti del complesso di queste istituzione così come mostrato nel grafico sottostante: l’indice di fiducia si è ridotto di 20 punti percentuali in meno di 10 anni; nell’ambito di un sondaggio condotto da Eurispes nel 2013 il 73.2%  degli intervistati ha dichiarato che nell’ultimo anno la propria fiducia nelle istituzioni politiche è diminuita (<a href="http://www.eurispes.eu/content/la-fiducia-dei-cittadini-nelle-istituzioni-rapporto-italia-2013">vedi risultati</a>).</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/05/dlngd.png"><img class="aligncenter wp-image-2301 " src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/05/dlngd-300x192.png" alt="grafico" width="356" height="228" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Alla base di tale sfiducia è probabile che, oltre all’evidenza di politiche inefficienti e scandali per condotte poco lecite, ci sia il fatto che i processi che portano le istituzioni politiche a decidere e ad  agire in determinati modi non sono così limpidi e di facile accessibilità per un privato cittadino, che non è perciò in grado di individuare i responsabili dietro ad ogni provvedimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa carenza di chiarezza nella definizione delle responsabilità è al centro di un paper dal titolo “<em>Clarity of responsibility and corruption</em>”, pubblicato sull’American Journal of Political Science nel 2009 dal professore americano M. Tavits, in cui si dimostra che le istituzioni politiche influenzano effettivamente il livello di corruzione di un paese in base al grado di trasparenza con cui vengono affidate le responsabilità ai rappresentanti politici.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti se i processi con cui vengono assegnati determinati compiti e mansioni ai vari funzionari istituzionali non sono chiari, la capacità dei cittadini votanti di valutarne l’operato si riduce, riducendosi perciò la loro stessa facoltà di “premiarli” o “punirli” tramite il voto; ed essendo effettivamente controllabili, per non essere puniti devono dimostrarsi non solo corretti  nelle proprie azioni, ma anche impegnati nel combattere ogni tipo di comportamento indebito o corruttivo, poiché contrariamente potrebbero essere accusati di acconsentire tacitamente agli abusi di cui sono a conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Al contrario, un alto livello di chiarezza nella determinazione delle responsabilità produce nei rappresentanti politici considerevoli incentivi sia per intraprendere linee di condotta efficienti sia per contrastare la corruzione, perché l’elevata trasparenza rende impossibile disseminare colpe e responsabilità per dimostrarsi integri, bisogna esserlo davvero.</p>
<p style="text-align: justify;">L’analisi condotta identifica quattro variabili principali che incidono sul livello di chiarezza nella definizione delle responsabilità:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>la dimensione della maggioranza parlamentare, nel senso che quando un partito ha la piena maggioranza la chiarezza è massima, mentre nel caso di una maggioranza debole è necessario l’appoggio di altre forze parlamentari e c’è quindi il rischio che gli elettori non siano in grado di distinguere i veri policy-makers;</li>
<li> la durata e la stabilità del governo, poiché risulta più facile valutare le varie responsabilità nei governi duraturi rispetto a quelli di breve durata;</li>
<li>il grado di influenza esercitabile dalle opposizioni, nel senso di esercizio di un controllo sull’operato della maggioranza, che se alto implica quindi la necessità di elevata chiarezza nella determinazione dei doveri;</li>
<li>il numero dei partiti, poiché risulta importante non solo che gli elettori identifichino i responsabili della maggioranza, ma che possano anche scegliere i loro eventuali sostituti tra una sufficiente gamma di alternative.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">L’intero studio dimostra quindi, tramite un modello di regressione lineare, che la chiarezza nella definizione delle responsabilità nell’ambito delle istituzioni politiche di un determinato paese è significativamente legata al livello di corruzione dello stesso secondo una correlazione negativa.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione risulta evidente che le istituzioni politiche incidono notevolmente sul grado di corruzione presente in un paese, ed è importante che siano responsabili non solo delle proprie attività e far sì che queste siano lecite e trasparenti, ma farsi anche carico del controllo nei confronti dell’operato dell’intero ambito istituzionale. In questo modo oltre a contrastare il fenomeno corruttivo, si migliora anche il grado di fiducia e coinvolgimento dell’elettorato, capace di valutare l’efficienza e la liceità dell’azione degli organi politici.</p>
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