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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; indice</title>
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		<title>Il Contatore che scorre</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2015 10:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[indice]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>
		<category><![CDATA[Unione]]></category>

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		<description><![CDATA[Le puntate di Piazza pulita su La7 generano spesso riflessioni. Alle volte sono anche illuminanti. Nella puntata del 23 Marzo, un gruppo di ragazzi di “Riparte il Futuro” ha monopolizzato la scena presentando un Contatore della corruzione. Mi ha colpito perché non avevo ben capito alcune cose. Figura 1: Foto twittata in diretta da “Riparte [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/il_contatore_che_scorre.pdf" target="_blank"><img class="aligncenter wp-image-2033 " src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/pdfdown-150x150.jpg" alt="pdfdown" width="61" height="61" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Le puntate di Piazza pulita su La7 generano spesso riflessioni. Alle volte sono anche illuminanti. Nella puntata del 23 Marzo, un gruppo di ragazzi di “Riparte il Futuro” ha monopolizzato la scena presentando un <em>Contatore</em> della corruzione. Mi ha colpito perché non avevo ben capito alcune cose.</p>
<p style="text-align: center;">Figura 1: Foto twittata in diretta da “Riparte il futuro”</p>
<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/CAz-wSlWAAAJZYg.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2027" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/CAz-wSlWAAAJZYg-300x224.jpg" alt="CAz-wSlWAAAJZYg" width="300" height="224" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em>Fonte</em>: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="https://twitter.com/riparteilfuturo">https://twitter.com/riparteilfuturo</a></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ad esempio non avevo capito se era una misura della percezione di qualche individuo. Se così  chi era? Non avevo capito se era una misura derivata da qualche studio da loro condotto. Se così quale?</p>
<p style="text-align: justify;">Essendomi incuriosito sono andato a vedere sul sito <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.riparteilfuturo.it/risultati/" target="_blank">www.riparteilfuturo.it</a></span>. Lì forse ho capito cosa si comunica e non mi è piaciuto. Forse ho capito male e spero di sbagliarmi perché si ritorna, ancora, alla oramai “inarrestabile” stima dei “60 miliardi” che non si sa bene da dove venga  e non è derivato da una misura robusta scientificamente (per chi voglia approfondire — “<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://anticorruzione.eu/2015/02/60-miliardi-una-stima-grossolana/" target="_blank">60 miliardi: una stima grossolana</a></span>”).</p>
<p style="text-align: justify;">Penso che quel numero non se ne andrà mai. Nel sito <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.riparteilfuturo.it/risultati/" target="_blank">www.riparteilfuturo.it</a></span>   si mostra un <em>Contatore </em>del costo della corruzione che mette un poco di ansia. Mi metto a guardare i numeri che scorrono. Più o meno ogni 4 secondi il valore del Contatore cresce di 4.000 €. Di fatti al termine della puntata di Piazza Pulita, in circa tre ore, il contatore è arrivato a 18 milioni di €. La cifra è notevole  e di grande impatto mediatico.</p>
<p style="text-align: center;">Figura 2: Prima pagina del sito &#8220;Riparte il futuro’’</p>
<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/Immagineòòò.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-2026" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/04/Immagineòòò-300x142.jpg" alt="Immagineòòò" width="300" height="142" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><em>Fonte</em>: <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.riparteilfuturo.it/risultati/">http://www.riparteilfuturo.it/risultati/</a></span></p>
<p style="text-align: justify;">Mi sembra che si tenda a non fornire informazioni veramente attendibili contribuendo a creare, invece, solo ansia alle persone. Non mi piace questo tipo di informazione tuttavia vedo qualcosa di buono.  Sempre sulla stessa pagina, si vede un numero anche più significativo e rilevante. Questo è il <strong>numero di persone che vogliono combattere la corruzione che ad oggi ammonta a 864.810 </strong>. Esso dovrebbe essere inserito nel contatore al posto dei `60 miliardi’ di € perché metterebbe in luce la forza dell’unione delle persone nel combattere il fenomeno ed inoltre sarebbe un valore misurabile ed attendibile.  Sarebbe bellissimo vedere scorrere in aumento il numero di persone che combattono la corruzione ed in questo, il progetto Noi contro la CORRUZIONE cercherà sicuramente di dare una mano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Numero parole:380</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Riferimenti</strong></p>
<ul>
<li>https://twitter.com/riparteilfuturo/</li>
<li>http://www.riparteilfuturo.it/risultati/</li>
<li>http://anticorruzione.eu/2015/02/60-miliardi-una-stima-grossolana/</li>
</ul>
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		<title>60 MILIARDI: UNA STIMA GROSSOLANA</title>
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		<comments>http://anticorruzione.eu/2015/02/60-miliardi-una-stima-grossolana/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2015 11:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Controlli, audit e compliance]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[indice]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Un fantasma aleggia per l&#8217;Italia: il costo della corruzione sarebbe pari a 60 miliardi di Euro. E&#8217; una cifra rimbalzata più e più volte, tra i titoli dei quotidiani nazionali e i talk show. Ma da dove proviene questo numero? Da una stima grossolana ed errata dei media e delle istituzioni: nel 2004 la Banca [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Un fantasma aleggia per l&#8217;Italia: il costo della corruzione sarebbe pari a 60 miliardi di Euro. E&#8217; una cifra rimbalzata più e più volte, tra i titoli dei quotidiani nazionali e i <em>talk show. </em> Ma da dove proviene questo numero? Da una stima grossolana ed errata dei media e delle istituzioni: nel 2004 la Banca Mondiale stimò che il costo della corruzione è pari al 3 per cento del Pil mondiale. Questa percentuale venne applicata al Pil italiano, senza pensare alle specificità del nostro paese, e così si arrivò alla cifra dei 60 miliardi. Ma, tanto per iniziare, si può tentare una prova controfattuale: al livello attuale del Pil Italiano circa (1.600 miliardi) non corrisponde la cifra dei 60 miliardi bensì di 48 miliardi. Come si è arrivato a questo? In parte, si tratta di cattiva informazione. Ma anche, quei 60 miliardi risultavano allettanti, perché altre stime in circolazione non ve n&#8217;erano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma in questa vicenda vi è un aspetto positivo. Quel numero, praticamente inventato, <strong>ci ha permesso di vedere il problema, per poi discuterlo;</strong> il che non è poco, considerato che la corruzione è un fenomeno opaco e che ha una tendenza ad esser occultato. E il primo passo per combattere la corruzione, evidentemente, è rendersi conto della sua esistenza e rilevanza. Ma cambiare la percezione dell&#8217;entità del fenomeno evidentemente non basta. Vi è un&#8217;altra percezione che dobbiamo cambiare: quella del rischio da parte dei corrotti e corruttori. Sino a quando in molti penseranno di poterla far franca quasi con certezza, difficilmente i tentativi di contrastare la corruzione avranno successo.</p>
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		<title>Presentarsi così è bene?</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2014/12/presentarsi-cosi-e-bene/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 14:41:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[indice]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; La presentazione del Corruption perception index 2014 e di ALAC (vedi qui) di Virginio Carnevali, direttore del Trasparency International Italia,e del presidente A.N.A.C. Raffaele Cantone,  tenuta oggi è quanto di più amaro ci possa essere in vista di quanto si sente dal «buon parlare» da parte delle istituzioni. L&#8217;Italia è al 69-esimo posto con 43 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/12/Presentarsicosiebene.pdf"><img class="alignright wp-image-1180 " src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/12/pdf-150x150.png" alt="pdf" width="52" height="52" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">La presentazione del <strong>Corruption perception index 2014</strong> e di <strong>ALAC</strong> (<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://anticorruzione.eu/2014/10/trasparency-international-consentira-denunce-sicure-su-casi-di-corruzione/" target="_blank">vedi qui</a></span></span>) di Virginio Carnevali, direttore del Trasparency International Italia,e del presidente A.N.A.C. Raffaele Cantone,  tenuta oggi è quanto di più amaro ci possa essere in vista di quanto si sente dal «buon parlare» da parte delle istituzioni. L&#8217;Italia è al 69-esimo posto con 43 punti totalizzati su 100, insieme a Romania, Grecia e Bulgaria, con i punteggi più bassi d&#8217;Europa.</p>
<p style="text-align: justify;">Il punteggio è basso (<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.transparency.org/country#ITA_DataResearch" target="_blank">vedi</a></span></span>) rispetto a tanti altri nostri Paesi Europei (e non) ma di discreto apparire rispetto ai restanti 100 Paesi della classifica. A questo punto però è logico porsi la domanda su quali paesi risultiamo essere migliori in questa classifica. Ebbene per lo più sarebbero paesi di basso sviluppo economico che registrano bassi punteggi anche negli usuali indicatori Macroeconomici (c.d. «fondamentali»). Ma se l&#8217;Italia proponesse di correggere per il fattore sviluppo (i Paesi a basso sviluppo sarebbero trattati sviluppati come l&#8217;Italia) la sua posizione cambierebbe? A questo prosito si può leggere un indicatore derivato dal CPI, ovvero l&#8217;EPCI, che vede l&#8217;Italia battuta da tutti, tranne che dalla Grecia. La metodologia del CPI avvantaggia enormemente l&#8217;Italia in questo senso e per le nostre presentazioni forse alla fine è meglio così, perchè potrebbe essere altrimenti.</p>
<p><iframe src="http://media.transparency.org/maps/cpi2014-470.html" width="470" height="470" frameborder="0"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Piero Massotti</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/12/Presentarsicosiebene.pdf"><img class="alignright wp-image-1180 " src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/12/pdf-150x150.png" alt="pdf" width="52" height="52" /></a></p>
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		<title>L’Africa più nera</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2014/11/lafrica-piu-nera/</link>
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		<pubDate>Fri, 07 Nov 2014 23:54:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Martinelli]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[controlli]]></category>
		<category><![CDATA[indice]]></category>
		<category><![CDATA[tangenti]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[L’Africa è stata la culla di grandi civilità ed è da sempre il continente più ricco del mondo. Siamo in molti, oggi, a credere che l&#8217;Africa sia solo: guerre, carestia, fame, estrema povertà. E invece no. Essa è, paradossalmente, condannata alla povertà a causa delle sue enormi ricchezze. Re, imperatori, governanti e mercenari lo sapevano [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/04/africamappamondo.png"><img class="size-medium wp-image-553 alignleft" src="http://www.anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2014/04/africamappamondo-298x300.png" alt="africamappamondo" width="298" height="300" /></a>L’Africa è stata la culla di grandi civilità ed è da sempre il continente più ricco del mondo</strong>. Siamo in molti, oggi, a credere che l&#8217;Africa sia solo: guerre, carestia, fame, estrema povertà. E invece no. Essa è, paradossalmente, condannata alla povertà a causa delle sue enormi ricchezze. Re, imperatori, governanti e mercenari lo sapevano e pensarono bene di sfruttare tale ricchezza a loro vantaggio. <strong>E’ a causa di secoli di colonialismo, analfabetismo e malattie, che agli inizi del XXI sec parliamo dell’Africa come del continente più povero e affamato del mondo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Africa, attraverso un’esportazione equa dei propri prodotti, potrebbe già essersi risollevata dalla povertà, ma <strong>ogni anno spariscono 30mila milioni di euro dalle casse dei Paesi africani a causa delle pratiche di corruzione</strong>. Soldi che potrebbero essere utilizzati per curare 120 milioni di malati durante un anno o per evitare milioni di morti per fame. Ma fino a quando i governatori africani non cambieranno il proprio modus operandi la situazione non cambierà: <strong>c’è troppa fame di guadagno e di tangenti, e i soldi spariscono nel silenzio di chi guarda</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ed è la corruzione che non fa rumore, quella più pericolosa</strong>. Le testate giornalistiche parlano sempre dei più famosi casi di corruzione, quando sono coinvolti ministri e capi di governo e quando si parla di cifre enormi. Ma <strong>è la corruzione silenziosa che uccide l’Africa più povera, dove neanche è permessa la presenza di <em>mass media</em> stranieri</strong>. I colpevoli sono principalmente i funzionari che non fanno il loro lavoro ma occupano il loro posto solo per portare a casa stipendi e mazzette.</p>
<p style="text-align: justify;">Ne ha parlato <strong>Shanta Devarajan</strong>, capo economista della <strong>World Bank Africa</strong>, in una recente intervista:</p>
<p style="text-align: center;"><em>“<strong>È terribile sapere che a Nairobi ti dicono che è meglio non uscire la sera con denaro nel portafogli perché c’è molta polizia in giro</strong> […]. Ogni atto di corruzione richiede due attori e molto spesso uno di essi è americano o europeo […]. <strong>Bisogna sviluppare gli strumenti di controllo internazionale per poter combattere questa situazione</strong>. Gli Stati Uniti, per esempio, hanno una legge che obbliga a rendere pubbliche tutte le transazioni delle sue aziende in Africa. <strong>C’è speranza, basta analizzare l’attuale sviluppo di alcuni Paesi africani, come il Botswana, che ha avuto una crescita economica notevole, con una delle percentuali più alte del mondo</strong>&#8220;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Infatti, nonostante tutti dello stesso continente, <strong>i cinque Paesi meglio governati (Botswana, Isole Mauririus, Capo Verde, Seychelles e Sudafrica</strong>) vivono in una condizione ben migliore di quella vissuta dai peggiori Stati africani, come la Somalia. Secondo <span style="color: #800000;"><strong>l’Indice di Buon Governo della Bo Ibrahim Foundation</strong></span>, il <strong>Botswana</strong> raggiunge nove punti su dieci per quanto riguarda la trasparenza del proprio governo, la <strong>Somalia</strong> 0,7. Il giorno e la notte.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l’indice elaborato quest’anno da <span style="color: #800000;"><strong>Transparency Internationa</strong></span><strong><span style="color: #800000;">l</span></strong>, che classifica i Paesi di tutto il mondo in base all’abuso che il settore pubblico fa del proprio potere per ottenere benefici personali, solo tre Paesi dell’Africa hanno ottenuto un punteggio superiore a 5 su 10 e sono: <strong>Botswana</strong> (5,8), <strong>Isole Mauritius</strong> (5,4) e <strong>Capo Verde</strong> (5,1). Seguono <strong>Seychelles</strong> (4,8) ed il <strong>Sudafrica</strong> (4,5). L’Africa resta in coda alla classifica: tredici degli ultimi ventiquattro posti sono occupati da Paesi del continente nero. <strong>L’intero continente è in mano a governanti corrotti e gli impiegati pubblici accettano quotidianamente piccoli e grandi tangenti</strong>.</p>
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