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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; inclinazioni umane</title>
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		<title>L&#8217;uomo, misura di tutte le cose</title>
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		<pubDate>Sat, 02 May 2015 09:47:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Marilisa Castellano]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia e Letteratura]]></category>
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		<category><![CDATA[Etica]]></category>
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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;uomo è misura di tutte le cose&#8221;, affermava Protagora[1]. E&#8217; evidente quanto in questa espressione sia posto in primo piano l&#8217;uomo, con tutta la sua sapienza e quelle capacità tali che lo contraddistinguono da ogni altro essere vivente. Senza dubbio, a lui spetta una posizione privilegiata: ha la possibilità di modificare la natura che lo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;L&#8217;uomo è misura di tutte le cose&#8221;, affermava Protagora<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>. E&#8217; evidente quanto in questa espressione sia posto in primo piano l&#8217;uomo, con tutta la sua sapienza e quelle capacità tali che lo contraddistinguono da ogni altro essere vivente. Senza dubbio, a lui spetta una posizione privilegiata: ha la possibilità di modificare la natura che lo circonda, assoggettandola ai propri bisogni. Viene però spontaneo domandarsi, quanto questi bisogni incidano sui comportamenti e quanto peso rivestano nelle scelte del singolo. In altri termini, c&#8217;è il rischio che l&#8217;uomo renda le sue prerogative paradigma non solo personale, bensì accampando pretese universali?</p>
<p style="text-align: justify;">Partiamo da un presupposto evidente, e cioè che l&#8217;uomo non agisce mai in un contesto in cui si trova da solo, ma è sempre in rapporto con gli altri. David Miller<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> distingue tre forme fondamentali di tale relazione: la comunità solidaristica, l&#8217;associazione strumentale e la cittadinanza. Soffermiamoci sulla prima. Una comunità solidaristica ha luogo fra uomini, i quali come membri di un gruppo stabile dotato di un ethos comune, hanno un&#8217;identità comune. Essa è la forma originaria della comunità in tutte le società premoderne: ne sono esempi una comunità di villaggio, o nella società moderna, la famiglia. La rappresentazione della giustizia, in una comunità solidaristica, è la distribuzione corrispondente ai bisogni. L&#8217;ethos della comunità stabilisce ciò che fa parte di una vita degna dell&#8217;uomo e traccia così i confini fra bisogni e meri desideri. Tuttavia, il problema che si pone è che molto spesso, tale confine non separa così nettamente, un reale bisogno da un desiderio. Da qui si nasce la conflittualità: sacrificare un interesse privato in nome del bene per la comunità?</p>
<p style="text-align: justify;">Ora, un volere puramente razionale potrebbe scegliere solamente il bene (in senso lato, ciò che in è giusto); ma il volere umano non è puramente razionale: esso, infatti,  può essere affetto da inclinazioni. Proprio l&#8217;inclinazione, può contraddire l&#8217;intuizione che una determinata modalità d&#8217;azione sia praticamente necessaria. In tal modo, la necessità pratica, viene soppiantata dallo scopo dell&#8217;agente. Così, da una prospettiva di giustizia comune, si scivola in una prospettiva di giustizia privata. Di conseguenza, la formula kantiana &#8220;agisci come se la massima della tua azione dovesse, per tua volontà, divenire una legge universale della natura&#8221;, viene meno.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;uomo etico, sarebbe disposto a sacrificare se stesso sull&#8217;altare dell&#8217;universalità: non c&#8217;è alcun primato del personale. L&#8217;ego si ritrae lasciando il posto al &#8220;noi&#8221; della comunità. Per tanto, la norma non è osservata con un atteggiamento penitenziale o per vile servilismo; bensì nella norma è racchiuso tutto ciò che l&#8217;ethos della rappresenta. C&#8217;è alla base una salda fede nell&#8217;apparato giuridico, non semplicemente un&#8217;assunzione passiva di esso. Infatti, il passaggio all&#8217;attuazione della norma sarebbe impossibile senza questa esigenza morale. Gioca un ruolo decisivo anche il concetto di responsabilità: prendere coscienza che si è portatori non solo del proprio destino, ma soprattutto del destino degli altri. Morale, noma, responsabilità: esse muovono l&#8217;azione dell&#8217;uomo etico.</p>
<p>Quanti sarebbero disposti a sacrificare se stessi sull&#8217;altare dell&#8217;universalità?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Filosofo greco del secondo decennio del V secolo. E&#8217; considerato uno dei massimi sofisti antichi. Per sofistica intendiamo quel fenomeno culturale manifestatosi ad Atene: i sofisti erano professionisti che mettevano in vendita il loro sapere. Solo successivamente furono connotati negativamente ad opera di Platone e Senofonte: essi infatti li consideravano dei mistificatori della sapienza.</p>
<p><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> Filosofo britannico, allievo di Karl Popper, attualmente professore all&#8217;Università di Warwich. Si interessa di giustizia sociale e teoria politica.</p>
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