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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; grandi opere</title>
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		<title>DL SBLOCCACANTIERI VS. BUROSAURI</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2019 06:17:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[  &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Una via crucis, almeno in apparenza, attende il decreto sbloccacantieri, che rischia di sbloccare poco e male, con evidenti riflessi negativi sulla fiducia di chi era stato pericolosamente illuso sui benefici salvifici dell’operazione. &#160; Almeno per ora. Troppi i limiti – [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/burocrazia.jpg_997313609.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6162" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/burocrazia.jpg_997313609.jpg" alt="burocrazia.jpg_997313609" width="750" height="505" /></a></p>
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<p>Una via crucis, almeno in apparenza, attende il decreto sbloccacantieri, che rischia di sbloccare poco e male, con evidenti riflessi negativi sulla fiducia di chi era stato pericolosamente illuso sui benefici salvifici dell’operazione.</p>
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<p>Almeno per ora.</p>
<p>Troppi i limiti – come scrivono di Mauro Salerno e Giorgio Santilli, su Il Sole 24 Ore del 4 maggio 2019, alle pagine 1 e 3 &#8211; del provvedimento che rischia di generare il caos normativo nel passaggio dal vecchio al nuovo regime, mentre nessuna norma è prevista sul punto più critico delle procedure, le autorizzazioni che precedono la gara. Lì si annidano i grandi ritardi, con un tempo medio di otto anni (di cui la metà per inerzia burocratica che resta da disboscare).</p>
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<p>Il DL prevede, inoltre, che ci vorranno sei mesi almeno e tredici provvedimenti da riscrivere completamente per varare il nuovo regolamento sugli appalti: in estrema sintesi, c’è la  necessità di scrivere da zero le regole attuative del codice, lasciando amministrazioni e imprese prive di bussola operativa. Non solo, è previsto un percorso di gestazione piuttosto articolato: bisogna scrivere materialmente il regolamento, approvarlo in Consiglio dei ministri, raccogliere i pareri del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari e poi approvarlo invia definitiva con una nuova deliberazione del Governo (anche senza considerare i precedenti &#8211; il regolamento sul codice del 2oo6 è stato varato nel 2010, quindi quattro anni dopo – anche i 6 mesi paiono una ipotesi peregrina.</p>
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<p>Situazione analoga per la nomina dei commissari straordinari, che arriveranno solo dopo la conversione in legge e dopo che nel governo si sarà trovato l&#8217;accordo sulla lista delle opere da accelerare, mentre appare estremamente insidiosa la via dell&#8217;emendamento per accelerare singole opere o piani perchè può scatenare una corsa a inzeppare il decreto di norme ad hoc anziché fare un accordo, presto e bene, sulle opere e sui piani da sbloccare con un decreto di Palazzo Chigi.</p>
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<p>Soprattutto, sembrano smarrite le parole-chiave con cui il provvedimento era partito: urgenza, sblocco dei cantieri fermi, commissari subito, utilizzo dei miliardi di risorse già stanziate e mai partite.</p>
<p>Il quadro che si delinea è, invece, una situazione ferma a lungo, senza che il 2019 veda quel rilancio degli investimenti che anche questo governo &#8211; come quelli precedenti &#8211; ha promesso con il Def. Senza contare i dossier delle grandi opere accantonati &#8211; come la Tav – su cui un accordo è stato possibile solo a suon di rinvii.</p>
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<p>Unica nota positiva, al momento, per le piccole e piccolissime gare, dove lo sforzo di semplificazione del governo (solo tre preventivi sotto i 20omila euro, gare formali, ma con criteri di aggiudicazione più semplici fino a 5,5 milioni, in aggiunta al ritorno dell&#8217;appalto integrato) dovrebbe dare una scossa, riducendo i tempi di aggiudicazione, ma si tratta pur sempre di gare da bandire, non di cantieri messi (o rimessi) subito in produzione.</p>
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		<title>Le devianze fiscali e i collegamenti con la corruzione. A cura di un discente del Master Anticorruzione.</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Apr 2019 08:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Greta Shullazi]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per devianza si intende abitualmente un comportamento di un singolo o di un gruppo che viola le norme della collettività e che di conseguenza è riconducibile a qualche forma di sanzione o di critica. Tale comportamento deve quindi, essere contrario nei fini e nei mezzi alle norme dell’ordinamento tributario in cui si inserisce. In generale esistono due modalità illecite per ridurre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per devianza si intende abitualmente un comportamento di un singolo o di un gruppo che viola le norme della collettività e che di conseguenza è riconducibile a qualche forma di sanzione o di critica. Tale comportamento deve quindi, essere contrario nei fini e nei mezzi alle norme dell’ordinamento tributario in cui si inserisce.</p>
<p>In generale esistono due modalità illecite per ridurre il carico fiscale: l’evasione o l’elusione fiscale: la prima si realizza attraverso una condotta illecitavolta a sottrarre il fatto imponibile, in tutto o in parte, ad un’obbligazione tributaria, la seconda attraverso l’aggiramento delle disposizioni, consentendo illecitamente al contribuente di non realizzare affatto la fattispecie imponibile o di realizzarne una meno onerosa. Ci sono due metodi che di norma vengono utilizzati per realizzare fenomeni di evasione o elusione fiscale internazionale: il primo attraverso il trasferimento del contribuente, che si concretizza conl’allocazionestrumentale della persona fisica o giuridica in un’area con pressione fiscale più favorevole rispetto a quella d’origine; il secondo mediante il trasferimento della materia imponibile che, può realizzarsi sia con lo spostamento strumentale delle fonti di produzione del reddito, sia attraverso la relativa riqualificazione.</p>
<p>Un tipico fenomeno di evasione fiscale internazionale è l’<strong><em>esterovestizione</em></strong> della residenza fiscale attraverso la quale, il contribuente dichiara una fittizia localizzazione della residenza fiscale in Paesi diversi dall’Italia, dove invece il soggetto concretamente risiede, per sottrarsi agli obblighi tributari previsti dall’ordinamento di reale appartenenza e beneficiare, del regime tributario più favorevole che vige in un altro stato. Un&#8217;altra modalità diffusa per evadere il fisco è il <strong><em>treaty shopping</em></strong> attraverso il quale, un soggetto che non è destinatario dei benefici di un trattato contro le doppie imposizioni, costituisce una società tramite (cosiddetta <em>conduit</em>)in uno degli Stati contraenti, con lo scopo di assicurarsi un regime convenzionale più favorevole, di cui altrimenti non avrebbe potuto usufruire direttamente.</p>
<p>Bisogna poi tenere conto, in linea generale, della complessità e della scarsa uniformitàdelle norme interne degli stati che favoriscono la diffusione di comportamenti elusivi.In questo contesto, per scoprire fatti di corruzione ci si avvaledi reati spia che riescono spesso a fornire delle tracce e, tra questi ci sono sicuramente i reati fiscali; Il mancato pagamento dei tributi infatti, è il principale strumento di accumulazione in nero della provvista necessaria per pagare il prezzo della corruzione. Un altro elemento che dimostra la stretta connessione tra l’evasione fiscale e la corruzione, è il  compimento di fenomeni corruttivi finalizzati ad evitare conseguenze in ambito amministrativo e penale della già avvenuta evasione fiscale. Sono state individuatepoi, alcune variabili strettamente connesse al variare dell’indice di corruzione rappresentate in primis,dal tempo che l’imprenditore trascorre con pubblici ufficiali per questioni attinenti l’impresa nonché, dalle spese effettuate dalla pubblica amministrazione per l’approvvigionamento di beni e servizi fino a considerare, la percentuale di imprese che non riporta tutte le vendite al fine di evadere il fisco.</p>
<p>Sulla base di queste considerazioni è stato rilevato che all’aumentare di comportamenti imprenditoriali illeciti diversi dalla corruzione, aumenta la corruzione stessa. In Italia in particolare, c’è una percezione singolare del fenomeno della corruzione: più si perseguono i fenomeni corruttivi sul piano della prevenzione e le fattispecie di reato sul piano della repressione, maggiore è la percezione del fenomeno.</p>
<p>Si può concludere affermando che, l’evasione fiscale riducendo le risorse statali fa aumentare le tasse per chi le paga. Essa è la base della cosiddetta economia sommersa che, sottraendo risorse alla collettività, le nasconde nei paradisi fiscaliper poi rimetterlein circolo generando episodi di corruzione e conseguentementefalsando la concorrenza, il mercato e l’economia in generale anche, in ambito internazionale.</p>
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		<title>BUROCRAZIA. GRANDI OPERE FERME: PERCHE? ABBIAMO PERSO L’ABITUDINE A PROGETTARE  E LA FUGA DEI COMMISSARI</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 11:16:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; A volte, poi, lo stop arriva ancora prima del bando. E’ il caso del piano nazionale contro il dissesto idrogeologico. Un finanziamento di quasi 10 miliardi spalmato su otto anni, un totale di 9.397 opere previste. Quelle già progettate, però, si fermano appena all&#8217;8%. «Abbiamo un ritardo clamoroso, che non ci fa dormire la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/burocrazia.jpg_997313609.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6162" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/burocrazia.jpg_997313609.jpg" alt="burocrazia.jpg_997313609" width="750" height="505" /></a></p>
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<p>A volte, poi, lo stop arriva ancora prima del bando.</p>
<p>E’ il caso del piano nazionale contro il dissesto idrogeologico. Un finanziamento di quasi 10 miliardi spalmato su otto anni, un totale di 9.397 opere previste. Quelle già progettate, però, si fermano appena all&#8217;8%. <em>«Abbiamo un ritardo clamoroso, che non ci fa dormire la notte</em>», ha ammesso Erasmo D&#8217;Angelis, coordinatore della struttura costituita da Palazzo Chigi. Il punto è che i cassetti dei Comuni, ma anche dei provveditorati alle opere pubbliche e delle società di ingegneria, sono vuoti. Dopo anni di crollo degli investimenti – come evidenzia Lorenzo Salvia, su L’Economia-Corriere della Sera, del 25 settembre 2017, alle pagine 1 e 4 – abbiamo quasi perso l&#8217;abitudine a progettare.</p>
<p>Infine, ultimo ma non ultimo: è sempre più difficile trovare persone disposte a far parte delle commissioni che assegnano i lavori.</p>
<p>Al ministero della Infrastrutture sono arrivate segnalazioni da tutta Italia. Ma il caso più clamoroso è quello del Comune di Roma, dove il direttore generale Franco Giampaoletti ha sottolineato la «<em>frequente rinuncia alla nomina, adducendo motivazioni che spesso sconfinano nell&#8217;arbitrario</em>». Il risultato è ancora una volta il blocco di opere che potrebbero partire, perché i soldi ci sono e i bandi pure. Nella Capitale sono ancora fermi alcuni lavori legati al Giubileo, che nel frattempo è ampiamente finito, o la riqualificazione di Piazza Vittorio. Perché questa fuga? Chi viene nominato non ha diritto a un euro in più perché i vecchi gettoni sono stati aboliti. Ma, soprattutto, ha paura di finire coinvolto in qualche inchiesta, con effetti negativi per la carriera. Meglio rimanere allineati e coperti. Qui il codice degli appalti c&#8217;entra. Non come causa della fuga dei commissari, ma come possibile rimedio. La riforma stabilisce che i commissari debbano essere scelti non tra i funzionari della stazione appaltante, ma all&#8217;interno di un apposito albo curato dall&#8217;Autorità anti corruzione. Il decreto attuativo, però, non è ancora arrivato al traguardo. Sarebbe anche ora.</p>
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		<title>Un&#8217;analisi dei dati presenti nell&#8217;anagrafe delle opere incompiute nella Regione Puglia relative al 2015</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2016 11:43:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[  In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2016, avvenuta lo scorso 18 febbraio, il Procuratore Generale della Corte dei Conti Martino Colella, riguardo al tema della gestione dei finanziamenti pubblici – di provenienza comunitaria, nazionale o regionale – ha citato la Procura regionale per la Puglia come una delle Procure maggiormente impegnata in tale settore. In [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">  In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2016, avvenuta lo scorso 18 febbraio, il Procuratore Generale della Corte dei Conti Martino Colella, riguardo al tema della gestione dei finanziamenti pubblici – di provenienza comunitaria, nazionale o regionale – ha citato la Procura regionale per la Puglia come una delle Procure maggiormente impegnata in tale settore. In modo generale, il Procuratore ha fatto riferimento a frodi, irregolare percezione ed illecita utilizzazione di risorse pubbliche erogate nell’ambito di programmi di intervento infrastrutturale. Ciò, unito ad un sistema generale lacunoso di gestione e controllo non fa che aumentare il clima di sfiducia che mina un possibile uso corretto delle risorse pubbliche, nonché un reale sviluppo economico e sociale della regione. L’entità dei danni oggetto delle contestazioni pervenute nell’anno 2015 risulta rilevante.</p>
<p style="text-align: justify;">  La Corte si è espressa anche relativamente agli appalti pubblici di forniture e servizi, dove, a fronte di diverse tipologie di responsabilità, la Procura della regione Puglia si è trovata a gestire numerose citazioni nel corso dell’anno. Tra queste, per il rilievo ricoperto e per l’ammontare del danno patrimoniale, la Corte ricorda la vicenda dei cosiddetti “treni d’oro delle Ferrovie del Sud-Est”, società partecipata interamente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e quella dell’illecito affidamento e della irregolare gestione, da parte del comune di Taranto, di due diversi contratti di forniture, rispettivamente di materiale vario di cancelleria ed attrezzature di ufficio e di modulistica e stampati, con conseguente danno patrimoniale di circa 1 milione e 900 mila euro, nel primo caso, e di circa 1 milione di euro, nel secondo. Le indagini relative alle due ultime vicende citate hanno portato alla luce condotte gravemente colpose e, in alcuni casi dolose, poste in essere da funzionari ed ex dirigenti comunali, finalizzate a recare un ingiusto vantaggio nei confronti delle imprese affidatarie dei due servizi.</p>
<p style="text-align: justify;">  Il 30 giugno 2016 è stato pubblicato, da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’elenco – anagrafe delle Opere incompiute relativo alla Regione Puglia e facente riferimento all’anno 2015.</p>
<p style="text-align: justify;">  L’elenco viene pubblicato ai sensi dell’art. 44 bis del D.l. n. 201 del 6 dicembre 2011, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nonché ai sensi del corrispettivo Regolamento di cui al D.M. 13 marzo 2013, n. 42. In base a tale normativa, per <em>opera pubblica incompiuta</em> si intende “ogni opera pubblica che risulta non completata per una o più delle seguenti cause: a) mancanza di fondi; b) cause tecniche; c) sopravvenute nuove norme tecniche o disposizioni di legge; d) fallimento, liquidazione coatta e concordato preventivo dell’impresa appaltatrice, risoluzione del contratto ai sensi degli artt. 135 e 136 del D.Lgs. 163/2006 <em>[oggi sostituiti dall’art. 108 del nuovo Codice dei Contratti di cui al D.Lgs. 50/2016]</em>, o di recesso dal contratto ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di antimafia; e) mancato interesse al completamento da parte della stazione appaltante, dell’ente aggiudicatore o di altro soggetto aggiudicatore.”</p>
<p style="text-align: justify;">  Si considera, invece, <em>non completata</em>, “un’opera non fruibile dalla collettività, caratterizzata da uno dei seguenti stati di esecuzione: a) i lavori di realizzazione, avviati, risultano interrotti oltre il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione; b) i lavori di realizzazione, avviati, risultano interrotti entro il termine contrattualmente previsto per l’ultimazione, non sussistendo, allo stato, le condizioni di riavvio degli stessi; c) i lavori di realizzazione, ultimati, non sono stati collaudati nel termine previsto in quanto l’opera non risulta rispondente a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo, come accertato nel corso delle operazioni di collaudo.</p>
<p style="text-align: justify;">  Dall’elenco si rileva che sono 91 le opere pugliesi rimaste incompiute al 31/12/2015, ossia 10 in più rispetto all’anno precedente, per un importo complessivo di € 176.658.145. Il dato colloca la Regione al secondo posto, dopo la Sicilia, per numero di cantieri bloccati. Tutte le opere presenti in elenco sono di interesse regionale e non nazionale, mentre la causa più ricorrente dell’interruzione dei lavori, valida per ben 39 appalti, è dovuta al fatto che i lavori di realizzazione, avviati, risultano interrotti entro il termine contrattualmente previsto per l&#8217;ultimazione, non sussistendo, allo stato, le condizioni di riavvio degli stessi, ai sensi dell’art. 1, commi 1 e 2 del D.M. 42/2013. 35 delle 91 opere restano incompiute perché i lavori di realizzazione, avviati, risultano interrotti oltre il termine contrattualmente previsto per l&#8217;ultimazione; mentre per le restanti 17 i lavori di realizzazione, seppur ultimati, non sono stati collaudati nel termine previsto in quanto l&#8217;opera non risulta rispondente a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo, come accertato nel corso delle operazioni di collaudo.</p>
<p style="text-align: justify;">  La provincia più colpita dal fenomeno è quella di Foggia con 25 opere incompiute; a seguire troviamo la provincia di Lecce con 17 cantieri interrotti; in terza posizione le provincie di Taranto e Brindisi che contano entrambe 14 pubblici lavori bloccati; nella provincia di Bari se ne registrano 9, mentre la provincia più virtuosa risulta essere quella di Barletta-Andria-Trani con solo 5 opere incompiute.</p>
<p style="text-align: justify;">  Guardando all’importo complessivo dell’opera da realizzare, spiccano i lavori di sistemazione idraulica del bacino imbrifero negli agri di Gravina in Puglia e Poggiorsini del Consorzio di bonifica “Terre d’Apulia” (€ 34.602.612,00), la concessione della progettazione, esecuzione e realizzazione del funzionamento del Palazzo degli Uffici di Taranto (€ 33.200.000,00) ed i lavori per lo sbarramento del torrente Saglioccia nell’agro di Altamura, nuovamente imputabili al Consorzio di bonifica “Terre d’Apulia” (€ 30.290.197,00).</p>
<p style="text-align: justify;">  Infine, un ulteriore dato da riportare è che soltanto 19 delle opere presenti nell’anagrafe, alla data del 31 dicembre 2015, godono di fruibilità; per 39 opere, invece si ipotizza che possa essere possibile un uso ridimensionato delle stesse.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Ottavia Trecca </strong></p>
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		<title>Seminario informativo “la prevenzione ed il contrasto alla corruzione”</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2016 14:02:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Emanuele Mendola]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì 23 giugno 2016 presso l’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, a L’Aquila, abbiamo assistito ad un seminario informativo sul tema “La prevenzione ed il contrasto alla corruzione e la nuova disciplina degli appalti pubblici”. L’iniziativa, frutto di una efficace sinergia istituzionale tra la Guardia di Finanza e l’Autorità Nazionale Anticorruzione, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Giovedì <strong>23 giugno 2016</strong> presso l’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della <strong>Guardia di Finanza</strong>, a L’Aquila, abbiamo assistito ad un seminario informativo sul tema “<em>La prevenzione ed il contrasto alla corruzione e la nuova disciplina degli appalti pubblici</em>”.<span id="more-5459"></span></p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa, frutto di una efficace sinergia istituzionale tra la Guardia di Finanza e l’<strong>Autorità Nazionale Anticorruzione</strong>, era destinata principalmente agli appartenenti al Corpo, ai vertici della Pubblica Amministrazione, al mondo accademico, alle associazioni imprenditoriali e di categoria. Una delegazione del Progetto NOi contro la CORRUZIONE è stata invitata a rappresentare l&#8217;impegno nella creazione di una cultura anticorruzione nel mondo accademico, dimostrato anche dall&#8217;offerta formativa di ben due masster di secondo livello sul tema dell&#8217;anticorruzione e del Procurement; e per avere una visione completa della prevenzione della corruzione, e dei rapporti che intercorrono tra l&#8217;A.N.AC. e la Guardia di FInanza.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/Locandina.jpg"><img class=" size-medium wp-image-5464 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/Locandina-214x300.jpg" alt="Locandina" width="214" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">La Guardia di Finanza ha la primazia per le indagini di fenomeni corruttivi: essendo chiamata ad indagare nel substrato contabile, riesce a ricostruire la genesi del reato. <strong>Il contrasto alla corruzione e all’illegalità nella Pubblica Amministrazione costituisce per la Guardia di Finanza un ambito di prioritario interesse operativo</strong>, che si inquadra nella più ampia missione istituzionale di vigilanza in materia di spesa pubblica. L’impegno nel settore si concretizza nello sviluppo di indagini di polizia giudiziaria per reati contro la P.A. oltreché nella collaborazione con l’Autorità Nazionale Anticorruzione.</p>
<p style="text-align: justify;"> <a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/scazzeri.jpg"><img class="alignleft  wp-image-5467" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/scazzeri.jpg" alt="scazzeri" width="145" height="187" /></a>A tal proposito recentemente è avvenuta una significativa revisione organizzativa del Corpo, dalla quale è scaturita l’istituzione del <strong>Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza</strong>, guidato dal Gen.B. Gaetano <strong><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/Curriculum-Vitae-Scazzeri.pdf" target="_blank">Scazzeri</a></strong>, che ci ha gentilmente concesso un’intervista (<a href="https://youtu.be/4Ur83sx_PZg" target="_blank">VIDEO</a>) in cui ci ha spiegato che: «<em>la Guardia di Finanza è a disposizione [anche] dell’A.N.AC. per eseguire una serie di attività su richiesta del Presidente dell&#8217;Autorità Nazionale Anticorruzione che in questo caso può avvalersi dei poteri di polizia tributaria. Poteri particolarmente incisivi, se consideriamo che si concretizzano in operazioni di accesso, ispezione e verifica che si può esercitare nei confronti del contribuente e -nel caso di specie- delle ditte e delle imprese che sono chiamate a partecipare ad un appalto</em>»<em>.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Nel corso della mattinata abbiamo assistito ad interessanti interventi (<a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/Locandina.jpg" target="_blank">link locandina</a>) di illustri Generali della Guardia di Finanza, e altrettanto illustri ospiti, tra cui <a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/Parisi.jpg"><img class="  wp-image-5465 alignright" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/Parisi-300x166.jpg" alt="Parisi" width="206" height="114" /></a>la Prof.ssa <strong>Parisi</strong>, componente del Consiglio dell’A.N.AC., che ha tenuto una dettagliata relazione su temi assai attuali, compreso il nuovo codice degli appalti. Si è soffermata in particolare sull’importanza del <strong>contrasto</strong>: un vocabolo molto efficace che comprende i concetti complementari ed ineliminabili di <strong>Prevenzione</strong> e <strong>Repressione</strong>, ricordando che la prima avviene <em>ex ante</em>, e riguarda fenomeno generali; mentre la seconda va fatta <em>ex post</em>, riguardo singole condotte illecite. Il contrasto si rende quindi indispensabile, dato che purtroppo il perseguimento di certi interessi appartiene alla natura dell&#8217;uomo. <em>L&#8217;eliminazione della Corruzione </em>–ha affermato-<em> è un obiettivo fallace, falso e inutile: <strong>bisogna </strong>invece<strong> innescare una rivoluzione culturale</strong> per cambiare l&#8217;attitudine che ha pesanti ripercussioni sul tessuto economico, ma soprattutto su quello istituzionale</em>!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/Vecchione.jpg"><img class="alignleft  wp-image-5468" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/Vecchione-300x288.jpg" alt="Vecchione" width="175" height="168" /></a>Tra le rivoluzioni culturali più recenti segnaliamo il contenuto dell’intervista (<a href="https://youtu.be/Z42AaswaEt8" target="_blank">VIDEO</a>) che ci è stata rilasciata dal Gen. D. Gennaro <strong><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/Curriculum-Vitae.pdf" target="_blank">Vecchione</a></strong>, Comandante delle Unità Speciali della Guardia di Finanza, in cui ci ha spiegato il ruolo istituzionale della Guardia di Finanza nel contrasto e nella prevenzione della corruzione; oltre che il contributo importante del ”<strong>controllo civico</strong>” che può avvenire grazie al diffuso processo di digitalizzazione delle informazioni: «<em>I progetti come il vostro </em>[NOi contro la CORRUZIONE, n.d.r.]<em>, utilizzando il tema della trasparenza, possono andare a monitorare e verificare i siti dell&#8217;amministrazione trasparente, segnalandone (denunciandone anche) la non completa osservanza della norma; perché -com&#8217;è stato detto- <strong>più informazioni</strong> (non solo documenti, ma anche dati, notizie, programmazione, progettazione) <strong>consentono un controllo civico da parte di tutti noi, e meglio ancora da parte di chi lo fa con passione come voi, e quindi potete dare un contributo assolutamente determinante</strong></em>».</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/Picuti.jpg"><img class="  wp-image-5466 alignright" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/Picuti-300x225.jpg" alt="Picuti" width="186" height="140" /></a>È successivamente intervenuto il Dott. Fabio <strong>Picuti</strong>, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dell&#8217;Aquila, ricordando che «<strong><em>la paura di rimanere poveri ha effetti sugli individui superiori alla paura di finire in galera</em>»</strong>. Le pene per la corruzione prevedono il patteggiamento e la sospensione della pena per gli incensurati, richiamando la novità introdotta dal Legislatore italiano nel 2015: <strong>si</strong> <strong>può patteggiare solo dopo aver restituito l&#8217;intero importo oggetto del fatto corruttivo</strong>. È un tipico esempio di uno strumento repressivo che funge anche da deterrente preventivo.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>INTERVENTI DEI RELATORI</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Locandina (<a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/Locandina.jpg" target="_blank">download</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">SLIDES proiettate dal Gen.D. G. VECCHIONE (<a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/intervento-Gen.-D.-Vecchione.pdf" target="_blank">download</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">SLIDES proiettate dal Gen.B. F. CAROFIGLIO (<a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/intervento-Gen.-B.-Carofiglio.pdf" target="_blank">download</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>INTERVISTE</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gen. D. VECCHIONE (<a href="https://youtu.be/Z42AaswaEt8" target="_blank">link VIDEO</a>) &#8211; (<a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/Intervista-Gen.-Vecchione.pdf" target="_blank">link TESTO</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">Gen. B. SCAZZERI (<a href="https://youtu.be/4Ur83sx_PZg" target="_blank">link VIDEO</a>) &#8211; (<a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/Intervista-Gen.-Scazzeri.pdf" target="_blank">link TESTO</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: center;"><strong>POST SCRIPTUM</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Al termine del seminario, <strong>la delegazione del progetto NOi contro la CORRUZIONE si è recata a rendere omaggio alle vittime del terremoto che ha devastato la città dell’Aquila</strong> il 6 aprile 2009: visitando commossamente l’area antistante la Basilica di Collemaggio, le strade del centro urbano all’interno della “zona rossa”, ed in particolare la c.d. “Casa dello Studente”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1"></a></p>
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		<title>LE GRANDI INCOMPIUTE D’ITALIA. CAPITOLO 15, LA PUGLIA</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jun 2016 08:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si avvia verso la conclusione questo viaggio itinerante di anticorruzione.eu all’interno delle opere incompiute più costose d’Italia. A poche puntate dalla fine di questa rubrica ci spostiamo verso il sud della penisola, e più precisamente in Puglia, dove a quanto risulta dall’elenco anagrafico messo a disposizione dal SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute)[1] [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si avvia verso la conclusione questo viaggio itinerante di anticorruzione.eu all’interno delle opere incompiute più costose d’Italia. A poche puntate dalla fine di questa rubrica ci spostiamo verso il sud della penisola, e più precisamente in Puglia, dove a quanto risulta dall’elenco anagrafico messo a disposizione dal SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute)<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> ci sarebbero <strong>81 opere incompiute</strong> (di cui due di interessa nazionale). L’elenco, che fa riferimento ai dati raccolti per l’anno 2014, è stato pubblicato il 30 giugno 2015. Vediamo ora quali sono le opere con i costi più alti della regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Oltre 34 milioni di euro sono stati preventivati per i lavori di sistemazione idraulica del bacino imbrifero del Capodacqua con utilizzazione irrigua delle acque alte negli agri di Gravina in Puglia e Poggiorsini. Posto che un bacino imbrifero è quella zona che raccoglie le acque piovane che andranno poi a confluire nel fiume, in questo caso il Capodacqua è l’affluente destro del Bradano. I lavori sono fermi al 56,36% e, proprio di fine novembre scorso sono le parole del commissario straordinario del “Consorzio di bonifica Terre d’Apulia” che hanno confermato l’imprevedibilità della ripresa dei lavori<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>. L’imponente progetto di bonifica, che nasce già nel 1985<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> ma che ha avuto un’esistenza lunga e tormentata da imprevisti burocratici, prevede la necessità di altri 15 milioni di euro oltre ai fondi già stanziati.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre il “Consorzio di bonifica Terre d’Apulia” è la stazione appaltante i lavori di costruzioni per scopi irrigui mediante lo sbarramento del torrente Saglioccia, in località Tempa Bianca, in agro di Altamura. Per la diga in questione i lavori sono iniziati nel 1977<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>, due anni dopo la consegna dell’appalto, ma ancora sono fermi al 56,20% benché siano stati impegnati oltre 30 milioni di euro. Dal documento del SIMOI risulta che altri 15 sono i milioni che servirebbero per completare l’opera, i cui lavori sono al momento fermi nonostante il Consorzio spenda circa 200mila euro l’anno in custodia, vigilanza, energia elettrica, telefono, manutenzioni<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 2002 la giunta comunale di Taranto decide di avviare un “<em>project financing</em>” per ristrutturare lo storico Palazzo degli Uffici, con un investimento minimo previsto di oltre 30 milioni di euro<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a>. Il primo stop ai lavori si registra però già nel 2005 a causa del dissesto economico dichiarato dal Comune. Nel 2009, in seguito a un cambio di azienda appaltante, riprendevano i lavori (che però su carta sarebbero dovuti essere terminati entro il 2010). Alcuni imprevisti all’interno delle aziende appaltatrici che si sono alternate dal 2009 (come ad esempio l’indagine della DIA per infiltrazione mafiosa all’interno del Consorzio Aedars, ditta subentrata all’appalto) hanno però di fatto rallentato i lavori che sono ancora fermi al 6,13%. In altri 30 milioni di euro circa è stata valutata la cifra che servirebbe per riprendere e completare una volta per tutte la ristrutturazione del palazzo d’epoca. Recentemente sembra che la situazione si stia sbloccando, dopo che il Palazzo degli Uffici è stato inserito all’interno del Contratto Istituzionale di Sviluppo per Taranto, un atto negoziale sottoscritto dal Ministro per la Coesione Territoriale, d&#8217;intesa con il Ministro dell&#8217;Economia e Finanze e da altre amministrazioni competenti, con l’obiettivo di eseguire interventi prioritari di sviluppo, soprattutto nelle aree svantaggiate e nel Mezzogiorno.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> https://www.serviziocontrattipubblici.it/simoi.aspx</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> http://www.statoquotidiano.it/15/12/2015/la-strana-vicenda-del-sistema-capodacqua-pugliese/413719/</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> Ibidem</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> http://www.statoquotidiano.it/05/10/2015/la-diga-piu-inutile-e-costosa-della-puglia/385261/</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> Ibidem</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a> http://www.laringhiera.net/palazzo-degli-uffici-odissea-di-un-appalto/</p>
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		<title>LE GRANDI INCOMPIUTE D’ITALIA. CAPITOLO 14, L’ABRUZZO</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/05/le-grandi-incompiute-ditalia-capitolo-14-labruzzo/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2016 08:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 29 giugno 2015 la Regione Abruzzo ha provveduto a pubblicare sul proprio portale istituzionale[1] l’elenco anagrafico delle opere incompiute relative al proprio territorio per l’anno 2014. L’elenco, che ha carattere censuario, viene redatto in seguito alle segnalazioni autonome che le amministrazioni fanno tramite il sito del SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Lo scorso 29 giugno 2015 la Regione Abruzzo ha provveduto a pubblicare sul proprio portale istituzionale<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> l’elenco anagrafico delle opere incompiute relative al proprio territorio per l’anno 2014. L’elenco, che ha carattere censuario, viene redatto in seguito alle segnalazioni autonome che le amministrazioni fanno tramite il sito del <strong>SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute)</strong><a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>. Al momento della pubblicazione nel territorio abruzzese risultavano quaranta opere incompiute, tutte d’interesse regionale eccetto una. Vediamo quali di queste sono le più costose.</p>
<p style="text-align: justify;">L’impianto di depurazione delle acque di Via Raiale, a Pescara, è attivo dal 1980<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> e ha un’estensione pari a 65.700 metri quadrati. Da più di 25 anni è utilizzato per purificare le acque della zona, e già nel 2007 si è cominciato a parlare della necessità di operare degli interventi di adeguamento e ottimizzazione sul depuratore stesso<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>. Sul documento del SIMOI si legge che per la concessione in “project financing” – riguardante la progettazione definitiva ed esecutiva, la realizzazione e la successiva gestione dei suddetti lavori – è stata preventivata una spesa di oltre 16 milioni di euro, a cui bisogna sommare altri circa 14 milioni per l’ultimazione dei lavori. Attualmente i lavori sono fermi all’8,2% del totale e ad oggi non sussistono le condizioni di riavvio degli stessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto DK15, redatto nel 2002<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>, prevedeva una serie di opere per favorire il disinquinamento del fiume Pescara, come per esempio la “realizzazione di una serie di maxi-condotte lungo le linee strategiche della città per intercettare eventuali scarichi abusivi o semplicemente per dare al capoluogo adriatico delle condotte nuove e più efficienti”<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a>. Nel 2011 si diceva fossero 9 i milioni di euro per lo svolgimento dei lavori ottenuti con dei finanziamenti misti tra Ato (Ambito territoriale ottimale), Aca (Azienda comprensoriale acquedottistica) e amministrazione; ad oggi invece la cifra di partenza si aggira intorno ai 10 milioni di euro, oltre ai circa 7 milioni che servirebbero per ultimare l’opera. I lavori nel 2014 risultavano fermi al 21% del totale, mentre a fine aprile di quest’anno hanno rischiato di subire un nuovo stop a causa di grane burocratiche<a href="#_ftn7" name="_ftnref7">[7]</a>, ma poi a maggio hanno finalmente aperto un primo tratto del DK15<a href="#_ftn8" name="_ftnref8">[8]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche le infrastrutture viarie sono presenti nel censimento anagrafico del SIMOI, e in particolare la strada di collegamento tra la zona industriale di Alanno Val Pescara e i centri vicini. L’opera, per cui sono stati inizialmente preventivati 6 milioni e mezzo di euro è ferma al 56,5% del totale, e servirebbero ancora altri 3 milioni e 300 mila euro per completarla. Allo stato attuale i lavori sono fermi in quanto le operazioni di collaudo hanno mostrato delle incoerenze tra progetto esecutivo, requisiti richiesti dal capitolato e lavori effettivamente realizzati.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a>http://www.regione.abruzzo.it/osservatorioappalti/index.asp?modello=opereIncompiute&amp;servizio=xList&amp;stileDiv=mono&amp;template=default&amp;msv=navigazi10</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> https://www.serviziocontrattipubblici.it/simoi.aspx</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> http://www.primadanoi.it/news/cronaca/515011/Visita-al-depuratore-di-via-Raiale&#8212;-il-fangodotto-non-c-e&#8211;troppo-spese-.html</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a>https://www.google.it/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=5&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=0ahUKEwi0lcLX1uPMAhXHtRQKHSMrAB0QFgg7MAQ&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.regione.abruzzo.it%2Fxambiente%2Fasp%2FloadDoc.asp%3FpdfDoc%3DxAmbiente%2Fdocs%2FavvisiDepositoVIA%2FavvisoDiVincenzo.pdf&amp;usg=AFQjCNHBldKmoFKrJrpmAQ4sK4NbprDa1Q</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> http://www.abruzzo24ore.tv/news/Pescara-vertice-progetto-DK-15/39093.htm</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a> http://www.rete8.it/cronaca/123dk15-pescara-fi-il-progetto-e-del-centro-destra/</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref7" name="_ftn7">[7]</a> http://ilcentro.gelocal.it/pescara/cronaca/2016/04/20/news/i-lavori-per-il-fiume-rischiano-lo-stop-per-un-permesso-1.13335747</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref8" name="_ftn8">[8]</a> http://www.cityrumors.it/notizie-pescara/cronaca-pescara/237075-pescara-mare-fiume-inquinati-domani-attivo-primo-tratto-dk15.html</p>
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		<title>LE GRANDI INCOMPIUTE D’ITALIA. CAPITOLO 13, L’UMBRIA</title>
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		<pubDate>Tue, 17 May 2016 07:45:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
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		<category><![CDATA[appalti pubblici]]></category>
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		<category><![CDATA[Umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[La Giunta Regionale Umbra il 23 giugno 2014 approvò l’elenco anagrafico delle opere pubbliche incompiute, in seguito pubblicato sia sul sito del SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute)[1], sia sul sito ufficiale della Regione[2]. Dall’elenco risultano esservi undici opere incompiute, tutte d’ambito d’interesse regionale. Tra queste, un’opera ha il costo preventivato che supera [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La Giunta Regionale Umbra il 23 giugno 2014 approvò l’elenco anagrafico delle opere pubbliche incompiute, in seguito pubblicato sia sul sito del <strong>SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute)</strong><a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, sia sul sito ufficiale della Regione<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>. Dall’elenco risultano esservi <strong>undici opere incompiute</strong>, tutte d’ambito d’interesse regionale. Tra queste, un’opera ha il costo preventivato che supera i 140 milioni di euro, mentre tutte le altre sono di entità molto più modesta. Vediamo quali sono le più costose.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi <strong>141 milioni di euro</strong> sono stati previsti per il completamento della linea del minimetrò nel comune di Perugia; il progetto della tratta Pincetto – Monteluce risale al 1998,<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a> ma i lavori sono fermi al 67,42% del totale (in funzione del completamento fisico dell’opera). L’iter per progettare e finanziare i lavori di questa tratta è iniziato nel 2012<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a> eppure, come detto, manca ancora molto al completamento dell’opera, non sussistendo al momento le condizioni per il riavvio dei lavori.</p>
<p style="text-align: justify;">Molto più modesta è l’entità della seconda opera incompiuta per importanza. Erano quasi giunti al termine i lavori di riparazione e miglioramento sismico di un immobile di proprietà regionale sito in Assisi, in località Bandita Cilleni. Fermi all’85,92%, per questi lavori erano stati previsti circa 1 milione e 680 mila euro (così come testimonia il totale aggiornato all’ultimo quadro economico). Stessa sorte per gli immobili siti a Nocera Umbra (località Casacce), a Gubbio (località Salia-Cai Miari) e Spello (località Colpernieri), con i lavori di riparazione e miglioramento sismico rispettivamente fermi al 97,10%, 20,10%, 59,80%. Gli stanziamenti iniziali per i lavori di questi ultimi tre immobili erano di circa 2 milioni e mezzo di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembrerebbero invece terminati i lavori per il recupero funzionale dell’Istituto Scolastico Comprensivo Ten. Petrucci a Montecastrilli (Terni). Opera da € 483.531,02 – a cui sommare altri circa 60 mila euro per l’ultimazione) –, al 23 giugno 2014 (data dell’elenco anagrafico) i lavori erano fermi al 68,24%; al 23 aprile 2015 risultava invece che i lavori fossero conclusi<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Bloccati al 39,52% sono invece i lavori per la passerella pedonale sul torrente Tessino (Spoleto). Il progetto dell’opera risale al 2010, e i lavori sarebbero costati €450.000. Iniziati nel febbraio successivo subirono un fermo già nel novembre dello stesso anno, quando l’opera venne posta sotto sequestro data l’impossibilità di procedere al collaudo (vista l’irregolarità del materiale utilizzato). Attualmente si attende dunque il dissequestro della passerella per completare i lavori<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a>                https://www.serviziocontrattipubblici.it/simoi.aspx</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a>                http://www.regione.umbria.it/opere-pubbliche/opere-incompiute</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a>                http://www.minimetrospa.it/azienda_storia.php</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a>                http://www.perugiatoday.it/cronaca/minimetro-progetto-secondo-tratto-monteluce-iter-partito.html</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a>                http://tuttoggi.info/comune-approva-intervento-da-153mila-euro-per-edilizia-scolastica/268728/</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a>                http://tuttoggi.info/passerella-tessino-si-attende-solo-il-dissequestro-per-completarla/252272/</p>
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		<title>LE GRANDI INCOMPIUTE D’ITALIA. CAPITOLO 11, IL FRIULI VENEZIA GIULIA</title>
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		<pubDate>Tue, 03 May 2016 07:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Appalti]]></category>
		<category><![CDATA[appalti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[controlli]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[friuli venezia giulia]]></category>
		<category><![CDATA[grandi opere]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[SIMOI]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche settimana noi di anticorruzione.eu abbiamo iniziato un viaggio alla ricerca delle opere incompiute più costose d’Italia. Regione dopo regione stiamo cercando di capire quali siano le più virtuose, quelle con meno spreco di denaro pubblico, e quali le più impreparate a gestire i fondi pubblici per la realizzazione di infrastrutture più o meno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da qualche settimana noi di anticorruzione.eu abbiamo iniziato un viaggio alla ricerca delle opere incompiute più costose d’Italia. Regione dopo regione stiamo cercando di capire quali siano le più virtuose, quelle con meno spreco di denaro pubblico, e quali le più impreparate a gestire i fondi pubblici per la realizzazione di infrastrutture più o meno grandi.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie al <strong>Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute</strong> (SIMOI)<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> è possibile ottenere gli elenchi anagrafici di tutte le opere censite dalle amministrazioni in tutte le regioni d’Italia. Quest’oggi analizzeremo il Friuli Venezia Giulia<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>, che al 30 giugno 2015 aveva dodici opere incompiute.</p>
<p style="text-align: justify;">L’opera della regione per cui sono stati stanziati più finanziamenti è il Palasport Primo Carnera di Udine, che è stato inaugurato nel 1970 ma oggi richiede lavori di ampliamento e ristrutturazione per l’ottenimento del Certificato Prevenzione Incendi (CPI) e l’agibilità da parte della Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo (CPVLPS). Nonostante il 5 maggio 2015 il sindaco abbia consegnato i lavori per la ristrutturazione, auspicando una fine degli stessi entro il 31 dicembre dello stesso anno<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>, questi non sono ancora terminati. Un sopralluogo a metà ottobre 2015 ha infatti rilevato alcune coperture d’amianto da smantellare che hanno allungato i tempi dei lavori<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a>. L’assessore ai lavori pubblici ha dichiarato che in data del suddetto sopralluogo i lavori erano completati al 40%<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a> (cifra ben diversa dal 4,71% del SIMOI, che però è censita al giugno scorso, come detto in precedenza). Il totale dell’intervento aggiornato all’ultimo quadro economico<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a> parla di € 3.282.000 necessari a completare la ristrutturazione della struttura.</p>
<p style="text-align: justify;">Quasi 2 milioni di euro sono invece i fondi che sarebbero necessari per il recupero dell’edificio ex consorzio agrario di Via Aldo Moro ad uso polifunzionale scolastico, nel comune di Casarsa della Delizia. La struttura, di proprietà comunale, dovrebbe diventare un edificio a disposizione delle scuole, con sala convegni, la mensa e uffici a servizio dei due istituti vicini. I lavori erano cominciati nel 2008, portando la percentuale d’avanzamento dei lavori al 7,17%, ma un errore nella progettazione ha causato una serie di controversie anche burocratiche<a href="#_ftn7" name="_ftnref7">[7]</a>. Di fatto il cantiere non è mai decollato veramente. Il 28 dicembre 2015 è stato presentato il nuovo bando per l’ottenimento dei lavori<a href="#_ftn8" name="_ftnref8">[8]</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">La terza opera interrotta più costosa del Friuli Venezia Giulia è il Centro Intermodale del Comune di San Giorgio a Nogaro. “Per l’amministrazione comunale di San Giorgio di Nogaro, il completamento del centro intermodale è considerato prioritario, e abbiamo gli spazi finanziari per farlo, per cui non risulta vero quanto apparso sugli organi di stampa che per quest’opera «non sussistono le condizioni per il riavvio»”. Così dichiarava l’assessore ai lavori pubblici il primo agosto 2014; da allora però l’autostazione a servizio del trasporto pubblico non è ancora stata terminata, nonostante nel 2012 si parlasse di 8 mesi necessari alla realizzazione dell’opera<a href="#_ftn9" name="_ftnref9">[9]</a>. I lavori, che prevedono un costo di 775 mila euro, sono fermi al 78,59%.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> https://www.serviziocontrattipubblici.it/simoi.aspx</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> https://www.serviziocontrattipubblici.it/informazioni/doc/FVG.pdf</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> http://www.udinetoday.it/cronaca/riapre-cantiere-lavori-palasport-carnera-udine.html</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> http://www.ilfriuli.it/articolo/Cronaca/Carnera-points-_slitta_la_fine_dei_lavori/2/148142</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> Ibidem</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a> Si veda la nota 2.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref7" name="_ftn7">[7]</a> http://messaggeroveneto.gelocal.it/pordenone/cronaca/2015/12/29/news/ex-consorzio-agrario-c-e-il-bando-di-gara-1.12694068</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref8" name="_ftn8">[8]</a>http://www.gazzettaufficiale.it/atto/contratti/caricaDettaglioAtto/originario;jsessionid=cjk9kOOdSVknpTO8OlqlJA__.ntc-as1-guri2b?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2015-12-28&amp;atto.codiceRedazionale=T15BFF21992</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref9" name="_ftn9">[9]</a> http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2012/05/20/news/san-giorgio-partiti-i-lavori-per-il-centro-intermodale-1.4820728</p>
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		<title>LE GRANDI INCOMPIUTE D’ITALIA. CAPITOLO 10, LA LOMBARDIA</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Apr 2016 07:06:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[Appalti]]></category>
		<category><![CDATA[appalti pubblici]]></category>
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		<category><![CDATA[grandi opere]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[SIMOI]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo che il nono capitolo del nostro viaggio all’interno delle più grandi incompiute d’Italia ci aveva portato in Campania[1], con questa nuova puntata torniamo al nord, e più precisamente in Lombardia. In questa regione, grazie al Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute (SIMOI)[2], sono state censite 35 opere incompiute, le quali hanno un costo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo che il nono capitolo del nostro viaggio all’interno delle più grandi incompiute d’Italia ci aveva portato in Campania<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, con questa nuova puntata torniamo al nord, e più precisamente in Lombardia. In questa regione, grazie al Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute (<strong>SIMOI</strong>)<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>, sono state censite <strong>35 opere incompiute</strong>, le quali hanno un costo variabile tra i 18mila euro e i 33 milioni di euro; dal sito della regione Lombardia è possibile ottenere l’elenco anagrafico di queste incompiute aggiornato al 30 giugno 2015<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>. Vediamo quali sono le più onerose.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 29 aprile 1987 il Consiglio Comunale di Cantù approvava un progetto per la realizzazione di un nuovo palazzetto dello sport, con un costo previsto che già nel 1993 si aggirava intorno ai 20 miliardi di lire. Nel 2006, con i lavori erano fermi da anni, a causa di furti, vandalismo e degrado si decise per la demolizione del palazzetto prima che questo fosse finito. Tuttavia, dal momento che il finanziamento del “Credito sportivo” che era stato erogato per i lavori avrebbe dovuto essere restituito in mancanza del palazzetto, negli anni a venire si decise di riappaltare i lavori e continuare con un nuovo progetto. Tramite Project Financing si cominciò quindi la ricerca di un nuovo partner finanziario che potesse contribuire alla costruzione del “Palasport/Ex Stecav/Via Spluga”. Una serie di imprevisti burocratici rimandano i lavori del progetto, che nel 2014 vede un nuovo stop quando l’amministrazione comunale si trova costretta a dover rescindere il contratto con la società appaltatrice.<a href="#_ftn4" name="_ftnref4">[4]</a> Al momento la percentuale d’avanzamento dei lavori è del 10%; l’importo totale dell’intervento supera i 33 milioni di euro, a cui devono aggiungersi quasi altri 30 milioni per il completamento. Secondo l’elenco anagrafico del SIMOI i lavori sono al momento fermi a causa del “mancato interesse al completamento da parte della stazione appaltante, dell&#8217;ente aggiudicatore o di altro soggetto aggiudicatore”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel Comune di Milano era previsto un grosso intervento nel settore delle infrastrutture di trasporto che sarebbe andato a modificare l’impianto viario delle strade comunali (tra Piazza Zavattari e Piazza Brescia) e il piano dei trasporti riguardo la linea circolare 90-91. Il costo previsto era di 16 milioni di euro, a cui andavano ad aggiungersi altri € 6.634.376,48 per il completamento. I lavori non sono tuttavia mai iniziati, e come si legge dal documento del SIMOI al momento sono fermi a causa del “fallimento, liquidazione coatta e concordato preventivo dell&#8217;impresa appaltatrice, risoluzione del contratto ai sensi degli articoli 135 e 136 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, o di recesso dal contratto ai sensi delle vigenti disposizioni in materia di antimafia”.</p>
<p style="text-align: justify;">In provincia di Mantova da circa sei anni si ragiona riguardo la costruzione di una bretella di collegamento tra il casello autostradale di Mantova Nord e la zona produttiva di Valdaro. L’intervento prevede la modifica ed ampliamento della rotatoria esistente limitrofa al casello autostradale e la realizzazione di un nuovo asse stradale che si diparte dalla rotatoria, supera la linea ferroviaria Mantova – Monselice, mediante un sovrappasso, e raggiunge la zona del comparto produttivo Valdaro con una nuova rotatoria d’innesto sulla Strada Provinciale 30. Iniziati nel 2010<a href="#_ftn5" name="_ftnref5">[5]</a>, i lavori sono oggi fermi al 35%, secondo il sito della Provincia<a href="#_ftn6" name="_ftnref6">[6]</a>, all’8,30%, secondo l’elenco SIMOI (che però ricordiamo essere aggiornato al 30 giugno dello scorso anno). In ogni caso parliamo di lavori per 17 milioni di euro, come risulta dall’ultimo quadro economico aggiornato, a cui dovranno aggiungersene altri 7 per l’ultimazione. Il ritardo nella realizzazione della bretella sta inoltre condizionando lo sviluppo dell’intera area, e per questo più voci stanno chiedendo una soluzione al problema<a href="#_ftn7" name="_ftnref7">[7]</a>. Corruzione e/o incompetenza? Dalla banca dati non è dato sapere.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> http://anticorruzione.eu/2016/04/le-grandi-incompiute-ditalia-capitolo-9-la-campania/</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> https://www.serviziocontrattipubblici.it/simoi.aspx</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a>http://www.territorio.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Page&amp;childpagename=DG_Territorio%2FDGLayout&amp;cid=1213779695504&amp;p=1213779695504&amp;pagename=DG_TERRWrapper</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref4" name="_ftn4">[4]</a> http://www.canturino.com/cantu/palasport-il-testo-dellesposto-pd-alla-corte-dei-conti</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref5" name="_ftn5">[5]</a> http://www.provincia.mantova.it/context_list.jsp?area=7&amp;ID_LINK=456&amp;page=3&amp;IDCTX=1243&amp;id_context=1243</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref6" name="_ftn6">[6]</a> Ibidem</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref7" name="_ftn7">[7]</a> http://gazzettadimantova.gelocal.it/mantova/cronaca/2015/10/31/news/rossetto-vuole-la-bretella-si-con-riserva-a-valdaro-1.12363983</p>
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