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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; governo</title>
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		<title>LE GRANDI INCOMPIUTE D’ITALIA. CAPITOLO 3, LA TOSCANA</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 11:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo i primi due capitoli dedicati a Lazio e Piemonte, continua l’analisi delle opere incompiute più costose d’Italia. Il terzo capitolo ci porta in Toscana, dove sono 43 i grandi progetti dell’elenco anagrafico pubblicato dal SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute) ; noi ne analizzeremo quattro. Si ricorda che la webapplication del SIMOI [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo i primi due capitoli dedicati a Lazio e Piemonte, continua l’analisi delle opere incompiute più costose d’Italia. Il terzo capitolo ci porta in Toscana, dove sono 43 i grandi progetti dell’elenco anagrafico pubblicato dal SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute) ; noi ne analizzeremo quattro.</p>
<p style="text-align: justify;">
Si ricorda che la webapplication del SIMOI – da cui abbiamo tratto i dati – è stata creata e messa a disposizione di tutte le Regioni e Province Autonome che non avessero già sviluppato una propria modalità di rilevazione. Si ricorda inoltre che non sussiste l’obbligo di segnalazione da parte degli enti, e che quindi i dati di riferimento hanno valore “censuario” .</p>
<p style="text-align: justify;">
I lavori con il totale del quadro economico aggiornato più elevato sono quelli della strada regionale n.2 Cassia, e in particolarela variante tra Monsindoli e Monteroni (Siena). Il SIMOI stima che per la realizzazione dell’opera servano oltre 35 milioni (questa la stima iniziale), a cui si aggiungono altri 10 milioni rispetto al quadro economico di partenza. Ad oggi i lavori sono stati completati per il 16,52 % del totale, ma, facendo parte di un’opera a rete più ampia, la fruibilità è praticamente nulla. I lavori, appaltati nel 2010, si interruppero nel 2012 a seguito di risoluzione del contratto per le “gravi inadempienze contestate all’impresa”; in una delibera di indirizzo della Giunta Provinciale del giugno 2014 e in un ulteriore delibera dell’ottobre 2014 “è stato approvato uno schema di accordo transattivo per il rientro dell’Impresa in cantiere esclusivamente per riparare le opere non correttamente eseguite completandone i tratti interessati” ; le opere mancanti verranno riappaltate ad altri esecutori. Per questo completamento sono stato stanziati due finanziamenti regionali pari a 10.575.406 euro e 924.593 euro .</p>
<p style="text-align: justify;">
Fermi al palo sono anche i lavori per il completamento della variante, esterna al centro abitato di San Gimignano, che dovrebbe collegare la strada provinciale n.47 di Castel San Gimignano alla strada provinciale n.69 di Cellole. Circa un chilometro e mezzo di strada i cui lavori sono però bloccati dal marzo 2012 a causa di perizie e contro-perizie paesaggistiche (la zona è infatti patrimonio UNESCO e itinerario della Via Francigena ).I lavori furono appaltati per € 5.572.004,90 , anche se il sito del SIMOI parla di un quadro economico da oltre 13 milioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
Sarebbero 4.775.383,68 gli euro destinati alla realizzazione di un parcheggio pertinenziale pluripiano interrato in Via Garibaldi, a Siena. Nell’aprile del 2011 un bando aveva dato il via alla gara d’appalto per l’attuazione dell’opera , ma a causa di un contenzioso amministrativo già dal 2012 si cominciò col riconoscere e restituire ai proprietari dei posti auto (già prenotati) la caparra e gli interessi maturati . I lavori sarebbero dovuti essere ultimati il 31 ottobre 2013, ma ancora oggi non sono neanche iniziati .<br />
Nell’autunno del 2011 si annunciavano i lavori per un impianto di potabilizzazione dell’acqua a Castiglion Fiorentino e Cortona (Arezzo). Nuove Acqua S.p.a., la società appaltante, annunciava 8 milioni e mezzo di investimenti per 10 chilometri di nuova rete idrica . Dai dati pubblici risulta che a luglio 2014 solo il 4,61% dei lavori è stato completato.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Daniele Rizzo</em></p>
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		<title>LE GRANDI INCOMPIUTE D’ITALIA. CAPITOLO 1, IL LAZIO.</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2016 10:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell’ottica della trasparenza come valido antidoto alla corruzione, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti mette a disposizione un Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute (SIMOI). Con una serie di articoli – che pubblicheremo da qui alle prossime settimane – andremo a classificare quelle che sono le opere incompiute più costose per ogni regione. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’ottica della trasparenza come valido antidoto alla corruzione, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti mette a disposizione un Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute (SIMOI). Con una serie di articoli – che pubblicheremo da qui alle prossime settimane – andremo a classificare quelle che sono le opere incompiute più costose per ogni regione.<br />
Dal sito https://www.serviziocontrattipubblici.it/simoi.aspx è possibile, per esempio, consultare l’anagrafe delle incompiute della Regione Lazio  aggiornata al 20 luglio 2015. Qui si possono individuare le cinque opere per cui sono stati previsti maggiori stanziamenti e verificare lo stato d’avanzamento dei lavori.<br />
A guidare questa speciale classifica vi sono i lavori – appaltati alla Astral Spa – della Strada Regionale dei Monti Lepini, relativi alla variante del tratto Prossedi-Latina (dallo svincolo di Prossedi, km 9+200, allo svincolo di sezze, km 15+821), sei chilometri e seicentoventuno metri che avrebbero dovuto adeguare e favorire lo scorrimento veloce tra Latina e Frosinone. Il totale dell’ultimo intervento aggiornato ammonta a 78.962.417,61 milioni di euro, una cifra che supera di oltre 13 milioni il capitale inizialmente previsto e riportato dal sito della regione Lazio (65 milioni) . Questi soldi sono stati erogati dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) e il progetto ha anche usufruito dei fondi FAS (Fondo per le aree sottoutilizzate) relativi al periodo 2000-2007. Nonostante i tanti soldi stanziati e spesi dal 2007 – anno in cui la Astral Spa ha ottenuto l’appalto –, solo il 61,07% dei lavori totali è stato completato: una percentuale che non coincide con quella del 90% annunciata dal sito della Regione Lazio .  Al momento i lavori di realizzazione, avviati, risultano interrotti entro il termine contrattualmente previsto per l&#8217;ultimazione, non sussistendo, allo stato, le condizioni di riavvio degli stessi.<br />
La seconda opera incompiuta per cui sono stati concessi più fondi è il progetto per la realizzazione dello scolmatore  del fiume Liri e delle opere di difesa idraulica a protezione degli abitati e delle infrastrutture dei comuni di Isola Liri e Castelliri. Per l’opera sono stati finora utilizzati 64 milioni di euro, e ne sono previsti altri 39; tuttavia i lavori sono al 39,27% del completamento totale. Dal sito si legge che anche in questo caso i lavori di realizzazioni dell’opera sono stati interrotti.<br />
Al terzo posto della classifica troviamo i lavori per il risanamento del fosso Patatona nel comune di Ciampino e nel comune di Roma, un’opera per cui sono stati finora impegnati 8.200.000 milioni di euro e per la cui conclusione ne sono previsti altri due. I lavori sono conclusi al 74,39% ma al momento sono fermi e non sussistono le condizioni per ripartire.<br />
Oltre 4 milioni di euro sono stati invece stanziati per gli interventi nel nodo viario di Frosinone e il collegamento tra la zona interportuale e la viabilità territoriale. Benché non siano previsti ulteriori fondi per l’ultimazione dei lavori (fermi all’87,16% del totale), al momento gli stessi risultano interrotti oltre il termine contrattualmente previsto per l&#8217;ultimazione; il tutto non preclude però la fruibilità dell’opera.<br />
Sempre a ridosso del fiume Liri sono finiti altri 4 milioni di euro stanziati affinché il Comune di Pontecorvo potesse realizzare un cinema-teatro in Via Venanti, presso il Giardino dello Sport. L&#8217;opera non risulta rispondente a tutti i requisiti previsti dal capitolato e dal relativo progetto esecutivo – come accertato nel corso delle operazioni di collaudo – ed è pertanto incompiuta. I lavori sono completati solo al 24,03% e altri 2 milioni di euro sono quelli che servirebbero per portarli a termine; una situazione questa che ha sollevato anche il malumore dei cittadini di Pontecorvo, i quali hanno tentato di sollecitare l’amministrazione comunale con tutti i mezzi, anche con la piattaforma per le petizioni change.org .</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Daniele Rizzo</em></p>
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		<title>Piani triennali di prevenzione della corruzione: molta strada da fare per i Ministeri</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2016 07:16:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riguardo l’analisi sullo stato d’attuazione della Legge n. 190 del 2012 – con particolare riferimento all’adozione dei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione (PTPC) da parte delle amministrazioni pubbliche – continua l’approfondimento del report redatto dall’Autorità Nazionale Anticorruzione e pubblicato lo scorso 16 dicembre 2015. Con lo scopo di “orientare la strategia nazionale di prevenzione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riguardo l’analisi sullo stato d’attuazione della Legge n. 190 del 2012 – con particolare riferimento all’adozione dei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione (PTPC) da parte delle amministrazioni pubbliche – continua l’approfondimento del report redatto dall’Autorità Nazionale Anticorruzione e pubblicato lo scorso 16 dicembre 2015.<br />
Con lo scopo di “orientare la strategia nazionale di prevenzione della corruzione”  – così come ha specificato il Presidente dell’Anac Raffaele Cantone – oltre allo stato delle Asl, già affrontato nel precedente articolo(http://anticorruzione.eu/2016/01/piani-triennali-di-prevenzione-della-corruzione-le-asl-sono-sulla-buona-strada/),si può analizzare anche l’impatto dell’adozione dei PTPC su altri enti pubblici, come per esempio i Ministeri.<br />
Il report a riguardo certifica che alcune misure di contrasto e prevenzione della corruzione sono state implementate benché nessun PTPC specifico le prevedesse.Tutti i ministeri hanno pubblicato sul proprio sito istituzionale il Piano di Prevenzione della Corruzione 2014-2016, ma solo il 46% di essi al momento del report aveva proceduto ad aggiornarlo all’ultima annualità (2015-2017) .<br />
Verificando oggi la percentuale relativa ai 13 ministeri del governo Renzi (escludendo quelli senza portafoglio) ci accorgiamo che la percentuale è più alta. Il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale ha pubblicato il proprio PTPC 2015-2017 , così come il ministero della Difesa , il ministero dell’Economia e delle Finanze , quello dello Sviluppo Economico , quello delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, il ministero delle Infrastrutture e Trasporti , quello del Lavoro e delle Politiche Sociali  e quello dell’Istruzione Università e Ricerca . Il ministero della Giustizia ha pubblicato lo scorso 13 febbraio 2015 un avviso  con cui si annunciava un’integrazione del piano 2014-2017, ma dal sito non risultano poi aggiornamenti effettivi al 2015 .Il ministero della Salute presenta un aggiornamento al 2015 del piano 2013-2016, mentre i tre restanti non hanno né nuovi piani né aggiornamenti, ma solamente il piano relativo al periodo 2014-2016; questi tre ministeri sono quello dell’Interno , quello dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo , e infine quello dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare .<br />
Tornando al report, si evince come, in linea generale, le amministrazioni abbiano sollecitato la struttura d’appartenenza per la stesura del PTPC, spesso costituendo gruppi di lavoro o task force specifiche. Tuttavia non si riscontra “un pieno coinvolgimento sul piano funzionale dell’organizzazione nel suo complesso attraverso adeguate iniziative di comunicazione e sensibilizzazione, anche nei confronti dei referenti” . Ancor meno diffuso risulta inoltre il coinvolgimento dell’“ambiente esterno”, che si è principalmente concentrato sul saltuario quanto occasionale processo di consultazione pubblica. In particolare il report evidenzia la totale assenza di comunicazione tra amministrazioni e tra Ministeri stessi.<br />
Quasi tutti i piani presentano quindi mancanze: dalla lenta applicazione del processo di gestione del rischio, alla qualità spesso non omogena delle analisi dei processi organizzativi , oltre i già citati problemi di comunicazione verso l’interno e verso l’esterno. Insomma, eccezion fatta per qualche notevole PTPC presentato da alcuni Ministeri, resta molta strada da fare verso la consapevolezza e la condivisione degli obiettivi della lotta alla corruzione e delle misure organizzative necessarie.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em>Daniele Rizzo</em></p>
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