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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; finanza</title>
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		<title>Siclari: “Il project financing nel codice dei contratti pubblici”. A cura di Filippo Cucuccio</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jun 2019 10:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Greta Shullazi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[articoli]]></category>
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		<category><![CDATA[investimenti pubblici]]></category>
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		<description><![CDATA[La ricerca sul project financing coordinata da Domenico Siclari, Ordinario di Diritto dell’Economia e dei Mercati Finanziari all’Università Sapienza di Roma affronta i temi degli investimenti pubblici e della necessità di utilizzare strumenti di partenariato pubblico privato per sopperire alla scarsità di risorse pubbliche Nel dibattito sullo sviluppo delle infrastrutture materiali e immateriali, leva indispensabile [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><i>La ricerca sul project financing coordinata da Domenico Siclari, Ordinario di Diritto dell’Economia e dei Mercati Finanziari all’Università Sapienza di Roma affronta i temi degli investimenti pubblici e della necessità di utilizzare strumenti di partenariato pubblico privato per sopperire alla scarsità di risorse pubbliche</i></p>
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<p><img class="entry-thumbnail wp-post-image" src="https://www.firstonline.info/wp-content/uploads/2019/06/Siclari-960x450.jpg" alt="Siclari: “Il project financing nel codice dei contratti pubblici”" width="514" height="241" /> <!--

<div class="clearfix"></div>


--></p>
<div class="entry-content">
<p>Nel dibattito sullo sviluppo delle infrastrutture materiali e immateriali, leva indispensabile per la crescita solida e sostenibile delle singole economie e di quella italiana in particolare, i temi degli <strong>investimenti pubblici </strong>e della necessità di utilizzare strumenti di partenariato pubblico privato per la scarsità di risorse pubbliche stanno assumendo un’importanza sempre maggiore.</p>
<p>È sicuramente anche questo uno dei motivi per il quale merita di essere segnalata la pubblicazione, ancora fresca di stampa, di <strong>una ricerca sul project financing</strong>, figura giuridica e strumento da utilizzare nel contesto prima ricordato, per fornire una risposta efficace alle esigenze poste, sia dall’interesse pubblico, sia dal mercato nell’ambito dello sviluppo delle infrastrutture.</p>
<p>La ricerca, coordinata da <strong>Domenico Siclari</strong>, Ordinario di Diritto dell’Economia e dei Mercati Finanziari all’Università Sapienza di Roma, si avvale dei saggi scritti da studiosi collaboratori della Cattedra, quali esiti stimolanti dell’attività di ricerca e formazione da loro svolta   nell’ambito del Dottorato di Diritto Pubblico dell’Economia.</p>
<p>Come viene ricordato nelle pagine introduttive, l’analisi del project financing viene affrontata sul piano giuridico, senza peraltro trascurare le rilevanti implicazioni economiche per il Paese, “secondo un metodo di analisi economica del diritto, che dovrebbe costituire una delle moderne direttrici metodologiche del diritto dell’economia”.</p>
<p>Il lettore viene, quindi, condotto per mano, con <strong>un linguaggio irreprensibile sul piano scientifico ma comprensibile anche ai non addetti ai lavori</strong>, ad affrontare inizialmente gli aspetti del partenariato pubblico privato e del ruolo svolto dal project financing.</p>
<p>Seguono, poi, altre tre saggi, dedicati rispettivamente: alla dimensione internazionale del project financing e alle relative complessità problematiche; alla configurazione del suo mercato in Italia con una attenta illustrazione e analisi delle sue componenti; e alla sua regolazione nel Codice dei Contratti Pubblici, anche alla luce delle norme che lo riguardano contenute nella Direttiva Comunitaria n.23 del 2014.</p>
<p>Concludono, infine, questa ricerca due approfondimenti dedicati ad altrettanti temi di non secondaria importanza. Il primo riguarda la tendenza alla <strong>standardizzazione del contratto di project financing,</strong> una tendenza sicuramente apprezzabile nell’ottica di un miglioramento delle prassi negoziali applicate e di una maggiore diffusione di questo strumento. Il secondo tema concerne, constatata l’assenza di una <strong>tutela giurisdizionale ad hoc</strong>, sia gli interventi del giudice amministrativo nella fase selettiva del progetto rispondente all’interesse pubblico, sia quelli del giudice ordinario in quella esecutiva del contratto. Senza trascurare il delicato profilo del riparto tra le due giurisdizioni con le relative problematiche da risolvere in materia di concessione del contratto di costruzione e della successiva gestione.</p>
<p>Un libro, in definitiva, che costituisce un significativo punto di arrivo nella trattazione di questa materia così innovativa e per certi versi ancora inesplorata. E anche un punto di partenza utile per un dibattito ed un approfondimento ancor più consapevole, oltre che agli specialisti della materia, anche alle scelte di una <strong>politica economica sostenibile del nostro Paese orientata ad un solido sviluppo.</strong></p>
</div>
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		<title>L’educazione finanziaria come antidoto alla corruzione</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Nov 2017 09:54:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Clemente]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[controlli]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[educazione finanziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Mercoledì scorso nella suggestiva cornice dell’Ambasciata Svizzera si è tenuto un importante convegno intitolato Educazione finanziaria al servizio della tutela del consumatore, organizzato dall’Ambasciatore di Svizzera in Italia Giancarlo Kessler e dalla Fondazione Gabriele Berionne. Il convegno ha mostrato quanto poco sia diffusa in Italia una corretta educazione finanziaria, in particolare prevale una [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/11/IMG_0471.jpg"><img class="  wp-image-6358 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/11/IMG_0471-300x225.jpg" alt="IMG_0471" width="445" height="334" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mercoledì scorso nella suggestiva cornice dell’Ambasciata Svizzera si è tenuto un importante convegno intitolato <em>Educazione finanziaria al servizio della tutela del consumatore,</em> organizzato dall’Ambasciatore di Svizzera in Italia Giancarlo Kessler e dalla <em>Fondazione Gabriele Berionne</em>.</p>
<p>Il convegno ha mostrato quanto poco sia diffusa in Italia una corretta <em>educazione finanziaria</em>, in particolare prevale una gestione tradizionalista del denaro, ci si affida al parere di conoscenti e amici e raramente alla consulenza di professionisti.</p>
<p>Il consumatore le volte in cui è anche investitore raramente conosce il significato corretto dei principali termini finanziari, dall’<em>inflazione</em> a concetti più complessi come <em>rischio di mercato,</em> rendendosi quindi più vulnerabili a speculazioni vere e proprie o più semplicemente ai rischi di cui si è inconsapevoli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’Italia è tra gli ultimi paesi in Europa per i livelli di <em>educazione finanziaria</em> e benché nel decreto n. 237 del 2016 recante disposizioni urgenti per la tutela del risparmio nel settore creditizio si suggerisca di introdurre le principali nozioni sul risparmio e sulla finanza come insegnamento nelle scuole attraverso pratiche interdisciplinari, le azioni e pratiche didattiche realmente intraprese sono ancora poche.</p>
<p>Tuttavia qualcosa si muove sia dal settore pubblico che da quello privato come si evince tanto dalle parole di Giovanni Calabrò dell<em>’Agcm </em>e dalla numerose e proficue attività della <em>Consob</em> mostrate da Nadia Linciano; e per quanto riguarda il privato dai corsi e dai libri sia per bambini che per adulti organizzati e diffusi dalla <em>Fondazione per l’educazione Finanziaria e al Risparmio, </em>le cui attività sono state descritte da Giovanna Boggio Robutti.</p>
<p>Inoltre al convegno hanno dato il loro proficuo contributo anche Dario Focarelli in rappresentanza dell’<em>ANIA</em> e Fabio Bossi della <em>Banca Nazionale Svizzera</em>, mentre come rappresentante delle Istituzioni c’era Francesco Alfonso del <em>Ministero dell’Economia e delle Finanze</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La necessità di una corretta educazione finanziaria non è utile soltanto per diffondere una cultura del risparmio e dell’investimento migliore, capace di rendere più dinamica l’economia dei piccoli risparmiatori e delle piccole imprese.</p>
<p>Una corretta educazione finanziaria fa parte di quel bagaglio di conoscenze e di valori utili a prevenire fenomeni di corruzione e illegalità diffusa; cittadini informati sono più consapevoli dei propri diritti e doveri e sapersi muovere tra le maglie strette dell’economia è fondamentale per capire e vedere dove si nasconde l’illecito.</p>
<p>Inoltre essere capaci di investire e gestire il proprio denaro in maniera corretta è anche pragmaticamente parlando un ottimo deterrente per evitare di commettere azioni illegali più o meno gravi.</p>
<p>Un valido modo per promuovere l’educazione finanziaria è il connubio tra iniziative pubbliche e private, il confrontarsi anche con modelli utilizzati da altri paesi come è avvenuto in questo convegno con la Svizzera, tutto ciò è un ottimo punto di partenza meritevole di attenzione e di ulteriori sviluppi.</p>
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		<title>Corte dei conti. Un’analisi comparata di attribuzioni, compiti e organizzazione con il Bundesrechnungshof tedesco</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2016 14:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Bundesrechnungshof]]></category>
		<category><![CDATA[Corte dei Conti]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 1">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p style="text-align: justify;">     In linea con quanto convenuto a Lima nel 1977, durante il IX Congresso internazionale delle istituzioni superiori di controllo (INTOSAI) quando è stata stipulata la “Dichiarazione di Lima sui principi guida del controllo delle finanze pubbliche”, valida ancora oggi a distanza di quasi quattro decenni, le diverse Istituzioni superiori di controllo delle finanze pubbliche &#8211; come la Corte dei conti in Italia e rispettivamente, la Bundesrechnungshof (letteralmente: “Corte dei conti federale”) in Germania &#8211; si sono sviluppate nel tempo in vari paesi per rispondere all&#8217;esigenza di assicurare una corretta gestione delle finanze pubbliche.</p>
<p style="text-align: justify;">    Tale condizione è fondamentale per garantire uno sviluppo economico stabile e continuo degli Stati attraverso l’efficace ed appropriato utilizzo dei fondi pubblici, la ricerca di una sana gestione finanziaria, la regolarità dell’azione amministrativa e la l’informazione dei poteri pubblici e della popolazione tramite la pubblicazione di relazioni obiettive. Per conseguire detti obiettivi risulta indispensabile che ogni Stato abbia una efficace Istituzione superiore di controllo delle pubbliche finanze, la cui indipendenza sia garantita dalla legge.</p>
<p style="text-align: justify;">   Nella Costituzione italiana la Corte dei conti è inserita sia tra gli organi di garanzia della legalità e del buon andamento dell’azione amministrativa e di tutela degli equilibri di finanza pubblica (articolo 100, secondo comma) sia tra gli organi giurisdizionali (articolo 103, secondo comma). Nell’esercizio delle funzioni di controllo, la Corte dei conti è un organo neutrale, autonomo e indipendente sia rispetto al Governo che al Parlamento. È un organo ausiliario, che appoggia le amministrazioni e serve la collettività (ossia i contribuenti alle finanze dello Stato) garantendo la democrazia. In quanto tale, non si sostituisce agli organi investiti di funzioni legislative o politiche, ma ha il dovere di valutare l&#8217;azione da essi svolta, confrontandosi continuamente con le amministrazioni controllate, formulare i propri rilievi, indicando le misure che dovrebbero essere adottate, e monitorare se e come le amministrazioni si siano adeguate alle osservazioni formulate, riferendo regolarmente circa i risultati dei propri controlli alle assemblee elettive. Nell’esercizio delle funzioni giurisdizionali, fa parte a tutti gli effetti dell’ordine giudiziario. La Corte dei conti italiana è la magistratura incaricata ad occuparsi di tutte le problematiche sulla corretta gestione delle risorse pubbliche da parte di agenti contabili, pubblici amministratori e funzionari e delle loro responsabilità personali, contabili e amministrative, dei suddetti, per i danni provocati, con dolo o colpa grave, nell’esercizio delle loro funzioni.</p>
<p style="text-align: justify;">   L’indipendenza dell’Istituto si manifesta in vari modi quali: le modalità di designazione dei vertici istituzionali (Presidente, nominato dal Governo, con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del Consiglio di Presidenza ed il Procuratore Generale, nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri), le forme di reclutamento e nomina dei magistrati contabili (concorso pubblico), la loro inamovibilità, la previsione di un organo di autogoverno del personale di magistratura, il Consiglio di Presidenza, l’autonomia finanziaria e organizzativa. I componenti della Corte dei conti hanno la qualifica di magistrati, sia nell’esercizio delle funzioni di controllo che di quelle giurisdizionali e requirenti, in quanto collocati in un unico ruolo senza alcuna distinzione tra le varie funzioni. I magistrati sono: il Presidente, il Procuratore Generale, i Presidenti di Sezione, i Consiglieri, Primi Referendari e i Referendari. L’organico del personale amministrativo era di 2487 unità effettive nel 2009.</p>
</div>
</div>
</div>
<div class="page" style="text-align: justify;" title="Page 2">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>    In Germania, il controllo delle finanze pubbliche è demandato alla Bundesrechnungshof, autorità federale suprema, istituita in base al art. 114 della Legge Fondamentale tedesca, che gerarchicamente può essere equiparata all’Ufficio del Presidente federale, al Cancelliere ed ai ministeri del Governo federale. Come avviene in Italia, in quanto organo indipendente di controllo finanziario, la Corte dei conti è soggetta soltanto alla legge. Nell’ambito dei suoi compiti istituzionali essa è di ausilio al Parlamento (Bundestag e Bundesrat, seconda camera del Parlamento composta da rappresentanti delle regioni &#8211; Länder) e al Governo federale nelle loro decisioni. Per dettato costituzionale i membri della Corte godono della stessa indipendenza dei giudici, ma diversamente da quanto avviene in Italia, sono privi di funzioni giurisdizionali (la Bundesrechnungshof non ha poteri sanzionatori autonomi). La funzione principale di cui è incaricata la Bundesrechnungshof è quindi quella di controllo, esamina il consuntivo, nonché l’economicità e la correttezza della conduzione economica e di bilancio ed informa, oltre che il Governo federale, direttamente ogni anno il Bundestag e il Bundesrat. Per il resto le funzioni della Corte federale dei conti vengono disciplinate dalla Legge federale sulla Corte dei conti. Il Presidente e il Vicepresidente sono eletti dal Parlamento su proposta del Governo federale per un periodo, non rinnovabile, di 12 anni ( a differenza di quanto avviene in Italia, dove il Presidente della Corte dei conti non può più essere revocato dal proprio incarico). L’elezione avviene senza dibattito e al Bundestag è richiesta la maggioranza assoluta dei voti espressi con scrutinio segreto. Gli altri membri della Corte sono invece nominati dal Presidente federale su proposta dello stesso Presidente della Corte e dirigono le 9 divisioni (Prüfungsabteilungen) e le 49 unità (Prüfungsgebiete) in cui è strutturato l’organismo. Per quanto riguarda l&#8217;organizzazione, il Bundesrechnungshof utilizza uno staff di circa 1300 unità, metà delle quali svolge la propria attività presso l&#8217;ufficio centrale, situato a Bonn, e l&#8217;altra presso gli uffici distaccati nei Länder.</p>
</div>
<p><strong>Madalina Muntean</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
<div class="page" title="Page 3">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<hr />
<p style="text-align: justify;">Sitografia:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Geschäftsordnung des Bundesrechnungshofes (GO-BRH) (in tedesco) http://www.bundesrechnungshof.de/de/bundesrechnungshof/rechtsgrundlagen/geschaeftsord nung-brh</li>
<li>Corte dei conti: la storia, l&#8217;organizzazione e le funzioni http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/chi_siamo/brochure_storia_funz ioni_cdc.pdf</li>
<li>“Dichiarazione di Lima sui principi guida del controllo delle finanze pubbliche” (1977) http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/approfondimenti_studi/attivita_i nternazionale/intosai_issai_1.pdf</li>
<li>Gli organi del controllo sulle gestioni pubbliche in Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e negli Stati Uniti https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00736561.pdf</li>
</ul>
</div>
</div>
</div>
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