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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; feature</title>
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		<title>IL DIFFERENTE RECUPERO DELLA GIUSTIZIA CIVILE</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Sep 2017 19:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Che si dice in giro]]></category>
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		<category><![CDATA[gistizia italiana]]></category>
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		<description><![CDATA[FORUM THE EUROPEAN HOUSE AMBROSETTI A CERNOBBIO: PRESENTATO IL RAPPORTO SULLO STATO DELLA GIUSTIZIA IN ITALIA Vi siete accorti – si è chiesto Fabrizio Massaro, a pagina 41 del Corriere della sera del 1 settembre 2017 &#8211; che la giustizia in Italia sta migliorando? Naturalmente i tribunali non sono tutti uguali. Sottolinea AMBROSETTI che non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/09/giustizia-lentajpg.jpg"><img class="  wp-image-6067 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/09/giustizia-lentajpg.jpg" alt="giustizia lentajpg" width="540" height="404" /></a></p>
<p>FORUM THE EUROPEAN HOUSE AMBROSETTI A CERNOBBIO: PRESENTATO IL RAPPORTO SULLO STATO DELLA GIUSTIZIA IN ITALIA</p>
<p>Vi siete accorti – si è chiesto Fabrizio Massaro, a pagina 41 del Corriere della sera del 1 settembre 2017 &#8211; che la giustizia in Italia sta migliorando?</p>
<p>Naturalmente i tribunali non sono tutti uguali.</p>
<p>Sottolinea AMBROSETTI che non conta tanto la distribuzione geografica anche se quelli del Nord sono mediamente più efficienti di quelli del Sud, quanto «l&#8217;adozione di modelli organizzativi e gestionali virtuosi che impatta sull&#8217;efficienza».</p>
<p>Per esempio in Sicilia ci sono contemporaneamente tribunali dove una causa su due ha più di tre anni (Barcellona Pozzo di Gotto e Caltagirone) e altri dove le cause ultra-triennali sono meno del 10% (Marsala, Trapani, Sciacca) o meno del 15% (Palermo, Termini Imerese, Caltanissetta).</p>
<p>È per questo motivo che servirebbero l&#8217;introduzione di un «court manager» per la gestione degli uffici e l&#8217;adozione di criteri di performance, trattando in sostanza i tribunali come se fossero aziende che devono ottimizzare un prodotto: l&#8217;applicazione della legge.</p>
<p>AMBROSETTI stima che la riduzione dei tempi di una causa civile di circa 5 giorni corrisponde a un aumento del  PIL pro-capite annuo dello 0,5%, pari a 135 euro per cittadino.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/economia/17_agosto_31/lento-recupero-giustizia-civile-italia-8eabdff0-8e8c-11e7-ae8d-f3af6c904a41.shtml" target="_blank">http://www.corriere.it/economia/17_agosto_31/lento-recupero-giustizia-civile-italia-8eabdff0-8e8c-11e7-ae8d-f3af6c904a41.shtml</a></p>
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		<title>LE GRANDI INCOMPIUTE D’ITALIA. CAPITOLO 3, LA TOSCANA</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 11:24:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[governo]]></category>
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		<description><![CDATA[Dopo i primi due capitoli dedicati a Lazio e Piemonte, continua l’analisi delle opere incompiute più costose d’Italia. Il terzo capitolo ci porta in Toscana, dove sono 43 i grandi progetti dell’elenco anagrafico pubblicato dal SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute) ; noi ne analizzeremo quattro. Si ricorda che la webapplication del SIMOI [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo i primi due capitoli dedicati a Lazio e Piemonte, continua l’analisi delle opere incompiute più costose d’Italia. Il terzo capitolo ci porta in Toscana, dove sono 43 i grandi progetti dell’elenco anagrafico pubblicato dal SIMOI (Sistema Informativo di Monitoraggio delle Opere Incompiute) ; noi ne analizzeremo quattro.</p>
<p style="text-align: justify;">
Si ricorda che la webapplication del SIMOI – da cui abbiamo tratto i dati – è stata creata e messa a disposizione di tutte le Regioni e Province Autonome che non avessero già sviluppato una propria modalità di rilevazione. Si ricorda inoltre che non sussiste l’obbligo di segnalazione da parte degli enti, e che quindi i dati di riferimento hanno valore “censuario” .</p>
<p style="text-align: justify;">
I lavori con il totale del quadro economico aggiornato più elevato sono quelli della strada regionale n.2 Cassia, e in particolarela variante tra Monsindoli e Monteroni (Siena). Il SIMOI stima che per la realizzazione dell’opera servano oltre 35 milioni (questa la stima iniziale), a cui si aggiungono altri 10 milioni rispetto al quadro economico di partenza. Ad oggi i lavori sono stati completati per il 16,52 % del totale, ma, facendo parte di un’opera a rete più ampia, la fruibilità è praticamente nulla. I lavori, appaltati nel 2010, si interruppero nel 2012 a seguito di risoluzione del contratto per le “gravi inadempienze contestate all’impresa”; in una delibera di indirizzo della Giunta Provinciale del giugno 2014 e in un ulteriore delibera dell’ottobre 2014 “è stato approvato uno schema di accordo transattivo per il rientro dell’Impresa in cantiere esclusivamente per riparare le opere non correttamente eseguite completandone i tratti interessati” ; le opere mancanti verranno riappaltate ad altri esecutori. Per questo completamento sono stato stanziati due finanziamenti regionali pari a 10.575.406 euro e 924.593 euro .</p>
<p style="text-align: justify;">
Fermi al palo sono anche i lavori per il completamento della variante, esterna al centro abitato di San Gimignano, che dovrebbe collegare la strada provinciale n.47 di Castel San Gimignano alla strada provinciale n.69 di Cellole. Circa un chilometro e mezzo di strada i cui lavori sono però bloccati dal marzo 2012 a causa di perizie e contro-perizie paesaggistiche (la zona è infatti patrimonio UNESCO e itinerario della Via Francigena ).I lavori furono appaltati per € 5.572.004,90 , anche se il sito del SIMOI parla di un quadro economico da oltre 13 milioni.</p>
<p style="text-align: justify;">
Sarebbero 4.775.383,68 gli euro destinati alla realizzazione di un parcheggio pertinenziale pluripiano interrato in Via Garibaldi, a Siena. Nell’aprile del 2011 un bando aveva dato il via alla gara d’appalto per l’attuazione dell’opera , ma a causa di un contenzioso amministrativo già dal 2012 si cominciò col riconoscere e restituire ai proprietari dei posti auto (già prenotati) la caparra e gli interessi maturati . I lavori sarebbero dovuti essere ultimati il 31 ottobre 2013, ma ancora oggi non sono neanche iniziati .<br />
Nell’autunno del 2011 si annunciavano i lavori per un impianto di potabilizzazione dell’acqua a Castiglion Fiorentino e Cortona (Arezzo). Nuove Acqua S.p.a., la società appaltante, annunciava 8 milioni e mezzo di investimenti per 10 chilometri di nuova rete idrica . Dai dati pubblici risulta che a luglio 2014 solo il 4,61% dei lavori è stato completato.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Daniele Rizzo</em></p>
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		<title>L&#8217;uovo di Colombo per combattere la corruzione</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2014 14:27:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[appalti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[competenza]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[investimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Da www.gustavopiga.it Ho apprezzato l’articolo di Michele Ainis sul Corriere quando afferma, scettico, che le misure per combattere la corruzione, serviranno a poco: “perché chi ruba e chi intrallazza non pensa al codice penale, pensa di farla franca. E se ci pensa, non saranno dieci anni di galera anziché otto ad arrestare i suoi progetti. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Da <em>www.gustavopiga.it</em></p>
<p style="text-align: justify;">Ho apprezzato l’articolo di Michele Ainis sul Corriere quando afferma, scettico, che le misure per combattere la corruzione, serviranno a poco: “perché chi ruba e chi intrallazza non pensa al codice penale, pensa di farla franca. E se ci pensa, non saranno dieci anni di galera anziché otto ad arrestare i suoi progetti. Perché inoltre il deterrente non risiede nella durezza della pena bensì nella sua certezza; ma alle nostre latitudini è sempre incerta la condanna non meno della pena. Perché l’ordinamento giuridico italiano ospita già 35 mila fattispecie di reato, che chiunque può commettere senza nemmeno sospettarne l’esistenza.”</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.corriere.it/editoriali/14_dicembre_13/fretta-dubbi-89174238-8295-11e4-a0e7-0a3afe152a95.shtml" target="_blank">http://www.corriere.it/editoriali/14_dicembre_13/fretta-dubbi-89174238-8295-11e4-a0e7-0a3afe152a95.shtml</a></p>
<p style="text-align: justify;">E quando afferma che: “Eppure una via d’uscita ci sarebbe: passare dalla (finta) repressione alla (vera) prevenzione“, non posso che concordare con lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma dissento profondamente dalla sua idea di prevenzione: “potremmo uscirne fuori rendendo obbligatorio per legge il provvedimento deciso dal sindaco Marino dopo la scoperta dei misfatti: rotazione dei dirigenti, degli incarichi, dei ruoli di comando“.</p>
<p style="text-align: justify;">“Dopotutto, è l’uovo di Colombo. Se non resti per secoli inchiodato alla poltrona, ti sarà più difficile poltrire, ti sarà impossibile ordire. E il corruttore avrà i suoi grattacapi, se il corruttibile cambierà faccia a ogni stagione come una maschera di Fregoli.”</p>
<p style="text-align: justify;">Strano concetto per un ambiente prono alla corruzione sistemica come quello che si sta rivelando quello italiano: ruotare corrotti con corrotti? E che problemi mai dovrebbe avere il corruttore? E se facciamo tutti parte dello stesso club, che difficoltà mai avrò nel “poltrire”? Studi economici dimostrano che al massimo la rotazione in un simile ambiente porta ognuno ad aumentare le sue richieste di tangenti quando in posizione di comando per far fronte al minor introito futuro dovuto alla rotazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Strano poi che Ainis non chieda la rotazione delle cariche per magistrati, universitari, maestri e diplomatici, tutta una vita intenti a fare lo stesso mestiere. E perché mai non lo fa? Semplice, perché sono mestieri che richiedono competenze specifiche, che negli anni permettono l’accumularsi di sapere ed esperienza, condizioni essenziali per creare valore aggiunto per il Paese. I più bravi, sperabilmente, salgono di più nella progressione di carriera: quindi vi è modo per stimolare il non “poltrire” mantenendo tuttavia l’enfasi sulla non rotazione.</p>
<p style="text-align: justify;">E altrettanto, e forse più, dovrebbe valere per chi lavora nelle stazioni appaltanti. Dove il valore per il cittadino dell’esperienza e la competenza è quantificabile in miliardi di euro e che meriterebbero dunque il contrario della rotazione: una percorso di carriera professionale altamente remunerato con promozione per i più bravi. Consentendo così anche di resistere molto più facilmente alla tentazione della corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">Ainis è al corrente di questa seconda soluzione ma la discredita affermando: “Dice: ma così diminuirà la competenza, che cresce in virtù dell’esperienza. Vallo a raccontare agli italiani, alle vittime di un’amministrazione incompetente e per giunta inamovibile.”</p>
<p style="text-align: justify;">Strano ragionare: se è vittima di un’amministrazione incompetente non sarebbe il caso di renderla competente, investendo fior fiore di risorse in essa? E’ quello che d’altronde sta proprio in questi mesi valutando la Commissione europea: come sospingere gli Stati membri più pigri ad investire nelle competenze nel mondo degli appalti pubblici, esattamente come è avvenuto negli ultimi trent’anni nel settore privato. Dove da funzionario di secondo rango dell’organizzazione il responsabile degli acquisti è diventato capo di una funzione tra le più strategiche all’interno dell’organigramma aziendale.</p>
<p style="text-align: justify;">“E comunque l’uovo non lo inventò Colombo: fu deposto nell’antica Grecia. In democrazia si governa e si viene governati a turno, diceva Aristotele. Sarebbe bello se l’Italia sapesse riparare la sua democrazia. Di più: sarebbe onesto.”</p>
<p style="text-align: justify;">Altra confusione: l’alternanza democratica avviene, a ragione, quando fallisce chi è in carica. La rotazione dei funzionari rimuove i bravi come i meno bravi, gli onesti come i corrotti, rendendo inutile l’accumulo di competenze. Rimuovere i meno bravi si può, senza rotazione: basta sapere e volere cambiare. Cercare, selezionare, premiare i più bravi ed onesti si può, anche in un mondo così complesso come quello degli appalti pubblici: basta volerlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci vogliono tante risorse per farlo ma che renderanno 100 volte tanto.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo poi ci saranno quelli che diranno, “bella forza, con tutti questi soldi spesi ci riuscivo anche io”. E il leader che sarà stato veramente coraggioso e deciso a cambiare il Paese per il meglio, come Cristoforo Colombo ed il  suo uovo, gli ricorderà che “la differenza, signori miei, è che voi avreste potuto farlo, io invece l’ho fatto!”.</p>
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