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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; EITI</title>
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		<title>L’iniziativa per la trasparenza nel settore delle industrie estrattive</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/06/liniziativa-per-la-trasparenza-nel-settore-delle-industrie-estrattive/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2016 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Frontespezi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[EITI]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[risorse naturali]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Come già analizzato in un nostro precedente articolo (link) il settore energetico e delle risorse naturali è spesso terreno fertile per la corruzione, capace di annidarsi nei meccanismi di estrazione e sfruttamento di risorse poco trasparenti, favorendo l’accumulazione di ricchezza nelle mani di pochi e ostacolando lo sviluppo dell’intero paese a cui le risorse [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/eiti-74885e60.jpg"><img class="alignleft  wp-image-5436" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/06/eiti-74885e60-300x176.jpg" alt="eiti-74885e60" width="353" height="207" /></a>Come già analizzato in un nostro precedente articolo (</span><span style="color: #0000ff;"><span lang="zxx"><u><a href="http://anticorruzione.eu/2016/05/fare-luce-sui-processi-di-sfruttamento-delle-risorse-naturali/"><span style="font-size: medium;">link</span></a></u></span></span><span style="font-size: medium;">) il settore energetico e delle risorse naturali è spesso terreno fertile per la corruzione, capace di annidarsi nei meccanismi di estrazione e sfruttamento di risorse poco trasparenti, favorendo l’accumulazione di ricchezza nelle mani di pochi e ostacolando lo sviluppo dell’intero paese a cui le risorse appartengono. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">L’</span><strong><span style="font-size: medium;">Extractive Industries Transparency Initiative</span></strong><span style="font-size: medium;"> (EITI) nasce dalla convinzione che un utilizzo responsabile delle risorse naturali possa contribuire ad una crescita economica sostenibile e alla riduzione della povertà, e che al contrario una gestione inadeguata comporti pesanti impatti negativi sia economici che sociali. Il principale obiettivo di questa iniziativa è di promuovere la trasparenza nel settore delle industrie estrattive, tramite un sistema di gestione e contabilità centralizzato ed integro, in modo che la disponibilità di risorse costituisca una fonte di ricchezza per l’intero paese a cui appartengono, e non siano invece oggetto di speculazioni e fenomeni corruttivi. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">L’iniziativa, nata nel 2003, è rivolta a tutti i paesi che vogliono migliorare la propria gestione delle risorse naturali, rendondone trasparenti i processi e i proventi derivanti dal loro sfruttamento.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">A tal fine, l’EITI promuove uno standard internazionale composto da diversi requisiti a cui i singoli paesi possono richiedere la conformità, che viene eventualmente approvata dopo una valutazione, la quale si ripete periodicamente anche dopo l’approvazione e che può, in caso di mancato rispetto dello standard nel tempo, revocare il precedente stato di conformità.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">I requisiti richiesti sono molteplici: la supervisione del settore da parte di un gruppo multi-stakeholder, il quale deve includere le autorità governative, le aziende operanti nel settore e una rappresentanza della società civile; rendere pubblico il contesto legale, contrattuale e regolatorio dell’intero settore estrattivo, incluse le responsabilità statali; la trasparenza sulle attività esplorative dei giacimenti, sui livelli di produzione ed export; fornire informazioni sui pagamenti e proventi del governo e delle società operanti nel settore; dimostrare in che modo i profitti vengono redistribuiti o investiti; comunicare l’entità di spesa pubblica destinata al settore e il suo impatto sull’intera economia.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Il rispetto di questi requisiti garantisce la conformità allo standard. In questo modo viene garantita un’informazione trasparente, e si favorisce una maggiore consapevolezza dei cittadini e quindi più ampi partecipazione e dibattito pubblici. </span></p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">A livello delle singole imprese, è stato reso obbligatorio comunicare i cosidetti “beneficial owners” di ogni azienda operante nel settore estrattivo, cioè coloro che non sono i proprietari di diritto ma che beneficiano indirettamente dei proventi aziendali; è quindi necessario che ciascun paese lavori adeguatamente per soddisfare quest’ulteriore requisito.</span></p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Come scritto nell’EITI Progress Report di quest’anno, i principali obiettivi per il futuro sovo volti ad una maggiore integrazione dell’iniziativa nell’attività dei singoli e dei governi, in modo che ogni paese sviluppi autonomamente il proprio sistema di divulgazione di informazioni, attraverso report e database nazionali. </span></p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">L’iniziativa è attualmente implementata in 51 paesi, e ci auguriamo che lo diventi in tutti i paesi coinvolti nel settore.</span></p>
<h1 align="JUSTIFY"></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Per approfondimenti:</span></p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">Sito web dell’EITI: </span><span style="color: #0000ff;"><span lang="zxx"><u><a href="https://beta.eiti.org/"><span style="font-size: medium;">https://beta.eiti.org/</span></a></u></span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">EITI Standard: </span><span style="color: #0000ff;"><span lang="zxx"><u><a href="https://eiti.org/files/english-eiti-standard_0.pdf"><span style="font-size: medium;">https://eiti.org/files/english-eiti-standard_0.pdf</span></a></u></span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;">EITI Progress Report 2016: </span><span style="font-size: medium;">https://eiti.org/files/progressreport.pdf</span></p>
</li>
</ul>
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		<title>Fare luce sui processi di sfruttamento delle risorse naturali</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/05/fare-luce-sui-processi-di-sfruttamento-delle-risorse-naturali/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2016 07:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Frontespezi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[EITI]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[industrie estrattive]]></category>
		<category><![CDATA[risorse naturali]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; La maledizione delle risorse è il fenomeno per cui i paesi particolarmente ricchi di risorse naturali spesso sono sorprendentemente poveri. Esemplare è il caso di molti paesi africani, spesso molto ricchi di  risorse naturali, ma il cui sfruttamento spesso non è andato a vantaggio dell’intero paese ma di cerchie ristrette legate al potere centrale. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h4></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft  wp-image-5352" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/05/petrolio-300x200.jpg" alt="petrolio" width="371" height="247" />La maledizione delle risorse è il fenomeno per cui i paesi particolarmente ricchi di risorse naturali spesso sono sorprendentemente poveri. Esemplare è il caso di molti paesi africani, spesso molto ricchi di  risorse naturali, ma il cui sfruttamento spesso non è andato a vantaggio dell’intero paese ma di cerchie ristrette legate al potere centrale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel saggio “Perché le nazioni falliscono” di Acemoglu e Robinson (2012), gli autori affrontano tale questione considerando come variabile chiave le istituzioni prevalenti in un paese, affermando che sono le istituzioni di tipo estrattivo, ossia quelle che agiscono per l’interesse dell’elite, conferendole le intere disponibilità di risorse e i loro proventi, la causa del fallimento di un paese. Ed è quindi nei paesi in cui prevalgono queste istituzioni, spesso anche sprovvisti di una regolamentazione adeguata, che la corruzione trova spazio nell’ambito di privatizzazioni o di conferimento di licenze per l’utilizzo di risorse.</p>
<p style="text-align: justify;">Come nella maggior parte dei casi, il fattore determinante che viene troppo spesso a mancare è la trasparenza, in questi casi la trasparenza dei diritti di proprietà dei giacimenti, la trasparenza nei procedimenti di estrazione e distribuzione delle risorse, la trasparenza riguardo i compensi per ogni impresa che interviene nell’intero processo di sfruttamento.</p>
<p style="text-align: justify;">Tenta di affrontare questo problema l’Iniziativa per la Trasparenza delle Industrie Estrattive (in inglese <strong>Extractive Industries Transparency Initiative</strong>, EITI), un’organizzazione internazionale che promuove la trasparenza nella gestione delle risorse naturali, affinché il loro sfruttamento vada a beneficio di tutti i cittadini dello stato di appartenenza. L’EITI ha definito a tale scopo uno standard globale attualmente adottato in 48 paesi, come mostra la mappa sottostante, che prevede il rispetto di determinati criteri che governi ed imprese devono impegnarsi a rispettare per poter essere prima “candidati” e poi eventualmente “conformi” allo standard.</p>
<h4 style="text-align: justify;"></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/05/Cattura.png"><img class="  wp-image-5353 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/05/Cattura-300x166.png" alt="Cattura" width="446" height="247" /></a></p>
<h4 style="text-align: justify;"></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Il motore dell’iniziativa è la divulgazione di tutte le informazioni relative allo sfruttamento delle risorse (licenze, contratti, tasse, ecc.), che sono poi raccolte in un rapporto annuale, attraverso il quale tutti i cittadini possono rendersi consapevoli del funzionamento del settore e dei guadagni che esso genera.</p>
<p style="text-align: justify;">Come si evince dalla mappa ,numerosi tra i  paesi  africani sono conformi allo standard dell’EITI. E’ un segnale incoraggiante, ma il percorso in questa direzione deve essere continuato, se si desidera togliere terreno alla corruzione, e ottenere una distribuzione equa dei proventi delle risorse naturali.</p>
<h4 style="text-align: justify;"></h4>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Link di approfondimento:</p>
<p style="text-align: justify;">EITI &#8211; Extractive Industries Transparency Initiative (<a href="https://eiti.org/">website</a>)</p>
<p>Acemoglu, Robinson (2012), Perché le nazioni falliscono (<a href="https://books.google.be/books/about/Perch%C3%A9_le_nazioni_falliscono_Alle_origi.html?id=k_hT8FgmqRkC&amp;redir_esc=y">info</a>)</p>
<h4></h4>
<p>&nbsp;</p>
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