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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; efficacia</title>
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		<title>Misurare l’efficacia del whistleblowing</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2015 08:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Martina Frontespezi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Whistleblowing]]></category>
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		<category><![CDATA[efficacia]]></category>
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		<category><![CDATA[Frederic St-Martin]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/10/PhototasticCollage-2015-10-19-19-31kkk.jpg"><img class="  wp-image-4288 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/10/PhototasticCollage-2015-10-19-19-31kkk-300x119.jpg" alt="PhototasticCollage-2015-10-19-19-31kkk" width="378" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">In un articolo del mese scorso pubblicato sul FCPA Blog (disponibile <a href="http://www.fcpablog.com/blog/2015/9/2/frederic-st-martin-a-model-to-measure-whistleblowing-effecti.html">qui</a>), Frederic St-Martin, esperto in materia di whistleblowing e attualmente consulente presso l’Autorité des marchés financiers, afferma che tra tutte le variabili associate al whistleblowing l’efficacia risulta essere la più complessa da misurare poiché la sua natura soggettiva è difficilmente interpretabile attraverso parametri quantitativi. Partendo da questa consapevolezza, St-Martin ha realizzato un progetto di ricerca a riguardo (dal titolo Measuring the Effectiveness of Canadian Whistleblowing Law, disponibile online <a href="http://papers.ssrn.com/sol3/papers.cfm?abstract_id=2635641">qui</a>), studiando le esperienze legislative di Stati Uniti e Gran Bretagna, per poi rivolgere la propria attenzione all’ordinamento canadese, rivolgendo a quest’ultimo paese consigli e raccomandazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il lavoro di St-Martin si propone di analizzare in che modo la legge possa contribuire a creare all’interno delle organizzazioni, sia pubbliche che private, il giusto contesto per denunciare comportamenti contrari al pubblico interesse, garantendo così l’efficacia della denuncia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il metodo da lui proposto per misurare l’efficacia del meccanismo del whistleblowing si basa sulla valutazione di tre (eventuali) conseguenze successive alla scoperta di un illecito: l’avvio di indagini approfondite, la fine dell’atto illecito in tempi ragionevoli e l’impulso per un’azione correttiva all’interno dell’organizzazione (anche al suo esterno se necessario); se tutto questo si verifica il meccanismo si considera efficace.</p>
<p style="text-align: justify;">Altri studi propongono differenti metodi per valutare l’efficacia del whistleblowing, per esempio basandosi solo sulla conclusione del malfatto in tempi brevi (Miceli e Near), oppure ritendo il meccanismo efficace quando l’organizzazione attiva dei cambiamenti e delle indagini interni in base alle denunce ricevute (Dworkin e Baucus), o ancora considerare importante per la misura dell’efficacia verificare se eventuali minacce siano state mosse agli informatori (Apaza e Chang).</p>
<p style="text-align: justify;">Nello studio di St-Martin, invece, non è volontariamente inclusa una considerazione riguardante l’efficace protezione del whistleblower, poiché a suo parere rimane una variabile separata dal meccanismo proprio di efficacia dell’atto di whistleblowing, e quindi non viene analizzata dato che non riguarda l’impatto diretto del fenomeno sull’organizzazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Da questa ricerca emerge come l’efficacia sia un indicatore fondamentale per permettere di rilevare correttamente eventuali irregolarità e di prendere effettivamente in considerazione solo le accuse realmente fondate.  Per garantire una buona efficacia del meccanismo di whistleblowing è dunque importante, al pari di assicurarsi che un certo misfatto venga interrotto, che l’organizzazione abbia attuato le giuste misure affinché lo stesso non si ripeta.</p>
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