




<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; ecomafia</title>
	<atom:link href="http://anticorruzione.eu/tag/ecomafia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://anticorruzione.eu</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 25 Mar 2025 11:58:25 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Corrotti, clan e inquinatori: il Dossier Ecomafia 2015</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/04/corrotti-clan-e-inquinatori-il-dossier-ecomafia-2015/</link>
		<comments>http://anticorruzione.eu/2016/04/corrotti-clan-e-inquinatori-il-dossier-ecomafia-2015/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2016 11:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Feliciani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Cantone]]></category>
		<category><![CDATA[ecomafia]]></category>
		<category><![CDATA[ecoreati]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://anticorruzione.eu/?p=5240</guid>
		<description><![CDATA[A pochi giorni di distanza dall’approvazione della legge n. 68 del 22 maggio 2015, la cosiddetta Legge Ecoreati, che introduce finalmente nel Codice Penale uno specifico Titolo (VI-bis) dedicato ai delitti contro l’ambiente,  è stato pubblicato il rapporto Ecomafia 2015 di Legambiente, relativo ai dati raccolti nel corso dell&#8217;anno 2014 in Italia. Il dossier è stato [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">A pochi giorni di distanza dall’approvazione della legge n. 68 del 22 maggio 2015, la cosiddetta <em>Legge Ecoreati</em>, c<strong>he introduce finalmente nel Codice Penale uno specifico Titolo (VI-bis) dedicato ai delitti contro l’ambiente, </strong> è stato pubblicato il<strong> </strong><strong>rapporto</strong> <strong><em>Ecomafia 2015</em></strong> <strong>di Legambiente</strong>, relativo ai dati raccolti nel corso dell&#8217;anno 2014 in Italia. Il dossier è stato presentato a Roma lo scorso 30 giugno 2015, leggendo in apertura un messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: &#8220;Ricostruire un equilibrio tra territorio e società, tra sviluppo e cultura, tra ambiente e diritto della persona è la grande impresa civica a cui ciascuno di noi è chiamato con responsabilità&#8221;, recita un passaggio della missiva, “Il rispetto dell’ambiente è essenziale per la coesione sociale e per la ripresa del Paese.”</p>
<p style="text-align: justify;">Il 2014 si è chiuso con l’ennesimo e mesto bilancio di reati commessi e accertati in campo ambientale, 29.293, circa 80 al giorno, poco meno di 4 ogni ora<strong>,</strong> per un fatturato criminale che è cresciuto di 7 miliardi rispetto all’anno precedente, raggiungendo la cifra di 22 miliardi. A contribuire in maniera eclatante è stato il settore dell’agroalimentare, con un fatturato che ha superato i 4,3 miliardi di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Il focus che Legambiente dedica alle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa racconta un Sud Italia in cui l’incidenza criminale sta crescendo: in Puglia, Sicilia, Campania e Calabria si è registrato più della metà del numero complessivo di infrazioni (ben 14.736), con 12.732 denunce, 71 arresti e 5.127 sequestri. Al calo dei reati in Campania (-21% circa), dovuto forse ai tanti riflettori accesi di recente sulla regione, risponde un aumento degli illeciti in Puglia, col 15,4% dei reati accertati (4.499), 4.159 denunce e 5 arresti.</p>
<p style="text-align: justify;">Crescono i reati nel ciclo dei rifiuti: +26% (quasi 20 al giorno, più di 3 milioni di tonnellate di veleni sequestrati). Mentre gli illeciti nel ciclo del cemento salgono del 4,3% e, secondo le stime sull&#8217;abusivismo edilizio del Cresme Consulting, nel 2014 sono state realizzate 18mila costruzioni fuori legge, circa il 16% del nuovo costruito, con ricavi che superano il miliardo di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Aumentano il giro d&#8217;affari per gli illeciti in campo alimentare (4,3 miliardi) e i delitti legati al racket degli animali: 7.846 reati, con la denuncia di 7.201 persone e il sequestro di 2.479 tra animali vivi e morti. I furti d&#8217;opere d&#8217;arte sono arrivati a quota 852. Cala il numero degli incendi dolosi, ma aumenta la superficie dei boschi devastati: dai 4.700 ettari del 2013 si sale a 22.400.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In questa edizione del dossier, Legambiente punta su un’analisi centrata sulle dinamiche più profonde e insidiose nei vari aspetti ecocriminali, in particolare sul tema della corruzione, il potente collante che mette insieme tutto, mafie incluse.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La corruzione in campo ambientale è senza dubbio la vera cifra di un agire criminale che si muove in maniera felpata ma decisa tra uffici pubblici e sedi di società private, addomesticando le leggi e, se necessario, violandole apertamente per raggiungere i propri interessi. L’esercito degli ecocriminali – clan e faccendieri, ma anche imprenditori, funzionari e colletti bianchi – moltiplica le proprie occasioni attraverso la corruzione. Il modus operandi, si legge nel rapporto, è sempre lo stesso, anche se cambia il campo d’azione: nel caso di progetti troppo ambiziosi o pratiche dichiaratamente fuori legge, presto frenati da leggi a tutela ambientali, la corruzione si rileva un ottimo strumento per ovviare a questi impedimenti, dando libero sfogo alle logiche criminali.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo quanto afferma <strong>Raffaele Cantone</strong><strong>,</strong> Presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, intervistato nel rapporto da Toni Mira <em>&#8220;Gli appalti pubblici nel settore dell’ambiente sono tra quelli più esposti alla corruzione e alla criminalità organizzata&#8221;</em>. I dati in questo senso parlano da soli. Sono ben 233 le inchieste ecocriminali in cui la corruzione ha svolto un ruolo cruciale: la Lombardia è la prima regione dove il fenomeno corruttivo si è maggiormente diffuso (31 indagini penali), seguita subito dopo dalla Sicilia (28 inchieste), la Campania (27), il Lazio (26) e la Calabria (22). Dal Mose di Venezia ad alcuni cantieri dell’Alta velocità, dai Grandi eventi alle ricostruzioni post terremoto, dalla gestione dei rifiuti all’enogastronomia e alle rinnovabili, il fenomeno è purtroppo nazionale. In ballo c’è una spesa pubblica che solo nel 2011 (fonte Presidenza Consiglio dei Ministri) ha raggiunto la quota di 106 miliardi di euro, più o meno l’8% del Pil. Al Nord come al Sud, passando dal Centro, il lavoro investigativo mostra questi meccanismi corruttivi con impietosa chiarezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Il successo avuto con l’approvazione della legge sugli ecoreati è certamente l’esempio fulgido di come si possano ottenere risultati concreti grazie al ruolo della società civile. Tuttavia, il vero antidoto all’ecomafia e al sistema di corruzione non è semplicemente un migliore sistema di repressione, ma prima di tutto un’effettiva bonifica culturale, vero motore di un cambiamento duraturo e nell’interesse di tutti, un traguardo quest’ultimo, ancora lontano dall’essere raggiunto in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://anticorruzione.eu/2016/04/corrotti-clan-e-inquinatori-il-dossier-ecomafia-2015/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Libera Terra</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/01/libera-terra/</link>
		<comments>http://anticorruzione.eu/2015/01/libera-terra/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 07:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michela Cignarella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente e Territorio]]></category>
		<category><![CDATA[bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[ecomafia]]></category>
		<category><![CDATA[speculazione edilizia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://anticorruzione.eu/?p=1282</guid>
		<description><![CDATA[Notizia di queste ultime settimane è la scomparsa del noto regista italiano Francesco Rosi (1922-2015), autore di film di grande contemporaneità tra cui “Le mani sulla città”(1963), grazie al quale riceve il Leone d’Oro. Quest’opera di impegno civile e denuncia è ambientato nella sua città natale, Napoli, martoriata dal fenomeno della speculazione edilizia e della [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/01/lemanisullacitta.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1314" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/01/lemanisullacitta-225x300.jpg" alt="lemanisullacitta" width="188" height="251" /></a>Notizia di queste ultime settimane è la scomparsa del noto regista italiano Francesco Rosi (1922-2015), autore di film di grande contemporaneità tra cui <strong>“Le mani sulla città”</strong>(1963), grazie al quale riceve il Leone d’Oro. Quest’opera di impegno civile e denuncia è ambientato nella sua città natale, Napoli, martoriata dal fenomeno della speculazione edilizia e della corruzione, senza esser mai nominata la Camorra. &#8220;L&#8217;aspetto negativo della speculazione immobiliare non consiste soltanto nella distruzione della città e nell&#8217;aspetto caotico che essa assume, ma anche nella distruzione di una cultura a vantaggio di un&#8217;altra in cui l&#8217;uomo non trova più posto&#8221; ribadì Rosi.<br />
Il film, attraverso il costruttore edile e consigliere comunale Edoardo Nottola, mostra uno spaccato dell’Italia post-bellica analizzando le dinamiche collusive tra interessi politici, economici, privati. Rimane emblematico come questo personaggio riesca a spiegare cosa sia la speculazione edilizia:<br />
“Lo so che la città sta là e che da quella parte sta andando perché il piano regolatore così ha stabilito. Ma è proprio per questo che noi da là la dobbiamo fare arrivare qua. […] La città va in là e questa zona agricola quanto la puoi pagare oggi… trecento, cinquecento, mille lire al metro quadrato? Ma domani questa terra, questo stesso metro quadrato, ne può valere sessanta, settanta mila. Eppure di più. Tutto dipende da noi, il cinquemila % di profitto. Eccolo là, quello è l’oro oggi”.<br />
Nel rapporto del 2014 <a title="Consumo di suolo in Italia" href="http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/Rapporto_Consumo_di_Suolo_in_Italia_2014.pdf" target="_blank"><strong>Consumo di suolo in Italia</strong></a>, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (<strong>ISPRA</strong>) scrive di una copertura artificiale del suolo nel nostro paese che viaggia in media a più di 7 mq al secondo da oltre 50 anni. La conversione del territorio in aree urbane spesso rappresenta la perdita di aree agricole naturali ad alto valore ambientale. Non solo, può essere causa di alterazioni e distruzione di fauna e flora ma anche del dissesto idrogeologico, un problema quest’ultimo di cui oggi assistiamo ai suoi terribili effetti con le recenti tragedie sul nostro territorio. Difendere il suolo dal suo uso dissennato significa mantenere l’equilibrio dell’intero ecosistema e conservare il patrimonio naturale.<br />
I dati parlano ancora di sfruttamento del territorio ed ecomafie. Secondo <a href="http://www.legambiente.it/contenuti/dossier/rapporto-ecomafia" target="_blank">l’ultimo rapporto del 2014</a> stilato da <strong>Legambiente</strong>, sono 29.274 le infrazioni accertate nel 2013, il 25% nel settore agroalimentare, il 22% rispetto alla fauna, il 15% ai rifiuti e il 14% al ciclo del cemento.</p>
<p>E’ proprio il caso di riascoltare le parole di Peppino Impastato e Salvo che dall’alto di Monte Pecoraro, guardando l’aeroporto di Punta Raisi dopo la costruzione della terza pista, dicono:<br />
PEPPINO: Sai cosa penso?<br />
SALVO : Cosa?<br />
PEPPINO: Che questa pista in fondo non è brutta. Anzi<br />
SALVO [ride]: Ma che dici?!<br />
PEPPINO: Vista così, dall&#8217;alto &#8230; guardandosi intorno sale qua e si potrebbe anche pensare che la natura vince sempre &#8230; che è ancora più forte dell’uomo. Invece non è così. .. in fondo le cose, anche le peggiori, una volta fatte &#8230; poi trovano una logica, una giustificazione per il solo fatto di esistere! Fanno &#8216;ste case schifose, con le finestre di alluminio, i balconcini &#8230; mi segui?<br />
SALVO: Ti sto seguendo<br />
PEPPINO:&#8230; Senza intonaco, i muri di mattoni vivi &#8230; la gente ci va ad abitare, ci mette le tendine, i gerani, la biancheria appesa, la televisione &#8230; e dopo un po&#8217; tutto fa parte del paesaggio, c&#8217;è, esiste &#8230; nessuno si ricorda più di com&#8217;era prima. Non ci vuole niente a distruggerla la bellezza &#8230;<br />
SALVO: E allora?<br />
PEPPINO: E allora forse più che la politica, la lotta di classe, la coscienza e tutte &#8216;ste fesserie &#8230; bisognerebbe ricordare alla gente cos&#8217;è <strong>la bellezza</strong>. Insegnargli a riconoscerla. A difenderla. Capisci?<br />
SALVO: ( perplesso) La bellezza…<br />
PEPPINO: Sì, la bellezza. È importante la bellezza. Da quella scende giù tutto il resto.<br />
SALVO: Oh, ti sei innamorato anche tu, come tuo fratello?<br />
A conclusione del dialogo:<br />
PEPPINO: Io la invidio questa normalità. Io non ci riuscirei ad essere così…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcune iniziative che dicono basta a colate di cemento irresponsabile: <a href="https://stopalconsumodisuolo.crowdmap.com/" target="_blank">Stop al consumo di suolo</a>, <a href="http://www.salviamoilpaesaggio.it/blog/" target="_blank">Salviamo il paesaggio </a>.</p>
<p>Letture consigliate: &#8220;La speculazione edilizia&#8221; (1963) di Italo Calvino.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://anticorruzione.eu/2015/01/libera-terra/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
