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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; difesa</title>
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		<title>Verso una maggiore trasparenza in un settore per sua natura opaco: la difesa</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2015 07:06:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Michela Cignarella]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[difesa]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Transparency International]]></category>
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		<description><![CDATA[Le norme sociali e l’atteggiamento dei mercati verso la corruzione stanno cambiando in meglio negli ultimi 30 anni. Questi cambiamenti stanno accadendo anche nell’industria della difesa, ma con maggiore difficoltà. La vendita e l&#8217;acquisto di armi hanno forte connotazione politica e molte transazioni sono protette dal segreto di stato. Transparency International ha costruito e reso [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le norme sociali e l’atteggiamento dei mercati verso la corruzione stanno cambiando in meglio negli ultimi 30 anni. Questi cambiamenti stanno accadendo anche nell’industria della difesa, ma con maggiore difficoltà. La vendita e l&#8217;acquisto di armi hanno forte connotazione politica e molte transazioni sono protette dal segreto di stato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Transparency International</strong> ha costruito e reso pubblico il <strong>Defence Companies Anticorruption Index 2015 </strong>(<a href="http://companies.defenceindex.org/docs/2015%20Defence%20Companies%20Anti-Corruption%20Index.pdf" target="_blank">report</a>), somministrando un questionario a <strong>163 aziende del settore della difesa</strong>, provenienti da 43 Paesi del mondo. Quest’ultimo stima i programmi etici e anti-corruzione che queste compagnie hanno messo in atto per prevenire la corruzione, descrivendo così l’approccio che hanno nel promuovere la trasparenza e nel ridurre il rischio di corruzione. Sulla base del punteggio complessivo riguardo a ciò che sono considerata buone pratiche, queste società vengono poste in una delle 6 categoria, dalla A (migliore) alla F (peggiore).</p>
<p style="text-align: justify;">La ricerca è stata effettuata all’interno del <a href="http://www.ti-defence.org/" target="_blank"><strong>Transparency International Defence &amp; Security Programme</strong></a>, volto ad aumentare l’integrità e ridurre la corruzione nel settore della difesa e della sicurezza a livello mondiale, promuovendo riforme e misure di prevenzione e contrasto della corruzione dell’intera industria e delle aziende che la compongono, e incrementando il livello di integrità del settore.</p>
<p style="text-align: justify;">“La corruzione nel settore della difesa riguarda tutti. Non è solo una questione di commissioni sulla vendita, la corruzione può minacciare direttamente la vita di cittadini e dei soldati &#8211; dichiara Mark Pyman, Direttore del Transparency International UK Defence and Security Programme &#8211; Se i contratti stipulati dai Governi fossero contingenti all’adozione da parte delle aziende di <strong>adeguati standard etici e validi programmi</strong>, sarebbe un significativo passo in avanti verso una maggiore capacità di rendicontazione dell’intero settore e servirebbe a spingere ancora più in là il lavoro positivo già svolto da molte aziende”.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/05/comparazione.jpg"><img class="alignleft wp-image-2336 " src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/05/comparazione.jpg" alt="comparazione" width="154" height="522" /></a>Da questa ricerca risalta subito ad occhio come due terzi delle aziende studiate si collochino nella metà inferiore dell&#8217;indice (bande D &#8211; F), con limitata o nessuna evidenza a proposito di etica e anti-corruzione nei loro programmi. Tra queste incontriamo anche aziende che provengo dai principali Paesi produttori di armi.<br />
Solo il<strong> 33%</strong> ha apportato miglioramenti nella trasparenza e nella qualità dei programmi anti-corruzione rispetto al 2012.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla base delle informazioni disponibili pubblicamente,<br />
•   8 aziende hanno attivato meccanismi di whistleblowing che incoraggiano le segnalazioni.<br />
•   13 aziende conducono con regolarità attività di due diligence sui propri agenti.<br />
•  3 aziende dimostrano di avere procedure dettagliate per prevenire la corruzione nelle partecipazioni industriali militari (contratti offset), un’area ad alto rischio.</p>
<p style="text-align: justify;">È possibile consultare sul sito la <a href="http://companies.defenceindex.org/map/" target="_blank">mappa interattiva</a> che fornisce una fotografia di ciascun paese, con un focus sulle relative aziende della difesa.</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso ci sono stati dei cambiamenti rispetto alla prima edizione del Defence companies anti-corruption index (2012), tra cui prima di tutto l’ampliamento dello studio con 36 aziende esaminate in più nel secondo report del 2015.<br />
Esaminando le 127 società valutate sia nel 2012 e sia nel 2015, i risultati mostrano un miglioramento generale. All&#8217;estremità superiore, 26 aziende sono ora in fasce A e B, rispetto alle sole 10 del 2012. Mentre alla estremità più bassa, solo 48 aziende sono nelle fasce E e F, a fronte delle 59 del 2012.</p>
<p>“La corruzione può causare danni finanziari e reputazionali enormi &#8211; ha commentato Katie Fish, autrice del report &#8211; Gli investitori dovrebbero usare questo report per dare una risposta a questa domanda: <strong>le aziende in cui investiamo hanno adottato efficaci programmi anti-corruzione?</strong>”</p>
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