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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; conflitto di interessi</title>
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		<title>Intervista a Emiliano Di Carlo, vice direttore del Master Anticorruzione</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2017 09:31:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitto d'interessi]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto di interessi]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Integrità]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo a cura di Filippo Cucuccio, pubblicato sulla rivista &#8220;Legal&#8221;]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo a cura di Filippo Cucuccio, pubblicato sulla rivista &#8220;Legal&#8221;</p>
<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/02/Schermata-2017-02-17-alle-10.25.42.png"><img class="  wp-image-5673 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/02/Schermata-2017-02-17-alle-10.25.42.png" alt="Schermata 2017-02-17 alle 10.25.42" width="666" height="807" /></a><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/02/Schermata-2017-02-17-alle-10.26.27.png"><img class=" size-full wp-image-5674 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/02/Schermata-2017-02-17-alle-10.26.27.png" alt="Schermata 2017-02-17 alle 10.26.27" width="625" height="733" /></a><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/02/Schermata-2017-02-17-alle-10.26.34.png"><img class=" size-full wp-image-5675 aligncenter" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/02/Schermata-2017-02-17-alle-10.26.34.png" alt="Schermata 2017-02-17 alle 10.26.34" width="615" height="735" /></a></p>
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		<title>I Whistleblowers che salvano vite.</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2016 14:11:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Filippucci]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto di interessi]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
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		<category><![CDATA[medici]]></category>
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		<description><![CDATA[Berlino, 4 maggio 2016. Uno dei temi che ultimamente stiamo ponendo all’attenzione dei nostri lettori è il ruolo dei Whistleblowers. Denunciare i casi di corruzione cui si è testimoni è un qualcosa di molto coraggioso e per niente scontato. Essere portatori e referenti di qualcosa di sbagliato, rende in qualche modo sbagliati. Ricordo che, quando [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Berlino, 4 maggio 2016.</p>
<p>Uno dei temi che ultimamente stiamo ponendo all’attenzione dei nostri lettori è il ruolo dei <em>Whistleblowers</em>. Denunciare i casi di corruzione cui si è testimoni è un qualcosa di molto coraggioso e per niente scontato. Essere portatori e referenti di qualcosa di sbagliato, rende in qualche modo sbagliati.</p>
<p>Ricordo che, quando ero una bambina, andare a dire alla maestra che un compagno di classe aveva copiato veniva considerato estremamente negativo. Chiunque l’avesse fatto diventava automaticamente la spia. Ricordo le canzoncine tipiche dell’infanzia <em>“Chi fa la spia non è figlio di Maria” </em>e nell’immaginario collettivo, chi faceva la spia non era una persona di cui fidarsi né tantomeno un <em>amico.</em> Ognuno doveva farsi essenzialmente gli affari propri. E adesso mi sembra così assurdo tutto. Perché, così piccoli, avevamo una convinzione del genere? Chi ci aveva mai detto che non bisogna fare “<em>la spia</em>”. Chi ce l’aveva insegnato? Sarebbe stata la soluzione giusta a farsi amici? Sicuramente. Ma a scapito di cosa? A scapito della nostra cultura di base, della nostra formazione mentale.</p>
<p>Uno studio realizzato dalla collaborazione tra la University of Pennsylvania, la University of California di Santa Barbara e la Johns Hopkins University ha provato a comprendere le differenti attività neurali che interferiscono con l&#8217;apprendimento (<a href="https://news.upenn.edu/news/penn-johns-hopkins-and-ucsb-research-differences-neural-activity-change-learning-rate">https://news.upenn.edu/news/penn-johns-hopkins-and-ucsb-research-differences-neural-activity-change-learning-rate</a>). Dallo studio risulta che i bambini riescono ad apprendere più velocemente poiché le aree della corteccia prefrontale e della corteccia cingolata anteriore, responsabili dell’apprendimento, sono meno sviluppate. Perché quindi, invece di diffondere semplicemente messaggi sull’importanza dell’amicizia (sicuramente importante, per carità) non si fa tramite i filtri dell’integrità e della giustizia? La mia generazione è marcia in questo senso. Ma per fortuna le cose stanno piano piano cambiando e il ruolo delle scuole è attivo e positivo: sembra infatti che le maestre stiano cercando di istituire sistemi per proteggere i <em>mini-whistleblowers</em> dal loro essere esclusi se solo provano a seguire un loro istinto di giustizia innato, genuino e buono. Al tempo, si era “cattivi”. Perciò, si capisce come sia difficile cambiare attitudine da adulti, quando ormai la nostra personalità ed intelligenza è formata. Cambiare attitudine e non agire secondo i propri egoistici interessi. Cambiare attitudine e diventare voci testimoni di atti sbagliati.</p>
<p>Stamane ho letto un articolo che mi ha fatto rabbrividire non poco.</p>
<p>Un medico svedese di fama mondiale, membro del comitato per il conferimento del premio Nobel in fisiologia e medicina,, considerato due anni fa “il mago dei trapianti alla trachea” secondo il New York Times, sarebbe stato responsabile della morte di sei su otto pazienti sottoposti al suo trapianto di trachea. Uno dei due sopravvissuti sarebbe sotto cure intensive dopo il trattamento.</p>
<p>Il motivo? Negligenza scientifica, falsificazione di risultati di ricerche, condotta di esperimenti chirurgici senza alcuna approvazione etica, indicazione d’informazioni false sul proprio CV e ai propri clienti, molti dei quali hanno pagato con la loro vita.</p>
<p>Il chirurgo del famoso Karolinska Institute (KI) in Svezia è stato licenziato dopo essere stato denunciato all’istituto da quattro colleghi.</p>
<p>Ma non è stato facile. Dal 2014, anno in cui i quattro colleghi hanno denunciato per la prima volte le sue presunte malfatte, sono iniziate delle ricerche che non hanno portato a niente. L’istituto non ha mosso un dito. Anzi, come spesso succede nei casi di <em>Whistleblowing</em>, i dottori che hanno alzato l’attenzione sulla cattiva condotta del medico e hanno richiesto l’inizio delle indagini sono stati dismessi dalle loro posizioni.</p>
<p>Certo, dopo hanno ricevuto il premio dell’anno di Transparency International per Whistleblowers della Svezia ma a prezzo della perdita del posto di lavoro.</p>
<p>Hanno avuto coraggio e si sono fatti portatori di un qualcosa che inizialmente li ha fatti apparire colpevoli.</p>
<p>Le mie domande a questo punto sono:</p>
<p>E’ possibile che qualcuno possa arrivare ad uccidere delle persone pur di difendere i propri interessi e la propria immagine?</p>
<p>E’ possibile che delle persone possano rischiare il posto di lavoro e la loro vita per difendere l’interesse comune?</p>
<p>Cosa c’è di sbagliato nel sistema?</p>
<p>I <em>Whistleblowers</em> offrono un grandissimo servizio alla società. E il caso dei dottori svedesi è un buon esempio di chi ha il coraggio di parlare. E dovrebbero essere protetti e celebrati: i <em>Whistleblowers</em> salvano vite.</p>
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		<title>L’UE mette sotto accusa Amazon e il Lussemburgo.</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/01/lue-mette-sotto-accusa-amazon-e-il-lussemburgo-2/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2015 07:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Fazzi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Estero]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto di interessi]]></category>
		<category><![CDATA[evasione]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Amazon, la multinazionale a stelle e strisce che negli ultimi anni ha preso il dominio del commercio online, è accusata dalla UE di aver ricevuto aiuti di Stato, con la concessione di privilegi fiscali, da parte del piccolo paese del Lussemburgo. L’Unione Europea risulta essere sempre molto accorta sulla questione dei cosiddetti “aiuti di Stato” [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/01/Amazon_tassa_indagine_commissione_ue_unione_europea_e-commerce_lussemburgo-800x500_c.jpg"><img class="alignleft  wp-image-1435" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/01/Amazon_tassa_indagine_commissione_ue_unione_europea_e-commerce_lussemburgo-800x500_c-300x187.jpg" alt="Amazon_tassa_indagine_commissione_ue_unione_europea_e-commerce_lussemburgo-800x500_c" width="268" height="167" /></a>Amazon, la multinazionale a stelle e strisce che negli ultimi anni ha preso il dominio del commercio online, è accusata dalla UE di aver ricevuto aiuti di Stato, con la concessione di privilegi fiscali, da parte del piccolo paese del Lussemburgo. L’Unione Europea risulta essere sempre molto accorta sulla questione dei cosiddetti “aiuti di Stato” che, infatti, generalmente, sono vietati all’interno dell’area europea, in quanto si considerano dannosi per il mercato, che ne subisce delle distorsioni. Naturalmente possono esserci delle deroghe a tale divieto, nel caso in cui vi sia un interesse comune per l’intera comunità europea, ma secondo la Commissione UE, non è questo il caso. La società di Seattle, però ha immediatamente respinto le accuse, sostenendo di avvalersi delle norme fiscali che vengono applicate alla concorrenza, e di non ricevere alcun favoritismo in termini fiscali.</p>
<p>Evidentemente, l’esecutivo UE, non è dello stesso parere, avendo reso nota, la lettera inviata alle autorità del Granducato, riguardo al regime fiscale di cui, il colosso made USA, avrebbe beneficiato.</p>
<p>L’importante decisione di aprire un’inchiesta su questi fatti poco chiari, è stata presa tra i mesi di settembre ed ottobre, durante i quali, però, si è deciso di non divulgare i dettagli della posizione della Commissione Europea per svolgere l’attività di indagine nel miglior modo possibile.</p>
<p>Nel mirino dell&#8217;accusa c’è la cosiddetta “tax rulling”, una pratica legale che serve per chiarire in anticipo il trattamento fiscale che alla società verrà imposto, in modo che sia possibile fare un’oculata scelta e considerazione su quale sia il modo più conveniente di operare. Il sospetto, però, è che questa volta si sia andati ben oltre una semplice previsione del trattamento fiscale migliore, ma che ci sia stato un vantaggio che ha condotto ad una vera e propria elusione fiscale; se così fosse per Amazon sarà un brutto colpo, visto che, oltre a dover pagare una multa di dimensioni non certo trascurabili, dovrà fare i conti con una notevole pubblicità negativa.</p>
<p>Non è la prima volta che le istituzioni Europee si trovano a dover fronteggiare una situazione di questo tipo. Infatti la procedura seguita è stata la stessa già utilizzata in passato per altre inchieste aperte contro l’Olanda per la catena Starbucks e per la Apple e lo stesso Lussemburgo.</p>
<p>Sembra proprio che con queste indagini andremo incontro ad un periodo turbolento, che avrà non poche ripercussioni anche sul profilo politico, visto che l’attuale presidente della Commissione Europea è Jean Claude Juncker, il quale ha ricoperto, la carica di primo ministro dal 1995 al recente 2013, e quella di ministro delle finanze dal 1989 al 2009, proprio del Lussemburgo. Casualità o no, è certo che si potrebbe profilarsi un caso di conflitto d’interessi di non facile gestione.</p>
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