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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; concorrenza</title>
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		<title>MERITOCRAZIA. ROGER ABRAVANEL: “IL VERO COSTO NON SONO LE RETTE, È L’INVESTIMENTO IN ANNI DI STUDIO IN UNA UNIVERSITÁ MEDIOCRE</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 10:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Clemente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli studenti italiani sono vittime di un sistema che non garantisce loro un futuro e delle prospettive adeguate a causa soprattutto della distanza tra le esigenze del mondo del lavoro e l’Università totalmente chiusa su sé stessa. Roger Abravanel su Il Corriere della Sera del 4 Ottobre 2017, analizzando i problemi che affliggono l’università italiana [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/università-studenti.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-6192" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/università-studenti-300x168.jpg" alt="università-studenti" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: center">
<p>Gli studenti italiani sono vittime di un sistema che non garantisce loro un futuro e delle prospettive adeguate a causa soprattutto della distanza tra le esigenze del mondo del lavoro e l’Università totalmente chiusa su sé stessa.</p>
<p>Roger Abravanel su Il Corriere della Sera del 4 Ottobre 2017, analizzando i problemi che affliggono l’università italiana e che la rendono scarsamente competitiva sulla scena internazionale, indica come soluzione una maggiore autonomia unita a una maggiore responsabilizzazione, a un sistema che premi il merito e punisca le inefficienze.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo lo Scrittore gli studenti italiani sono vittime di questo sistema malsano ma non perché paghino troppo, ma perché l’investimento in anni di studio in Università mediocri non ripaga l’impegno espresso.</p>
<p>Bisognerebbe passare dal “diritto allo studio” al “diritto al lavoro” creando un sistema universitario nel quale finanziamento pubblico e autonomia dalle regole dello Stato convivano, un sistema più aperto alla concorrenza e alle regole di mercato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un sistema simile a quello americano o europeo nel quale anche il privato investe nell’Università e dove la flessibilità del sistema capace di erogare anche prestiti agli studenti garantisce davvero un futuro lavorativo, facendo avanzare e concedendo più spazio e autonomia alle Università davvero meritevoli, secondo una logica concorrenziale capace di stimolare al miglioramento e non alla spartizione statica del potere secondo logiche clientelari o familistiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>MERITOCRAZIA.  ROGER ABRAVANEL: “LA DIDATTICA È SPESSO INADEGUATA MA DI PREMIARE LA QUALITÁ MIGLIORE E DI PUNIRE QUELLA PEGGIORE NON SE NE PARLA NEMMENO”</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 10:33:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Clemente]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un altro dei problemi che affligge l’Università italiana è quello della didattica. L’Università non deve soltanto fare ricerca ma formare per il mondo del lavoro. Secondo Roger Abravanel su Il Corriere della Sera del 4 Ottobre 2017 anche questo compito non è eseguito in maniera decente, visto che i datori di lavoro lamentano uno scollamento [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/università-studenti.jpg"><img class="alignnone  wp-image-6192" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/università-studenti-300x168.jpg" alt="università-studenti" width="373" height="209" /></a></p>
<p>Un altro dei problemi che affligge l’Università italiana è quello della didattica.</p>
<p>L’Università non deve soltanto fare ricerca ma formare per il mondo del lavoro.</p>
<p>Secondo Roger Abravanel su Il Corriere della Sera del 4 Ottobre 2017 anche questo compito non è eseguito in maniera decente, visto che i datori di lavoro lamentano uno scollamento tra le competenze davvero ricercate e quelle acquisite dai neolaureati e si tratta di un problema trasversale a tutte le facoltà.</p>
<p>Inoltre sono gli studenti stessi che riferiscono di essere insoddisfatti del proprio percorso di studio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Valutare la didattica non è un compito facile, e non esiste in Italia nessun meccanismo atto a premiare la didattica migliore e punire quella peggiore.</p>
<p>Secondo l’Autore le Università non devono competere solo per i fondi ma anche per gli studenti migliori che devono essere premiati non con un “110 e lode” ma garantendo loro un futuro migliore.</p>
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		<title>MERITOCRAZIA. ANDREA ICHINO: “PER AVERE UNA VERA AUTONOMIA I DOCENTI DEVONO SUBIRE LE CONSEGUENZE NEGATIVE O POSITIVE DELLE LORO DECISIONI”</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 10:28:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Clemente]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/università-studenti.jpg"><img class="alignnone  wp-image-6192" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/università-studenti-300x168.jpg" alt="università-studenti" width="348" height="195" /></a></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Come possibile correttivo a una maggiore autonomia universitaria al fine di contrastare la corruzione Roger Abravanel su Il Corriere della Sera del 4 Ottobre 2017 riporta l‘idea di Andre Ichino secondo la quale i docenti devono essere responsabili e subire le conseguenze negative e positive delle proprie scelte, ricevendo minori o maggiori fondi a seconda della qualità della loro ricerca, cosicché si crei una vera concorrenza tra gli atenei per accaparrarsi gli studenti migliori, i soli che garantirebbero più fondi.</p>
<p>La concorrenza stimolerebbe una feconda gara per far emergere i talenti migliori, superando il sistema della cooptazione malsana, rendendo davvero conveniente e utile premiare i ricercatori più validi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo approccio funziona nel mondo anglosassone, ma da noi l’idea non decolla, si è provato con valutazioni esterne come quella dell’Anvur, ma premi ai migliori non si sono visti, rendendo dunque del tutto ininfluenti le stesse valutazioni esterne.</p>
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		<title>MERITOCRAZIA. ROGER ABRAVANEL: &#8220;L’AUTONOMIA PUÒ PREMIARE LE BUONE UNIVERSITÀ.&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Oct 2017 15:53:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Dopo avere riaperto a Firenze il bubbone della spartizione delle cattedre, Raffaele Cantone sta lavorando con la ministra Fedeli – racconta Roger Abravanel su Il Corriere della Sera del 4 Ottobre 2017 &#8211; a un piano che, tra l’altro, vedrebbe come una delle soluzioni al problema quella di fare entrare nelle commissioni personalità esterne al mondo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/università-studenti.jpg"><img class="alignnone  wp-image-6192" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/10/università-studenti-300x168.jpg" alt="università-studenti" width="405" height="227" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo avere riaperto a Firenze il bubbone della spartizione delle cattedre, Raffaele Cantone sta lavorando con la ministra Fedeli – racconta Roger Abravanel su Il Corriere della Sera del 4 Ottobre 2017 &#8211; a un piano che, tra l’altro, vedrebbe come una delle soluzioni al problema quella di fare entrare nelle commissioni personalità esterne al mondo accademico per garantire maggiore obbiettività.</p>
<p>La riforma Gelmini ha ridotto l&#8217;autonomia universitaria con il meccanismo dei concorsi nazionali con commissioni a sorteggio che dovrebbero interrompere il legame tra chi giudica e chi è giudicato e trasformare la decisione in una specie di algoritmo. Naturalmente l&#8217;algoritmo non ha funzionato e le «cupole mafiose» hanno fatto da padroni.</p>
<p>Per l’Autore, la soluzione non può essere quella allo studio: proseguire con le commissioni, anche inserendo persone esterne al mondo accademico, rischia di peggiorare le cose, se si considera chi e come sceglierà gli autorevoli e disinteressati membri esterni della commissione.</p>
<p>Abravanel ricorda che in tutto il mondo della ricerca si va avanti per cooptazione, perché solo i colleghi sanno veramente valutare la qualità di una ricerca e ciò non vale solo per le materie umanistiche dove la soggettività è massima, ma anche per quelle scientifiche, dove teoricamente ci sono anche misurazioni quantitative del numero di citazioni delle pubblicazioni.</p>
<p>La soluzione, invero, sta nella autonomia delle Università, richiesta da anni dai professori affinché siano i docenti di un ateneo, non una commissione esterna, a selezionare i ricercatori più preparati e a alimentare, così,  un circuito virtuoso di competizione tra le Università che, certo, non eliminerà il problema della cooptazione malsana, ma contribuirà a renderlo progressivamente sempre meno “dannoso” per gli studenti (che pagano il prezzo di non avere i migliori docenti) e per i ricercatori più preparati (che troverebbero, comunque, spazio, a fianco dei cooptati senza merito, perché l’Università &#8211; per essere attraente &#8211; dovrà per forza assumere una quantità crescente di capaci e meritevoli).</p>
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