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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Centro studi Pio La Torre</title>
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		<title>Percezione mafiosa tra gli studenti: il sondaggio del Centro Studi Pio La Torre apre agli universitari</title>
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		<pubDate>Mon, 16 May 2016 06:46:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Feliciani]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una forte sfiducia verso le istituzioni e la politica, espressa dall&#8217;84.7% degli intervistati, ma anche una voglia di legalità a tutti i livelli e una opposizione netta contro mafie, criminalità e corruzione. Sono queste le principali indicazioni emerse dalla più recente indagine annuale condotta dal centro studi Pio La Torre di Palermo sulla percezione mafiosa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/05/Unknown.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-5278" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/05/Unknown.jpeg" alt="Unknown" width="263" height="192" /></a>Una forte<strong> sfiducia verso le istituzioni e la politica</strong>, espressa dall&#8217;84.7% degli intervistati, ma anche una voglia di legalità a tutti i livelli e una opposizione netta contro mafie, criminalità e corruzione. Sono queste le principali indicazioni emerse dalla più recente indagine annuale condotta dal centro studi Pio La Torre di Palermo sulla percezione mafiosa tra gli studenti italiani. I dati, integralmente consultabili nel numero di <strong>Asud&#8217;Europa</strong> (<a href="http://www.piolatorre.it/asudeuropa/" target="_blank">www.piolatorre.it</a>), sono stati presentati a Roma lo scorso 14 Aprile 2016 nel corso di una riunione della Commissione Nazionale Antimafia, alla presenza del Presidente della Commissione, onorevole Rosy Bindi.</p>
<p style="text-align: justify;">A condurre il questionario sono stati oltre duemila studenti partecipanti al <strong>Progetto educativo antimafia</strong>, promosso dal Centro Pio La Torre di Palermo, su un campione di circa 10mila studenti delle terze, quarte e quinte classi di alcuni istituti di scuole medie superiori di tutta Italia. Un&#8217;interessante novità di quest’anno è rappresentata dal fatto che per la prima volta si è provato a somministrare il questionario anche a studenti universitari siciliani. Si sono così ottenuti 248 questionari completati nelle varie università siciliane, 200 dei quali in quella di Palermo. Per quanto le due popolazioni di riferimento siano distinte dal punto di vista geografico, e ogni confronto vada effettuato con cautela, evidenzia differenze interessanti e che varrebbe la pena approfondire.</p>
<p style="text-align: justify;">Per esempio, se consideriamo la domanda “<em>quali attività illegali ritieni più indicative della presenza mafiosa nella tua città”, </em>gli studenti medi pongono in testa lo <em>spaccio di droga</em>, mentre passa in secondo piano l’idea, al primo posto per gli universitari, che il fenomeno mafioso possa incidere sul corretto funzionamento del mercato del lavoro (<em>lavoro nero</em>), sul corretto ed efficiente funzionamento della pubblica amministrazione (<em>corruzione dei pubblici dipendenti</em>), o che la presenza della mafia possa alterare i meccanismi del sistema politico-elettorale (<em>scambio di voti</em>).</p>
<p style="text-align: justify;">Intervistati circa le ragioni della <em>diffusione territoriale del fenomeno mafioso</em>, gli studenti medi indicano prevalentemente fattori culturali e attenenti alla sfera dei valori etici, come la corruzione nella classe politica locale e la mancanza di senso civico; gli universitari invece identificano la causa dell’espansione delle mafie nella ricerca di nuovi territori per il riciclaggio di denaro sporco.</p>
<p style="text-align: justify;">La consapevolezza delle risposte, per esempio alla domanda “<em>cosa permette alla mafia siciliana di continuare a esistere”</em>, comprensibilmente crescere con l’età degli intervistati. Prevalgono le risposte generali di carattere sociale tra gli studenti medi, mentre le determinanti di natura economica e i fattori legati al ritardo di sviluppo ricevono maggiore considerazione dagli studenti universitari.</p>
<p style="text-align: justify;">Di particolare interesse è la domanda “<em>la mafia può essere influente sul futuro della regione?”</em>. Tale influenza è riconosciuta da due terzi dei rispondenti, sebbene i dati estratti sul segmento degli universitari registrino maggiore fiducia nella possibilità di una definitiva sconfitta della mafia (54%): un segno forse incoraggiante, circa il ruolo positivo che può avere un maggiore esercizio dei diritti di cittadinanza, uniti a un più evoluto percorso formativo.</p>
<p style="text-align: justify;">E <strong>gli studenti universitari appaiono anche più ottimisti circa le prospettive della lotta alla mafia</strong>. Infatti, alla domanda su chi sia più forte tra Stato e mafia, il 31,98% di loro ha detto lo <em>Stat</em>o, il 28,34% la <em>mafia</em>. Tra gli studenti di scuola, invece (che non sono tutti siciliani), solo il 13,92% ha risposto lo <em>Stato</em>, e addirittura il 48,04% la <em>mafia</em>. E’ un risultato, se <a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/05/Unknown.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-5278" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/05/Unknown.jpeg" alt="Unknown" width="263" height="192" /></a>pur parziale, che fa riflettere. “Evidentemente, il tipo di rappresentazione che delle mafie passa nel sistema della comunicazione di massa è ancora quello che le dipinge come entità invincibili, quindi più forti anche dello Stato” – commenta nella sua analisi Antonio La Spina, docente di sociologia nell’Università di Palermo – “d&#8217;altro canto, che lo Stato vada assestando colpi sempre più micidiali alle varie mafie è una realtà che non si può negare e coloro che leggono qualche libro e qualche giornale in più, vedono meno televisione e sono un po&#8217; meno influenzabili da certi <strong><em>opinion leader</em></strong> “cattivi maestri” sembrerebbero avere le idee un po&#8217; più chiare al riguardo”. Le agenzie di socializzazione sono importanti ed è fondamentale che del fenomeno si parli, si scriva, si abbia informazione corretta. “Tuttavia” – conclude La Spina – “non bisogna mai dimenticare che una rappresentazione distorta della realtà può creare seri danni, specialmente quando si ha che fare con la formazione della pubblica opinione e del senso civico della popolazione, e ancor più quando si lavora con dei piccoli cittadini in via di formazione”.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Percezione mafiosa tra gli studenti: l&#8217;indagine del centro studi Pio La Torre giunge al decimo anno</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2016 08:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Feliciani]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[É ormai giunta al decimo anno l&#8217;indagine condotta dal centro studi Pio La Torre di Palermo sulla percezione mafiosa tra gli studenti. I dati, integralmente consultabili nel numero di Asud&#8217;Europa, scaricabile all&#8217;indirizzo www.piolatorreonlus.it., sono stati presentati a Roma lo scorso 14 Aprile 2016 nel corso di una riunione della Commissione Nazionale Antimafia, alla presenza del [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/05/Unknown.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-5278" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/05/Unknown.jpeg" alt="Unknown" width="263" height="192" /></a>É ormai giunta al decimo anno l&#8217;indagine condotta dal centro studi Pio La Torre di Palermo sulla percezione mafiosa tra gli studenti. I dati, integralmente consultabili nel numero di Asud&#8217;Europa, scaricabile all&#8217;indirizzo <a href="http://www.piolatorreonlus.it/">www.piolatorreonlus.it</a>., sono stati presentati a Roma lo scorso 14 Aprile 2016 nel corso di una riunione della Commissione Nazionale Antimafia, alla presenza del Presidente della Commissione, onorevole Rosy Bindi.</p>
<p>A condurre il questionario sono stati oltre duemila studenti partecipanti al Progetto educativo antimafia, promosso dal Centro Pio La Torre di Palermo, su un campione di circa 10mila studenti delle terze, quarte e quinte classi di alcuni istituti di scuole medie superiori di tutta Italia. I risultati? Quasi l’85% degli intervistati dichiara di non avere fiducia nelle istituzioni e nella politica; un considerevole 48% considera la mafia più forte dello Stato – un dato quest’ultimo costante nel corso delle annuali indagini elaborate dal centro – e soloil 31,5% spera ancora di poter sconfiggere il fenomeno. I politici locali sono degni di <em>molta</em> fiducia soltanto per il 3,4% dei ragazzi, quasi uguale il sentimento di sfiducia nei confronti dei politici nazionali (3,5%).</p>
<p>Il 47,8% ritiene il rapporto tra mafia e mondo della politica<em> molto forte</em> e il 45,7% <em>abbastanza forte</em>. Tutte risposte che evidenziano, nelle nuove generazioni, un senso d’impotenza e rassegnazione che trova la massima espressione nella risposta alla domanda <em>la presenza della mafia può ostacolarti nella costruzione del tuo futuro?</em>, dove il 36,75% ha risposto <em>sì, molto</em>.</p>
<p>Gli studenti, sia al centro-nord che al sud, puntano il dito contro il connubio “mafia-corruzione” che minaccia il loro futuro. Alla domanda <em>quali sono le cause</em><em> della diffusione del fenomeno </em><em>mafioso</em>, un considerevole 66% risponde <em>la corruzione della classe politica locale</em>; una percentuale altissima e oltremodo preoccupante se si considera l’aumento che ha subìto rispetto alle indagini degli anni precedenti.</p>
<p>Coerentemente, al quesito successivo, il 57,29% degli studenti identifica proprio nella corruzione della classe dirigente la causa principale della sopravvivenza del fenomeno mafioso, seguita dal clientelismo: ancora una volta, corruzione e criminalità organizzata sono percepite dalle nuove generazioni come due facce della medesima medaglia – una medaglia d’infamia, naturalmente. Pesano anche altri fattori: di natura economica, come la mancanza di opportunità lavorative (28%) e il basso livello di sviluppo (14%); o di ordine culturale, come la mentalità dei cittadini (41%), la poca fiducia nelle istituzioni (28%) e la mancanza di coraggio dei cittadini (24%). “Emerge negli studenti – scrive nel rapporto all’indagine il professore  Salvatore Sacco, componente del Comitato Scientifico Pio La Torre – la sensazione di avere davanti un quadro corruttivo-criminale che si bilancia al sistema legale, considerato dunque equivalente, ad esempio, ad un concorso pubblico. I ragazzi sono d’accordo con questo sistema? Chiaramente no ma in molti sentono di non avere altre alternative”</p>
<p>Un gruppo di domande riguarda la fiducia diffusa ed il senso civico ed etico.</p>
<p>L’indagine conferma il ruolo fondamentale della scuola nella diffusione della cultura della legalità e per la conoscenza del fenomeno mafioso. A questo proposito, alla domanda <em>Con chi discuti maggiormente di mafia</em>, il 62,65% degli studenti afferma infatti di discutere di mafia nell&#8217;ambito scolastico mentre solo il 23,32% ne parla in famiglia. La categoria verso la quale si nutre maggiore fiducia è quella degli insegnanti (33,63%), seguita dalle forze dell&#8217;ordine (23,97%) e dai magistrati (20,70%). I dati indicano chiaramente come sia proprio l’impegno del corpo docente, rispetto anche a quello delle stesse famiglie, ad avere il ruolo più marcatamente attivo nell’azione di promozione della cultura della legalità e di forme di partecipazione attiva.</p>
<p>Quanto al senso civico, invece, a proposito delle raccomandazioni, uno studente su due (50,42%) prefirebbe la meritocrazia, sebbene alla domanda <em>Cosa</em> <em>è più utile fare dovendo cercare lavoro nella propria città</em>?, il 18,82% degli studenti abbia risposto <em>rivolgersi ad un politico</em>, mentre il 21,15% <em>ad un mafioso</em>.</p>
<p>&#8220;I risultati delle risposte complessive degli studenti – ha sottolineato <strong>Vito</strong><strong> </strong><strong>Lo Monaco, presidente del centro studi Pio LaTorre</strong> – da un lato offrono uno spaccato dell&#8217;evoluzione della loro percezione sulla negatività del fenomeno mafioso e del loro rifiuto di incontrarlo; dall&#8217;altro mostrano quanto sia cresciuta in questi giovani la consapevolezza che corruzione, mafia e politica siano strutturalmente sempre più collegate, che una rivoluzione legalitaria sia necessaria per lo sviluppo del paese.”</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Percezione mafiosa fra gli studenti: lo spaccato sociale del centro studi Pio La Torre (Parte II)</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jan 2016 07:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Feliciani]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono stati oltre diecimila gli studenti di tutta Italia a partecipare all’indagine sulla percezione mafiosa condotta dal centro studi Pio La Torre di Palermo. Nel corso dell’articolo “Percezione mafiosa tra gli studenti: lo spaccato sociale del centro studi Pio La Torre, parte I”, abbiamo analizzato le principali indicazioni  emerse dall’indagine. Passiamo ora  ad occuparci di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/01/logo.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4838" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/01/logo.png" alt="logo" width="176" height="120" /></a>Sono stati oltre diecimila gli studenti di tutta Italia a partecipare all’indagine sulla percezione mafiosa condotta dal centro studi Pio La Torre di Palermo. Nel corso dell’articolo “Percezione mafiosa tra gli studenti: lo spaccato sociale del centro studi Pio La Torre, parte I”, abbiamo analizzato le principali indicazioni  emerse dall’indagine. Passiamo ora  ad occuparci di altre interessanti riflessioni sollevate dal sondaggio, considerando anche il commento del Presidente della Republica, Sergio Mattarella, ai risultati dell’indagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla domanda “secondo te, quali sono le cause della diffusione del fenomeno  mafioso nelle regioni centro-settentrionali?”, un considerevole 68,14 % risponde appropriatamente la corruzione della classe politica locale; una percentuale altissima e oltremodo preoccupante se si considera l’aumento che ha subìto rispetto all’indagine dello scorso anno, quando si era registrato un già elevato 66% .<br />
Coerentemente, al quesito successivo, il 57,29% degli studenti identifica proprio nella corruzione della classe dirigente la causa principale della sopravvivenza del fenomeno mafioso, seguita dalla mentalità (38,10%) e dalla mancanza di coraggio nei cittadini (33,69%).</p>
<p style="text-align: justify;">“Alle attività illegali direttamente gestite dal crimine organizzato –  sottolinea nella sua analisi Adam Asmundo, docente di Economia alla facoltà di Scienze politiche di Palermo –  si sommano e si intrecciano nelle percezioni e nelle opinioni degli intervistati ordinarie e diffuse attività legali, che si rivelano ormai più o meno intensamente inquinate dal crimine organizzato, dalla corruzione o da entrambi.” Le risposte al questionario dimostrano, allo stesso tempo, quanto la mafia sia cambiata nel corso degli anni e quanto lucidamente tale evoluzione sia avvertita dalle giovani generazioni. Gli intervistati appaiono perfettamente consapevoli del progressivo diffondersi del fenomeno mafioso nel tessuto civile ed economico del paese, con effetti devastanti in termini di inquinamento dell’onestà delle decisioni pubbliche e della correttezza del vivere civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma l&#8217;indagine lascia spazio anche a possibili misure risolutive. Le principali azioni di contrasto vengono individuate dagli intervistati nel non sostenere l’economia mafiosa (41%), colpire la mafia nei suoi interessi economici (24%), combattere la corruzione e il clientelismo (21,79%), educare i giovani alla legalità (17,79%).<br />
Le indicazioni politiche suggerite dagli studenti, sebbene tratteggino soluzioni possibili, tuttavia confermano, ancora una volta, il ruolo chiave svolto dai fattori economici, associati all’auspicio di una società finalmente libera dai veleni della corruzione e dell’illegalità.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati dell’indagine sono stati presentati al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da una delegazione del centro studi Pio La Torre, presieduta da Vito Lo Monaco.<br />
“L’indagine – ha commentato il Capo dello Stato – mostra purtoppo segnali di sfiducia provenienti dalle nuove generazioni nei confronti del mondo della politica”.<br />
“Nel contempo, le risposte fornite dagli studenti –  ha aggiunto – evidenziano una coscienza civica consapevole, capace di cogliere il pericoloso effetto che la corruzione può determinare nella propagazione del fenomeno mafioso.”<br />
“La politica &#8211; ha concluso Mattarella – ha dunque davanti a sé una sfida, quella di saper conquistare la fiducia dei giovani, la stessa fiducia che i ragazzi intervistati dichiarano nei confronti dei loro insegnanti.”</p>
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		<title>Percezione mafiosa fra gli studenti: lo spaccato sociale del centro studi Pio La Torre (Parte I)</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2016 08:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Rossana Feliciani]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[É ormai giunta al nono anno l&#8217;indagine condotta dal centro studi Pio La Torre di Palermo sulla percezione mafiosa tra i giovanissimi. I dati sono integralmente consultabili nel numero di Asud&#8217;Europa scaricabile all&#8217;indirizzo www.piolatorreonlus.it. A partecipare al questionario sono stati oltre diecimila studenti di tutta Italia, per l&#8217;80% di età compresa tra i 16 e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/01/logo.png"><img class="alignleft size-full wp-image-4838" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/01/logo.png" alt="logo" width="176" height="120" /></a>É ormai giunta al nono anno l&#8217;indagine condotta dal centro studi Pio La Torre di Palermo sulla percezione mafiosa tra i giovanissimi. I dati sono integralmente consultabili nel numero di Asud&#8217;Europa scaricabile all&#8217;indirizzo <a href="http://www.piolatorre.it/" target="_blank">www.piolatorreonlus.it</a>. A partecipare al questionario sono stati oltre diecimila studenti di tutta Italia, per l&#8217;80% di età compresa tra i 16 e i 18 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">I risultati? Quasi il 92% degli intervistati non ha fiducia nelle istituzioni e nella politica, un considerevole 52,69% considera la mafia più forte dello Stato – un dato quest’ultimo costante nel corso delle annuali indagini elaborate dal centro  –  e solo un 30,13% spera ancora di poter sconfiggere il fenomeno.<br />
I politici nazionali sono degni di poca o per nulla fiducia secondo l&#8217;88,29% dei ragazzi, leggermente meglio i politici locali, su cui il sentimento di sfiducia riguarda l&#8217;83,97% degli studenti.<br />
Un preoccupante 93% considera forte il legame tra mafia e politica, secondo l&#8217;83,97% le mafie si infiltrano nello Stato e addirittura per il 41,46% lo Stato e la mafia coincidono.<br />
Le mafie sono così forti  perché  utilizzano qualsiasi mezzo per raggiungere i loro scopi (84,84%), lo Stato, dal canto suo, non fa abbastanza per sconfiggerle (71,11%).<br />
Un gruppo di domande riguarda sia la fiducia diffusa, sia il senso civico ed etico.<br />
Aumentano le aspettative nei confronti degli insegnanti (dal 2010 ad oggi la fiducia nella categoria insegnanti ha registrato un aumento di oltre il 40%), in grado, a detta degli intervistati, di attuare un definitivo mutamento culturale nel nostro paese e di convertire le future generazioni a una mentalità anti mafiosa; a seguire forze dell’ordine, magistrati e giornalisti.<br />
Quanto al senso civico, invece, a proposito delle raccomandazioni, il 52,11% preferisce la meritocrazia e il 22,94% ritiene che un raccomandato non sia in genere una persona valida. Nella domanda successiva, il 69,87% stigmatizza l’evasione fiscale, il 40,40% il lavoro in nero, il 34,93% il mancato rispetto per l’ambiente. Cresce anche il senso di ripudio per la mafia, considerata secondo il 31% degli intervistati anzitutto un fenomeno da combattere, per l’8,5% da evitare con attenzione e per il 4,5% come qualcosa da disprezzare.<br />
Tutte risposte che evidenziano, nelle nuove generazioni, uno spirito civico senza dubbio rimarchevole ma tuttavia incapace di colmare a pieno il forte senso di disillusione e sfiducia nei confronti di un paese, il nostro, ancora fortemente percepito come immorale, vizioso, corrotto.<br />
Il progressivo palesarsi nelle aree centrosettentrionali d’Italia di fenomeni mafiosi legati a pratiche corruttive – Expo, mafia capitale, Mose – ha evidenziato come l’unione perversa mafia-corruzione sia oramai un problema dilagante e fuori controllo.</p>
<p style="text-align: justify;">E l’attualità di questa realtà è sotto gli occhi di tutti, anche dei giovanissimi.</p>
<p style="text-align: justify;">
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