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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Alac</title>
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		<title>&#8220;A voce alta. Un anno di segnalazioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2015 08:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Carlotta Moiso]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Whistleblowing]]></category>
		<category><![CDATA[Alac]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Transparency International]]></category>
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		<description><![CDATA[Transparency International Italia (TI-It) è da sempre un punto di riferimento per quanto riguarda temi come trasparenza, corruzione e whistleblowing. Come vi abbiamo già raccontato in un precedente articolo, durante il mese di ottobre 2014, tale associazione ha lanciato il servizio ALAC “Allerta Anticorruzione” “indirizzato ai cittadini che vogliono segnalare un caso di corruzione con [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Transparency International Italia (TI-It) è da sempre un punto di riferimento per quanto riguarda temi come trasparenza, corruzione e whistleblowing. Come vi abbiamo già raccontato in un <a href="http://anticorruzione.eu/2015/02/soffiate-anonime-unarma-che-puo-contrastare-la-corruzione/" target="_blank">precedente articolo</a>, durante il mese di ottobre 2014, tale associazione ha lanciato il servizio ALAC “Allerta Anticorruzione” “indirizzato ai cittadini che vogliono segnalare un caso di corruzione con l’obiettivo di far emergere i casi di corruzione e dare assistenza a chi decide di segnalarli e guidandoli nel percorso più sicuro e più appropriato”.</p>
<p style="text-align: justify;">In occasione della settimana della giornata internazionale contro la corruzione, TI-It ha presentato un report riassuntivo sul primo anno di attività del servizio di segnalazioni. Andiamo dunque a vedere quali sono stati i risultati in questo primo periodo.</p>
<p style="text-align: justify;"><u>Chi segnala</u></p>
<p style="text-align: justify;">Ben 124 persone si sono rivolte all’associazione con una certa costanza durante questo primo anno di attività. Dei picchi di segnalazioni sono stati riscontrati in corrispondenza del lancio del servizio, di eventi promozionali e di articoli diffusi sui media riguardo il servizio ALAC.<br />
La diffusione geografica delle segnalazioni è rappresentata nella seguente tabella.</p>
<p style="text-align: justify;">21</p>
<p style="text-align: justify;">Il 65% delle segnalazioni è avvenuto in forma anonima. Tra chi decide di rivelare il sesso, ben il 73% dei segnalatori risulta di sesso maschile (35% del totale), mentre la maggior parte di chi si rivolge al servizio e decide di rivelare l’età risulta di età compresa tra i 40 e i 54 anni (23%). Un altro dato importante è quello relativo alla correlazione tra il segnalante e i fatti, in quanto risulta un buon indicatore della qualità delle informazioni. In particolare i segnalanti sono piò o meno equamente ripartiti tra vittime, testimoni e whistleblower.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><u>Che segnalazioni riceve ALAC</u></p>
<p style="text-align: justify;">In totale sono giunte 133 segnalazioni di cui il 23% è risultato non inerente e il 10% non pertinente. Per quanto riguarda la tipologia di illecito, la maggior parte delle segnalazioni riguarda reati o comportamenti contro la pubblica amministrazione. Sorprendente è la schiacciante maggioranza di segnalazioni che riguardano enti locali (73%), mentre i principali ambiti delle segnalazioni sono la pubblica amministrazione (25%) e la sanità (18%). La maggior parte delle istituzioni coinvolte sono pubbliche (74%), solo il 15% delle segnalazioni coinvolge istituzioni private.</p>
<p style="text-align: justify;"><u>Cosa è stato fatto finora</u></p>
<p style="text-align: justify;">Il servizio ALC ha fornito assistenza a tutti i cittadini che lo hanno contattato, portando alla luce diversi casi. Il lavoro del team ALAC consiste in due interazioni principali: quella con il segnalante e quella con le istituzioni a cui spetta poi la verifica di eventuali irregolarità.</p>
<p style="text-align: justify;">L’interazione con i segnalanti avviene attraverso la piattaforma informatica sviluppata con il software opensource Globaleaks. Il primo step della procedura prevede la compilazione di un questionario, il dialogo poi prosegue sulla piattaforma attraverso continui scambi di informazioni. Dopo aver analizzato e approfondito le segnalazioni, si cerca di individuare l’istituzione destinataria. Tra gli enti e le istituzioni rilevanti evidenziamo i Responsabili per la Prevenzione della Corruzione (RPC), designati dalla Legge Anticorruzione, l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), l’Autorità giudiziaria, le forze di polizia, la Corte dei Conti e i media.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, in attesa della soluzione del vuoto istituzionale e normativo in tema di whistleblowing, il servizio ALAC è stato di grande utilità, nonostante alcune difficoltà che il servizio si propone di affrontare nell’immediato, migliorando alcune funzioni e definendo nuovi obiettivi futuri.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonti ed approfondimenti:</p>
<ul>
<li><a href="https://allertaanticorruzione.transparency.it/allertaanticorruzione/wp-content/uploads/2014/03/ALAC_Report_web01.pdf" target="_blank">https://allertaanticorruzione.transparency.it/allertaanticorruzione/wp-content/uploads/2014/03/ALAC_Report_web01.pdf</a></li>
<li><a href="https://allertaanticorruzione.transparency.it/servizio-alac/" target="_blank">https://allertaanticorruzione.transparency.it/servizio-alac/</a></li>
</ul>
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		<title>Corruzione e denuncia</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2015/07/corruzione-e-denuncia/</link>
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		<pubDate>Wed, 22 Jul 2015 07:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Favero]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Whistleblowing]]></category>
		<category><![CDATA[Alac]]></category>
		<category><![CDATA[Foreign Corrupt Practices Act]]></category>
		<category><![CDATA[Legge Severino]]></category>
		<category><![CDATA[Transparency International]]></category>
		<category><![CDATA[whistleblowing]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle principali leggi anticorruzione statunitensi il Foreign Corrupt Practices Act consente ai cittadini non statunitensi di ottenere ricompense monetarie per la segnalazione di irregolarità. Le violazioni possono aver luogo in qualsiasi parte del mondo, e le rivelazioni del whistleblower possono essere rilasciate in modo confidenziale per ridurre al minimo le eventuali ritorsioni. Il whistleblowing [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/07/whistleblower-1.jpg"><img class="  wp-image-3271 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/07/whistleblower-1-300x251.jpg" alt="whistleblower-1" width="246" height="206" /></a>Una delle principali leggi anticorruzione statunitensi il Foreign Corrupt Practices Act consente ai cittadini non statunitensi di ottenere ricompense monetarie per la segnalazione di irregolarità. Le violazioni possono aver luogo in qualsiasi parte del mondo, e le rivelazioni del <em>whistleblower </em>possono essere rilasciate in modo confidenziale per ridurre al minimo le eventuali ritorsioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <em>whistleblowing</em> in Italia è stato inserito con la legge Severino, e il governo Renzi ha attribuito all&#8217;Autorità guidata da Cantone il compito di raccogliere le segnalazioni. Mancano però le regole esatte per la standardizzazione della procedura e gli incentivi economici per chi denuncia, previsti invece negli altri paesi. Per sconfiggere la corruzione in Italia è importante il contributo di tutti i cittadini. La pensano così il 61% degli italiani intervistati da Transparency International per il Global corruption barometer 2013. Ma quanti sarebbero realmente disponibili a denunciare la corruzione di cui sono testimoni? Il 56% degli italiani, secondo lo stesso sondaggio, si rivolgerebbero soprattutto (il 35%) alle istituzioni. Allora perché nel nostro paese ci sono così poche denunce? Probabilmente perché, come ammette la restante parte degli italiani intervistati, molti (il 44%) temono le conseguenze del proprio gesto o lo ritengono inutile. E non hanno tutti i torti. ( <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/03/corruzione-strumento-per-denunciare-ce-in-italia-non-funziona/1246921/">http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12/03/corruzione-strumento-per-denunciare-ce-in-italia-non-funziona/1246921/</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">I dati di Alac (Allerta Anticorruzione) indicano che le due regioni che stano tirando la volata alle segnalazioni sono il Lazio (21) e la Campania (19), seguiti da Lombardia con 12, Puglia con 8 e Sardegna con 5. Assordante il silenzio di Piemonte e Liguria, che nonostante le grandi opere e gli scandali (come quello legato all’alluvione del 2014) ancora non hanno nemmeno un <em>whistleblower.</em> (http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/14/).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la soluzione esiste, ed è stata efficacemente sperimentata nei paesi anglosassoni. È quella del <em>whistleblowing</em>, ovvero l’istituto che tutela ed incentiva chi segnala episodi corruttivi contribuendo a smascherarli. Eppure, nonostante il <em>whistleblowing </em>sia previsto dalla Convenzione di Strasburgo del 1999, sia annoverato dalla Commissione Europea come uno dei 10 strumenti per sconfiggere la corruzione e sia diventato un motivo di richiamo per l’Italia da parte del Greco (Gruppo di stati contro la corruzione) nel 2012, il suo utilizzo in Italia è ancora ai primi vagiti. Nel nostro Paese lo strumento è stato genericamente introdotto dalla legge Severino (190/2012) e il governo Renzi ha attribuito all’Autorità Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone il compito di raccogliere le segnalazioni. Secondo la legge italiana il dipendente che denuncia gli illeciti deve essere tutelato dalle eventuali conseguenze della sua azione e la sua identità non può essere rivelata senza il suo consenso. Ma alla nostra normativa mancano ancora le regole esatte per la <strong>standardizzazione</strong> della procedura e sono del tutto assenti gli incentivi economici per chi denuncia, previsti invece negli altri paesi.</p>
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