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	<title>NOi contro la CORRUZIONE &#187; Sanità e Welfare</title>
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		<title>Il comparaggio nel settore sanitario. Articola a cura della Dr.ssa Valentina Aldegheri, discente del Master Anticorruzione, IV Edizione, Università degli studi di Roma Tor Vergata</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 14:20:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Greta Shullazi]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Analisi e Ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli Master Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>

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		<description><![CDATA[Il modulo del Master Anticorruzione del mese di gennaio aveva come tematiche: “Rapporto tra corruzione ed altre devianze patologiche: evasione, riciclaggio e autoriciclaggio falso in bilancio” Durante questo modulo, una lezione ha destato il mio interesse: ossia quella tenuta dal Dott.Francesco Venditti dal titolo “Il comparaggio nel settore sanitario e gli altri fenomeni di corruzione”. [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il modulo del Master Anticorruzione del mese di gennaio aveva come tematiche:<br />
“Rapporto tra corruzione ed altre devianze patologiche: evasione, riciclaggio e autoriciclaggio falso in bilancio”<br />
Durante questo modulo, una lezione ha destato il mio interesse: ossia quella tenuta dal Dott.Francesco Venditti dal titolo “Il comparaggio nel settore sanitario e gli altri fenomeni di corruzione”.<br />
Durante la sua lezione, il Prof. Venditti ha parlato del settore sanitario e del fenomeno della corruzione.<br />
Nello specifico, si tratta del Decreto Legislativo 219/2006 e quindi il fenomeno corruttivo nel settore sanitario. Oltre a questo, il Dott. Venditti ha anche illustrato il fenomeno del comparaggio in ambito sanitario.<br />
Personalmente, ho trovato questa tematica molto interessante per vari motivi:<br />
prima di tutto, il settore farmaceutico è il settore dove opero per molti anni e di conseguenza ho potuto capire meglio questa tematica.<br />
In sintesi, questo documento illustrerà il Decreto Legislativo 219/2006 “(Attuazione della direttiva 2001/83/CE (e successive direttive di modifica) relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano, nonché della direttiva 2003/94/CE), nello specifico gli articoli 123 e 147. Leggendo la normativa, si evince che ci sono dei criteri ben precisi al fine di dichiarare reato di comparaggio, e altri ove non sussiste.<br />
Dopo aver fatto una sintesi della normativa e degli articoli sopra menzionati, il seguente documento ha l’obiettivo di porsi la seguente domanda: quando può essere considerato reato di comparaggio? Questo quesito verrà analizzata in questo documento e conseguentemente verrà illustrata una conclusione.<br />
1.Transparency International e la percezione della corruzione<br />
Durante la lezione del Dott. Venditti, ha sottolineato che il settore sanitario è sempre stato un ambito a rischio corruttivo specialmente per quanto riguarda i rapporti con le case farmaceutiche e i medici. I casi più comuni sono rappresentati dai rapporti tra gli informatori scientifici e i medici, per quanto riguarda la vendita dei loro prodotti. Oltre a questo, il fenomeno corruttivo si manifesta quando un’azienda farmaceutica vuole invitare un medico ad un evento e corromperlo offrendogli regalie che violano il codice deontologico di Farmindustria.<br />
Questi casi di corruzione avvengono sia nel settore privato che in ambito pubblico. Tenendo presente questo fenomeno, è importante chiedersi qual è il livello di corruzione del nostro paese e ci sono stati dei miglioramenti.<br />
Per quanto riguarda la percezione della Corruzione in Italia, Transparency International stila da sempre una classifica mondiale.<br />
Infatti, Transparency International evince che “l’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) 2019 classifica l’Italia al 51° posto nel mondo con un punteggio di 53/100.<br />
Il nostro Paese guadagna solo un voto in più rispetto alla scorsa edizione, lasciando la sufficienza.</p>
<p>1<br />
Inoltre, Transparency International evidenzia che, “la criminalità organizzata ancora spadroneggia nel nostro Paese, preferendo spesso l’arma della corruzione che oggi ha assunto forme nuove, sempre più difficili da identificare e contrastare efficacemente”2.<br />
Questo dato indica che anche se il nostro paese si sta muovendo verso la creazione di nuove normative e regolamenti, il monitoraggio per combattere la corruzione è ancora molto lontano.<br />
Il prossimo paragrafo prenderà in considerazione il tema che ha illustrato il professore durante la sua lezione, ossia la corruzione in ambito sanitario specificatamente quando può sussistere reato in questo ambito.<br />
Prima di rispondere a questa domanda, la normativa di riferimento che verrà presa in considerazione è il Decreto Legislativo 219/2006 e gli articoli menzionati nell’ introduzione.<br />
2.Il comparaggio nel settore sanitario: il D. Lgs. 219/2006<br />
Come già enunciato precedentemente, questo documento ha l’obiettivo di analizzare il Decreto Legislativo 219/2006 nello specifico gli articoli 123 e articolo 147.<br />
Analizzando l’articolo 123 del Decreto legislativo, esso recita “1. Nel quadro dell&#8217;attività di<br />
informazione e presentazione dei medicinali svolta presso medici o farmacisti è vietato concedere,<br />
offrire o promettere premi, vantaggi pecuniari o in natura, salvo che siano di valore trascurabile e<br />
siano comunque collegabili all&#8217;attività espletata dal medico e dal farmacista.<br />
2. Il materiale informativo di consultazione scientifica o di lavoro, non specificamente attinente al<br />
medicinale, può essere ceduto a titolo gratuito solo alle strutture sanitarie pubbliche.<br />
3. I medici e i farmacisti non possono sollecitare o accettare alcun incentivo vietato a norma del più difficili da identificare e contrastare efficacemente”.<br />
Questo dato indica che anche se il nostro paese si sta muovendo verso la creazione di nuove normative e regolamenti, il monitoraggio per combattere la corruzione è ancora molto lontano.<br />
Il prossimo paragrafo prenderà in considerazione il tema che ha illustrato il professore durante la sua lezione, ossia la corruzione in ambito sanitario specificatamente quando può sussistere reato in questo ambito.<br />
comma 1 3.<br />
Come si può capire, l’articolo 123 del D. Lgs. 219/2006 mette in evidenza le regole del medico e del farmacista i quali sono entrambi punibili come vedremo successivamente.<br />
Quindi, l’articolo 147 recita che “«Chiunque, in violazione dell&#8217;articolo 123, comma 1, concede, offre o promette premi, vantaggi pecuniari o in natura, è punito con l&#8217;arresto fino ad un anno e con l&#8217;ammenda da quattrocento euro a mille euro. Le stesse pene si applicano al medico e al farmacista che, in violazione dell&#8217;articolo 123, comma 3, sollecitano o accettano incentivi vietati. La condanna importa la sospensione dall&#8217;esercizio della professione per un periodo di tempo pari alla durata della pena inflitta. In caso di violazione del comma 2 dell&#8217;articolo 123, si applica la sanzione dell&#8217;ammenda da quattrocento euro a mille euro».<br />
In sintesi, l’articolo 147 descrive l’azione corruttiva e a chi è applicabile la eventuale sanzione.<br />
In sintesi, è importante sottolineare che, il fenomeno corruttivo può avvenire tra le case farmaceutiche e i medici i quali tendono a mettersi d’accordo al fine di favorire dei prodotti specifici rispetto ad altri.<br />
Dopo aver analizzato i due articoli fondamentali, la definizione di comparaggio è fondamentale al fine di rispondere alla domanda che viene posta nell’introduzione.<br />
Questo reato viene chiamato: reato di comparaggio.<br />
In sintesi, come possiamo definire il reato di comparaggio? Al fine di definire il reato di comparaggio, è importante sottolineare che, questo è un reato diffuso specialmente negli ospedali e nelle case farmaceutiche.<br />
Si definisce comparaggio la “pratica illecita commessa da medici, farmacisti e veterinari allorquando stringono un accordo con un’azienda farmaceutica al fine di favorirne la vendita4.<br />
Dunque, è comparaggio l’intesa tra un medico e un’azienda farmaceutica in base alla quale il medico riceve del denaro (o altri vantaggi) per prescrivere ai propri pazienti il farmaco prodotto proprio da quella casa farmaceutica. In sintesi, questo fenomeno riguarda i medici, farmacisti, veterinari o altri operatori sanitari i quali accettano denaro, premi, regali, viaggi dall’industria farmaceutica in cambio della prescrizione di determinati farmaci o strumentazione diagnostica piuttosto che di altri.<br />
Inoltre, è importante sottolineare che il fenomeno del comparaggio sottolinea un interesse economico e non semplicemente soddisfare le esigenze del paziente e di conseguenza l’arricchimento dell’azienda farmaceutica.<br />
Dopo aver illustrato il Decreto legislativo di rifermento, è rilevante notare che le stesse pene si applicano al medico e al farmacista che, in violazione dell&#8217;articolo 123, comma 3, sollecitano o accettano incentivi vietati. La condanna importa la sospensione dall&#8217;esercizio della professione per un periodo di tempo pari alla durata della pena inflitta.<br />
Prima di concludere la mia ricerca relativa al comparaggio nel settore sanitario, vorrei sottolineare che, durante le lezione del Prof. Venditti, ha illustrato la sentenza Cassazione Penale n. 51946 del 16 novembre 2018) il quale evidenzia che “la Corte di Cassazione (sentenza 16 novembre 2018, n. 51946) il quale condannando il socio accomandatario e amministratore di una s.a.s. per aver, in concorso con altri, allo scopo di agevolare la diffusione dei prodotti ad uso farmaceutico, nella specie integratori alimentari, distribuiti dalla società indicata, posto in essere regalie, dato denaro o assicurato utilità economiche a medici del S.S.N. (c.d. reato di comparaggio)”5. Tale reato non sarebbe configurabile perché’ c’è stata la prescrizione di semplici integratori alimentari.<br />
3.Conclusione<br />
Questa ricerca ha voluto, in maniera sintetica, prendere in considerazione il concetto di comparaggio analizzando quando può essere considerato un reato. Quindi la domanda che viene posta è:in quali casi e configurabile la fattispecie astratta del delitto di comparaggio previsto e punito dall’art. 147 com.5 cosiddetto codice del Farmaco? Il comparaggio è reato se il medico, il farmacista o il veterinario si impegnano a favorire la diffusione di un determinato medicinale dietro la consegna o la semplice promessa di un qualsiasi vantaggio (non necessariamente di denaro).<br />
Quindi il reato scatta se c’è l’accordo fra le parti. In sintesi, se il medico non accetta niente in cambia della promozione del farmaco, il reato non sussiste. Oltre a questo, un altro quesito è la vendita di parafarmaci mediante la promessa o la dazione di utilità economica e penalmente punibile? Dopo aver analizzato gli articoli menzionati sopra, possiamo dire che non può essere considerato reato in quanto si tratta di parafarmaci.<br />
Dopo aver risposto a questo quesito, sarebbe fondamentale porci un’altra domanda, quali possono essere le azioni correttive al fine di evitare questi reati? Il Dott. Venditti illustra nella sua slide che una soluzione potrebbe essere quella della creazione di «sportelli anticorruzione» tramite i quali effettuare segnalazioni anonime.</p>
<p>1 “Transparency International “https://www.transparency.it/indice-percezione-corruzione-2019/”<br />
ancora lontana e molti problemi strutturali irrisolti”.</p>
<p>2 “Transparency International “https://www.transparency.it/indice-percezione-corruzione-2019/ 3 https://www.medicoeleggi.com/argomenti00/italia2006/19131-123.htm<br />
loro prodotti a fronte del pagamento o della promessa di danaro o di qualsivoglia altre utilità, per sé o per terzi”.4<br />
4 https://www.laleggepertutti.it/362716_il-reato-di-comparaggio<br />
5 http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2018/12/11/escluso-il-reato-di-comparaggio-in-relazione-agli-integratori-alimentari</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Referenze:<br />
• Medico e le leggi, “Articolo 123 &#8211; Concessione o promessa di premi o vantaggi pecuniari o in natura”<br />
https://www.medicoeleggi.com/argomenti00/italia2006/19131-123.htm;<br />
• Mariano Acquaviva, “Il reato di comparaggio” 1 febbraio 2020 https://www.laleggepertutti.it/362716_il-reato-di-comparaggio”;<br />
• Transparency International, “Indice di Percezione della Corruzione 2019: l’Italia sale al 51° posto nel mondo”<br />
https://www.transparency.it/indice-percezione-corruzione-2019/;<br />
• Redazione Wolters Kluwer, 11 dicembre 2018 “Escluso il reato di comparaggio in relazione agli integratori alimentari<br />
http://www.quotidianogiuridico.it/documents/2018/12/11/escluso-il-reato-di-comparaggio- in-relazione-agli-integratori-alimentari;<br />
• Lezione slide Cap. Francesco Venditti.</p>
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		<title>LA CORRUZIONE IN ITALIA.  ISTAT, IL PUNTO DI VISTA DELLE FAMIGLIE .</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Dec 2017 04:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Nell’indagine sulla sicurezza dei cittadini 2015-2016, l’Istat ha introdotto un modulo volto a studiare il fenomeno della corruzione. Si tratta di un approfondimento che per la prima volta vuole offrire una stima del numero di famiglie coinvolte nel corso della propria vita in dinamiche corruttive: sono state intervistate 43mila persone tra i 18 [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/08/appalti.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6035" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/08/appalti.jpg" alt="appalti" width="518" height="314" /></a>Nell’indagine sulla sicurezza dei cittadini 2015-2016, l’Istat ha introdotto un modulo volto a studiare il fenomeno della corruzione. Si tratta di un approfondimento che per la prima volta vuole offrire una stima del numero di famiglie coinvolte nel corso della propria vita in dinamiche corruttive: sono state intervistate 43mila persone tra i 18 e gli 80 anni di età a cui è stato chiesto se a loro stessi o ad un familiare convivente sia stato suggerito o richiesto di pagare, fare regali o favori in cambio di facilitazioni nell’accesso a un servizio o di un’agevolazione.</p>
<p>L’attenzione è quindi rivolta alle esperienze concrete: è stato anche chiesto se vi sia stato uno scambio, in quale modo sia avvenuto, la sua entità e il suo esito, il comportamento di denuncia. Al contempo è stata anche rilevata la conoscenza indiretta di casi di corruzione, cioè se si è venuti a conoscenza, nel proprio ambiente, di persone &#8211; come amici, colleghi e familiari &#8211; che abbiano ricevuto richieste di denaro, favori o regali in cambio di servizi.</p>
<p>Da ultimo, è sembrato importante rilevare il voto di scambio e le raccomandazioni, che possono essere considerati fenomeni che favoriscono la dinamica corruttiva. Nella progettazione dell’indagine sono stati definiti otto settori chiave in cui esplorare tutte queste componenti: sanità, assistenza, istruzione, lavoro, uffici pubblici, giustizia, forze dell’ordine, public utilities.</p>
<p>Risultati, consultabili all’indirizzo <a href="http://www.istat.it/it/files/2017/10/La-corruzione-in-Italia.pdf?title=La+corruzione+in+Italia+-+12%2Fott%2F2017+-+Testo+integrale+e+nota+metodologica.pdf">http://www.istat.it/it/files/2017/10/La-corruzione-in-Italia.pdf?title=La+corruzione+in+Italia+-+12%2Fott%2F2017+-+Testo+integrale+e+nota+metodologica.pdf</a> : il 7,9% delle famiglie (tra il 17,9% nel Lazio e il 2% nella Provincia autonoma di Trento) nel corso della vita ha affermato di essere stato coinvolto direttamente in eventi corruttivi quali richieste di denaro, favori, regali o altro in cambio di servizi o agevolazioni (2,7% negli ultimi 3 anni, 1,2% negli ultimi 12 mesi); il settore lavorativo è stato quello più attraversato da tale fenomenologia illecita (3,2% delle famiglie), soprattutto nel momento della ricerca di lavoro, della partecipazione a concorsi o dell’avvio di un’attività lavorativa (2,7%), seguito da quello giudiziario (il 2,9% abbia avuto nel corso della propria vita una richiesta di denaro, regali o favori da parte, ad esempio, di un giudice, un pubblico ministero, un cancelliere, un avvocato, un testimone o altri), da quello del welfare (il 2,7% delle famiglie che hanno fatto domanda di benefici assistenziali, quali contributi, sussidi, alloggi sociali o popolari, pensioni di invalidità o altri benefici) e da quello sanitario (il 2,4% delle famiglie necessitanti di visite mediche specialistiche o accertamenti diagnostici, ricoveri o interventi).</p>
<p>Richieste di denaro o favori in cambio di facilitazioni da parte, infine, di forze dell’ordine o forze armate per l’1% delle famiglie, mentre la stima più bassa di corruzione riguarda le <em>public utilities</em> con lo 0,5% le famiglie che al momento di richiedere allacci, volture o riparazioni per energia elettrica, gas, acqua o telefono hanno avuto richieste di pagamenti in qualsiasi forma per ottenere o velocizzare i servizi richiesti.</p>
<p>Nella maggior parte dei casi di corruzione degli ultimi 3 anni c’è stata una richiesta esplicita da parte dell’attore interessato (38,4%) o questi lo ha fatto capire (32,2% dei casi); appare meno frequente la richiesta da parte di un intermediario (13,3%).</p>
<p> La contropartita più frequente nella dinamica corruttiva è il denaro (60,3%), seguono il commercio di favori, nomine, trattamenti privilegiati (16,1%), i regali (9,2%) e, in misura minore, altri favori (7,6%) o una prestazione sessuale (4,6%).</p>
<p>L’85,2% delle famiglie che hanno acconsentito a pagare &#8211; denaro (60,3%), seguono nomine, trattamenti privilegiati (16,1%), regali (9,2%), prestazioni sessuali (4,6%) &#8211; ritiene che sia stato utile per ottenere quanto desiderato.</p>
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		<title>CANTONE: &#8220;SANITÀ E LISTE DI ATTESA, VERO RISCHIO CORRUZIONE&#8221;. MA, ATTENZIONE AD UN &#8220;APPROCCIO SCANDALISTICO CHE TENDE A SPARARE CIFRE CHE NON SONO ATTENDIBILI&#8221;.</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2017/10/cantone-sanita-e-liste-di-attesa-vero-rischio-corruzione-ma-attenzione-ad-un-approccio-scandalistico-che-tende-a-sparare-cifre-che-non-sono-attendibili/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Oct 2017 08:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; La Salute paradigma delle diseguaglianze sociali. L&#8217;accesso ai servizi di cura strumento di misura della deprivazione sociale. E la Sanità come settore della vita pubblica ideale per analizzare il bene (dare servizi di qualità a tutti i cittadini al minor costo possibile) e il male (sprechi e corruzione) della pubblica amministrazione. Questo l&#8217;obiettivo di [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/09/anac-120515-cop.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-6097" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/09/anac-120515-cop.jpg" alt="anac-120515-cop" width="470" height="246" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Salute paradigma delle diseguaglianze sociali. L&#8217;accesso ai servizi di cura strumento di misura della deprivazione sociale. E la Sanità come settore della vita pubblica ideale per analizzare il bene (dare servizi di qualità a tutti i cittadini al minor costo possibile) e il male (sprechi e corruzione) della pubblica amministrazione.</p>
<p>Questo l&#8217;obiettivo di una ricerca su «Salute, sanità e diseguaglianze sociali: dalle strategie europee alla realtà campana» presentata- con la partecipazione del Presidente di ANAC, Raffaele Cantone, come racconta Ettore Mautone, su Il Mattino edizione di Napoli, del 3 ottobre 2017 alla pagina 30 &#8211; al Circolo artistico Politecnico.</p>
<p>«<em>La corruzione percepita</em> &#8211; ha detto il Presidente Cantone &#8211; <em>non ha nulla a che vedere con quella reale: quando chiediamo al cittadino se la sanità è corrotta oppure no, la sua risposta ha un tasso scientificità prossimo allo zero. E se ci fermassimo ai dati giudiziari </em>&#8211; ha sottolineato &#8211; <em>il tasso potrebbe sembrare fisiologico</em>».</p>
<p>Secondo Cantone c&#8217;è dunque un «<em>approccio scandalistico sulla corruzione in Sanità che tende a sparare cifre che non sono attendibili…. È stato detto che la corruzione ha un valore pari a 6 miliardi &#8211; ha aggiunto &#8211; ma non è un dato scientifico nè empiricamente valido</em>»..</p>
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		<title>L’attualità di Falcone applicata alla Sanità odierna</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2017/07/falcone-sanita-corruzione/</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Jul 2017 10:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[masteranticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblica amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://anticorruzione.eu/?p=5893</guid>
		<description><![CDATA[A cura di Antonella Mascio.  &#160; “Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare. Ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare” [G. Falcone, Cose di Consa Nostra]. Tale [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em>A cura di Antonella Mascio. </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<a href="http://aforismi.meglio.it/aforisma.htm?id=10bb0">Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che quando si tratta di rimboccarsi le maniche ed incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare. Ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare” [G. Falcone, <em>Cose di Consa Nostra</em>].</a></p>
<p>Tale massima sintetizza perfettamente l’assuefazione e l’immobilità di alcuni in relazione ai più recenti scandali della sanità.</p>
<p>Tra la Commissione UE che si interroga se le patatine fritte debbano essere vietate o no ed il nostro Parlamento che ha trovato il tempo per sette sedute di commissione e l’istituzione di un comitato ristretto per interrogarsi sui compiti spettanti al “onicotecnico” (tecnico delle unghie)<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, c’è chi in ospedale è attaccato dalle formiche, come dimenticare la foto della degente ricoverata nell&#8217;ospedale San Paolo di Napoli immersa tra le formiche in un letto sporco, chi muore per infezioni, chi per valvole killer (2002), chi è sottoposto ingiustamente ad interventi non necessari al solo scopo di gonfiare i rimborsi ottenuti dalla Regione.</p>
<p>Ogni speculazione a danno dei pazienti e/o della sanità pubblica dovrebbe essere inaccettabile, gravissimo, insopportabile, eppure ciò va avanti da più di 25 anni, da Mario Chiesa, Duilio Poggiolini, a Lady ASL (Anna Giuseppina Iannuzzi) e Lea Cosentino. Nomi che hanno fatto la storia di un sistema malavitoso sempre più consolidato che quotidianamente riempie le pagine dei giornali e intasa le procure senza distinzione di età, sesso e posizione geografica.</p>
<p>Ancora una volta le parole di Falcone sono quanto mai attuali: “La mafia non è un cancro proliferato per caso su un tessuto sano. Vive in perfetta simbiosi con la miriade di protettori, complici, informatori, debitori di ogni tipo, grandi e piccoli maestri cantori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. Questo è il terreno di coltura di Cosa Nostra con tutto quello che comporta di implicazioni dirette o indirette, consapevoli o no, volontarie o obbligate, che spesso godono del consenso della popolazione” [G. Falcone<em>, Cose di Cosa Nostra</em><em>].</em></p>
<p>Le manovre economiche volte a ridurre il livello di finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) non hanno di certo contribuito ad alleviare i problemi. Secondo il Rapporto Eurispes 2017, la nostra Sanità viene bocciata nel 54,3% dei casi dai cittadini rispondenti al sondaggio (oltre <strong>1.084 cittadini)</strong>. Nel 42,2% dei casi si denunciano strutture mediche fatiscenti, nel 41,8% condizioni igieniche insoddisfacenti, oltre un terzo (34,1%) di quanti si sono rivolti alla sanità pubblica ha sperimentato errori medici. Le ripercussioni peggiori si hanno, come al solito, sugli anziani e i meno abbienti: il 23,8% dei cittadini sottolinea di non potersi permettere le cure private e solo nell’ultimo anno il 31,9% dei cittadini ha rinunciato alle cure dentistiche a causa dei costi eccessivi, il 23,2% a fisioterapia/riabilitazione, il 22,6% alla prevenzione e il 17,5% ha sacrificato persino medicine e terapie<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a>. Per quanto ancora si indugerà nel non vedere che si sta andando nella direzione sbagliata minando uno dei sistemi sanitari una volta tra i meglio pensati?</p>
<p>Personale aziendale costituito da professionisti, scelti attraverso criteri meritocratici ed obiettivi, contribuirà allo sviluppo di un clima aziendale integro e di fidelizzazione, costituendo uno strumento indiretto per prevenire la corruzione. Bisogna pensare a delle buone pratiche che mirino, non a disgregare i centri decisionali o a sanzionare il dipendente infedele, ma a spingere gli operatori del SSN a momenti di confronto e discussione. Come spiega Falcone, la corruzione si basa sull’accordo collusivo di pochi e potenti, difficilmente si verifica in casi in cui è dovuta l’approvazione dei più. Formazione, responsabilizzazione e sensibilizzazione, ad ogni livello, sono sicuramente temi chiave, rimedio naturale contro l’inutile ed inefficace burocratizzazione. Infine, spreco è non investire in prevenzione: coordinare e strategizzare a livello nazionale e regionale gli interventi dei vari attori e/o decisori facenti parte del Sistema Sanitario agevolerebbe un miglior impiego delle risorse disponibili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;"><strong>  Sitografia:<a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/07/220px-Giovanni_Falcone.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-5894" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2017/07/220px-Giovanni_Falcone.jpg" alt="220px-Giovanni_Falcone" width="220" height="335" /></a></strong></p>
<p style="text-align: right;">  <a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-03-13/disegni-legge-pazzi-proposte-111121.shtml?uuid=AbxWm96E&amp;p=2</p>
<p style="text-align: right;"><a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a> http://www.eurispes.eu/content/eurispes-rapporto-italia-2017-la-sanit%C3%A0-bocciata-da-met%C3%A0-degli-italiani-oltre-un-terzo-34-ha</p>
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		<title>Il rapporto &#8220;Curiamo la corruzione&#8221;</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/04/il-rapporto-curiamo-la-corruzione/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 09:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Letizia Pittiglio]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Curiamo la Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 190/2012]]></category>
		<category><![CDATA[rischi corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Siemens Integrity Initiative]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito della prima giornata nazionale contro la corruzione in sanità di ieri mattina è stato presentato il rapporto “Curiamo la corruzione. Percezione, Rischi e Sprechi in Sanità”. Quasi la totalità della spesa delle regioni è sanitaria ed è proprio per tale motivo che è in quel comparto che si annida un&#8217;ampia fetta di corruzione. “Curiamo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Nell&#8217;ambito della prima giornata nazionale contro la corruzione in sanità di ieri mattina è stato presentato il rapporto “Curiamo la corruzione. Percezione, Rischi e Sprechi in Sanità”. Quasi la totalità della spesa delle regioni è sanitaria ed è proprio per tale motivo che è in quel comparto che si annida un&#8217;ampia fetta di corruzione. “Curiamo la corruzione” è finanziato dalla <i>Siemens Integrity Initiative</i> e si pone come obiettivo quello di apportare un miglioramento del Sistema Sanitario Nazionale in termini di corruzione e sprechi; tre sono le macro-aree in cui l&#8217;azione di ricerca si concentra e ad oguna delle quali si occupa rispettivamente Censis, RiSSC e ISPE:</p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY">la rilevazione della <b>percezione di corruzione</b> da parte del personale apicale (l&#8217;89.3% ritiene che la corruzione pervada le pubbliche amministrazioni a prescindere dalla loro attività);</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">l&#8217;analisi del <b>livello di rischio corruzione</b> nei processi di acquisto delle aziende sanitarie ( il 40% delle aziende sanitarie non ha svolto analisi dei rischi);</p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY">l&#8217;introduzione degli<b> indicatori di spreco</b> nei conti economici delle aziende sanitarie (circa 1 miliardo di euro sono i potenziali risparmi che si possono ricavare nelle Asl per voci di spesa non collegate all&#8217;efficacia delle cure).</p>
</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">I dati per la ricerca sono stati rilevati presso aziende sanitarie soggette alle legge 190/2012 che prevede l&#8217;obbligo per la pubblica amministrazione di fare analisi di rischio. Ma solo 1 ente su 4 ha adempiuto agli obblighi di legge.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune stime affermano che 2 milioni di italiani hanno ricevuto buste in sanità e più di 10 milioni hanno fatto visite in nero. Come ha affermato il rappresentate del Segretariato Italiano Studenti Medicina: &#8220;Il primo passo per combattere la corruzione è informare&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per saperne di più:</p>
<p><a href="http://www.altalex.com/documents/news/2013/02/19/legge-anticorruzione-analisi-della-legge-n-190-2012">Legge 190/2012</a></p>
<p><a href="https://www.curiamolacorruzione.it/" target="_blank">Progetto &#8220;Curiamo la corruzione&#8221;</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/grafico-sanita.jpg"><img class=" size-medium wp-image-5196 alignleft" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/grafico-sanita-300x212.jpg" alt="grafico-sanita" width="300" height="212" /></a></p>
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		<title>Siemens Integrity Initiative</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/04/siemens-integrity-initiative/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 14:47:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alexandra Komocz]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[Anticorruzione]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Curiamo la Corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Siemens Integrity Initiative]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto Curiamo la corruzione, che oggi, a Roma, nell’ambito della prima giornata contro la corruzione in sanità, ha presentato il Report del 2016, si pone come obiettivo quello di migliorare il Sistema Sanitario Nazionale. Il progetto, finanziato da Siemens Integrity Initiative, avrà durata triennale e si baserà su tre principali pilastri: &#8211; Ricerca &#8211; Formazione [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-04-2457485-alle-16.33.43.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-5166" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/Schermata-04-2457485-alle-16.33.43-300x75.png" alt="Schermata 04-2457485 alle 16.33.43" width="300" height="75" /></a>Il progetto <strong><em>Curiamo la corruzione</em></strong>, che oggi, a Roma, nell’ambito della <strong>prima giornata contro la corruzione in sanità</strong>, ha presentato il Report del 2016, si pone come obiettivo quello di migliorare il Sistema Sanitario Nazionale.<br />
Il progetto, finanziato da <strong>Siemens Integrity Initiative</strong>, avrà durata triennale e si baserà su tre principali pilastri:<br />
&#8211; Ricerca<br />
&#8211; Formazione<br />
&#8211; Divulgazione</p>
<p>L&#8217;iniziativa globale <strong>Siemens Integrity Initiative</strong>  è nata nel 2009 e ha come finalità quella di sotenere finanziariamente, mettendo a disposizione oltre 100 milioni di dollari, organizzazioni e progetti aventi l’intento di contrastare i fenomeni corruttivi al fine di raggiungere una maggiore <strong>trasparenza</strong> e <strong>integrità</strong> attraverso azioni di <strong>formazione</strong>, informazione ed <strong>educazione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L’iniziativa si concentra sul sostegno di progetti che possono avere un forte impatto sul contesto economico e che siano in grado di mostrare risultati misurabili ed oggettivi, e che abbiano come potenziale, quello di poter essere replicati in altri contesti o ambienti.</p>
<p style="text-align: justify;"> Per saperne di più:<br />
<a href="http://www.siemens.com/about/sustainability/en/core-topics/collective-action/integrity-initiative/index.php" target="_blank">Siemens Integrity Initiative<br />
</a> <a href="https://www.curiamolacorruzione.it" target="_blank">Progetto Curiamo la corruzione</a></p>
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		<title>Ancora su sanità e corruzione</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/04/ancora-su-sanita-e-corruzione/</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 08:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[appalti pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[Torna d’attualità il tema della corruzione nella sanità dopo che l’università di Torino ha pubblicato un rapporto sulla permeabilità degli appalti pubblici alla criminalità. Lo studio, dal titolo “Warning on Crime” è stato presentato lo scorso 22 febbraio ed è il risultato di uno studio coordinato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, in partnership [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/corruzione-sanita.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5161" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2016/04/corruzione-sanita-300x177.jpg" alt="corruzione-sanita" width="300" height="177" /></a>Torna d’attualità il tema della corruzione nella sanità dopo che l’università di Torino ha pubblicato un rapporto sulla permeabilità degli appalti pubblici alla criminalità. Lo studio, dal titolo “<strong>Warning on Crime</strong>” è stato presentato lo scorso 22 febbraio ed è il risultato di uno studio coordinato dal Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino, in partnership con Amapola Progetti per la sicurezza delle persone e delle comunità, l’Università Cattolica di Lione e l’Università di Maastricht.</p>
<p style="text-align: justify;">Dallo studio risulta che in Italia i settori più esposti al rischio di infiltrazioni criminali – e quindi alla corruzione – sono quelli delle costruzioni e della sanità. Nel caso della sanità il rischio viene soprattutto dall’opacità con cui si rapportano i soggetti pubblici e privati; chi ha avuto modo di leggere la ricerca sostiene che l’ambiguità più grande sta nel fatto che “gli appalti per le forniture mediche sono destinati a una ristretta cerchia di operatori del settore. È molto interessante rilevare che quasi mai questi appalti vengono assegnati a fornitori stranieri”<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>. I contratti con i soggetti non italiani sarebbero infatti solo il 2,48% del totale, e in questa cifra sembrerebbe possibile leggere l’assenza di una vera concorrenza e soprattutto la volontà di favorire soggetti nazionali. Interrogarsi sul perché di questi ‘favoritismi’ porterebbe quasi certamente a trovare una risposta nella corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’alto livello di vulnerabilità italiana a queste dinamiche trova inoltre un riscontro nei dati già pubblicati nell’articolo “<strong>La trasparenza come antidoto alla corruzione nella sanità</strong>”<a href="#_ftn2" name="_ftnref2">[2]</a> lo scorso 19 gennaio, in cui si diceva che benché in Italia non ci siano dati specifici sulle frodi nel sistema sanitario, la Corte dei Conti certifica che “<em>in questo settore si intrecciano con sorprendente facilità veri e propri episodi di malaffare con aspetti di cattiva gestione, talvolta favoriti dalla carenza dei sistemi di controllo</em>”<a href="#_ftn3" name="_ftnref3">[3]</a>. Una stima al ribasso quantifica in <strong>6 miliardi di euro</strong> la cifra media che ogni anno viene sottratta in Italia alle cure per i malati.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’articolo citato parlavamo della coscienza delle persone come il punto di partenza da cui muoversi per correggere questi vizi, ma non dimentichiamo che anche la differenza delle norme tra i diversi stati e la scarsa attenzione di chi ha il potere di prendere decisioni può persino peggiorare la situazione attuale, creando in Europa terreno fertile per la criminalità e i suoi affari.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/02/22/appalti-sanita-italia-seconda-piu-a-rischio-in-europa-per-corruzione-e-mafia/2483578/<br />
<a href="#_ftnref2" name="_ftn2">[2]</a>http://anticorruzione.eu/2016/01/la-trasparenza-come-antidoto-alla-corruzione-nella-sanita/<br />
<a href="#_ftnref3" name="_ftn3">[3]</a> https://www.transparency.it/corruzione-sprechi-sanita/</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Piani triennali di prevenzione della corruzione: le Asl sono sulla buona strada</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/01/piani-triennali-di-prevenzione-della-corruzione-le-asl-sono-sulla-buona-strada/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2016 07:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[PTPC]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 16 dicembre scorso è stato pubblicato il “Rapporto sullo stato di attuazione e la qualità dei piani triennali di prevenzione della corruzione nelle amministrazioni pubbliche 2015-2017”. Redatto dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, l’analisi è stata condotta su 1911 enti presi a campione. Riguardo le Aziende sanitarie locali (Asl) il rapporto dice che tutte quelle analizzate hanno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/corruzione-sanità.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4735" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/corruzione-sanità.jpg" alt="corruzione-sanità" width="299" height="168" /></a>Il 16 dicembre scorso è stato pubblicato il “Rapporto sullo stato di attuazione e la qualità dei piani triennali di prevenzione della corruzione nelle amministrazioni pubbliche 2015-2017”. Redatto dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, l’analisi è stata condotta su 1911 enti presi a campione.<br />
Riguardo le Aziende sanitarie locali (Asl) il rapporto dice che tutte quelle analizzate hanno adottato almeno un’edizione del Piano triennale di prevenzione della corruzione (<a href="http://www.anticorruzione.it/portal/rest/jcr/repository/collaboration/Digital%20Assets/anacdocs/Attivita/Pubblicazioni/RapportiStudi/Anac.RappAttuazionePianiPrevenzioneCorruzionePA.dic2015.pdf" target="_blank">PTPC</a>) , un segnale importante che evidenzia un passo in avanti rispetto agli anni precedenti. Nonostante il 58,04% dei Piani delle Aziende sanitarie abbia mostrato una sufficiente o buona analisi del contesto interno, si registra ancora “l’assenza o l’inadeguatezza” delle analisi riguardanti il contesto esterno all’azienda: mancanze queste che provocano ricadute in tutte le aree di rischio più sensibili relativamente alle Asl, come la gestione delle risorse umane, la gestione contabile-patrimoniale, la gestione di farmaci e altri beni sanitari, ecc. Nonostante il rapporto dica che l’analisi del rischio è stata svolta “in maniera sufficiente o buona” dal 61,54% delle Asl prese in considerazione , le aree in questione restano quelle a cui bisogna prestare più attenzione, perché più soggette al pericolo corruzione.<br />
Il presidente dell’Anac Cantone qualche mese fa, in occasione del “Quinto convegno nazionale sull’appropriatezza nel Servizio sanitario nazionale”, ha chiosato dicendo: “La nostra missione è inserire negli organismi pubblici gli anticorpi che impediscano la corruzione” . In quest’ottica preventiva di lotta alla corruzione rientra un’analisi specifica dei PTPC in questione, che ha chiarito quali sono le misure obbligatorie meglio sviluppate dalle Asl: il codice di comportamento (la cui programmazione è risultata complessivamente sufficiente o buona nel 60,14% dei casi); il Whistleblowing (adeguata nel 56,63% dei casi); la formazione (adeguata nel 52,45% dei casi); l’astensione in caso di conflitti di interessi (adeguata nel 52,45% dei casi) . Nel 60,03% dei casi le Asl campionate hanno anche adottato altre misure oltre a quelle obbligatorie (sempre legate all’intensificazione dei controlli, all’adozione di regolamenti o di direttive interne) . Ma queste disposizioni spesso non bastano.<br />
Lo dimostra ad esempio l’Asl Napoli 3 Sud, recentemente finita sui <a href="http://napoli.repubblica.it/cronaca/2016/01/15/news/appalti_irregolari_sprechi_e_clan_l_asl_3_ai_raggi_x_del_commissario-131285658/" target="_blank">giornali</a> in seguito a una relazione del commissario straordinario Antonietta Costantini inviata in Regione lo scorso 22 dicembre 2015. Dal report emergerebbero appalti gonfiati, infiltrazioni mafiose nella ditta incaricata del trasporto infermi, doppi pagamenti ai fornitori, e altre irregolarità tutte da verificare. L’Asl in questione aveva già adottato il PTPC relativo al triennio 2015-2017 – a firma dell’ex commissario straordinario Dott. Salvatore Panaro –, con l’obiettivo di sviluppare misure di prevenzione “in riferimento al proprio particolare contesto di riferimento che, si ricorda, è particolarmente complesso, non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche dal punto di vista socio-culturale” .<br />
In concomitanza con la consultazione pubblica indetta dai vari enti per il varo del PTPC relativo al triennio 2016-2018, anche l’Asl Napoli 3 Sud ha promosso un procedimento partecipativo per aggiornare il piano, con il termine ultimo che sarà quello del 31 gennaio prossimo, data in cui il dovrà essere adottato. Misura questa che testimonia la volontà di voler continuare sulla strada della prevenzione, l’unica da seguire per sconfiggere la corruzione.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La trasparenza come antidoto alla corruzione nella Sanità</title>
		<link>http://anticorruzione.eu/2016/01/la-trasparenza-come-antidoto-alla-corruzione-nella-sanita/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2016 08:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Rizzo]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[Agenas]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[Cantone]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[L’AGENAS (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) ha presentato lo scorso 23 novembre 2015 il “Rapporto sullo stato di attuazione delle azioni adottate dalla sanità pubblica in materia di trasparenza ed integrità”. Il report certifica che il percorso intrapreso verso la promozione della trasparenza è lo strumento più importante per sconfiggere la corruzione nella [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/corruzione-sanità.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4735" src="http://anticorruzione.eu/wp-content/uploads/2015/12/corruzione-sanità.jpg" alt="corruzione-sanità" width="299" height="168" /></a>L’AGENAS (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) ha presentato lo scorso 23 novembre 2015 il “Rapporto sullo stato di attuazione delle azioni adottate dalla sanità pubblica in materia di trasparenza ed integrità”. Il <span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.agenas.it/images/agenas/In%20primo%20piano/TRASPARENZA/comunicato_trasparenza_2015.pdf" target="_blank">report</a></span> certifica che il percorso intrapreso verso la promozione della trasparenza è lo strumento più importante per sconfiggere la corruzione nella sanità. Un concetto che ha trovato d’accordo il Presidente dell’ANAC Raffaele Cantone, il quale parlando del contrasto al malaffare nel terreno della sanità, ha detto che “assume un ruolo centrale e va, in primo luogo, inteso come cultura della trasparenza che consente la verifica costante degli strumenti, dei tempi e dei modi di attuazione dei trattamenti sanitari” .<br />
Il rafforzamento dell’integrità e la presa di coscienza dei soggetti in causa sono quindi i punti da cui partire per correggere un settore in cui, secondo la “<span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff;" href="http://www.agenas.it/images/agenas/In%20primo%20piano/TRASPARENZA/rapporto_trasparenza_aziende_2015.pdf" target="_blank">Rete Europea contro le Frodi e la Corruzione nel Settore sanitario</a></span>”, in Europa circa il 6% del budget per la sanità viene assorbito dalla corruzione . Benché in Italia non ci siano dati specifici, la Corte dei Conti <span style="color: #3366ff;"><a style="color: #3366ff;" href="https://www.transparency.it/corruzione-sprechi-sanita/" target="_blank">certifica</a></span> che nel settore sanitario “si intrecciano con sorprendente facilità veri e propri episodi di malaffare con aspetti di cattiva gestione, talvolta favoriti dalla carenza dei sistemi di controllo” . Una stima al ribasso quantifica in 6 miliardi di euro la cifra media che ogni anno viene sottratta in Italia alle cure per i malati .<br />
Stesso problema, ma numeri ben diversi, quelli che ha più recentemente lamentato la Cgia (Associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre in un <a href="http://cdn1.cgiamestre.com/wp-content/uploads/2016/01/inefficienza16.pdf" target="_blank"><span style="color: #3366ff;">comunicato stampa</span></a> del 9 gennaio 2016, affermando che “il malfunzionamento della Pubblica amministrazione italiana continua ad avere un impatto molto negativo sull’economia del nostro Paese frenandone la ripresa”; in particolare, gli sprechi e la corruzione nella sanità graverebbero sull’economia italiana per 23,6 miliardi di euro l’anno.</p>
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		<title>Aggiornamento Piano Nazionale Anticorruzione: Focus sanità.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Dec 2015 13:05:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Piero Massotti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Sanità e Welfare]]></category>
		<category><![CDATA[ANAC]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[trasparenza]]></category>

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		<description><![CDATA[L’aggiornamento Anac-Agenas  del Piano Nazionale Anticorruzione 2013-16 (in GU Serie Generale n.267 del 16-11-2015) dedica un ampio allegato al settore della sanità, considerato particolarmente a rischio corruzione. (La discussione dell’intero aggiornamento Il Piano triennale della prevenzione della corruzione (P.T.P.C.) rappresenta lo strumento attraverso il quale l’amministrazione sistematizza e descrive un “processo” &#8211; articolato in fasi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">L’aggiornamento Anac-Agenas  del Piano Nazionale Anticorruzione 2013-16 (in <a href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/11/16/15A08458/sg">GU Serie Generale n.267 del 16-11-2015</a>) dedica un ampio allegato al settore della sanità, considerato particolarmente a rischio corruzione. (La discussione dell’intero aggiornamento</p>
<p style="text-align: justify;">Il Piano triennale della prevenzione della corruzione (P.T.P.C.) rappresenta lo strumento attraverso il quale l’amministrazione sistematizza e descrive un “processo” &#8211; articolato in fasi tra loro collegate concettualmente e temporalmente &#8211; che è finalizzato a formulare una <u>strategia di prevenzione</u> del fenomeno corruttivo.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo si delinea un programma di attività derivante da una fase preliminare di analisi che consiste nell’esaminare una certa amministrazione, le sue regole e le sue prassi di funzionamento in termini di “possibile esposizione” al fenomeno corruttivo.</p>
<p style="text-align: justify;">“[…]Attraverso la predisposizione del P.T.P.C., in sostanza, l&#8217;amministrazione è tenuta ad attivare azioni ponderate e coerenti tra loro capaci di ridurre significativamente il rischio di comportamenti corrotti.” (Piano Nazionale Anticorruzione, Allegato 1, pag. 10). “Le pubbliche amministrazioni centrali definiscono e trasmettono al Dipartimento della funzione pubblica: un piano di prevenzione della corruzione che fornisce una valutazione del diverso livello di esposizione degli uffici al rischio di corruzione e indica gli interventi organizzativi volti a prevenire il medesimo rischio.” (art. 1, c. 5, L. 190/12).</p>
<p style="text-align: justify;">Con l’entrata in vigore della legge n. 190 del 2012 tutte le pubbliche amministrazioni sono state chiamate a formulare ed adottare, entro il 31 gennaio di ogni anno, un documento con il quale si struttura internamente un lavoro di analisi finalizzato a definire una strategia di prevenzione del fenomeno corruttivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso delle amministrazioni sanitarie, in particolare, l’adozione dei Piani Anticorruzione, di concerto con gli adempimenti introdotti in tema di trasparenza dal D.lgs. 33/13, rappresenta un’occasione importante per un ragionamento complessivo circa gli assetti organizzativi interni, e per individuare elementi di criticità.</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;occasione, in particolare, per migliorare la macchina amministrativa, e per coinvolgere in prima persona i dipendenti per prevenire il fenomeno corruttivo, e per rendere sia loro, sia I cittadini, le prime “sentinelle di legalità.</p>
<p style="text-align: justify;">Contestualmente, la prevista adozione dei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione, PTPC, trovano un significato maggiore e più forte nel settore sanitario, nel quale ogni euro bruciato dalla corruzione è sottratto alle cure dei pazienti, con conseguenti effetti negativi anche sulla salute della popolazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il monitoraggio da parte di A.N.A.C. si è concentrato sulla pubblicazione dei Piani Triennali di Prevenzione della Corruzione con riferimento ai trienni 2014-2016 e 2015-2017. Il monitoraggio ha avuto  ad oggetto le Relazioni annuali relative al 2013 e 2014. Da quanto pubblicato da A.N.A.C. dai siti istituzionali delle 240 aziende monitorate emerge che l’82% delle stesse ha adottato e pubblicato il PTPC 2015- 2017, una percentuale in crescita rispetto a quella relativa al precedente Piano 2014-2016, ma ancora insoddisfacente (alcune inadempienza possono essere attribuite al fisiologico processo di aggiornamento dei Piani).</p>
<p style="text-align: justify;">Elevata è la percentuale di aziende che nel 2014 hanno pubblicato la Relazione annuale (decisamente superiore a quella del 2013, primo anno di adozione dei provvedimenti).  Marche, Molise, Campania, Puglia e Calabria non mostrano miglioramenti per quanto riguardo la la pubblicazione dei Piani  dalla prima esperienza (PTPC 2014-16) alla seconda (PTPC 2015-17). Per tutte le altre regioni è vero il contrario.</p>
<p style="text-align: justify;">Va  tuttavia precisato che, in linea con quanto riportato nella Relazione Annuale 2014 dell’ANAC, non è possibile escludere che “a fronte di un livello pressoché generalizzato di adozione e pubblicazione dei PTPC […],le amministrazioni [pubbliche, in genere] hanno adempiuto in maniera <em><u>meramente formale</u></em> alle disposizioni di legge: se da un lato i PTPC sono stati generalmente adottati da quasi tutte le amministrazioni, dall’altro la qualità di tali documenti in termini di metodo, sostenibilità ed efficacia appare sostanzialmente insufficiente.” In sede di aggiornamento del Piano Nazionale Anticorruzione (di cui alla determinazione n. 12 del 28 ottobre 2015) l’ANAC ha rilevato con riguardo alle pubbliche amministrazioni in generale (cfr. paragrafo 2, pag.6 e segg. della Parte generale) “un diffuso atteggiamento di mero adempimento nella predisposizione dei PTPC limitato ad evitare le responsabilità che la legge fa ricadere sul Responsabili dei Piani in caso di mancata adozione del PTPC”.</p>
<p style="text-align: justify;">Più specificamente, nella Parte speciale “Approfondimenti II-Sanità” al paragrafo 1.3. “Risultati della valutazione dei PTPC delle Aziende Sanitarie”, l’ANAC ha rilevato che su un campione di 247 PTPC di ASL, Aziende Ospedaliere, Aziende Ospedaliere Universitarie e IRCCS si è riscontrata una generale carenza nell’analisi del <em>contesto esterno</em> che spesso è risultata del tutto assente. La mappatura dei processi e delle attività non sempre è stata completata.</p>
<p style="text-align: justify;">Non tutte le aziende hanno indicato ulteriori aree di rischio, “cd. aree di rischio specifiche”, omettendo quindi un approfondimento che è di particolare rilievo  considerando la peculiarità del settore in cui le stesse operano. Con riguardo alla Relazione sulle attività svolte nel 2014, 209 aziende hanno adottato e pubblicato la Relazione; la maggior parte di queste ha utilizzato il modello in formato Excel predisposto dall’A.N.A.C, mentre altre hanno scelto autonomamente formato e struttura. Da rilevare che più del 60% di coloro che <em>non</em> hanno utilizzato il formato predisposto dall’ A.N.A.C ha pubblicato una relazione in formato immagine (derivante da una scansione), i cui dati sono difficilmente  rielaborabili. Dalle statistiche descrittive  la pubblicazione della Relazione annuale è decisamente migliorata passando dalla prima alla seconda annualità. La percentuale è aumentata in tutte le regioni (salvo il Molise, inadempiente in entrambi gli anni).</p>
<p style="text-align: justify;">L’analisi e la valutazione è stata effettuata tramite il metodo Delphi(*) su un campione di 25 PTPC predisposti da aziende ed enti del SSN selezionati in base al criteri di rappresentatività delle amministrazioni monitorate (16 Aziende Sanitarie Locali, 7 Aziende Ospedaliere e 2 IRCCS distribuite su tutto il territorio nazionale). La ricognizione effettuata da A.N.A.C. nel 2014 indica che il 90% delle ASL analizzate ha erogato la formazione dedicata alla prevenzione della corruzione, il 6% l’ha prevista nel PTPC, mentre il 4% ha dichiarato di non aver programmato alcuna iniziativa formativa a priori. La situazione appare fra le più solide di tutte le amministrazioni pubbliche analizzate (Anac, Relazione Annuale 2014, 2015, pagg. 244 e segg.).</p>
<p style="text-align: justify;">In generale, i PTPC si attengono alle indicazioni fornite dal Piano Nazionale Anticorruzione (PNA), riprendendone la struttura e i dettagli in esso riportati. Il supporto fornito dal PNA e la novità della prescrizione normativa hanno infatti indotto le aziende a procedere seguendo l’impostazione e i contenuti proposti dalla amministrazione centrale, rinunciando spesso ad ogni intervento di ulteriore specificazione e approfondimento (anche quando segnalati dallo stesso PNA).</p>
<p style="text-align: justify;">L’analisi svolta permette di concludere che l’attenzione dedicata al PTPC dalle diverse amministrazioni sanitarie è piuttosto differenziata; valga per tutti il dato sulla dimensione degli elaborati: a fronte di una lunghezza media di 54 pagine, alcuni enti hanno elaborato  5 pagine, altre ben 207 pagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Si rileva che i documenti più corposi contengono spesso al proprio interno anche il Programma per la Trasparenza e l’Integrità.</p>
<p style="text-align: justify;">Concludendo, a fronte di una riconosciuta tempestività di tutte le amministrazioni sanitarie nella predisposizione e nella pubblicizzazione dei PTPC, i risultati del monitoraggio sulle modalità di presentazione di tali Piani, così come delle Relazioni annuali, indicano che gli elementi più frequentemente presenti nei PTPC sono quelli obbligatoriamente previsti dalla normativa.</p>
<p style="text-align: justify;">Le dimensioni più trascurate sono al contrario quelle relative ad alcune specifiche aree di rischio del settore sanitario (ad esempio, i rapporti con gli informatori dell’industria, i compensi per consulenze effettuate dai professionisti per conto dell’industria, la regolamentazione delle sponsorizzazioni e delle donazioni).</p>
<p style="text-align: justify;">L’auspicio che emerge dalla Sezione Sanità è che l’aggiornamento e l’implementazione dei Piani da parte delle aziende sanitarie possa – sul piano qualitativo e dei contenuti ed anche dell’effettiva realizzazione delle misure in essi previste – colmare almeno alcune delle debolezze riscontrate da ANAC in questo primo ciclo di valutazione dei PTPC.</p>
<p style="text-align: justify;"> (*)  Metodo Delphi è un metodo d&#8217;indagine iterativo che si svolge attraverso più fasi di espressione e valutazione delle opinioni di un gruppo di esperti o attori sociali ed ha l&#8217;obiettivo di far convergere l&#8217;opinione più completa e condivisa in un&#8217;unica &#8220;espressione&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">Le fasi del metodo:</p>
<p style="text-align: justify;">Fase 1: I partecipanti esprimono in modo anonimo su un questionario o altro documento la loro opinione in materia;</p>
<p style="text-align: justify;">Fase 2: Si raccolgono i pareri raccolti e sono sintetizzati in forma aggregata in un unico documento;</p>
<p style="text-align: justify;">Fase 3: I partecipanti rianalizzano i pareri emersi confrontandola con la loro iniziale opinione;</p>
<p style="text-align: justify;">Fase 4: -&gt; Tornare alla Fase 1.</p>
<p style="text-align: justify;">Riferimenti:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2015/11/16/15A08458/sg">GU Serie Generale n.267 del 16-11-2015</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://anticorruzione.eu/2015/12/aggiornamento-piano-nazionale-anticorruzione/" target="_blank">Aggiornamento Piano Nazionale Anticorruzione, 3/12/2015</a></p>
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